La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 21 marzo 2017

Sbirri, poliziotti e mafia

Con il lavoro e la sicurezza sociale si combatte la mafia,
non con gli sbirri che torturano i cittadini.
Lo sbirro non combatte la mafia: lo sbirro è la mafia.
Il poliziotto che rispetta le leggi, sta combattendo la mafia.
L’imprenditore che non sfrutta il lavoro nero, sta combattendo la mafia.
L’operaio che lavora in regola con i contributi, sta combattendo la mafia.

Lo sbirro è la mafia!

Il termine “sbirro” è un dispregiativo e quando è riferito ad un poliziotto o ad un carabiniere sta ad indicare un poliziotto o un carabiniere che forte del suo istituto mette in atto azioni criminali, di violenza, prevaricatrici e prepotenti nei confronti dei cittadini.

Lo sbirro, quando riferito al poliziotto, non è il poliziotto che fa rispettare la legge, ma è il poliziotto che agisce in maniera soggettiva e con forme di prevaricazione nascondendosi, di fatto, dietro all’apparenza della legge.

Come il dio dei cristiani che uccide, macella e distrugge nascondendosi, come un “topo di fogna” dietro ad una presunta onnipotenza. Come il “poliziotto-sbirro” che fa violenza alle persone e che si nasconde dietro all’etichetta di “pubblico ufficiale”.

Quando un danneggiamento viene dal poliziotto considerato “irrilevante”, perché fatto da un suo amico, mentre un danneggiamento viene trattato come “devastazione” per colpire chi ritiene suo nemico, quel poliziotto o quei poliziotti si definiscono degli sbirri. Non sono rispettosi della legge, ma usano la legge a propria discrezione.

Il termine "sbirro" e il termine "poliziotto" o "carabiniere" non sono sinonimi. Uno indica un comportamento e l'altro dei corpi dello Stato. Lo sbirro può non essere un poliziotto e il poliziotto, per essere un corpo dello Stato, non potrebbe né dovrebbe essere uno sbirro anche se molti poliziotti si comportano da sbirri ammazzando o contribuendo ad ammazzare cittadini inermi.
Va da sé che questo comportamento soggettivo può essere riconosciuto anche in altri contesti. Nel contesto scolastico la maestra è uno sbirro quando picchia i bambini. La madre è uno sbirro quando picchia suo figlio. Totò Reina, con la sua mafia, aveva comportamenti da sbirro che trasferiva sul territorio. Provenzano e la ndrangheta usa comportamenti da sbirro nel controllo del territorio. Lo stesso per le ultime Brigate Rosse, infarcite di pistoleros, avevano un comportamento e una mentalità da sbirro.

Tutti i comportamenti mafiosi sono comportamenti sbirrosi perché ad una pretesa di legittimità, alimentano comportamenti soggettivi per favorire i propri interessi: esattamente come quelli di Gesù o del dio dei cristiani. In sostanza, lo sbirro, come il mafioso, si considera un “dio” al di fuori e al di sopra della legge

Il comportamento da sbirro è proprio del cristiano che imita il crocifisso. Lo sbirro è quello che dice, come Gesù “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”. Lo sbirro è il poliziotto che tortura i cittadini, magari i senza tetto o i drogati, nei posti di polizia. Cosa che non farebbe mai un Poliziotto o un Carabiniere che mette al centro della sua azione la legge della società civile.

Normalmente, quando sbirri di bande diverse si incontrano, si riconoscono subito. Sbirri della Polizia e sbirri della ndrangheta, parlano lo stesso linguaggio. Gli sbirri di La Barbera parlavano lo stesso linguaggio di Vittorio Olivero che aveva la mentalità dello sbirro nelle Brigate Rosse. Poi, La Barbera continuò a fare lo sbirro torturando al G8 di Genova e depistando le indagini sulla morte di Falcone e Borsellino e Vittorio Olivero lo spacciatore di droga.

Quando il prete Ciotti dice: “Siamo tutti sbirri!”, non dice una falsità. Come Totò Reina o Provenzano avevano il crocefisso o la bibbia con cui legittimavano i loro comportamenti, così Ciotti è con il crocifisso e la bibbia che legittima comportamenti di aggressione dell’uomo legittimando i comportamenti da sbirro anziché esaltare i comportamenti della Polizia di Stato o dei Carabinieri che rispettano le leggi.

Mi sembra chiaro che quella di Ciotti sia una vera e propria guerra di mafia e non una guerra alla mafia e questa parola d’ordine “Siamo tutti sbirri” sembra certificare più la sua appartenenza alla tipologia sociale della mafia che non alla tipologia sociale del cittadino come richiesto dalla nostra Costituzione.

Può essere che lo Stato preferisca difendere la mafia di Ciotti che non altre bande mafiose, ma sta di fatto che opporre mafia a mafia attribuendo ad una mafia caratteri di legittimità sociale significa condurre una guerra di mafia e non una guerra alla mafia.

Ci fu una scritta che recitava: “Don Ciotti sbirro Più lavoro e meno sbirri!”. Con più lavoro, che detto così è lavoro legale, indubbiamente si combatte la mafia. Con meno sbirri che violano le leggi e più poliziotti che rispettano la Costituzione, sicuramente lo Stato può avere una maggiore fiducia da parte dei cittadini.

Più le persone vengono torturate nei posti di polizia, più si esaltano comportamenti delittuosi da parte delle Istituzioni che legittimano comportamenti da sbirri, e maggiormente si costruisce conflittualità sociale da poter reprimere in nome della mafia mantenendo le persone in miseria. La miseria che esalta il pederasta in croce e il macellaio di Sodoma e Gomorra: gli sbirri per eccellenza.

Claudio Simeoni


David Rockefeller è morto

FELICITA' per i popoli!
La morte di qualcuno dona felicità
quando era troppo potente per ottenere
giustizia per i delitti che commetteva.

E' morto Rockefeller, peccato, ha sofferto troppo poco nello spegnersi in relazione al male che ha fatto al mondo, ai popoli che ha bombardato, agli atti di terrorismo di cui è responsabile, ai risparmi rubati a chi lavorava per costruire un proprio futuro che Rockefeller negava per odio sociale.

E' morto un sanguinario terrorista. Questo non farà cessare il terrore, c'è la fila di distruttori per prendere il suo posto e godere nel far del male ai popoli, ma almeno che i singoli sappiano che far del male ai popoli nega aprioristicamente una possibilità di vita oltre la morte.

David Rockefeller (New York, 12 giugno 1915 – Pocantico Hills, 20 marzo 2017[1]) è stato un banchiere statunitense nonché uno dei fondatori del gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

La Trilaterale è responsabile, come la commissione precedente e che ha fallito in Vietnam, di terrorismo internazionale, di strage e di genocidio e Trump è l'ultimo prodotto della Trilaterale di Rockefeller anche se le condizioni miserabili in cui è vissuto negli ultimi anni portano a pensare che fosse sono un nome di facciata.

Non ha futuro oltre la morte.

La distruzione che ha portato ha innanzitutto distrutto sé stesso.

Si pensava come un Supermen che davanti ai problemmi del mondo distruggeva popoli, città e progetti di uomini che lui non condivideva.

Ha lasciato dietro di sé un conto in banca e un cumulo di macerie economiche, psicologiche, sociali e città rase al suolo dai suoi bombardieri.

Ha distrutto sé stesso. Ha negato a sé stesso la vita oltre la morte.

Come il cristiano si pensa un Gesù che veniva dalle nubi con grande potenza mentre le stelle cadono sulla terra, così Rockefeller ha fatto cadere milioni di bombe e ha sfruttato la miseria cristiana per alimentare la miseria e costruire insicurezza nell'esistenza umana.

E' morto da miliardario miserabile.
Come sono morti sotto le sue bombe centinaia di migliaia di persone, così è morto Rockefeller. Con la sola differenza che molte di quelle centinaia di migliaia di persone hanno trasformato la morte del corpo fisico in nascita del loro corpo luminoso mentre di Rockefeller non resta che polvere.

Un miliardario che non si è portato i soldi con sé, ma che ha portato con sé il risultato emotivo con cui, scelta dopo scelta, ha distrutto la sua possibilità di eternità.


Claudio Simeoni

sabato 18 marzo 2017

Precariato sociale e ripresa economica

La ripresa economica passa dalla
ripresa culturale perché è la cultura che
può pensare la società.

I giornalisti della carta stampata e i giornalisti televisivi hanno taciuto ogni analisi su chi ha “vinto” e chi ha “perso” il referendum relativo all’attività eversiva nei confronti della Costituzione del 04 dicembre 2016.

Silenzio assoluto, mentre voci di politici si levavano forti attribuendosi, di volta in volta, i meriti di una consultazione popolare che ha visto una partecipazione massiccia dell’elettorato nazionale.

A fronte di un Matteo Renzi, onnipresente sulle reti RAI e Mediaset con torme di giornalisti esaltati, prostrati, al nuovo Mussolini che auspicava uno stato assolutista, le poche voci che si esprimevano in difesa della Costituzione della Repubblica venivano fatte apparire come dei balbettii incerti e fuori dal tempo.

Nei programmi televisivi, a fronte di fautori aggressivi della distruzione della Costituzione venivano opposti timidi difensori in modo da mostrare la “cazzutezza” delle ragioni del “SI” e un’apparente pochezza delle ragioni del “NO”.

Sta di fatto che, a dispetto dei politici che hanno cavalcato la possibilità di gestire le posizioni del “NO”, il “NO” ha avuto la sua forza passando di bocca in bocca, di informazione in informazione, di necessità d’esistenza delle persone in analisi delle loro necessità d’esistenza.

La forza del “NO” al referendum del 04 dicembre 2016 è stata incarnata dalla CGIL. Quella massa di persone che hanno visto il loro lavoro precarizzarsi e uscire dai paletti della Costituzione che impone allo Stato e alle Istituzioni che il lavoro debba essere remunerato in maniera sufficiente per far vivere dignitosamente il lavoratore mentre, la modifica Costituzionale, era tale da consentire alle Istituzioni non solo di precarizzare ulteriormente il lavoro, ma di trasformalo, di fatto, in un’ulteriore stato di schiavitù sociale.

Questa realtà che i giornalisti RAI e Mediaset (l’azione di disinformazione in funzione di un’attività di propaganda, fatta da un giornalista, proprio perché è un giornalista, è un vero e proprio “sparare” nella testa dei cittadini per manipolare a proprio favore le loro scelte: in sostanza, è un atto di terrorismo!) hanno nascosto ai cittadini è una realtà ben chiara negli ambienti Istituzionali ed è questa realtà, questa consapevolezza che si è formata nei cittadini, che ha convinto il “governo Gentiloni” a depennare le normative sui Voucher e sulle norme di corresponsabilità negli appalti che tanti danni hanno provocato al mondo del lavoro.

Sociologi e propagandisti politici stanno perdendo di vista la realtà nella quale viviamo. Vivono in un mondo di fantasia nel quale si vedono alla testa di tante camicie nere che marciano al passo dell’oca. Per loro, i cittadini sono schiavi plaudenti pronti ad “armarsi e partire” per le loro crociate. Un “armarsi e partite” che fa dire a Di Maio: "Voto eversivo, non lamentatevi della violenza" che è esattamente come i trecentomila fucili bergamaschi con cui Bossi minacciava l’Italia.

Sociologi e politici si nutrono di televisione e autoreferenzialità al punto tale che non conoscono i prezzi delle zucchine al mercato e nemmeno come l’acquisto di mezzo chilo di insalata incide su un pensionato al minimo. In compenso, i pensionati, reduci da quarant’anni di lavoro, non sono coloro che escono dalla carità delle parrocchie, non sono supplici, ma sono spesso coloro che hanno combattuto una situazione di trasformazione sociale e hanno visto realizzarsi, nella loro quotidianità, i grandi progetti di trasformazione sociale imposte dalla Confindustria, dalla Banche, dalla Chiesa Cattolica e da politici locali che si trasformano in vere e proprie sanguisughe sia facendo cassa con le multe sia alimentando progetti irrealizzabili come la TAV, il Mose, il Ponte sullo Stretto o la Pedemontana Veneta che, alimentando gli interessi delle imprese confindustriali, dissanguano le casse pubbliche in funzione di progetti privati.

Per questo motivo il “governo Gentiloni” ha preferito cancellare le norme sottoposte a referendum piuttosto che avere una bocciatura referendaria. Si è riservato il diritto di truffare in un altro modo i lavoratori, piuttosto che essere bocciato da un referendum che gli avrebbe impedito di agire sulla materia per almeno cinque anni.

Purtroppo, ricordiamo, non doveva dimettersi solo Matteo Renzi dopo la “sconfitta” referendaria, ma doveva dimettersi anche il Presidente della Repubblica Mattarella che aveva posto la sua firma e la sua faccia sulla violenza che veniva fatta ai cittadini attraverso quella legge.

Eppure, solo la garanzia del lavoro per le persone che lavorano materialmente e l’uscita dal lavoro nero, dal precariato, dall’evasione fiscale è l’unica possibilità che resta all’Italia per alimentare la ripresa economica. Per farlo è necessario modificare il sistema di pene e di priorità nel perseguire i reati. Si devono somministrare un minimo di 20 anni di galera per il banchiere che truffa i risparmiatori o mette in pericolo la propria banca. Si devono somministrare 20 anni di galera minimo agli imprenditori che usano l’impresa come un’arma con cui delinquere. Si devono dare 20 anni di galera minimo al funzionario Istituzionale che usa in maniera impropria le proprie funzioni.

E’ stupido e inutile colpire il barbone, il ladruncolo, o il disperato che ti entra in casa. Costoro creano molta apprensione e le persone vivono stati d’ansia per il loro portafoglio, ma l’imprenditore o il banchiere ruba tutta la vita alle persone e mentre gli anni di galera comminati al ladruncolo non lo portano a non rubare più, i venti anni di galera all’imprenditore o al banchiere, dissuadono dal distruggere un’economia che è, di fatto, un patrimonio sociale e collettivo.

E mentre sociologi e politici si mettono la camicia nera facendo marciare i loro elettori al passo dell’oca con i giornalisti RAI e Mediaset plaudenti, i cittadini stanno comunque progettando e agendo per costruire delle migliori condizioni di vita che non sono gli ideali di Silvio Berlusconi, di Matteo Renzi, di Matteo Salvini o di Beppe Grillo dell’ “armatevi e partite” avendo “fede in me”.


Claudio Simeoni

giovedì 16 marzo 2017

Il populismo alleato all'integralismo islamico

Le elezioni Olandesi decretano il fallimento delle strategie del Matteo Renzi d’Olanda.

Il Partito Laburista, che possiamo considerare il Partito Democratico Italiano, ha messo in campo un’alleanza con la destra olandese di Mark Rutte, esattamente come Matteo Renzi ha messo in campo un’alleanza con Silvio Berlusconi
Gli elettorati sono profondamente diversi. Hanno sensibilità diverse e un diverso modo di pensare la società. Non si possono mescolare elettori di destra ed elettori di sinistra.

Se a Silvio Berlusconi fa comodo cercare di mettere le mani sull’elettorato del Partito Democratico, sta di fatto che agli elettori del Partito Democratico, in particolare lo zoccolo ideologicamente meno coinvolto nell’ideologia cristiana, ex ulivo, non va assolutamente bene un’alleanza con Silvio Berlusconi.

Matteo Renzi non è in grado di percepire l’elettorato del Partito Democratico: Matteo Renzi adora il dio padrone, non è al servizio dei cittadini. Matteo Renzi, come Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Beppe Grillo, si considerano i padroni dei cittadini ad immagine e somiglianza del dio padrone davanti al quale costringono bambini in ginocchio.

Va da sé che in Olanda, il tipo di alleanze fatte dai laburisti ha fatto sparire il Partito Laburista, come farà sparire il Partito Democratico capitanato dall’adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra Matteo Renzi.

Questi sono i dati con gli spostamenti elettorali in Olanda.




Partito popolare per la libertà e la democrazia  VVD       Mark Rutte        21.3%    –5.2%   33           –8
Partito per la Libertà      PVV       Geert Wilders   13.1%    +3.0%   20           +5
Appello Cristiano Democratico  CDA       Sybrand Buma  12.5%    +4.0%   19           +6
Democratici 66  D66        Alexander Pechtold       12.0%    +4.0%   19           +7
Partito Socialista              SP           Emile Roemer   9.2%      –0.4%   14           –1
GroenLinks        GL          Jesse Klaver       8.9%      +6.6%   14           +10
Partito Laburista              PvdA     Lodewijk Asscher            5.7%      –19.1% 9             –29
Unione Cristiana              CU          Gert-Jan Segers               3.4%      +0.3%   5             –
50PLUS 50+        Henk Krol            3.1%      +1.2%   4             +2
Partito per gli Animali    PvdD     Marianne Thieme           3.1%      +1.2%   5             +3
Partito Politico Riformato            SGP       Kees van der Staaij         2.1%      +0.0%   3             –
DENK    DENK    Tunahan Kuzu   2.0%      –             3             +3
Forum della Democrazia              FvD        Thierry Baudet 1.8%      –             2             +2
VoorNederland               VNL       Jan Roos              0.4%      –             0             –
Partito Pirata     PP          Ancilla van de Leest       0.3%      +0.0%   0             0


Matteo Renzi, con Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Bebbe Grillo sono percepiti dagli elettori del Partito Democratico allo stesso modo di Geert Wilders e da tali operazioni politiche intendono tenersi lontani.

Ricordo che le elezioni politiche che hanno permesso a Matteo Renzi di devastare l’Italia come primo ministro, non sono state vinte da Matteo Renzi, ma da Pierluigi Bersani.

La fine dei populismi in Europa è iniziata il 04 dicembre 2017 con il NO al referendum in Italia e la sconfitta del populismo in Austria.

Ora ci sono tre populismi al potere che stanno circondando l’Europa. Trump negli USA, May Teresa. in Gran Bretagna e Erdogan in Turchia.

La rabbia di Erdogan per il voto Olandese l’abbiamo sentita ed Erdogan non ha migliori alleati che altri integralisti populisti. I migliori alleati di Erdogan e dell’islamismo con cui Erdogan ha rivestito la bandiera turca sono Geert Wilders, Marine Le Pen, Matteo Renzi, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo.

Per fermare Erdogan e gli integralisti islamici è necessario fermare gli integralisti cristiani in Italia e in Francia. Integralisti come Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Bebbe Grillo e Matteo Salvini.


Claudio Simeoni

lunedì 13 marzo 2017

Il fallimento dei partiti di sinistra.

O nazismo o democrazia
Perché la “sinistra” politica italiana ha fallito?

Fallire significa non raggiungere le aspettative che l’attività politica prospettava.

C’è stato sicuramente una modificazione sociologica profonda del tessuto economico e sociale, ma il fallimento dei partiti politici non è dovuto alle modificazioni economico-sociali, il fallimento è dato dal modo col quale la “sinistra” politica guarda alla società e al mondo economico.

C’è una condizione ideologica che le persone di “sinistra” non tollerano ed è l’ideologia nazista, comunque veicolata.

In cosa consiste l’ideologia nazista e in che cosa consiste l’opposto all’ideologia nazista?

L’ideologia nazista è l’ideologia cristiana. Il nazismo si propone come “padrone degli uomini” esattamente come il dio cristiano pretende di essere il padrone degli uomini in quanto creatore degli uomini.

L’ideologia nazista ha la sua manifestazione estrema nei campi di sterminio. In uomini ridotti ad oggetto e costretti a diventare oggetti che si possono sterminare. Il cristianesimo ha la sua manifestazione estrema nell’attività di genocidio. Il dio dei cristiani si caratterizza perché distrugge l’umanità col diluvio universale, macella gli abitanti di Sodoma e Gomorra perché non fanno sesso come lui vuole, ordina di macellare uomini, donne e bambini delle città invase per il divertimento degli ebrei trasformando gli uomini e le donne in oggetti di possesso che si possono sterminare. Il cristianesimo ha nel Gesù il super uomo nazista, il padrone degli uomini, in quanto dio padrone, e ordina di scannare, sgozzare, chiunque non lo riconosca come il padrone degli uomini.

L’ideologia nazista ha la sua manifestazione emotiva coinvolgente nel populismo, nell’ideologia del Volk, della razza ariana, esattamente come l’ebraismo ha l’ideologia del popolo eletto e i cristiani il popolo di dio. Razza ariana, popolo eletto e popolo di dio, si ritengono in diritto di sterminare tutti gli altri. In questo modo il popolo eletto e il popolo di dio vanno di genocidio in genocidio, dagli eretici ai popoli nativi nord-americani, agli indios, ai popoli africani, ai popoli asiatici. Esattamente come la bibbia racconta come il popolo eletto obbedisce all’ordine del suo dio di sterminare uomini, donne e bambini di ogni città: come sta facendo con i Palestinesi oggi. Ne distruggono la cultura, li infilano nei campi di concentramento e negano loro la vita in nome del dio creatore.

La manifestazione emotiva dell’ideologia nazista consiste nel rendere partecipe alla grande missione della razza ariana, del popolo eletto o del popolo di dio, tutti coloro che appartengono alla razza ariana, al popolo di dio o al popolo eletto. Il pezzente disperato si sente parte del popolo eletto, della razza ariana, del popolo di dio e urla il suo desiderio di crociata contro chi non appartiene al popolo eletto, al popolo di dio o alla razza ariana. Mette in atto linciaggi contro i neri, gli extracomunitari, i Rom.

Il fallimento della “sinistra” consiste nell’aver partecipato a questo gioco e gestendo, per conto del popolo eletto, della razza ariana o del popolo di dio, i disperati sociali che, all’interno del popolo eletto, della razza ariana o del popolo di dio, cercano migliori condizioni d’esistenza partecipando alla razza ariana, al popolo eletto o al popolo di dio.

Ai politici di sinistra, della democrazia non è mi interessato nulla. La democrazia non era l’oggetto con cui organizzare la società, ma era il sistema per giustificare chi attribuiva a sé stesso il diritto di dominare il volk, il popolo di dio, il popolo eletto o la razza ariana, la libertà di dominare il popolo di dio, il popolo eletto o la razza ariana.

Mentre nel popolo eletto, nel popolo di dio, nella razza ariana, chi accusa la gerarchia deve dimostrare le accuse; nella democrazia è la gerarchia che deve dimostrare di essere limpida e di ottemperare ai propri doveri davanti ad ogni accusa o ad ogni richiesta.

Per i politici di “sinistra”, la democrazia della Costituzione della Repubblica non imponeva doveri alle Istituzioni nei confronti dei cittadini, ma imponeva ai cittadini di riconoscersi nel popolo eletto, nella razza ariana, nel popolo di dio. Imponeva loro di essere obbedienti “con tutto il loro corpo e con tutta la loro anima”.

I politici di “sinistra”, per ingraziarsi chi dominava il popolo eletto, la razza ariana o il popolo di dio, acconsentirono affinché i dominatori potessero mettere i bambini in camicia nera, in ginocchio davanti al crocifisso, venissero circoncisi e costretti  a veicolare le loro emozioni in quel delirio di onnipotenza nazista qual è la razza ariana, il popolo di dio o il popolo eletto perché resi incapaci di affrontare le condizioni e le contraddizioni della loro esistenza.

Dovevano rinunciare al controllo del loro corpo. Il sesso andava condannato, l’aborto condannato, il divorzio condannato, la libertà di cura condannata, la necessità dell’eutanasia condannata. I loro corpi erano proprietà del Volk, della razza ariana, del popolo di dio o del popolo eletto. Era la gerarchia del Volk, della razza ariana, del popolo di dio o del popolo eletto che erano proprietari dei loro corpi e dei loro figli trasformati in oggetti di possesso e privi di diritti giuridici (dovevano onorare il padre e la madre).

La società nazista non è una società che riconosce il valore sociale dell’individuo, ma è una società che si deve appropriare dell’individuo costringendolo ad agire in quanto popolo eletto, razza ariana, o popolo di dio.

In questo modo si permise ai nazisti, agli ebrei e ai cristiani di separare l’infanzia dalla società, rinchiuderla in un ghetto per meglio condizionarne le emozioni in funzione di un possibile uso sia per sterminare i non appartenenti alla razza ariana, al popolo di dio o al popolo eletto, sia per renderli oggetti d’uso e infilarli in qualche campo di sterminio per la gloria di un popolo eletto, di un popolo di dio o di una razza ariana.

Questo gioco, a cui hanno partecipato i “partiti di sinistra” rivelandosi nella pratica spesso più distruttivi di partiti nazisti di destra (che spesso si definiscono eufemisticamente moderati) quando agiscono nella struttura emotiva delle società vengono elettoralmente promossi con una valanga di voti perché esprimono l’attesa di un cambiamento delle condizioni di vita della parte più soffrente del popolo eletto, della razza ariana o del popolo di dio. Quando quegli elettori popolo di dio, razza ariana o popolo eletto si rendono conto che nessun Gesù arriverà con grade potenza dalle nubi mentre le stelle cadranno sulla terra, si rivolgeranno a coloro che prometteranno loro campi di sterminio con i quali distruggere l’altro che mette in discussione il popolo eletto, la razza ariana o il popolo di dio esattamente come fa Salvini nel proclamare lo sterminio degli extracomunitari ( o nel ributtarli a mare, che è la stessa cosa).

I partiti di “sinistra” vengono fatti passare, dalla propaganda dei partiti di destra, come “buonisti” perché nella loro propaganda sacrificherebbero le condizioni di vita degli Italiani (nel nostro caso) per favorire gli extracomunitari che, per loro, dovrebbero essere ammazzati o rispediti nei paesi d’origine.

In realtà l’ideologia nazista del popolo eletto, del popolo di dio, della razza ariana, per legittimare il suo controllo, procede a distruggere la capacità culturale dei figli del popolo che domina. I figli di Italiani hanno subito, dai partiti di destra, dalla democrazia cristiana, i socialisti, Forza Italia, Lega nord, la distruzione della struttura culturale e sono incapaci di affrontare i problemi sociali da sé stessi e per sé stessi. Proprio questa incapacità ha portato gli imprenditori della confindustria a sostituire gli italiani con gli extracomunitari che, vivendo in condizioni economiche più povere, garantiscono alla confindustria un maggior profitto pur in una situazione in cui la confindustria sta distruggendo la struttura economica del paese.

La distruzione della struttura economica del paese, voluta dalla Democrazia Cristian, Forza Italia, i socialisti di Craxi, la destra di Almirante, Fini e Storace, la lega Nord di Bossi, Maroni e Salvini, ha messo in atto un processo di distruzione sociale e culturale del paese coinvolgendo i partiti di “sinistra” che si sono schierati con i partiti di destra per favorire banche e confindustria in nome del popolo eletto, del popolo di dio o della razza ariana.

Fuori da tutto questo è rimasta una Costituzione che è sempre stata negata salvo per garantire ai nazisti, i gestori del popolo eletto, della razza ariana o del popolo di dio, quei diritti di aggressione, offesa, impoverimento delle persone funzionali ai loro progetti di dominio.

L’articolo uno della Costituzione si può distruggere come si vuole da parte dei padroni del popolo eletto, del popolo di dio o della razza ariana. Le persone si possono precarizzare senza che questo danneggi la Costituzione. La libertà di stampa si può impedire (quando e come serve) per garantire il dominio del popolo eletto, della razza ariana e del popolo di dio. La libertà religiosa viene offesa e i religiosi diversi dal popolo eletto, dal popolo di dio o della razza ariana possono essere aggrediti. La libertà di parola esiste solo per Salvini che spinge al razzismo e all’odio sociale e un ministro Minniti offende i cittadini facendo loro puntare le pistole della Polizia di Stato alla testa affinché non manifestino le loro idee funzionali alla Costituzione della Repubblica.

I partiti di “sinistra” hanno partecipato al gioco del popolo eletto, della razza ariana, del popolo di dio imponendo i modelli sociali del popolo eletto, della razza ariana o del popolo di dio mediante bande di poliziotti che bastonano e torturano i cittadini che pretendono di agire in funzione del dettato Costituzionale.

Le persone di “sinistra” hanno una maggiore sensibilità emotiva e anche se spesso si fanno ingannare dall’apparire di qualcuno, come Matteo Renzi, che si dipinge come “uomo del destino”, l’Hitler di turno, non sono come le persone di destra che amano il loro Hitler sia che si chiami Mussolini o Silvio Berlusconi.

Questo è il motivo del fallimento dei partiti di “sinistra”. In fondo, in Italia, non ci sono mai stati partiti di “sinistra”, ma solo partiti nazisti che hanno partecipato al gioco del popolo eletto, della razza ariana, del popolo di dio.

Non c’è differenza fra Aldo Moro e Berlinguer: entrambi, in nome del volk, della razza ariana, del popolo di dio o del popolo eletto, consegnano i bambini alle gerarchie cattoliche affinché ne manipolino la struttura emotiva impedendo loro di trasformarsi in cittadini consapevoli della Costituzione.

Non c’è differenza fra Partito Comunista e Democrazia Cristiana: entrambi praticano la tortura nei confronti degli arrestati ed entrambi finanziano le scuole private contro il diritto Costituzionale. Entrambi impongono ai cittadini la morale del popolo eletto, della razza ariana o del popolo di dio.

Non c’è differenza fra la bicamerale di D’Alema e Berlusconi  e l’attacco alla Costituzione di Matteo Renzi. Non c’è differenza fra il “porcellum” e l’“Italicum”. Sono provvedimenti nazisti, propri del controllo del popolo eletto, del popolo di dio, della razza ariana che riportano una struttura democratica in un regime a monarchia assoluta proprio del Vaticano.

E tutto questo è sorretto dalle torture che i cittadini italiani subiscono da una Polizia di Stato che li minaccia col crocifisso: il simbolo del popolo di dio che è la stessa cosa della razza ariana e del popolo eletto.

Questo è il motivo del fallimento dei “partiti di sinistra” in Italia. Questo è lo stesso motivo del fallimento dei “partiti di destra”. Quando l’uomo del destino, venuto dalle nubi con grande potenza, svela la sua miseri aideologica e morale, le persone corrono a cercare un altro uomo del destino che rinnovi la loro illusione.

Eppure, basterebbe attuare il dettato Costituzionale nella direzione imposta dalla Costituzione della Repubblica e il partito che la mettesse in atto, anche se all’inizio sarà debole rispetto ai partiti dell’uomo del destino, del superuomo unto del “signore”, potrà lavorare per costruire un futuro sociale.

Per farlo servono uomini, non nazisti come Aldo Moro, Berlinguer, Prodi, D’Alema, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini o teppaglia simile che fanno della distruzione sociale il loro ideale politico.

Quando l’uomo del Volk dice che l’altro va aggredito, in realtà sta aggredendo i cittadini del suo stesso paese. Quando il dio di ebrei e cristiani ordina di macellare chi non si mette in ginocchio non sta distruggendo solo chi viene macellato, ma anche i macellai.


Claudio Simeoni

domenica 12 febbraio 2017

Crisi socio-economica 2017-2020

La crisi socio-economica che sta per accadere
ha ragioni in questo presente.
Due elementi caratterizzano la resistenza umana alla distruzione della società in cui viviamo: l’andamento dei consumi e l’andamento delle nascite

Una società in crisi rinuncia al futuro sociale perché agire per il futuro sociale, fare figli, richiede un costo eccessivo rispetto al presente vissuto. Inoltre, l’incertezza costringe le persone a rinunciare a una parte di quantità e di qualità di acquisti rallentando, di fatto, la circolazione delle merci impedendo la costruzione della ricchezza diffusa.

Affinché una società decida di non fare figli è necessario togliere alle coppie gli asili nido, gli asili, rendere gli orari di fruizione dei servizi impossibili rispetto agli orai di lavoro, rendere antieconomico l’accesso ai servizi che non sono più servizi per il cittadino, ma vere e proprie aziende che, anche se non fanno bilanci in profitto, distribuiscono stipendi e attraverso questo, posti di lavoro che servono al controllo sociale.

Affinché una società decida di comprimere i consumi è necessario che le prospettive economiche, date dalle condizioni di lavoro, siano messe in crisi con licenziamenti, lavoro precario, sottopagato in modo da non poter mantenere dignitosamente sé stessi e la propria famiglia. Cosa che è prevista dalla Costituzione, ma che poliziotti manganellatori e magistrati codardi impediscono di realizzare costringendo le persone che lavorano (coloro che trasformano merci in prodotti) a vivere nel terrore e nella paura.

A questo si aggiunge la condizione di rapina sistematica dei risparmi messa in atto da Banche fallite che andrebbero chiuse, per evitare di fare altri danni, e un sistematico annientamento delle persone povere e dei senzatetto fino alla costruzione di campi di concentramento che si chiamano Centri di Identificazione e di Espulsione nei quali la violenza è garantita e impunita con la complicità delle organizzazioni criminali cattoliche.
Scrive l’Istat:

Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.
I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.
Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d'Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L'età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.
Il saldo migratorio netto con l'estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall’estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l'estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.
Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). L’indice di dipendenza strutturale sale al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani al 34,2%.
Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). L'età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.

Tratto da:
istat.it/it/archivio/180494

Non fare figli è la più alta forma di resistenza umana alla degenerazione della struttura socio politica italiana. Una struttura sociale volta alla violenza sui cittadini che da un lato legittima le banche nella loro azione di rapina nei confronti dei risparmiatori e dall’altro bastona i mendicanti, i senza tetto, che proprio le banche più altri hanno contribuito a costruire.
Da qui la contrazione dei consumi che nella strategia di resistenza sociale ha lo scopo di far fallire il maggior numero di commercianti possibile per renderli compartecipi alla miseria sociale.

l livello medio della spesa alimentare è pari a 441,50 euro al mese (436,06 euro nel 2014, +1,2%). Si arresta la diminuzione della spesa per carni, in atto fin dal 2011, attestandosi a 98,25 euro mensili. La spesa per frutta aumenta del 4,5% rispetto al 2014 (da 38,71 a 40,45 euro mensili), quella per acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura del 4,2% (da 19,66 a 20,48 euro).
È sostanzialmente stabile la spesa per beni e servizi non alimentari (2.057,87 euro in media al mese). Per il terzo anno consecutivo si riducono le spese per comunicazioni (-4,2%), anche per l'ulteriore diminuzione dei prezzi. Aumentano le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+11%, da 110,26 a 122,39 euro, dopo due anni di calo), e le spese per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+4,1%, 126,41 euro).
Permangono le differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito, ai prezzi e ai comportamenti di spesa, con i valori del Nord più elevati di quelli del Centro e, soprattutto, di Sud e Isole. La Lombardia e il Trentino-Alto Adige sono le regioni con la spesa media più elevata (rispettivamente 3.030,64 e 3.022,16 euro). La Calabria è invece la regione con la spesa minore, 1.729,20 euro mensili, inferiore del 42,9% rispetto ai valori più elevati.
Nelle città metropolitane la spesa media mensile è di 2.630,73 euro, nei comuni periferici delle aree metropolitane e nei comuni sopra i 50mila abitanti è di 2539,47 euro e negli altri comuni fino a 50mila abitanti è di 2.436,38 euro. Nelle città metropolitane si destinano quote di spesa più elevate all'abitazione e ai servizi ricettivi e di ristorazione.
Le famiglie di soli stranieri spendono in media 1.532,66 euro al mese, circa 1.000 euro in meno di quanto spendono le famiglie di soli italiani (anche se queste ultime hanno in genere dimensioni più contenute). Più della metà della spesa delle famiglie di soli stranieri (54,1%) è destinata a prodotti alimentari e bevande analcoliche e ad abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili (al netto degli affitti figurativi); questa quota è del 29,1% per le famiglie di soli italiani.
La spesa media mensile è molto eterogenea al variare del titolo di studio: ammonta a 3.383,05 euro per le famiglie con persona di riferimento laureata o con titolo di studio superiore alla laurea, circa il doppio rispetto a quella delle famiglie la cui persona di riferimento ha la licenza elementare o nessun titolo di studio.
Tra le famiglie di occupati dipendenti la spesa media mensile è pari a 2.321,50 euro se la persona di riferimento è operaio e assimilato, sale a 3.124,56 euro se è dirigente, quadro o impiegato. Tra gli occupati indipendenti, la spesa media mensile è di 3.585,20 per imprenditori e liberi professionisti e di 2.733,88 euro per gli altri lavoratori indipendenti.

In sostanza, i consumi ristagnano diminuendo o aumentando a seconda delle condizioni di vita delle persone. L’aumento del precariato e dell’incertezza lavorativa frena la circolazione del denaro.

In questo modo veniamo a sapere che la quantità di suicidi in Italia è impressionante. Ad esempio, riporto:

Sono circa 4 mila (in prevalenza uomini adulti) le persone che ogni anno in Italia decidono (e riescono) a togliersi la vita con i metodi più disparati. Una strage silenziosa e continua che dopo un periodo di assestamento al ribasso (quasi dimezzati i dati che riguardano le donne) ha registrato una nuova accelerazione (colpendo soprattutto gli uomini in età da lavoro) con l’esplosione della crisi economica mondiale nell’agosto del 2007. Una tendenza statistica impressionante che ha portato nel 2013 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati Istat) a 4291 il numero di suicidi su tutto il territorio nazionale (352 nella sola regione Lazio). Numeri che fanno impressione e che devono tuttavia essere considerati per difetto visto che in molti frangenti, i casi di suicidio non vengono riconosciuti come tali. Solo a Roma, ad esempio, i casi di presunti suicidi sono 153 nel 2015 e 75 nel 2016 (al giugno 2016).

Tratto da:
iltempo.it/cronache/2016/06/16/news/mai-cosi-tanti-suicidi
-in-italia-1012935/

La disperazione sociale è talmente diffusa che i suicidi vengono spesso nascosti o giustificati in vari modi, ma si tratta sempre di difficoltà esistenziali prodotte dalla struttura sociale e politica che trattando i cittadini come dei sudditi da usare come schiavi, vedi i recenti provvedimenti legislativi che hanno derubato la popolazione della sicurezza del lavoro, di fatto spinge i cittadini alla disperazione.

La stessa disperazione che si vive in famiglia che rappresenta il maggior contesto in cui avvengono atti criminali. I criminali sono i familiari della vittima e spesso la vittima è l’aguzzino a cui i familiari si ribellano.
Prendo un dato dall’Ansa:

Al Nord la famiglia si conferma il principale ambito omicidiario (con 82 vittime, pari al 47,1% delle vittime dell'area), prevalendo significativamente sulla criminalità comune (37 vittime, pari al 21,3%), sugli omicidi tra conoscenti (14,9%) e sugli altri contesti minoritari. Al Centro è invece la criminalità comune a registrare il primato delle vittime (28 quelle censite, pari al 38,4% dell'area), prevalendo di poco sull'ambito familiare (27 casi, pari al 37%). È il Sud a distaccarsi dal restante territorio, prevalendo anche nel 2012 gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata (28,7%), che superano quelli del contesto familiare o affettivo (23,7%) e della criminalità comune (20,4%).
Tratto da:
ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/06/16/in-famiglia-il-maggior-numero
-di-omicidi_dc795116-931e-4653-a116-478f7ab294c8.html

La disperazione, il terrore e la paura sono il sentimento più diffuso nella società italiana. Politici corrotti, e non solo per soldi, giocano a distruggere tutte le situazioni sociali in cui le persone traggono un minimo di benessere e nel farlo incitano al conflitto sociale mediante la violenza espressa dalla Polizia di Stato e da magistrati corrotti e vigliacchi che minacciano i cittadini col crocifisso.
Proprio per rendere difficoltosa la vita delle persone l’attuale governo ha distribuito denaro alle scuole private in modo da danneggiare la scuola pubblica anche se questa azione rappresenta un atto di terrorismo contro la Costituzione della Repubblica.

Agli italiani non resta altro che evitare di fare figli e comprimere i consumi cercando di difendersi, per quanto è possibile all’attività criminale con cui le banche rapinano i risparmiatori abusando della loro fiducia e abusando della non conoscenza dei meccanismi finanziari. Una non conoscenza frutto di un’attività giornalistica di disinformazione che se da un lato ha costretto i bambini ad andare al catechismo e a fagocitare i principi della monarchia assoluta, dall’altro li ha resi inconsapevoli delle regole e delle norme della società in cui devono vivere rendendoli prede di poliziotti criminali e magistrati che col crocifisso violano le leggi per i propri interessi personali.

Non resta altro che la compressione dei consumi con cui far fronte a quella crisi economica che si sta profilando in Italia fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018.

Claudio Simeoni

venerdì 10 febbraio 2017

Patata bollente: Raggi e Grillo

Patata Bollente è un termine con cui un giornale ha definito Virginia Raggi e che ha fatto indignare, urlando al sessismo, compreso il Presidente del Senato Grasso che sarebbe bene si leggesse un po’ di italiano.

Cito dal dizionario Garzanti Nuova Edizione 2010 alla parola Patata:

Patata Bollente:
n. (fig.) Argomento, problema scottante: passare ad altri la patata bollente.

Che Virginia Raggi con la sua incompetenza e la sua incapacità, nonché con le sue relazioni la cui segretezza (vedi il discorso delle polizze) fa pensare a traffici loschi tanto che della sua giunta si parla di fare lo Stadio di Roma quando Lei aveva fatto una campagna elettorale in favore delle “periferie abbandonate” e in favore di una trasparenza amministrativa finita in “intrallazzi” sul tetto del comune di Roma.

Virginia Raggi è una patata bollente che porterà a svelare l’ideologia nazista e mafiosa del Movimento Cinque Stelle favorita da politici che hanno dimenticato il significato della parola “ideologia” e preferiscono usare solo l’ideologia assolutista del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce con cui violentare i bambini affinché, una volta adulti, una citazione da linguaggio figurato da una citazione letterale.

Capisco che nella testa di molti giornalisti e di molti magistrati abbiano la vagina piantata nella testa e vivano di sessuofobia, come capisco quelle persone che davanti alle violenze subite da magistrati, da poliziotti e da giornalisti reagiscono con epiteti sessisti imposti loro dalla violenza dei cristiani negli asili.

Il Magistrato Pietro Grasso è appartenuto ad un’organizzazione che ha torturato i cittadini perché non gli piaceva il linguaggio, ma Virginia Raggi è una patata bollente che porterà al disfacimento del movimento cinque stelle e che Bebbe Grillo, con tutta la sua miseria morale continuerà a nasconderne le porcate per i suoi interessi privati.

Capisco che volgarmente il termine "patata" è usato per definire la vagina, ma questa è una definizione volgare che sul dizionario della lingua italiana non c'è, sta tutto nella testa del Presidente del Senato Pietro Grasso come molte definizioni stavano solo nella testa dei poliziotti mentre mi torturavano. Come quel magistrato che riteneva un reato dare del "deficiente" (e poco altro) al giornalista che legittimava la violenza sui bambini dell'asilo da parte delle suore cattoliche. Pietro Grasso, per quel che mi riguarda, dovrebbe chiedere scusa agli italiani.

Tanto per riflettere, quando Grillo lanciò il suo vaffanculo lo avete mai preso come un insulto razzista ai gay? Eppure, era più sessista il vaffanculo di Grillo che non il concetto di "Patata Bollente" riferito all'attività della Raggi. Già, dimenticavo, i gay, i cattolici come Grasso, li bruciavano vivi!

Claudio Simeoni