La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 14 settembre 2017

Il fallimento dei partiti di sinistra in Italia

I politici sono come tanti Gesù: arrivano e promettono il luminoso avvenire di un regno che giunge con grande potenza dalle nubi mentre le stelle cadono sulla terra.

In questo modo le persone sono abbagliate dal luminoso avvenire e non riflettono sul significato di stelle infuocate che distruggono la loro terra. Il loro presente, ciò che con tanta fatica hanno costruito.

E’ lo stesso meccanismo usato dai bancari, dalla finanza. Come Gesù promettevano il luminoso avvenire i lauti guadagni si ventilavano nelle illusioni dei risparmiatori, le stelle infuocate dei bancari si mangiavano i risparmi delle persone.

I politici applicano lo stesso principio che viene imposto, mediante l’educazione, alla struttura emotiva dei bambini. Ventilano il luminoso avvenire mentre distruggono un presente che, per quanto poco, forniva le certezze sulle quali costruire un futuro possibile.

Questo comportamento allontana gli elettori dalla politica. Gli elettori non si allontanano perché non sono d’accordo. Si allontanano perché, dopo essere stati illusi, riconoscono le illusioni. Riconoscono il tradimento di Gesù mentre inveisce e insulta i farisei.

Gli elettori sono stanchi di Gesù. Sono stanchi del salvatore che si costruisce una posizione sociale nella pretesa di essere il figlio del dio padrone. Di essere l’unto, l’eletto. Però è rimasta quella parte di popolazione, quegli elettori, che anelano ad essere Gesù, i figli del dio padrone, e giocano ad alimentare le illusioni sociali perché sperano di trarre vantaggio spennando e circuendo gli illusi.

Se non si uccide Gesù, e le sue pretese di essere il padrone in quanto figlio del dio padrone, la politica, e in particolare la politica di sinistra, non ha un futuro sociale. Sarà sempre politica nazista che pretende che i cittadini si sottomettano al padrone, al Gesù in quanto figlio del dio padrone. Una politica nazista che pretende che le persone si sentino parte di un gregge che il buon pastore porta al macello della vita.

E non ci sarà più democrazia!

Non ci sarà più quella condizione del diritto oggettivo nella quale le persone saranno libere di mettere in atto le loro strategie esistenziali. Saranno costrette ad adeguarsi a quella e solo a quella norma sociale, morale, etica che legittimerà l’azione prepotente del padrone o delle istituzioni su di loro.

Questo è il fallimento della politica di sinistra, il non vedere la differenza fra “lotta fra padroni per il dominio degli uomini” e lotta di liberazione dell’uomo dal dominio soggettivo. Non vedere che Gesù lotta per il suo potere personale, per dominare l’uomo e che non c’è libertà nella salvezza di Gesù, ma solo stelle infuocate che distruggono il presente degli uomini e delle loro società.

Claudio Simeoni

giovedì 7 settembre 2017

Terrore nazista al Festival della politica a Mestre

Torna il festival del terrore nazista a Mestre.

Il terrorismo si misura dalle azioni che subiscono
gli uomini,
non dalla paura di chi usa i campi di sterminio.
Stuprare bambini in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra esaltando gli effetti della violenza sull’infanzia: vedete gli uomini come sono ingenui e speranzosi? Evitiamo di dire perché sono ingenui e speranzosi.

Li ha creati dio ingenui e speranzosi o le condizioni sociali ha imposto loro di essere ingenui e speranzosi?

I relatori hanno un’ideologia che va dall’esaltazione dei principi ideologici della monarchia assoluta (il terrorista Bergoglio) alla considerazione dell’uomo sia un oggetto creato ad immagine e somiglianza del dio padrone cristiano.

I relatori vanno dall’esaltazione del nuovo, come distruzione del dettato Costituzionale messo in atto dal tentativo di modificare in senso nazista la Costituzione come nell’ultimo referendum, alla distruzione sistematica dell’articolo 1 della Costituzione mediante la precarizzazione sistematica del lavoro.

I relatori vanno dall’esaltazione dell’assolutismo ideologico di Massimo Cacciari, che lo ha visto lavorare con Don Verzé, l’adoratore del pederasta in croce per distruggere la sanità pubblica in funzione di una sanità elitaria che distrugga, iniziando a limitare, la sanità pubblica alle sue farneticazioni secondo cui la “democrazia è un fatto elitario o aristocratico”: fra padroni siamo democratici, i pezzenti li ammazziamo.

L’aggressione sistematica alla scuola pubblica in funzione della costruzione di una scuola privata che sottragga risorse alla comunità.

Il tutto condito con la legittimazione della violenza sull’infanzia. Una violenza che viene protetta dalla Polizia di Stato che diffama e aggredisce chi si indigna per la violenza sui minori finalizzata ad imporre la fede nel pederasta in croce.

Noi che viviamo nella società civile viviamo di aggressioni di stampo criminale e terroristico spesso messe in atto dalla Polizia di Stato che ha il solo scopo di destabilizzare le Istituzioni aggredendo tutti quei cittadini che rivendicano i principi della Costituzione.

Come la Polizia di Stato usa manganelli, torture, aggressioni nei confronti dei cittadini per impedire loro la fruizione della Costituzione, così questi signori possono farneticare ed insultare i cittadini con affermazioni naziste o, se preferite, proprie dell’ideologia social-nazionalista, solo perché la violenza della Polizia di Stato ha soffocato ogni persona che voleva esprimere un pensiero democratico.



Questi miserabili che si presentano a Mestre sono legati all’ideologia della monarchia assoluta di Bergoglio, feroci con chi non si mette in ginocchio davanti al padrone, supplici e miserabili davanti al crocifisso. Conferenzieri che scappano come topi di fogna davanti a cittadini che non la pensano come loro. Incapaci di argomentare perché le loro non sono argomentazioni, ma affermazioni che fanno il pari con l’imbonitore da fiera che vende i piatti alla casalinga sprovveduta.

Fare filosofia significa discutere della
libertà dell'uomo, non del come renderlo
schiavo come fa Platone.
E’ il terrorismo nazista che vuole rinnovare il suo diritto a costruire campi di sterminio del pensiero umano in funzione della dittatura del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce.

Questi personaggi, al di là del linguaggio che usano, sanno solo dire: o fai quello che voglio io o io ti ammazzo. Come il pederasta in croce.

Come la Polizia di Stato punta la pistola alla testa dei cittadini in maniera fisica, così questi personaggi puntano la pistola alla testa emotiva ed ideologica dei cittadini affinché rinuncino alla democrazia e si mettano in ginocchio davanti al padrone.

Fra tutti i personaggi invitati al Festival della Politica non c’è un solo personaggio che pratichi la democrazia. Tutti i partecipanti al festival della politica hanno una struttura di pensiero che oscilla fra il mafioso (nazismo con interessi di gruppo o di parte) al nazional- socialismo (lo Stato come padrone dei cittadini che vengono torturati dai servi dello Stato) o cattolico-nazista (i poveri come oggetto d’uso, oggetti emarginati, legna dei forni crematori a disposizione del dio padrone).

Tutta la trattazione è legata al creazionismo: nulla sui meccanismi del divenire sociale se non le farneticazioni populiste che servono solo per i linciaggi alla democrazia. D’altro canto, i cittadini costretti dalle pistole della Polizia in ginocchio davanti al dio padrone non hanno nessun futuro sociale. Per questo motivo, questi personaggi non affrontano i meccanismi della formazione del pensiero perché, in ginocchio davanti al dio padrone, il pensiero deve essere sempre e solo quello del dio padrone.

In questo modo le persone vengono aggredite. Violentate. Non c’è discontinuità fra queste persone che parlano al Festival della Politica e il terrore della Polizia di Stato. Il terrore messo in atto da parte della Polizia di Stato contro i democratici permette a queste persone di veicolare il loro odio sociale.


L'organizzazione di Bergoglio aggredisce i luoghi di culto Pagani


Negli anni scorsi ho registrato gli interventi di alcuni di questi personaggi. Interventi intrisi di odio sociale. Un odio sociale che rende incomprensibile i comportamenti sociali. Ricordo come Cacciari, per qualche rumore di pubblico che dissentiva, ha preferito scappare, come il suo solito. O le persone si mettono in ginocchio o lui le uccide, ma dal momento che non può ucciderle preferisce sottrarsi.

C’è forse stato negli ultimi anni un solo comportamento dell’elettorato che sia stato capito da questi signori? Il loro odio li acceca. Basti ricordare il risultato elettorale del referendum relativo alla Costituzione della Repubblica del 04 dicembre 2016.

Ancora gli ultimi sondaggi dicevano:

4-17 novembre 2016  Termometro Politico  Si=49,41% No=50,59% 
15-17 novembre 2016         EMG Acqua       Si=46,7%  No=53,4%     
16-17 novembre 2016         Tecnè        Si=47,1%  No=52,9%     
16-17 novembre 2016         Scenari Politici - Winpoll  Si=46,5%  No=53,5%     
17 novembre 2016     Lorien Consulting       Si=45,8%  No=54,2%        


E alla fine, qual è stato il risultato?

Con un’affluenza straordinaria di elettori che ha raggiunto il 65,5 del corpo elettorale, i Si sono stati il 40,9 e il no sono stati il 59,1.

Le persone vengono analizzate dai sondaggisti come se fossero pecore di greggi che i vari buon pastori di turno portano al macello della vita. Questi criminali fingono di non vedere che una società è fatta di individui, di persone, che formano una società e non viceversa.



Offendono i cittadini affinché stiano
nel gregge e camminino verso
il macello ella loro vita
C’è stato forse qualche partecipante a questo Festival che aveva previsto un simile evento? Pieni di odio sociale spesso hanno auspicato la devastazione della Costituzione con la stessa violenza di fondo con la quale la Polizia di Stato punta la pistola alla testa dei cittadini dicendo loro “Se ci fosse stato Albanese tu saresti morto!”, oppure mentre torturano: “Vuoi che faccio come Calabresi e apro la finestra?”. E poi, mandano teppisti per devastare i luoghi di culto non cristiani per favorire l’odio sociale di Bergoglio. Non sanno dibattere, non sanno discutere, non sanno rispondere se non puntando pistole alla testa dei cittadini.

L’odio dei personaggi che partecipano al Festival della Politica di Mestre ha ucciso la loro capacità di percepire le tensioni emotive che si muovono nella società. Li ha resi ciechi. E come tanti ciechi alimentano l’odio per dare un senso alla loro alienazione.

Io ho filmato molti dei loro interventi negli anni passati.

Avete mai verificato se una delle loro affermazioni avesse un senso.

Mi fa arrabbiare vedere degli analfabeti culturali ridursi a derubarmi delle mie tesi filosofiche per pavoneggiarsi e mi irrita assistere alla popolazione di Mestre ridotta a mendicanti che tendono la mano supplicando un dato per poter interpretare una realtà nella quale si trovano smarriti. Non hanno vissuto per produrre il loro pensiero, non si sono mai messi in gioco, ripetono balbettanti nozioni apprese al catechismo.

Tolti di mezzo i democratici, rimane solo il nazional-socialismo, il nazismo, il cristianesimo che stupra bambini e se questi miserabili vogliono lo stipendio devono accodarsi al nazional-socialismo, al nazismo, al cattolicesimo, all’ideologia della monarchia assoluta per aggredire la Costituzione della Repubblica Italiana.


Claudio Simeoni

venerdì 1 settembre 2017

I musulmani Salvini, Zaia e Maroni e la festa del sacrificio

Perché accuso gente come Salvini, Zaia, Maroni di essere dei filo musulmani?

Oggi nel mondo musulmano si è celebrato "il giorno del sacrificio".
Il giorno in cui Abramo è disposto ad ammazzare suo figlio per compiacere il suo dio.

Possono persone come Salvini, Maroni e Zaia che adorano il macellaio di Sodoma e Gomorra, lo stesso dio padrone che ordina ad Abramo di ammazzare suo figlio, condannare i musulmani che celebrano l’eroismo di Abramo che per compiacere il suo dio è pronto ad ammazzare suo figlio?

E’ evidente che Zaia, Maroni e Salvini sono filo musulmani. Infatti, non condannano Abramo che per compiacere il dio padrone ammazza suo figlio ma, al contrario, imponendo il crocifisso pretendono che ogni cittadino sia pronto ad ammazzare suo figlio per compiacere il loro dio padrone.

In sostanza, Zaia, Maroni e Salvini proclamano che il loro “dio è il più grande” che in arabo suona come “Allah akbar” o “Allahu akbar”. 

Il musulmanesimo di Zaia, Maroni e Salvini trova la sua espressione nella non condanna di Abramo che, manifestando la volontà di ammazzare suo figlio, esprime la stessa volontà di Maroni, Salvini e Zaia di ammazzare il futuro dei ragazzi veneti, lombardi e italiani per compiacere al dio di Abramo.

Va da sé che il figlio, per essere offerto al sacrificio, non deve essere considerato una persona. Un soggetto di diritto. Il figlio deve avere lo stesso valore di un animale da allevamento. Questo è il concetto di Zaia, Maroni e Salvini: le persone sono dei soggetti che per far piacere al loro dio padrone possono essere sgozzate sulla pira del sacrificio. In altre parole, possono essere sterminate nei campi di concentramento, nelle camere a gas, nei forni crematori.

In realtà, non c’è differenza fra musulmani, cristiani e ebrei: tutti ammazzano i loro figli per la gloria del loro dio padrone ad imitazione di Abramo.

Dunque, definire Zaia, Maroni e Salvini dei musulmani è corretto, come è corretto continuare a definirli ebrei o cristiani: Abramo è il modello di tutte e tre le religioni che hanno il loro fondamento ideologico nel sacrificare i bambini.

Quando si legittima la violenza sui figli per compiacere il dio padrone, ogni tipo di violenza è legittimata. Dallo stupro alla pedofilia alla pederastia.

Ed infatti, alla base di queste religioni e degli insegnamenti che queste religioni impongono alla società c’è lo stupro, la pedofilia e la pederastia. Se leggete i divieti di rapporti sessuali descritti dalla bibbia, manca un divieto: al padre non è vietato di stuprare i suoi figli. I figli, essendo oggetti di proprietà del padre, sono oggetti di stupro per la gloria del padre e il dio padrone cristiano non vieta l’esercizio del possesso del padre sui figli.

E non è un caso che la bandiera del Veneto che piace a Zaia sia la bandiera del pederasta. Gesù, arrestato col bambino nudo che indica la pederastia come Imitatio christi, è nell’episodio narrato solo nel vangelo di Marco rappresentato nella bandiera “veneta”. Al contrario, lo stupro di Maria operato dal dio padrone cristiano e che trova Maria consenziente e compiaciuta per lo stupro subito ad opera del padrone, lo trovate nel Vangelo di Luca.

Alla base di tutto questo c’è l’ideologia secondo la quale le persone sono oggetti di possesso e questa ideologia ha in Abramo, che sacrifica suo figlio diventato oggetto per compiacere il suo dio padrone, il modello ideologico di Zaia, Maroni e Salvini.

Claudio Simeoni

mercoledì 30 agosto 2017

Gianni Pellicani e il terrorismo sanguinario e assassino


Chi fu Giovanni Pellicani detto “Gianni”?

Uno dei più feroci terroristi di Venezia che ha collaborato ad ammazzare gli operai sui posti di lavoro per attentare all’articolo 1 della Costituzione.

Come vicesindaco di Venezia ha collaborato con La Barbera (ognuno per il suo ruolo) per torturare i cittadini in modo da garantire l’impunità ai disastri compiuti dalla Montedison.

Come responsabile del Partito Comunista  ebbe come obbiettivo quello di aiutare la chiesa cattolica a stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.

Fu solo un feroce terrorista che non fu contestato dalla popolazione perché la Polizia di Stato puntava le pistole alla testa dei cittadini e non permetteva ai cittadini di esprimere le loro convinzioni ideologiche.

Gianni Pellicani fu un nazista il cui unico scopo era quello di impedire agli iscritti del PCI di manifestare le loro tesi marxiste costringendoli ad aderire al “comunismo-cattolico” capace di garantire a Wojtyla di stuprare bambini in nome e per conto della fede cristiana.

Ha aiutato La barbera a torturare i cittadini di Venezia in modo di garantire il dominio della P2 di Cefis.

A Gianni Pellicani interessa a una e una sola cosa: che i cittadini non potessero fruire dei diritti sanciti dal dettato Costituzionale ma fossero costretti a mendicare il loro status civile da chi, esponendo il crocifisso, si riteneva in diritto di torturarli.

E’ partendo da questa idea di morte che ha consentito ai cattolici di devastare, impunemente, i luoghi di culto non cristiani, che noi possiamo iniziare ad analizzare l’odio sociale sancito e voluto da Pellicani contro i cittadini di Venezia, Mestre e Marghera.

I cittadini avevano bisogno di un sindaco attento ai principi Costituzionali e, invece, in nome del nazismo, Gianni Pellicani garantiva i diritti dei potenti contro i cittadini in una feroce guerra di terrorismo.

Sottile è il confine psicologico fra il desiderio degli uomini e il nazional-socialismo. Spesso gli uomini non si rendono conto quanto sia facile passare dal nazional-socialismo e i campi di sterminio; fra la dittatura assolutista di Silvio Berlusconi e il razzismo di Salvini.

Chi è stato torturato da La Barbera in collaborazione a Gianni Pellicani, Felice Casson, Ferrari, Mastelloni, Nordio, Dalla Costa, Ugolini e che ha visto negato il diritto di difesa perché veniva minacciato di morte se si fosse difeso, assieme alla sua famiglia, possiamo solo vedere con disprezzo il terrorismo con cui i Pellicani hanno aggredito la società Veneziana.

Minacciavano e torturavano i cittadini col crocifisso per assicurare a sé e ad altri un ingiusto profitto.


Claudio Simeoni

mercoledì 9 agosto 2017

Sondaggi, sondaggisti e terroristi per una società nazista

Chiede il sondaggista all’intervistato: “Lei per chi vota?”. L’intervistato risponde: “Voto per questo [nome del partito o di quello che volete] partito!”. Pensa l’intervistato: “E io, brutto stronzo, vengo a dire a te che cosa voto? Povero deficiente, manco mi pagassi per dirtelo!”. E’ lo stesso meccanismo per il quale nelle manifestazioni contro la mafia, i mafiosi partecipano in prima linea. E’ lo stesso meccanismo per cui chi è propenso a delinquere tenta di arruolarsi fra i carabinieri e la polizia di Stato.

In tutto lo studio della sociologia e della filosofia, in generale, si è sempre sottovalutato l’uomo sociale. Si è sottovalutato l’essere nel mondo del singolo uomo in relazione alle costrizioni e alla violenza imposta.

Ad esempio.

Nella prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra, più di mezzo milione di italiani si sono sparati nelle gambe, nelle mani o, comunque, hanno messo in atto comportamenti tali da allontanarli dai “doveri del fronte”. Questi italiani, con i loro comportamenti, hanno costruito la base di massa dalla quale è scaturita la nostra Costituzione. Mentre il regime monarchico prima e il regime fascista poi esaltarono il coraggio degli “audaci” che ubriachi uscivano dalle trincee per farsi ammazzare, una pulsione sotterranea di tipo emotivo veniva alimentata da chi si rifiutava di essere “servo obbediente del monarca per volontà di dio”.

Voi non troverete mai in Italia un monumento al “disertore ignoto” perché l’eroismo del “disertore ignoto” si manifesta nella Costituzione della Repubblica che per la prima volta nella storia attribuisce doveri alle Istituzioni e, anche se le Istituzioni non ottemperano ai doveri imposti dalla Costituzione per volontà e scelte eversive di chi ne è responsabile per preservare i diritti dei cittadini, tuttavia la Costituzione impone obblighi alle Istituzioni e diritti ai cittadini. Le Istituzioni preferiscono esaltare il servo obbediente al re perché esaltando il servo obbediente agli ordini della monarchia rivendicano, di fatto, il loro diritto di essere monarchia nei confronti dei cittadini dai quali pretendono obbedienza in disprezzo alle norme Costituzionali.

Per questo in giro troverete monumenti al “Milite ignoto” che ha obbedito agli ordini di regimi monarchici e fascisti. Il monumento al “milite ignoto” esalta l’obbedienza, la sottomissione, l’individuo ridotto a bestiame umano che può essere usato da qualsiasi regime o Istituzione per devastare la società degli uomini.

I sociologi, legati all’ideologia del dio padrone, trattano gli uomini alla stregua del bestiame, del gregge che il padrone, ogni padrone sul modello di Gesù, porta al macello della vita.

Ed ecco i sociologi fare delle “indagini”. Su un campione di mille persone selezionate a seconda dei loro criteri soggettivi che servono solo per confermare le loro idee apriori. Opinioni soggettive uguali al sondaggio che conferma le loro opinioni soggettive. Così, l’opinione soggettiva, legittimata da un sondaggio “fra il ridicolo e il faceto”, diventa atto di propaganda che permette al “sondaggista” di auspicare i risultati che si era premesso di ottenere.

Lo sviluppo delle idee dell’uomo è un lungo processo di uscita dall’assolutismo cristiano. Per i sociologi la questione non consiste nell’uscita dall’assolutismo cristiano, ma da come l’assolutismo cristiano si articola in quei diversi aspetti che loro definiscono fra i movimenti sociali e i movimenti politici.

L’uscita dall’assolutismo cristiano in un primo momento porta la massa (la grande maggioranza) di una società a scegliere fra movimenti sociali o partiti politici cercando quelli più affini ai propri sentire, nelle fasi successive del processo di liberazione c’è la distruzione, da parte delle masse, sia dei movimenti sociali che dei partiti politici. Questo perché sia i movimenti sociali che i partiti politici sono dei mezzi con cui catalizzare delle tensioni mentre, per effetto dell’assolutismo cristiano, costoro, dopo la prima fase, si pongono davanti alle “masse” che rappresentano come i “proprietari” e i “gestori” di quelle masse. In altre parole, da mezzi delle persone diventano padroni di greggi.

Il sondaggista deve riportare tutto ad un modello, alla dimensione degli uomini-gregge che, a differenza del sondaggista, continuano a pensare a sé stessi come a dei soggetti che cercano, nei modelli sociali presentati, solo degli strumenti con cui raggiungere dei fini personali.

Il raggiungere dei fini personali all’interno di un sistema ideologico che tende ad appiattirne le aspirazioni all’interno di modelli di greggi, crea necessariamente un conflitto fra le possibilità del sondaggista di individuare i risultati dei comportamenti sociali e le aspirazioni dei cittadini che antepongono la loro percezione dei bisogni (e delle soluzioni) alla forma con cui quelle soluzioni sono socialmente presentate.
Ne segue che nella società umana vige uno stridere fra quello che pensa il “padrone” del gregge, che il sondaggista cerca, e ciò che gli uomini, che non si considerano gregge, vogliono e cercano.

Un esempio particolare lo abbiamo nel caso della brexit, il recente referendum con il quale la Gran Bretagna ha decretato la sua uscita dall’Europa.

I capi dei greggi si sono accapigliati in un tifo in cui gli antieuropeisti furono fatti passare dall’informazione come dei progressisti che volevano costruire un futuro luminoso per la Gran Bretagna mentre, i favorevoli all’Europa venivano dipinti come delle sanguisughe che rubavano alla Gran Bretagna per favorire il continente. In questo contesto i sondaggi giocavano a dire chi vince e chi perde tenendo presente l’idea che degli effetti del vincere e del perdere ne avevano i sondaggisti dimenticandosi, o non hanno voluto, di fare sondaggi all’interno del contesto ideologico presentato. In sostanza, il sondaggista sapeva che uscire dall’Unione Europea era un disastro per la Gran Bretagna e tendeva a cercare i dati che gli consentivano di dire che: “No! La Gran Bretagna non sarebbe uscita dall’Unione!”.
Gli uomini che hanno votato per l’uscita dall’Unione Europea erano uomini e donne che pensavano che tutti i loro problemi fossero dovuti all’Unione Europea e non ai loro politici che, al contrario, creavano continuamente problemi attribuendone la responsabilità all’Europa.

Vi ricordate quando il movimento cinque stelle ebbe un successo elettorale non preventivato dai sondaggisti? E quando Matteo Renzi alle elezioni europee raggiunse il 40% non preventivato. O quando Trump vinse le elezioni in USA contro la maggioranza dei sondaggi. O quando Matteo Renzi perse il referendum contro tutti i pronostici che, comunque, lo davano quasi alla pari con i no. Oppure quando Corbin ebbe un inaspettato successo elettorale in Gran Bretagna.

Ormai i sondaggisti sono individui usati per una propaganda di regime fascista in un contesto in cui la democrazia fatica ad imporsi per gli interessi privati di troppe persone che usano le Istituzioni come arma di distruzione della Costituzione.

Il distacco fra cittadini che agiscono per sopravvivere e strumenti di controllo dei cittadini, come i partiti politici, diventa sempre maggiore e i cittadini trovano le loro strategie d’esistenza disarticolando la propaganda di regime in funzione dell’organizzazione della loro vita. Molte migliaia di persone culturalmente preparate sono andate all’estero. Le famiglie non fanno più figli per non essere tassate. Le persone riducono i consumi e comprimono le spese mentre il regime crea insicurezza nel lavoro e comprime i salari portandoli a livello di pura sopravvivenza in disprezzo delle norme Costituzionali che dovrebbero garantire salari dignitosi.

E in tutto questo i sondaggisti continuano con la loro propaganda di regime fascista blaterando su che cosa pensano gli “italiani” che tradotto in realtà significa “quanto la propaganda ha preso per i “fondelli” gli italiani”.


Claudio Simeoni

sabato 22 luglio 2017

Platone, il matrimonio nel nazismo e cristianesimo

La Teoria della Filosofia Aperta
e la necessità della libertà
dell'uomo contro l'oscurantismo.

Per controllare gli uomini, Platone ha la necessità di imporre l’istituto del matrimonio.

Se nei vangeli cristiani del matrimonio se ne parla in maniera vaga, Platone ne parla in maniera precisa e per fini precisi definendo metodo e scopi giuridici per il controllo.

Platone nella Repubblica delinea la famiglia dei ruoli come è stata conosciuta negli ultimi millecinquecento anni. Una famiglia che riduce gli individui ad oggetti di possesso, sottomessi ed obbedienti, in funzione del dio padrone cristiano o dello Stato nazista.

Platone decide che chi fa sesso, e da quel sesso nasce un figlio, questo è contro la volontà degli “Dèi”, ma dal momento che non esiste una volontà degli Dèi che determini la legittimità o meno di una relazione sessuale, la volontà di Platone e il suo desiderio di distruggere l’uomo viene elevato a “volontà degli Dèi”.

Il cristianesimo trasformerà la sessualità in peccato. La perseguiterà militarmente consentendo solo quella e nelle condizioni imposte da Platone e fatte proprie dal cristianesimo.

Osserviamo, in queste affermazioni di Platone, l’uso della preghiera come strumento di bestemmia contro la dignità dell’uomo. La preghiera come momento di legittimità di un atto sessuale, di una relazione interpersonale, che può essere permessa o vietata come nella tradizione cristiana e nazista.

I figli sono utili al padrone e i “buoni” sono coloro che producono bestiame per il padrone.

Scrive Platone in La Repubblica:

«Nel nostro Stato una donna si intende in età feconda dai venti anni fino ai quaranta; un uomo, invece, genererà per lo Stato dal momento in cui ha raggiunto il punto massimo della sua corsa, fino all'età di cinquantacinque anni».
«Sia in un caso che nell'altro - ne convenne - in questo periodo di tempo si tocca il culmine del vigore fisico e intellettuale».
«Pertanto, se qualcuno al di sotto al di sopra di questi limiti di età si mettesse in mente di generare figli alla società, il suo gesto lo considereremo come un peccato contro la volontà degli dèi e contro la legge. Invero è come se avesse generato per lo Stato un figlio, il quale, posto anche che sfuggisse al pubblico controllo, sarà comunque il frutto di un concepimento non consacrato e non benedetto dalle preghiere che sacerdoti, sacerdotesse e la Città intera elevano in occasione di ogni matrimonio, perché dai buoni venga una prole ancor migliore, e da chi serve utilmente lo Stato figli ancor più utili. Questo figlio, al contrario, sarà stato concepito nell'oscurità, frutto di una riprovevole intemperanza».
«Giusto», approvò quello.
«E la stessa legge - aggiunsi - vale anche nel caso in cui un uomo in età consentita per la generazione si unisca a una donna anch'essa nella medesima età senza che il magistrato li abbia uniti in matrimonio. Diciamo infatti che in tal modo egli introduce nella Città un figlio illegittimo e non conforme alla religione».

Pag. 1194 di Platone, La Repubblica in “Platone tutti gli scritti” a cura di Giovanni Reale ed. Bompiani 2014.

La famiglia come strumento sessuale, la famiglia come controllo di uomini e donne, la famiglia con la finalità di produrre figli per lo Stato o per il dio padrone e le tecniche pseudo-giuridiche con cui rendere obbligatori comportamenti precisi che depersonalizzando uomini e donne li trasformano in oggetti di possesso.

Platone delinea la famiglia come voluta e imposta dal cristianesimo. La famiglia che non ha nulla a che vedere con la famiglia “patriarcale” di Roma o di Atene, ma è la nuova famiglia con cui il dittatore si impossessa delle persone e determina i comportamenti delle persone.

E nacquero i figli “illegittimi” che, privati di ogni diritto, contribuiscono a diffondere dolore e morte nelle società civili.

Questo orrore continuerà, secolo dopo secolo, seminando miseria nelle società. Il concetto di donne e bambini come oggetti di possesso, privati di ogni diritto, buoni per l’uso del più forte, è il concetto che dell’uomo verrà diffuso dal cristianesimo. Donne violentate perché considerate oggetti d’uso. Bambini privati di ogni diritto. Allevamento di bambini come bestiame fatto da preti e suore cristiane che ne saccheggiavano il futuro.

Questo orrore di Platone verrà diffuso in tutti i popoli dall’odio cristiano. Distruggerà le civiltà perché verrà fatto proprio dalle pratiche cristiane del colonialismo e usato come metodo di controllo sociale nelle nazioni europee.

L’orrore inizierà ad aver fine soltanto con la sconfitta del nazismo e, soprattutto, nella sconfitta dell’ideologia nazista-cristiana nelle società civili diventando “illegale” ad iniziare dal 1948 con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che condanna Platone e Gesù all’infamia sociale.

Le Costituzioni occidentali definiranno i diritti dell’uomo. Definiranno i doveri degli Stati nei confronti dell’uomo e nella difesa dei diritti dell’uomo. La resistenza, spesso di tipo mafioso dell’ideologia di Platone e di Gesù, si esprimerà contro le Costituzioni, contro le leggi, privando di volta in volta, gruppi di cittadini emarginandoli in nome del dio padrone cristiano o delle idee naziste di questa o quella Istituzione sociale.

Poi, molto poi, in Italia, arriverà lo Statuto di Famiglia, il diritto al divorzio, il diritto all’aborto, il concetto della violenza sessuale come un reato contro la persona, il diritto ad avere figli con chi si vuole, a fare sesso con chi si vuole, e saranno cancellate (anche se si dovette aspettare il 2000 circa) le norme che qualificavano i figli “illegittimi” e la famiglia perse il controllo sulla sessualità dei singoli membri. Arriverà l’idea della famiglia come coppia di persone indipendentemente dal sesso e dalla funzione. Gli uomini e le donne riprendono il controllo della loro persona, del loro corpo, in una rivolta epocale contro il dio padrone cristiano, il pederasta in croce e l’ideologia nazista di Platone.


Claudio Simeoni

venerdì 21 luglio 2017

Platone all'origine del nazismo

Questo testo fa parte del sesto
volume della Teoria della
filosofia Aperta di prossima
pubblicazione
La dittatura di Platone ha la necessità di un esercito compatto, di picchiatori che agiscano all’unisono, per violentare i cittadini in nome del bene della dittatura.

Scrive Platone:

“Ora – continuai – tu che sei il loro legislatore, come hai scelto gli uomini, con gli stessi criteri dovrai scegliere le donne da assegnare a loro, badando che siano il più possibile affini per carattere. Tali persone, poi, condividendo case e mense, e in privato non avendo nulla di tutto questo, per il fatto di essere accomunati nei ginnasi e nelle altre occasioni della vita quotidiana, credo che fatalmente saranno portati ad accoppiarsi per una specie di istintiva attrazione. O non ti sembra che quanto affermo abbia carattere di necessità?”.

Pag. 1192 - La Repubblica di Platone da "Platone tutti gli scritti" a cura di Giovanni Reale edizione Bompiani.

Platone considera gli uomini come il bestiame al mercato. Il bestiame al mercato viene considerato come Platone considera gli uomini. Bestiame e uomini sono, nella disponibilità giuridica di Platone, la stessa cosa. Cosa impedisce al legislatore Platone di mandare il bestiame al mattatoio e gli uomini nelle camere a gas? La sua soggettività. Egli, onnipotente, sceglie. Il nazismo non è la camera a Gas. Ma la presenza della possibilità ideologica che gli elementi espressi portino alla camera a gas. Come Hitler in nome di Gesù giustifica la soluzione finale, così Platone, in nome del bene pubblico, può giustificare la soluzione finale di una parte della popolazione.


L’ideologia nazista è l’ideologia di Platone che alimenta accondiscendenza nutrendo l’immaginazione degli schiavi che si identificano con l’assolutismo di Platone e che si pensano partecipi a quell’assolutismo.

Tratto da: Platone all'origine del nazismo.

Claudio Simeoni