La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 12 febbraio 2017

Crisi socio-economica 2017-2020

La crisi socio-economica che sta per accadere
ha ragioni in questo presente.
Due elementi caratterizzano la resistenza umana alla distruzione della società in cui viviamo: l’andamento dei consumi e l’andamento delle nascite

Una società in crisi rinuncia al futuro sociale perché agire per il futuro sociale, fare figli, richiede un costo eccessivo rispetto al presente vissuto. Inoltre, l’incertezza costringe le persone a rinunciare a una parte di quantità e di qualità di acquisti rallentando, di fatto, la circolazione delle merci impedendo la costruzione della ricchezza diffusa.

Affinché una società decida di non fare figli è necessario togliere alle coppie gli asili nido, gli asili, rendere gli orari di fruizione dei servizi impossibili rispetto agli orai di lavoro, rendere antieconomico l’accesso ai servizi che non sono più servizi per il cittadino, ma vere e proprie aziende che, anche se non fanno bilanci in profitto, distribuiscono stipendi e attraverso questo, posti di lavoro che servono al controllo sociale.

Affinché una società decida di comprimere i consumi è necessario che le prospettive economiche, date dalle condizioni di lavoro, siano messe in crisi con licenziamenti, lavoro precario, sottopagato in modo da non poter mantenere dignitosamente sé stessi e la propria famiglia. Cosa che è prevista dalla Costituzione, ma che poliziotti manganellatori e magistrati codardi impediscono di realizzare costringendo le persone che lavorano (coloro che trasformano merci in prodotti) a vivere nel terrore e nella paura.

A questo si aggiunge la condizione di rapina sistematica dei risparmi messa in atto da Banche fallite che andrebbero chiuse, per evitare di fare altri danni, e un sistematico annientamento delle persone povere e dei senzatetto fino alla costruzione di campi di concentramento che si chiamano Centri di Identificazione e di Espulsione nei quali la violenza è garantita e impunita con la complicità delle organizzazioni criminali cattoliche.
Scrive l’Istat:

Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.
I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.
Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d'Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L'età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.
Il saldo migratorio netto con l'estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall’estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l'estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.
Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). L’indice di dipendenza strutturale sale al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani al 34,2%.
Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). L'età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.

Tratto da:
istat.it/it/archivio/180494

Non fare figli è la più alta forma di resistenza umana alla degenerazione della struttura socio politica italiana. Una struttura sociale volta alla violenza sui cittadini che da un lato legittima le banche nella loro azione di rapina nei confronti dei risparmiatori e dall’altro bastona i mendicanti, i senza tetto, che proprio le banche più altri hanno contribuito a costruire.
Da qui la contrazione dei consumi che nella strategia di resistenza sociale ha lo scopo di far fallire il maggior numero di commercianti possibile per renderli compartecipi alla miseria sociale.

l livello medio della spesa alimentare è pari a 441,50 euro al mese (436,06 euro nel 2014, +1,2%). Si arresta la diminuzione della spesa per carni, in atto fin dal 2011, attestandosi a 98,25 euro mensili. La spesa per frutta aumenta del 4,5% rispetto al 2014 (da 38,71 a 40,45 euro mensili), quella per acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura del 4,2% (da 19,66 a 20,48 euro).
È sostanzialmente stabile la spesa per beni e servizi non alimentari (2.057,87 euro in media al mese). Per il terzo anno consecutivo si riducono le spese per comunicazioni (-4,2%), anche per l'ulteriore diminuzione dei prezzi. Aumentano le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+11%, da 110,26 a 122,39 euro, dopo due anni di calo), e le spese per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+4,1%, 126,41 euro).
Permangono le differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito, ai prezzi e ai comportamenti di spesa, con i valori del Nord più elevati di quelli del Centro e, soprattutto, di Sud e Isole. La Lombardia e il Trentino-Alto Adige sono le regioni con la spesa media più elevata (rispettivamente 3.030,64 e 3.022,16 euro). La Calabria è invece la regione con la spesa minore, 1.729,20 euro mensili, inferiore del 42,9% rispetto ai valori più elevati.
Nelle città metropolitane la spesa media mensile è di 2.630,73 euro, nei comuni periferici delle aree metropolitane e nei comuni sopra i 50mila abitanti è di 2539,47 euro e negli altri comuni fino a 50mila abitanti è di 2.436,38 euro. Nelle città metropolitane si destinano quote di spesa più elevate all'abitazione e ai servizi ricettivi e di ristorazione.
Le famiglie di soli stranieri spendono in media 1.532,66 euro al mese, circa 1.000 euro in meno di quanto spendono le famiglie di soli italiani (anche se queste ultime hanno in genere dimensioni più contenute). Più della metà della spesa delle famiglie di soli stranieri (54,1%) è destinata a prodotti alimentari e bevande analcoliche e ad abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili (al netto degli affitti figurativi); questa quota è del 29,1% per le famiglie di soli italiani.
La spesa media mensile è molto eterogenea al variare del titolo di studio: ammonta a 3.383,05 euro per le famiglie con persona di riferimento laureata o con titolo di studio superiore alla laurea, circa il doppio rispetto a quella delle famiglie la cui persona di riferimento ha la licenza elementare o nessun titolo di studio.
Tra le famiglie di occupati dipendenti la spesa media mensile è pari a 2.321,50 euro se la persona di riferimento è operaio e assimilato, sale a 3.124,56 euro se è dirigente, quadro o impiegato. Tra gli occupati indipendenti, la spesa media mensile è di 3.585,20 per imprenditori e liberi professionisti e di 2.733,88 euro per gli altri lavoratori indipendenti.

In sostanza, i consumi ristagnano diminuendo o aumentando a seconda delle condizioni di vita delle persone. L’aumento del precariato e dell’incertezza lavorativa frena la circolazione del denaro.

In questo modo veniamo a sapere che la quantità di suicidi in Italia è impressionante. Ad esempio, riporto:

Sono circa 4 mila (in prevalenza uomini adulti) le persone che ogni anno in Italia decidono (e riescono) a togliersi la vita con i metodi più disparati. Una strage silenziosa e continua che dopo un periodo di assestamento al ribasso (quasi dimezzati i dati che riguardano le donne) ha registrato una nuova accelerazione (colpendo soprattutto gli uomini in età da lavoro) con l’esplosione della crisi economica mondiale nell’agosto del 2007. Una tendenza statistica impressionante che ha portato nel 2013 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati Istat) a 4291 il numero di suicidi su tutto il territorio nazionale (352 nella sola regione Lazio). Numeri che fanno impressione e che devono tuttavia essere considerati per difetto visto che in molti frangenti, i casi di suicidio non vengono riconosciuti come tali. Solo a Roma, ad esempio, i casi di presunti suicidi sono 153 nel 2015 e 75 nel 2016 (al giugno 2016).

Tratto da:
iltempo.it/cronache/2016/06/16/news/mai-cosi-tanti-suicidi
-in-italia-1012935/

La disperazione sociale è talmente diffusa che i suicidi vengono spesso nascosti o giustificati in vari modi, ma si tratta sempre di difficoltà esistenziali prodotte dalla struttura sociale e politica che trattando i cittadini come dei sudditi da usare come schiavi, vedi i recenti provvedimenti legislativi che hanno derubato la popolazione della sicurezza del lavoro, di fatto spinge i cittadini alla disperazione.

La stessa disperazione che si vive in famiglia che rappresenta il maggior contesto in cui avvengono atti criminali. I criminali sono i familiari della vittima e spesso la vittima è l’aguzzino a cui i familiari si ribellano.
Prendo un dato dall’Ansa:

Al Nord la famiglia si conferma il principale ambito omicidiario (con 82 vittime, pari al 47,1% delle vittime dell'area), prevalendo significativamente sulla criminalità comune (37 vittime, pari al 21,3%), sugli omicidi tra conoscenti (14,9%) e sugli altri contesti minoritari. Al Centro è invece la criminalità comune a registrare il primato delle vittime (28 quelle censite, pari al 38,4% dell'area), prevalendo di poco sull'ambito familiare (27 casi, pari al 37%). È il Sud a distaccarsi dal restante territorio, prevalendo anche nel 2012 gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata (28,7%), che superano quelli del contesto familiare o affettivo (23,7%) e della criminalità comune (20,4%).
Tratto da:
ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/06/16/in-famiglia-il-maggior-numero
-di-omicidi_dc795116-931e-4653-a116-478f7ab294c8.html

La disperazione, il terrore e la paura sono il sentimento più diffuso nella società italiana. Politici corrotti, e non solo per soldi, giocano a distruggere tutte le situazioni sociali in cui le persone traggono un minimo di benessere e nel farlo incitano al conflitto sociale mediante la violenza espressa dalla Polizia di Stato e da magistrati corrotti e vigliacchi che minacciano i cittadini col crocifisso.
Proprio per rendere difficoltosa la vita delle persone l’attuale governo ha distribuito denaro alle scuole private in modo da danneggiare la scuola pubblica anche se questa azione rappresenta un atto di terrorismo contro la Costituzione della Repubblica.

Agli italiani non resta altro che evitare di fare figli e comprimere i consumi cercando di difendersi, per quanto è possibile all’attività criminale con cui le banche rapinano i risparmiatori abusando della loro fiducia e abusando della non conoscenza dei meccanismi finanziari. Una non conoscenza frutto di un’attività giornalistica di disinformazione che se da un lato ha costretto i bambini ad andare al catechismo e a fagocitare i principi della monarchia assoluta, dall’altro li ha resi inconsapevoli delle regole e delle norme della società in cui devono vivere rendendoli prede di poliziotti criminali e magistrati che col crocifisso violano le leggi per i propri interessi personali.

Non resta altro che la compressione dei consumi con cui far fronte a quella crisi economica che si sta profilando in Italia fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018.

Claudio Simeoni

venerdì 10 febbraio 2017

Patata bollente: Raggi e Grillo

Patata Bollente è un termine con cui un giornale ha definito Virginia Raggi e che ha fatto indignare, urlando al sessismo, compreso il Presidente del Senato Grasso che sarebbe bene si leggesse un po’ di italiano.

Cito dal dizionario Garzanti Nuova Edizione 2010 alla parola Patata:

Patata Bollente:
n. (fig.) Argomento, problema scottante: passare ad altri la patata bollente.

Che Virginia Raggi con la sua incompetenza e la sua incapacità, nonché con le sue relazioni la cui segretezza (vedi il discorso delle polizze) fa pensare a traffici loschi tanto che della sua giunta si parla di fare lo Stadio di Roma quando Lei aveva fatto una campagna elettorale in favore delle “periferie abbandonate” e in favore di una trasparenza amministrativa finita in “intrallazzi” sul tetto del comune di Roma.

Virginia Raggi è una patata bollente che porterà a svelare l’ideologia nazista e mafiosa del Movimento Cinque Stelle favorita da politici che hanno dimenticato il significato della parola “ideologia” e preferiscono usare solo l’ideologia assolutista del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce con cui violentare i bambini affinché, una volta adulti, una citazione da linguaggio figurato da una citazione letterale.

Capisco che nella testa di molti giornalisti e di molti magistrati abbiano la vagina piantata nella testa e vivano di sessuofobia, come capisco quelle persone che davanti alle violenze subite da magistrati, da poliziotti e da giornalisti reagiscono con epiteti sessisti imposti loro dalla violenza dei cristiani negli asili.

Il Magistrato Pietro Grasso è appartenuto ad un’organizzazione che ha torturato i cittadini perché non gli piaceva il linguaggio, ma Virginia Raggi è una patata bollente che porterà al disfacimento del movimento cinque stelle e che Bebbe Grillo, con tutta la sua miseria morale continuerà a nasconderne le porcate per i suoi interessi privati.

Capisco che volgarmente il termine "patata" è usato per definire la vagina, ma questa è una definizione volgare che sul dizionario della lingua italiana non c'è, sta tutto nella testa del Presidente del Senato Pietro Grasso come molte definizioni stavano solo nella testa dei poliziotti mentre mi torturavano. Come quel magistrato che riteneva un reato dare del "deficiente" (e poco altro) al giornalista che legittimava la violenza sui bambini dell'asilo da parte delle suore cattoliche. Pietro Grasso, per quel che mi riguarda, dovrebbe chiedere scusa agli italiani.

Tanto per riflettere, quando Grillo lanciò il suo vaffanculo lo avete mai preso come un insulto razzista ai gay? Eppure, era più sessista il vaffanculo di Grillo che non il concetto di "Patata Bollente" riferito all'attività della Raggi. Già, dimenticavo, i gay, i cattolici come Grasso, li bruciavano vivi!

Claudio Simeoni


sabato 4 febbraio 2017

Beppe Grillo: vaffanculo!

Il vaffanculismo ideologia del
Movimento Cinque Stelle
Beppe Grillo: vaffanculo!

Un uomo vuoto, privo di ogni idea sociale, religiosa e politica si è messo ad urlare un vaffanculo alla politica, ai politici onesti, per diffamarli, infangarli e offenderli al fine di predisporre l’opinione pubblica per essere derisa e derubata da accattoni infantili della politica italiana.

Vi ricordate quando Grillo e la sua banda hanno insultato l’onestà e la correttezza di Bersani solo perché loro non avevano nessuna idea sociale, economica o Istituzionale da presentare?
Questi miserabili hanno preteso di insultare Bersani in streaming e poi la Raggi fa le riunioni sul tetto del comune di Roma per i suoi meeting segreti che puzzano di relazioni mafiose se non di vera e propria mafia viste le relazioni che ha intrattenuto fra Muraro e i fratelli Marra.

Afferma Fassina:

“Al di là delle responsabilità penali e amministrative, io la guardo sul piano politico e dico che Marra, Romeo e Muraro fanno parte dello stesso giro –ha spiegato Fassina-. Chi si candida per una discontinuità non nomina come assessore la Muraro  e lo stesso vale per Marra, che era un personaggio con un curriculum politico molto esplicito. Tutti e tre fanno parte di un mondo, di un circuito che ha una connessione politica e affaristica molto chiara. E’ lo stesso mondo che interagiva anche prima con il potere di Roma, in particolare con una parte della destra romana. Ma è rilevante non tanto la collocazione politico, quanto il fatto che è un percorso caratterizzato da disastri che questa amministrazione ha ereditato, quindi è davvero incomprensibile che si sia scelto di puntare su queste persone”.

Tratto da:

agenpress.it/notizie/2017/02/03/raggi-fassina-si-
marra-romeo-muraro-fanno-parte-dello-giro/


Al di là delle polizze intestate alla Raggi, come beneficiaria, da Romeo che, al di là di quanto ne dica la Procura della Repubblica di Roma, dimostrano il significato delle relazioni proprie “dell’amico dell’amico” alle quali la Raggi e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, riaffermando la migliore tradizione delle relazioni tipiche della mafia, hanno risposto offrendo a Romeo un lavoro con uno stipendio triplicato. Non sta a noi decidere sulla valenza penale, sta a noi interpretare i fatti.

Marino aveva solo degli scontrini incasinati, ma non si è voluto pensarli come scontrini incasinati, ma come una sua volontà di truffare: perché noi dovremmo pensare in modo diverso per chi offre un posto di lavoro triplicando lo stipendio? Dobbiamo pensare che ha voluto assicurarsi un complice in attività “illegali” con cui trattare sul tetto del comune lontano da orecchie indiscrete che potevano sentire piani criminali contro la città di Roma.

E’ illegale quanto fatto da Virginia Raggi?
Questo lo deciderà la Procura della Repubblica. Non è compito del cittadino indicare un reato, ma il costume che ne emerge è quello della reiterazione del malcostume mafioso che negandosi ai cittadini, di fatto dimostra di nascondere trame segrete e opacità che si sono concretizzate con le relazioni di Raggi con la Muraro e i fratelli Marra.

Osservando questi esempi comportamentali si deduce che il sistema Beppe Grillo è un sistema di tipo mafioso, un sistema di relazioni interpersonali che favorendo l’amico, la conoscenza (e aumentando lo stipendio per la disponibilità) si inserisce in quel sistema morale di “mafia capitale” riproducendone metodi e, molto probabilmente, finalità.
Il Movimento Cinque Stelle non è un sistema politico, un partito politico o un movimento politico con una propria ideologia e un proprio progetto sociale,  che, manifestando quell’ideologia e con essa quell’idea di società aggrega uomini che fanno propria quell’idea o quei progetti. Il movimento cinque stelle aggrega uomini in quanto uomini allo stesso modo con cui Totò Reina e Provenzano aggregano i loro uomini: promesse di potere su altri uomini.

Rimane inaffrontato il sistema dei trasporti di Roma, il sistema dei rifiuti, il sistema della vivibilità della capitale Romana in cui individui vuoti e incapaci affermano di “avere un progetto”, ma fino ad ora quel progetto sembra essere una riorganizzazione di individui più dediti a fare i propri affari che non ad attuare un progetto che, di fatto, non esiste.

Cosa che del resto ha dimostrato Virginia Raggi quando, appena nominata sindaco di Roma, non ha trovato nulla di meglio che prostrarsi, dietro una “porta santa” davanti agli stupratori di bambini dell’organizzazione criminale di Bergoglio rappresentata dal crocifisso. Gli stessi comportamenti messi in atto dai mafiosi con le icone dei santi, dei crocifissi e della bibbia. La sottomissione ad un padrone è la sua ideologia, non il bene della città.

Proprio per non aver mai esposto un programma per la città di Roma, l’organizzazione di Beppe Grillo appare come un’associazione mafiosa che al grido di “Onestà! Onestà” ha aggrediito il sindaco Marino e il suo progetto di sistemazione della capitale.

La mobilitazione del Movimento Cinque Stelle contro il sindaco Marino, colpevole solo di non occuparsi dei suoi scontrini (cioè degli affari suoi, ma di occuparsi della città), dimostra una volontà di annientamento di ogni uomo onesto in funzione di una disonestà propria dell’ideologia vaffanculista di Beppe Grillo. Provenzano o Reina avrebbero usato le armi contro Marino, a differenza di Grillo, ma il fatto di usare mezzi diversi per distruggere l'avversario non modifica la qualità ideologica con cui si è espressa l'aggressione, gratuita e immotivata, al sindaco Marino.

Attaccare le persone dando loro del “vaffanculo” è la stessa ideologia con cui il pederasta di Nazareth attaccava i Farisei responsabili solo di essere delle persone oneste davanti alla disonestà, ai crimini e alla violenza di Gesù e della sua banda di criminali zeloti.

Così Bersani, il Fariseo che pensa che Gesù sia davvero ciò che paventa di essere, invita Beppe Grillo alla sua tavola e gli dice: “quali sono le tue proposte?” “Che cosa vuoi fare per migliorare la società?”. E come Gesù fa col Fariseo, Beppe Grillo, attraverso i suoi, dice a Bersani: “Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo….” Facendo la gioia e la felicità di Giorgio Napolitano.

Ma cosa si può nascondere dietro al vaffanculismo? Solo la mafia. Solo le relazioni mafiose. Ed è esattamente quello che rivela la vicenda Raggi. Non è solo un’incapace e un’incompetente come sindaco di Roma, ma è sporca, moralmente sporca e aver assunto Romeo triplicandogli lo stipendio, dimostra la bassezza morale del personaggio.

Ben altra levatura morale aveva Marino che affrontava i problemi e cercava delle soluzioni. Proprio perché Ignazio Marino cercava delle soluzioni ai problemi della città di Roma venne preso in odio da Matteo Renzi e da Orfini che vedevano nella soluzione ai problemi il pericolo per il loro potere.

Per questo motivo, Matteo Renzi e Orfini, con l’aiuto di Beppe Grillo e del Movimento Cinque Stelle misero in atto un vero e proprio colpo di mano contro il sindaco Marino, una campagna di delegittimazione,  per impedire che i problemi della città di Roma fossero affrontati.

La “sindaca” di Roma Raggi ha dichiarato che “denuncerà chiunque scriverà che lei ha preso un euro”. Ma la paga per prostituirsi non è solo quella che si misura in denaro ricevuto, ma anche per il denaro versato e il fatto stesso di aver assunto Romeo con uno stipendio triplicato dimostra una prostituzione morale in cui gli interessi della città di Roma sono stati sottomessi agli interessi di Romeo, Marra, Muraro, ecc.

“Onestà! Onestà! Onestà!” Gridavano contro Marino le puttane dei Cinque Stelle esattamente come i mafiosi partecipano ai cortei antimafia.
Roma, non meritavi questa merda di comportamenti squallidi e immorali, vili e offensivi.

Beppe Grillo: VAFFANCULO!

Quando il vaffanculismo è l’ideologia di Beppe Grillo, solo col vaffanculo si può rispondere ad un individuo miserabile come Beppe Grillo.

Claudio Simeoni


domenica 29 gennaio 2017

Le puttane dell'Italia

Vendere le Istituzioni d'Italia
Quand’è che ad una persona, che in questo caso è qualcuno che pretende di essere riconosciuto come “politico”, gli si attribuisce l’appellativo di “puttana”? Quando ai contenuti sostituisce la sua persona. Quando ai contenuti del suo essere “politico” usa una forma retorica con cui nascondere i propri progetti. Come la puttana che, con le proprie forme fisiche, occulta il suo essere persona. La prostituta è una persona che si nasconde dietro all’apparenza che offre, così i “politici” vengono definiti “puttane” quando giocano ad alimentare l’immaginario collettivo per avere voti anziché sostanziare la qualità delle loro intenzioni politiche.

Il tentativo di destabilizzare le Istituzioni messo in atto da Matteo Renzi, dalla Boschi, da Giorgio Napolitano che hanno sistematicamente ricattato il Parlamento della Repubblica imponendo un’agenda impropria è fallito per volontà popolare.

La stragrande maggioranza degli elettori che avevano votato il Partito Democratico hanno bocciato il tentativo destabilizzante di modificare la Costituzione perché non aveva nulla di democratico, ma molto di nazismo.

Qualunque cosa dicano gli analisti che si fanno pagare dalla Rai o da Mediaset, tutti coloro che si identificano nella democrazia hanno votato contro la modifica Costituzionale e questi erano tutti elettori del Partito Democratico.

Io non metto in discussione che i quattro soggetti che oggi recitano la pagliacciata sul teatrino della politica siano personalmente in disaccordo.
Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Matteo Salvini possono essere paragonate a quattro galline che starnazzano in un pollaio delle vanità personali.

Queste galline starnazzanti hanno fatto il loro “coccodé” nella campagna referendaria. Uno diceva “si, si, si, si…”, l’altro diceva “no, no, no, no…” ma perché sì o perché no era privato di ragioni sostanziali. E non era un caso.

Tutti e quattro questi personaggi anelavano al potere che la modifica Costituzionale garantiva, ma erano preoccupati di non essere loro a gestire quel potere, ma il loro concorrente. Renzi, convinto di aver la maggioranza del paese con cui devastare la Costituzione, pensava di accaparrarsi il potere, Grillo, Salvini e Berlusconi, che a loro volta anelavano a quel tipo di potere marcatamente nazista, volevano impedire a Renzi di conquistare quel potere sperando che comunque Renzi vincesse il referendum per poterlo esautorare in un secondo tempo e rivendicare quel potere per sé stessi.

Questi personaggi, anche se hanno un posto nelle Istituzioni, non possono essere pensati come dei politici, ma per i meccanismi che usano, possono essere pensati solo come a dei “capimafia” o a delle “puttane2 che vendono il loro corpo.

Con un politico io posso discutere delle idee del politico, ma questi personaggi non hanno nessuna idea politica, si contendono solo le poltrone, i posti di comando esattamente come i mafiosi si contendono il ruolo di capo dei capi. E nel contendersi i posti di comando, proprio per non aver nessuna idea politica, possono solo saccheggiare il presente e rendere più pesante la vita degli italiani.

In Renzi non c’è stato nessun dibattito sui contenuti durante tutta la campagna elettorale. Vigliaccamente ha affermato di parlare dei contenuti, ma affermare di voler parlare dei contenuti non è parlare dei contenuti, ma ingannare le persone affermando contenuti che non ci sono e di cui non è materialmente in grado di parlare.

Lo stesso meccanismo è stato usato da Beppe Grillo, da Silvio Berlusconi e da Matteo Salvini.

Il loro comportamento è molto simile alle donne di strada che si contendono il lampione sotto il quale mettersi in mostra per offrirsi: quattro puttane che si mettono in mostra come pavoni per garantirsi il miglior cliente.

E il capoputtana è Bergoglio davanti al quale questi personaggi si prostituiscono offrendogli i bambini italiani perché li possa stuprare costringendoli a pregare in modo che non diventino cittadini consapevoli ma “coglioncelli” che, adorando il macellaio di Sodoma e Gomorra e speranzosi nella venuta del pederasta in croce dalle nubi con grande potenza possano vedere nei Salvini, nei Berlusconi, nei Renzi o nei Grillo i salvatori che giungono a portare la redenzione. Dei principi Costituzionali offesi da Prefetti e Questori corrotti e vigliacchi, non frega nulla a nessuno.
Leggiamo la retorica da puttana di Matteo Renzi prendendo da La Repubblica:

Ha scelto Rimini e l'assemblea degli amministratori locali del Pd Matteo Renzi per il suo ritorno in pubblico. Il segretario dem ha iniziato il suo intervento con un duro attacco "agli sciacalli, che un minuto dopo la tragedia di Rigopiano, quando ancora non si conosceva il numero dei dispersi, hanno criticato la protezione civile e i volontari. Si può sempre fare meglio, ma che squallore". L'ex premier ha rivolto un pensiero "a tutte le popolazioni colpite dal terremoto, dalla tragedia della slavina e dalle difficoltà del maltempo". "Vorrei che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il padre ha detto 'abbiamo perso una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese'. Parole che mi hanno fatto venire i brividi", ha aggiunto Renzi dal palco. "Se vogliamo cambiare le cose nel settore della prevenzione, nella lotta al dissesto idrogeologico, non si risolvono le cose con un tweet, ci vogliono anni", così il segretario del Pd ha concluso l'introduzione dedicata all'emergenza che ha colpito l'Italia.
Tratto da:
repubblica.it/politica/2017/01/28/news/renzi_assemblea
Perché questa è retorica da puttana?
Perché non dice nulla e tutti i riferimenti del suo discorso stanno in un immaginario. Vuole cambiare le cose? Non gli basta aver distrutto la scuola e il lavoro spargendo angoscia fra le persone? Non gli basta aver distrutto un anno di politica per attentare al diritto Costituzionale? Non gli basta aver costretto gli italiani ad andare a votare sotto minaccia di tortura per i suoi interessi personali?

Proviamo a sentire un altro discorso da prostituta:

“Come faccio a non dire che si tratta di una decisione politica? Ditemelo, come faccio? Come si può mandare a processo per corruzione uno che manda soldi tramite un tracciabilissimo bonifico? Se non mi fossi chiamato Silvio Berlusconi, l’avrebbero fatto? Io sto solo aiutando in maniera trasparente una serie di persone che si sono trovate nei guai e senza lavoro per il solo fatto di essere miei amici... Alcuni di questi li aiuto dal più di dieci anni, da molto prima che iniziasse il processo Ruby... L’unico reato che ho commesso è la generosità». Un colpo al cuore per tutti i sostenitori della tesi del Berlusconi iper-camaleontico, capace di mutare pelle in un istante e di adattarsi all’ambiente circostante. Venti e passa anni trascorsi da indagato o imputato non hanno influito sulla reazione che Silvio Berlusconi, descritto a metà tra il «furibondo» e l’«avvilito», ha avuto ieri pomeriggio alla notizia del rinvio a giudizio. Anche perché non c’è solo il processo Ruby-ter.

corriere.it/politica/17_gennaio_29/berlusconi-distante-urne

Così parla Silvio Berlusconi. L’uomo che ha distrutto Alitalia, che ha distrutto il sistema bancario per immiserire i cittadini che ha aggredito le Istituzioni per i suoi affari privati. L’uomo che con Tremonti ha aggravato la crisi economica preparando il fallimento di centinaia di aziende.
Come si può non leggere questo discorso e non dargli della prostituta?
Che forse ha dei contenuti politici?

E questo, che prendo da La Stampa, non è forse un gioco di puttane? Tutti a contendersi il lampione del 40% senza nessuna proposta politica, né sociale, né esistenziale, ma solo impegnati ad esporre “parti intime” per essere apprezzati?

Un’alzata di spalle e una battuta: «Speriamo che se ne sia fatta una ragione». Così hanno reagito i vertici del M5S dopo aver letto lo sfogo, rivelato ieri dalla Stampa, della sindaca di Roma Virginia Raggi, che già a luglio si lamentava con l’ex braccio destro Raffaele di Marcello Minenna al Bilancio e di Carla Raineri a capo di gabinetto, nomi imposti in Campidoglio da Beppe Grillo e dalla Casaleggio Associati. Una reazione che rispecchia lo stato d’animo del leader genovese, meno quello dell’ala più critica del M5S, guidata da Roberta Lombardi che invece non ha gradito le frasi di Marra, considerate «millanterie», sul pupillo Marcello De Vito, da sempre visto come l’avversario interno di Raggi a Roma. Tutto tace però, perché così vuole il bavaglio sui malumori a cui Grillo ha piegato i grillini.   
Che si sia consumata una lunga incomprensione, durata mesi, con la sindaca, insofferente ai diktat e testarda fino all’inverosimile, è un dato assodato per il comico. Acqua passata da gettare via, per guardare avanti ed evitare il più possibile che il pasticciaccio romano guasti «l’obiettivo 40%» a cui punta ora il M5S per conquistare Palazzo Chigi. Per questo, ai piani alti del Movimento è già pronta la fase 2 della difficile gestione del caso Raggi: difenderla a oltranza anche in caso di rinvio a giudizio. Il codice pentastellato, rifinito con tempistica ad personam, parla chiaro: Raggi è automaticamente fuori dal Movimento solo in caso di condanna in primo grado. Salvo che spuntino fuori intercettazioni più compromettenti che convincono Grillo, in qualità di garante, ad abbandonarla al suo destino.

Tratto da:

lastampa.it/2017/01/28/italia/politica/grillo-e-casaleggio-uno-stuolo-di-avvocati-per-proteggere-la-sindaca

Dopo aver distrutto il diritto al lavoro per favorire una confindustria più legata all’attività criminale che non alla società civile italiana, dopo aver distrutto la scuola pubblica e aver messo in ginocchio la sanità rendendo difficoltosa la vita delle persone, questi “politici” evitano di definire le loro intenzioni “politiche” perché l’unico obbiettivo che hanno è conquistare il potere politico, quel 40%, e poter distruggere le condizioni di vita dell’Italia.

Per questo questi politici scappano tutti come topi di fogna da ogni confronto in cui sono costretti ad esporre i loro propositi sociali perché non ne hanno. Sanno solo distruggere il presente, sia Istituzionale che economico, per appropriarsene di una fetta che sia utilizzabile per la conferma del loro potere sociale. Scappano come topi di fogna rifugiandosi fra i giornalisti complici della Rai e di Mediaset da cui continuano ad insultare i cittadini italiani.

Questi “politici” si possono considerare né uomini, né persone, ma vanno trattati come dei vigliacchi, delle puttane, che vivono attorniati da poliziotti picchiatori e torturatori che garantiscono loro il diritto di insultare gli italiani e le loro istituzioni in nome del crocifisso con cui vengono minacciati di morte i cittadini italiani se non si mettono in ginocchio davanti a questi politici.

C’è un politico che si salva? C’è un politico che non sia una puttana? Difficile dirlo in un contesto in cui i politici giocano ad esporre una forma retorica lasciando che i disperati immaginano. Delrio ha detto :

 "Non faremo mancare un euro alle aree colpite"

E qual è il significato di queste parole?

Ricostruiranno le chiese per poter continuare a stuprare i bambini dopo aver continuato a devastare la società  del centro Italia disperdendo gli abitanti (avvenne così dopo l’alluvione del Polesine, dopo la grande alluvione di Venezia, dopo il terremoto del Friuli o dopo il terremoto dell’Irpinia e del Belice).

E’ il nuovo terrorismo dei politici: costringere le persone ad immaginare il loro impegno come sono costrette a considerare buono il pederasta in croce che ordina di sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui!

Che forse ha mai dimostrato che le sue decisioni non dipendono dall’ideologia del pederasta in croce al di là di come lui pretende di interpretare il pederasta in croce?

Le “puttane” italiane non sono coloro che cercano di sopravvivere offrendo i propri corpi, ma sono coloro che offrono la propria faccia per vendere retorica e derubare i cittadini italiani.
Claudio Simeoni


giovedì 26 gennaio 2017

La guerra al mondo di Trump

L'arroganza è l'unico "peccato"
che gli Dèi non perdonano.
Quando delle persone sono povere danno un peso eccezionale alla loro dignità soggettiva, emotiva e sentimentale.

I sentimenti e le emozioni sono il centro della loro esistenza a differenza delle persone ricche che al centro della loro esistenza, anche quando vengono travolte da problemi psicologici, hanno denaro, lavoro, economia o istituzioni su cui concentrare i loro interessi.

Il nuovo presidente USA Trump, che è sempre vissuto nel lusso e distaccato delle persone che considera “merce” creata dal suo Dio, non ha consapevolezza di quanto le sue azioni produrranno all’interno degli USA.

Tutte le sue azioni appartengono alla tradizione cinematografica USA e ai film di propaganda del super uomo americano.

Il primo decreto che ha firmato è stato l’inizio dello smantellamento dell’Obamacare, quel tentativo, per quanto discutibile, di allargare il diritto alla salute a tutti quei cittadini americani che non sono in grado di pagarsi la sanità privata. Al grido “la sanità non è un diritto” ha ordinato e incoraggiato le agenzie federali a smantellare quella sanità. L’azione è finalizzata a supportare le società americane di assicurazione sanitaria e impedire alla popolazione di accedere alle cure mediche. Trump, nella tradizione cristiana, vuole consentire al suo dio di distribuire miracoli ai poveri.

Il secondo provvedimento è consistito nel smantellare il trattato di libero scambio fra i dodici paesi del Pacifico che era stato voluto da Obama, più altri, per arginare l’avanzata economica della Cina. In sostanza, Trump ha semplicemente pisciato in faccia agli alleati USA facendo intendere loro che, loro, non hanno diritto di trattare alla pari con gli USA, ma che sono i servi degli USA. Come servi devono essere obbedienti ai voleri degli USA e rinunciare alla loro dignità nazionale.

L’altro provvedimento preso da Trump è quello della costruzione degli oleodotti che attraversando i territori dei nativi USA è come se dichiarasse loro guerra.
In sostanza, Trump mette in atto azioni di guerra nei confronti degli ambientalisti e dei nativi americani. Il fronte interno, in questo modo, diventa violento. Alle azioni di violenza di Trump, come risponderanno le popolazioni violentate?

Il dio padrone, proprio dell’ideologia del super uomo USA, chiede sottomissione mediante violenza. Dal momento che questa richiesta, imposta con la forza, è un fenomeno che giunge ai cittadini USA, come i cittadini USA risponderanno?

L’azione violenta si concretizza nell’amministrazione Trump con la legittimazione dell’uso della tortura contro i cittadini accusati di essere dei terroristi. E’ interessante il meccanismo adottato: al fuoco si risponde col fuoco, agli accusati di terrorismo si applica la tortura per cui, tutti coloro che vuoi torturare, legittimi la tortura accusandoli di terrorismo.

Altro fronte di guerra aperto da Trump è il genocidio dei neri e dei messicani per farli diminuire come popolazione rispetto ai bianchi.

L’inizio della guerra di Trump per odio razzista inizia con la guerra agli immigrati irregolari accusati da Trump di essere degli spacciatori di droga. Ammesso e non concesso che ci siano immigrati clandestini che spacciano droga, va da sé che, essendo comunque perseguitati dalla Polizia, hanno messo in atto le loro contromisure al fine di non farsi individuare. Sono già in guerra con la polizia e si stanno proteggendo da tempo. Rimangono gli altri immigrati clandestini che sono la massa. Coloro che ingenuamente vanno a lavorare, che fanno i camerieri, gli sguatteri e che vengono sfruttati da padroni dei campi o da strutture economiche che li fanno lavorare in nero e in condizioni miserabili.

Qui in Veneto lo sappiamo molto bene. Gentilini, Galan e Zaia hanno fatto guerra agli extracomunitari finendo per favorire gli spacciatori di droga, le banche che hanno derubato i correntisti e gli imprenditori criminali che non rispettano nessuna legge. Il risultato è stato: impoverire il Veneto per favorire comportamenti criminali.

Questi sono facilmente individuabili. Questi si possono prendere e mandare oltre confine. Mandando questi oltre confine o in galera, come vuole fare Trump, significa togliere ai proprietari terrieri e agli altri manodopera sottocosto, sottopagata, che lavora in perenne stato di ricatto.

Alla fine Trump, se dovesse tener fede a quanto dice, o traffica in schiavi o costruisce campi di concentramento e di sterminio.

L’altra condizione interessante è la costruzione del muro alla frontiera con il Messico. Costo dell’opera circa venti miliardi di dollari che vuole far pagare al Messico. Il Messico, per bocca del Presidente, ha già detto che non pagherà nulla.

Nello stesso tempo il Presidente Messicano ha dichiarato che potrebbe mettere in discussione il trattato Nafta.

In risposta a questo Trump, stasera, 26 gennaio 2017 ha dichiarato (o è stato ipotizzato) di far pagare il 20% di tasse sulle importazioni dal Messico.

20% di tasse sulle importazioni dal Messico per far pagare il muro ai messicani. Come risponderà il Messico sulle esportazioni USA?

Qual è la situazione economica fra USA e Messico?

Prendo i dati da Limes:

“La dimensione economica delle relazioni fra Texas e Messico è inattaccabile. I due Stati condividono 1.200 miglia di confine e sono di gran lunga i primi partner commerciali l’uno dell’altro. Quasi il 65% di tutti gli scambi tra Messico e Stati Uniti origina dal Texas, è destinato al Texas o attraverso il Texas – per esempio, dal 1995 38 milioni di camion sono passati per punti d’ingresso texani (segue la California con 22). Il valore dell’export texano in Messico supera i 100 miliardi di dollari, dando lavoro a mezzo milione di persone.”

Se per farsi pagare il muro Trump mette il 20% di tasse sui prodotti messicani e i messicani mettono il 20% sui prodotto USA, ne segue che gli USA potrebbero raccogliere i soldi per fare il muro, ma a spese degli esportatori USA che col loro 20% ripagherebbe il Messico che, non dovendo impegnare quelle risorse nella costruzione del muro, avrebbe un introito extra.

In altre parole, i provvedimenti di Trump stanno mettendo le basi per una guerra globale. Anche prima di Trump gli USA facevano guerra al mondo, ma questa volta, per la prima volta, gli USA si porterebbero la guerra dentro casa. Sul suolo Americano.
Saltando i trattati commerciali internazionali oggi favorevoli agli USA, gli USA si troveranno a dover trattare con tutti su tutto da una posizione di debolezza totale.

Gli USA hanno indubbiamente molti bombardieri. Possono distruggere molte città, ma hanno una totale ignoranza sociale e una totale ignoranza economica.

Io penso che altre strutture capitalistiche e finanziarie internazionali interverranno a fermare Trump. Non è possibile travolgere il Fondo Monetario Internazionale e le regole del mercato, della finanza e dell’accumulo di capitali.

Il Messico è un paese di oltre centoventi milioni di abitanti ed è uno dei più grandi mercati di vendita degli USA. Entrare in conflitto commerciale col Messico non è entrare in conflitto commerciale con l’Afghanistan, ma forse Trump non lo ha capito.

Claudio Simeoni

Italicum, terrorismo e la Corte Costituzionale

La mancanza di conoscenza delle norme
Costituzionali da parte dei Parlamentari
italiani è un'offesa e un'ingiuria a tutti
gli italiani.
La Corte Costituzionale, per venir incontro alle esigenze di urgenza manifestate dai partiti politici, nell’esaminare la legge elettorale detta “Italicum”, ha emesso un comunicato che anticipa la sentenza finale e le motivazioni che saranno, in un secondo tempo, meglio precisate.

Intanto, dice la Corte Costituzionale ai politici, con queste modifiche alla legge elettorale, potete andare al voto.

Che cosa ha fatto la Corte Costituzionale alla legge elettorale chiamata “Italicum”?

Ha tagliato gli aspetti più evidenti di illegittimità Costituzionale che dal punto di vista sociale rappresentano atti di terrorismo messi in atto dal Parlamento della Repubblica contro i cittadini. Atti di terrorismo Istituzionale sollecitati da Giorgio Napolitano nel tentativo di imporre l’assolutismo ideologico nazista alla Costituzione mascherandolo con una “presunta” necessità di governabilità che le leggi precedenti, secondo il suo giudizio, non garantivano.

Quando la Corte Costituzionale dichiara che una norma di legge è incostituzionale non lo dice come si direbbe di una partita di calcio fra tifosi censurando un’azione sportiva, ma dichiara che quella norma tendeva a distruggere, o quanto meno a mettere in difficoltà, la vita sociale delle persone. Esattamente come la bomba di un terrorista che colpisce indiscriminatamente fra la folla.

Dichiara la Corte Costituzionale censurando alcune parti della legge elettorale:

Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici.
Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono.
Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957.
Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni.
All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione.

Purtroppo, troppo spesso individui delle Istituzioni mettono in atto atti criminali per assicurarsi un ingiusto profitto aggredendo i cittadini, le loro convinzioni e le loro aspettative.

Al di là delle asperità che sono ancora presenti nella legge elettorale, la sentenza ha  cancellato quelle norme che rendevano il partito politico padrone degli eletti controllando le decisioni degli elettori.

Esattamente come per il “Porcellum”, che ha costretto la Corte Costituzionale a cancellare tutte le aberrazioni criminali con cui i Partiti Politici detenevano il controllo degli elettori, ora può essere usato per andare ad elezioni e rendere legittimo il Parlamento.

Qualcuno vorrebbe fare una legge elettorale omogenea per votare Camera e Senato. Ma una legge fatta dalle teste che abbiamo ora in Parlamento, votati icon una legge incostituzionale (il Porcellum), possono partorire solo un’altra legge incostituzionale. Non esistono elementi per affermare che la maggioranza, che ha approvato la legge incostituzionale dell’Italicum, possa approvare una legge costituzionalmente coerente dal momento che gli uomini, che per la maggioranza siedono, in Parlamento non hanno nessuna nozione su che cosa sia la coerenza Costituzionale e l’hanno dimostrato votando l’aberrazione chiamata Italicum.
Claudio Simeoni


domenica 22 gennaio 2017

Trump e i poteri forti che dominano il mondo

E' facile, per chi conosce l'ideologia
cristiana, riconoscere in Gesù le
strategie di distruzione
della società.
Spesso si sente parlare dei “Poteri forti” che dominano la scena politica, economica e ideologica del mondo e che starebbero dietro a questo o a quel politico, a questa o a quella amministrazione dell’economia, della politica e della società.

E’ indubbio che questi poteri forti esistono in quanto per concentrare la ricchezza, con essa il controllo delle persone, è necessaria una struttura di controllo politico-economica che garantisca i meccanismi generali. La moneta è un mezzo, se il mezzo cessa di rappresentare la quantità e la qualità dei beni a cui è garantito l’accesso mediante la moneta, la moneta perde il suo valore e il suo ruolo sociale. Questo vale anche per la politica, se il metodo di gestione politica di un paese non è in grado di controllare la popolazione di quel paese, va cambiata la struttura politica di quel paese e il cambiamento è sempre un cambiamento violento in quanto il cambiamento della struttura politica implica la distruzione di una parte della popolazione i cui interessi sono o erano rappresentati dalla struttura politica precedente.

Come cittadini non ci poniamo il problema di individuare le persone che detengono i “poteri forti” perché non abbiamo la capacità di fare intercettazioni telefoniche, perquisizioni o raccogliere dati in maniera sistematica da archivi segreti o riservati.

Però come cittadini assistiamo a quadri generali in cui i vari comportamenti politici ed economici sono inseriti e da quei quadri generali siamo in grado di individuare la generalità dei “poteri forti” e la direzione in cui quei “poteri forti” agiscono. In altre parole, l’ideologia dalla quale i “poteri forti” attingono le loro strategie di dominio.

Dal momento che quei “poteri forti” non agiscono al di fuori della società, i fenomeni sociali a cui assistiamo manifestano un insieme che li ha generati. Manifestano sia un’ideologia che una progettualità che è facile riconoscere.

Prendiamo pure quattro Presidenti USA, Bush, Obama, Trump e un Altro (altro inteso come ipotetico nome generico).

Secondo voi qual è la strategia socio economica che hanno messo o mettono in atto?

Si è educati socialmente ad osservare i singoli atti perché, violentati nella struttura psichica fin dall’infanzia, pensiamo che l’uomo sia creato ad immagine di un dio pazzo, cretino e deficiente e valutiamo gli atti, volenti o nolenti, nell’ambito della volontà creatrice del dio padrone. Valutiamo uno buono e l’altro cattivo: ma questi quattro personaggi a che cosa si sono adattati?

Ai “poteri forti” a cui loro hanno prestato non solo la faccia, ma anche il cervello e le emozioni in cambio di benessere personale.

Quali sono le “regole” dettate loro dai “Poteri forti”. I “poteri forti” non hanno detto loro che cosa dovevano o non dovevano fare. Loro hanno scelto che cosa fare, ma il fine per cui farlo era dettato dal “potere forte”.

Non è importante se il “potere forte” può essere indicato nella “Trilaterale” o nel “Fondo monetario internazionale”, in Davos, nel G7, nel G20, ecc.

La storia è questa:

I “poteri forti” decisero di far gestire il mondo dai loro servi. Chiamarono Bush, Obama, Trump e un Altro e dettero loro lo stesso potere ciascuno. A ciascuno, con la presidenza USA, i “Poteri forti” dettero loro una mina.
Poi i “poteri forti” lasciarono i loro servi a gestire la loro mina: la Presidenza USA.
Quando i “Poteri forti” tornarono chiamarono i loro servi e chiesero conto delle mine che avevano date loro.
Così Bush disse. La mia mina ha fruttato, ho distrutto l’Iraq e costruito uno stato di guerra di religione in tutto il medio oriente.

Bravo servo fedele, dissero i “poteri forti”: "Bene, servo buono, gli rispose, perché sei stato fedele nel poco, prendi il governo di dieci città".

Così Obama disse. La mia mina ha fruttato, ho quasi distrutto l’Egitto, ho distrutto la Libia e la Siria alimentando la guerra di religione nel medio oriente.

Bravo servo fedele, disse il “potere forte”: "Tu pure, gli rispose, sii a capo di cinque città".

Quando il “Potere forte” si rivolse a Trump, Trump così rispose: “Abbi pazienza, ho appena incominciato, fin dal primo giorno sto togliendo l’assistenza sanitaria ai disgraziati statunitensi, vedrai che farò meglio dei miei predecessori. Sono il più grande Presidente che tu, Dio, hai creato!”
Bravo servo fedele, disse il “potere forte”: “continua così e avrai il governo di molte città.”
Un Altro così disse: “La carica di Presidente USA che mi ha i dato “io l’ho custodita avvolta in un pezzo di panno. Ho avuto paura di te, che sei un “Poteri Forti” severo; tu cogli ciò che non hai piantato, e mieti ciò che non hai seminato” per questo l’ho usata per migliorare le condizioni di vita degli abitanti della terra. Migliorare la loro libertà perché loro non abbiano paura di te.”

Furioso i “Poteri Forti” gli dissero: "Dalle tue parole ti giudico, servo iniquo! Tu sapevi che io sono un “Poteri Forti” severo, che colgo ciò che non ho piantato, e mieto ciò che non ho seminato! Perché, dunque, non hai messo il mio denaro in una banca? Al mio ritorno io l'avrei potuto esigere con l'interesse"

“Altro” dissero i “poteri forti” “avresti dovuto dare i soldi alle banche che avrebbero provveduto a spremere i cittadini, a derubare i cittadini costruendo delle condizioni di miseria.”

E i “poteri forti” sentenziarono: "Riprendetegli il potere di Presidente e datelo a colui che governa dieci città”. Gli osservarono: " “potere forte”, egli ha dieci mine". E il “poteri forti” disse: "lo vi dico: a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Intanto conducete qui i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro, e sgozzateli in mia presenza”.

Questa è la strategia dei “poteri forti”. Non è importante chi diventa Presidente USA, obbedisce sempre a questo meccanismo portando distruzione e miseria nel mondo. Come nei film USA dove l’eroe distrugge tutto perché è incapace di portare i mattoni sulle spalle o di arare un campo senza distruggere tutta la natura.
Claudio Simeoni

NOTA: citazione parafrasata del Vangelo di Luca 19, 11-27, unica ideologia conosciuta negli USA.