La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 12 dicembre 2007

Pietro Calogero e il Veneto insanguinato!

Pietro Calogero, colui che per torturare le persone e devastare la società civile si inventò la teoria del “grande vecchio” con cui sottopose persone a processi illegali, ora, davanti alle aggressioni portate ai cittadini e finalizzate a istigare all’odio sociale si nasconde fingendo di non vedere cosa sta succedendo. Quest’individuo, assieme al suo compagno Palombarini hanno dimostrato non solo il loro odio per la società civile, ma il disprezzo nei confronti delle persone; usare le persone come fossero bestiame (diffamandole, infangandole al limite dell’istigazione all’omicidio con la protezione del Ministro di Grazia e Giustizia, del Consiglio Superiore della Magistratura e del Presidente della Repubblica che a conoscenza dei suoi atti delittuosi lo hanno aiutato. Ampia documentazione è presente negli archivi di detti uffici), disprezzare le norme Costituzionali, ha dimostrato come la sua azione fosse volta alla distruzione della società civile. La sua azione ha prodotto decine di morti sul lavoro; aumento dello spaccio dell’eroina; aumento del lavoro nero; devastazione sociale che si concretizza con il bullismo, la violenza sulle donne e la violenza nei confronti dei cittadini più deboli privati dei loro diritti Istituzionali.

Davanti a chi fa violenza sui cittadini più deboli Calogero dimostra di essere complice e comprensivo: si tratta di un atto di eversione dell’ordine democratico. Scrive Il Gazzettino del 11 dicembre 2007 dell’inchiesta di Calogero su Bitonci:

“Il procuratore Piero Calogero manda in archivio il caso-Bitonci. Per "insussistenza dell'elemento soggettivo del reato". Cosa vuol dire? Che il capo dell'Ufficio del pubblico ministero non ravvisa il "dolo" nel comportamento del sindaco di Cittadella. Tuttavia rimane in piedi l'elemento "materiale" dell'ipotizzato reato di usurpazione di funzione pubblica. Concretizzato nell'istituzione di quella "commissione" con compiti di accertamento preventivo della presunta pericolosità sociale dei richiedenti l'iscrizione anagrafica. Calogero lo ribadisce: «Non vorrei fosse capito male: l'ordinanza non è affatto buona in sè». E il procuratore lo precisa meglio quando nella richiesta di archiviazione fa riferimento al pericolo di sconfinamento dei poteri che nella disciplina delle iscrizioni anagrafiche la legge attribuisce al primo cittadino: «Detti poteri, nella stesura originaria dell'ordinanza, erano stati illegalmente estesi fino a ricomprendervi attribuzioni funzionali riservate ad organi esecutivi e legislativi dello Stato».”

Rimane quell’incitamento all’odio sociale, all’odio di classe, che usò Calogero per coprire le torture nei confronti dei cittadini durante gli anni ottanta per impedire loro di difendersi. E’ comprensivo Pietro Calogero nei confronti di Bitonci. Il terrorismo di Bitonci è volto verso le persone deboli, fragili, indifese. Bitonci “spara” alle persone che non si possono difendere e questo piace a Pietro Calogero: lui l’odio di classe lo esercita solo nei confronti delle persone che si permettono di chiedere giustizia, che pretendono il rispetto delle norme Costituzionali.
Quello che Bitonci, e il 12 dicembre 2007 apprendiamo che Bitonci si vanta che altri 200 sindaci abbiano messo in atto azioni di violenza amministrativa nei confronti dei cittadini deboli, equivale ad aver organizzato le camicie nere che, sostituendosi agli organi Istituzionali, vesseranno i cittadini. Da un lato Calogero impedisce ai cittadini di avere giustizia e dall’altro favorisce l’insorgere di istanze che mettono in pericolo la società civile. Domani i cittadini saranno vessati dall’organizzazione terroristica di Bitonci, esattamente come furono vessati dall’organizzazioni terroristiche della Democrazia Cristiana allora (oggi si scopre che Andreotti agiva con la mafia per vessare i cittadini e avere forza sufficiente per impedire l’applicazione del dettato Costituzionale; oggi, dopo che tutto è caduto in prescrizione. Dov’era Calogero e chi doveva intervenire per salvare le Istituzioni?), privati dei diritti Costituzionali e in continuo pericolo di vita sui posti di lavoro (né mai avranno giustizia, vedi Montedison).
E mentre l’Unione Europea inizia il procedimento per razzismo contro l’Italia, omofobia e discriminazione come riporta il quotidiano l’Unità:

“Una lettera di ingiunzione all’Italia. L’Unione Europea ci manda un rimprovero scritto perché non abbiamo recepito la norme antidiscriminazione sessuale. Ovvero, quelle che condannano l’omofobia. La polemica dei teodem, dunque, arriva a Bruxelles: la norma prevista dal decreto sicurezza che ha scatenato la bufera al Senato, ora non è più solo una questione nazionale, e «nei prossimi mesi la Commissione prenderà un'ulteriore decisione per quanto riguarda i provvedimenti per infrazione».A dare la notizia è Marco Cappato, parlamentare europeo dei radicali che un mese fa, aveva rivolto un’interrogazione sul tema al commissario agli Affari sociali Vladimir Spidla. Ora, la risposta è arrivata. E bacchetta l’Italia “bacchettona”. Nella lettera di ingiunzione si citano «problemi manifesti concernenti il pieno recepimento delle disposizioni». Ovvero, la direttiva europea 2000/78 contro le discriminazioni per orientamento sessuale non è stata recepita dall’ordinamento italiano. Insieme a noi, solo Lettonia e Finlandia, anche loro destinatarie di una lettera di ingiunzione.”
La questione del RISPETTO ASSOLUTO DELL’UOMO, questione ignorata e disprezzata da Pietro Calogero è ben presente nell’Unione Europea che pur non occupandosi del Bitonci che in maniera squallida si organizza per discriminare i cittadini deboli e poveri (con l’appoggio di Calogero), riafferma quel diritto all’uguaglianza nella società civile che troppo spesso si dimentica essere uno dei principi fondanti la nostra Costituzione e, quando viene messo in pericolo, si tratta SEMPRE DI EVERSIONE DELL’ORDINE DEMOCRATICO!
Dice l’UE:

“Il Parlamento Europeo, con la risoluzione del 15 novembre 2007, ha stabilito che non è lecito praticare espulsioni di massa dai Paesi Ue ed ha condannato pesantemente le dichiarazioni rilasciate al quotidiani Il Messaggero dal vicepresidente della Commissione Franco Frattini dopo l’omicidio di Giovanna Reggiani: “Quello che si deve fare – aveva affermato il commissario - è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede: tu di che vivi? se quello risponde: 'non lo so', lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona le direttiva europea. Semplice e senza scampo”.Nella risoluzione, infatti, si legge che il Parlamento Ue “ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente”.La risoluzione, dunque, affronta il tema del recepimento della direttiva 2004/38/CE inerente al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri ed il Parlamento e, nell’esprimere apprezzamento per il dialogo intercorso tra Prodi ed il premier rumeno Calin Popescu-Tariceanu, ha dato il suo appoggio per l’appello avanzato dai due relativamente l'impegno dell'Unione a favore dell'integrazione sociale delle popolazioni meno avvantaggiate e della cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali.La Ue ha ricordato che ogni cittadino dell'Unione che soggiorna liberamente e legalmente in uno Stato membro deve godere in tale Stato della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali e ha preso atto del fatto che i Rom sono tuttora oggetto di discriminazioni e di abusi nel territorio dell'Unione e che l'integrazione, l'inserimento sociale e la protezione di tale minoranza sono, purtroppo, obiettivi ancora da conseguire.Pertanto il Parlamento Ue ha ribadito che tutte le legislazioni nazionali devono rispettare rigorosamente i limiti e garanzie imposte, compreso l'accesso a un ricorso alle vie legali contro l'allontanamento e all'esercizio dei diritti della difesa e che le espulsioni collettive sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.Pertanto il Parlamento Ue ha dato incarico alla commissione parlamentare competente di effettuare entro il 1° giugno 2008, in collaborazione con i parlamenti nazionali, una valutazione dei problemi di recepimento della direttiva 2004/38/CE in modo da mettere in evidenza le migliori prassi nonché le misure che potrebbero portare a discriminazioni tra i cittadini europei. Dunque la Ue, respingendo il principio della responsabilità collettiva e ribadendo con forza la necessità di lottare contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e ogni forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica, ha invitato la Commissione ad elaborare una strategia globale per l'inclusione sociale dei Rom, anche mediante l'istituzione di una rete di organizzazioni che favoriscano l’integrazione e promuovano strumenti adatti ad aumentare la consapevolezza in materia di diritti e doveri dei Rom.”
E’ vergognoso quello che ha fatto Calogero alimentando l’odio razziale nel Veneto. Quando muoiono le persone sui posti di lavoro, la responsabilità è dei magistrati che non sono intervenuti prima; quando le persone subiscono angherie dall'organizzazione comunale, la responsabilità è dei magistrati che non sono intervenuti prima; quando una persona si getta dal balcone disperata, la responsabilità è dei magistrati che non sono intervenuti prima!
Nessuno dice che non abbia le sue “ragioni giuridiche” nel chiedere l’archiviazione; ma si rileva che quelle “ragioni giuridiche” sono in contrasto con le “ragioni giuridiche” con cui ha giustificato le torture e i processi illegali nei confronti dei cittadini che chiedevano giustizia e rispetto delle norme Costituzionali; sono le stesse “ragioni giuridiche” con cui non ha indagato e processato chi devastava il territorio costruendo un clima sociale di conflittualità, da un lato rispondendo alle sue convinzioni etico-morali (gli operai sui posti di lavoro possono essere ammazzati: e questo non danneggia la Costituzione), dall’altro lato, chi chiede giustizia è un terrorista e va perseguito con tutti i mezzi possibili legali e illegali.
E’ la logica di Pietro Calogero che sta continuando ad insanguinare il Veneto!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo