La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 10 dicembre 2007

Violenza alle donne, immigrati e chiesa cattolica.

La violenza sulle donne è un reato contro la persona. Ci sono volute molte battaglie civili perché la violenza contro donne e bambini fosse riconosciuta come una violenza contro la persona e non come una violenza contro la morale come voleva la chiesa cattolica in ossequio a quell’assolutismo ce Ratzinger sta tentando di reintrodurre contro la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Una propaganda spinta, spregiudicata e offensiva, cerca di farci credere che la violenza alle donne venga dagli immigrati. Tutto questo per nascondere gli orrori che si nascondono nelle famiglie in virtù di quel delirio di onnipotenza (“Il padrone sono io”) che imposto dalla chiesa cattolica si fissa nell’educazione. Un’educazione che la chiesa cattolica intende perpetuare mediante la famiglia assolutista, imporre il modello di sacra famiglia, in disprezzo delle norme Costituzionali e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Leggiamo le statistiche distribuite oggi dall’Istat dal sito del :
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1652854172

''Non fare i conti con le statistiche può portare a politiche errate''

Stupri, il 69% dei violentatori sono partner o conoscenti
Lo rivela uno studio dell'Istat. Solo il 27,3% delle donne riconosce il fatto come reato. Fuorviante lo stereotipo dell'immigrato, estraneo

VIOLENZA DONNE; ISTAT: IL 69,7% DEGLI STUPRI
AVVIENE IN FAMIGLIA


Roma, 10 dic. - (Adnkronos/Ign) - Non è l'estraneo, immigrato, il prototipo dello stupratore italiano. Nel nostro Paese, infatti, il 69% delle violenze sulle donne è opera dei partner, dei mariti o di ex fidanzati, e solo nel 6% dei casi di estranei. A rivelare il dato, in evidente controtendenza rispetto ai luoghi comuni, è uno studio dell'Istat, presentato nell'ambito dell'incontro 'Global forum on gender statistics'. Una ''violenza invisibile'', spiega Linda Laura Sabbadini, direttore centrale per le indagini su condizione e qualità della vita dell'Istituto, e che ''porta a forti distorsioni nell'immaginario collettivo su cosa è oggi la violenza contro le donne''. ''Lo stereotipo dell'immigrato, non conosciuto, che violenta la donna italiana impera - prosegue - ma non è questa la violenza maggioritaria contro le donne italiane''.Cifre alla mano, il 69% degli stupri avvenuti in Italia sono opera dei partner, dei mariti o di fidanzati, mentre solo il 6% di estranei. Ma non solo. ''Se anche considerassimo che di questi autori estranei il 50% sono immigrati - ha specificato la Sabbadini - si arriverebbe al 3% degli stupri, e se anche ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti, si arriverebbe al 10% del totale''. Insomma, dati che contrastano con la convinzione che le violenze per le strade siano opera di immigrati, ma ''non fare i conti con le statistiche può portare ad orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche''. L'indagine rileva anche un altro grosso problema relativo alla violenza sulle donne, ovvero la non riconoscibilità da parte delle stesse vittime. Solo il 27,3% delle donne stuprate dal partner infatti è convinta che il fatto rappresenti un reato.

Appare del tutto evidente come sia in atto una vera e propria strategia propagandistica che tenti di riaffermare la famiglia come luogo di violenza. Ratzinger vuole proteggere la violenza nella famiglia, per questo tuona contro l’aborto e il divorzio che permettendo alle persone di riprendersi il controllo del proprio corpo gli impediscono di costruire la disperazione per poi spacciare la sua speranza fideistica.
Chi difende la famiglia “tradizionale”, lo fa soltanto per giustificare la violenza che in quella famiglia si esercita. Non è un caso che la statistica ci dica che solo il 27,3% delle donne riconosce quegli atti come atti di violenza e prevaricazione sul loro diritto di gestire il loro corpo: chi le ha costrette a pensare che il loro corpo non le appartenga? Chi se non la chiesa cattolica? I violentatori di donne saranno molto contenti dell’attività della chiesa cattolica; la società civile, NO!
Se un nemico delle donne e dei bambini deve essere indicato, questo è la famiglia. La famiglia come intesa dalla chiesa cattolica che non ha nulla di naturale, ma tanto di odio che ricorda i campi di concentramento nazisti.
Informazioni sociali le potete trovare in Federazione Pagana.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo