La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 31 gennaio 2008

I talebani di Ratzinger nel Veneto e la morale Costituzionale!

Capire la mentalità delle persone nel Veneto non è difficile se si ha ben chiara la contrapposizione che esiste fra senso morale cattolico e senso morale Costituzionale e civile. Nel primo caso la morale cattolica prevede che le persone siano bestiame che devono obbedire e non rivendicare il proprio ruolo di persone nella società civile, mentre, nel secondo caso la Costituzione prevede una morale secondo la quale le persone siano dei soggetti di diritto, padrone di sé stesse e GIUDICI NEI CONFRONTI DEI COMPORTAMENTI DELLE ISTITUZIONI.

Succede che mentre le persone dei ceti sociali più basse rivendicano il loro diritto ad essere dei soggetti di diritto, molte Istituzioni vogliono stuprare queste persone per ridurle all’obbedienza e alla sottomissione ad una morale illegale qual è quella cattolica. Per questo motivo, alle persone, vengono inflitti veri e propri atti di terrorismo messi in atto da integralisti cattolici, talebani di Ratzinger, che in violazione del dettato Costituzionale impongono alle persone la morale del loro dio padrone.
E’ il caso del sindaco di Mogliano Veneto che anziché fare il suo lavoro di amministratore preferisce trasformarsi da gestapo nazista ed imporre il suo odio morale alle donne dimenticando che dando loro delle “prostitute” le offende imponendo una morale integralista cattolica in disprezzo della morale Costituzionale. D’altronde, nella mentalità criminale del sindaco di Mogliano, Giovanni Azzolini, gira un pensiero: “E chi se ne frega anche se le offendo? E vuoi che quelle pezzenti vengano a denunciarmi?”.
Le sue attività vengono censurate. E non si dica che erano attività irrilevanti. Davanti a quelle attività qualcuno ha protestato che le donne della zona potrebbero essere confuse con le “prostitute”, come se ci fosse una qualche differenza. A questa banda di nazisti non entra in testa che una donna è una donna e una persona è una persona. Una persona che può essere perseguita solo per comportamenti che violino la legge e le donne che Giovanni Azzolini censura, NON VIOLANO LA LEGGE, ma la sua morale criminale e assassina.

Scrive il giornale il Gazzettino del 29 gennaio 2008 nelle pagine del Nord-est:


Dovranno essere rimossi i cartelli fatti installare dal sindaco, deciso comunque a combattere il racket delle lucciole con l’apertura di un park a luci rosse lungo il Terraglio

Il ministero blocca Mogliano: illegale il segnale anti-prostitute
Cartelli anti-lucciole addio. Quegli strani segnali stradali apparsi due mesi fa ai bordi del Terraglio con la scritta "Attenzione Prostitute" stanno per essere rimossi. A farli installare era stato il sindaco di Mogliano , Giovanni Azzolini, nell'ambito di una campagna contro la prostituzione di strada. Ma il primo cittadino non immaginava di aver preso un'iniziativa in contrasto con le prescrizioni del codice della strada che vietano la presenza di segnali "abusivi" ai bordi delle strade che possono creare confusione agli automobilisti.
Il ministero dei Trasporti è già intervenuto in altre città per far rispettare il codice della strada. Adesso tocca a Mogliano . Contro i cartelli "Attenzione Prostituite" si erano espressi anche i rappresentati politici dell'opposizione capeggiati dal capogruppo della Lega Nord Giannino Boarina ("quei cartelli - aveva detto - oltre a non servire a niente offendono anche la dignità delle donne che rischiano di essere scambiate per una di quelle quando devono rientrare a casa o stanno attendendo l'autobus alle fermate del Terraglio").
Ma anche dovendo rinunciare ai cartelli, il sindaco Azzolini ha insistito nella sua azione di contrasto al mercato del sesso a pagamento. È stato calcolato che lungo l'asta del Terraglio ogni sera esercitano un centinaio di "belle di notte" in attesa dei loro clienti. Il sindaco di Mogliano voleva dare un giro di vite al racket della prostituzione. Ecco l'avvio della sottoscrizione popolare con l'obiettivo di indire un referendum abrogativo della legge Merlin, e Azzolini sperava di essere affiancato dagli amministratori dei comuni del Terraglio (da Mestre a Treviso) nella sua battaglia. Avanzate anche le proposte di istituire in un'area del comprensorio moglianese una sorta di "park a luci rosse" controllato. L'idea è già stata esposta, in maniera informale, in Consiglio comunale quando è si è parlato della necessità di trovare un'alternativa ai problemi creati dalla "strada del sesso a pagamento".
In ogni caso la Polizia Locale ricorda ai clienti delle "lucciole" che è in vigore l'ordinanza sindacale 51 del 1999 che vieta le fermate degli automobilisti lungo il Terraglio per contrattare le prestazioni sessuali, pena il pagamento di pesanti sanzioni. C'è da dire però che non c'è alcun cartello stradale che si riferisca a questa ordinanza, a differenza di quanto è stato fatto alcuni anni fa nel vicino comune di Preganziol, dove il fenomeno della prostituzione di strada è altrettanto preoccupante.
Nello Duprè

L’atto di Azzolini è un atto criminale di aggressione alla Costituzione, come è un atto illegale, pretestuoso e vigliacco l’ordinanza 51 del 1999 perché non ha nulla a che vedere con la viabilità, ma è un’aggressione sia alle donne che ai diritti civili dei cittadini mascherata da ordinanza da viabilità!
Ed è non solo ridicolo, ma offensivo Azzolini quando parla di “... azione di contrasto al mercato del sesso a pagamento.” Prima stupra la sessualità delle persone e dei bambini in particolare esponendo il crocifisso in maniera illegale e offensiva nei luoghi pubblici e poi criminalizza quei cittadini che veicolano con quelle modalità le loro pulsioni sessuali (anziché commettere reati come la violenza sessuale o lo stupro su minori)

Se deve essere fatto un lavoro di contrasto ai crimini, questo deve avvenire SOLO attraverso le Istituzioni preposte.
E solo nelle modalità previste dalla legge, non dalle fantasie morbose e sessualmente represse di Azzolini.

Cito come esempio un articolo de Il Gazzettino del 23 gennaio 2008 (prelevo dalle pagine locali di Vicenza):


Guidata da Vicenza la tratta delle nigeriane dall'Africa a Bari


Vicenza - Dall'Africa a Madrid in aereo, dalla Spagna all'Italia in treno. Con una promessa: vivere una vita migliore. Invece precipitavano in un incubo decine di ragazze nigeriane, in balìa di un'associazione che le buttava sui marciapiedi: quelli di Bari, soprattutto, ma anche di Torino e Verona. Una vera e propria tratta, che aveva tra i suoi organizzatori un nigeriano residente in questa provincia, a Castegnero, arrestato dalla Squadra Mobile. Sono scattati alla fine otto ordini di custodia cautelare, mentre un avvocato barese risulta indagato. Un traffico dai contorni inquietanti, emersi anche da intercettazioni telefoniche: alcune ragazze, rimaste incinte, venivano costrette ad abortire con metodi barbari.

Questa è un’azione fatta in maniera legale dalle Istituzioni rispondendo alle esigenze della Morale Costituzionale e del rispetto delle leggi. Come non è accettabile che persone, le donne in questo caso, siano trasformate in bestie da sfruttare, così non è accettabile il comportamento e le farneticazioni da “rambo” del sindaco di Mogliano Giovanni Azzolini.
Non c’è nessuna differenza, per la morale costituzionale, fra le azioni fatte da questi sfruttatori e le azioni fatte da Giovanni Azzolini: entrambe offendono il diritto delle persone di disporre del proprio corpo e del territorio nazionale nel rispetto delle leggi senza che nessun criminale pretenda loro di imporre dei comportamenti morali a loro non graditi!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 30 gennaio 2008

Ciò che emerge dalla devastazione del tessuto sociale del Veneto

Per capire la società Veneta e la follia che l’attraversa, queste notizie sono emblematiche degli effetti dell’educazione cristiana che la giunta regionale impone con la violenza ai cittadini Veneti.

Sono notizie di oggi:

PADOVA: UCCIDE MOGLIE, UOMO HA SPARATO CON FUCILE CON CUI ANDAVA A CACCIA
Padova, 30 gen. - (Adnkronos) - Sembrerebbe stato vittima di un raptus di follia l'uomo 65enne che oggi con un colpo di fucile ha ucciso la moglie a sangue freddo in provincia di Padova. Gli inquirenti lo stanno interrogando nella caserma dei Carabinieri di Abano Terme (Padova) ma ancora non avrebbe fornito alcuna motivazione plausibile per il gesto. Intanto si e' appreso che l'arrestato era un appassionato cacciatore e deteneva regolarmente l'arma da fuoco con cui ha ucciso. L'uomo, un pensionato, si chiama Luciano Garavello: dopo aver sparato, prima alla moglie e poi al figlio, si e' recato da Pozzonovo, luogo dove e' avvenuta la tragedia, fino alla prima caserma dell'Arma, a Solesino, dove ha raccontato quanto aveva fatto. Immediate le manette. Immediata anche la corsa disperata verso quella vecchia casa nelle campagne della bassa padovana: in una pozza di sangue i Militari ed i medici hanno trovato la moglie dell'uomo, Tersina Vanzan, di 65 anni, cadavere mentre il figlio della coppia, Mirko, era rimasto gravemente ferito. Per lui subito il ricovero, con l'eliambulanza presso l'ospedale di Padova dove ora sta lottando per la vita. La famiglia Garavello stava lavorando ad un importante progetto: una costruzione, in un terreno da poco acquistato, dove si sarebbe dovuta costruire la casa per Mirko, carpentiere, il piu giovane di quattro fratelli.
(Paj/Pn/Adnkronos)
30-GEN-08 20:00

Prelevata dal sito:

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwMTMwMjAwMDU5LnhtbCI7fQ==

Ma di dominio pubblico sui telegiornali delle 23.00 del 30 gennaio 2008.
Nello stesso tempo la Guardia di Finanza, seguendo delle indagini sullo scarico di film illegale da internet ha sequestrato decine di immagini pedopornografiche a un disk jockey della provincia di Treviso che esercitava in varie discoteche di S. Donà.
Cos’hanno in comune queste notizie?
Il vuoto esistenziale.
L’incapacità delle persone di pensare un proprio futuro.
Hanno subito l’aggressione della chiesa cattolica che ha imposto loro comportamenti distruttivi dove il possesso, la proprietà, la voglia di essere “il dio padrone” del proprio recinto costruisce quei comportamenti di dominio sull’altro che inducono all’autodistruzione.
Lo so che in altre parti d’Italia le cose sono diverse, ma qui in Veneto la situazione è aggravata dalla presenza di persone come Gentilini, o Galan, o tutti coloro che, incapaci di affrontare coerentemente la loro esistenza seminano disperazione.
Era tanto distante, questo pensionato assassino, da quella cittadina, Montegrotto Terme, in cui il sindaco, anziché costruire delle condizioni vivibili, invitava i cittadini ad andarsene dalla città?
Si tratta del terrorismo sociale.
Quel terrorismo sociale che i cittadini subiscono e che le Istituzioni ignorano, troppo spesso, per disprezzo.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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lunedì 28 gennaio 2008

Corte di Cassazione e quel diritto alla critica e all'indignazione a cui i Veneti rinunciano

Questa è una questione sulla quale i Veneti dovrebbero porre molta attenzione.
Si tratta di sottolineare la differenza che esiste fra il cittadino e il suddito. Una differenza che in Veneto è mal compresa ( o si finge di non comprendere) specialmente da parte di operatori Istituzionali che si pensano tanti piccoli DIO PADRONE e pretendono che i cittadini si mettano in ginocchio davanti a loro.
Già più volte la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui la critica e l’indignazione delle persone rappresentano un patrimonio prezioso per la società civile.
Troppi Galan, Bitonci, Gentilini, ecc. si pensano DIO PADRONE come è stato insegnato loro negli oratori e nelle parrocchie e non rispettano le persone, ma preferiscono insultarle, tanto c’è sempre un Pietro Calogero pronto ad assecondarli!
Indubbiamente qualche Veneto conosce di persona persone come Gentilini, Galan, Bitonci o Zanonato, ma, come dice questa sentenza della Corte di Cassazione, se queste persone fanno indignare non è certo per le loro persone, ma per le azioni, le dichiarazioni, le prese di posizione che hanno e che indignano portando il Veneto allo sfascio.
Lo sfascio non si vede nel momento presente, ma nelle condizioni che, poste nel momento presente in antitesi ai principi Costituzionali, ne obbligano le trasformazioni in futuro.
Nella mentalità dei Veneti, se gli amministratori pubblici si comportano da tanti DIO PADRONE, i cittadini si comportano da tanti “si buana!”. I “si buana!” sono i cittadini che rinunciano alla critica e all’indignazione perché nelle parrocchie è stato insegnato loro che davanti al DIO PADRONE ci si deve mettere in ginocchio, che bisogna confidare nella speranza e nella provvidenza, che il dio padrone pensa a loro, ma proprio a loro. I “si buana!” sono quelle persone che hanno rinunciato ad essere dei cittadini preferendo essere dei sudditi o, per dirla con l’educazione cattolica, hanno preferito essere le pecore del gregge che il dio padrone porta al macello della loro vita imponendo condizioni e morale entro le quali vengono costrette a vivere in disprezzo della morale Costituzionale.

Riporto da:

http://qn.quotidiano.net/politica/2008/01/28/61672-reato_dare_buffone_politico.shtml

LA SENTENZA DI CASSAZIONE
"Non è reato dare del 'buffone' a un politico"

Roma, 28 gennaio 2008 - Se un politico non mantiene le promesse fatte pubblicamente è lecito dargli del 'buffone' e chi lo fa non commette, dunque, alcun reato. E' la decisione della Corte di Cassazione che, con la sentenza 4129 depositata oggi ha annullato con rinvio la condanna nei confronti di un cittadino che aveva dato del buffone e del ridicolo al sindaco del proprio paese, contestando la sua attività politica e il suo comportamento pubblico.
L'allora primo cittadino di Scandriglia, in provincia di Rieti, aveva convocato un'assemblea pubblica per spiegare agli abitanti una scelta amministrativa. In molti lo avevano additato come buffone e ridicolo e in particolare la Procura aveva incriminato uno di questi per ingiuria. Il giudice di pace lo aveva assolto perchè aveva ritenuto sussistente la scriminante della critica politica.

Il Tribunale di Rieti, invece, lo aveva condannato a 200 euro di multa e al risarcimento dei danni: 2.500 euro. Le cose sono cambiate nuovamente in Cassazione: la quinta sezione penale ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale ritenendo che questo dovrà accertare se l'offesa era diretta alla persona o al comportamento del sindaco "come uomo pubblico". In quest'ultimo caso, non sussisterebbe il reato.

In particolare, spiega il collegio in relazione alla decisione di merito, "il Tribunale fa di tanto grazia apodittica omettendo di valutare compiutamente, quanto è necessario per poter ritenere con assoluta certezza che l'imputato, nel contesto, abbia inteso riferirsi alla persona in se e non al suo comportamento come uomo pubblico".
Non solo. "Va a questo punto ancora rilevato che le stesse espressioni qui incriminate sono state adottate nei confronti di persona avente bensì più alto incarico politico, ma non in una accesa discussione politica, con mero riferimento al comportamento pubblico della persona". E ancora. "Il problema da risolvere è dunque di diritto, nel senso che il limite di continenza può ritenersi per se superato, solo se il contesto si dimostra adottato dall'autore del fatto come pretesto per l'offesa della persona, e di fatto dimostrando quel contesto, attraverso analisi compiuta, tale da consentire di ritenere superato tale limite, e giustificare in appello la riforma della sentenza assolutoria".

Per far comprendere ai Veneti che mettersi in ginocchio a pregare il dio padrone non è solo ridicolo, ma diventa un atto cattivo e perverso quando tale azione si sostituisce alla rivendicazione dei propri diritti di critica e di indignazione anche se, giustamente, la Corte di Cassazione si è posta il problema di controllarne e regolarne i confini.
Quando i Veneti impareranno che non è il più furbo che deve imporsi sul vicino, ma solo pretendendo il rispetto delle regole di uguaglianza fra tutti i cittadini si può costruire una società virtuosa capace di guardare al proprio futuro, allora, forse, i Veneti smetteranno di togliersi il cappello davanti a chi si spaccia per il dio padrone di turno e inizieranno a rimboccarsi le maniche come dei cittadini!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 23 gennaio 2008

Educazione e ossessione nella quotidianità dei veneti.

Si tratta di un altro sistema usato nel Veneto.
Non siamo a livelli della mafia, ma siamo alle rappresentazioni dell’educazione propria della chiesa cattolica.
Proviamo a leggere la notizia:


Venezia: tentato omicidio, arrestati padre e figlio
23 Gennaio 2008, 06:24

PORTOGRUARO (Venezia) - Arrestati padre e figlio di Salute di Sastino di Livenza, nel veneziano. Sono accusati di tentato omicidio pluriaggravato. Le indagini erano iniziate ad agosto dello scorso anno quando un 35enne sfuggì a un agguato mentre stava tornando a casa. Scavando nel passato del 35enne, i carabinieri scoprirono che la sua famiglia - tra il 2000 e il 2003 - aveva avuto dissidi con i vicini di casa. Una pista che si è rivelata esatta e che ha portato ai due arresti. La pistola utilizzata per il tentato omicidio è stata trovata nascosta sulla spiaggia di Porto Santa Margherita di Caorle. (Agr)

http://www.instablog.org/ultime/12658.html

I diverbi sono il frutto di una sovraesposizione emotiva delle persone all’interno di conflittualità quotidiane che non risolvendosi, aprendo le persone verso altre e diverse progettualità quotidiane, finiscono per rinchiudere le persone nel conflitto. Il conflitto, quel conflitto, si trasforma in ossessione psicologica nelle cui rappresentazioni, che vengono immaginate e pensate dall’individuo, l’individuo si rappresenta come l’assoluto, il dio, che ha il diritto alla vendetta. Lui è “il dio degli eserciti” al quale ogni nemico deve piegarsi. Così è, sempre, quando le conflittualità quotidiane non vengono risolte e superate in una trasformazione continua che permette di superare il presente. Quel presente che nell’ossessione tende a fissarsi nell’individuo come la VERITA’ alla quale l’individuo deve sottomettersi.
La fissazione nella verità, che il soggetto manifesta nella sua realtà quotidiana, è uno degli effetti dell’educazione cristiana che finisce per accecare l’individuo sulle conseguenze e le implicazioni di ogni suo gesto. Quando il sistema educativo cristiano, come qui nel Veneto, è articolato e capillarmente diffuso in tutto il territorio, agli occhi dello spettatore, questa incapacità dei veneti di risolvere in maniera sociale, collettiva, all’interno delle norme Costituzionali, il loro vissuto quotidiano, appare come una caratteristica caratteriale o culturale finendo per accecare lo spettatore che, fissando lo sguardo su una realtà culturale, perde di vista le violenze e le imposizioni che hanno imposto questi caratteri ossessivi.
La cronaca ci presenta dei fatti estremi in cui queste caratteristiche venete si esprimono, ma è compito della società civile individuare i canali attraverso i quali queste caratteristiche si impongono sui veneti.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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sabato 19 gennaio 2008

Centro Intermodale Adriatico: a proposito dei due morti!

Io ho lavorato, per poco tempo, come interinale al Centro Intermodale Adriatico quando facevo il secondo uomo per la Ponterosso di Marghera ed ero stato isolato in quel cantiere perché la Ponterosso pretendeva di derubarmi di tempo di lavoro, dopo che gli avevo dato disponibilità di tempo per delle emergenze. Isolato per paura che gli sobillassi gli operai. Là, al Centro Intermodale Adriatico, non potevo “rompere le scatole”. La Ponterosso forniva un servizio di manutenzione con due operai e l’operaio con cui ero affiancato non era certo uno che rivendicava la sicurezza sul posto di lavoro.
Ne ho viste di situazioni pericolose. Ne ho visto di cotte e di crude (sia pur in pochi giorni) con travi di tonnellate d’acciaio che cadevano dai muletti e situazioni di lavoro precario, “pressapochista” e spesso in situazioni tossiche (come al reparto immagazzinamento e distribuzione delle ceneri).
La situazione sul posto di lavoro si aggrava proprio per la presenza degli operai sindacalizzati della CGIL i quali hanno lo scopo di mantenere le condizioni di lavoro nel precario sia per quanto riguarda le norme di sicurezza che nell’ “azione militare di controllo e di vessazione” nei confronti degli interinali.
Per gli operai della CGIL, gli operai interinali sono solo delle “merde”, e ritengono sia loro dovere peggiorarne le condizioni di lavoro, anche solo per nascondere le informazioni sull’uso degli strumenti di sicurezza, o delle procedure per essere in sicurezza, o anche solo dove si deve andare per avere le attrezzature di sicurezza e quali sono importanti.
Per loro tutto è facile (e in effetti hanno una certa esperienza), tutto deve essere fatto, anche se i mezzi per farlo sono precari o inadatti.
Devo aggiungere una cosa, io per la Ponterosso ho lavorato qualche settimana nell’ex Montedison e devo dire una cosa: il personale addetto alla sicurezza della Montedison girava in continuazione per assicurarsi che le norme di sicurezza fossero rispettate e si assicuravano che tipo di lavoratori giravano per lo stabilimento, a quale impresa appartenevano, ed intervenivano se le protezioni non erano indossate.
Non mi stupisce quanto è avvenuto al Centro Intermodale Adriatico in Via dell’Elettricità. Se non sbaglio un operaio, qualche giorno fa, era rimasto sotto alle lamiere e forse ci rimetterà una gamba.


Marghera: altri due morti
Tibaldi: «Solo passando ad azioni concrete possiamo uscire da questa triste spirale»

(18.1.08) - Due operai, addetti alla pulizia della stiva di una nave sono morti, a causa dell'alta concentrazione di anidride carbonica, per asfissia questa notte a Porto Marghera (Venezia), presso il Centro Intermodale Adriatico.

Secondo i primi accertamenti Paolo Ferrara e Denis Zanon, dipendenti della Cooperativa nuova Clp di Marghera e della Icco di Dosson di Casier (Treviso), verso le 2 sarebbero scesi nella stiva, ma uno degli operai avrebbe perso i sensi. I primi soccorsi sono arrivati da un uomo dell'equipaggio, un rumeno di 52 anni, che munito di respiratore ha tentato di calarsi nella stiva per recuperare i due operai: ora è ricoverato in ospedale per accertamenti. Cinque minuti dopo l'incidente, si è accertato che nella stiva c'era solo una percentuale del 5% di ossigeno, quando la soglia minima richiesta è del 17%. Problemi anche per i primi tentativi di rianimazione, andati a vuoto a causa di una bombola di ossigeno scarica. Secondo fonti sindacali, nelle prime fasi dei soccorsi, i due uomini sarebbero stati portati fuori della stiva della nave e per tentare di rianimarli il capitano della 'World Trader' avrebbe usato una bombola d'ossigeno in dotazione per le emergenze che sarebbe stata scarica e quindi inutile. La nave è stata posta sotto sequestro mentre indagini sono in corso da parte dello Spisal e della Polizia. Il ministero dei Trasporti ha annunciato che nominerà una Commissione di inchiesta per accertare le dinamiche dei fatti, come ha dichiarato il viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli, a margine dell'incontro con i lavoratori del Porto che stanno picchettando le banchine. «La Commissione si affiancherà al lavoro autonomo della magistratura. Sono troppi gli incidenti di lavoro nei porti nonostante che, dopo ciò che è accaduto a Genova e Ravenna, siano stati ratificati specifici protocolli per il lavoro portuale». Gli operai del porto da questa mattina hanno indetto uno sciopero bloccando le banchine, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un'ora di sciopero generale per la prossima settimana in Veneto.« Ci uniamo alla protesta dei lavoratori e chiediamo che si attivino tutte le parti interessate per realizzare anche a Marghera, come a Genova, accordi che prevedano i Rappresentati di sito per la sicurezza. Solo passando ad azioni concrete possiamo uscire da questa triste spirale e dalle tardive lacrime di coccodrillo», ha affermato il senatore del Pdci Dino Tibaldi, Vicepresidente della Commissione Infortuni sul Lavoro a palazzo Madama. «Quella degli incidenti sul lavoro è una emergenza nazionale che, nonostante l’impegno profuso da alcuni e nonostante le parole importanti del Capo dello Stato, non viene affrontata con la dovuta incisività».

Tratto da:
http://www.larinascita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1847&Itemid=75

I “rompicoglioni” è meglio che non lavorino.
In fondo le cose vanno sempre bene, finché condizioni particolari non introducono una variabile nella quotidianità. E, allora, la bombola d’ossigeno vuota? Ma a che serve? Possiamo aspettare a ricaricarla o a sostituirla! Non era indispensabile. La nave non ha tempo per ventilare le stive; oppure è necessario far presto per scaricare il materiale; oppure non c’è tempo per fare il giro lungo; possiamo passare soto le gru; basta fare attenzione; ma tanto non succede nulla; un pezzo di carbone o quant’altro cade dall’alto: fatalità!
Fatalità!
Non era mai successo. Quanti soldi hanno risparmiato! Ma ora è successo! Dal momento che i “rompicoglioni” vengono eliminati dagli operai della CGIL, a questi imbecilli, della CGIL, non resta che fare le manifestazioni per la sicurezza sui posti di lavoro, ma in cuor loro, questi morti, sono gli imbecilli da deridere!
NOTA: Questo tipo di violenza, che avviene fra gli operai e fatta dagli operai in funzione del controllo aziendale sugli operai più deboli e sui nuovi arrivati che devono adeguarsi e sottomettersi prima di poter accedere alle protezioni o ai servizi minimi (io dovevo cambiarmi in un capannone di manutenzione, praticamente all’aperto in quanto escluso sia all’uso delle docce che dagli spogliatoi), è di origine cattolica. L’altro, per questi operai, il diverso da aggredire o dal quale proteggersi, è la società civile, le sue norme, le sue regole. Si tratta del concetto di libertà cristiana: la libertà di far del male alle persone in quanto, si pensa, di essersi sottratti dalla legge. Così la fabbrica diventa una sorta di lager nazista che si sottrae al controllo delle leggi civili e gli operai diventano schiavi di contratti il cui senso è quello di privarli dei diritti civili in funzione di logiche di controllo sulla persona. Si innestano dinamiche psicologiche da onnipotenza dove l’operaio più esperto può vessare il meno esperto o vessare l’interinale, perché lui si ritiene padrone onnipotente e sancisce questo suo essere padrone onnipotente, sia con l’uso del sindacato, CGIL, CISL e UIL, che nei rapporti con la gerarchia di fabbrica. Questi comportamenti vessatori vengono chiamati bullismo fra i giovani e nonnismo fra i militari. Questo comportamento sancisce una sorta di potere con accordi fra persone CGIL, CISL e UIL che agiscono per sottrarre delle persone ai diritti sociali, some se la fabbrica fosse una galera (sia pur a livelli diversi) in cui i diritti Costituzionali sono sospesi e le persone sono considerate bestiame d’uso: proprio come nell’educazione cristiana. Poi capita che questo delirio di onnipotenza, blocchi, da un lato nell’individuo la sua visione del futuro appena fuori dalla fabbrica finendo per portarlo a delinquere in famiglia (operai che fanno violenza in famiglia sono frequenti), o, come Michele Fusaro (che è un caso estremo ed emblematico) questo bisogno di soldi che si trasforma in ossessione, dall'altro lato la fabbrica diventa il "rifugio psichico" della persona. Questo delirio di onnipotenza porta gli operai esperti ad essere superficiali, specie nelle cose ovvie, proprio per la sicurezza che l’esperienza ha costruito in loro.
Già, delirio da onnipotenza.
Quella sensazione di poter controllare il mondo che ti sta attorno, come se il mondo non pensasse, non agisse, non si modificasse e non fosse portatore di un immenso sconosciuto. Uno sconosciuto che, se non metti un’attenzione assoluta, finisce, a volte, per generare quella variabile davanti alla quale l’onnipotente, con un’attenzione superficiale o distratta, finisce per soccombere.
E allora gli imbecilli della CGIL, CISL e UIL fanno la manifestazione col prete che sputa pietismo rivendicando il diritto di continuare ad ammazzare le persone sui posti di lavoro!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
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martedì 15 gennaio 2008

Imprenditori e criminalità in Veneto.

Quando si parla di disagio sociale e di terrorismo nel Veneto, gli Imprenditori sono in prima fila!
A parte lo spaccio di droga per finanziare le loro aziende, si tratta prevalentemente di quell’attività a delinquere che ignorando le regole sociali e le leggi tributarie portano l’imprenditore a praticare quel delirio da onnipotenza che ha appreso nell’oratorio e nelle parrocchie che con tanta “passione” Galan finanzia per distruggere la società civile. Così, questi imprenditori pensano alla loro attività non come parte del sistema sociale, ma come una banda di rapinatori che, anziché usare passamontagna e pistola, usa quell’insieme di società fittizie il cui scopo è quello di impoverire e immiserire la società civile.
Da un punto di vista sociale non c’è differenza fra i Michele Fusaro e questi imprenditori. C’è una differenza di trattamento giuridico, ma non c’è differenza fra ciò che ha spinto Fusaro e ciò che ha spinto questi imprenditori arrestati oggi dalla Guardia di Finanza. C’è una diversa veicolazione della pulsione al dominio sociale, ma la pulsione, educazionalmete indotta, è uguale in Fusaro e in questi imprenditori.

FISCO: VENETO, 4 IMPRENDITORI ARRESTATI PER REATI TRIBUTARI

(AGI) - Venezia, 15 gen. - Quattro arresti, sequestri e perquisizioni in atto da questa mattina nelle province di Padova, Treviso, Venezia, Pordenone e Pescara. E' in corso infatti una vasta operazione della Guardia di Finanza del Veneto, operazione denominata 'Sciuscia'' contro una organizzazione dedita a reati tributari e fallimentari. Sono in azione un centinaio di militari su disposizione della Procura di Padova e quattro persone sono state arrestate (tre agli arresti domiciliari): sono tutti imprenditori del settore calzaturiero pregiudicati per gli stessi reati. Sono tutti residenti tra Venezia e Treviso: V.A., 40 anni; D.R., 47 anni; C.A., 42 anni; R.P., 47 anni. La Finanza ha eseguito cinque sequestri preventivi di beni illecitamente sottratti all'attivo fallimentare e delle quote sociali delle aziende coinvolte nella bancarotta fraudolenta; sono in corso una trentina di perquisizioni domiciliari. Tutte le aziende nel mirino degli investigatori avevano intessuto una trama di rapporti commerciali fittizi attraverso il ricorso a prestanome e a societa' inesistenti nel Principato di Monaco e nel Regno Unito. (AGI)

Prelevato dal sito:
http://www.agi.it/venezia/notizie/200801150919-cro-r012032-art.html

Si tratta sempre di quel disagio sociale indotto in Veneto dalla chiesa cattolica. Le persone vengono costrette a pregare e ad identificarsi in un dio onnipotente e criminale. Pertanto, ogni crimine diventa legittimo se la persona si ritiene il dio padrone o si identifica nel dio padrone. Questa mentalità è onnipresente nel Veneto ed è quella mentalità che sta chiudendo il futuro alla società civile.
Ognuno si sente onnipotente. Ognuno è più furbo dell’altro. Ognuno fa fesso l’altro!
E mentre lo Stato si organizza per evitare che la società civile non venga danneggiata, l’educazione cattolica fa del danneggiamento della società e della diffusione dell’angoscia civile uno strumento di dominio sulle persone.
Anziché fare gli imprenditori rispettando le regole sociali, fanno gli "imprenditori" pretendendo di stuprare e violentare le regole sociali a loro vantaggio e in disprezzo della socità civile: loro si sentono tanto il dio padrone e, in ossequio ai dettami del dio padrone, sbattono le teste dei cittadini Veneti sopra le pietre. Così si sentono beati.
Il danneggiamento della capacità critica e di analisi sociale delle persone è estremamente profondo, perché non sono in grado di collegare l’azione che costringe il bambino a pregare con i reati tributari o fallimentari che quel bambino metterà in atto una volta adulto o, come da notizia di oggi, della ragazza aggredita sul treno a Castelfranco Veneto da due persone che dopo averla picchiata gli hanno disegnato una croce celtica sul braccio.
Che triste futuro si sta preparando per il veneto!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 14 gennaio 2008

I costruttori del disagio sociale e del bullismo nel Veneto.

Quando parliamo del disagio sociale che imperversa nel Veneto dobbiamo porre attenzione a come i ragazzi, i giovani, affrontano le contraddizioni della loro esistenza. Quali soluzioni danno ai propri bisogni?
Dalle soluzioni che danno emergono i loro bisogni intimi. Dall’emersione dei loro bisogni intimi possiamo verificare che tipo di futuro ci aspetta.
L’aggressione che il territorio Veneto sta portando agli immigrati è un’aggressione nei confronti di chi tenta di sopravvivere. E nel sopravvivere vengono messi in atto tutta una serie di reati, compreso lo spaccio di droga, che nel Veneto trova terreno fertile per la feroce attività con cui la chiesa cattolica impone la sottomissione dei cittadini al suo concetto di famiglia preparandoli a diventare consumatori di eroina. E’ vero che l’introduzione del divorzio ha mitigato il disagio sociale imposto dalla chiesa cattolica, ma è altrettanto vero che i valori morali della Costituzione sono sempre stati insultati al fine di imporre i valori morali, di odio e di disprezzo, propri della chiesa cattolica.
Per questo motivo abbiamo ragazzi sempre più disagiati moralmente ed eticamente. Ragazzi di famiglie benestanti che potrebbero affrontare in maniera adeguata la loro vita. A loro non mancano gli strumenti economici, ma mancano loro gli strumenti sociali e morali.
Così si identificano col dio padrone e considerano le persone delle bestie da costringere in ginocchio, come avviene nella famiglia cristiana in cui i ruoli di dominio costringono l’altro, spesso la donna, a subire violenze inaudite.

E’ chiarificatore l’episodio riportato da il Gazzettino del 13 gennaio 2008 su un episodio, a cui è seguita denuncia, avvenuto in pieno centro a Padova:

AL DUOMO

Baby-gang rapina una liceale quindicenne in piazza, bottino 5 euro

"Baby-gang in azione sabato sera in pieno centro storico. Una quindicenne è stata derubata da un gruppetto di coetanei di cinque euro e un ipod. La giovane, una studentessa liceale, ha presentato denuncia in questura.
Sono le 19.45. La quindicenne è in via Dietro Duomo assieme a un paio di amici, minorenni pure loro. I tre si stanno camminando quando incrociano un gruppo di quattro ragazzi, anch'essi giovanissimi. Questi ultimi sono ben vestiti, sembrano normali studenti che frequentano il centro storico. Invece, quando i due gruppi si incrociano, ecco il "fattaccio". Uno dei quattro allunga il braccio, arpiona la borsetta della quindicenne e coperto dagli amici si mette a correre. La ragazzina e i due ragazzi si mettono all'inseguimento dei ladri ma la corsa finisce in piazza delle Erbe dove la baby-gang mescolandosi ai passanti riesce a far perdere le proprie tracce.
Dentro la borsetta la studentessa aveva cinque euro e un ipod. Verificato che ormai i quattro ladruncoli erano spariti, alla quindicenne non è rimasto altro che andare dalla polizia a far denuncia. Probabilmente si trattava di un gruppetto venuto in centro storico da qualche quartiere. In ogni caso, più che di un vero e proprio scippo, si potrebbe parlare di un episodio di bullismo. Comunque sia, la polizia ha raccolto la testimonianza della quindicenne e ha subito avviato le indagini per risalire ai responsabili. Qualche gruppetto che fa cose del genere, in città, ce n'è."

Ragazzi bene sui quali Zanonato farebbe bene a mettere attenzione anziché offendere le donne con una caccia spietata, oltre l’illecito e l’illegale, per favorire i progetti criminali del vescovo cattolico Mattiazzo.
Che domani avremo con delle persone che pensano che derubare altri ragazzi possa, in qualche modo, risolvere i loro problemi?
Erano ben vestiti!
Non erano extracomunitari!
Non chiedevano la carità!
Eppure è una generazione di sbandati che sta crescendo nel Veneto. Gente che si droga perché si annoia in quanto l’educazione cattolica ha privato questi ragazzi della capacità di progettare. Li ha privati della possibilità di vedere il loro futuro.
I Michele Fusaro nascono in questo contesto. Ma anche i Zaia, i Gentilini!
Un contesto di individui poveri di valori morali che trovano soddisfazione soltanto facendo del male alle persone dopo essersi assicurati l’impunità. Un’impunità assicurata sia scappando che ricattando le Istituzioni con altre Istituzioni.

E pur di distruggere e impedire alla società civile di costruire il suo futuro e spacciare l’eroina della disperazione è il criminale Mattiazzo, il vescovo cattolico di Padova, che, tratto sempre da il Gazzettino del 13 Gennaio 2008, a Piove di Sacco afferma:


“La costruzione della pace nel pianeta inizia dalla famiglia, prima "cellula" delle dinamiche dell'intera comunità umana. Il messaggio è stato scandito a chiare lettere da Papa Benedetto XVI e ribadito dall'altare del Duomo di Piove di Sacco, dal vescovo di Padova Antonio Mattiazzo. L'occasione è stata la celebrazione della messa, culmine della "Marcia diocesana per la pace", che quest'anno ha coinvolto più di cinquecento persone in una fiaccolata partita dal palasport nel quartiere Sant'Anna e terminata in piazza Incoronata.«Quanti rivestono ruoli pubblici spesso non hanno alle spalle modelli di famiglie da imitare - ha osservato mons. Mattiazzo - Invito i politici a prestare maggiore attenzione alla famiglia, dove avviene la prima e insostituibile educazione alla pace».”

Questo desiderio di distruggere la società civile. Questa continua sollecitazione al disprezzo della Costituzione, rende i cattolici i primi responsabili del disagio che in questa regione continua a svilupparsi. Un disagio che, a differenza di quanto sostengono sociologi prezzolati, non è dovuto all’insicurezza per la presenza di mico-criminalità, MA E’ DOVUTA ALL’INSICUREZZA PRODOTTA DAI COMPORTAMENTI CRIMINALI DELLE ISTITUZIONI. Istituzioni che si ritengono tanti “dio padrone”, in diritto di vessare i cittadini, sottoporli a disagio, senza dover rendere conto dei loro atti di terrorismo sociale.
Le farneticazioni di Mattiazzo hanno lo scopo di alimentare il disagio sociale, un disagio sociale che vede nell’opera del sindaco di Padova, Zanonato un servo esecutore che sputando sulle esigenze dei cittadini deve assicurare le condizioni che hanno generato questi cinque ragazzi che mettono in atto aggressioni in centro Padova. E poi se la prende con le donne che tentano di sopravvivere nelle condizioni infami che egli ha contribuito a costruire. “Si Buana!” dice Zanonato a Mattiazzo. Un irresponsabile che sputa sulla Costituzione per asservirsi alla morale della monarchia assoluta!
E, intanto, il futuro del Veneto è sempre più chiuso davanti agli occhi dei ragazzi.
E la società veneta, sempre più malata, vede gli opportunisti politici alimentare e nutrire la sua malattia.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
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giovedì 10 gennaio 2008

Arlechin batocio,

E’ arrivato il mio giorno
Lo avessi saputo,
Quanto più ardore avrei messo nei miei gesti,
Con quanta più passione avrei amato il mondo
Ora non c’è più tempo.
Lo senti il suono dei cavalieri?
Senti sbattere spade e sventolare stendardi
(illusi, vi aspettavate che parlassi di bombe e di mitra)
Votan ha aperto le tombe
E tutti sono pronti per la battaglia!

I Benandanti ci aspettano
Per ricacciarci nell’oblio de le tombe
Semo là, nel pra’ de Giosafà
Venu fora da le tombe con Votan a la testa

Tuto tase, el tempo se ferma
E se guarda ne’i oci
Oci che no vede forma

Tuto tase, tuto xe fermo
Manca uno, manco mi!
Xe vegnu’ el me momento
E Votam me ciama, ma la me man trema.
I xe vegnu’ fora da e tombe e mi dovaria star con lori?

Po’ vardo meio
No iera tombe, iera uteri, iera ovi, iera semensa
Ombre de quel che podria esser
Alora go capio
E slongo la man
Me meto a’ maschera de’ Arlecchin Batocio
(si, queo sordo de na recia e orbo de un ocio)
E me buto nel mucio, nel prà di Giosafà con Votan.

Peccato che la piana di Giosafà sia “uno spazio nel tempo”
Da cui si dispiega il futuro.

“Servo vostro!”

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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I veneti amano farsi rapinare!

Quando si cerca di comprendere il Veneto è necessario tener presente anche l’aspetto che la notizia di oggi mette in evidenza. Fa parte di quel clima di terrore sociale messo in atto da Galan e dalla cricca Zaia, Gentilini, Bitonci e quant’altro.
Si tratta della forte evasione fiscale messa in atto attraverso il lavoro nero il cui provento, spesso, necessita di essere riciclato per essere sottratto al Fisco.
Un’attività che in Veneto assume i contorni di “alto valore morale”. Un “alto valore morale” che sembra, a detta delle azioni di Galan, debba essere preservato. Azioni di Galan che si sostanziano nelle dichiarazioni secondo le quali essere spinti a fare delle azioni, sia pur censurabili, contro la guerra in ossequio al principio fondamentale della Costituzione non manifesta nessun valore morale. In altre parole, per Galan, il valore morale è manifestato SOLO quando si mettono in atto principi avversi nei confronti della Costituzione come non pagare le tasse, costringere le persone al lavoro nero, ammazzare le persone sui posti di lavoro, estorcere denaro con un uso improprio ed eccessivo dei rilevatori di velocità delle auto, o dei semafori trappola, o vessando le donne chiamandole “prostitute” tentando di far apparire illegale (che per Galan assume anche il caratteri di immorale) ciò che è, non dico solo lecito o morale, ma spesso anche doveroso. Doveroso che una donna pratichi la così detta professione? Se per vivere, date le condizioni sociali imposte da Galan, pratica la professione anziché prendere un coltello e tagliarvi la gola per sottrarvi il portafoglio, direi che praticare la professione, che è legale, è un comportamento profondamente etico viste le condizioni sociali imposte da Galan alle quali molte donne sono costrette.
Ma torniamo al comportamento etico di Mario Malaguti.
Un comportamento etico possibile proprio per l’educazione cristiana che le persone hanno subito ed interiorizzato.
“Lu si che el xe bravo!”
E come credono che esista il dio padrone onnipotente che provvede a loro mediante la speranza nella provvidenza, sono pronti a dare i loro soldi perché gli interessi, anche se hanno la stessa probabilità di esistenza del dio padrone, li fanno sentire ricchi ed onnipotenti.
E più ti senti ricco ed onnipotente e più sei un soggetto da rapina.
Ma Mario Malaguti mica ti punta una pistola.
Lui è un “promotore finanziario; sei tu che gli porti i soldi! Che arte: sfruttare la manipolazione mentale indotta dalla chiesa cattolica nei bambini. Non è più necessario rapinarli, te li portano loro i soldi!

Era affiliato, con la sua ditta 'Finanza e futuro', alla Deutche Bank

Belluno, promotore scomparso: prometteva interessi da favola

Non si hanno più notizie da qualche settimana da quando è partito in Brasile con almeno sei milioni di euro

Belluno, 9 dic. (Adnkronos) - Numerose denunce si stanno accatastando a Belluno sul tavolo del pm Roberta Gallego: sono tutte a carico di Mario Montaguti, il promotore finanziario, affiliato, con la sua ditta 'Finanza e futuro', alla Deutche Bank e scomparso da qualche settimana in Brasile con almeno sei milioni di euro (c'e' chi dice dieci). Dell'uomo ancora nessuna traccia mentre un quadro si sta delineando davanti ai finanzieri e ai magistrati: Montaguti avrebbe avuto disperato bisogno di soldi, doveva raccogliere clienti e per farlo prometteva rendimenti da favola a chi gli avesse affidato i suoi risparmi. Per pagare interessi del 10% l'uomo si sarebbe indebitato nei confronti dei suoi clienti, sottraendo, al denaro raccolto, le cifre che si vedeva costretto a saldare agli investitori che volevano uscire dal suo programma di investimento. In molti casi poi il promotore non avrebbe pagato per nulla clienti che quindi lo hanno segnalato alla procura di Belluno.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Veneto.php?id=1.0.1752253210

E così questi Veneti che praticano il lavoro nero e per questo si sentono furbi!
E così questi Veneti che hanno l’ideale dell’evasione fiscale e per questo si sentono furbi!
E così questi Veneti che trasformano gli immigrati in schiavi e contro i quali invocano metodi da SS e per questo si sentono furbi.

Sono nelle perfette condizioni per essere rapinati da chi è più furbo di loro.
Ma per rapinarli in questo modo deve essere UNO DI LORO. Uno che comprenda quanto sono furbi a sfruttare il lavoro nero, ad evadere il fisco, a trasformare gli immigrati in bestie. Uno che li comprenda e li rapini.
Dalle notizie sembra che abbia sottratto dai 6 ai 10 milioni di euro. E sia sparito in Brasile, ma se cercate, qui in Veneto ce ne sono parecchi che hanno fatto la stessa operazione. Qualcuno è tornato con la coda fra le gambe. Però, ricordiamo che la pena prevista per questo tipo di rapina è decisamente inferiore alla rapina a mano armata con travisamento che può arrivare anche a quindici anni di reclusione.
Pertanto, se riesci a piazzarti bene, chi te lo fa fare di metterti un passamontagna ed impugnare una pistola per qualche centinaia di euro e rischiare quindici anni di galera?
Ti piazzi bene e la chiesa cattolica ha preparato i Veneti a portarti i soldi.

Ma come sono furbi questi Veneti!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
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mercoledì 9 gennaio 2008

Veneto: chiesa cattolica, disperazione e suicidi!

I vari aspetti della disperazione nel Veneto debbono essere sottolineati.
E devono essere sottolineati quando si devono sottolineare le condizioni in cui verte una regione che i vescovi cattolici con la complicità di politici pavidi e vigliacchi, da Rumor a Bisaglia, fino agli attuali Galan e Zaia, stanno massacrando, letteralmente, il tessuto sociale della regione aggredendo i principi fondamentali della Costituzione.
C’è una disperazione che attraversa il Veneto e che viene nascosta con le invocazioni di individui che incitano al linciaggio di extracomunitari e persone di fede e religione diversa.
Con la loro attività di sciacallaggio sociale e di asservimento a chi stupra i bambini costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso dopo averli sottratti ai loro diritti Costituzionali, questi politici, moralmente corrotti, in associazione con la mafia cattolica altro non fanno che seminare quella disperazione sociale tanto utile a Ratzinger (il Benedetto XVI° dei cattolici) per imporre militarmente la speranza nella resurrezione della carne. Sì! Proprio quella che avrebbe dovuto avvenire un paio di migliaia di anni fa e la cui truffa viene continuamente riproposta all’interno del progetto sociale di costruzione della disperazione.
Ma la disperazione, nel Veneto, non si asserve soltanto all’odio sociale di Benedetto XVI, ma tenta di liberarsi dalle catene della disperazione che politici come Galan, Zaia, Zanonato o Cacciari, impongono a persone dopo che i preti cattolici le hanno costrette ad essere fragili e indifese.


PADOVA: ANZIANI SI GETTANO NEL FIUME, LEI MUORE LUI SALVATO

(AGI) - Padova, 8 gen. - Volevano farla finita assieme, lui e' stato salvato, la sua compagna in sedia a rotelle e' deceduta. Due anziani, 70 e 69 anni, si sono gettati nel fiume Bacchiglione questa mattina poco prima dell'alba. I due avevano progettato di suicidarsi insieme buttandosi nel fiume alla periferia di Padova, lungo la strada che porta ai comuni termali. Sono arrivati sul posto in auto, lui ha aiutato la moglie a scendere dalla carrozzella su cui era costretta da anni e insieme hanno raggiunto un ponte di ferro sul fiume poi si sono gettati di sotto. L'allarme e' stato dato da un automobilista di passaggio. Un intervento provvidenziale che ha permesso di salvare l'uomo ma non la donna, morta nelle acque del Bacchiglione. (AGI)

Dal sito:
http://www.agi.it/venezia/notizie/200801081119-cro-r012088-art.html

Secondo voi c’è forse differenza fra ciò che spinge all’odio Bitonci e Gentilini, ciò che spinse Maso, ciò che spinse Michele Fusaro, o ciò che ha spinto questi coniugi?
La forza è sempre la stessa: la disperazione sociale!
Gentilini, Bitonci e Galan, sono spinti dalla stessa forza che spinse Maso, dalla stessa forza che spinse Michele Fusaro, dalla stessa forza che ha spinto questi coniugi. Le vittime della violenza sono indubbiamente diverse. Nel caso di Gentilini, Bitonci e Galan, le vittime sono gli extracomunitari, le donne che riaffermano i loro diritti, quelli di religione diversa che si vedono offese nel loro sentimento religioso; nel caso di Maso fu la distruzione della famiglia; nel caso di Michele Fusaro, fu un’estranea che rappresentava fonte di reddito; i coniugi del Bacchiglione hanno rivolto la violenza contro sé stessi!
Gli effetti sociali sono diversi, ma tutti devastanti!
Tutti sono atti di terrorismo eversivo!
Tutti sono il prodotto dell’allontanamento delle persone dai valori Costituzionali per sottomettere le persone deboli e fragili ai principi morali della monarchia assoluta imposti dalla chiesa cattolica ai bambini indifesi.
E’ l’odio religioso cattolico che aggredisce la vita delle persone nel tentativo di trasformarle in oggetti di possesso.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 8 gennaio 2008

Incontro Wicca e Pagano in Veneto

Incontro Wicca e Pagano
Pagan Moot Veneto giovedì 10 gennaio 2008
A Montegrotto Terme ore 20,45
Al Pub Imbolc,Via Aureliana 11 Montegrotto Terme (PD)
Si terra’ l’incontro mensile dei pagani e wiccan veneti.
L'incontro è aperto a tutti.Incontro periodico mensile ogni secondo giovedì del mese.Il primo Pagan Moot Veneto è avvenuto nel dicembre 2005.

" Durante il pellegrinaggio della vita, il politeista si reca da un tempio all'altro, pratica differenti rituali, differenti modi di vita, differenti metodi di sviluppo interiore. Resta costantemente cosciente della coesistenza di una moltitudine di vie che portano al divino… il monoteista non può vedere in modo chiaro, fianco a fianco, i diversi stadi del suo sviluppo passato e futuro, illustrati da diversi simboli, diversi Dèi, diversi culti, diversi comportamenti religiosi, ogni suo tentativo per superare i limiti dei dogmi e delle leggi del sistema in cui si trova immerso tende a fargli perdere l'equilibrio. "
Uso le parole Alain Danielou per cercare di far capire lo spirito che anima molti dei partecipanti al moot.
Cos'è un moot?

"Un Moot è semplicemente un incontro tenuto in un locale pubblico (solitamente un pub o simile) ad intervalli fissi in cui le persone si possono incontrare per conoscersi, discutere, consigliarsi e quant' altro. Il fatto che l' incontro si tenga sempre con la stessa periodicità facilita l' organizzazione per tutti, visto che non si deve cercare di contattare tutti ogni volta per mettersi d' accordo, e che le persone hanno la possibilità di organizzare i propri impegni per tempo sapendo quando c'è il Moot. Inoltre tutte le persone nuove nella comunità possono andare ad un Moot".

Questi incontri diventano sempre più importanti, perchè rappresentano la possibilità di contrastare la follia del monoteismo in tutte le sue varianti.Proprio in questi giorni un "anonimo" esorcista ha dato la dimostrazione di come ogni religione derivante dal monoteismo sia pericolosa, infatti ha dichirato:"Ma possono essere in balia del maligno anche governi («quando fanno scelte scellerate») o chi professa altre religioni («in quelle pagane il diavolo è insito»).", il diavolo è divinità solo per i cristiani. il diavolo appartiene solo alla follia delle religioni rivelate. Quello che un simile ragionamento lascia traparire è la volontà di "demonizzare" tutte le religioni diverse dal monoteismo, e la speranza di tramutare l'Italia in una teocrazia, per poter disporre di leggi che consentano agli inquisitori cattolici di riaccendere i roghi.
francesco scanagatta
cell 349 7554994.

lunedì 7 gennaio 2008

Qualità e quantità nella società del Veneto!

Quando vogliamo capire la mentalità sociale del Veneto dobbiamo analizzare i comportamenti delle persone. Dalla quantità emerge la qualità; e dalla qualità emersa è possibile analizzare l’insieme quantitativo che l’ha prodotta.
Quando un fenomeno come Gentilini, Zaia, Bitonci, Tosi, emerge nel Veneto non emerge come individuo, ma è il prodotto di un insieme che lo promuove. Chi potrebbe votare un Gentilini se non coloro che vedono il monco con la sua stessa angolazione? E chi potrebbe votare un Zaia, o un Bitonci, se non gente che fa il saluto nazista (come nella foto riportata dal quotidiano Il Gazzettino in quinta pagina) se non coloro che sono cresciuti nelle parrocchie e negli oratori e che si identificano con Gesù, il superuomo, davanti al quale chiunque deve mettersi in ginocchio? Tutti, compresa la squadra di calcio avversaria.
Come è normale nel Veneto invocare le SS nelle relazioni con chi non si mete in ginocchio davanti ai Gentili, ai Tosi o ai Bitonci, così è normale evocare il genocidio nei confronti di avversari, compresi quelli delle squadre di calcio.


Riporto da Il Gazzettino del 07.01.2008


“«Michele Fusaro segna per noi». È lo slogan raggelante, che fa riferimento al presunto rapitore e assassino di Iole Tassitani, che un centinaio di ultras del Treviso calcio hanno scandito ieri contestando la loro squadra, sconfitta 5-2 dal Portosummaga in amichevole a Fossalta di Portogruaro.”


Sempre il giornale Il Gazzettino del 07.01.2008 fa un breve cronaca di provocazioni naziste e razziste messe in atto da tifosi della squadra di calcio del Treviso. Anche se la squadra di calcio tenta di reagire, appare del tutto evidente come, di fatto, quest’ideologia è il fondamento delle persone uscita dagli oratori e dalle parrocchie ce non avendo nessuna prospettiva sociale, fanno del cattolicesimo integralista la loro ragione di vita.



TREVISO - (G.D.A) Oltre dieci anni di notorietà, spesa a beneficio della cronaca, il più delle volte nera, condita di risse e intolleranza. Sassaiole e risse a parte, l'intolleranza e i cori "ad effetto" che hanno lasciato il segno sulle pagine extrasportive, è ormai datata
È l'agosto del 1998, si gioca in amichevole Treviso-Vicenza: finita la gara, ultras locali e ospiti, tutti "teste rasate", iniziano una vera e propria "caccia al marocchino", culminata in due aggressioni e cinque arresti, tre sono trevigiani.
Nel settembre 2000 le prime iniziative volte alla "tolleranza zero" nei confronti dei tifosi razzisti. Perché il 13 agosto, nella gara di Coppa Italia giocata a Brescia, gli ultras del Treviso avevano preso di mira il biancoceleste Pelado. Il fenomeno si ripete una decina di giorni più tardi, al Tenni, sempre con Pelado, come pure l'allora cagliaritano Suazo nel mirino. Non passa un mese: in laguna c'è un Venezia-Treviso: gli stessi ultras si fanno notare per ripetuti "buh" all'indirizzo di Conteh, giocatore di pelle nera.
Dopo una parentesi costellata di arresti e incidenti, l'apice , in fatto di razzismo, viene toccato il 27 maggio successivo a Terni, col Treviso già retrocesso in C: è il 68' della ripresa quando l'allenatore dei biancocelesti, Sandreani, getta nella mischia il 18enne nigeriano Kareem Omolade: gli ultras trevigiani arrotolano gli striscioni e abbandonano lo stadio. Ma i giocatori del Treviso, la settimana dopo, rispondono affrontando il Genoa con le facce dipinte di nero, gesto che gli varrà il premio Victoria. Non sarebbe bastato. Il 10 giugno a Piacenza ancora Omolade è l'oggetto di scritte sui muri di una cooperativa di Guastalla, in occasione di una trasferta a Piacenza: il graffito mostra un impiccato e, a margine, il nome del diciottenne. Ma gli autori vengono identificati: tre giovani naziskin trevigiani.
E venne il 27 gennaio 2002, "giorno della memoria": una decina di trevigiani decidono di lasciare lo stadio di Lumezzane allorchè Viscidi, mister biancoceleste, decide di mettere in campo un giovanissimo Reginaldo. Pure lui di pelle scura.
Un anno dopo, sempre in gennaio, botte al musulmano Adel Smith nel bel mezzo di una trasmissione su Telenuovo: fra gli aggressori di Forza Nuova arrestati, anche ultras del Treviso, e alla prima partita, la curva espone uno striscione: "Verona 10-1-03: le vostre sbarre non fermano i nostri ideali".
Nell'agosto successivo, il ritiro estivo del Treviso in Pusteria è occasione di nuovi cori razzisti all'indirizzo di Reginaldo, che costerà il divieto di accesso agli stadi per nove ultras. E nel corso di un Treviso-Livorno, giocato pochi giorni dopo la strage di Nassirya, se i tifosi labronici si fanno notare per fischi ai carabinieri, quelli trevigiani rispondono col saluto romano e l'esposizione di una croce celtica.
E se per un momento la curva pareva diventare l'emblema di un tifo esemplare (per aver individuato il lanciatore di un petardo che colpì il portiere - del Treviso! - Gillet), ecco la smentita: «Non abbiamo consegnato noi il tifoso alla polizia». Nessun favore agli sbirri. Lo avrebbero testimoniato il 3 febbraio 2007, dopo la morte dell'ispettore Filippo Raciti: «Uno di meno, siete uno di meno...».

Se possiamo comprendere come il Veneto manifesti il cattolicesimo integralista in tutte le sue espressioni, va da sé che sono proprio le relazioni mafiose che fanno capo ai vescovi cattolici del Veneto il punto di forza e di legittimazione di espressioni razziste e naziste.
Perché se è vero che alcuni preti cattolici condannano tali espressioni, è altrettanto vero che non le condannano in quanto espressioni di ideologia nazista, ma le condannano la direzione in cui tale ideologia nazista è manifestata. Infatti, i preti cattolici non condannano l’ideologia nazista espressa dal Gesù di Nazareth, né l’ignoranza nelle relazioni interpersonali che la morale cattolica impone alle persone, condannano l’ideologia nazista soltanto nella sua espressione apparente. La condannano perché esaltano Hitler, anziché Gesù, le SS anziché gli apostoli.
La cosa più ridicola è che gli oppositori sociali o politici condannano queste manifestazioni opponendo alle esaltazioni naziste del Bitonci, Zaia o Gentilini, altre espressioni naziste di chi dovrebbe accettare di essere bruciato nei forni crematori!
Perché se non accettano di farsi bruciare nei forni crematori, significa che sono violenti e allora, dice il Partito Democratico, Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani, il partito dei Verdi, qui nel Veneto, è giusto che le Istituzioni siano tolleranti con chi inneggia al razzismo e al nazismo. E, infatti, se notate, da questi partiti non è mai emersa una sola reazione sociale e indignata nei confronti dei comportamenti nazisti e razzisti. Al massimo si possono indignare se muore Raciti, non se il Rumeno viene triturato sul posto di lavoro. La triturazione del rumeno sul posto di lavoro viene fatta passare sotto silenzio: in barba alle norme di lavoro non poteva essere da solo in turno. Ma chi se ne frega? Se per una partita di calcio si invoca “«Michele Fusaro segna per noi», chi se ne frega!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

giovedì 3 gennaio 2008

Michele Fusaro, Luca Zaia, Gentilini, Bitonci, e la società Veneta

Scrive il giornale Il Gazzettino oggi 03.01.2008 a proposito dell’omicidio di Iole Tassitani:

“Durante il funerale il vescovo ha lodato i genitori per la loro fede “fede non facile, dopo le tribolazioni di questi giorni”; Luca Zaia vuole vendetta: “Il Veneto ripudia cittadini come questo assassino che ha ucciso una persona e distrutto una famiglia. E’ giusto che la bestia omicida venga rinchiusa e venga gettata la chiave perché deve marcire in carcere”. Il sindaco di Castelfranco ha definito la presenza dei cittadini “un grande no alla violenza”, mentre Leonardo Muraro, presidente della Provincia, commenta: “Dobbiamo educare alla vita, e abbattere il banditismo con tutta la nostra determinazione”.”

Siamo alla follia pura. All’esercizio dell’idiota. Il termine idiota è usato nel significato originale. L’idiota, colui che si separa dalla società civile e non partecipa alle dinamiche della società civile e che può e deve essere usato, per estensione, nei confronti di tutti coloro che si pensano creati ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino.

Ma iniziamo dalla dichiarazione più stupida riportata da Il Gazzettino, ma, tutto sommato, meno pregnata di implicazioni. La dichiarazione del Sindaco di Castelfranco, che riferendosi alla partecipazione dei cittadini ai funerali, dice: “un grande no alla violenza”. La domanda che sorge spontanea: ma lo hai detto ai cittadini che partecipare a quel funerale implicava la manifestazione di una volontà? C’è il tentativo, da parte del sindaco di Castelfranco, di appropriarsi dell’apparato di propaganda per attribuire un suo significato alla partecipazione dei cittadini ai funerali. Lo so che nessun cittadino di Castelfranco avrebbe MAI detto si alla violenza, nemmeno chi la violenza la usa in maniera sistematica. Ma è la violenza con cui il sindaco pretende di attribuire un significato, che a lui conviene, che indigna. Pretende di attribuire, a chi ha partecipato al funerale, un significato sociale all’interno di una manifestazione religiosa: e domani, con questa pretesa, di che cosa si approprierà? Sicuramente, per questo sindaco, le persone sono delle bestie del suo gregge e come tali egli, come il buon pastore, ritiene di esprimere le intenzioni delle proprie bestie.

Questo atteggiamento è PROPRIO L’ATTEGGIAMENTO, IL MODO DI PORSI, DI MICHELE FUSARO nel compimento del suo delitto. Iole Tassitani era la bestia che doveva fare quello che lui voleva!
A parità di impulso etico e morale con cui le persone si pongono nella società civile, la veicolazione è diversa date le condizioni oggettive in cui, chi obbedisce all’impulso etico-morale, lo manifesta.

Se ci togliamo dai panni del poliziotto che deve reprimere i reati e ci infiliamo i panni del cittadino dobbiamo, necessariamente, trovare l’uguaglianza fra lo stimolo che spinge il sindaco di Castelfranco a fare la sua dichiarazione e lo stimolo che spinge all’azione Michele Fusaro.

E passiamo a Luca Zaia che dice: “Il Veneto ripudia cittadini come questo assassino che ha ucciso una persona e distrutto una famiglia. E’ giusto che la bestia omicida venga rinchiusa e venga gettata la chiave perché deve marcire in carcere” E’ una dichiarazione di stampo nazista e criminale che un cittadino Italiano, ma se preferisce, un cittadino veneto, ripudia perché degna della peggiore gestapo nazista, offensiva per la Costituzione e tesa a nascondere i problemi che hanno manifestato quest’assassino per poter costruire altri assassini e poter gestire in maniera criminale chi si nutre di televisione.
Zaia e Fusaro sono i prodotti della Regione Veneto. Che piaccia o meno. E’ la condizione sociale del Veneto che ha prodotto questi due elementi. Quando si scrive che con gli immigrati si devono usare metodi da SS, quando si costruiscono bande illegali di controllo sul territori, quando si aggrediscono, criminalizzandole, le donne che si prostituiscono, quando si mettono multe per i loro clienti, quando si semina odio religioso nei confronti di chi non si mette in ginocchio davanti al tuo dio, quando si tollera il lavoro nero, l’evasione fiscale, quando non ci si indigna per i morti continui sui posti di lavoro, come ha sempre fatto Zaia e la sua combriccola criminale come Gentilini, Tosi, Ravazzolo, Bitonci, è normale che i Michele Fusaro si esprimano come hanno fatto. Ed è normale che in una regione, con personaggi del genere, attragga tutta la peggiore malavita dell’est Europa. La malavita violenta e spiccia viene in Veneto perché, tanto, gli amministratori sono razzisti e, come razzisti, se la prendono con i poveri criminalizzandoli e costruendo per loro un'ottimo rifugio fra i disperati. Questi amministratori locali, non fanno gli amministratori locali, ma usano la loro elezione come amministratori locali per mettere in atto compiti di polizia. Compiti di polizia che non competono loro e che per di più violano i principi fondamentali dei cittadini!
Che differenza c’è fra un Zaia e un Fusaro? Che Fusaro ha fatto a pezzi direttamente una persona mentre Zaia ha seminato odio per migliaia di persone pur non facendole a pezzi? L’azione in sé è un problema di magistratura, l’odio sociale di Zaia e di Fusaro è un problema che deve essere analizzato perché “l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino”, ma è il prodotto del proprio ambiente culturale. Lo stesso ambiente che ha prodotto Michele Fusaro ha prodotto anche Luca Zaia e il suo odio sociale.

E, infine, veniamo a chi ha costruito l’ideologia della disperazione che viene usata sia dai Zaia, dai Bitonci, dai Gentilini per costruire odio sociale, sia da Michele Fusaro per far a pezzi una donna.
Il vescovo cattolico ha lodato i genitori per la loro fede.
La domanda è : chi è il dio onnipotente?
I Tassitani, potente famiglia di Castelfranco?
Michele Fusaro che ha sequestrato una donna e fatta a pezzi?
Zaia, Bitonci, Gentilini, che aggrediscono i diritti sociali dei più deboli in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale tanto Pietro Calogero ha interesse a costruire una situazione di grave conflittualità nel Veneto?

Se davvero pensati di essere tanti piccoli dio onnipotente non potete fare altro che seguire le indicazioni dogmatico-dottrinali di Gesù: “Scannare chi non si mette in ginocchio davanti a voi!”
E Michele Fusaro, non ha seguito l’insegnamento di Gesù? Non ha forse scannato chi non si è messo in ginocchio davanti a lui?
E lo stesso insegnamento non è quello che viene applicato da Zaia, Gentilini, Tosi, Bitonci e compagni nei confronti dei cittadini non Italiani? La loro azione non è forse una forma di scannamento? Anche loro obbediscono agli insegnamenti di Gesù!

E’ giusto che la famiglia Tassitani sia così religiosa. E la domanda è: in quale modo loro applicavano l’insegnamento di Gesù?

E veniamo, infine, alle dichiarazioni del Presidente della Provincia.

“Dobbiamo educare alla vita, e abbattere il banditismo con tutta la nostra determinazione.”
Dove la prima parte contraddice la seconda parte. Affrontare e perseguire il banditismo è compito delle Istituzioni preposte, come a Gorgo al Monticano. Educare alla vita che cosa significa? Costringere le persone in ginocchio davanti alla propria morale per costringerle bestie di un gregge che lui porta al macello o significa fornire alle persone gli strumenti e la conoscenza del CODICE CIVILE, CODICE PENALE, CODICE DI PROCEDURA CIVILE, CODICE DI PROCEDURA PENALE, norme Costituzionali, carta dei diritti fondamentali dei cittadini dell’unione Europea, anziché costringerle a ripetere ossessivamente principi morali cristiani che hanno il solo scopo di imporre ai bambini quel delirio di onnipotenza proprio del pazzo di Nazareth e portarli a devastare la società civile perché gli altri, ogni altri, non si mettono in ginocchio davanti a loro?

Finché le Istituzioni amministrative della Regione Veneto continueranno ad imporre l’odio ai bambini, questi fatti continueranno ad accadere perché, ripeto, l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio cretino e deficiente, ma è il prodotto della cultura in cui nasce e diviene. E se quella cultura sa imporre soltanto il delirio di onnipotenza portando i bambini a pensarsi creati ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, i Michele Fusaro, i Luca Zaia, i Tosi, i Gentilini, i Bitonci ecc. sono il risultato di quella cultura.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

Pietro Calogero, il colpo di stato e i diritti civili!

Mentre nel Veneto le Procure della Repubblica e i magistrati continuano ad agire nell’ottica del golpismo fascista che oggi assume i contorni del golpismo clericale sia nelle persone dei terroristi Ennio Fortuna o Pietro Calogero il cui unico scopo è quello di insanguinare il Veneto costruendo una situazione conflittuale sociale, A Genova, altri magistrati, con maggiore attenzione alle persone censurano i comportamenti criminali di poliziotti che tentano di destabilizzare le Istituzione anteponendo alla morale Costituzionale la morale della monarchia assoluta propria del cattolicesimo.
Riporto la notizia:

GENOVA - Romena, ventuno anni, prostituta per sua stessa ammissione. Espulsa in base al recente pacchetto-sicurezza varato dal governo, potrà restare in Italia. Il tribunale di Genova ha accolto il suo ricorso - bocciando il precedente provvedimento firmato dal prefetto ligure - perché la donna che si prostituisce "non pone in essere un'attività di per sé "pericolosa" per l'ordine pubblico o per la sicurezza pubblica, e tantomeno lede o compromette la "dignità umana"". La vita da marciapiede non costituisce un "allarme sociale", non provoca cioè una effettiva mancanza di sicurezza nel cittadino: non attenta alla sua libertà, nemmeno alla sua incolumità. E secondo il giudice Francesco Mazza Galanti, che ha ribadito la decisione di un altro tribunale genovese sempre favorevole alla ragazza, "la normativa non solo non può consentire all'Amministrazione le paventate espulsioni di massa, ma la corretta interpretazione può e deve impedire anche le espulsioni arbitrarie o comunque non giustificate da fatti molto gravi e concretamente individuati". Angela S. insieme a numerose altre ragazze straniere era stata fermata dalla polizia nel quartiere di Sampierdarena al termine di una retata anti-prostituzione. Nel giro di pochi giorni le era stata notificata l'espulsione "per avere pervicacemente continuato a svolgere l'attività di meretricio nelle vie cittadine, creando grave pregiudizio alla pubblica sicurezza e conseguente allarme sociale tra i residenti dell'area interessata". La sua presenza sul nostro territorio era stata giudicata "incompatibile con la ordinaria convivenza, per la palese compromissione della dignità umana". Si era certificata l'esistenza di "imperativi motivi di pubblica sicurezza" tali da dichiarare la "comprovata urgenza" del provvedimento, ritenendo che l'allontanamento della giovane dovesse essere "immediatamente eseguito dal questore". Il giudice di pace non aveva però convalidato il provvedimento, negando in particolare la presunta "pericolosità" della giovane romena e spiegando che allontanandola si sarebbero violate due norme fondamentali. Una costituzionale, quella della libertà personale. L'altra, principio-base dell'Unione Europea (Angela è naturalmente cittadina comunitaria), sul diritto alla libera circolazione. Assistita dagli avvocati Antonella Carpi e Stefano Sambugaro, la giovane romena è quindi tornata nei giorni scorsi in tribunale per chiedere il definitivo annullamento dell'espulsione. In aula ha ammesso di essere costretta a prostituirsi saltuariamente per mantenere un bimbo di 5 anni e la madre malata - "Non ho altra scelta" - ha spiegato di possedere un passaporto regolare, di dormire in una pensione del centro storico di Genova. Anche il giudice monocratico, preso atto della nuova normativa, le ha dato ragione: "ai fini che qui interessano, l'allarme sociale è privo di rilevanza giuridica". Nella sentenza ha sottolineato inoltre che non era stata redatta dalla polizia nessuna relazione di servizio che documentasse "le modalità con cui la ragazza svolgeva il meretricio". Il decreto di espulsione, sottoscritto dal Prefetto di Genova, è stato dichiarato illegittimo. E la locale questura è stata anche condannata al pagamento delle spese di giudizio, ottocento euro in tutto: onorari e diritti compresi. (3 gennaio 2008)
Quella libertà personale che non censurando le attività di Bitonci il terrorista criminale Pietro Calogero ha dimostrato di disprezzare. Non ha censurato nelle attività di Bitonci ritenendo lecito, a sua opinione, che Bitonci facesse attività di terrorismo nei confronti dei cittadini. Ricordo come l’attività di terrorismo messe in atto dalla Procura della Repubblica di Padova negli anni ’60 e ’70 al fine di favorire i colpi di stato in Italia fu il prologo di quella reazione popolare che tendeva a ripristinare la legalità democratica e che va sotto il nome di “lotta armata”.
Bitonci, non è Freda o Ventura, ma è quel personaggio che attentando alle libertà personali dei cittadini intende imporre alla società civile gli stessi fini con l’aiuto di criminali come Pietro Calogero ed Ennio Fortuna e con la complicità del giornale Il Gazzettino che, grazie all’odio sociale che l’Ordine dei Giornalisti manifesta, pensa alla società civile come insieme non di persone, ma di bestiame da condurre al macello!
Povero Veneto, questi terroristi non te li meritavi, ma, come dicono gli Dèi, irto è il sentiero attraverso il quale gli uomini devono passare per costruire quella dignità umana che anche se manifestata nella lettera tanti piccoli dio padroni onnipotenti vogliono negare per soddisfare i loro pruriti criminali.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

martedì 1 gennaio 2008

Il Presidente Giorgio Napolitano e i Diritti Civili

Chissà se per tutti è chiaro il messaggio del Presidente Giorgio Napolitano! Ieri il Presidente Giorgio Napolitano, nel suo discorso di fine anno, ha fatto un bilancio sociale delle cose che Lui ritiene importanti.
Sono cose importanti anche per la società civile. Ha toccato più tasti sociali che non tasti politici e questo glielo si deve riconoscere come un'attenzione importante all'insieme della società.
Ha posto limiti e paletti. Limiti e paletti ad altri, ma anche a sé stesso e alla sua azione. Ha indicato la Carta Costituzionale come momento di riferimento sociale, ma soprattutto, pur senza citandole direttamente ha censurato dei comportamenti di Istituzioni locali del Veneto che con la complicità di altre istituzioni (Magistrati) stanno mettendo in serio pericolo la convivenza civile.
Per due volte ha parlato della libertà religiosa come bene prezioso e per un'altra volta ha sottolineato la distinzione di campo fra chiesa cattolica e Stato messa seriamente in pericolo dall'accanimento, oltre il lecito, della CEI.
Conosco la gazzarra con fini razzisti e nazisti messa in atto da molti politici quando fu firmata la Carta per i Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Una gazzarra che nell'esaltazione del nazismo e del clerico-fascismo aveva il solo scopo di evocare per l'Europa principi sociali propri dei campi di sterminio.
Ma forse, anche per intendere i riferimenti di Giorgio Napolitano, si deve applicare l'articolo 54 della Carta dei diritti Fondamentali dell'Unione Europea da poco adottata da tutti gli Stati membri:
Articolo 54

Divieto dell'abuso di diritto
Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata nel senso di comportare il diritto di esercitare un'attività o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libertà riconosciuti nella presente Carta o di imporre a tali diritti e libertà limitazioni più ampie di quelle previste dalla presente Carta.

Speriamo che non ci vogliano sessanta anni perché i trogloditi cristiani, fermi nel loro primitivismo mentale, nell'assolutismo della loro verità, ne intendano il significato!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo