La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 19 gennaio 2008

Centro Intermodale Adriatico: a proposito dei due morti!

Io ho lavorato, per poco tempo, come interinale al Centro Intermodale Adriatico quando facevo il secondo uomo per la Ponterosso di Marghera ed ero stato isolato in quel cantiere perché la Ponterosso pretendeva di derubarmi di tempo di lavoro, dopo che gli avevo dato disponibilità di tempo per delle emergenze. Isolato per paura che gli sobillassi gli operai. Là, al Centro Intermodale Adriatico, non potevo “rompere le scatole”. La Ponterosso forniva un servizio di manutenzione con due operai e l’operaio con cui ero affiancato non era certo uno che rivendicava la sicurezza sul posto di lavoro.
Ne ho viste di situazioni pericolose. Ne ho visto di cotte e di crude (sia pur in pochi giorni) con travi di tonnellate d’acciaio che cadevano dai muletti e situazioni di lavoro precario, “pressapochista” e spesso in situazioni tossiche (come al reparto immagazzinamento e distribuzione delle ceneri).
La situazione sul posto di lavoro si aggrava proprio per la presenza degli operai sindacalizzati della CGIL i quali hanno lo scopo di mantenere le condizioni di lavoro nel precario sia per quanto riguarda le norme di sicurezza che nell’ “azione militare di controllo e di vessazione” nei confronti degli interinali.
Per gli operai della CGIL, gli operai interinali sono solo delle “merde”, e ritengono sia loro dovere peggiorarne le condizioni di lavoro, anche solo per nascondere le informazioni sull’uso degli strumenti di sicurezza, o delle procedure per essere in sicurezza, o anche solo dove si deve andare per avere le attrezzature di sicurezza e quali sono importanti.
Per loro tutto è facile (e in effetti hanno una certa esperienza), tutto deve essere fatto, anche se i mezzi per farlo sono precari o inadatti.
Devo aggiungere una cosa, io per la Ponterosso ho lavorato qualche settimana nell’ex Montedison e devo dire una cosa: il personale addetto alla sicurezza della Montedison girava in continuazione per assicurarsi che le norme di sicurezza fossero rispettate e si assicuravano che tipo di lavoratori giravano per lo stabilimento, a quale impresa appartenevano, ed intervenivano se le protezioni non erano indossate.
Non mi stupisce quanto è avvenuto al Centro Intermodale Adriatico in Via dell’Elettricità. Se non sbaglio un operaio, qualche giorno fa, era rimasto sotto alle lamiere e forse ci rimetterà una gamba.


Marghera: altri due morti
Tibaldi: «Solo passando ad azioni concrete possiamo uscire da questa triste spirale»

(18.1.08) - Due operai, addetti alla pulizia della stiva di una nave sono morti, a causa dell'alta concentrazione di anidride carbonica, per asfissia questa notte a Porto Marghera (Venezia), presso il Centro Intermodale Adriatico.

Secondo i primi accertamenti Paolo Ferrara e Denis Zanon, dipendenti della Cooperativa nuova Clp di Marghera e della Icco di Dosson di Casier (Treviso), verso le 2 sarebbero scesi nella stiva, ma uno degli operai avrebbe perso i sensi. I primi soccorsi sono arrivati da un uomo dell'equipaggio, un rumeno di 52 anni, che munito di respiratore ha tentato di calarsi nella stiva per recuperare i due operai: ora è ricoverato in ospedale per accertamenti. Cinque minuti dopo l'incidente, si è accertato che nella stiva c'era solo una percentuale del 5% di ossigeno, quando la soglia minima richiesta è del 17%. Problemi anche per i primi tentativi di rianimazione, andati a vuoto a causa di una bombola di ossigeno scarica. Secondo fonti sindacali, nelle prime fasi dei soccorsi, i due uomini sarebbero stati portati fuori della stiva della nave e per tentare di rianimarli il capitano della 'World Trader' avrebbe usato una bombola d'ossigeno in dotazione per le emergenze che sarebbe stata scarica e quindi inutile. La nave è stata posta sotto sequestro mentre indagini sono in corso da parte dello Spisal e della Polizia. Il ministero dei Trasporti ha annunciato che nominerà una Commissione di inchiesta per accertare le dinamiche dei fatti, come ha dichiarato il viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli, a margine dell'incontro con i lavoratori del Porto che stanno picchettando le banchine. «La Commissione si affiancherà al lavoro autonomo della magistratura. Sono troppi gli incidenti di lavoro nei porti nonostante che, dopo ciò che è accaduto a Genova e Ravenna, siano stati ratificati specifici protocolli per il lavoro portuale». Gli operai del porto da questa mattina hanno indetto uno sciopero bloccando le banchine, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un'ora di sciopero generale per la prossima settimana in Veneto.« Ci uniamo alla protesta dei lavoratori e chiediamo che si attivino tutte le parti interessate per realizzare anche a Marghera, come a Genova, accordi che prevedano i Rappresentati di sito per la sicurezza. Solo passando ad azioni concrete possiamo uscire da questa triste spirale e dalle tardive lacrime di coccodrillo», ha affermato il senatore del Pdci Dino Tibaldi, Vicepresidente della Commissione Infortuni sul Lavoro a palazzo Madama. «Quella degli incidenti sul lavoro è una emergenza nazionale che, nonostante l’impegno profuso da alcuni e nonostante le parole importanti del Capo dello Stato, non viene affrontata con la dovuta incisività».

Tratto da:
http://www.larinascita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1847&Itemid=75

I “rompicoglioni” è meglio che non lavorino.
In fondo le cose vanno sempre bene, finché condizioni particolari non introducono una variabile nella quotidianità. E, allora, la bombola d’ossigeno vuota? Ma a che serve? Possiamo aspettare a ricaricarla o a sostituirla! Non era indispensabile. La nave non ha tempo per ventilare le stive; oppure è necessario far presto per scaricare il materiale; oppure non c’è tempo per fare il giro lungo; possiamo passare soto le gru; basta fare attenzione; ma tanto non succede nulla; un pezzo di carbone o quant’altro cade dall’alto: fatalità!
Fatalità!
Non era mai successo. Quanti soldi hanno risparmiato! Ma ora è successo! Dal momento che i “rompicoglioni” vengono eliminati dagli operai della CGIL, a questi imbecilli, della CGIL, non resta che fare le manifestazioni per la sicurezza sui posti di lavoro, ma in cuor loro, questi morti, sono gli imbecilli da deridere!
NOTA: Questo tipo di violenza, che avviene fra gli operai e fatta dagli operai in funzione del controllo aziendale sugli operai più deboli e sui nuovi arrivati che devono adeguarsi e sottomettersi prima di poter accedere alle protezioni o ai servizi minimi (io dovevo cambiarmi in un capannone di manutenzione, praticamente all’aperto in quanto escluso sia all’uso delle docce che dagli spogliatoi), è di origine cattolica. L’altro, per questi operai, il diverso da aggredire o dal quale proteggersi, è la società civile, le sue norme, le sue regole. Si tratta del concetto di libertà cristiana: la libertà di far del male alle persone in quanto, si pensa, di essersi sottratti dalla legge. Così la fabbrica diventa una sorta di lager nazista che si sottrae al controllo delle leggi civili e gli operai diventano schiavi di contratti il cui senso è quello di privarli dei diritti civili in funzione di logiche di controllo sulla persona. Si innestano dinamiche psicologiche da onnipotenza dove l’operaio più esperto può vessare il meno esperto o vessare l’interinale, perché lui si ritiene padrone onnipotente e sancisce questo suo essere padrone onnipotente, sia con l’uso del sindacato, CGIL, CISL e UIL, che nei rapporti con la gerarchia di fabbrica. Questi comportamenti vessatori vengono chiamati bullismo fra i giovani e nonnismo fra i militari. Questo comportamento sancisce una sorta di potere con accordi fra persone CGIL, CISL e UIL che agiscono per sottrarre delle persone ai diritti sociali, some se la fabbrica fosse una galera (sia pur a livelli diversi) in cui i diritti Costituzionali sono sospesi e le persone sono considerate bestiame d’uso: proprio come nell’educazione cristiana. Poi capita che questo delirio di onnipotenza, blocchi, da un lato nell’individuo la sua visione del futuro appena fuori dalla fabbrica finendo per portarlo a delinquere in famiglia (operai che fanno violenza in famiglia sono frequenti), o, come Michele Fusaro (che è un caso estremo ed emblematico) questo bisogno di soldi che si trasforma in ossessione, dall'altro lato la fabbrica diventa il "rifugio psichico" della persona. Questo delirio di onnipotenza porta gli operai esperti ad essere superficiali, specie nelle cose ovvie, proprio per la sicurezza che l’esperienza ha costruito in loro.
Già, delirio da onnipotenza.
Quella sensazione di poter controllare il mondo che ti sta attorno, come se il mondo non pensasse, non agisse, non si modificasse e non fosse portatore di un immenso sconosciuto. Uno sconosciuto che, se non metti un’attenzione assoluta, finisce, a volte, per generare quella variabile davanti alla quale l’onnipotente, con un’attenzione superficiale o distratta, finisce per soccombere.
E allora gli imbecilli della CGIL, CISL e UIL fanno la manifestazione col prete che sputa pietismo rivendicando il diritto di continuare ad ammazzare le persone sui posti di lavoro!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it