La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 3 gennaio 2008

Pietro Calogero, il colpo di stato e i diritti civili!

Mentre nel Veneto le Procure della Repubblica e i magistrati continuano ad agire nell’ottica del golpismo fascista che oggi assume i contorni del golpismo clericale sia nelle persone dei terroristi Ennio Fortuna o Pietro Calogero il cui unico scopo è quello di insanguinare il Veneto costruendo una situazione conflittuale sociale, A Genova, altri magistrati, con maggiore attenzione alle persone censurano i comportamenti criminali di poliziotti che tentano di destabilizzare le Istituzione anteponendo alla morale Costituzionale la morale della monarchia assoluta propria del cattolicesimo.
Riporto la notizia:

GENOVA - Romena, ventuno anni, prostituta per sua stessa ammissione. Espulsa in base al recente pacchetto-sicurezza varato dal governo, potrà restare in Italia. Il tribunale di Genova ha accolto il suo ricorso - bocciando il precedente provvedimento firmato dal prefetto ligure - perché la donna che si prostituisce "non pone in essere un'attività di per sé "pericolosa" per l'ordine pubblico o per la sicurezza pubblica, e tantomeno lede o compromette la "dignità umana"". La vita da marciapiede non costituisce un "allarme sociale", non provoca cioè una effettiva mancanza di sicurezza nel cittadino: non attenta alla sua libertà, nemmeno alla sua incolumità. E secondo il giudice Francesco Mazza Galanti, che ha ribadito la decisione di un altro tribunale genovese sempre favorevole alla ragazza, "la normativa non solo non può consentire all'Amministrazione le paventate espulsioni di massa, ma la corretta interpretazione può e deve impedire anche le espulsioni arbitrarie o comunque non giustificate da fatti molto gravi e concretamente individuati". Angela S. insieme a numerose altre ragazze straniere era stata fermata dalla polizia nel quartiere di Sampierdarena al termine di una retata anti-prostituzione. Nel giro di pochi giorni le era stata notificata l'espulsione "per avere pervicacemente continuato a svolgere l'attività di meretricio nelle vie cittadine, creando grave pregiudizio alla pubblica sicurezza e conseguente allarme sociale tra i residenti dell'area interessata". La sua presenza sul nostro territorio era stata giudicata "incompatibile con la ordinaria convivenza, per la palese compromissione della dignità umana". Si era certificata l'esistenza di "imperativi motivi di pubblica sicurezza" tali da dichiarare la "comprovata urgenza" del provvedimento, ritenendo che l'allontanamento della giovane dovesse essere "immediatamente eseguito dal questore". Il giudice di pace non aveva però convalidato il provvedimento, negando in particolare la presunta "pericolosità" della giovane romena e spiegando che allontanandola si sarebbero violate due norme fondamentali. Una costituzionale, quella della libertà personale. L'altra, principio-base dell'Unione Europea (Angela è naturalmente cittadina comunitaria), sul diritto alla libera circolazione. Assistita dagli avvocati Antonella Carpi e Stefano Sambugaro, la giovane romena è quindi tornata nei giorni scorsi in tribunale per chiedere il definitivo annullamento dell'espulsione. In aula ha ammesso di essere costretta a prostituirsi saltuariamente per mantenere un bimbo di 5 anni e la madre malata - "Non ho altra scelta" - ha spiegato di possedere un passaporto regolare, di dormire in una pensione del centro storico di Genova. Anche il giudice monocratico, preso atto della nuova normativa, le ha dato ragione: "ai fini che qui interessano, l'allarme sociale è privo di rilevanza giuridica". Nella sentenza ha sottolineato inoltre che non era stata redatta dalla polizia nessuna relazione di servizio che documentasse "le modalità con cui la ragazza svolgeva il meretricio". Il decreto di espulsione, sottoscritto dal Prefetto di Genova, è stato dichiarato illegittimo. E la locale questura è stata anche condannata al pagamento delle spese di giudizio, ottocento euro in tutto: onorari e diritti compresi. (3 gennaio 2008)
Quella libertà personale che non censurando le attività di Bitonci il terrorista criminale Pietro Calogero ha dimostrato di disprezzare. Non ha censurato nelle attività di Bitonci ritenendo lecito, a sua opinione, che Bitonci facesse attività di terrorismo nei confronti dei cittadini. Ricordo come l’attività di terrorismo messe in atto dalla Procura della Repubblica di Padova negli anni ’60 e ’70 al fine di favorire i colpi di stato in Italia fu il prologo di quella reazione popolare che tendeva a ripristinare la legalità democratica e che va sotto il nome di “lotta armata”.
Bitonci, non è Freda o Ventura, ma è quel personaggio che attentando alle libertà personali dei cittadini intende imporre alla società civile gli stessi fini con l’aiuto di criminali come Pietro Calogero ed Ennio Fortuna e con la complicità del giornale Il Gazzettino che, grazie all’odio sociale che l’Ordine dei Giornalisti manifesta, pensa alla società civile come insieme non di persone, ma di bestiame da condurre al macello!
Povero Veneto, questi terroristi non te li meritavi, ma, come dicono gli Dèi, irto è il sentiero attraverso il quale gli uomini devono passare per costruire quella dignità umana che anche se manifestata nella lettera tanti piccoli dio padroni onnipotenti vogliono negare per soddisfare i loro pruriti criminali.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo