La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 29 febbraio 2008

Il superuomo nazista e il disagio del Veneto

Ci sono, spesso, episodi che dimostrano come la società del Veneto stia degenerando. La degenerazione coinvolge le persone. La loro capacità di agire nella loro esistenza, ma più ancora, nella coscienza con la quale concepiscono il loro esistere.
Il malandrinaggio fortemente voluto dalla chiesa cattolica e da magistrati compiacenti si sta impossessando delle persone al punto tale che i comportamenti illegali diventano la prassi quotidiana.
Quando le persone rivendicano dei diritti e a queste rivendicazioni si risponde con sufficienza e con disprezzo, le tensioni sociali e le tensioni emotive non spariscono, ma cercano un’altro modo per dispiegarsi. Quando ogni veicolazione sociale prospettata dalle leggi e dalle norme viene chiusa da chi usa leggi e norme per i propri interessi mafiosi alle persone non resta che l’illegalità. Comportamenti illegali che mettono in sofferenza sia la società nel suo insieme (vedi l’articolo sui commercianti di automobili) che comportamenti autolesionisti che finiscono per danneggiare la società stessa come questi utilizzatori di cocaina.
Cosa resta del futuro sociale?
Gli arrestati, in entrambe le situazioni, sono poco più di cinquanta persone più altre 300 denunciate.
Quando in due operazioni vengono coinvolte una tale massa di persone significa che l’intero tessuto sociale è in forte sofferenza e che le responsabilità, per questa sofferenza, non vanno imputate esclusivamente a chi quei reati li ha commessi, ma all’insieme sociale che ha spinto le persone ad adattare sé stesse commettendo quei reati.
Quando un numero così grande di persone è spinto a comportamenti illegali significa che la società è malata. Malati sono i genitori e le strutture sociali che, anziché prendersi la responsabilità di costruire il futuro, hanno preferito delegarlo alle orde criminali cattoliche il cui scopo è la disarticolazione delle Istituzioni sociali mediante l’impoverimento della capacità culturale delle persone e, dall’altro lato, un gran numero di persone ha espresso l’educazione cattolica pensando di essere onnipotenti e di poter derubare l’intera società civile.
Persone piene di cocaina e persone che truffano e derubano la società civile.
Posto i due articoli prelevandoli in giro per l’web:

----inizio articoli prelevati---

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/rovigo/2008/02/28/68082-serate_dello_sballo.shtml


L'INDAGINE
Serate dello 'sballo' in un barArrestate 21 persone per spaccio
I carabinieri hanno scoperto un giro di cocaina all'interno di un locale polesano. Filmati con microspie e telecamere nascoste oltre 1.200 episodi di spaccio. Raffica di arresti


Rovigo, 28 febbraio 2008 - Un locale notturno trasformato in un vero e proprio centro di spaccio di cocaina. È quanto hanno scoperto gli agenti della Squadra Mobile di Rovigo, su mandato del procuratore della Repubblica Ciro Alberto Savino, grazie all'ausilio di immagini tratte da telecamere e microspie nascoste all'interno della discoteca 'Tira Tardi'.
L'operazione ha portato a 21 arresti dei quali 17 in carcere, 2 ai domiciliari e 2 con obbligo di firma e dimora nel Comune d'origine, convalidati dal Gip del Tribunale di Rovigo Alessandra Testoni. Tra gli arrestati anche il titolare del locale, Gaetano Baschirotto, accusato, oltre che del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, di aver adibito il 'Tira Tardi' a centrale di spaccio grazie anche all'aiuto di alcuni collaboratori.
Tutto lo spaccio avveniva tra lamezzanotte e le 6 all'interno di un bagno di un bar, il ''Tira tardi'' di Rovigo. Milleduecento gli episodi filmati in pochi mesi dalla polizia che aveva piazzato una video-camera proprio nel bagno dove venditori e consumatori si davano appuntamento: il primo distribuiva in linea un numero di ''righe'' di cocaina sul davanzale quanti erano i clienti che pagavano per lo sniffo dai 20 ai 25 euro a testa. Oltre 300 i consumatori accertati, tra i 18 e i 50 anni, di tutte le classi sociali, dallo studente fino all'imprenditore e 30 invece gli spacciatori, tra cui una guardia penitenziaria in servizio a Verona. A spacciare la droga anche il titolare del bar, che è stato posto sotto sequestro dopo che la polizia aveva contato 1.200 episodi di spaccio, un numero sufficiente perché il pm rodigino Savino potesse chiedere e ottenere dal gip Testoni i 21 provvedimenti restrittivi (17 in carcere, due arresti domiciliari e altrettanti obblighi di firma), che hanno riguardato 19 italiani, un rumeno e un serbo croato.
Gli arresti, oltre che a Rovigo e Verona, sono scattati anche a Ferrara e a Reggio Calabria. La cocaina, secondo quanto èemerso dalle indagini, veniva portata in Italia dall'Olanda, ma su questo filone le indagini della squadra mobile di Rovigo e dello Sco sono ancora in corso.

Inoltre altre due persone sono state arrestate per porto e detenzione d'arma da guerra (una pistola). Particolare il modus operandi della vendita: per ridurre i rischi di essere scoperti, infatti, gli spacciatori vendevano la cocaina agli acquirenti già pronta per essere consumata all'interno del locale, spesso in bagno. Gli agenti hanno filmato oltre 1.200 episodi di spaccio e identificato circa 300 assuntori.
Gli indagati in totale sono circa trenta e diverse perquisizioni sono state effettuate questa mattina dagli uomini della Mobile di Rovigo, coordinati dal Servizio Centro Operativo, in collaborazione con personale di Belluno, Trento, Treviso, Venezia, Padova, Vicenza e Ferrara, e del reparto Prevenzione Crimine di Padova, con l'ausilio di diverse unità cinofile, per un totale di circa 150 agenti impegnati nell'operazione.



http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=79081


Treviso 29 febbraio 2008

Maxievasione nel giro degli autosaloni: 31 denunciati in 3 regioni


Scoperto dalla Gdf di Treviso un giro di fatture false per 20 milioni di euro ed evasione dell'Iva e imposte dirette per oltre 20 milioni di euro, nell'ambito di una inchiesta della procura trevigiana nel settore commercio autoveicoli di lusso provenienti dalla Germania e destinati ad autosaloni del nord Italia. Denunciate 31 persone e coinvolte 3 societa', oltre a 26 autosaloni tra Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige. I militari delle Fiamme gialle hanno accertato che gli indagati, attraverso un ingegnoso sistema di interposizione di societa' fantasma, senza una reale sede e operanti in completa evasione fiscale, hanno importato sul mercato del Nord Italia, in un solo anno, circa mille autovetture di lusso provenienti dalla Germania, con un risparmio del 10% rispetto al valore di mercato. Per non attirare l'attenzione del fisco, le societa' fantasma figuravano operare nel settore agricolo e nei locali pubblici (bar) e affidate a pregiudicati o nullatenenti. I finanzieri sono riusciti, tra l'altro, ad individuare la "mente" che ha organizzato la frode fiscale, un cinquantenne trevigiano che utilizzava la propria auto come una sorta di "studio commercialistico e di consulenza". L'uomo girava con una valigetta con 9 cellulari tutti accesi e funzionati, con numeri intestati a persone residenti in varie zone d'Italia, codificati e utilizzati per tenere i contatti con fornitori esteri e gli autosaloni italiani. L'operazione si snoda attraverso le province di Treviso, Verona, Venezia, Padova, Vicenza, Belluno, Bolzano, Trento e Mantova.

---- Fine articoli prelevati---

Io so che chi sta leggendo si identifica in queste persone. Si identifica in chi sballa o in chi truffa per fare soldi. Esiste un ideale sociale del bandito che la chiesa cattolica ha contribuito a diffondere nella società. Esistono persone che leggono questi articoli e che danno dei “fessi” agli arrestati, magari immaginando che loro, nella stessa situazione sarebbero stati più furbi. Esistono persone che prendono spunto per altri comportamenti illegali unendo l’informazione giornalistica con l’educazione cattolica che hanno subito.
E’ come per le immagini di tortura. Alcuni inorridiscono identificandosi col torturato, altri si eccitano identificandosi col torturatore.
Ed è la malattia sociale che sta attraversando il Veneto: sono furbi e nessuno si identifica con la vittima.
Si identificano con Gesù perché sono stati costretti fin da bambini a mettersi in ginocchio, ma loro sono più furbi sia delle Istituzioni che devono garantire il funzionamento della società, sia dei fessi che sono stati arrestati, sia delle vittime che devono subire in silenzio. Pena il disonore!
Il Veneto è diventato una gran brutta società.
La morale Costituzionale dimenticata; le Istituzioni che vengono meno ai loro doveri!
Senza una morale che non sia quella del superuomo nazista identificato in Gesù nel quale i bambini sono costretti ad identificarsi. E poi finiscono per farsi di cocaina perché è l’unico modo che rimane loro per sentirsi superuomini.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it