La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 1 febbraio 2008

L'attività di terrorismo nella devastazione della società Veneta.

Si ringraziano i magistrati del Veneto per aver costretto i bambini in ginocchio a pregare facendoli ammalare da delirio di onnipotenza. I magistrati avevano altro da fare che non agire in funzione della società civile.
Questo si aggiunge a tutte le situazioni di disagio sociale che Magistrati, indaffarati in altro, e politici, indaffarati nei loro sporchi giochi di potere e di odio sociale, sono i reali artefici.
Un Veneto devastato psicologicamente con una chiesa cattolica che ha imposto ai bambini fobie sessuali in una condizione psichica da delirio da delirio da onnipotenza.
E’ come per Hitler.
I magistrati non lo fermarono in birreria e lui fu una delle cause fondamentali per 40.000.000 di morti; non si impedisce ai preti cattolici di costringere bambini in ginocchio a pregare un dio assassino e si pongono le basi per formare e legittimare psicologicamente i delitti sociali!
Lo so che non si può chiedere ai magistrati la pratica della preveggenza e nemmeno quella del rispetto per la società civile, ma sicuramente si DEVE chiedere quanto prevede la Costituzione: perseguire TUTTI i reati partendo da quelli che offendono le persone più deboli e non partendo da quelli che a loro convengono!

Riporto dal giornale il Gazzettino del 01.02.2008:

Adescata da un automobilista con 200 euro, un amichetto ha lanciato l’allarme. Fermato dai carabinieri un operaio residente nel Bellunese

Tredicenne sequestrata e violentata

La ragazzina è riuscita a scappare, seminuda e ferita, dopo essere stata portata in una zona isolata vicino a Marostica


Vicenza
Tredici anni, violentata sotto la minaccia di un coltello. È la drammatica storia di un'adolescente, di origine ungherese, residente da tempo con la famiglia a Sandrigo. In carcere, con l'accusa di violenza sessuale, Antonio Bombieri, 44 anni, operaio, da mesi in cassa integrazione, originario di Bassano, ma con casa nel Bellunese, ad Arsiè. Quando i carabinieri, l'altra notte, lo hanno rintracciato, ha respinto ogni accusa.
Accade mercoledì pomeriggio, alle 16, a Sandrigo. La ragazzina, insieme a un suo coetaneo, si trova in bici, vicino al cimitero. Ecco che arriva un'auto, un'Opel Astra di colore scuro. Ne esce un uomo, si avvicina ai due. Si presenta come un assessore del Comune di Padova, domanda ai ragazzini di indicargli la strada per Breganze. I due non sanno cosa rispondere, ed è qui che scatta la trappola.
L'uomo chiede allora ai due di accompagnarlo in auto, offrendo prima 50 euro, poi 200. La ragazza accetta, sale in macchina e scompare. Il ragazzo intuisce che qualcosa non va, e, prima di andarsene, memorizza i numeri di targa dell'auto nel suo cellulare. Torna a casa e racconta tutto alla madre. La donna, capendo in quale tremenda situazione si trovi la compagna del figlio, si precipita dai carabinieri di Sandrigo, non prima di avere tentato di raggiungere telefonicamente la ragazzina. La quale risponde, ma solo per poco, prima che la linea cada: "Siamo in montagna".
Da lì a poco scattano le ricerche. Le pattuglie dei carabinieri si lanciano alla ricerca di quell'Opel descritta dal ragazzo, con tanto di numero di targa.Nel giro di un'ora gli uomini della tenenza di Thiene, al comando del capitano Sabatino Piscitello, risalgono al proprietario della macchina, che risiede però a Luino, in provincia di Varese, e che dirà di avere ceduto l'Opel all'ex convivente della sorella, che vive nel bellunese. Ancora ricerche, in una corsa disperata contro il tempo.Lei è chiusa in auto, sotto la minaccia di un coltello. Sono fermi, dirà poi ai carabinieri, in una zona isolata vicino Marostica, sopra le colline. Lui la molesta, lei cerca disperatamente di difendersi. Lui la ferisce con il coltello a un dito. Ma approfittando del buio e di un attimo di distrazione del suo aguzzino, la ragazza riesce a scappare buttandosi tra la vegetazione e raggiungendo la strada. Sono le 18.
Ed è qui, a Pradipaldo, che un automobilista la vede, si ferma, la soccorre. È seminuda, ferita, insanguinata, sotto shock. La porta in ospedale a Bassano. Lei dirà: «Siamo scesi dalla macchina e mi ha costretto a fare tutto quello che voleva. Sono riuscita a scappare grazie al buio. Sono finita tra i rovi. Lui, non vedendomi, è risalito in auto e se ne è andato. Ho raggiunto la strada».
Lui è Antonio Bombieri, 44 anni. I carabinieri lo trovano alle 23,30 nella sua abitazione di Arsiè. Trovano l'Opel con il motore ancora caldo. Trovano il coltello. Lo portano in caserma. Lui nega ogni cosa, affermando di essere sempre restato in casa. Ma dopo sei ore di interrogatorio il pm di Bassano lo sottopone a fermo con l'accusa di violenza sessuale.Alla ragazza i carabinieri mostrano anche la fotografia di Bombieri, che lei riconosce immediatamente.Ora si trova in ospedale, le sono vicini i suoi genitori.
Valerio Bassotto

E’ il Veneto in sofferenza morale e sociale. Una sofferenza che conviene a chi attenta alla morale Costituzionale e a chi testa di disarticolare la società civile in funzione della ricostruzione della monarchia assoluta di stampo clerico-fascista!
La faccenda, per me, è particolarmente triste in quanto mi ricorda episodi degli anni ’70. Episodi che allora videro scendere in piazza Lotta Femminista del Veneto ponendo le basi per la trasformazione del delitto di violenza sessuale da delitto contro la morale, come voluto ed imposto dalla chiesa cattolica e dal suo dio padrone, a delitto contro la persona come voluto ed imposto dalla Costituzione.
Ma oggi, l’aggressione contro il diritto delle persone di gestire il loro corpo, si fa sempre più violenta grazie al venir meno di quell’attenzione da parte delle Istituzioni nei confronti della società civile che E’ UNA VOLONTA’ DI AGGRESSIONE DELLA SOCIETA’ CIVILE, più che un’indifferenza (come se l’indifferenza avesse delle scusanti).
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it