La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 30 marzo 2008

La Televisione via Web: Il Giudizio di Necessità; da Cadoneghe - Padova

Da martedì mattina, sul canale televisivo via web:

http://www.mogulus.com/paganesimo

Andrà in onda in continuo la conferenza illustrativa del Giudizio di Necessità che fu tenuta nel 2006 in sala dibattiti di Radio Gamma 5 in via Belzoni 9 Cadoneghe – Padova.

Il Giudizio di Necessità è il tredicesimo elemento del Crogiolo dello Stregone. E’ uno delle cinque pratiche di Stregoneria attuate nel Sistema Sociale, nelle relazioni sociali, nei rapporti con le persone.

La consapevolezza che siamo circondati da un immenso infinito e che il nostro giudizio, comunque, articola una frazione minima di quell’infinito, se da un lato ci rende consapevoli della relatività del nostro giudizio, dall’altro lato non ci esime dall’emettere giudizi. Non ci esime dal prendere delle decisioni, non ci esime dall’agire nella società.
Ma come lo Stregone agisce nella società?
Cosa tiene presente?
E su cosa e in base a cosa, chi pratica Stregoneria costruisce il suo giudizio?
La conferenza risponde a questo.
Il filmato è di 1 ora e 47 minuti circa ed è la prima volta e solo grazie a questo servizio, che questo filmato può essere reso pubblico.

La pratica della Stregoneria è, spesso, avvolta nel mistero e anche se io ho tentato di spiegarla, le persone hanno difficoltà a comprendere che fare un’azione o farne un’altra, non è la stessa cosa. Ogni volta che prendiamo una decisione o facciamo un’azione noi ci modifichiamo in quella e solo in quella direzione cancellando tutte le possibilità che altre decisioni o altre azioni avrebbero permesso.
Martedì mattina, fra le nove e le dieci, sul canale di “Paganesimo e Stregoneria”, all’indirizzo:

http://www.mogulus.com/paganesimo

Andrà in onda la Conferenza sul Giudizio di Necessità. Da mercoledì mattina riprenderà l’attuale programmazione con l’inserimento, per ora, della conferenza.
Solo su questo servizio possiamo fare questo, su You Tube non potevamo.

E’ la nuova TV via Web che, come tutti i servizi, per aver successo devono dare spazio alle persone che hanno delle passioni. Poi, un giorno, arriveranno i grandi operatori e ci sbatteranno fuori.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

La TV pagana via web

Da martedì mattina, sul canale televisivo via web:

http://www.mogulus.com/paganesimo

Andrà in onda in continuo la conferenza illustrativa del Giudizio di Necessità che fu tenuta nel 2006 in sala dibattiti di Radio Gamma 5 in via Belzoni 9 Cadoneghe – Padova.

Il Giudizio di Necessità è il tredicesimo elemento del Crogiolo dello Stregone. E’ uno delle cinque pratiche di Stregoneria attuate nel Sistema Sociale, nelle relazioni sociali, nei rapporti con le persone.

La consapevolezza che siamo circondati da un immenso infinito e che il nostro giudizio, comunque, articola una frazione minima di quell’infinito, se da un lato ci rende consapevoli della relatività del nostro giudizio, dall’altro lato non ci esime dall’emettere giudizi. Non ci esime dal prendere delle decisioni, non ci esime dall’agire nella società.
Ma come lo Stregone agisce nella società?
Cosa tiene presente?
E su cosa e in base a cosa, chi pratica Stregoneria costruisce il suo giudizio?
La conferenza risponde a questo.
Il filmato è di 1 ora e 47 minuti circa ed è la prima volta e solo grazie a questo servizio, che questo filmato può essere reso pubblico.

La pratica della Stregoneria è, spesso, avvolta nel mistero e anche se io ho tentato di spiegarla, le persone hanno difficoltà a comprendere che fare un’azione o farne un’altra, non è la stessa cosa. Ogni volta che prendiamo una decisione o facciamo un’azione noi ci modifichiamo in quella e solo in quella direzione cancellando tutte le possibilità che altre decisioni o altre azioni avrebbero permesso.
Martedì mattina, fra le nove e le dieci, sul canale di “Paganesimo e Stregoneria”, all’indirizzo:

http://www.mogulus.com/paganesimo

Andrà in onda la Conferenza sul Giudizio di Necessità. Da mercoledì mattina riprenderà l’attuale programmazione con l’inserimento, per ora, della conferenza.
Solo su questo servizio possiamo fare questo, su You Tube non potevamo.

E’ la nuova TV via Web che, come tutti i servizi, per aver successo devono dare spazio alle persone che hanno delle passioni. Poi, un giorno, arriveranno i grandi operatori e ci sbatteranno fuori.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 18 marzo 2008

Mafia ed extracomunitari in Veneto: modalità della mafia in Veneto!

Il veneto è una regione mafiosa. La mafia del Veneto non è come quella descritta in Sicilia dei Totò Reina o dei Provenzano, ma è altrettanto pericolosa e criminale. Oltrettutto la cultura mafiosa del Veneto attrae i criminali da mezza Europa e dall’intero Mediterraneo provocando non solo disagi sociali, ma gravi problemi.
La notizia di oggi è un esempio:

da:
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/FriuliVeneziaGiulia.php?id=1.0.1985446809


Grazie a delle ditte compiacenti

Trieste, favorivano immigrazione clandestina: 2 arresti e 32 denunce

L'orgnizzazione creava dei falsi contratti d'assunzione e licenziava immediatamente gli stranieri, una volta arrivati in Italia
-
Trieste, 18 mar. - (Adnkronos) - Avevano creato un'organizzazione che favoriva l'immigrazione clandestina attraverso il rilascio di permessi di soggiorno per motivi di lavoro. L'organizzazione infatti, attraverso una serie di complici e ditte compiacenti, creava dei falsi contratti d'assunzione e licenziava immediatamente gli stranieri, una volta arrivati in Italia. Per questa ragione un serbo residente nel capoluogo giuliano e un marocchino residente a Padova, considerati ai vertici della banda, sono stati arrestati dai carabinieri di Trieste, coordinati dal sostituto procuratore Pietro Montrone, nell'ambito di una vasta operazione, durata quasi 2 anni, in tutto il Nord Est, in particolare nelle province di Trieste, Padova, Udine, Venezia, Treviso e Gorizia. Nel corso dell'operazione i militari hanno compiuto una trentina di perquisizioni nel Triveneto. Tra le sedi perquisite l'Ufficio del Lavoro della Provincia di Trieste e lo studio di un commercialista a Treviso. Altre 32 persone sono state denunciate. Tra queste alcuni fittizi datori di lavoro, di nazionalita' serba e residenti nelle province di Trieste e Udine, in particolare titolari di imprese edili che, sebbene iscritte alla Camera di Commercio di Trieste, non erano operanti, e diversi extracomunitari entrati in Italia pagando l'organizzazione per ottenere un falso contratto di lavoro (3.500 euro per serbi, bosniaci e moldavi, 8.000 per i marocchini), per poi essere licenziati immediatamente una volta rilasciato il permesso di soggiorno.I carabinieri hanno sequestrato una vasta documentazione relativa a false lettere d'assunzione e di licenziamento forzoso, buste paga, permessi di soggiorno falsi. Le immagini e i dettagli dell'operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa organizzata per questa mattina alle 11 presso la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trieste.

La devastazione delle Istituzioni chiama altra devastazione e permettono alla Lega di gridare “Al criminale!” che lei stessa contribuisce a far venire in Veneto dato il comportamento criminale di un’economia la cui morale è quella della parrocchia e dell’oratorio.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 14 marzo 2008

Il genocidio in Ruanda e il razismo di Gentilini

La guerra della chiesa cattolica alle società civili!

Fu un genocidio cristiano. Fu un genocidio cattolico!
La chiesa cattolica si è data da fare per proteggere gli assassini che hanno agito in nome del dio cristiano e del cristo Gesù.
Il Vescovo della capitale del Ruanda, alcuni anni fa, fu assolto dall’accusa di genocidio. Per farlo la chiesa cattolica ha mobilitato tute le sue forze ricattando l’intera Africa se fosse stato riconosciuto colpevole. Il Pubblico ministero, durante quel processo, presentò come prova la fattura con cui la Caritas aveva pagato gli ottomila macete con cui furono macellate le persone.

Riporto dal giornale Il Gazzettino del 13 marzo 2008-03-14

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3715265&Data=2008-03-13&Pagina=10

GUERRA CIVILE IN RUANDA

Crimini di guerra, ergastolo a prete cattolico
Athanase Seromba, parroco vicario cattolico di Nyange in Ruanda - che dopo la guerra civile aveva vissuto a Firenze - è stato condannato dal Tribunale penale internazionale all'ergastolo per genocidio e sterminio: nell'aprile 1994, chiamò le milizie di estremisti hutu, la sua etnia, a bombardare la sua chiesa dove si erano rifugiati 1.500 tutsi. Seromba avrebbe anche detto: «Levatemi di qui questa immondizia», riferendosi ai cadaveri dei civili massacrati.

La chiesa cattolica sta conducendo azioni di guerra in tutto il mondo arabo contro le popolazioni. L’azione dei cristiani con finalità di eversione etica e morale delle popolazioni è ben documentata. Non solo i missionari hanno agito nelle distruzioni dell’Iraq e dell’Afganistan (gli integralisti cristiani sud coreani sono stati oggetto di scambio da parte dei talebani), ma sta mettendo in atto una guerra feroce di contrapposizione fra i paesi occidentali e i paesi con religioni diverse da quelle cristiane e cattoliche in particolare.
Maggiore è il conflitto, anche e soprattutto quello militare, e maggiore è il profitto e le occasioni di proselitismo della chiesa cattolica. La chiesa cattolica fa fare i morti ai militari, lei gestisce il lavoro sporco, quello di controllare e ricattare la parte della popolazione più debole e fragile in modo che non rivendichi il proprio futuro, ma che sia sottomessa alla sua miseria attraverso la fede nella speranza.

Ma come è cominciata la carneficina? Come sempre: il dio padrone onnipotente deve essere imposto sulle persone. E più persone si macellano e più persone si possono mettere in ginocchio davanti al dio padrone. Che poi il dio padrone sia quello cattolico, sia quello della razza, sia quello del cristo Gesù di turno, il superuomo di turno, poco importa. C’è sempre un superuomo che vuole stuprare le altre persone, come nel caso del Veneto:

Prelevo da:

http://www.agi.it/venezia/notizie/200803141134-cro-r012142-art.html

TREVISO: GENTILINI, NO A PARTITE DI CALCIO IL VENERDI' SANTO

(AGI) - Treviso, 14 mar. - Le sue uscite fanno sempre discutere, anche troppo. Stavolta il vice sindaco sceriffo di Treviso, il leghista Giancarlo Gentilini si scaglia contro gli 'infedeli' che vogliono giocare a calcio il Venerdi' Santo. Per sottolineare la sua posizione, Gentilini ha scritto una lettera ai vertici del calcio nazionale e, per conoscenza, ai vertici della Chiesa. Oggetto della missiva, le partite di serie B in programma il prossimo Venerdi' Santo alle 19. 'Non vi siete informati - scrive Gentilini - che in tutte le citta' italiane quel giorno si svolgono le processioni? Siete in rotta di collisione con la nostra civilta', le nostre tradizioni, la nostra religione. Vi informo che nel Venerdi' Santo del 1944 Treviso e' stata sottoposta a un micidiale bombardamento che ha causato in sette minuti migliaia di morti. C'e' tempo per rimediare e vi invito a un riesame delle problematiche'. La proposta di Gentilini non sembra pero' trovare grandi sostenitori. Primo ad essere perplesso e' il collega di partito e sindaco di Verona Flavio Tosi che non vuole polemizzare: 'Non saremo certo noi a prendere decisioni che spettano alla Lega Calcio'. (AGI)


“Gli altri devono mettersi in ginocchio davanti al mio dio!” Dice Gentilini. Lui, il razzista della squallida razza piave, ha la tradizione! Si, quella dei campi di sterminio nazisti! Lui, il razzista della razza piave, ha la civiltà: si, quella che stupra bambini costretti in ginocchio davanti ad un dio assassino!
A Gentilini rimane solo la SOLUZIONE FINALE!
Ma mi sembra che qualcuno, nel suo partito, l’abbia auspicata (i metodi da SS).
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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martedì 11 marzo 2008

Eliot Spitzer, Galan, Gentilini e Zaia!

Se la morale protestante che vige negli USA dove le persone devono essere coerenti con quanto dicono, gente come Gentilini, Bitonci, Zaia, Galan, sarebbero già tutte in galera. Ma, si sa, che nell’integralismo cattolico che vige nel Veneto le regole non si applicano a questi personaggi che si rtengono creati ad immagine e somiglianza del dio padrone e terrorista dei cattolici, ma si applicano alle persone e soltanto per terrorizzare i cittadini imponendo loro dettami morali che appartengono alla monarchia assoluta!

Riporto da:

Tratto da: http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/governatore-ny/spitzer-medita-dimissioni/spitzer-medita-dimissioni.html

Il governatore democratico coinvolto in un giro di squillo d'alto bordoa colloquio fino a notte con i suoi consiglieri. Rischia di essere incriminato
New York, Spitzer nella buferacresce la pressione per le dimissioni
I repubblicani: "Impeachment se non lascia entro 48 ore"Il suo vice Paterson si prepara a prenderne il posto"


NEW YORK - Crescono le pressioni per le dimissioni del governatore dello stato di New York, Eliot Spitzer, coinvolto in un giro di prostituzione ad alto livello. Mentre dal suo staff non trapela nulla e non è in programma nessun annuncio, il governatore si è consultato fino a tarda notte con i suoi consiglieri sul da farsi dopo lo scandalo che gli costerà la carriera. I repubblicani hanno già reso noto che ne chiederanno l'impeachment se non lascerà l'incarico entro 48 ore. E secondo le ultime indiscrezioni il governatore potrebbe annunciare le dimissioni già oggi. A sostituirlo si prepara il suo vice, David Paterson, che in questo caso farebbe storia due volte: potrebbe diventare il primo governatore afro-americano dello stato di New York e il primo governatore non vedente nella storia degli Stati Uniti. Cinquantatré anni, oltre 22 dei quali passati in politica, Paterson è stato tra l'altro procuratore nell'ufficio del procuratore distrettuale di Queens, a 31 anni senatore statale in rappresentanza di Harlem, infine nel 2002 capo della minoranza democratica al Senato di Albany. E' non vedente dalla nascita. Spitzer, che si è fatto un nome come procuratore generale di New York combattendo la corruzione e indagando sui giri di prostituzione, era il "cliente 9" dell'Emperors Club Vip. Il coinvolgimento della stella in ascesa dei democratici, superdelegato e supporter di Hillary Clinton, nel giro di squillo è stato scoperto quando gli investigatori federali hanno messo gli occhi su vaste transazioni bancarie da parecchi conti intestati a suo nome verso conti intestati al giro di prostitute.
Pentito, è apparso in pubblico ieri con a fianco la moglie, chiedendo scusa per quella che ha definito una faccenda privata, e fino a questo momento non ha fatto parola di dimissioni. I repubblicani chiedono a gran voce che lasci e i giornali americani sottolineano la caduta di Mr. Clean, il grande moralizzatore di Manhattan. Il Wall Street Journal la definisce una "caduta shakespeariana", mettendo l'accento sulla mancanza di limiti di un uomo criticato per l'atteggiamento aggressivo e intimidatorio delle sue azioni quando era procuratore generale. "Il pensiero stupendamente illusorio secondo cui il governatore di New York potesse acquistare i servizi di prostitute è stato semplicemente l'ultimo atto di un uomo incapace di ammettere sia l'esistenza che la necessità dei limiti" sostiene un editoriale del quotidiano economico di Wall Street. Spitzer è stato intercettato telefonicamente almeno sei volte tra il 12 e 13 febbraio mentre organizzava un incontro con una prostituta da 1000 dollari all'ora, in un albergo di Washington. Tutto è nato dall'Ins (Internal Revenue Service, l'ente delle imposte dirette) che aveva notato frequenti movimenti per svariate migliaia di dollari che cercavano di nascondere origine e destinatario dei fondi. Le transazioni avevano fatto suonare un campanello d'allarme segnalando possibili reati come tangenti, corruzione politica, finanziamenti politici illegali e l'Ins aveva passato il dossier in mano all'Fbi. Che Spitzer potesse essere coinvolto in un giro di squillo non era passato minimamente per la testa agli investigatori fiscali. Il ministro della Giustizia Michael Mukasey era stato informato dell'inchiesta dal momento che tra le persone coinvolte c'era un alto funzionario dello stato. Ora non è chiaro se il governatore sarà incriminato e a che livello: "Dipenderà da quanto vogliono essere aggressivi i procuratori", hanno detto fonti vicine all'inchiesta. I reati potrebbero includere la violazione della legge Mann, che proibisce il traffico di persone attraverso i confini statali a scopo di prostituzione, e la violazioni delle leggi bancarie. (11 marzo 2008)

Questi Veneti Padroni che si sentono tanto furbi. Criminali e violenti con le donne che chiamano prostitute solo perché non si mettono in ginocchio davanti a loro. Ai vari Zaia, ai vari Gentlini, ai vari Galan onnipotenti che infestano la regione stuprando bambini che costringono in ginocchio a pregare il dio padrone: loro stessi! Che pretendono che le donne si mettano in ginocchio davanti alla loro strafottenza.
Dei falliti come amministratori che vorrebbero tanto prendere il posto della polizia, come vedono fare nei telefilm.
Bambini che giocano agli indiani stuprando e distruggendo la società civile!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 10 marzo 2008

Chiesa cattolica, Gianluca Santini e la violenza sui bambini!

Il terrorismo cattolico nei confronti della struttura emotiva dei bambini è continuo e sistematico.
Quando si censurano persone come Bitonci o Gentilini per il loro disprezzo sociale e per il loro odio per la società civile, non si censurano le persone in sé, ma l’insieme che le ha generate: l’educazione cattolica imposta con la violenza sui bambini.
Non sempre le azioni dei preti cattolici negli oratori e nelle parrocchie sono così violente e palesi come nel caso del prete cattolico di Cinto Euganeo in provincia di Padova, ma sono sempre e quotidianamente delle violenze che vengono fatte nei confronti dei bambini al fine di trasformarli in adulti insicuri, paurosi e dipendenti da un padrone che può essere come allucinazione nella loro testa o un padrone (un Furer) nella società civile!

Riporto la notizia che tanto scalpore ha fatto oggi:


http://www.agi.it/venezia/notizie/200803101017-cro-r012064-art.html


PARROCO PORTA UNA BARA ALLA MESSA PER I BAMBINI, E' POLEMICA


(AGI) - Padova, 10 mar. - Voleva un'immagine forte per colpire l'immaginazione dei bimbi della terza elementare che avevano appena ricevuto la prima confessione e c'e' riuscito. Don Gianluca Santini, parroco di Cinto Euganeo, piccolo centro del Padovano, ieri mattina ha accolto i suoi piccoli fedeli e i genitori con una bara sistemata davanti all'altare. Sembrava un funerale, ma la bara era vuota e serviva per l'omelia. Lo stupore dei presenti e' continuato appunto fino alla predica, quando don Gianluca ha appoggiato le mani sulla bara e ha chiesto agli astanti: 'Sapete cosa c'e' qui dentro?'. La risposta e' stata logica: 'Un morto', ha detto qualcuno mentre nella chiesa correva un brivido. 'No, qui dentro c'e' la vita', ha replicato don Gianluca estrando a sorpresa dal feretro un mazzo di fiori. La metafora, un po' sconcertante, serviva per parlare della resurrezione di Lazzaro. 'Non si deve riflettere sul valore della vita solo quando si va a un funerale', ha detto ancora il prete e i suoi fedeli certo hanno riflettuto, anche se non tutti sembravano convinti di una tale messinscena che e' finita con tanto di fotografie sui quotidiani locali. (AGI)


E’ il terrore con cui Ratzinger e la sua banda diffonde disperazione, angoscia, ansia e paura.
Qui non si tratta di “parlare della morte”, si tratta di usare la paura della morte per costringere i bambini alla sottomissione, alla paura, all’angoscia per renderli obbedienti, sottomessi e prostrati davanti al dio padrone. Significa fare un atto di terrorismo il cui fine è privare i cittadini di quella consapevolezza psico-fisica che li trasforma in cittadini coscienti e consapevoli.
E’ il terrorismo cattolico che sta mettendo in grave pericolo la società veneta e che vede nei Bitonci e nei Gentilini gli effetti di devastazione Istituzionale e sociale più appariscenti.
Auguri Veneto!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 8 marzo 2008

Situazioni diverse, ma espressioni uguali del disagio in Veneto

Tre notizie dal Veneto.
Tre notizie apparentemente diverse fra di loro, ma con un solo denominatore comune: il dio onnipotente che sfrutta le debolezze del più debole.
Il dio onnipotente che crea disagio sociale e il più debole che, preso dalla sindrome da onnipotenza, mette in relazione la propria onnipotenza nei confronti del più forte!
Le tre notizie sono caratterizzata da una società in cui si disprezzano le regole a tutti i livelli. Le Istituzioni disprezzano le regole; gli imprenditori disprezzano le regole; i ragazzi sono indotti a riprodurre quel disprezzo delle regole perché l’unica regola che conoscono è il disprezzo delle regole.
E l’accanimento del sindaco è rivolto nei confronti dei ragazzi che giocavano col sesso sullo scuolabus; mentre il sindaco gioca a far soldi con i semafori o gli imprenditori ad imbottirsi di eroina.
E’ il Veneto.
Il Veneto di Galan, il Veneto di Zaia, il Veneto dei Gentilini. Il Veneto in cui i camionisti si riempiono di cocaina per lavorare dieci o dodici ore e dove gli extracomunitari sono rispettati soltanto se sono dei delinquenti in linea con i comportamenti delinquenziali di imprenditori e sindaci.
Tre notizie, diverse ma uguali!
Tre notizie per descrivere il disagio del Veneto!
Un disagio i cui problemi non si fermano in questa generazione, ma sono destinati a percorrere molte generazioni fra truffatori, cocainomani, imprenditori delinquenti e cittadini ammazzati sui posti di lavoro.
Riflettete quando mandate i vostri figli in parrocchia o quando li costringete a pregare: QUESTO E’ IL VENETO FATTO E VOLUTO DALLA CHIESA CATTOLICA E DAI POLITICI CATTOLICI!

Da:

http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3707957&Data=2008-3-7&Pagina=NORDEST%20%2F%20IL%20TERRITORIO


Sviluppi nell’inchiesta sulle multe con i Video-red che filmano chi passa con il rosso: troppo brevi i tempi del giallo
Semafori, altri due avvisi per truffa

Sequestrati due impianti nel Veronese, nei guai il capo dei vigili e il titolare dell’azienda


Verona
NOSTRO SERVIZIO
In "manette" altri due semafori a Verona per la vicenda delle multe contestate. Dopo i "T-Red", gli impianti che scattano le foto a chi passa col rosso, finiscono sotto accusa anche i "Video-red", più sofisticati, che filmano l'infrazione. Ma entrambi, secondo la Procura di Verona, che ha ipotizza i reati di truffa e falso in concorso, sarebbero illegali perché i tempi di durata del giallo non permetterebbero all'automobilista di affrontare il semaforo in sicurezza.
Ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato due semafori a Vago di Lavagno, all'ingresso della Val d'Illasi, dove invece un mese fa, il 24 gennaio, furono posti sotto sequestro tre "T-red". Due avvisi di garanzia sono stati consegnati al comandante della polizia locale di Lavagno e all'amministratore della Traffic Tecnology di Marostica, il bassanese Daniele Scuccato. L'indagine è un filone di quella che aveva portato un mese fa la Procura scaligera ad emettere 4 avvisi di garanzia nei confronti del sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi, del comandante della Polizia dell'Unione Comuni Verona Est, Graziano Lovato, del titolare della Ci.Ti. Esse (l'azienda che aveva installato quei sistemi semaforici), Raul Cairoli, e di quello della "Maggioli Informatica" (ditta che aveva l'appalto per verbalizzare le contravvenzioni). Stessa cosa ieri, con indagati il comandante dei vigili e l'amministratore della ditta che gestiva sia gli impianti che la verbalizzazione. Sequestrati dai carabinieri filmati e verbali per un centinaio di multe.
Tutta la vicenda giudiziaria dei semafori nel Veronese parte da un esposto presentato ai carabinieri di Tregnago il 30 novembre scorso dal consigliere provinciale Mario Zampedri, pure lui multato, secondo il quale i semafori sarebbe stati utilizzati "in modo anomalo" e "in palese violazione di legge e senza tener conto di vari ricorsi anche per una serie di tamponamenti causati da tali semafori". Da qui l'indagine della Procura veronese che sospetta una truffa relativa alla durata del giallo che sarebbe volutamente troppo breve in modo da sanzionare più automobilisti "fotografati" o "ripresi" a passare col rosso. In base ai rilievi, il giallo dei due semafori di Vago di Lavagno aveva una durata inferiore ai 4 secondi, il limite stabilito dal ministero dei Trasporti. Tre secondi sarebbe la durata minima del giallo, ma in tratti di strada dove il limite è 50 all'ora (che passa a 4 secondi per i 60 Km/h e 5 per i 70). Solo che la stessa nota del ministero afferma che questi limiti minimi non valgono per le strade principali (provinciali e regionali come sono quelle di Vago e della Val d'Illasi) dove la "durata minima dei tempi di giallo è di 4 secondi anche per la velocità di 50 Km all'ora".
Tra le accuse sollevate dal pm Valeria Ardito, che ha coordinato tutta l'indagine, vi è anche quella di falso nella verbalizzazione. Verbalizzazione che per legge può essere fatta solo da un pubblico ufficiale, e non quindi da un'azienda privata. Ma non solo, il magistrato avrebbe messo nel mirino l'accordo che sta alla base dell'appalto vinto dalle ditte che gestiscono i semafori. Accordo che prevederebbe un compenso pari anche al 30\% della contravvenzione emessa. Sanzione che vale 140 euro, e la decurtazione di 6 punti della patente.Intanto, i multati non si fermano all'indagine della Procura veronese. Per domani, venerdì alle 20,30 al ristorante "Michelin" di Tregnago, è indetto l'incontro "Multate e multati ai semafori, facciamo sentire la nostra voce!" dove saranno presenti Davide Cecchinato, dirigente dell'associazione consumatori "Adiconsum", Lorenzo Della Rosa, legale "Adiconsum", Giorgio Marcon, esperto in materia di impianti semaforici, ed esponenti dei comitati "Multevago" di Lavagno e Multevilla di Altavilla Vicentina. L'iniziativa, organizzata sempre da Zampedri, vedrà la distribuzione dei moduli per chiedere in autotutela la restituzione delle somme pagate e dei punti sulla patente. "Ora ci muoveremo con richieste individuali. Se non accadrà nulla, a giugno - conclude Zampedri - garantiti dalla nuova legge che lo permetterà, proporremo una "Class Action", un'azione collettiva per far giustizia e risarcire gli automobilisti ingiustamente colpiti".
Massimo Rossignati

Da:

http://news.kataweb.it/item/419440/sesso-in-scuolabus-in-cambio-di-ricariche-telefoniche

Sesso in scuolabus in cambio di ricariche telefoniche
6 marzo 2008 alle 10:06 — Fonte: repubblica.it

Una incredibile vicenda scuote Campodarsego, piccolo centro del Padovano: al sindaco del paese Paola Candiotto è arrivata la notizia che alcuni ragazzini delle scuole medie, nel corso dell’anno passato, avevano avviato un proficuo traffico fatto di favori sessuali in cambio di ricariche per telefoni cellulari.
La notizia era nell’aria, ma solo adesso è arrivata sul tavolo del primo cittadino, che si è detta allibita ma ha subito avviato delle contromisure per rimettere a posto la situazione. Secondo quanto riferito da “Il Mattino di Padova”, ragazzini tra i 10 e i 14 anni convincevano le loro coetanee a prestarsi per fugaci incontri sessuali che avvenivano nelle ultime file di sedili dello scuolabus. Niente di grave, a quanto sembra, solo palpeggiamenti e poco altro, in cambio di ricariche telefoniche di 10, al massimo 15 euro. Tutti consenzienti, tutti d’accordo, ma la faccenda è arrivata alle orecchie degli adulti e fino al sindaco, che ora ha deciso di munire i 300 circa ragazzini delle medie del paese di una tesserina con le proprie generalità e di destinare a ogni alunno a un posto fisso nello scuolabus, per evitare promiscuità imbarazzanti. Avvertite anche le famiglie. Più che il fatto in sé, resta ora la sorpresa per una vicenda che si ha difficoltà a chiarire con gli stessi interessati.


Da:
Il ragazzo, preso con quindici grammi di cocaina, aveva deciso di
collaborare con i militari dell’Arma.
Poi la vergogna e la spirale delle minacce
A 27 anni fa arrestare il suo pusher e si uccide

Un albanese catturato dai carabinieri. Tra i suoi clienti tanti imprenditori facoltosi ma anche un giovane carrozziere

Quando lo hanno trovato e arrestato il primo pensiero dei carabinieri è andato a Mario S., un ventisettenne di Legnaro morto suicida a novembre. Una vittima della cocaina, un ragazzo normale che era finito nel vortice della droga e che aveva deciso di uscirne nel modo più drammatico: una corda stretta al collo. Per questo quando, l'altra notte, gli investigatori guidati dal tenente Marco Prosperi hanno stretto le manette ai polsi del suo pusher, Kubati Gentian, un albanese trentunenne, correndo verso il carcere hanno alzato lo sguardo al cielo e hanno pensato a lui, a Mario, e alla sua famiglia.
È la sera del 20 aprile 2007 quando Mario S. viene sorpreso mentre sta tentando di rubare dentro la casa di cura di Pontelongo. I carabinieri lo portano in caserma e perquisendolo gli trovano addosso quindici grammi di cocaina. Non è poca roba, così viene arrestato anche per detenzione di droga ai fini di spaccio. Ma Mario S., invece, la droga non la vende. È tutta per lui. Il ragazzo è incensurato, lavora, alle spalle ha una famiglia normale. Ai carabinieri racconta tutto, ed è sincero. Dice che a rifornirlo è un albanese che conosce come "Andrea". Sul cellulare ha il suo numero.
Il caso finisce sul tavolo del comandante del Nucleo operativo della Compagnia di Padova, il tenente Prosperi perché "Andrea", come spiega lo stesso Mario S., i traffici maggiori li gestisce in città. Gli investigatori cominciano a intercettare le sue telefonate. E scoprono che, effettivamente, l'albanese ha un buon "giro". Si rifornisce da suoi connazionali ad Adria, in provincia di Rovigo, ha una decina di clienti in tutto, ma sono persone facoltose. Imprenditori e professionisti che ogni quindici o venti giorni contattano "Andrea" e si comprano dai dieci ai quindici grammi di cocaina a volta, acquisti insomma da mille euro al mese. Le consegne avvengono al Portello e alla Stanga, e anche all'Arcella.
I carabinieri identificano "Andrea" come, appunto, Kubati Gentian, che vive a Legnaro. È lo stesso Mario S. a riconoscerlo in una foto segnaletica. Con lui abita un cugino, un trentunenne. I due però spesso vanno fuori regione, a Ponte San Giovanni, in provincia di Perugia scopriranno poi i carabinieri. In Umbria non vendono droga ma "proteggono" tre prostitute, un'albanese trentenne e due romene, una ventenne e una ventunenne. L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Roberto Lombardi, va avanti.
Il 29 novembre il papà del ventisettenne torna a casa e in garage trova il figlio morto. Si è impiccato con una corda. Non ha lasciato un biglietto ma a casa tutti sanno perché. Da tempo sia i genitori che la fidanzata lo avevano visto molto preoccupato. Forse Gentian aveva saputo che lo aveva denunciato, forse lo aveva nuovamente minacciato chiedendogli 3600 euro per mille euro di cocaina non pagati. Forse Mario S. era distrutto dopo essere stato arrestato. Ma lui ci aveva provato a ripagare il debito, più d'una volta si era accollato le spese di noleggio di un'auto nella stessa agenzia dove lavorava come carrozziere. All'albanese, però, nemmeno questo era bastato.
Il 17 dicembre Gentian viene identificato per un controllo a Ponte San Giovanni dove si è rifugiato dal giorno del suicidio. I carabinieri stringono i tempi. Il gip Rita Bortolotti emette la misura restrittiva. L'altra notte l'arresto.
Egle Luca Cocco
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Povero Veneto!
Tutti si fanno gli affari loro.
Tutti si pensano il dio padrone che può agire al di fuori delle regole.
Magistrati che non rispettano le leggi.
Poliziotti indaffarati.
Istituzioni locali che fanno fesse i cittadini per i loro profitti.
E’ in questo modo che viene ricostruito lo stato fascista.
E’ in questo modo che si aggredisce la Costituzione della Repubblica.
Se domani vi troverete i campi di sterminio riflettete: LI AVETE COSTRUITI VOI, CON LA VOSTRA AZIONE E IL VOSTRO DISINTERESSE.

Perché, davvero, date queste condizioni di trasformazione sociale, pensate che siano evitabili i campi di sterminio e i massacri?
O vi pensate di essere i più furbi, quelli che mettono gli altri nei campi di sterminio?
Auguri Veneto!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 4 marzo 2008

Il massacro di Molfetta e l'educazione dei Veneti!

Vogliamo leggerci attentamente questa notizia?
Già, perché sono meccanismi che succedono sovente anche in Veneto.
Secondo Calderoli erano terroni; secondo me sono persone morte tragicamente.
Ma la cosa più grave è che il meccanismo che le ha portate a morire è lo stesso che si ripropone in Veneto.
Provate a leggere questa notizia e provate a riflettere: IL TITOLARE DELL’AZIENDA E’ MORTO CON LORO!
Si sono gettati tutti per soccorrere i colleghi e sono morti nel tentativo di soccorrere.
Nel momento del dramma, nella loro testa, è scattato quel meccanismo di solidarietà di specie che ci porta anche a sacrificare noi stessi per salvare l’altro.

Si può dire che: ERA UNA GRANDE FAMIGLIA!
Dipendenti e titolari.

SONO MORTI PERCHE’ ERANO UNA GRANDE FAMIGLIA.

Che serve mettere le protezioni o prendere le precauzioni? Dai, facciamo presto che dopo andiamo alla partita. Dai, facciamo presto che guadagniamo qualche cosa. Ma cosa vuoi che succeda? Non fare il rompi palle, non è mai successo niente e sicuramente non c’è pericolo. Sono qua anch’io che sono il titolare!

E’ come quando si liberano degli animali selvatici che si sono curati dalle ferite. Se non si è attenti si avvicinano al primo cacciatore che passa e finiscono impallinati.
Così è successo per questi operai. Il titolare non era un figlio di puttana. Cosa vuoi che sia un’ora di straordinario; cosa vuoi che sia l’orario di lavoro; cosa vuoi che siano le protezioni.
Questi operai non consideravano il titolare dell’azienda un nemico contro cui proteggersi. Gli volevano fare un favore lavorando rapidamente e senza protezioni.

Un titolare che non faceva il titolare (lavorava con gli operai) e gli operai che non avevano coscienza per separare sé stessi, la loro vita, dall’azienda e da quel titolare.
Sono morti come quella murena che, accarezzata da tanti sub premurosi, si è fidata del sub armato di fiocina.
Sono morti come degli “imbecilli” ed hanno danneggiato tutta la società civile pensando che un rapporto di lavoro fosse paragonabile ad un rapporto di amicizia: COME E’ STATO INSEGNATO LORO IN PARROCCHIA!

Riprendo dal sito:


http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.asp?IDCategoria=1&IDNotizia=196018


Lo zolfo fa strage di operai a Molfetta

MOLFETTA (BARI) - Altra tragedia sul lavoro, stavolta a Molfetta: quattro operai sono morti per le esalazioni di zolfo provenienti da un’autocisterna nella quale stavano lavorando. Tra le vittime anche il titolare dell’azienda, la «Truckcenter», nel tentativo di soccorrere gli operai e l'autista della cisterna colpiti dalle esalazioni di zolfo. Le altre vittime sono tre operai, mentre un quinto dipendente è in gravissime condizioni, ricoverato al momento nel locale ospedale. I sanitari starebbero valutando l’eventuale trasporto d’urgenza nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dei Monopoli (Ba). Una delle vittime si sarebbe calata nella cisterna, accusando subito un malore, e gli altri quattro suoi colleghi sarebbero subito intervenuti in soccorso, restando letteralmente «fulminati» dalle esalazioni di zolfo. Oltre al titolare dell’azienda Vincenzo Altomare di 64 anni sono morti Guglielmo Mangano di 44 anni, Biagio Sciancalepore di 22 anni e Luigi Farinola di 37. E' in gravi condizioni, ricoverato in rianimazione, Michele Tasca, di 20 anni. Una tragedia - quella accaduta alla Truckcenter, azienda di autolavaggio di Molfetta, in provincia di Bari. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Bari e il sostituto procuratore di Trani, mentre gli specialisti della scientifica hanno iniziato i rilievi del caso. La zona è stata messa insicurezza dagli uomini dell’Unità batteriologica chimica dei Vigili del fuoco. «Nonostante fossimo vicini non abbiamo fatto in tempo a salvarli perchè lo zolfo è immediatamente letale». Lo afferma Giovanni Cunco, comandante provinciale vigili del fuoco di Bari, dopo il tragico infortunio sul lavoro avvenuto presso l’azienda TrackCenter, all’altezza dello svincolo per l’Ipercoop. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco, gli operai stavano lavorando alla manutenzione di un’autocisterna per trasporto di zolfo in polvere. In particolare, dovevano procedere al lavaggio della cisterna: per ripulirla stavano utilizzando una testina a 120 gradi. Quando il primo operatore introdottosi all’interno del serbatoio ha accusato un malore, per soccorrerlo è intervenuto il titolare della ditta, Vincenzo Altomare. A causa delle letali esalazioni di zolfo, però, Altomare non è riuscito ad aiutare il suo collega e in loro soccorso è venuto l’autista di un camion di un’altra ditta che opera nella zona industriale. Quindi sono intervenuti altri due operai della TruckCenter. La strage si è compiuta in pochi minuti. Per chiarire le cause della tragica concatenazione di eventi la procura di Trani ha aperto un fascicolo. Le segreterie provinciali baresi di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero di quattro ore e una manifestazione provinciale da tenersi mercoledì mattina a Molfetta. La Cgil ha chiesto subito l’immediato varo del decreto sicurezza: il segretario generale, Guglielmo Epifani, ha ricordato che «in queste ore, con Cisl e Uil, stanno sollecitando l'approvazione del decreto attuativo del testo per la sicurezza sul lavoro. A fronte di tragedie che si succedono a cadenza quotidiana davvero non è possibile attendere oltre, è necessario che si agisca al più presto per fermare questa intollerabile carneficina». 3/3/2008

Un rapporto di lavoro è un rapporto di lavoro.
Un’azienda NON è una famiglia. E sul lavoro si rischia sempre la vita anche quando tutto è diventato più sicuro con le tecnologie attuali. Sono cinque le persone morte. Se quel titolare d’azienda avesse avuto una conflittualità sul posto di lavoro in cui operai consapevoli avessero preteso che il posto di lavoro non sia trasformato in un campo di battaglia dove il premio che si vince è portare a casa la pelle, sicuramente avrebbe avuto rogne, ma non sarebbe né morto né sarebbero morti i suoi operai.
Rinunciare ad affrontare la propria vita con volontà e determinazione significa porre le basi per dei disastri, come quel camionista che per lavorare dodici o quindici ore sniffando cocaina: lui si è bravo, non quell’altro, lo scansafatiche, che rispettando la legge si prende i suoi riposi e le sue pause. Cosa racconti alla gente che hai ammazzato perché non controllavi il camion?

Le stesse cose stanno accadendo in Veneto. Nella piccola industria e nei rapporti di lavoro più retti dall’educazione imposta dagli oratori cattolici che non dalle norme civili sul lavoro come voluto dalla legge. Poi ci penserà Ennio Fortuna, Carlo Mastelloni, Ugolini Rita, Pietro Calogero, Palombarini, Pisani e tutta la banda criminale a torturare i rompicoglioni che si indignano per i morti sul lavoro che loro fanno venendo meno ai loro doveri ‘ufficio. Doveri d’ufficio che non sono relativi solo a perseguire chi uccide o ferisce le persone sui posti di lavoro, ma che sono relativi a perseguire coloro che non consentono ai cittadini di diventare consapevoli dei loro diritti perché preferiscono stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso; davanti al padrone buono che lavora con loro!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 3 marzo 2008

Firmate la petizione di MicroMega!

Firmate la petizione di MicroMega!
E non solo per Veltroni o Bertinotti, ma anche per Berlusconi, Fini, Bossi, Galan o quant'altro!
Una società che vede offeso il corpo della donna; una società in cui la donna non può gestire, come crede, il proprio corpo, è una società che non ha futuro. E' vero che molti politici pur di rubare sono pronti a commerciare le persone e i corpi dei bambini e delle donne prima di tutto, ma la libertà si lascia in eredità ai propri figli e la libertà della donna non solo alle donne! SI LASCIA IN EREDITA' A TUTTA LA SOCIETA' CIVILE!
Solo così si combatte l'integralismo religioso musulmano o cristiano che sia: VOGLIAMO DAVVERO PERMETTERE A CRISTIANI, MUSULMANI OD EBREI DI METTERE LE MANI SULLA GESTIONE DEL CORPO DELLA DONNA? Delle donne Venete, NEL NOSTRO CASO?
Firmate la petizione di Micro Mega che riporto integralmente:
dal sito:
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A:
Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra
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Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi
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---Fine pezzo prelevato---
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La libertà della società è costata sangue, non rinunciamoci perché la riconquista di quella libertà comporterà altrettanto sangue!
Difendiamo i principi Costituzionali e pretendiamo che i principi Costituzionali vengano finalmente applicati per quello che la Costituente volle e non per quello che il terrore cattolico interpreta.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprensita Stregone
Guardiano dell'Anticristo