La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 24 aprile 2008

Il terrorismo sociale e la criminalità del Veneto - ultima cronaca

Poliziotti sotto inchiesta a Rovigo. Anziché fare il loro lavoro notturno, sembra che si facessero gli affari loro.
C’è un’insicurezza diffusa, ma chi la produce?
Si tenta di variare l’attenzione delle persone per costringerle a dirottarla per fini politici, gestirla e acquisire potere. Ma l’insicurezza cresce non tanto perché esistono situazioni oggettive di insicurezza, ma perché esistono situazioni soggettive di insicurezza che annientano le persone.
L’uccisione dei coniugi a Sona è parte di quel disagio che diventa disperazione quando le persone, educate ad essere onnipotenti e padrone, scoprono, invece, di essere assolutamente disarmate e impotenti davanti ai flussi della vita. Il telegiornale ha detto che quest’uomo ucciso, “dava lavoro”, in realtà sfruttava le persone per vivere sulla loro pelle. Viveva una situazione psichica da onnipotenza. Saranno le forze dell’ordine a scoprire chi lo ha ucciso assieme alla moglie, ma dal punto di vista della sociologia ad ucciderlo è stato il suo disprezzo irrispettoso nei confronti della società in cui viveva. Da noi, hanno detto gli abitanti di Sona a Lugagnano, queste cose non succedono. E’ vero che la cronaca dice quello che dice, ma è altrettanto vero che l’educazione volta al disprezzo della società civile in un delirio di onnipotenza, viene molto curata nel veronese. La prima impressione è che sia un delitto maturato in ambiente familiare o in ambiente di lavoro.

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3086711.html?ref=hpsbdx2

Verona, 09:35
VERONA, CONIUGI ASSASSINATI NELLA LORO VILLA

Misterioso duplice omicidio nel veronese dove una coppia e' stata aggredita e uccisa in una elegante villa con piscina. Luigi Meche, 60 anni e la moglie Luciana, 57 anni, abitavano a Lugagnano di Sona. I corpi dei due sono stati ritrovati questa notte dal nipote che da ore cercava di mettersi in contatto con loro per telefono. La coppia non aveva figli, il nipote aveva telefonato tutto il pomeriggio di ieri per parlare con i parenti ma non era riuscito a contattarli. Soltanto nella notte la decisione di andare a vedere che cosa era successo e il ritrovamento dei corpi dei due nella villa dove non sono stati riscontrati segni di scasso o altri elementi che possano far pensare ad una aggressione da parte di sconosciuti. I carabinieri, infatti, ritengono che i due coniugi conoscessero l'assassino e lo abbiano fatto entrare spontaneamente. I corpi presentavano numerose ferite alla destra probabilmente causate da un corpo contundente. Sono in corso indagini e interrogatori per cercare di ricostruire la misteriosa vicenda.

Continua il terrore che si trasforma in suicidi nel Bellunese. E’ il terrorismo messo in atto dalla chiesa cattolica che disarmando le persone davanti alla vita le rende impotenti nell’affrontare situazioni di vita complesse o situazioni in cui la patologia da depressione e sensi d colpa impone loro. Di fatto è l’educazione cattolica che spinge le persone a suicidarsi in quanto incapaci ed impotenti ad affrontare la loro esistenza. La situazione nel Bellunese è tragica. L’ossessione dell’educazione cattolica imposta ai bambini che li rende impotenti davanti alla complessità della vita. Un vita che richiede individui sempre più attenti e consapevoli delle loro scelte. Richiede individui attrezzati in maniera opportuna e non delle persone cresciute come bestiame inconsapevole perché tanto c’è il loro dio che vede e provvede.


http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice=3763414&Data=2008-04-23&Pagina=1

Tre scomparsi, resta solo l'angoscia dei familiari
Belluno

Continuano le ricerche nel lago di Santa Croce dell'imprenditore alpagoto, Eddy Bortoluzzi, 58 anni, presidente dell'Appia, scomparso venerdì scorso dopo aver lasciato un biglietto all'interno dell'auto, nel quale dava disposizioni per l'azienda chiedendo poi scusa ai familiari. Secondo la ricostruzione più logica l'uomo si sarebbe gettato nel canale Cellina dove, poco dopo, è stato visto un corpo galleggiante risucchiato dal sifone che immette l'acqua nel lago. Era il suo? I sommozzatori sono ancora al lavoro. «C'è troppa acqua e troppa corrente -spiega il comandante del Gruppo di Vicenza- possiamo lavorare solo nelle 3-4 ore in cui l'Enel riduce la portata. Abbiamo già perlustrato circa 700 metri di canale. Difficile che il corpo sia già finito nel lago», anche se non è un mistero che, per un gioco di correnti e sedimentazioni, il Lago di Santa Croce faccia spesso fatica a restituire le sue vittime.
Nessuna traccia anche di Valentino Guadagnin, 46 anni, residente a Busche di Cesiomaggiore. Di lui non si hanno più notizie da mezzogiorno di lunedì 14 aprile. La famiglia non dispera di trovarlo e lancia un nuovo appello ricordando che Valentino si è allontanato da casa a bordo di un Nissan Terrano nero targato DJ 492 XR. L'uoomo è alto 1,80mt, ha una corporatura robusta, veste con una camicia chiara/azzurra, un paio di jeans e scarpe da ginnastica. Chiunque avesse anche una minima informazione da dare è pregato di contattare il 112. E sono passati 36 giorni dalla scomparsa di un'altra feltrina, Maira Rech, 43enne di Seren del Grappa, uscita di casa il 17 marzo scorso e mai più rientrata. Per un'intera settimana soccorso alpino, forestali, carabinieri e protezione civile l'hanno cercata ovunque tra Seren, Porcen, Caupo, Rasai e la Valle di Seren fino al Grappa. A differenza di Guadagnin, su di lei c'era stata una segnalazione attendibile del personale di Veneto Strade che l'aveva vista camminare il giorno dopo la scomparsa lungo l'ex-statale Cadorna, in località Forcelletto, verso il Grappa. Ma poi sembra essere svanita nel nulla. E le ricerche, su richiesta della famiglia, sono state sospese. Anche se qualche volontario a titolo personale ogni tanto ripercorre vie già battute nella speranza di notare una nuova pista.
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La tragicità del bere, della disperazione che prende le persone incapaci di affrontare la vita aggrava i problemi della società. Quando si è incapaci di affrontare in maniera coerente e consapevole la propria esistenza, non solo si fa del male a sé stessi perché si vive nella disperazione giungendo anche al suicidio, ma si fa del male a sé stessi rendendosi ancora più impotenti davanti alla propria esistenza. Si mettono al mondo figli disabili, come piace tanto alla chiesa cattolica e a Ratzinger che gestiscono la miseria. E poi rimane una povera donna, una disgraziata che non seppe scegliere , che ha messo al mondo dei figli impossibilitati ad affrontare coerentemente la loro esistenza e che, essa stessa incapace di affrontare la sua vita, subisce violenza e angherie in un sistema sociale che non gli garantisce la sicurezza. Una sicurezza che avrebbe dovuto garantirsi Lei, ma che l’imposizione dell’educazione cattolica gli ha impedito di acquisire perché, tanto, il dio padrone dei cristiani vede e provvede: si, a bastonarla!


http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=3763875&Data=2008-04-23&Pagina=1


«Mio marito ci picchia, aiutateci!»
L’appello di una 61enne di Lusia disperata per i maltrattamenti subiti da lei e dai cinque figli, tre dei quali sono disabili

Lusia
«Dopo un mese di carcere mio marito è tornato a casa. Abbiamo paura, è sempre ubriaco e picchia tutti, io e i miei cinque figli, tre dei quali sono disabili. Le Istituzioni facciano qualcosa. Aiutateci!». È il grido di una 61enne, madre e moglie disperata. Una donna segnata dalla vita e che più volte si è recata dai Carabinieri per denunciare il padre dei suoi figli, stanca delle continue angherie. L'ultima querela è stata presentata prima di Pasqua e il 22 marzo l'uomo è stato arrestato dai militari della stazione di Lendinara per maltrattamenti in famiglia. Tra l'altro, a gennaio il gip Negri aveva disposto l'allontanamento del 63enne, ma ciò non aveva sortito effetto. Ieri l'uomo è tornato in libertà e verso mezzogiorno si è ripresentato a casa scatenando il panico. Due figli sono svenuti e finiti all'ospedale.


E’ uno spaccato della situazione nel Veneto.
L’insicurezza dei cittadini che le ronde vorrebbero aumentare costruendo, ancor di più, quell’odio e quella disperazione sociale che fa comodo a tutti quelli che vogliono il potere sociale gestendo la miseria e la disperazione.
Se da un lato il pietismo dei partiti di sinistra è una riproduzione dell’odio dei cattolici per la società e mantiene la miseria costruendo il pietismo, dall’altro lato i partiti di destra fanno della disperazione occasione per militarizzare la società costruendo altra miseria e altra disperazione.
Così la contraddizione non è fra ipotesi con cui aprire la società civile verso il futuro rimuovendone gli ostacoli, ma è una contesa militare fra pietisti e repressori il cui scopo è impedire alla società di uscire dal campo di sterminio in cui i vescovi cattolici l’hanno rinchiusa!
La cronaca, nei suoi racconti di tragedie personali, ci raccontano come funziona il campo di sterminio che i cristiani, per volere di cristo Gesù, hanno rinchiuso gli Esseri Umani.
23 aprle 2008
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it