La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 23 aprile 2008

La questione delle Ronde in Veneto

Il termine “sicurezza” ha preso il sopravvento nella discussione che sta avvenendo prima della costituzione del Governo Berlusconi.

Il concetto che sta passando è: DAGLI AL POVERO!

Come ha detto qualcuno, le Ronde sono illegali. La polizia privata va regolamentata. Sembra che a Bologna Cofferati faccia passeggiare dei pensionati che segnalano alla polizia eventuali anomalie.
Cosa diversa dalle bande di controllo del territorio messe in essere da Cacciari per aggredire i turisti in Piazza S. Marco o il terrorismo moralizzatore di vigili urbani che sorvegliano la “pubblica decenza”.

Cosa succederà con le ronde?
Lo stesso delle squadre di camicie nere e della mafia.

Verranno inizialmente applaudite dai piccoli commercianti e da abitanti dei quartieri che vedranno in loro la soluzione delle loro paure e dei loro timori nei confronti dell’ignoto che non osano guardare.
Poi, le ronde padane cominceranno a chiedere un aiuto per continuare il servizio.
Poi l’aiuto lo pretenderanno sotto forma di sovvenzione.
Poi chiederanno la tangente e ricatteranno i cittadini con i rapporti che intratterranno con polizia e carabinieri.

Se alla fine salterà fuori il manganello e l’olio di ricino, dipenderà dalla reazione che ci sarà da parte della polizia di Stato, dei Carabinieri e dell’Ordine dei Giornalisti.

Da Il Gazzettino del 21 aprile 2008

Il Carroccio: «Criminalità, adesso tolleranza zero»

Bossi chiede l’adozione di misure severe nel primo consiglio dei ministri. Bonaiuti: «È già nel programma»

Roma - NOSTRA REDAZIONE
Il Carroccio alza la voce e ammonisce: sulla sicurezza bisogna fare in fretta. Calderoli è ultimativo e si presenta al vertice tra Berlusconi e leghisti - ieri pomeriggio ad Arcore - con una secca dichiarazione: «Rivolgo un forte appello a Berlusconi a fare presto a comporre la squadra di governo e ad emanare subito, una volta insediati, i primi provvedimenti in tema di sicurezza e legalità, alla maggioranza a sostenere tali provvedimenti e all'opposizione a dare un suo contributo perché una materia del genere ha bisogno dell'appoggio di tutti, anche per far capire a tutti che l'aria è cambiata». Bonaiuti, portavoce del Cavaliere, puntualizza: «Al futuro governo la gente chiede quello che è già un impegno del programma del presidente Berlusconi, cioè interventi rapidi, mirati ed efficaci per garantire la sicurezza e la tutela della vita quotidiana dei cittadini italiani. Lo Stato non può abbandonare alla criminalità diffusa i cittadini più deboli, le donne, gli anziani, i bambini».
Per Calderoli è evidente che il primo consiglio dei ministri debba approvare un giro di vite contro chi commette violenze. Ma bisogna far presto e anche per questo Calderoli sollecitava Berlusconi a varare in fretta la squadra di governo: «Gli adempimenti previsti dalla Costituzione sono ben noti e devono essere certamente rispettati - diceva il senatore leghista - ma è altrettanto urgente e necessario affrontare immediatamente il problema della sicurezza, perché ogni giorno di ritardo significa tante vittime in più che avrebbero potuto essere evitate». Berlusconi, assicura il suo staff, non ha certo intenzione di ignorare l'appello della Lega e Bonaiuti sottolineava che le richieste per una maggiore sicurezza «sono già un impegno del programma» del leader del Pdl.
Il centrodestra non ha esitazioni ad addebitare al centrosinistra la responsabilità della situazione e il Pd sembra incerto tra rispondere agli attacchi del centrodestra e manifestare disponibilità al dialogo: tra i primi c'è Lusetti, che accusa il Pdl di aver «aperto le frontiere alla Romania senza muovere un dito, leghisti compresi», tra i secondi c'è Merlo, secondo il quale «il Pd non può stare su posizioni di retroguardia».
Il problema diventa ovviamente materia di grande polemica tra i candidati sindaci della Capitale: Rutelli (Pd) ha detto che prima del voto di domenica 27 annuncerà le sue misure per la sicurezza (già sabato ha parlato di un braccialetto elettronico da consegnare alle donne per chiedere soccorso), Alemanno (An) giudica «umiliante» il braccialetto, propone «tolleranza zero» e il raddoppio degli agenti della municipale nelle zone a rischio.
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Già nel gennaio 2007 la situazione era grave, riporto dalla Nuova Venezia:


Ronde, la Lega arruola il suo esercito
Treviso: un corpo di volontari col cellulare presidia la provincia


TREVISO. Cento uomini in strada per le ronde. La Lega Nord arruola il suo corpo di volontari per la tutela dell’ordine pubblico. L’associazione verrà presentata tra 15 giorni perché Restano da decidere nome, divisa e organigramma definitivo ma i «generali» chiamati a coordinare le pattuglie saranno il sindaco di Chiarano, Giampaolo Vallardi, e il vicesindaco di Riese, Luca Baggio. Le «vedette» del Carroccio avranno giurisdizione provinciale, statuto proprio e verranno inizialmente finanziate dalla Lega stessa. Il progetto ronde, dopo il battesimo dell’intero direttivo provinciale riunitosi mercoledì sera al K3, prosegue incurante degli inviti a lasciar perdere fatti da rappresentanti istituzionali e forze dell’ordine. «Alla base della nostra iniziativa c’è la necessità di costituire una forza che controlli l’ambiente e la sicurezza sul territorio in supporto alle amministrazioni comunali» dice Luca Baggio. Lui e il sindaco di Chiarano Vallardi saranno le menti che il segretario provinciale Gianantonio Da Re ha scelto per guidare il corpo di guardia del Carroccio. «E’ giusto che i responsabili siano loro - puntualizza - sono stati i primi a scendere in campo due mesi fa, hanno esperienza amministrativa e competenza territoriale per farlo». Coordineranno cento uomini, tanti quanti la Lega spera di veder scendere in campo per portare avanti con uniformità e costanza le ronde. «Credo saranno ben più di cento, forse addirittura il doppio» prevede Baggio, ma meglio non esporsi troppo, almeno in fase di progettazione. L’iniziativa infatti necessita di parecchie messe a punto. I finanziamenti arriveranno direttamente dalla casse del Carroccio, questo è certo, ma restano da definire il nome sotto il quale si riuniranno i volontari, alcuni punti dello statuto, la disponibilità di mezzi, divise o stemmi. La scelta del nome potrebbe cadere su un acronimo. Quella del simbolo invece anche «sull’immagine della Regione Veneto» ipotizza Vallardi, che vede la promozione data al progetto dal vicegovernatore Luca Zaia come un possibile riconoscimento dell’associazione. Saranno tutte decisioni dei prossimi giorni. L’intento è quello di creare «un movimento snello, un’associazione aperta a tutti e capace di coordinarsi con quelle già esistenti sul territorio - spiega Baggio - La protezione civile? Noi e loro saremo due organizzazioni distinte. L’associazione contribuirà a prendersi cura della sicurezza e dell’ambiente, le giacche gialle continueranno ad occuparsi di ambiente». Paura di nuove bocciature? «Nessuna - replica Vallardi - sarebbe assurdo, siamo volontari e non faremo nulla di strano o fuorilegge». Le iscrizioni al movimento saranno libere ma «controllate». «Niente esaltati o teste calde, solo gente che abbia a cuore il territorio», dicono. Il raggio d’azione delle «vedette» armate di telefono e lista dei numeri di prima emergenza (come puntualizzato nel corso del direttivo) sarà l’intera Provincia. I volontari di Chiarano potranno finire a pattugliare Conegliano o viceversa «dipenderà dalle necessità, dalla disponibilità di uomini sul territorio e da quella di chi si dovrà muovere» chiude Baggio.
(05 gennaio 2007)


Troppi dio padrone per le strade.
Troppa violenza nei confronti della società civile.
Il vero problema è che l’allarme è spropositato rispetto alla realtà del territorio. Una realtà delinquenziale che vede sì dei reati fatti dagli immigrati, ma vede una serie di reati fatti da IMPRENDITORI che saccheggiano i risparmi delle persone. Un saccheggio che le “ronde padane” intendono proteggere spostando l’attenzione dei cittadini su “quanto fanno schifo i poveri” dimenticando che essi stessi, fra non molto, saranno fra quei poveri e “faranno schifo”.
E’ in corso un processo di militarizzazione del territorio al fine di indebolire la struttura economica dei Veneti. Un’economia Veneta che sta andando verso il totale disfacimento non solo per la chiusura del polo industriale di Marghera, ma per il fallimento del modello Veneto che aveva nel lavoro nero, nella mancanza di sicurezza sul posto di lavoro, nel ricatto nei confronti dei dipendenti, nella complicità col sindacato per danneggiare i lavoratori, i suoi punti di forza.
Un pessimo futuro si sta organizzando!
Troppi in Veneto sono educati a pensare e dire "MI SON EL PARON!". Mi son el paron lo riafferma anche Ratzinger quando usa la schiava Bakita per riaffermare il diritto del dio padrone sulle persone. Un dio padrone che viene imposto nelle parrocchie e negli oratori costringendo i bambini a pensare il loro ruolo sociale SOLO come schiavi o come padroni, anziché come dei cittadini!
Comunque è quel futuro che si deve attraversare, come l’oggi è uscito dalle trasformazioni del manganello e delle camicie nere. Dopo le camicie nere, le camicie verdi costituiscono le bande per il controllo del territorio.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it