La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 31 maggio 2008

Come sono stati stuprati i ragazzi del Veneto!

Tre sono le colonne che regolano lo spaccio di stupefacenti:
1) Chi produce lo stupefacente;
2) Chi lo spaccia;
3) Chi corre a cercarlo e comperarlo per riempire il vuoto della sua esistenza;
Chi produce lo stupefacente va perseguito dagli organi di polizia internazionale; chi lo spaccia, dagli organi di polizia nazionale; chi costruisce il vuoto nelle persone affinché siano costrette a comperarlo deve essere affrontato all'interno della società civile!
E, quando dico “Auguri Veneto”, non sto scherzando.
Mi spiegate quale futuro attende una situazione sociale fra i ragazzi di questo genere? Qui non siamo agli spinelli degli anni ’70 o ’80 che poteva essere un corollario. Qui siamo davanti ad un vivere che ha la droga come motivazione della vita: una vita in funzione dello sballo perché solo lo sballo permette di uscire dalla noia quotidiana.
Riporto dal giornale Il Gazzettino di Venezia del 31 maggio 2008:

Nella ricca provincia in azione spacciatori anche di 12 anni, ma non mancano gli adulti facoltosi che abbordano le ragazzine regalando pasticche
«Ecco i segreti dello spaccio fra i giovani»
Una ragazza di 17 anni rivela i trucchi dei pusher nelle scuole e nelle discoteche: «È facile procurarsi la droga»

Bassano del Grappa
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«La trovi ovunque e senza problemi: in discoteca o a scuola. Gli spacciatori talvolta sono minorenni: il più giovane che conosco ha meno di 12 anni ed è un vero boss». Procurarsi la droga è un gioco da ragazzi per una diciassettenne lavoratrice che conosce bene lamovida notturna e la mappa dello spaccio nelle scuole del Bassanese. «Bisogna tenere gli occhi aperti quando si sta cercando un pusher: hanno chiari segni di riconoscimento. Sono giovani, dai 20 ai 25 anni, ma non mancano gli spacciatori più adulti: questi indossano sempre una giacca elegante e portano una borsa firmata che contiene un quotidiano ripiegato» racconta la bassanese Lia (il nome è di fantasia).
Rivelazioni inquietanti soprattutto dopo il recente caso di Treviso con i blitz antidroga in 4 scuole superiori (l'operazione "Zero in condotta": 2 arresti e 30 indagati) e i sempre più frequenti controlli davanti alle scuole con i cani antidroga, da Belluno a Verona, da Padova a Trieste. Sono rivelazioni che mettono in luce la dinamica dell'acquisto di stupefacenti sempre più diffusi tra i giovanissimi. Per Lia, che conosce da vicino assidui consumatori, ma non è "tossica", l'acquirente più comune cerca la droga in discoteca: «Per attirare nuovi clienti gli spacciatori ti si avvicinano per sussurrarti in un orecchio "Dai, te la offro". Sono ragazzi bellissimi ed è facile cascarci. La prima volta è gratis e poi non ti diverti più senza. Se ne richiedi in quantità ti portano direttamente a casa loro, lontano da occhi indiscreti. Lì la puoi provare, acquistare, farne uso».
I "locali-mecca" dei giovanissimi tossicodipendenti bassanesi si distribuiscono tra la città, il circondario e Cittadella: «Le discoteche dove i teenager accorrono in massa sono veri e propri mercati a cielo aperto. Parlo della zona attorno a Rosà (grosso centro del Bassanese) o anche di alcune piazzette all'esterno di pub che i giovani conoscono bene». E non sempre si aspetta la sera: «Si vede via vai anche alle due di pomeriggio. Sembra quasi esserci un desiderio di sfida rispetto ai controlli, che comunque non ostacolano il traffico quotidiano: se c'è un parco controllato dalle forze dell'ordine, nella roggia di fronte qualcuno va a piantare marijuana. Conosco gente che la coltiva in casa, nel terrazzo, tra le piante di limoni. I più preferiscono nasconderla tra il mais. E sono persone normali, insospettabili. La maggioranza acquista i "semini" su internet, altri hanno contatto con amici internazionali che importano questi semi direttamente, nascondendoli nelle valigie».
Se si è già nel giro degli spacciatori coltivare "il fumo" passando inosservati è molto più semplice: «Conosco un ragazzino che ha il padre in carcere e che gestisce l'attività. Non è italiano. Come del resto quasi tutti i baby-spacciatori: immigrati magari di seconda generazione, slavi, spesso ancora alle scuole medie, e con il coltellino sempre in tasca».
Per alimentare un mercato destinato a studenti sempre più giovani che gli spacciatori hanno già messo a fuoco: «Basta vederli appoggiati ai loro "macchinoni" fuori dai cortili delle scuole per capire chi sono. Hanno tutte le caratteristiche dei pusher che trovi in discoteca ma spesso sono più giovani e più belli per attirare le ragazzine. E poi non smettono di guardarsi furtivamente attorno. Sono le scuole benestanti le più gettonate, e gli istituti superiori privati».
Un tempo c'era più "smercio" negli istituti professionali a prevalenza maschile, ma ora il fenomeno sta contagiando molto anche le ragazze. E i più piccoli tentano di emulare i più grandi, le prime "canne" vengono fatte quasi per scherzo: «L'altro giorno ho incontrato ragazzini di 11-12 anni che stavano giocando in un prato - prosegue Lia - Tra di loro c'era il fratellino di un ragazzo assiduo consumatore. Guardando attentamente ho visto che stavano arrotolando erba di campo dentro a fogli da disegno e ridevano fingendo di imitare il fratello nella preparazione».
Le tipologie di droghe acquistate dai giovanissimi sono le più varie (come dimostra il caso del 16enne bolognese in coma ieri per overdose): «Si vedono tante pastiglie in giro. Hanno diversi nomi in base a cosa c'è raffigurato sopra: cuoricini rossi, trifogli, il simbolo di Playboy, quello di Louis Vuitton. Anche i cartoncini da mettere sotto la lingua e succhiare vanno molto. Ognuna di queste sostanze ha effetti di diversa durata. Costano dai 10 ai 50 euro».
E capita anche di venire presi di mira dai pusher che fanno di tutto per aumentare il numero di consumatori: «L'altra sera ero in discoteca con una mia amica e qualcuno le ha lanciato proprio sul viso una pasticca. Io invece me ne sono trovata un pacchettino in tasca. Altri si sono trovati delle pillole addirittura nella biancheria intima». E come in ogni grande business ci sono anche le "promozioni": «Capita che ti regalino un paio di pasticche. Te le danno come omaggio, finalizzato ad acquisti futuri di quantità superiori».
Il mercato più ricco, destinato a consumatori più adulti, si consuma anche direttamente in piazza a Bassano: «Non è un mistero come in piazza Libertà girino sostanze più pesanti come la cocaina - conclude Lia - I veri boss sono sempre gli stessi ma mascherano la loro consolidata attività sfruttando ragazzi più giovani e inesperti, responsabili della vendita al dettaglio».
Lara Lago

Chi è il responsabile di questa situazione?
Tutti quelli che erano pagati per pensare; ma hanno pensato solo agli affari loro (i giornalisti de Il Gazzettino compresi e in prima fila!).
Tutti quelli che erano pagati per parlare, analizzare, comunicare; e hanno parlato solo per farsi gli affari loro (Giorgio Lago, Edoardo Pittalis e tutti quelli che negli ultimi venti anni hanno devastato la società civile con la complicità di magistrati moralmente corrotti come Ennio Fortuna che preferiscono esaltare chi ordina di scannare chi non si mette in ginocchio piuttosto che osservare la Costituzione della Repubblica).
Tutti quelli che avrebbero dovuto agire e consentire di agire e, invece, hanno agito per favorire affari loschi e lucrosi e assicurarsi l’impunità aggredendo la società civile.
L’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino: l’uomo è il prodotto dei suoi adattamenti alla società civile che incontra nascendo e i fenomeni nella società civile sono VOLUTI E DETERMINATI dalle strutture Istituzionali!
Ronde o non ronde, questi ragazzi sono già in mano allo spaccio internazionale e anche se verranno arrestati tutti gli spacciatori, cercheranno altri spacciatori perché personaggi come Pittalis o Lago non hanno lasciato loro spazio di vita!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Veneto: cultura di noia, cultura di rapina, cultura di rondismo

Quando si parla di substrato culturale malavitoso del Veneto, non si parla della Banda Maniero, ma si parla dell’insieme della cultura che alimenta comportamenti “criminali” e che è a sua volta costruita e generata da COMPORTAMENTI CRIMINALI ISTITUZIONALI.
E’ simbolica e chiarificatrice la vicenda che riporto dalla cronaca di oggi a Verona.
Tre uomini, che i giornali continuano a chiamare, con un atteggiamento criminale “ragazzi” nel tentativo di sminuirne le responsabilità personali, hanno messo a punto due tentativi di rapina. Se può far sorridere il fatto che si siano comportanti in maniera maldestra, deve, invece, far indignare il fatto che questi hanno messo in atto delle azioni delittuose “per noia”.

In pratica, le Istituzioni Nazionali (Regione, Provincia, Polizia di Stato, Magistratura, Prefettura, Istruzione Pubblica, Servizio Sanitario e chi più ne ha più ne metta) hanno agito in modo tale da costruire un vuoto emotivo nella società civile tanto da costringere delle persone di tentare di uscire da quella noia pensando di rapinare delle donne.
Che queste persone debbano essere perseguite per i reati commessi, non c’è dubbio. Sta di fatto che la distruzione della cultura sociale e l’accanimento militare col quale si sono perseguite tutte quelle persone che hanno tentato di rivendicare i principi Costituzionali da parte di Magistrati, Polizia di Stato, Istituzione Regionale, Istituzione Provinciale ecc. hanno costruito, di fatto, una situazione sociale che non può che sfociare nello sviluppo di una criminalità diffusa. Una criminalità che vede applicati tutti quei principi etici e morali che vengono imposti ai ragazzi dalla chiesa cattolica in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale. Anziché avere dei cittadini tesi verso il futuro, abbiamo delle persone che aspettano, annoiandosi, il giorno del giudizio universale e, nel frattempo, si annoiano.

Tanto per non annoiarsi fanno le ronde contro gli extracomunitari favoriti dai manganelli con cui l’attuale governo vuole risolvere le questioni sociali trasformando la nazione in un campo di sterminio: non lo Stato al servizio dei cittadini come imposto dalla Costituzione, ma i cittadini trasformati in schiavi e servi al servizio dello Stato trasformato in un riflesso del dio padrone come imposto dalla chiesa cattolica.

In una simile situazione di conflittualità sociale sapremo, dagli sviluppi successivi, se il prezzo pagato dalle persone che fecero la così detta “lotta armata” (spesso solo disarmata, salvo qualche pistoleros) negli anni ’70 ha vinto o il loro sacrificio è stato inutile. Possono aver vinto soltanto se le torture che hanno subito ad opera dei terroristi che agivano nelle Istituzioni, hanno prodotto una coscienza di alcuni organi istituzionali tale da riaffermare il Dettato Costituzionale; hanno perso se l’integralismo cattolico continuerà a spargere terrore nel tentativo di ripristinare la preminanza dello Stato o del dio padrone sulla società civile.

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Tratto da:
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2008/05/31/93468-tentano_rapina_arrestati_ventenni.shtml


Tentano rapina, arrestati tre ventenni
''Lo abbiamo fatto per noia''


Protagonisti una coppia di fidanzatini e un loro amico, tutti italiani, ora in carcere su ordine di custodia cautelare. Il terzetto ha cercato di stordire una donna con la pistola a scarica elettrica, l'arma pero' non ha funzionato, la signora ha reagito e i tre sono stati messi in fuga

Verona, 31 maggio 2008 - ''lo abbiamo fatto per noia'' è quanto dichiarato da tre ventenni agli agenti della Squadra Mobile che li stavano arrestando. I giovani avevano appena provato a rapinare due donne nel centro di Verona con una pistola a scarica elettrica e spray al peperoncino.
Protagonisti una coppia di fidanzatini e un loro amico, tutti italiani, ora in carcere su ordine di custodia cautelare del Gip di Verona Sandro Sperandio. La loro avventura 'criminale' per provare emozioni forti risale all'11 aprile scorso, ma solo ieri sono scattate le manette per il veronese M. A., per la sua ragazza [...], originaria di Bolzano ma residente a Verona, e per G. M. P., 19 anni, cittadino italiano nato in India.
Secondo l'accusa, il terzetto ha cercato di stordire una donna con la pistola a scarica elettrica, l'arma pero' non ha funzionato, la signora ha reagito e i tre sono stati messi in fuga. A quel punto i tre rapinatori improvvisati sarebbero tornati nel negozio dove avevano comprato la pistola a reclamare, decidendo di cambiarla con spray al peperoncino, con cui poco dopo hanno tentato di rapinare un'altra signora. Ma anche in quel caso hanno fallito e di fronte alla reazione della loro vittima sono scappati.
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Purtroppo il tentativo di organi Istituzionali di violare il dettato Costituzionale per trasformare le persone in bestiame obbediente è destinato ad acutizzare quei comportamenti che, anche se considerati meno gravi dello spaccio internazionale di droga finiscono, di fatto, a fornire quella massa di consumatori di droga che sono la ragione di esistere dello spaccio internazionale di droga con tutto il corollario di devastazione malavitosa che si porta appresso.
Il caso Maso non ha insegnato nulla!
Eppure i singoli cittadini dovrebbero allarmarsi: questi incompetenti possono far del male soltanto alle persone indifese, alla singola donna che attraversa un parco. Altro che extracomunitari.
Solo che quando vengono organizzate le squadre di picchiatori che chiamano “ronde” (il Questore di Padova è già intervenuto sottolineandone il pericolo) o vengono sciolte o devono presentare qualche risultato come giustificazione della loro ragione di esistere: e, davanti alle ronde, i cittadini sono indifesi!
Se questi tre, anziché scacciare la noia facendo quello che hanno fatto, avessero partecipato a una ronda? O pensate che chi partecipa alle ronde sia diverso da questi tre? Eppure, prima di fare quei tentativi di rapina, non avevano precedenti penali (a meno di sbagliare). Erano cittadini integerrimi! Come quelli che fanno le ronde. Ma, come quelli che fanno le ronde, erano attraversati dal medesimo vuoto culturale. Per avere l’ideologia del rondista devi avere l’ideologia dello squadrista e l’ideologia dello squadrista ce l’hai solo quando non riesci a pensare nessun altro modo con cui affrontare i problemi di relazione con l’altro che vengono vissuti in tensione emotiva. Allora non resta che la violenza. La violenza del branco che, nella società attuale, assume la connotazione di squadrismo al di là del colore politico o l’ideologia che giustifica quel squadrismo. E’ un esempio il fatto di Roma: lo squadrismo si è manifestato ad opera di una persona che aveva precedenti penali spalleggiato da (dice lui) ragazzini che si annoiavano. Che qualcuno avesse avuto la sciarpa con una svastica, che lui avesse tatuato sul braccio il Che Guevara (a parte il fatto che Che Guevara era un cristiano capace solo di sparare) o il cristo Gesù, poco importa.
Auguri Veneto!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 28 maggio 2008

Concordia Sagittaria: testimonianze del saccheggio cristiano

Ho caricato un video dal titolo:

“Concordia Sagittaria: testimonianze di saccheggio cristiano!”

Le pietre non sono mute. Le colonne parlano e raccontano storie. In questo caso storie di distruzione e di saccheggio.

Il video è stato caricato su YouTube nel canale Stregoneriapagana e lo trovate all’indirizzo:

http://it.youtube.com/watch?v=1-3_-BEnZiE

E’ un video estratto dal lavoro più complessivo che mi sono proposto di fare appena finito il commento alla Spe Salvi di Ratzinger.
Fa parte del ciclo nel quale è inserito il video precedente:
“Montegrotto Terme: i Veneti Antichi e i Veneti Moderni”

Dell’indirizzo:

http://it.youtube.com/watch?v=DkEbKvAGhS0

Buona visione

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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sabato 24 maggio 2008

Il Veneto fra fumo, noia, ubriacatura e sballo: che futuro?

Quando le persone non hanno più prospettiva per il futuro si rinchiudono su sé stesse. Non ci sono ideali per i quali esistere e combattere, ma solo la propria sopravvivenza in una ricerca spasmodica di emozioni.
E’ questo che succede in Veneto in questo periodo.
E non frega niente a nessuno.
Ai sindaci interessa prendere soldi e usare squadre di picchiatori che chiamano ronde per illudere i cittadini di essere al sicuro. Al sicuro da cosa? Al sicuro in attesa di morire. Già, perché quando manca l’apertura verso il futuro non c’è più progetto esistenziale, ma solo una serie di azioni spasmodiche che calmano l’ansia della vuotezza del presente, con droga, sesso, violenza, intese nel loro aspetto più deleterio, che realizzano l’attesa della morte e della fine dell’esistenza.

Da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3798026&Data=2008-5-24&Pagina=11


Fumo e "sballo" per un giovane veneto su tre

Sondaggio Adiconsum sulle preferenze degli under 19, abbigliamento e telefonino le principali voci di spesa
Vicenza
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Hanno la paghetta, settimanale o mensile, lavorano nel fine settimana, spendono soprattutto per l'abbigliamento e in tasca hanno almeno un telefonino. Questa è l'immagine dei giovani veneti che emerge dall'indagine conoscitiva di Adiconsum, "Giovani e consumi", presentata in Fiera a Vicenza in occasione della Giornata del consumatore. Uno studio condotto dall'Associazione di consumatori regionale su un campione di 1.500 studenti, tra i 14 ed i 19 anni, residenti nelle province di Padova, Rovigo, Treviso e Vicenza, dal quale emergono dati che fanno riflettere: «Il 60 per cento dei ragazzi», commenta il segretario regionale Adiconsum, Valer Rigobon, «consuma alcolici, il 30 per cento fuma, fa uso o ha provato almeno una volta sostanze stupefacenti, il 40 per cento degli interpellati ha avuto rapporti sessuali, nel 90 per cento dei casi protetti». I maschi risultano maggiormente soddisfatti rispetto alle ragazze, ma l'immagine che emerge è sovrapponibile: hanno un'idea di sé positiva, definendosi ottimisti, estroversi, socievoli, sognatori e intraprendenti il 74 per cento degli intervistati, mentre il 45 per cento si definisce influenzabile. Interessante il dato su budget settimanale a disposizione. La metà dei ragazzi intervistati dispone settimanalmente di una cifra tra 0 e 20 euro, il 23 per cento da 20 a 40 euro, il 19 per cento non spende nulla, in quanto i genitori provvedono interamente alle spese. I maschi sono ancora favoriti: il 13,8 per cento dispone di oltre 50 euro settimanali, contro il 3,7 per cento delle femmine. «La famiglia, dunque», prosegue il segretario Valter Rigobon, «sostiene il figlio in tutte le sue spese. Sono pochi gli intervistati che, considerando la propria disponibilità economica insufficiente, cercano una forma di indipendenza. Poca importanza viene attribuita alle attività culturali, tra le quali si preferiscono cinema e concerti». Difficile il rapporto con la pubblicità: la maggior parte del campione, infatti, la considera falsa, invadente e stupida (92 per cento). Nonostante questa connotazione negativa, la pubblicità viene ritenuta condizionante (79 per cento) e talvolta utile (45 per cento).
Abbigliamento - È uno dei settori in cui i ragazzi sono disposti a spendere di più: il 20,5 per cento spende oltre 50 euro al mese. Il 48,6 per cento degli intervistati acquista una volta al mese, per piacere personale (71 per cento), necessità (40 per cento), o per rincorrere la moda (22 per cento).
Telefonia - Oltre il 98 per cento degli intervistati possiede almeno un cellulare, il 24 per cento ne possiede più di uno e il 58,7 per cento ne ha cambiati più di due. Quanto alle ricariche, il 76 per cento spende da 0 a 30 euro, mentre il 16,5 per cento da 30 ad oltre 50 euro al mese.
Tempo libero - Degli intervistati una bassa percentuale frequenta gruppi politici, religiosi o culturali, va raramente a teatro e si dedica poco al volontariato. Per il tempo libero i ragazzi spendono settimanalmente (escluso il sabato) da 0 a 20 euro (73,3 per cento), oltre i 30 euro il 17,7 per cento. Per il sabato sera se ne vanno da 10 a 20 euro (47,2 per cento), fino a 10 euro (30 per cento).
«È necessario conoscere più da vicino i giovani - conclude il segretario Valter Rigobon - perciò Adiconsum intende istituire un osservatorio permanente, che possa trarre rilevazioni non solo nella scuola, ma anche nei luoghi dove si consuma davvero, non più in "laboratorio", quindi, ma sul campo».
Matteo Crestani

Se nemmeno queste cifre fanno riflettere, appare evidente come non ci sia più, da parte dei cittadini del Veneto, la capacità di comprendere la gravità della situazione nella struttura sociale. Quando Parigi rifiuta a Verona le opere, non lo fa per un dispetto a Tosi, ma lo fa perché per muovere quelle opere è necessario un tessuto sociale e culturale. Non basta vendere biglietti. Un’opera d’arte agisce su una struttura sociale e culturale in essere alla quale aggiunge delle aperture verso il futuro: QUESTO SI CHIAMA CULTURA!
Il resto è solo propaganda con cui si impedisce l’analisi sociale e ci si trova a gestire una situazione, non solo di disagio sociale, ma di asservimento a quegli immigrati che disciplinati e coscienziosi pongono le basi per il loro futuro.
Lo so che in molte parti d’Italia non è molto diverso. Cofferati a Bologna non è diverso da Bitonci, Gentilini o Cacciari, ma io vivo nel Veneto e sottolineo, nello specifico, i problemi del Veneto.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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venerdì 23 maggio 2008

Le tre colonne che regolano lo spaccio di droga e le cause della devastazione sociale in Veneto

Quando si parla di società veneta malata, se ne parla non solo perché avvengono fatti devastanti, ma per la diffusione di fatti, piccoli e grandi che siano, capaci di chiudere il futuro alle attuali generazioni.
Esiste nel Veneto una caccia all’extracomunitario che delinque. Ma l’extracomunitario che delinque è in Veneto perché nel Veneto c’è un tessuto sociale distrutto e pronto a delinquere che invita chi delinque a partecipare.
Quando si mandano i ragazzi nelle parrocchie e si esaltano personaggi come Bitonci, Zaia, Galan, Gentilini, che devastano il tessuto sociale del Veneto nascondendosi dietro ad un’invocazione ossessiva della galera come se il campo di sterminio fosse il toccasana a tutti i mali che loro alimentano, siamo in una società MALATA. E una società malata è quella società che procede alla devastazione del suo presente, chiusa ad ogni possibile futuro.
E’ di oggi la notizia:

Da:
http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4673104,00.html


Minorenni spacciavano droga nelle scuole di Treviso

Treviso, 23 maggio 2008
Sono in corso provvedimenti restrittivi nei confronti di giovani, molti dei quali minorenni, della Treviso 'bene' accusati di spaccio di droga nelle scuole nell'ambito di un'indagine della squadra mobile della citta' veneta. Nell'operazione, denominata 'zero in condotta', gli agenti della 'mobile' trevigiana stanno facendo anche una decina di perquisizioni. I giovani indagati, secondo l'accusa, avrebbero organizzato una fitta rete di spaccio di cocaina, ketanina, hashish, ecstasy e anfetamine. Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni giovani di un liceo cittadino avrebbero inoltre fatto una colletta di denaro che sarebbe poi servita per acquistare vari tipi di partite di droga che e' stata poi rivenduta in altri istituti scolastici della citta' e in locali di tendenza del capoluogo della Marca, con la complicita' di vari compagni di scuola.I giovani accusati di spaccio di droga nelle scuole a Treviso prendevano accordi per la cessione degli stupefacenti anche durante l'intervallo dalle lezioni, soprattutto attraverso sms inviati con il telefonino cellulare. Alcuni degli indagati sono accusati inoltre di aver compiuto atti vandalici in varie scuole della citta' (dopo esservi entrati abusivamente). L'operazione ha tra l'altro portato la squadra mobile ad individuare canali di approvvigionamento della droga ed arrestare vari fornitori: il 15 marzo scorso tre persone per le droghe sintetiche, e poco dopo due marocchini aiquali sono stati sequestrati 5 kg di hashish.


Ciò rende comprensibile anche la notizia di venti giorni fa:


Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/6886

Del: 29-04-2008


I CARABINIERI DI TREVISO SEQUESTRANO 10 CHILI DI HASHISH
In manette tre spacciatori che vendevano la droga fuori dalle scuo
le


Treviso - Carabinieri della Compagnia di Treviso hanno sequestrato più di 10 chili di hashish e arrestato tre spacciatori. L’operazione è stata illustrata stamani nel corso di una conferenza stampa. L’indagine è scattata a seguito di informazioni ricevute nel corso di una serie di incontri informativi che i carabinieri di Treviso organizzano, a primavera, nelle scuole superiori e medie della città. Alcuni studenti sollecitati da genitori e insegnanti hanno riferito alle forse dell'ordine di un giro di spaccio di droga che avveniva all’esterno di alcuni istituti superiori della città. I carabinieri di Treviso hanno subito aperto un’indagine che ha consentito di risalire a un canale di approvvigionamento dalla Lombardia. La pista seguita ha portato ad intercettare un carico di hashish diretto a Treviso. La droga è stata recuperata a San Polo di Piave nel bagagliaio dell’auto di una coppia di marocchini che dal milanese portavano la roba nella Marca. La droga era confezionata in due pacchi da cinque chili e quattro panetti da mezzo chilo. Hashish che al dettaglio avrebbe fruttato decine di migliaia di euro. L’operazione ha anche portato all’arresto di tre marocchini, Bouchra Ennamani, Abderrahim Saqri e Aziz el Hallaoui e al sequestro di 10 chili di hashish. Ora gli investigatori stanno facendo tutta una serie di accertamenti su alcune persone che giravano attorno ai tre spacciatori. Il capitano Steven Chenet fa sapere che si tratta del carico più consistente sequestrato, da tre anni a questa parte, dai carabinieri trevigiani.


Tre sono le colonne che reggono lo spaccio di droga: 1) chi la pianta e la produce; 2) chi la spaccia; 3) chi la consuma:
Se bastano una persona per produrla, sono necessarie almeno due persone per spacciarla, ma ce ne vogliono almeno 1000 che la cercano per consumarla.
Se chi produce “droghe” viene perseguito dai governi, chi la spaccia viene perseguito dalla polizia. Governi e polizia hanno il dovere di agire sulla produzione e sullo spaccio. Ma la società civile ha il dovere di agire in e per sé stessa. E finché nella società civile ci saranno i personaggi che distruggeranno il futuro dei ragazzi predisponendoli a diventare consumatori di droghe “un futuro chiuso” e spacciatori per favorire il proprio consumo, quella società non ha futuro. Non solo, ma attirerà spacciatori e delinquenti da tutto il mondo che si contenderanno quel ricco mercato: oltretutto quei ragazzi consumatori e spacciatori disponevano di molto denaro. Che guadagno c’è a spacciare droga nelle periferie di Nairobi quando la ricca Treviso assicura dei buoi guadagni?

Se non si riesce a ragionare e a riflettere nemmeno sui fatti di cronaca, allora aspettiamo i prossimi morti e l’espressione dei prossimi disagi sociali. Ricordate: quando si è nel mare, con l’acqua alla gola, si fa quel che si può. Era prima, prima di essere nel mare, che si doveva imparare a nuotare!
Ora, con i Gentilini, è troppo tardi!
O, meglio, si è voluto che sia tardi, così si possono invocare galera e campi di sterminio!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica 18 maggio 2008

Montegrotto Terme - Padova: Veneti Antichi e Veneti d'oggi; ideali di ieri e ideali di oggi

Montegrotto Terme deve il suo nome alle acque termali. Acque termali conosciute e usate dagli Antichi Veneti fin dal 1300 a.c. (quando probabilmente non si chiamavano Veneti).
Era un centro termale dedicato alla SALUTE e consacrato al benessere e alla felicità delle persone. Benessere e felicità delle persone che, al di là di come tali principi venissero veicolati, erano gli ideali degli
Individui che frequentavano quel luogo, ne avevano “scoperte” le virtù terapeutiche, lo avevano trasformato in un luogo SACRO. Benessere e felicità, ideali umani che rimasero tali fino all’arrivo del cristianesimo che li sostituì con gli ideali della sofferenza e del dolore. Ideali di sofferenza e dolori da imporre agli altri. Ai non-cittadini! I non-cittadini erano, di volta in volta, gli stessi Veneti ridotti in schiavitù, o gli altri che alcuni, che chiamavano sé stessi “veneti-paroni” si dilettavano a dileggiare, insultare, aggredire, sfruttare e umiliare!
Così ne ho fatto un documentario.
Ho fatto un documentario sulle terme di Montegrotto Terme affinché le persone siano consapevoli che i Veneti non sono come oggi la stampa li descrive stando alle dichiarazioni farneticanti di alcuni sindaci. Un tempo i Veneti avevano ideali più importanti.
Vicini alle condizioni dell’uomo e capaci di guardare al futuro che veniva loro incontro.
L’intero documentario l’ho caricato sulla televisione Pagana i seguito alla programmazione e lo trovate all’indirizzo:
http://www.mogulus.com/paganesimo
Una versione ridotta dello stesso filmato l’ho caricata su YouTube nel canale della Stregoneria Pagana:

http://it.youtube.com/stregoneriapagana

Ma lo potete raggiungere direttamente all’indirizzo:

http://it.youtube.com/watch?v=DkEbKvAGhS0

Montegrotto Terme fu un importante centro termale antico e gli scavi archeologici non dimostrano soltanto la struttura degli antichi edifici, ma la propensione religiosa e ideale dei Veneti Antichi.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 15 maggio 2008

Continuano i suicidi a Belluno.

Continua la mattanza dei suicidi nel Bellunese.
A chi diamo la colpa stavolta?
Se dico che il disagio sociale è costruito dalla struttura educazionale militarmente imposta; capite qualche cosa?
No, non capite. Ma non capite solo perché non volete capire.
Perché fa comodo così.
Tutti giocano allo stupore: fra l'uno e l'altro uicidio.
Che sia colpa dei Rom?

Prelevo da:

A SEDICO
Insegnante si spara in testa, è in fin di vita

Sedico
Versa in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione del San Martino di Belluno dopo essersi sparata un colpo di pistola alla testa. Inspiegabile il gesto di una insegnante cinquantenne, A.V., che ieri pomeriggio intorno alle 14.30 ha rivolto contro se stessa una delle armi collezionate dal marito, M.V, medico anestesista al San Martino di Belluno, ed ha premuto il grilletto. Sul posto si sono precipitati l'ambulanza inviata dal Suem e i poliziotti della Questura. L'allarme al 118 è stato dato dal marito che, non appena ha visto la moglie a terra con il volto coperto di sangue, ha immediatamente chiamato i soccorsi.
Cosa volete farci?
Ieri una poliziotta a Treviso, poi la sua vicina ha provato a suicidarsi, oggi quest'insegnante. Erano persone con un minimo di cultura, inserite nel tessuto sociale, eppure!
Ma a voi che importa?
Continuate a versare l'8 per 1000 alla chiesa cattolica e continuerete a favorire le condizioni nelle e per le quali questi suicidi avvengono.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Imprenditori, follia e brigate rosse

Per certi imprenditori veneti si sfiora la follia pura.
Incapaci di affrontare in maniera coerente la loro esistenza riuscendo ad individuare il fatto con tutte le sue connessioni finiscono per essere fagocitati all’interno di un delirio di onnipotenza. Voleva minacciare il mondo e, per farlo, si faceva passare per un’organizzazione. Mi sembra di vedere molti frequentatori di internet che dietro alle loro tastiere millantano di essere ciò che sognano o vorrebbero essere e non si rendono conto che quello che postano rivela benissimo ciò che sono. Non è stato difficile per la Guardia di Finanza giungere ad un millantatore.
E’ una delle differenze che esiste fra un imprenditore legato alla società civile e un imprenditore che si sente onnipotente e che vede la sua onnipotenza frustrata.

Venezia
LETTERE MINATORIE CON FALSE SIGLE BR: UN ARRESTO A VICENZA

(AGI) - Vicenza, 15 mag. - Sergio Ronconi, 38 anni, imprenditore, ex consigliere comunale di Schio, e' stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Vicenza con l'accusa di aver spedito lettere minatorie con la falsa sigla Br. L'uomo si trova ora rinchiuso nel carcere di Trento a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria. Le lettere spedite a maggio e ottobre dell'anno scorso, accompagnate da proiettili calibro 38 special, erano pervenute a Magistrati, Prefetto, Presidente della Provincia, Sindaco, Forze di Polizia di Vicenza ed altre autorita' del capoluogo berico e della Regione Veneto, ad alcuni avvocati del Foro di Vicenza e alle redazioni dei quotidiani (Repubblica, Libero, Il giornale di Vicenza e Gazzettino del Nordest creando grande allarme. Le lettere anonime facevano riferimento a presunti malfunzionamenti dell'amministrazione della giustizia presso il Tribunale di Vicenza e contenevano una serie di invettive contro persone ed Istituzioni che si concludevano con la minaccia di far esplodere le abitazioni dei Magistrati e dei finanzieri di Vicenza. A provare con certezza le responsabilita' penali di Ronconi, appassionato di delle armi, sono stati, tra l'altro, alcuni frammenti dei files su cui erano state scritte le lettere anonime, che sono stati trovati con l'utilizzo di sofisticate e moderne tecnologie informatiche, all'interno dell'hard disk di un computer sequestratogli nelle scorse settimane dopo le perquisizioni effettuate dai finanzieri presso le sue abitazioni ed aziende. La tipologia di reato commesso dall'indagato, che deteneva 7 fucili, 2 pistole e oltre 400 proiettili, il cui possesso risultava tuttavia denunciato alle Autorita', hanno indotto finanzieri vicentini, e Pubblica Sicurezza, al sequestro cautelare amministrativo di tutte le armi, munizioni e al ritiro del porto d'armi. L'esito delle investigazioni ha consentito di accertare, allo stato degli elementi sinora raccolti, la ragionevole estraneita' dell'indagato agli ambienti delle brigate rosse. (AGI)

La cosa più tragica è che questo tipo di personaggi, con le loro azioni, giustificano anche individui che all’interno delle Istituzioni davvero fanno cose malvagie e disoneste. Se accusi un magistrato di essere un delinquente e non supporti adeguatamente le tue accuse, anche il magistrato delinquente si nasconderà dietro all’innocenza del collega. Dirà: “E’ provato che lui non è delinquente e, dunque, anch’io, che vengo accusato di essere un delinquente, sono aprioristicamente innocente.” E così, chi accusa di reati un magistrato, non può ottenere giustizia.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì 13 maggio 2008

Alcune osservazioni sulle modalità di suicidio dei Partiti Politici della sinistra in Veneto

Sono piccole cose, ma capaci di far comprendere come e perché la sinistra si suicida in Veneto.
E’ stato presentato un piano per i supermercati in Veneto ad opera della giunta regionale.
La grande distribuzione, negli ultimi 15-20 anni è stata la struttura che ha contribuito ad abbassare i prezzi e a contenere, in qualche modo, il carovita consentendo una diversificazione degli acquisti alle persone.

A questo piano si oppongono i partiti dell’opposizione della sinistra nella giunta regionale del Veneto motivando l’opposizione con una difesa dei piccoli commercianti.
I piccoli commercianti sono stati il motore portante di tutti i movimenti più antisociali del Veneto. A livello nazionale, da Billè agli attuali dirigenti, sono quelli che hanno espresso posizioni affinché i salari rimanessero fra i più bassi d’Europa e le condizioni di vita e di lavoro le peggiori possibili. I piccoli commercianti, in particolare, hanno controllato i prezzi nei piccoli paesi e nei quartieri popolari tenendo la popolazione sotto il ricatto di rincari spesso percepiti come ingiustificati. Gran parte dell’insicurezza, che le persone percepiscono, è dovuta all’impossibilità di arrivare a fine mese.

Ancora una volta i partiti di sinistra hanno avuto i voti dai ceti popolari, ma finiscono per agire e favorire coloro che creano insicurezza nei confronti dei ceti sociali. Anziché rispondere alle esigenze di chi li ha votati, rispondono alle esigenze di chi aggredisce chi li ha votati. Ancora una volta le persone dicono: “Ti ho votato, ma tu non mi ripaghi, non rispondi ai miei bisogni!” I partiti di sinistra, nel Veneto, pensano ai loro elettori come dei servi sciocchi che li debbano votare perché sono di “sinistra” e loro, una volta votati, possono favorire i ceti sociali diversi e vessatori nei confronti dei loro elettori.

Così, la rabbia delle persone, anziché essere veicolata nelle condizioni e nelle situazioni che costoro reputano importanti come il salario, le condizioni sociali, la sicurezza sul lavoro, ecc. si chiude arroccandosi in difesa del presente. Il nemico non è più chi costruisce delle condizioni sociali che ti fanno venire il cancro fra 15 anni, ma la persona che tende una mano al semaforo. Il povero, lo zingaro, il pezzente, vengono percepite come le persone che minacciano il loro presente che vedono incerto e precario.

E quando i partiti di destra indicheranno nel povero, nel pezzente, nello zingaro, l’insicurezza sociale, i partiti di sinistra difenderanno i poveri e lo zingaro, ma non lo faranno in funzione della società, ma in funzione di un pietismo autolesionista che porterà a danneggiare sia il povero che lo zingaro e la società civile nel suo insieme. Perché la sinistra vuole che il povero continui ad essere povero, lo zingaro continui a vivere nell’insicurezza e nella instabilità e questa instabilità e questa insicurezza la imporrà ai cittadini che vedono nel povero e nello zingaro dei concorrenti alle briciole che la società butta sotto il tavolo.

L’autolesionismo dei partiti della sinistra in Veneto è dovuto al fatto che quei partiti si sono dimenticati dell’analisi economica, dell’analisi sociale, della relazione che esiste fra l’uomo e il lavoro e l’uomo e il suo ambiente, in funzione di un futuro possibile. Un futuro pensato, un futuro idealizzabile. I partiti della sinistra, per il Veneto in particolare, si sono rinchiusi in una caricatura della carità cristiana la cui attività consiste nel togliere benessere e sicurezza ai cittadini più fragili in funzione del dominio sociale giustificando quest’azione con un pietismo e un’autodistruzione fine a sé stessa.

Chissà che non siano i commercianti a votare i partiti di sinistra del Veneto alle prossime elezioni favoriti in modo così vistoso da un’azione a loro favore dei partiti della sinistra in Veneto. Una difesa che non hanno avuto nemmeno gli operai di Porto Marghera quando le condizioni di lavoro imposte li portavano ad ammalarsi di cancro o distruggeva i loro reni. “Che io sia ammalato di cancro va bene, ma che io debba subire anche lo zingaro che mi venga in casa, non ne posso più!” E così si finisce per dire: “Fatemi ammalare di cancro, ma toglietemi gli zingari!”

Così si discute degli zingari e non del cromo esavalente che viene sversato dalla fabbrica di turno nelle acque...
Si discute dei poveri commercianti oppressi dai supermercati e non della carta che, ancor oggi, i piccoli commercianti continuano a far pagare al prezzo del prosciutto. Io posso essere derubato dal piccolo commerciante, secondo i partiti della sinistra del Veneto, ma il piccolo commerciane va difeso nei confronti di chi, sia pur un colosso multinazionale, mi permette di contenere i prezzi.

Sei stato eletto perché tu possa garantirmi qualche cosa, non perché tu svolga bene il tuo compitino e ti faccia applaudire, dall’industriale o dal commerciante. Questo non significa che l’industriale o il commerciante siano i miei nemici, ma significa che in cima alle tue priorità ci sono i bisogni di chi ti ha votato e non il tuo compiacimento di essere approvato dal commerciante o dall’industriale.
Lo zoccolo duro della fedeltà ideologica ha illuso i partiti di sinistra di aver sempre un appoggio popolare tale da permettere ai suoi eletti di poter fare quello che si vuole senza dover rendere conto alle persone. E le illusioni si pagano: SEMPRE!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Diretta di Paganesimo e Stregoneria da Venezia

Alle ore 12.30 di oggi 13 maggio 2008 per circa mezz'ora vado in diretta sulla televisione Pagana via web
http://www.mogulus.com/paganesimo
Con i mezzi rudimentali cui dispongo tenterò di fare una mezz'ora di diretta.
Con la chat a destra del teleschermo potrete intervenire, sia a fare domande che a dare suggerimenti o ad esprimere quello che vole.
Lo so che l'annuncio l'ho dato tardi e che l'orario è un po' assurdo, ma non avevo altre possibilità, almeno per ora.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprensita Stregone
Guardiano dell'Anticristo

lunedì 12 maggio 2008

Non scambiate il vuoto esistenziale per ideologia: invece di scappare misuratevi col nulla

Qual è la differenza fra combattere una fazione politica, anche violenta, e combattere il nulla?
Prendo l’esempio dall’episodio di Viterbo.

Si, lo so che non è accaduto in Veneto, ma è significativo anche per il Veneto. Prelevo da:

http://blog.panorama.it/italia/2008/05/12/il-bullo-che-brucio-i-capelli-al-compagno-nel-pc-filmati-neonazisti/


Il bullo che bruciò i capelli al compagno: “Nel pc filmati neonazisti”
Una “gran quantità di materiale neonazista” è stata trovata da specialisti della polizia che hanno analizzato i supporti informatici sequestrati il 5 maggio scorso al quattordicenne di Viterbo arrestato per aver bruciato i capelli ad un compagno di scuola di un anno più piccolo sottoponendolo anche ad altri atti di bullismo.“Hitler uno di noi”, “Acab” (acronimo di “all cops are bastard”, cioe’ “tutti i poliziotti sono bastardi”), “Banda Liboni assenti-presenti”, “Ultras liberi”. Sono solo alcune delle scritte trovate dai tecnici della polizia nel computer e sul videofonino sequestrati al quattordicenne di Viterbo arrestato per aver bruciato i capelli e sottoposto ad altre sevizie un compagno di scuola di un anno piu’ piccolo. Nei supporti informatici sequestrati al ragazzo, la polizia ha trovato anche numerose croci celtiche, fasci littori, foto di Hitler da solo o insieme a Mussolini. Il materiale bloccato comprende pure filmati di giovani a volto coperto che fanno il saluto fascista, di scontri con le forze dell’ordine e del gruppo ultras viterbese “Questione di stile”. Insomma, ha sintetizzato un investigatore, l’armamentario tipico dei gruppuscoli neonazisti. Il ritrovamento dei materiale, secondo il questore di Viterbo, Raffaele Micillo e il capo della Squadra Mobile, Fabio Zampaglione, al di là dell’effettiva appartenenza o meno del quattordicenne ai gruppi neonazisti (aspetto non chiarito e comunque oggetto d’indagine) sarebbe indicativo dell’indole dei protagonisti degli episodi di bullismo e del “brodo di coltura” in cui sono maturati.Nel corso delle indagini seguite all’arresto, gli agenti della sezione minori della Squadra Mobile di Viterbo sono riusciti a ricostruire dettagliatamente tutto il “rituale” fatto di violenze e intimidazioni cui il ragazzo arrestato e gli altri due bulli, non imputabili perché minori di 14 anni, hanno sottoposto il loro compagno di scuola.
Il ragazzo, di 14 anni appena compiuti, è stato arrestato la settimana scorsa dalla squadra mobile di Viterbo. Secondo quanto riferito dall’Ansa, che citava foti investigative, avrebbe messo in atto contro il suo compagno una serie di atti di bullismo definiti di “estrema violenza”. In un’altra circostanza, ad esempio, gli avrebbe spento le sigarette sulle braccia. Il minore arrestato ha agito insieme ad altri due adolescenti non imputabili in quanto non hanno ancora compiuto 14 anni.

Penssare che sia neonazista permette a molte persone di togliersi un peso di dosso: non è colpa del sistema educativo, ma è colpa dell’ideologia!
No, non è vero!
Non esiste nessuna ideologia.
Guardate quei simboli, volete scommettere che se al ragazzi gli chiedete che cos’è il fascismo o che cos’è l’ideologia di Hitler di spiegarvi il Mein Kampf , non sa dirvi nulla?

In realtà i simboli che usa li usa in senso macista. Lui è “colui davanti al quale di deve essere umili”; lui è “il padrone che umilia”; lui è “il padrone che dispone”; lui è “colui che giudica l’altro”. E lo costringe a sottomettersi mediante l’umiliazione. I simboli sono piuttosto un’apologia del campo di sterminio in sé, non del nazismo. Non troverete nulla di politica o di ideologia nelle sue affermazioni: Htler per lui è il dio padrone; mussolini è un dio padrone; i simboli, dalla svastica alla croce celtica simboleggiano il suo potere di umiliare gli altri, quelli che devono mettersi in ginocchio davanti a lui.

Questo voler essere padrone delle persone è quanto emerge dal vuoto esistenziale. Un vuoto esistenziale che viene veicolato dal catechismo cattolico nelle parrocchie e negli oratori. Ma, si obbietta, nelle chiese e negli oratori non si insegna ad essere dei padroni di altre persone. E’ vero, ma è proprio qui la trappola emotiva: si insegna ad essere umili e sottomessi!
Umili e sottomessi a chi?
Al dio padrone! Che è rappresentato dal papa, che è rappresentato dal prete. Si obbligano i ragazzi al pietismo, all’umiltà e alla sottomissione. La reazione a questa imposizione è l’identificazione col padrone che sottomette e che umilia. Così, anche questo ragazzo, come il prete cattolico, vuole sentirsi un “unto del signore”, quello che può disporre delle altre persone a suo piacimento.

Vorrebbero le Istituzioni aver a che fare con una devianza politica, violenta, magari di matrice terrorista.
E invece no! Hanno a che fare col vuoto. Col vuoto esistenziale che si tinge dei simboli dell’onnipotenza, di quel delirio, che rifiuta la sottomissione al dio padrone per identificarsi col dio padrone.

E’ come nel Veneto. Il Veneto povero che ha sviluppato l’ideale “dei schei”. Si è spaccato la schiena per i schei, ma si è dimenticato del futuro delle persone. E il futuro delle persone è ammantato da onnipotenza. Certo, vorrebbero le Istituzioni aver a che fare con un’ideologia e, per proteggere l’incapacità e l’impotenza di poliziotti, magistrati e società civile, insisteranno sulla matrice nazista. Senza soldi si vive male in questa società, ma senza cultura non c’è futuro. E la cultura non sono i grandi pittori, ma gli strumenti per comprendere i meccanismi della e nella società in cui viviamo. Ma una devianza politica violenta si affronta con la polizia e le regole sociali; il vuoto esistenziale si affronta con armi che appartengono solo alla società civile, ma che le Istituzioni spuntano perché fa loro comodo aver delle persone da controllare e criminalizzare. Per combattere un balordo politico usi le manette; per combattere il vuoto esistenziale la cultura interiorizzata capace di aprire le prospettive future delle persone: MA LE ISTITUZIONI SONO INCAPACI DI FAR QUESTO!
Nella Storia Infinita qualcuno si è misurato col nulla. Provate a riflettere.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Disagio, noia, disperazione, propri del Veneto

Qualcuno dovrebbe sperare che fosse un’aggressione politica e identificabile con un progetto di avversari politici. E invece, ancora una volta, si tratta di sbandati. Sbandati che sicuramente possono avere un’appartenenza politica, ma sono il prodotto di quel disagio proprio del Veneto che vece nella noia e nell’inutilità il trascinarsi dei giorni.
Vale la pena di segnalare l’episodio non tanto per la gravità dello stesso (che tutto sommato è irrilevante) quanto piuttosto al diffondersi di un teppismo attivo che prima o poi coinvolgerà tutta la regione in maniera costante e sistematica. Da un lato la repressione dell’immigrazione favorirà il disagio sociale, dall’altro lato la repressione sullo spaccio di droga favorirà l’aumento di comportamenti aggressivi e, infine, la crisi economica che creerà una nuova generazione di sbandati.


2008-05-12 09:26

Uomo di 31 anni picchiato da sconosciuti a Padova

Aggredito all'uscita da un centro sociale da 4 teppisti



(ANSA) - PADOVA, 12 MAG - Un operaio 31enne e' stato picchiato da 4 sconosciuti a Padova, all'uscita del centro sociale Pedro dove aveva assistito a un concerto rap. L'uomo - riporta il Gazzettino - e' stato circondato da 4 teppisti che dopo averlo insultato - 'mi hanno dato del bastardo', ha raccontato - lo hanno colpito piu' volte con calci e pugni. E' stato ricoverato con numerose escoriazioni e contusioni al volto. Le forze dell'ordine stanno cercando di capire se dietro l'aggressione vi sia una matrice politica.

Tratto da:
http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/veneto/news/2008-05-12_112222370.html


Avranno questi sbandati una connotazione politica?
Se l’avessero sarebbe facile affrontare le istanze politiche che le azioni presentano. Ma non hanno connotati politici, né le loro azioni sono all’interno di un progetto politico, né le loro tensioni psicologiche si stemperano in confronti diversi e più articolati.
E i sindaci?
Si chiami Zanonato o si chiami Tosi, avranno il loro bel da fare per affrontare una situazione del genere.
Gentilini ha risolto il problema levando le panchine affinché i poveri non abbiano nemmeno un posto per sedersi.
Ma spesso, chi vive di noia, non sono poveri né immigrati che stanno lavorando!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica 11 maggio 2008

Televisione Pagana in diretta. Conferenze in diretta

Oggi con la televisione Pagana ho fatto alcune prove per trasmettere in diretta.

http://www.mogulus.com/paganesimo

Il supporto tecnico è quello che è. Fa anche un po’ strano, quando parlo, sentire il ritorno di voce e la separazione della voce fra quando parlo e quando il suono mi giunge. Però, con un po’ d’impegno si possono fare delle trasmissioni. In particolare si possono tenere delle conferenze di Paganesimo in diretta.
Con la chat a destra del teleschermo è possibile porre delle domande e interloquire. Si tratta di stabilire un’ora per collegarci insieme e mentre tengo la conferenza si può porre domande o fare delle osservazioni.
Il supporto tecnico andrà migliorato, però si tratta di iniziare e ampliare questo tipo di pratiche che, essendo nuova, ha comunque molte potenzialità.
Intanto continuo a mandare i filmati in ripetizione.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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sabato 10 maggio 2008

Cocaina e suicidi nel bellunese


Quando si parla del disagio del Veneto e del vuoto culturale non bisogna solo guardare le notizie di grido della cronaca, ma anche le notizie relative alle statistiche. Le statistiche e le indagini non sempre indicano con certezza una situazione, ma sicuramente fotografano una situazione e la mette in relazione con situazioni analoghe.
E’ il caso dell’alto numero di suicidi nel Bellunese. Un disagio che si registra contando i suicidi o i tentati suicidi, ma anche analizzando altri fattori. Uno di questi ci viene fornito oggi dal giornale Il Gazzettino il quale ci tiene ad informare la popolazione che l’uso della cocaina nella città di Feltre ha raggiunto i livelli record dell’uso della cocaina a Verona.


Sondaggio dell’Ulss: 20 su mille hanno assunto la sostanza

Ai feltrini il "primato" per consumo di cocaina

San Gregorio
Uso di cocaina: i bellunesi al vertice della media regionale insieme a Verona. Il dato aggiornato al 2006 è stato confermato giovedì sera, a San Gregorio nelle Alpi, durante l'incontro pubblico di presentazione del progetto Promozione della salute: cantieri aperti sulla comunità, dal responsabile del Sert feltrino, Serse Polli.«Il sondaggio a cui sono stati sottoposti cittadini feltrini tra i 14 e i 44 anni - ha dichiarato Polli - indica che il 20,7 per mille degli intervistati hanno fatto uso di cocaina. Venti feltrini su mille, cioè, hanno assunto tale sostanza. Un dato preoccupante, se si pensa che con questi numeri raggiungiamo il vertice della media regionale, insieme alla città di Verona».Si avvicinano invece alle medie classiche l'uso di hashish (77,3 per mille) e l'uso eroina (3,4 per mille).
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Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice=3782591&Data=2008-5-10&Pagina=1


Direi un ottimo mercato per lo spaccio, costruito e favorito dall’incapacità delle persone di costruire delle relazioni diverse col mondo in cui vivono.
E sono le dichiarazioni di Ratzinger di oggi che ci indicano l’origine di quel disagio: la repressione sessuale messa in atto dalla chiesa cattolica. La paura che la sessualità “sia come una droga”, viene repressa dai cattolici finendo per trasformarsi in fobia che, in alcuni casi, si presenta in maniera tanto violenta da sfociare in veri e propri atti criminali per poter essere soddisfatta. Dall’altro lato le persone ricorrono a droghe (dalla cocaina al viagra e altro) per potenziare la loro presenza in un mondo dal quale si sentono estranei. Come la cocaina da una sensazione di potenza, così essi, ad immagine del loro dio padrone, pensano che sono nella dimensione di potenza si possono realizzare.
E’ perfettamente vero che in alcune città come Roma, Londra, Berlino ecc. l’uso delle sostanze stupefacenti è ancora maggiore, ma nella zona del bellunese assume un carattere drammatico perché l’assunzione della cocaina non è all’interno di relazioni culturali, ma è solo un riempitivo del vuoto. Un vuoto talmente grave da sfociare spesso in suicidio.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 7 maggio 2008

Verona: non diamo una connotazione politica al vuoto esistenziale!

E' fuori discussione il fatto che quest'aggressione non ha connotati politici, ma è espressione del vuoto sociale e culturale in cui vive il Veneto e la provincia di Verona in particolare. Affermare che ha connotazioni politiche significa cercare significati irreali che sono delle scappatoie per non voler affrontare il problema.
Esattamente come non si è affrontato il problema quando il vuoto si è presentato ol nome di Maso!


Autopsia su Nicola: danni cerebrali
Caso Verona, Comune sarà parte civile

L'esame sul corpo di Nicola Tommasoli, il 29enne morto nell'aggressione nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio a Verona, ha rivelato una emorragia cerebrale, fratture di alcune dita della mano destra e sinistra e un grosso ematoma sul collo. Prelevato anche il cuore per verificare eventuali sofferenze cardiache corresponsabili nel decesso. Il comune di Verona si costituirà parte civile nel processo.

L'esame sul cadavere di Nicola conferma la presenza di una grossa emorragia cerebrale nella zona posteriore del cervello. La vittima aveva due dita fratturate presumibilmente colpite dagli aggressori nel tentativo di difendersi. Presente anche un vasto ematoma nella zona posteriore del collo: è ancora da verificare se sia compatibile con un calcio o un altro tipo di violenza subita.

I cinque responsabili del pestaggio, ora in carcere a Montorio, attendono l'interrogatorio di garanzia fissato per mercoledì. La Giunta comunale di Verona ha deciso di costituirsi parte civile contro Raffaele Dalle Donne, Andrea Vesentini, Federico Perini, Nicolò Veneri e Guglielmo Corsigli accusati dell'omicidio e che eventuali risarcimenti saranno devoluti alla famiglia Tommasoli, che sarà libera di deciderne la destinazione. La Giunta ha anche deciso di dichiarare il lutto cittadino il giorno dei funerali, che deve essere nacora fissato. Il sindaco di Verona Flavio Tosi invita commercianti ed esercenti della città ad aderire al momento di raccoglimento.

"In occasione dei funerali - ha detto Tosi - ordineremo il lutto cittadino e chiedendo anche ai commercianti una partecipazione particolare nel momento delle esequie".


Ho sentito questa sera Tosi da Gard Lerner. La domanda che ha fatto, perché nessuno ha imputato al sindaco di Perugia una responsabilità per l'omicidio; è semplice. Era un omicidio con connotazioni sessuali e si presume che il movente dell'aggressione non sia stato l'uccidere per l'uccidere (magari senza sapere della gravità della cosa) ma abbia avuto moventi di stupro.
Quando un sindaco emana delle disposizioni con le quali multa chi mangia un panino e si accanisce su un bambino, va da sé che la gestione con cui quel sindaco gestisce quel comune è del tutto simile a quel vuoto e a quella incapacità culturale che ha spinto quei cinque ad ammazzare stupidamente quel ragazzo. Lo stesso ambiente culturale produce individui che sanno dare quella e solo quella soluzione. E' chiaro che il sindaco che se la prende con chi mangia un panino è spinto dalle stesse soluzioni che hanno trovato quei cinque ad ammazzare quella persona. E' il vuoto culturale dal quale emergono quei comportamenti che sono uguali nella pulsione, ma diversi nell'espressione.
Né il sindaco può riparare dall’oggi al domani una simile situazione, ma le sue scelte indicano la direzione in cui agisce e i suoi intenti.
Sia quello che mangia un panino (Ricordo ancora l’aberrazione delle disposizioni che si fece carico Salvadori in giunte di Venezia e ancora le ripenso con orrore) che quello che non da la sigaretta sono delle mer..de perché non si adeguano alla volontà del branco!
Che questo branco siano i cinque che hanno ammazzato o i vigili urbani che eseguono una simile disposizione di giunta, non cambia nulla nella mentalità degli uomini che agiscono!
Questo a destra si chiama in un modo, a sinistra in un altro modo, non ha nulla a che vedere con la politica, ma solo con il vuoto culturale che questa regione ha costruito attraverso il finanziamento delle parrocchie, degli oratori, delle scuole private e dell'ideologia del possesso e della galera a tutti i costi, senza distinguere il ruolo del cittadino da quello della polizia, il ruolo del Sindaco da quello del Questore o del Prefetto: come se tutti giocassero a guardie e ladri!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

domenica 4 maggio 2008

Montegrotto, disagio sociale e razzismo istituzionale

Mentre il sindaco di Montegrotto, Luca Claudio, sui cartelloni elettronici fa scrivere provocazioni come questa:
04 maggio 2008

Il sindaco degli editti elettronici «Clandestini liberi di stuprare»

Il tazebao elettronico di protesta l'aveva già sperimentato in autunno, quando invitò gli abitanti di Montegrotto (Padova) a espatriare. «Vivrete meglio da immigrati in un'altra nazione che da cittadini nel vostro paese», aveva fatto scrivere sui tabelloni dove di solito scorre l'elenco dei servizi comunali.Ora Luca Claudio, il sindaco della città termale recentemente transitato da Alleanza nazionale alla Destra, ha fatto il bis, dopo che un errore procedurale ha scarcerato un marocchino irregolare accusato di aver violentato una quattordicenne nella vicina Este: «Cari cittadini, i clandestini in Italia possono stuprare i vostri figli! La giustizia non c'é più!!!». I punti esclamativi sono tutti suoi.Sindaco Claudio, sono davvero efficaci quelle scritte?«Che quel clandestino abbia lasciato il carcere è un fatto intollerabile e agghiacciante. Il capo dello Stato e il governo hanno il dovere morale di risolvere il problema giustizia in Italia».I suoi tabelloni aiutano a risolvere il problema?«È un modo forte di portare l'attenzione sulla lotta all'immigrazione clandestina, ma non è soltanto una provocazione. La sicurezza è stato uno dei temi della campagna elettorale, il centrodestra ha vinto, adesso è il momento di agire. Una persona accusata di un reato così grave non soltanto è uscita di galera per un cavillo, ma nessuno ha fatto niente per il fatto che era un clandestino. Noi sindaci siamo stati i primi a porre la questione sicurezza in modo chiaro, adesso dobbiamo premere perché si cambino le leggi».Punire i magistrati che sbagliano?«Io non punto il dito contro pm, giudici o avvocati. È il nostro sistema giudiziario che ci rende ridicoli in tutto il mondo. La gente chiede conto a noi sindaci di questi problemi, e sono stufo di rispondere: è il sistema. Qualche tempo fa un clandestino irregolare è stato preso in flagranza mentre rubava in un capannone qui vicino; il mattino dopo i carabinieri erano ancora a scrivere il verbale e lui in piazza a bere il caffè. Non deve più succedere».A Montegrotto funzionano le ronde e le ordinanze anti-sbandati?

Tratto da: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=259023

A Montegrotto le persone si suicidano per disperazione e per fallimento esistenziale. Un fallimento esistenziale che vede nella mentalità espressa dal sindaco Luca Claudio origine ed effetto.

04.05.2008

La cena con i genitori, un salto al bar, uno scambio di sms con gli amici, poi l’estremo gesto nel parco di Villa Draghi a Montegrotto

Ventitreenne si impicca per delusione

In tasca poche righe di scuse vergate su un biglietto. È il secondo caso in una settimana

È racchiuso in poche righe, vergate a penna su di un foglietto, il mistero della morte di M.M., che si è tolto la vita l'altra sera impiccandosi nel parco di Villa Draghi, a Montegrotto. Chiedo scusa per questo gesto, ho avuto molte delusioni, non voglio più dare delusioni. Aveva 23 anni. Diplomato al "Severi" di Padova, faceva l'imbianchino. Abitava con i genitori. Il padre fa il vigilante in un albergo delle Terme. A scoprire il corpo del giovane è stato un parente della fidanzata. Ormai non c'era più nulla da fare. Dopo avere cenato con i genitori, il giovane è uscito e ha raggiunto gli amici al Night and day di via Plinia, locale che frequentava abitualmente. Avrebbe scambiato con gli amici alcuni sms per darsi appuntamento più tardi nel parco di villa Draghi. Poi la tragica scoperta. Aveva giocato a calcio come portiere nelle giovanili del Cittadella, poi come terzino nella squadra di Montegrotto e ad Albignasego.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3775631&Data=2008-5-4&Pagina=1

Per gente come Luca Claudio, l’uomo è creato ad immagine e somiglianza del suo dio e allora non si considera responsabile nel distruggere la vita delle persone, in particolare dei bambini, stuprandone il futuro costretti in ginocchio a pregare anziché essere forniti dei mezzi adeguati con i quali affrontare la loro vita.
A lui basta trovare della gente da criminalizzare indistintamente. In quello stile nazista e razzista che tanti danni ha fatto e sta facendo alla società civile. Così, anziché obbedire ai propri doveri di sindaco preferisce usare la sua carica e, come un dio onnipotente, usa i cartelloni elettronici della città di Montegrotto Terme, per i suoi scopi di incitamento all’odio sociale. E’ un criminale chi stupra e va perseguito per legge, ma è un criminale chi usa l’episodio per incitare all’odio razzista ed è un criminale chi, occupando dei ruoli istituzionali, omette i suoi doveri d’ufficio per costruire odio sociale.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

sabato 3 maggio 2008

Cronache dal mondo di Gentini in Treviso

C’è sempre qualche cosa che ci arriva dalla patria di Gentilini.
Tre brevi di cronaca presi dal giornale Il Gazzettino di oggi 3 maggio 2008.


SCHIAVIZZAVA LA MOGLIE: ARRESTATO
Arrestato dopo 11 anni di vessazioni, lesioni, minacce alla moglie 51enne. E' finito finalmente in manette Paolo Stallone, 34 anni, arrestato mercoledì notte dopo che gli agenti delle Volanti, facendo irruzione nel suo appartamento trevigiano, l'hanno trovato completamente ubriaco con un coltello in ..

I MALATI DI LOURDES SCORTATI DAI CAVALIERI DI MALTA
E' un pellegrinaggio speciale quello che i tanti malati, anziani, disabili del Veneto stanno vivendo a Lourdes. Sono circa 80 le persone partite giovedì scorso primo maggio con il treno speciale da Venezia, accompagnati da 200 volontari dell'Ordine di Malta e del corpo specializzato nel soccorso, il ...

DOVEVA ESSERCI UNA PRIMA VOLTA
Doveva esserci una prima volta dopo il "fattaccio" e c'è stata. Ieri sera allo stadio di Casale sul Sile il Team Biancorossi, i ragazzini terribili assurti loro malgrado agli onori delle cronache per un poco edificante spogliarello in spregio agli avversari sconfitti per otto a zero, sono tornati in ...

Secondo voi che relazione c’è fra queste notizie?
Nascono dallo stesso contesto sociale e tutte e tre sono la manifestazione di un disagio sociale, della distruzione delle relazioni umane possibili al fine di stuprare le persone nella loro capacità di costruire adeguatamente il loro futuro.

Che bravi i Cavalieri di Malta! Chi è che spaccia superstizione vendendo miracolistica? I cavalieri di Malta: i cattolici!
Chi è che ha l’ideologia della famiglia che schiavizza una persona? I cattolici: la famiglia tanto amata da Ratzinger. La famiglia dei ruoli e del possesso sulle persone.
Chi è che ha l’ideologia dell’umiliazione? I cristiani! Ho vinto perché dio è con me e tu sei una m... e i ragazzini mostrano il c.u.l.o. agli avversari. Non hanno fatto una partita di calcio, ma hanno agito per umiliare le persone. Chi ha questa ideologia? Non è forse il cristo Gesù che inveisce contro i Farisei? E non è forse Gentilini che ha messo in atto azioni per umiliare i più deboli? Non è forse Gentilini quello che ha paura di confrontarsi e che fa dell’ingiuria razzista il suo modo di rappresentarsi?

Le notizie sono prese dal sito:
http://www.gazzettino.it/main.php3?Luogo=Treviso


Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 2 maggio 2008

Dislessia amministrativa e sociale in Veneto

E' importante capire la logica di chi agisce sul territorio, almeno per quanto riguarda il Veneto.
proviamo a mettere insieme due fatti:

Brutto episodio di vandalismo a Camposampiero. Giubbini dati alle fiamme sulla cattedra, mentre gli studenti sono in laboratorio
Bulli incendiari all'Itis "Pertini"
Si temeva che il fuoco si propagasse. Centinaia di ragazzi evacuati. Aperta un’inchiesta

Bulli in azione all'istituto tecnico Pertini di Camposampiero. L'altra mattina, mentre gli studenti di una prima classe erano nel laboratorio di chimica, qualcuno è entrato in aula, ha preso i giubbotti di due ragazzi e due ragazze, li ha sistemati sopra la cattedra e li ha incendiati assieme al registro delle presenze. Uno studente di un'altra classe che stava andando in bagno dal corridoio ha visto il fumo è ha dato l'allarme. Subito è stato evacuato l'edificio. Ottocento gli alunni corsi in strada mentre i responsabili della scuola hanno provveduto a spegnere l'incendio con un estintore e ad avvertire i carabinieri. «Se vuole avere una punizione meno severa è bene che chi ha compiuto questo gesto grave si presenti», ha detto il vicedirigente.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3773198&Data=2008-05-01&Pagina=1



E' un grave episodio di disagio sociale oltre che di danneggiamento (negli anni '70 una simile azione era considerata un atto di terrorismo e molte persone per azioni simili sono state condannate per atti di terrorismo, anche se non si sognavano di danneggiare i più deboli!)
Ma, secondo i sindaci Veneti, dove stanno i pericoli per la società?

da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3773199&Data=2008-05-01&Pagina=1



Vigonza "Ronde" leghiste davanti ai cimiteri


Varato il progetto "Vigonza sicura". Nato da un'idea di Roberto Caon, consigliere comunale della Lega Nord con delega sulla sicurezza. La prima iniziativa promossa da "Vigonza Sicura" sarà l'organizzazione di pattugliamenti all'entrata e all'uscita dei cimiteri. «Il nostro pattugliamento - commenta Caon - sarà dimostrativo e civico: saranno solo segnalate persone sospette e comportamenti equivoci che possono provocare problemi di ordine pubblico. La prima mossa sarà proprio quella di sorvegliare le entrate dei cimiteri comunali».


Una dislessia così grande fra problemi e interventi è dovuta a problemi emotivi infantili. Da un lato si favorisce l'insorgere del disagio sociale minorile e dall'altro si paventano pericoli prima ancora che i pericoli si presentano: in pratica si costruisce terrore sociale.
E' una logica con la quale è necessario fare i conti.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Violenza a Verona e ronde padane

Quando si organizzano le ronde contro gli extracomunitari altro non si fa che coprire una società malata di distruzione fin dalle fondamenta. Un’infanzia malata più costretta a mettersi in ginocchio a pregare il crocifisso che non fornita degli strumenti con cui affrontare in maniera coerente la vita sociale.

Riporto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=23479&sez=HOME_INITALIA

Picchiato per una sigaretta rifiutata:
a Verona ventinovenne in coma


VERONA (2 maggio) - Lotta contro la morte un ragazzo di 29 anni aggredito la notte del primo maggio nel centro di Verona. La sua colpa è stata quella di aver detto no a un gruppo di 5 trentenni che gli avevano chiesto una sigaretta. Nicola Tommasoli sottoposto a un delicato intervento chirurgico all'ospedale di Borgo Trento dopo essere stato preso a calci sull'addome e sulla nuca, è in coma. Il ragazzo, di Santa Maria di Negrar, disegnatore in un'officina meccanica, insieme a due amici, verso le due di notte, stava tornando alla macchina dopo essere uscito da un locale vicino a Porta Leoni. All'angolo con via Cappello i tre incontrano i cinque trentenni italiani che hanno reagito con la furia della violenza per una sigaretta non data. Due se la cavano con poco. Tommaso viene invece massacrato a calci. Secondo i due amici gli aggressori erano «normali», cioè senza simboli che possano richiamare gruppi estremistici.Una tragedia che ha scosso Verona, arrivata poche ore dopo la richiesta avanzata dal sindaco Flavio Tosi di 72 nuovi agenti delle forze dell'ordine da utilizzare per le politiche della sicurezza sul territorio veronese. Verona al ministero chiede 42 nuovi agenti di polizia, 18 dei carabinieri e 12 della Guardia di Finanza.


Infanzia ammalata di parrocchia che non sa distinguere l’onnipotenza della banda che li spinge a sprangare da quella di cittadini attrezzati per affrontare coerentemente la società in cui vivono. Un sindaco che chiede agenti e mobilita ronde contro gli extracomunitari mentre, nel far questo, alimenta il marcio e il disagio sociale. Una Verona che scopre come gli imprenditori (vedi Sona) ricattano i dipendenti per poterli violentare. Una città che non è fatta da relazione fra persone, ma fra individui che vanno costretti in ginocchio, sia con le spranghe che col ricatto sessuale.
Una città ammalata nel profondo. Ammalata nei suoi figli più giovani fra cui la droga scorre a fiumi spesso spacciata attraverso gli oratori.
L’origine del male sociale sta nella struttura sociale che si è dimessa dalle responsabilità civili preferendo fingere di non vedere che cosa si muove nel sociale.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
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e-mail claudiosimeoni@libero.it