La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 13 maggio 2008

Alcune osservazioni sulle modalità di suicidio dei Partiti Politici della sinistra in Veneto

Sono piccole cose, ma capaci di far comprendere come e perché la sinistra si suicida in Veneto.
E’ stato presentato un piano per i supermercati in Veneto ad opera della giunta regionale.
La grande distribuzione, negli ultimi 15-20 anni è stata la struttura che ha contribuito ad abbassare i prezzi e a contenere, in qualche modo, il carovita consentendo una diversificazione degli acquisti alle persone.

A questo piano si oppongono i partiti dell’opposizione della sinistra nella giunta regionale del Veneto motivando l’opposizione con una difesa dei piccoli commercianti.
I piccoli commercianti sono stati il motore portante di tutti i movimenti più antisociali del Veneto. A livello nazionale, da Billè agli attuali dirigenti, sono quelli che hanno espresso posizioni affinché i salari rimanessero fra i più bassi d’Europa e le condizioni di vita e di lavoro le peggiori possibili. I piccoli commercianti, in particolare, hanno controllato i prezzi nei piccoli paesi e nei quartieri popolari tenendo la popolazione sotto il ricatto di rincari spesso percepiti come ingiustificati. Gran parte dell’insicurezza, che le persone percepiscono, è dovuta all’impossibilità di arrivare a fine mese.

Ancora una volta i partiti di sinistra hanno avuto i voti dai ceti popolari, ma finiscono per agire e favorire coloro che creano insicurezza nei confronti dei ceti sociali. Anziché rispondere alle esigenze di chi li ha votati, rispondono alle esigenze di chi aggredisce chi li ha votati. Ancora una volta le persone dicono: “Ti ho votato, ma tu non mi ripaghi, non rispondi ai miei bisogni!” I partiti di sinistra, nel Veneto, pensano ai loro elettori come dei servi sciocchi che li debbano votare perché sono di “sinistra” e loro, una volta votati, possono favorire i ceti sociali diversi e vessatori nei confronti dei loro elettori.

Così, la rabbia delle persone, anziché essere veicolata nelle condizioni e nelle situazioni che costoro reputano importanti come il salario, le condizioni sociali, la sicurezza sul lavoro, ecc. si chiude arroccandosi in difesa del presente. Il nemico non è più chi costruisce delle condizioni sociali che ti fanno venire il cancro fra 15 anni, ma la persona che tende una mano al semaforo. Il povero, lo zingaro, il pezzente, vengono percepite come le persone che minacciano il loro presente che vedono incerto e precario.

E quando i partiti di destra indicheranno nel povero, nel pezzente, nello zingaro, l’insicurezza sociale, i partiti di sinistra difenderanno i poveri e lo zingaro, ma non lo faranno in funzione della società, ma in funzione di un pietismo autolesionista che porterà a danneggiare sia il povero che lo zingaro e la società civile nel suo insieme. Perché la sinistra vuole che il povero continui ad essere povero, lo zingaro continui a vivere nell’insicurezza e nella instabilità e questa instabilità e questa insicurezza la imporrà ai cittadini che vedono nel povero e nello zingaro dei concorrenti alle briciole che la società butta sotto il tavolo.

L’autolesionismo dei partiti della sinistra in Veneto è dovuto al fatto che quei partiti si sono dimenticati dell’analisi economica, dell’analisi sociale, della relazione che esiste fra l’uomo e il lavoro e l’uomo e il suo ambiente, in funzione di un futuro possibile. Un futuro pensato, un futuro idealizzabile. I partiti della sinistra, per il Veneto in particolare, si sono rinchiusi in una caricatura della carità cristiana la cui attività consiste nel togliere benessere e sicurezza ai cittadini più fragili in funzione del dominio sociale giustificando quest’azione con un pietismo e un’autodistruzione fine a sé stessa.

Chissà che non siano i commercianti a votare i partiti di sinistra del Veneto alle prossime elezioni favoriti in modo così vistoso da un’azione a loro favore dei partiti della sinistra in Veneto. Una difesa che non hanno avuto nemmeno gli operai di Porto Marghera quando le condizioni di lavoro imposte li portavano ad ammalarsi di cancro o distruggeva i loro reni. “Che io sia ammalato di cancro va bene, ma che io debba subire anche lo zingaro che mi venga in casa, non ne posso più!” E così si finisce per dire: “Fatemi ammalare di cancro, ma toglietemi gli zingari!”

Così si discute degli zingari e non del cromo esavalente che viene sversato dalla fabbrica di turno nelle acque...
Si discute dei poveri commercianti oppressi dai supermercati e non della carta che, ancor oggi, i piccoli commercianti continuano a far pagare al prezzo del prosciutto. Io posso essere derubato dal piccolo commerciante, secondo i partiti della sinistra del Veneto, ma il piccolo commerciane va difeso nei confronti di chi, sia pur un colosso multinazionale, mi permette di contenere i prezzi.

Sei stato eletto perché tu possa garantirmi qualche cosa, non perché tu svolga bene il tuo compitino e ti faccia applaudire, dall’industriale o dal commerciante. Questo non significa che l’industriale o il commerciante siano i miei nemici, ma significa che in cima alle tue priorità ci sono i bisogni di chi ti ha votato e non il tuo compiacimento di essere approvato dal commerciante o dall’industriale.
Lo zoccolo duro della fedeltà ideologica ha illuso i partiti di sinistra di aver sempre un appoggio popolare tale da permettere ai suoi eletti di poter fare quello che si vuole senza dover rendere conto alle persone. E le illusioni si pagano: SEMPRE!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it