La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 24 maggio 2008

Il Veneto fra fumo, noia, ubriacatura e sballo: che futuro?

Quando le persone non hanno più prospettiva per il futuro si rinchiudono su sé stesse. Non ci sono ideali per i quali esistere e combattere, ma solo la propria sopravvivenza in una ricerca spasmodica di emozioni.
E’ questo che succede in Veneto in questo periodo.
E non frega niente a nessuno.
Ai sindaci interessa prendere soldi e usare squadre di picchiatori che chiamano ronde per illudere i cittadini di essere al sicuro. Al sicuro da cosa? Al sicuro in attesa di morire. Già, perché quando manca l’apertura verso il futuro non c’è più progetto esistenziale, ma solo una serie di azioni spasmodiche che calmano l’ansia della vuotezza del presente, con droga, sesso, violenza, intese nel loro aspetto più deleterio, che realizzano l’attesa della morte e della fine dell’esistenza.

Da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3798026&Data=2008-5-24&Pagina=11


Fumo e "sballo" per un giovane veneto su tre

Sondaggio Adiconsum sulle preferenze degli under 19, abbigliamento e telefonino le principali voci di spesa
Vicenza
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Hanno la paghetta, settimanale o mensile, lavorano nel fine settimana, spendono soprattutto per l'abbigliamento e in tasca hanno almeno un telefonino. Questa è l'immagine dei giovani veneti che emerge dall'indagine conoscitiva di Adiconsum, "Giovani e consumi", presentata in Fiera a Vicenza in occasione della Giornata del consumatore. Uno studio condotto dall'Associazione di consumatori regionale su un campione di 1.500 studenti, tra i 14 ed i 19 anni, residenti nelle province di Padova, Rovigo, Treviso e Vicenza, dal quale emergono dati che fanno riflettere: «Il 60 per cento dei ragazzi», commenta il segretario regionale Adiconsum, Valer Rigobon, «consuma alcolici, il 30 per cento fuma, fa uso o ha provato almeno una volta sostanze stupefacenti, il 40 per cento degli interpellati ha avuto rapporti sessuali, nel 90 per cento dei casi protetti». I maschi risultano maggiormente soddisfatti rispetto alle ragazze, ma l'immagine che emerge è sovrapponibile: hanno un'idea di sé positiva, definendosi ottimisti, estroversi, socievoli, sognatori e intraprendenti il 74 per cento degli intervistati, mentre il 45 per cento si definisce influenzabile. Interessante il dato su budget settimanale a disposizione. La metà dei ragazzi intervistati dispone settimanalmente di una cifra tra 0 e 20 euro, il 23 per cento da 20 a 40 euro, il 19 per cento non spende nulla, in quanto i genitori provvedono interamente alle spese. I maschi sono ancora favoriti: il 13,8 per cento dispone di oltre 50 euro settimanali, contro il 3,7 per cento delle femmine. «La famiglia, dunque», prosegue il segretario Valter Rigobon, «sostiene il figlio in tutte le sue spese. Sono pochi gli intervistati che, considerando la propria disponibilità economica insufficiente, cercano una forma di indipendenza. Poca importanza viene attribuita alle attività culturali, tra le quali si preferiscono cinema e concerti». Difficile il rapporto con la pubblicità: la maggior parte del campione, infatti, la considera falsa, invadente e stupida (92 per cento). Nonostante questa connotazione negativa, la pubblicità viene ritenuta condizionante (79 per cento) e talvolta utile (45 per cento).
Abbigliamento - È uno dei settori in cui i ragazzi sono disposti a spendere di più: il 20,5 per cento spende oltre 50 euro al mese. Il 48,6 per cento degli intervistati acquista una volta al mese, per piacere personale (71 per cento), necessità (40 per cento), o per rincorrere la moda (22 per cento).
Telefonia - Oltre il 98 per cento degli intervistati possiede almeno un cellulare, il 24 per cento ne possiede più di uno e il 58,7 per cento ne ha cambiati più di due. Quanto alle ricariche, il 76 per cento spende da 0 a 30 euro, mentre il 16,5 per cento da 30 ad oltre 50 euro al mese.
Tempo libero - Degli intervistati una bassa percentuale frequenta gruppi politici, religiosi o culturali, va raramente a teatro e si dedica poco al volontariato. Per il tempo libero i ragazzi spendono settimanalmente (escluso il sabato) da 0 a 20 euro (73,3 per cento), oltre i 30 euro il 17,7 per cento. Per il sabato sera se ne vanno da 10 a 20 euro (47,2 per cento), fino a 10 euro (30 per cento).
«È necessario conoscere più da vicino i giovani - conclude il segretario Valter Rigobon - perciò Adiconsum intende istituire un osservatorio permanente, che possa trarre rilevazioni non solo nella scuola, ma anche nei luoghi dove si consuma davvero, non più in "laboratorio", quindi, ma sul campo».
Matteo Crestani

Se nemmeno queste cifre fanno riflettere, appare evidente come non ci sia più, da parte dei cittadini del Veneto, la capacità di comprendere la gravità della situazione nella struttura sociale. Quando Parigi rifiuta a Verona le opere, non lo fa per un dispetto a Tosi, ma lo fa perché per muovere quelle opere è necessario un tessuto sociale e culturale. Non basta vendere biglietti. Un’opera d’arte agisce su una struttura sociale e culturale in essere alla quale aggiunge delle aperture verso il futuro: QUESTO SI CHIAMA CULTURA!
Il resto è solo propaganda con cui si impedisce l’analisi sociale e ci si trova a gestire una situazione, non solo di disagio sociale, ma di asservimento a quegli immigrati che disciplinati e coscienziosi pongono le basi per il loro futuro.
Lo so che in molte parti d’Italia non è molto diverso. Cofferati a Bologna non è diverso da Bitonci, Gentilini o Cacciari, ma io vivo nel Veneto e sottolineo, nello specifico, i problemi del Veneto.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it