La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 31 luglio 2008

Treviso e il Veneto fra razzismo, odio sociale e uso della droga fra i giovani

E’ più che evidente che qualcuno sta incitando alla guerra civile.
Un odio sociale che qualcuno sta tenendo vivo per impedire ai cittadini di guardare da dove arriva l’origine dei loro problemi.

Data di pubblicazione: 31-07-2008

SASSI CONTRO LA MOSCHEA, INDAGATI DUE SEDICENNI
L’ipotesi di reato è violenza per motivi razziali. Uno di loro è figlio di un politico locale della Lega

Nervesa – Prima avevano battuto contro la porta, poco dopo era ripassati con lo scooter e ci avevano scagliato un grosso sasso. Per quanto successo alla sede dell’associazione islamica “La Pace” di Sovilla, utilizzata anche come moschea, ora sono finiti nei guai due sedicenni: denunciati a piede libero dai carabinieri di Nervesa al tribunale dei minori. Sono B.S., apprendista falegname, e V.F., studente.
Provengono da famiglie normali, uno di loro è figlio di un esponente politico della Lega che opera a livello locale. Entrambi sono incensurati. Il fatto risale a maggio scorso. Il sasso aveva scheggiato la porta d’ingresso dell’associazione/moschea, in quel periodo al centro di polemiche per via della volontà da parte dell’amministrazione comunale di farla chiudere. Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri nei giorni successivi al fatto, poco prima due ragazzi avevano insultato alcuni frequentatori della sede dell’associazione.
Le forze dell’ordine sono arrivate all’individuazione dei due minorenni dopo aver catalogato tutti i possessori di scooter del paese, facendoli andare in caserma con i loro genitori. Alla fine hanno ristretto il cerchio fino ad arrivare ai due che con tutta probabilità sono gli autori del gesto. Ora sono indagati alla Procura della Repubblica. L’ipotesi di reato è di violenza per motivi razziali.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/8961

Sono i soggetti fragili. Ragazzini di una società in disfacimento. Eccitabili e attraversati da quel delirio di onnipotenza che può attenuarsi, a livello psichico, soltanto nella violenza fatta nei confronti del più debole, dell’emarginato. Una violenza che vede il vero responsabile nel sindaco di Nervesa incapace di affrontare i problemi della sua cittadina perché attraversato da deliri mistici che vedono nell’altro, nel diverso, non un patrimonio della società civile, ma un soggeto da rinchiudere nelle camere a gas. E, dunque, se è da rinchiudere nelle camere a gas, a qual fine riconoscere il suo diritto a praticare la sua religione?
Già il sindaco di Nervesa, nel suo tentativo di incitare alla guerra civile era stato chiaro:

Data di pubblicazione: 12-05-2008

SASSO CONTRO LA MOSCHEA, SECONDO IL SINDACO È OPERA DEI MUSULMANI
Berton tira dritto: venerdì la conferenza dei servizi in cui si deciderà se chiudere il centro

Nervesa – Il sindaco Fiorenzo Berton punta il dito contro gli stessi musulmani. Secondo il primo cittadino, il sasso contro la moschea di Sovilla non sarebbe frutto di semplice vandalismo, magari ad opera di ragazzini come è stato ipotizzato, ma un’azione derivante dalla volontà della stessa comunità islamica.
I musulmani, quindi, secondo Berton si sarebbero lanciati addosso il sasso da soli. Non sposta di una virgola la propria posizione: i musulmani devono andarsene al più presto. Non ha nessuna intenzione di contribuire alla ricerca di una nuova sede dove poter svolgere incontri di preghiera e dove insediare l’associazione La Pace, che gestisce il centro.
Il sasso è stato scagliato venerdì sera intorno alle 21, quando all’interno dello stabile di Sovilla c’erano diverse persone. Hanno detto di aver sentito prima battere alla porta, poi sarebbero passati quattro ragazzi a bordo di scooter che avrebbero lanciato la grossa pietra contro la porta d’ingresso in vetro. L’associazione ha sporto denuncia ai carabinieri.
Tre anni fa un precedente: contro la moschea qualcuno aveva fatto esplodere un ordigno artigianale. Venerdì, in municipio, la conferenza dei servizi durante la quale si deciderà in merito alla chiusura.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/7162


Questa voglia di violentare chi non si mette in ginocchio davanti al dio cristiano sta attraversando e inquinando l’intera società civile del Veneto.
Una società malata, com’è malato tutto il paese che appare incapace di dare delle prospettive future ai suoi figli. Ma se la situazione nel paese è grave, a Treviso e nell’intero Veneto è drammatica. La gioventù stessa è come paralizzata e vive un’ossessione nel presente che solo la droga sembra dare un sollievo alla sua angoscia. Un’angoscia che Gentilini e la sua banda hanno cavalcato per interesse personale gestendo la paura che elementi sconosciuti, come gli immigrati, fossero in grado di mettere in discussione i livelli di vita. Gentilini e la sua banda hanno favorito lo spaccio di droga. Hanno favorito la distruzione psicologica nelle persone della percezione delle trasformazioni sociali rendendole impotenti davanti ad un futuro che, comunque, dovranno affrontare.
Buttare i sassi contro le moschee considerando gli immigrati come bestiame da vessare nel peggior atto razzista e nazista che si possa immaginare comporta quella chiusura psicologica al futuro che, inevitabilmente, conduce i ragazzi ad ingerire grandi quantità di droga. Come l’altro, il diverso, va ammazzato, vessato, offeso, denigrato; così il sé stessi va chiuso ad ogni relazione. Una chiusura che solo la droga può garantire.


Data di pubblicazione: 29-07-2008

PR TREVIGIANO ARRESTATO PER DROGA
Preoccupa, dice Tumminia, che l'età di assunzione di sostanze si abbassi sempre di più

Treviso - L’operazione “Zero in condotta” compie un altro passo nella direzione di sconfiggere la piaga della droga.
Sabato sera la Polizia ha arrestato Florian Sadiku, 26enne albanese, e il 31enne trevigiano Paolo Daffrè, ritenuti una coppia di rilievo nell’ambito dello spaccio cittadino che probabilmente, per vendere le dosi, si avvaleva anche della rete di contatti e conoscenza di Daffrè, pr e buttafuori nelle discoteche.
Quando sono scattate le manette, i due avevano appena lasciato in auto la casa di Cendon dove viveva Daffrè e dove Sadiku, clandestino, era ospite da mesi, per andare a fare “affari” nei locali trevigiani. Alla vista della pattuglia, l’albanese ha tentato di ingoiare le 4 capsule di cocaina che portava con sé ma gli agenti, dopo una lotta di alcuni minuti, sono riusciti a evitare che lo facesse.
Perquisendo l’abitazione del trevigiano, gli agenti della Mobile hanno trovato 50 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e una ventina di ricevute di versamenti effettuati tramite Western Union.
Il capo della Mobile trevigiana, Riccardo Tumminia, riferisce che l’azione investigativa si sta concentrando anche sui movimenti di denaro che sicuramente testimoniano il giro economico dei proventi dello spaccio. Denaro che veniva reinvestito per l’acquisto di altri stupefacenti da piazzare nel trevigiano e, ora, anche nelle spiagge del litorale veneziano.
E quello che prima era un vizio per pochi danarosi, ora è un fenomeno capace di radicarsi anche fuori e dentro le scuole, anche perché i prezzi per acquistare una dose si stanno sempre più abbassando. In relazione al giro di droga scoperto nei licei cittadini, Tumminia ricorda che l’età dell’assunzione della droga sta scendendo sempre più. Non è, infatti, raro che la utilizzi anche un ragazzino tredicenne, magari sotto gli occhi dei suoi genitori. Alla Polizia, ricorda il dirigente della Questura, spetta il compito di repressione, ma alla scuola e, soprattutto, alla famiglie quello dell’educazione e dell’attenzione.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/8923


Ha tutte le ragioni il capo della Squadra Mobile Trevigiana. Ma molte delle responsabilità sono sue e dei suoi colleghi. Quante volte si sono lasciati correre episodi gravi di nazismo. Quante volte si sono ignorati i segnali che attraversavano la società civile. Venivano giudicati episodi non gravi. “Cose di competenza di altri uffici!”. Ed ora, che cosa succederà? Che futuro ha una società in cui i ragazzi si riempiono di droga e vedono nella droga dispersa ogni loro speranza?
La squadra mobile doveva reprimere gli individui che nelle Istituzioni agivano contro la società civile. Contro il Gentilini che levava le panchine; contro i vigili urbani che fanno una guerra di religione contro chi prega; contro quei sindaci che pretendono di impedire alle donne di usare il loro corpo. Contro tutti coloro che stuprano ragazzi costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso offendendo la Costituzione e le norme fondamentali della società civile. Quando hai costretto, stuprandolo, un ragazzo a pregare, gli hai distrutto la prospettiva del futuro in una società giuridicamente e socialmente complessa. Diventa angosciato e la droga è l’unico sollievo che ha.
E’ facile mettere le manette all’extracomunitario irregolare; ma quando la polizia ha PAURA di ammanettare uno come Gentilini, allora significa che questa società è VERAMENTE MALATA!
E ai ragazzi non resta altro che drogarsi.
AUGURI VENETO: auguri di cuore; perché un triste futuro ti attende.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 27 luglio 2008

La mostra sulla storia dei Veneti

Sto lavorando ad una mostra sulla “STORIA DEL POPOLO VENETO” che parte dal Paleolitico e si conclude con l’arrivo del cristianesimo. Come ho detto, quando arriva il cristianesimo cessa la storia del popolo per iniziare quella del dio padrone.
La mostra è divisa in TRE sezioni: storia umana in relazione alla Storia dei Veneti corredata, per ora, di quaranta fotografie in formato A4 sulla storia dei VEneti; schede sui periodi storici e sulla locazione degli insediamenti divisi per età: PALEOLITICO, NEOLITICO, ETA’ DEL RAME-BRONZO, ETA’ DEL FERRO ed EPOCA ROMANA. La mostra sarà completata dai manifesti sull’alfabeto della Val D’Assa (ritrovamenti rupestri).
La seconda sezione riguarda una mostra già presentata relativa agli Dèi degli Antichi Paleoveneti;
La terza sezione è composta da quaranta schede di articoli raccolti negli ultimi 7 anni (selezionati) che dimostrano la diversità dell’uomo antico nelle relazioni con il mondo rispetto all’uomo moderno attuale.Dalle scoperte scientifiche sulla trasformazione del cervello; al diverso uso dei sensi; al mondo diverso di formare la conoscenza in relazione alla percezione del mondo; le ultime ricerche sull’uso della parola nei popoli Antichi; la loro struttura psichica; l’uso del cervello nello stomaco, l’evoluzione della risata, stimoli psichici fondamentali nella percezione del mondo.
-
Alcune informazioni sugli adattamenti soggettivi dell'individuo nel proprio ambiente: davvero la lavorazione della pietra scheggiata del Paleolitico può essere considerata inferiore alla levigatura della pietra del Neolitico?
L'età del bronzo è davvero stata superata dall'età del ferro o non è piuttosto l'età del ferro un ripiegamento?
E la cultura?
Il sistema sociale non ha origine nell'uomo, ma nei primati e il sistema sociale non ha origine nell'uomo, ma nei mammiferi. E quali sono le necessità di giustizia negli Oranghi in relazione al senso di giustizia dell'Essere Umano?
E qual è il bisogno di vendetta?
Com'è l'evoluzione genetica e sociale in questa fase storica?
Detto fra noi, che senso ha conoscere la storia della forma dell'uomo se non si conosce la storia delle trasformazioni psico-emotive degli Esseri Umani?
Qualsiasi idiota sa fotografare una pietra scheggiata o levigata, ma solo uno Stregone, supportato dalla moderna ricerca scientifica, è in grado di identificare la relazione emotiva del divenuto dell'individuo in relazione al mondo in cui sta vivendo.
-
Si tratta di una mega-mostra che rappresenta una novità assoluta nel panorama delle mostre storiche.
Certo, molte cose rimangono da completare e molti problemi tecnici devono essere ancora risolti, ma per settembre sarà pronta.E’ sicuramente il miglior modo per conoscere la storia del popolo Veneto e di tutti i popoli in generale; conoscere ciò che non ci hanno lasciato scritto comprendendo come loro percepivano il mondo o come avrebbero potuto percepirlo per costruire il presente in cui viviamo. Certo che pensare che molte cose sono iniziate in Tanzania 1.800.000 anni fa eppure tutto si trasforma in continuazione e tutto diviene fino a rappresentare ciò che noi siamo.
Parte del lavoro è all'indirizzo:
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

giovedì 24 luglio 2008

Logica e raziocinio nella manipolazione delle masse elettorali


Razionalità ed inganno
Le ragioni razionali con cui si sostiene un’idea non manifestano l’idea, ma possono (e spesso avviene) nascondere l’idea sotto delle rappresentazioni e degli intendimenti i cui scopi servono a confondere le masse o l’interlocutore. Nascondere l’idea trasmettendo segnali attraverso ragionamenti che allontanano l’attenzione dell’interlocutore dalla “vera” idea di chi la manifesta. La razionalità è la dimensione nella quale maggiormente viene costruito l’inganno. Noi parliamo di logica, ma la logica è uno sviluppo razionale di presupposti accettati dall’interlocutore. Così le analogie. Quando chi espone le proprie idee usa delle analogie queste analogie devono essere intese dalla “massa” che intende far funzionare per l’applicazione delle sue idee. In un ambiente cristiano dire “Agiremo schiacciando la testa al serpente” è un’analogia compresa, come è compresa la risposta all’augurio “In bocca al lupo” come “Crepi il lupo”. Una massa che consideri il simbolo del serpente positivo ( o positivo il ruolo del serpente nella struttura della vita della natura); schiacciare la testa del serpente o invocare la morte del lupo sono segnali negativi. Così le analogie verranno scelte con cura per far accettare l’idea. Scegliere con cura le analogie in base al pubblico è già un mascherare l’idea in quanto l’analogia diventa il messaggio di veicolazione dell’idea non in funzione della spiegazione dell’idea, ma dell’accettazione da parte del pubblico dell’analogia distraendolo dall’idea che l’analogia vorrebbe comunicare.
E’ un po’ come fa Gardner nella scelta dei personaggi che vuole usare come esempio: Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan, Thatcer, Shapiro, Freedman. Appare evidente l’inganno perpetrato da Gardner che ha evitato di analizzare Hitler e Mussolini i quali hanno usato la loro razionalità per ingannare sulla realtà delle loro idee. Hanno ingannato elettorati estremamente vasti. Ben più vasti di Thatcer, Shapiro o gli altri.


L’oggetto dell’altro

Nell’uso della razionalità per trasmettere le idee è necessario tener conto dell’altro. L’altro come interlocutore o come massa. Uno degli errori fondamentali fatti da Umberto Galimberti analizzando il vuoto comunicativo dei ragazzi che buttavano le pietre dai cavalcavia era la riduzione della loro capacità comunicativa alle proprie categorie. Umberto Bossi ha lo stesso livello intellettuale dei ragazzi che gettano le pietre dai cavalcavia; eppure viene votato! Questo perché il linguaggio razionale non è quello che io considero e voglio che sia il linguaggio razionale, ma è quello che viene recepito dal mio interlocutore o dalla massa che ho di fronte. Un giornalista si stupì perché Massimo Cacciari non conosceva un cantante famoso e Cacciari gli rispose (più o meno): “Non è mica Socrate!”. Umberto Bossi e Massimo Cacciari vivono in un sistema sociale in cui una testa vale un voto! Se la massa fosse fatta da altrettanti Socrate, Cacciari avrebbe delle ragioni da sostenere. Invece, la massa è fatta da altrettanti Borghezio, Calderoli o Bitonci che conoscono il cantante o l’isola dei famosi, ma non conoscono né Socrate né nessun altro. Umberto Bossi, dicendo stupidaggini comunica razionalmente il suo pensiero; Veltroni o Cacciari o Bettin, non sanno comunicare razionalmente il loro pensiero. Sono persone assolutamente irrazionali ed illogiche. Indubbiamente alla lunga l’elettorato di Umberto Bossi comprenderà l’inganno o comunque lo subirà, ma ha i voti!
L’altro è fondamentale nella comunicazione. Né Bossi né Berlusconi hanno studiato l’altro; la massa. Essi sono la massa; il loro comportamento è assolutamente naturale in sintonia con la massa in quanto da quella massa provengono e da quella massa intendono ottenere i profitti. Come stupirsi dell’ignoranza di Gentilini, ex sindaco di Treviso? Treviso è come Gentilini! Il livello intellettuale degli abitanti di Treviso, della massa degli abitanti di Treviso, E’ COME GENTILINI!
Così, impegni importanti o idee complesse devono essere esposte con un linguaggio che non guardi al futuro (perché gli abitanti di Treviso non sanno nemmeno che cosa sia; per loro l’idea della trasformazione temporale del presente è illogica ed inesistente), ma agisca nell’immediato anche se l’idea tende alla trasformazione del presente. Deve essere esposta con un linguaggio che coinvolga la persona-massa nell’immediato; che paventi soluzione vicine e nello stesso tempo che accusi l’altro (quale altro? L’avversario, il demonio di turno) per ogni ritardo di realizzazione della promessa con cui si vuole veicolare l’idea.


L’oggetto che l’altro immagina

La realtà è sempre immaginata dalle masse. La massa di persone sono ancora ferme a sognare “mari de tocio e monti de polenta” vivendo in una sorta di fame insaziabile di benessere che si disseta solo là dove incontra una promessa. Una promessa che venga fatta col loro linguaggio. Solo il loro linguaggio è razionale. Anche se quel linguaggio è fatto di luoghi comuni o di leggende metropolitaane spacciate per vere, per loro solo ciò che procede da questo è logico. Tutto il resto è illogico, folle, irrazionale. E’ assolutamente logico e comprensibile che Berlusconi voglia fare i soldi; ognuno di loro lo vuole. E’ assolutamente logico che Berlusconi metta in atto delle azioni illegali per fare i soldi; ognuno di loro ritiene che le azioni illegali per fare i soldi siano assolutamente legittime in quanto, voler fare i soldi, legittima ogni comportamento illegale. Pertanto diventa assolutamente logico che Berlusconi accusi i magistrati di complotto. Infatti, per la massa, le ragioni di giustizia non sono ragioni logiche, ma ragioni di un folle. E i magistrati sono dei folli perché non riescono a capire la concretezza di Berlusconi nel voler fare i soldi. E’ legittimo fare i soldi; è illegittimo fare giustizia.
Dal momento che una testa è un voto, appare logico, per questa massa, dare il voto a Berlusconi. Berlusconi parla coerentemente il linguaggio della massa che lo ascolta. Fu così anche con Mussolini e con Hitler. E’ sufficiente conoscere ciò che vuole la massa, l’altro, paventarlo, ed è pronta, la massa o l’altro, ad accettare quell’idea perché di quell’idea non gli frega assolutamente nulla fermo com’è nell’attesa della realizzazione delle sue aspettative.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 22 luglio 2008

Il Veneto e la sua storia

Il Veneto e la sua storia.
La storia dei “paleoveneti”.
Ma davvero c’è un solo modo per raccontare la storia?
E qual è la storia dei Veneti se anziché raccontarla con il linguaggio cristiano, la raccontiamo col linguaggio della Stregoneria e del Paganesimo Politeista?
Verrebbe fuori una storia diversa?
Non credo. La storia, i fatti, sono quelli che posiamo raccogliere: si tratta del punto di vista di chi raccoglie i fatti.
Si tratta della capacità del ricercatore di aprire la propria percezione e intuizione ai fatti.

Guardiamo lo stesso oggetto, ma cogliamo aspetti diversi. Aspetti diversi diventano importanti e solo quelli giungono alla nostra coscienza.
Gli occhi del Pagano non sono gli occhi del cristiano. Gli occhi dello Stregone non sono gli occhi di una persona qualsiasi.
E così ho voluto rispondere ad una domanda: se uno Stregone, un Pagano Politeista, dovesse raccontare la storia passata, cosa racconterebbe?
Ho voluto fare un esempio.

Un esempio che ho voluto contenere entro un ambito ristretto, ma che raccontasse il venir in essere della civiltà del Veneto.
Gli Antichi Veneti e la loro vita. Come i Veneti Antichi fondarono il loro futuro e come, quel futuro fu interrotto con l’arrivo del cristianesimo.
Con l’arrivo del cristianesimo non c’è più la storia delle persone; la storia dei popoli. Con l’arrivo del cristianesimo c’è solo la storia del dio padrone e della sua “avanzata gloriosa” nel dominio degli Esseri Umani. Poi c’è un’altra storia, la ribellione degli Esseri Umani al dominio del dio padrone. Due storie che si intrecciano, ma non è la storia dei popoli.


La civiltà umana in Veneto prima dei cristiani; premessa: I Veneti, le civiltà antiche, l'uomo, il primitivismo e l'inganno sociale.
Il Veneto e la sua civiltà: prima parte: La civiltà del Veneto nel Paleolitico.
Il Veneto e la sua civiltà: seconda parte: La civiltà del Veneto nel Neolitico.
Il Veneto e la sua civiltà: terza parte: Il Veneto e la sua civiltà nell'età del rame e del bronzo.
Il Veneto e la sua civiltà: quarta parte: Il Veneto e la sua civiltà nell'età del ferro.
Il Veneto e la sua civiltà: quinta parte: Il Veneto e la sua civiltà nell'età romana.

Io non ho scritto i mille trattati che uno studioso serio avrebbe potuto scrivere. Ho messo insieme alcune informazioni, alcuni punti di vista. Ho formulato alcune osservazioni raccogliendo del materiale archeologico. Ho messo insieme osservazioni di studiosi. Tutto per far comprendere che esistono dei punti di vista per interpretare la storia che spesso non vengono presi in considerazione.
Ho caricato 6 pagine web che mi hanno impegnato quasi un mese di lavoro.
L’antico e il moderno, l’attuale, si intrecciano e manifestano nella quotidianità.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 21 luglio 2008

Il redentore dei cristiani, l'ecstasy e i miracoli nel creare disperazione sociale

Una dose i extasy comperata con una colletta, e dunque, fortemente voluta in un rave party durante la festa del redentore.
Bel miracolo quello del redentore: ammazzare la ragazzina!
Ma quando il redentore dei cristiani ha ammazzato la ragazzina?
Quando ha comperato la pastiglia di ecstasy?
O ha ammazzato la ragazzina quando, rinchiusa in un vuoto esistenziale privo ai aperture verso il futuro l’ha costretta a cercare un’eccitazione in un presente piatto e desolante?
O quando ha svuotato i suoi genitori di volontà di vivere per trasformarli in individui che vegetando in un presente senza futuro aspettano la sua provvidenza?
Il vuoto è la malattia del Veneto. Costruito nell’infanzia delle persone, dispiega il suo orrore nell’adolescenza e in un’età adulta in cui i bisogni si scontrano con una realtà senza risposte. Una realtà che esige dagli individui una risposta da schiavi obbedienti.
E’ il vuoto esistenziale del Veneto che veniva taciuto quando la povertà doveva essere affrontata con duro lavoro, ma che rivela il vuoto psicologico che impone agli individui quando, superate le condizioni di necessità economica si trovano vuoti di ogni contributo culturale.

Riporto dal giornale Il Gazzettino del 21 luglio 2008:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3856798&Data=2008-7-21&Pagina=4



L’altra faccia della notte magica di Venezia: ai Murazzi del Lido un happening promosso attraverso Internet si trasforma in tragedia
A 16 anni uccisa dalla droga al rave del Redentore
La ragazzina, di Rovigo, era con due amiche alla festa non autorizzata. Dopo aver assunto ecstasy è crollata

Venezia
La notte del Redentore si è conclusa in maniera tragica al Lido di Venezia. Una ragazza di 16 anni, Nicole Pasetto, residente a Rovigo è morta dopo aver assunto una dose di Mdma, il principio attivo dell'ecstasy, una droga sintetica tra le più devastanti.
La sostanza stupefacente era stata probabilmente acquistata poco prima da altri ragazzi presenti ad una festa non autorizzata, un rave party, che si stava svolgendo attorno alle 3.30 del mattino di domenica in località Alberoni, lungo i "Murazzi", all'altezza del depuratore. Dopo l'intervento del pronto soccorso, la ragazza è stata ricoverata in stato di coma nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Dolo dove, assistita dai genitori, si è spenta attorno alle 18.30. I medici fin dall'inizio si erano riservati la prognosi: le condizioni della ragazza, infatti, erano apparse immediatamente molto gravi con lesioni devastanti a livello cerebrale. La sedicenne, secondo quanto si è appreso dalle prime testimonianze fornite dai soccorritori, era arrivata al Lido nella stessa serata di sabato assieme ad altre due amiche. A quanto pare le giovani polesane avrebbero deciso di assumere una dose di Mdma mescolata con del liquido. Un cocktail che si è rivelato micidiale per Nicole, mentre le altre due amiche, che erano con lei, all'apparenza non hanno riportato alcun effetto e sono rimaste coscienti. Nicole Pasetto invece, secondo i primi rilievi ancora in fase di accertamento, sarebbe stata colta da un improvviso malore pochi istanti dopo aver ingerito la droga. Perciò sono state le altre due compagne a chiedere soccorso. Sul posto, in un luogo anche non facile da raggiungere, dove è impossibile l'accesso dei mezzi di soccorso visto che si trova lungo i "Murazzi" - le difese di pietra e cemento che proteggono il Lido dal mare - sono giunti in pochi minuti l'equipe del "Suem", con medico rianimatore e le volanti della polizia per i rilievi del caso. Constatate immediatamente le condizioni gravissime di Nicole, è stato deciso dai sanitari l'immediato trasporto all'ospedale di Dolo, senza nemmeno passare per il punto di primo intervento dell'ex ospedale al mare del Lido. Saranno ora le indagini degli uomini del commissariato San Marco, del posto di polizia del Lido e della Squadra mobile, che sono già al lavoro, a dover ricostruire tutti i contorni della vicenda. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore di turno, Lucia D'Alessandro, che disporrà oggi l'autopsia sulla salma che comprenderà approfonditi esami tossicologici per sabilire le cause precise della morte. Il magistrato ipotizza il reato di omicidio colposo per morte avvenuta come conseguenza di altro reato. Ma la formulazione esatta del titolo di reato potrà essere fatta solo dopo la perizia dell'anatomopatologo.
La festa non era mai stata comunicata alla Questura: vi hanno partecipato, secondo le stime, circa duemila persone tra musica "sparata" a tutto volume", alcol e droga. I partecipanti provenivano da tutto il Nordest. Un "rave party" in piena regola: niente a che vedere con le decine di feste che, come ogni anno, secondo tradizione, vengono organizzate tra ragazzi per aspettare l'alba sulla spiaggia del Lido dopo lo spettacolo pirotecnico del Redentore in Bacino di San Marco. I "rave party" (la parola inglese significa appunto delirio) sono manifestazioni musicali, molto spesso illegali organizzate in tutto il mondo all'interno di aree industriali abbandonate o in spazi aperti, dalla durata di una notte o anche di alcuni giorni con diffusori sonori installati su camion o amplificatori. Forse proprio per questo gli organizzatori hanno scelto gli Alberoni, una zona molto decentrata dell'isola del Lido. Anche l'estate scorsa, sempre nella stessa zona, si erano tenuti altri ritrovi, molto simili a "rave party". Una notte di follia forse a caccia di emozioni forti. Stavolta, però, la tragedia era dietro l'angolo. Lorenzo Mayer

Le malattie del Veneto. Voluta ed organizzata dalla chiesa cattolica con la complicità delle Istituzioni. Dalla magistratura, ai sindaci, agli assistenti sociali; tutti organizzati ad assicurarsi il proprio profitto a discapito di una società civile che sta dimostrando tutti i suoi limiti in una crisi esistenziale pronta ad aggravarsi con l’arrivo di nuove difficoltà economiche.
La ragazzina ha cercato con caparbietà la pasticca di ecstasy. L’ha voluta raccogliendo denaro. Qualcuno gliel’ha venduta, ma lei ne aveva necessità. Non poteva farne a meno. Solo quella pastiglia poteva acquietare la disperazione dell’anima che l’attanagliava!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 17 luglio 2008

I veneti, la truffa e il loro delirio di onnipotenza

Truffare, truffare, i veneti sono tanto stupidi da truffare anche sé stessi.
Che seno ha che dei dilettanti usino sostanze dopanti?
Sono talmente bisognosi della gratificazione che sono disposti a tutto. A qualunque porcheria.
Veneti, veneti, come siete caduti in basso:


Operazione anti-doping in Veneto:
80 indagati

PADOVA (17 luglio) - Ottanta persone sono state sottoposte a indagini nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Padova sulla diffusione di sostanze dopanti nelle province di Padova e Treviso. Perquisizioni da parte dei carabinieri dei Nas per accertare le ipotesi investigative relative all'uso illecito di anabolizzanti e di farmaci contenenti ormoni della crescita o, comunque, sostanze finalizzate a migliorare le prestazioni fisiche e sportive. Le indagini - da quanto si è saputo - riguardano la diffusione di sostanze dopanti e farmaci contenenti ormoni della crescita. Sia le sostanze, sia i farmaci provengono dall'estero e - secondo quanto accertato finora - venivano utilizzati sia da frequentatori di palestre, sia da sportivi dilettanti. L'inchiesta, avviata poco più di un anno fa, è coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Roberto D'Angelo. I reati ipotizzati di concorso in falso ideologico, ricettazione, concussione e violazione della legge sull'uso di sostanze dopanti.

Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=8388&sez=HOME_SPORT&npl=&desc_sez=
---

Lo so che vedere queste cose fa tristezza.
Ormai, quando si guarda le gare di ciclismo si guardano dei “drogati” che pedalano.
Cosa è rimasto di sportivo?
Cosa è rimasto della dimensione uomo?
Nulla. Dal bullo che deruba e ingiuria il coetaneo, all’uso massiccio di droga sul territorio, alla truffa e l’inganno come metodo.
E tutto questo costruito nelle parrocchie e negli oratori. Questa voglia di assomigliare all’assoluto dio padrone che porta le persone a primeggiare a discapito di altri. Sia il bullo sulla strada che il dilettante in palestra che, ancora, il truffatore più furbo di altri truffatori.
Così la gente si droga, crea disagio sociale, aggredisce la società civile, pretende che l’altro, lo straniero, subisca e taccia.
Domani ci saranno i funerali di Federica a S. Giorgio delle Pertiche e nessuno ha ancora accusato i famigliari per non aver attrezzato adeguatamente la ragazza nell’affrontare il mondo: grande lavoratrice; aveva il doppio lavoro, alla faccia dei disoccupati, ma era assolutamente incapace di muoversi con prudenza nel mondo.
Che schifezza dover rincorrere continuamente il dolore e non prevenirlo con azioni consapevoli, disciplinate e coerenti. Ma tanto c’è sempre il dio padrone, che vede e che provvede: anche per ammazzare Federica? Per i suoi peccati?
Nel delirio di onnipotenza che il cristiano impone ai suoi figli non è previsto che costoro possano pensare di essere delle prede in un mondo di predatori. Sono loro, ad imitazione del dio padrone, i predatori. Poi, arriva la mazziata sui denti e il delirio di onnipotenza si rivela per quello che è: inganno e truffa che trasforma gli individui in prede.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 16 luglio 2008

Il Veneto e l'abitudine a truffare

In Veneto questi comportamenti sono normali. Appartengono a quei comportamenti acquisiti nelle parrocchie. L’altro deve essere raggirato giocando sui sentimenti. Tu sei buono e l’altro lo devi far sentire un verme emotivo se non soddisfa la tua richiesta. E’ la tecnica del prete cattolico. La tecnica del raggiro. La tecnica dell’inganno che presuppone che l’altro, quello che devi truffare, faccia scattare la sua immaginazione quando usi alcune parole. Dio buono, onlus, aiuto oncologico, beneficenza: sono tutte parole che nell’immaginario di chi ascolta fanno scattare immagini, definizioni e significati predisponendolo per farsi raggirare.



TRUFFE: PUBBLICITA' FASULLE, PROSTITUZIONE,
QUATTRO IN MANETTE

(AGI) - Venezia, 16 lug. - Vendevano spazi pubblicitari inesistenti, annunciavano di devolvere i ricavati ad associazioni benefiche, specialmente quelle per la lotta al cancro, adescavano ragazze promettendo un futuro da modella avviandole invece verso la prostituzione. Con una lunga lista di reati, aggravati dall'associazione a delinquere, sono state arrestate dalle squadre mobili di Venezia e Pesaro quattro persone. Gli arrestati sono: Andrea Romor, veneziano cinquantenne che abita a Mogliano Veneto (Treviso); Mihaela Istrate, romena di 24 anni, convivente di Romor; Avendrace Cherchi, 49 anni, abitante a Vigodarzere (Padova); Tonino Bonfitto, pesarese di 50 anni. Le indagini della polizia sono partite un anno fa dalla denuncia di una ragazza che aveva risposto ad un annuncio per un casting che le avrebbe aperto le porte del mondo del cinema. La giovane ha raccontato invece di essere stata subdolamente avvicinata con proposte poco pulite riguardanti prestazioni sessuali a pagamento. Una pratica che aveva coinvolto parecchie giovani, come hanno accertato gli investigatori. I quattro inoltre, vendevano sistematicamente spazi pubblicitari inesistenti: sono 17 le truffe accertate finora in varie citta' venete. Tutti gli arrestati sono indagati per associazione a delinquere e truffa, Romor e' accusato anche di favoreggiamento della prostituzione. (AGI)

Tratto da:
http://www.agi.it/venezia/notizie/200807161215-cro-r012170-art.html


Tutti i truffatori usano tecniche simili. Nel Veneto, quanto è la mia esperienza, è una tecnica di uso quotidiano. Spesso non serve nemmeno per ottenere prestazioni illegali, ma per ottenere cose di cui le persone hanno diritto. Poi, una volta imparato ad applicare la tecnica nella quotidianità, alcuni la usano anche per delinquere. Solo che è un delinquere che coinvolge la struttura emotiva della vittima e speso i danni che provoca non sono solo quelli del reato commesso, ma ci sono strascichi di natura psicologica.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 7 luglio 2008

psicoanalisi, psichiatria e Stregoneria: libido e principio del piacere

Parlare della libido significa parlare dell’uomo e intervenire in un dibattito sulla sessualità che ha attraversato oltre un secolo di impegno della psicanalisi e di tutte le altre scienze sociali.

Mettere dei punti fermi della Stregoneria significa rispondere alle affermazioni di James Hillman secondo cui dopo 100 anni di psicanalisi la psiche dell’umanità è ancora ridotta ad un cumulo do macerie.

http://www.stregoneriapagana.it/libido1.html

Esiste un punto di vista della Stregoneria. Che è il punto di vista del Paganesimo Politeista sia sulla libido sia sui modi di veicolarla nella società civile. “Principio del piacere” e “principio di realtà! Si sono scontrati nel dibattito psicanaliticico. Inutile dire che la codardia dei psicoanalitici è il primo ostacolo allo sviluppo di una psicoanalisi coerente con le esigenze della società civile e degli uomini.
In questo testo, prendendo come guida un libro di psicanalisi cristiana degli inizi degli anni ’60, analizzo alcune tesi che, diffuse a livello generale, hanno portato al fallimento della psicanalisi.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it