La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 21 luglio 2008

Il redentore dei cristiani, l'ecstasy e i miracoli nel creare disperazione sociale

Una dose i extasy comperata con una colletta, e dunque, fortemente voluta in un rave party durante la festa del redentore.
Bel miracolo quello del redentore: ammazzare la ragazzina!
Ma quando il redentore dei cristiani ha ammazzato la ragazzina?
Quando ha comperato la pastiglia di ecstasy?
O ha ammazzato la ragazzina quando, rinchiusa in un vuoto esistenziale privo ai aperture verso il futuro l’ha costretta a cercare un’eccitazione in un presente piatto e desolante?
O quando ha svuotato i suoi genitori di volontà di vivere per trasformarli in individui che vegetando in un presente senza futuro aspettano la sua provvidenza?
Il vuoto è la malattia del Veneto. Costruito nell’infanzia delle persone, dispiega il suo orrore nell’adolescenza e in un’età adulta in cui i bisogni si scontrano con una realtà senza risposte. Una realtà che esige dagli individui una risposta da schiavi obbedienti.
E’ il vuoto esistenziale del Veneto che veniva taciuto quando la povertà doveva essere affrontata con duro lavoro, ma che rivela il vuoto psicologico che impone agli individui quando, superate le condizioni di necessità economica si trovano vuoti di ogni contributo culturale.

Riporto dal giornale Il Gazzettino del 21 luglio 2008:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3856798&Data=2008-7-21&Pagina=4



L’altra faccia della notte magica di Venezia: ai Murazzi del Lido un happening promosso attraverso Internet si trasforma in tragedia
A 16 anni uccisa dalla droga al rave del Redentore
La ragazzina, di Rovigo, era con due amiche alla festa non autorizzata. Dopo aver assunto ecstasy è crollata

Venezia
La notte del Redentore si è conclusa in maniera tragica al Lido di Venezia. Una ragazza di 16 anni, Nicole Pasetto, residente a Rovigo è morta dopo aver assunto una dose di Mdma, il principio attivo dell'ecstasy, una droga sintetica tra le più devastanti.
La sostanza stupefacente era stata probabilmente acquistata poco prima da altri ragazzi presenti ad una festa non autorizzata, un rave party, che si stava svolgendo attorno alle 3.30 del mattino di domenica in località Alberoni, lungo i "Murazzi", all'altezza del depuratore. Dopo l'intervento del pronto soccorso, la ragazza è stata ricoverata in stato di coma nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Dolo dove, assistita dai genitori, si è spenta attorno alle 18.30. I medici fin dall'inizio si erano riservati la prognosi: le condizioni della ragazza, infatti, erano apparse immediatamente molto gravi con lesioni devastanti a livello cerebrale. La sedicenne, secondo quanto si è appreso dalle prime testimonianze fornite dai soccorritori, era arrivata al Lido nella stessa serata di sabato assieme ad altre due amiche. A quanto pare le giovani polesane avrebbero deciso di assumere una dose di Mdma mescolata con del liquido. Un cocktail che si è rivelato micidiale per Nicole, mentre le altre due amiche, che erano con lei, all'apparenza non hanno riportato alcun effetto e sono rimaste coscienti. Nicole Pasetto invece, secondo i primi rilievi ancora in fase di accertamento, sarebbe stata colta da un improvviso malore pochi istanti dopo aver ingerito la droga. Perciò sono state le altre due compagne a chiedere soccorso. Sul posto, in un luogo anche non facile da raggiungere, dove è impossibile l'accesso dei mezzi di soccorso visto che si trova lungo i "Murazzi" - le difese di pietra e cemento che proteggono il Lido dal mare - sono giunti in pochi minuti l'equipe del "Suem", con medico rianimatore e le volanti della polizia per i rilievi del caso. Constatate immediatamente le condizioni gravissime di Nicole, è stato deciso dai sanitari l'immediato trasporto all'ospedale di Dolo, senza nemmeno passare per il punto di primo intervento dell'ex ospedale al mare del Lido. Saranno ora le indagini degli uomini del commissariato San Marco, del posto di polizia del Lido e della Squadra mobile, che sono già al lavoro, a dover ricostruire tutti i contorni della vicenda. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore di turno, Lucia D'Alessandro, che disporrà oggi l'autopsia sulla salma che comprenderà approfonditi esami tossicologici per sabilire le cause precise della morte. Il magistrato ipotizza il reato di omicidio colposo per morte avvenuta come conseguenza di altro reato. Ma la formulazione esatta del titolo di reato potrà essere fatta solo dopo la perizia dell'anatomopatologo.
La festa non era mai stata comunicata alla Questura: vi hanno partecipato, secondo le stime, circa duemila persone tra musica "sparata" a tutto volume", alcol e droga. I partecipanti provenivano da tutto il Nordest. Un "rave party" in piena regola: niente a che vedere con le decine di feste che, come ogni anno, secondo tradizione, vengono organizzate tra ragazzi per aspettare l'alba sulla spiaggia del Lido dopo lo spettacolo pirotecnico del Redentore in Bacino di San Marco. I "rave party" (la parola inglese significa appunto delirio) sono manifestazioni musicali, molto spesso illegali organizzate in tutto il mondo all'interno di aree industriali abbandonate o in spazi aperti, dalla durata di una notte o anche di alcuni giorni con diffusori sonori installati su camion o amplificatori. Forse proprio per questo gli organizzatori hanno scelto gli Alberoni, una zona molto decentrata dell'isola del Lido. Anche l'estate scorsa, sempre nella stessa zona, si erano tenuti altri ritrovi, molto simili a "rave party". Una notte di follia forse a caccia di emozioni forti. Stavolta, però, la tragedia era dietro l'angolo. Lorenzo Mayer

Le malattie del Veneto. Voluta ed organizzata dalla chiesa cattolica con la complicità delle Istituzioni. Dalla magistratura, ai sindaci, agli assistenti sociali; tutti organizzati ad assicurarsi il proprio profitto a discapito di una società civile che sta dimostrando tutti i suoi limiti in una crisi esistenziale pronta ad aggravarsi con l’arrivo di nuove difficoltà economiche.
La ragazzina ha cercato con caparbietà la pasticca di ecstasy. L’ha voluta raccogliendo denaro. Qualcuno gliel’ha venduta, ma lei ne aveva necessità. Non poteva farne a meno. Solo quella pastiglia poteva acquietare la disperazione dell’anima che l’attanagliava!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it