La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 24 luglio 2008

Logica e raziocinio nella manipolazione delle masse elettorali


Razionalità ed inganno
Le ragioni razionali con cui si sostiene un’idea non manifestano l’idea, ma possono (e spesso avviene) nascondere l’idea sotto delle rappresentazioni e degli intendimenti i cui scopi servono a confondere le masse o l’interlocutore. Nascondere l’idea trasmettendo segnali attraverso ragionamenti che allontanano l’attenzione dell’interlocutore dalla “vera” idea di chi la manifesta. La razionalità è la dimensione nella quale maggiormente viene costruito l’inganno. Noi parliamo di logica, ma la logica è uno sviluppo razionale di presupposti accettati dall’interlocutore. Così le analogie. Quando chi espone le proprie idee usa delle analogie queste analogie devono essere intese dalla “massa” che intende far funzionare per l’applicazione delle sue idee. In un ambiente cristiano dire “Agiremo schiacciando la testa al serpente” è un’analogia compresa, come è compresa la risposta all’augurio “In bocca al lupo” come “Crepi il lupo”. Una massa che consideri il simbolo del serpente positivo ( o positivo il ruolo del serpente nella struttura della vita della natura); schiacciare la testa del serpente o invocare la morte del lupo sono segnali negativi. Così le analogie verranno scelte con cura per far accettare l’idea. Scegliere con cura le analogie in base al pubblico è già un mascherare l’idea in quanto l’analogia diventa il messaggio di veicolazione dell’idea non in funzione della spiegazione dell’idea, ma dell’accettazione da parte del pubblico dell’analogia distraendolo dall’idea che l’analogia vorrebbe comunicare.
E’ un po’ come fa Gardner nella scelta dei personaggi che vuole usare come esempio: Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan, Thatcer, Shapiro, Freedman. Appare evidente l’inganno perpetrato da Gardner che ha evitato di analizzare Hitler e Mussolini i quali hanno usato la loro razionalità per ingannare sulla realtà delle loro idee. Hanno ingannato elettorati estremamente vasti. Ben più vasti di Thatcer, Shapiro o gli altri.


L’oggetto dell’altro

Nell’uso della razionalità per trasmettere le idee è necessario tener conto dell’altro. L’altro come interlocutore o come massa. Uno degli errori fondamentali fatti da Umberto Galimberti analizzando il vuoto comunicativo dei ragazzi che buttavano le pietre dai cavalcavia era la riduzione della loro capacità comunicativa alle proprie categorie. Umberto Bossi ha lo stesso livello intellettuale dei ragazzi che gettano le pietre dai cavalcavia; eppure viene votato! Questo perché il linguaggio razionale non è quello che io considero e voglio che sia il linguaggio razionale, ma è quello che viene recepito dal mio interlocutore o dalla massa che ho di fronte. Un giornalista si stupì perché Massimo Cacciari non conosceva un cantante famoso e Cacciari gli rispose (più o meno): “Non è mica Socrate!”. Umberto Bossi e Massimo Cacciari vivono in un sistema sociale in cui una testa vale un voto! Se la massa fosse fatta da altrettanti Socrate, Cacciari avrebbe delle ragioni da sostenere. Invece, la massa è fatta da altrettanti Borghezio, Calderoli o Bitonci che conoscono il cantante o l’isola dei famosi, ma non conoscono né Socrate né nessun altro. Umberto Bossi, dicendo stupidaggini comunica razionalmente il suo pensiero; Veltroni o Cacciari o Bettin, non sanno comunicare razionalmente il loro pensiero. Sono persone assolutamente irrazionali ed illogiche. Indubbiamente alla lunga l’elettorato di Umberto Bossi comprenderà l’inganno o comunque lo subirà, ma ha i voti!
L’altro è fondamentale nella comunicazione. Né Bossi né Berlusconi hanno studiato l’altro; la massa. Essi sono la massa; il loro comportamento è assolutamente naturale in sintonia con la massa in quanto da quella massa provengono e da quella massa intendono ottenere i profitti. Come stupirsi dell’ignoranza di Gentilini, ex sindaco di Treviso? Treviso è come Gentilini! Il livello intellettuale degli abitanti di Treviso, della massa degli abitanti di Treviso, E’ COME GENTILINI!
Così, impegni importanti o idee complesse devono essere esposte con un linguaggio che non guardi al futuro (perché gli abitanti di Treviso non sanno nemmeno che cosa sia; per loro l’idea della trasformazione temporale del presente è illogica ed inesistente), ma agisca nell’immediato anche se l’idea tende alla trasformazione del presente. Deve essere esposta con un linguaggio che coinvolga la persona-massa nell’immediato; che paventi soluzione vicine e nello stesso tempo che accusi l’altro (quale altro? L’avversario, il demonio di turno) per ogni ritardo di realizzazione della promessa con cui si vuole veicolare l’idea.


L’oggetto che l’altro immagina

La realtà è sempre immaginata dalle masse. La massa di persone sono ancora ferme a sognare “mari de tocio e monti de polenta” vivendo in una sorta di fame insaziabile di benessere che si disseta solo là dove incontra una promessa. Una promessa che venga fatta col loro linguaggio. Solo il loro linguaggio è razionale. Anche se quel linguaggio è fatto di luoghi comuni o di leggende metropolitaane spacciate per vere, per loro solo ciò che procede da questo è logico. Tutto il resto è illogico, folle, irrazionale. E’ assolutamente logico e comprensibile che Berlusconi voglia fare i soldi; ognuno di loro lo vuole. E’ assolutamente logico che Berlusconi metta in atto delle azioni illegali per fare i soldi; ognuno di loro ritiene che le azioni illegali per fare i soldi siano assolutamente legittime in quanto, voler fare i soldi, legittima ogni comportamento illegale. Pertanto diventa assolutamente logico che Berlusconi accusi i magistrati di complotto. Infatti, per la massa, le ragioni di giustizia non sono ragioni logiche, ma ragioni di un folle. E i magistrati sono dei folli perché non riescono a capire la concretezza di Berlusconi nel voler fare i soldi. E’ legittimo fare i soldi; è illegittimo fare giustizia.
Dal momento che una testa è un voto, appare logico, per questa massa, dare il voto a Berlusconi. Berlusconi parla coerentemente il linguaggio della massa che lo ascolta. Fu così anche con Mussolini e con Hitler. E’ sufficiente conoscere ciò che vuole la massa, l’altro, paventarlo, ed è pronta, la massa o l’altro, ad accettare quell’idea perché di quell’idea non gli frega assolutamente nulla fermo com’è nell’attesa della realizzazione delle sue aspettative.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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