La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 31 luglio 2008

Treviso e il Veneto fra razzismo, odio sociale e uso della droga fra i giovani

E’ più che evidente che qualcuno sta incitando alla guerra civile.
Un odio sociale che qualcuno sta tenendo vivo per impedire ai cittadini di guardare da dove arriva l’origine dei loro problemi.

Data di pubblicazione: 31-07-2008

SASSI CONTRO LA MOSCHEA, INDAGATI DUE SEDICENNI
L’ipotesi di reato è violenza per motivi razziali. Uno di loro è figlio di un politico locale della Lega

Nervesa – Prima avevano battuto contro la porta, poco dopo era ripassati con lo scooter e ci avevano scagliato un grosso sasso. Per quanto successo alla sede dell’associazione islamica “La Pace” di Sovilla, utilizzata anche come moschea, ora sono finiti nei guai due sedicenni: denunciati a piede libero dai carabinieri di Nervesa al tribunale dei minori. Sono B.S., apprendista falegname, e V.F., studente.
Provengono da famiglie normali, uno di loro è figlio di un esponente politico della Lega che opera a livello locale. Entrambi sono incensurati. Il fatto risale a maggio scorso. Il sasso aveva scheggiato la porta d’ingresso dell’associazione/moschea, in quel periodo al centro di polemiche per via della volontà da parte dell’amministrazione comunale di farla chiudere. Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri nei giorni successivi al fatto, poco prima due ragazzi avevano insultato alcuni frequentatori della sede dell’associazione.
Le forze dell’ordine sono arrivate all’individuazione dei due minorenni dopo aver catalogato tutti i possessori di scooter del paese, facendoli andare in caserma con i loro genitori. Alla fine hanno ristretto il cerchio fino ad arrivare ai due che con tutta probabilità sono gli autori del gesto. Ora sono indagati alla Procura della Repubblica. L’ipotesi di reato è di violenza per motivi razziali.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/8961

Sono i soggetti fragili. Ragazzini di una società in disfacimento. Eccitabili e attraversati da quel delirio di onnipotenza che può attenuarsi, a livello psichico, soltanto nella violenza fatta nei confronti del più debole, dell’emarginato. Una violenza che vede il vero responsabile nel sindaco di Nervesa incapace di affrontare i problemi della sua cittadina perché attraversato da deliri mistici che vedono nell’altro, nel diverso, non un patrimonio della società civile, ma un soggeto da rinchiudere nelle camere a gas. E, dunque, se è da rinchiudere nelle camere a gas, a qual fine riconoscere il suo diritto a praticare la sua religione?
Già il sindaco di Nervesa, nel suo tentativo di incitare alla guerra civile era stato chiaro:

Data di pubblicazione: 12-05-2008

SASSO CONTRO LA MOSCHEA, SECONDO IL SINDACO È OPERA DEI MUSULMANI
Berton tira dritto: venerdì la conferenza dei servizi in cui si deciderà se chiudere il centro

Nervesa – Il sindaco Fiorenzo Berton punta il dito contro gli stessi musulmani. Secondo il primo cittadino, il sasso contro la moschea di Sovilla non sarebbe frutto di semplice vandalismo, magari ad opera di ragazzini come è stato ipotizzato, ma un’azione derivante dalla volontà della stessa comunità islamica.
I musulmani, quindi, secondo Berton si sarebbero lanciati addosso il sasso da soli. Non sposta di una virgola la propria posizione: i musulmani devono andarsene al più presto. Non ha nessuna intenzione di contribuire alla ricerca di una nuova sede dove poter svolgere incontri di preghiera e dove insediare l’associazione La Pace, che gestisce il centro.
Il sasso è stato scagliato venerdì sera intorno alle 21, quando all’interno dello stabile di Sovilla c’erano diverse persone. Hanno detto di aver sentito prima battere alla porta, poi sarebbero passati quattro ragazzi a bordo di scooter che avrebbero lanciato la grossa pietra contro la porta d’ingresso in vetro. L’associazione ha sporto denuncia ai carabinieri.
Tre anni fa un precedente: contro la moschea qualcuno aveva fatto esplodere un ordigno artigianale. Venerdì, in municipio, la conferenza dei servizi durante la quale si deciderà in merito alla chiusura.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/7162


Questa voglia di violentare chi non si mette in ginocchio davanti al dio cristiano sta attraversando e inquinando l’intera società civile del Veneto.
Una società malata, com’è malato tutto il paese che appare incapace di dare delle prospettive future ai suoi figli. Ma se la situazione nel paese è grave, a Treviso e nell’intero Veneto è drammatica. La gioventù stessa è come paralizzata e vive un’ossessione nel presente che solo la droga sembra dare un sollievo alla sua angoscia. Un’angoscia che Gentilini e la sua banda hanno cavalcato per interesse personale gestendo la paura che elementi sconosciuti, come gli immigrati, fossero in grado di mettere in discussione i livelli di vita. Gentilini e la sua banda hanno favorito lo spaccio di droga. Hanno favorito la distruzione psicologica nelle persone della percezione delle trasformazioni sociali rendendole impotenti davanti ad un futuro che, comunque, dovranno affrontare.
Buttare i sassi contro le moschee considerando gli immigrati come bestiame da vessare nel peggior atto razzista e nazista che si possa immaginare comporta quella chiusura psicologica al futuro che, inevitabilmente, conduce i ragazzi ad ingerire grandi quantità di droga. Come l’altro, il diverso, va ammazzato, vessato, offeso, denigrato; così il sé stessi va chiuso ad ogni relazione. Una chiusura che solo la droga può garantire.


Data di pubblicazione: 29-07-2008

PR TREVIGIANO ARRESTATO PER DROGA
Preoccupa, dice Tumminia, che l'età di assunzione di sostanze si abbassi sempre di più

Treviso - L’operazione “Zero in condotta” compie un altro passo nella direzione di sconfiggere la piaga della droga.
Sabato sera la Polizia ha arrestato Florian Sadiku, 26enne albanese, e il 31enne trevigiano Paolo Daffrè, ritenuti una coppia di rilievo nell’ambito dello spaccio cittadino che probabilmente, per vendere le dosi, si avvaleva anche della rete di contatti e conoscenza di Daffrè, pr e buttafuori nelle discoteche.
Quando sono scattate le manette, i due avevano appena lasciato in auto la casa di Cendon dove viveva Daffrè e dove Sadiku, clandestino, era ospite da mesi, per andare a fare “affari” nei locali trevigiani. Alla vista della pattuglia, l’albanese ha tentato di ingoiare le 4 capsule di cocaina che portava con sé ma gli agenti, dopo una lotta di alcuni minuti, sono riusciti a evitare che lo facesse.
Perquisendo l’abitazione del trevigiano, gli agenti della Mobile hanno trovato 50 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e una ventina di ricevute di versamenti effettuati tramite Western Union.
Il capo della Mobile trevigiana, Riccardo Tumminia, riferisce che l’azione investigativa si sta concentrando anche sui movimenti di denaro che sicuramente testimoniano il giro economico dei proventi dello spaccio. Denaro che veniva reinvestito per l’acquisto di altri stupefacenti da piazzare nel trevigiano e, ora, anche nelle spiagge del litorale veneziano.
E quello che prima era un vizio per pochi danarosi, ora è un fenomeno capace di radicarsi anche fuori e dentro le scuole, anche perché i prezzi per acquistare una dose si stanno sempre più abbassando. In relazione al giro di droga scoperto nei licei cittadini, Tumminia ricorda che l’età dell’assunzione della droga sta scendendo sempre più. Non è, infatti, raro che la utilizzi anche un ragazzino tredicenne, magari sotto gli occhi dei suoi genitori. Alla Polizia, ricorda il dirigente della Questura, spetta il compito di repressione, ma alla scuola e, soprattutto, alla famiglie quello dell’educazione e dell’attenzione.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/node/8923


Ha tutte le ragioni il capo della Squadra Mobile Trevigiana. Ma molte delle responsabilità sono sue e dei suoi colleghi. Quante volte si sono lasciati correre episodi gravi di nazismo. Quante volte si sono ignorati i segnali che attraversavano la società civile. Venivano giudicati episodi non gravi. “Cose di competenza di altri uffici!”. Ed ora, che cosa succederà? Che futuro ha una società in cui i ragazzi si riempiono di droga e vedono nella droga dispersa ogni loro speranza?
La squadra mobile doveva reprimere gli individui che nelle Istituzioni agivano contro la società civile. Contro il Gentilini che levava le panchine; contro i vigili urbani che fanno una guerra di religione contro chi prega; contro quei sindaci che pretendono di impedire alle donne di usare il loro corpo. Contro tutti coloro che stuprano ragazzi costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso offendendo la Costituzione e le norme fondamentali della società civile. Quando hai costretto, stuprandolo, un ragazzo a pregare, gli hai distrutto la prospettiva del futuro in una società giuridicamente e socialmente complessa. Diventa angosciato e la droga è l’unico sollievo che ha.
E’ facile mettere le manette all’extracomunitario irregolare; ma quando la polizia ha PAURA di ammanettare uno come Gentilini, allora significa che questa società è VERAMENTE MALATA!
E ai ragazzi non resta altro che drogarsi.
AUGURI VENETO: auguri di cuore; perché un triste futuro ti attende.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it