La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 7 agosto 2008

Storia dei Veneti, una mostra da organizzare in una citta del Veneto capace di aprire sale e le piazze non soltanto a chi vende eroina o alcool

Una mostra sugli Antichi Veneti, non è una mostra sui Paleoveneti. La civiltà dei Paleoveneti, così chiamata dagli archeologi, è una civiltà molto recente. Porta il Veneto vicino alla storia. Siamo nell’età del ferro. Un’età che vede sovrapporsi all’abilità della lavorazione del bronzo, la lavorazione del ferro. Una lavorazione che, secondo alcuni manuali di archeologia, è importata dagli Umbri quando, non molto lontano dall’attuale Bologna, fondano una città che gli archeologi hanno chiamato “villanova” da cui “civiltà Villanoviana” per definire il passaggio dall’età del bronzo alla definitiva affermazione dell’età del ferro.

Noi dobbiamo parlare di quello che ha preceduto la civiltà Paleoveneta; per esempio, quella che viene chiamata “civiltà dei vasi a bocca quadrata” della quale sappiamo molto poco. Dai ritrovamenti tombali risulta essere una civiltà di tutto il nord Italia. Una grande civiltà che per almeno due millenni ebbe il dominio incontrastato del territorio. Una civiltà che nasce nel Neolitico e che pone delle solide basi per le civiltà storiche. Su queste basi altri popoli giungono. Ognuno con la sua cultura. Qualche volta ci si accorda, qualche volta si combatte.
E prima ancora?
Com’erano i popoli dell’età del Paleolitico? Come lavoravano la pietra?
Davvero lavorare la pietra scheggiata è roba da primitivi?

E i sensi com’erano?

Come gli antichi usavano l’olfatto?
E il gusto?
E il tatto?
E la vista?
Come usavano l’udito?

E il cervello dell’uomo com’è venuto formandosi?
Quali sono le relazioni fra l’uomo e la Natura?

E la cultura, come influisce sullo sviluppo dell’uomo?

Noi guardiamo al passato. Ma non guardiamo attraverso la teca di un museo; guardiamo la vita.
La vita nel suo eterno corso; nelle sue trasformazioni.
Noi guardiamo il passato per capire l’oggi perché parlando della civiltà dei Veneti, noi parliamo della civiltà dell’uomo. L’uomo di oggi che guarda il tempo che gli viene incontro. Perché i bambini crescono in un certo modo? Perché e come possiamo favorirne lo sviluppo? Quando ne danneggiamo lo sviluppo? E il cervello degli Antichi perché era diverso del nostro; e come il nostro può continuare a svilupparsi?

Fare una mostra di tutto questo che inizi con la storia di un territorio in cui gli uomini lavoravano la pietra scheggiata per giungere alle stele delle tradizioni cimiteriali romane di Altino. E nello stesso tempo raccontare come il bastone inventato dagli scimpanzè nelle mani dell’uomo sia diventato l’oggetto per eccellenza. Comprendere come l’uso della parola ha trasformato il nostro modo di porci davanti al mondo e indirizzata la crescita del cervello modellandone la specializzazione. Capire il ruolo degli odori e degli occhi.
Una mostra fatta in una piazza di una città del Veneto che ci permetta di capire alcuni meccanismi della vita e nello stesso tempo ci attrezzi per affrontare meglio il nostro quotidiano.

Gli Antichi Veneti ci hanno lasciato qualche cosa di importante. Che non sono solo gondole o merletti, ma è soprattutto quell’amore per la vita capace di dischiudere, all’uomo d’onore, il futuro che gli viene incontro. Un futuro, la cui azione conferisce il solo profitto personale di permettere il transito nel presente della ricchezza costruita dagli antichi affinché sia fondamento per i Veneti futuri.
Coraggio Veneto, non tutto è ancora perduto!
Non c’è solo droga, alcool o suicidi: è ancora possibile guardare il tempo che ci viene incontro e vivere il presente con onore e con passione.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it