La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 29 settembre 2008

Sesso e ricchezza in Stregoneria

Visto il crollo delle finanze internazionali.
Visti i numerosi fallimenti che stanno trasformando l’economia USA in un’economia “socialista”.
Viste le attività di Silvio Berlusconi, di Umberto Bossi e Gianfranco Fini, che stanno distruggendo l’economia nazionale aumentando la disoccupazione.
Dal momento che molte persone mi chiedono come fare a diventare ricchi, come se io avessi la bacchetta magica, forse è bene parlare di:

Sesso e ricchezza in Stregoneria:



Magari, se ci si pensava prima, forse, l’economia e la società sarebbero state più protette. Ma con un Silvio Berlusconi che pensa a non rispondere ai magistrati; con i magistrati che non hanno inquisito Silvio Berlusconi per i suoi reati; con un Umberto Bossi che pensa che sfasciare sia più facile che affrontare i problemi; con un Gianfranco Fini che non sa distinguere un regime democratico da un regime fascista o nazista; penso che la situazione del Veneto sia piuttosto divertente.
Perché divertente?
Perché ai barboni e ai poveracci non potrete derubare i risparmi anche se per i suddetti sono solo bestiame.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 24 settembre 2008

Il Veneto, la mafia e gli imprenditori.

Che il Veneto sia una terra appetibile per la mafia, tutte le mafie, anche quelle che non si chiamano mafie, è innegabile.
La mafia degli affari. I soldi che non hanno odore. Né per industriali, né per mafiosi, né per uomini delle Istituzioni.
Non stupisce questa notizia. Semmai stupisce come non abbiano fatto ad accorgersene prima. O forse pensano che quel tipo di sindaci che infesta il Veneto e che fa dell’odio per chi non ha soldi, nasca da un’azione della creazione divina? Ogni situazione sociale è prodotta da un contesto che la produce e di quel contesto è un esempio. Come i ragazzini drogati del centro di Treviso; i seguaci del terrore di Gentilini.
Esistono mafie locali che della mafia hanno le manifestazioni ideologiche, anche se, magari, non hanno assunto la lupara come metodo. Ma conoscono bene i ricatti, le minacce, la violenza con chi non si vuole mettere in ginocchio davanti al “paron”. Conoscono bene la violenza di chi spaccia o fa del bullismo come esercizio di apprendistato criminale.
Il Veneto è un terreno molto fertile.
Deve far riflettere questa notizia. Non per la sua “gravità”, ma perché ormai viviamo all’interno di uno Stato Mafia che non ritiene di avere dei doveri o si ritiene onnipotente al punto tale da non dover rispettare delle leggi:

Cronaca
MAFIA: ARRESTI PALERMO,
DA BOSS LO PICCOLO INTERESSI ECONOMICI NEL VENETO

Palermo, 24 set. - (Adnkronos) - I capi mafia Sandro e Salvatore Lo Piccolo, arrestati nel novembre scorso dopo una lunga latitanza, avevano interessi economici nel Veneto, in particolare a Chioggia. E' quanto emerge dall'operazione antimafia che all'alba di oggi ha portato all'arresto di due persone, l'avvocato Marcello Trapani, legale dei Lo Piccolo e l'ex procuratore di calcio Giovanni Pecoraro. Con l'appoggio di alcuni imprenditori veneti, ma anche di un militare della Guardia di Finanza, entrambi indagati, i due boss avrebbero tentato di mettere le mani sulle opere di riqualificazione del porto di Chioggia. Un investimento pari a 8 mln di euro circa. Questa mattina, subito dopo gli arresti sono state effettuate diverse perquisizioni dai militari della Guardia di Finanza in alcuni uffici nel Veneto. In particolare, come emerge dall'inchiesta, le perquisizioni sono state realizzate negli uffici e nelle abitazioni del militare della Finanza, in servizio a Chioggia, dell'imprenditore Claudio Toffanello e del commercialista palermitano Giuseppe Rosano, anch'egli indagato.
(Ter/Gs/Adnkronos)
24-SET-08 12:47
Tratto da:
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwOTI0MTI0NzU2LnhtbCI7fQ==


Le persone sono troppo distratte.
Gli operai della Sirma si barricano sui tetti a Marghera. Anche quegli operai si sentivano onnipotenti e al sicuro, esattamente come quei quarantamila investitori nelle banche americane che hanno messo in atto la truffa mondiale dei mutui inesigibili.
Persone che si credono furbe.
Migliaia di fabbriche sono fallite per gli affari finanziari di imprenditori che sanno solo giocare d’azzardo.
E’ l’educazione cristiana che porta le persone a credere nei miracoli o nella moltiplicazione dei pani e dei pesci e, spesso, altro non fa che lasciarli col cu..lo per terra. Oppure, a fare affari con le organizzazioni criminali: ultima risorsa per gli incapaci.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Droga o istruzione: il dilemma dei Gentilini di Treviso!

Siamo alle solite.
L’effetto Gentilini rappresenta molto bene la fotografia della società di Treviso.
Culturalmente ignorante; eticamente criminale; senza prospettive per il futuro dove i ragazzi sono capaci soltanto di riempirsi di droga. Come ha insegnato loro Gentilini con le sue ombrelonghe.
Siamo arrivati alla notizia di oggi.


2008-09-24 08:01
Treviso: giovanissimi spacciavano tra coetanei

TREVISO - E' in corso dalle prime ore di oggi un'operazione della squadra mobile di Treviso che sta eseguendo una serie di perquisizioni nelle abitazioni di giovani, tra cui tre minorenni, sospettati di traffico di cocaina, chetanina ed ecstasy. Lo spaccio, secondo quanto accertato dalla polizia trevigiana, veniva svolto soprattutto nel centro di Treviso e nelle discoteche del litorale di Jesolo (Venezia). Le indagini sono state avviate nell'agosto scorso e coordinate dalla procura di Treviso e da quella dei minorenni di Venezia. E' stata la denuncia di una madre di una quindicenne trevigiana a far partire le indagini. La donna, che, secondo quanto si è appreso, si era accorta di ripetuti prelievi di denaro dal bancomat e pensava che potesse essere stato clonato, si è rivolta alla polizia, scoprendo però che era la figlia la responsabile. La squadra mobile ha inoltre accertato che i giovani indagati hanno indotto la ragazza a compiere in casa furti di vari oggetti, tra cui gioielli di famiglia, il cui ricavato poteva permetterle l'acquisto di stupefacenti e l'ingresso nei locali da ballo.
Tratto da:

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_765018647.html

Questi ragazzi non sanno nemmeno a cosa possa loro servire la cultura. Non hanno effettivamente nessuna prospettiva per il futuro in quanto è il “potere di rubare e di arraffare” dei loro genitori la garanzia per il loro futuro. Presuppongono che “rubare e arraffare” sia facile, specialmente sulla pelle di extracomunitari o di persone che loro aggrediscono.
Non si tratta, spesso di grandi delitti. Queste persone non sono in grado di commettere crimini rilevanti: sono solo incapaci di vivere. Incapaci di affrontare la realtà quotidiana fra noia disperazione e illusione di credenze virtuali imposte loro negli oratori.
E poi ci stupiamo se i cinesi o i musulmani, con un diverso modo di approcciarsi alla vita, faranno le scarpe a questi gentilini da fogna ancora col biberon in bocca.
Questi non faranno manifestazioni; non faranno rivendicazioni sociali; non proporranno alla società utopie; non si scontreranno con la polizia per rivendicare diritti. Questi, al massimo, ammazzeranno di botte il barbone per strada e, con i loro reati, faranno felici i magistrati che provvederanno a giustificare il loro razzismo e quella voglia di fare i bulli.
In quest’ottica ha ragione il ministro della pubblica Istruzione: licenziamo gli insegnanti, con questo personale sociale non servono!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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martedì 23 settembre 2008

Le tre scimmie: non vedo, non sento e non parlo!

Quando il governo Prodi chiese alle varie regioni di farsi carico del problema rifiuti Napoli, il Veneto si rifiutò di intervenire. Ora, data quest’indagine della magistratura, il motivo sembra chiaro.
C’è da sospettare che l’emergenza rifiuti di Napoli sia stata costruita artificiosamente per finalità eversive.
Due aziende del veneziano erano implicate (consapevolmente o inconsapevolmente; ma effettivamente) nello stivare montagne di rifiuti in maniera illegale.

Cronaca
RIFIUTI: NAPOLI, SEQUESTRO 'PER EQUIVALENTE' PER 2 MLN E MEZZO A DUE IMPRENDITORI

Napoli, 23 set. - (Adnkronos) - Un sequestro "per equivalente" per un ammontare di circa 2 mln e mezzo di euro e' stato operato a carico di due imprenditori impegnati nel campo dei rifiuti: Giovanni Pellini e Cuono Pellini. L'attivita' investigativa che ha portato al sequestro e' stata eseguita dai carabinieri del Comando Tutela ambiente, dalla Guardia di Finanza e dalla Dia. Il sequestro rappresenta il proseguo di un'indagine che nel gennaio 2006 porto' all'emissione di numerose ordinanze di custodia cautelare e a provvedimenti di sequestro preventivo di mezzi e aziende. Nella circostanza anche Giovanni Pellini e Cuono Pellini furono raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare e attualmente sono imputati per associazione pre delinquere, disastro ambientale, traffico illecito organizzato di rifiuti, falso in atti pubblici, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Il traffico illecito si sviluppava secondo "la ben collaudata tecnica del 'giro bolla' -spiegano al Noe- per cui i rifiuti venivano trattati presso gli impianti solo documentalmente". Infatti, i rifiuti, provenienti da grosse aziende del nord (Deco Industria di Cascina, nel pisano, Nuova Esa di Marcon e Servizi Costieri di Marghera, entrambe situate nel veneziano) venivano intermediate dalle societa' del gruppo Pellini e poi smaltiti nei siti nella disponibilita' della Pozzolana Flegrea (situati a Bacoli e a Giugliano, localita' del napoletano) e della Igemar (a Qualiano, Comune a nord di Napoli). (segue)
(Iam/Col/Adnkronos)
23-SET-08 13:14

Tratto da:
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwOTIzMTMxNDM4LnhtbCI7fQ==


Un disegno criminoso a vasto raggio le cui responsabilità giuridiche dovranno essere accertate dalla magistratura, ma che fanno intravedere forti responsabilità sia morali che gestionali delle aziende del Veneto. Infatti, solo un industriale incompetente e criminale avvia una produzione senza aver programmato anticipatamente dove, come e quando, smaltirà le scorie che produce. Un’incompetenza che può essere una giustificazione formale, ma che, a mio avviso, copre atti criminali di terrorismo sociale e ambientale.
La domanda è: DOV’ERA LA MAGISTRATURA VENEZIANA?
Una scimmia non vede; una scimmia non sente; una scimmia non parla.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Costituzione e associazione terroristica in Veneto

In Veneto succede anche questo.
Gli elementari diritti Costituzionali, che per essere riconosciuti, in Veneto la Regione Veneto stabilisce delle procedure di legge regionale, quando queste procedure vengono rispettate la i Funzionari della Regione Veneto, sentendosi investiti da foga divina e in disprezzo della Costituzione loro, della LORO legge e della Costituzione SE NE SBATTONO! Tanto, chi se ne frega? Non sono loro i padroni delle persone creati ad immagine e somiglianza di un dio padrone?

Davanti al terrorismo si è costretti a ricorrere alla magistratura anche se l’esperienza dice che la magistratura in Veneto, troppo spesso e con troppa facilità, se ne sbatte dei propri doveri e preferisce pensarsi come il dio padrone; creata padrona ad immagine e somiglianza di un dio padrone!
D’altronde, o ricorri al magistrato o non ti resta che mettere bombe per ripristinare il diritto Costituzionale che chi adora un dio criminale dal quale si sente investito da una missione divina intende imitare nella sua onnipotenza.




Si tratta sempre della “follia dei veneti” educati in oratorio e irrispettosi delle più elementari regole della società civile dove ci si sente “paroni” anche quando si deve svolgere un lavoro o attenersi a mansioni i cui limiti e regole sono imposte dalla legge e dal diritto!
Quando le Istituzioni non riconoscono rapidamente i DIRITTI dei cittadini si sono trasformate da Istituzioni in Associazioni Terroristiche con finalità di eversione dell’ordine democratico.
Anche questo è un aspetto del Veneto.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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mercoledì 17 settembre 2008

Vigili urbani e terrorismo nella società

Quando si giustifica la repressione con le promesse e non si analizza la consistenza e la fattibilità delle promesse, rimane solo la repressione.
Credo che questo articolo sia chiarificatore della situazione che si sta generando anche in Veneto.
Fra poco la crisi economica diventerà feroce: e nel sociale rimane solo la repressione come soluzione!
La stessa distruzione del quartiere Brera è la distruzione delle città del Veneto. Dei paesi. Prima si perseguono alcune persone. Poi si perseguono dei comportamenti, magari con la scusa della lotta agli alcoolici. Poi si perseguono i divertimenti, magari con la scusa delle stragi del sabato sera. Poi si perseguono.... E chi paga è la società civile che vede morire le relazioni fra le persone.
Si tratta dell’ideologia della “sicurezza” che non ti protegge dalla banca che ti deruba dai risparmi, ma ti rapina degli spazi di vita in cui manifestavi la tua libertà.
Oggi dagli al brutto e cattivo; domani è il tuo posto di lavoro che sparisce.
E’ una questione di sicurezza: vuoi che le banche falliscano? Tu puoi perdere la casa per le condizioni di un mutuo capestro e la sicurezza consiste che te ne vai da casa senza protestare altrimenti: MANGANELLATE E TORTURA. E, poi, magari, i poliziotti vengono a protestare per i tagli sui loro stipendi sperando che chi manganellano, o hanno manganellato, dia loro solidarietà! La CGIL gliela dà!
E i cittadini?
I cittadini hanno diritto alla sicurezza, in un bel campo di sterminio, tutti in fila per entrare nelle camere a gas! Non è cos’ì che hanno ridotto questo quartiere?
C’è sempre un ubriacone che sbraita in birreria “Roma ladrona!” e poi servono quaranta milioni di morti per le sue esaltazioni.


"Brera è diventata zona morta"I commercianti: "Ridateci gli abusivi"
di Franco Vanni



Pattuglie di vigili a passeggio in strade semivuote, seggiole libere ai tavolini dei bar. Brera, estate 2008: sembra morta. «Andati via gli abusivi che vendevano borse, la zona è diventata un deserto. Erano loro la principale attrattiva» spiegano ristoratori e baristi, che guardano in cassa e si disperano. «Da quando non ci sono più gli africani che vendono borsette il quartiere è più vivibile» replicano i residenti.Il calo di presenze a Brera rispetto all´estate 2007 è del 50 per cento, assicurano i titolari dei locali. Fino a ottobre Palazzo Marino ha organizzato un mercatino serale di artigiani «per tenere vivo il quartiere», ma l´esperimento è durato giusto il tempo di sloggiare gli abusivi, poi è sparito tutto: le borsette tarocche, i gazebo autorizzati e soprattutto la gente. «Quest´anno il passaggio si è ridotto alla metà», ribadisce Giorgio Babini, direttore di sala al ristorante Nabucco in via Fiori Chiari. Emanuele Carangella, da 34 anni dietro il banco del Café Montmartre in via Madonnina 27, fa i conti: «In cassa arriva il 40% in meno. La gente veniva qui anche per gli abusivi, inutile negarlo. E trovare parcheggio in zona rimane impossibile». Dai gestori dei locali di Brera, litigiosi ma per una volta uniti, parte l´appello provocatorio al Comune: «Ci avevate promesso il mercato serale e non lo avete fatto, allora ridateci gli abusivi».La polemica dei commercianti muove da ragioni di tasca, ma si appoggia su un´evidenza: Brera la sera non c´è più, per accorgersene basta farci due passi. Walter Ubaldi, del ristorante Il Cestino, nelle strade più vuote vede una minaccia per la sicurezza: «Ora sono più pericolose, e la frequentazione non è migliorata: a comprare finte borsette di Gucci ci venivano le signore della Milano bene». Il suo fervore viene da ragioni di portafogli: quest´estate la cassa piange, «una perdita superiore al 20%».
Che la stretta sul commercio abusivo voluta dal Comune, con controlli da parte dei vigili, abbia ottenuto il suo risultato nessuno lo discute. «Ma ha anche fatto una vittima: il quartiere», dice Micaela Mainini, proprietaria del bar Giamaica. E continua: «Le ronde in divisa in strade vuote danno un senso di insicurezza, per i turisti l´impressione è di essere in un posto pericoloso. Se prima non si riusciva a camminare, ora siamo all´eccesso opposto, ci vorrebbe una via di mezzo». La via di mezzo è stata tentata: il mercatino dell´artigianato promosso dal Comune. La cosa è funzionata sì e no: dei 90 artigiani che si erano detti pronti a esporre, ad agosto ce n´erano tre. L´assessore al Commercio Tiziana Maiolo li ha richiamati all´ordine, promettendo poi di trasformare l´infilata di gazebo anti-abusivi in «un mercato serale stabile, per tenere vivo il quartiere». Non se ne è fatto nulla.Marco Accornero, segretario dell´Unione Artigiani, spiega: «il Comune non ci ha più chiamati, sembra per problemi burocratici». Pierfrancesco Maran, consigliere del Pd a Palazzo Marino, attacca: «Questa giunta fa promesse e non le mantiene, a Brera il problema è generale: non c´è parcheggio, non c´è attrattiva, così si uccide una delle zone più belle della città». Per Alan Rizzi, consigliere di Forza Italia a Palazzo Marino, «giusto cacciare gli abusivi, ma la miglior risposta ai problemi di sicurezza è che le zone siano vive, l´amministrazione trovi una risposta e la trovi in fretta».
(21 luglio 2008)

Tratto da:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/Brera-e-diventata-zona-morta-I-commercianti:-Ridateci-gli-abusivi/1490705

Che gli frega dei cittadini al comune?
Mica siamo sotto le elezioni!
L’importante è danneggiare i più deboli. Si dimenticano che se gli operai non hanno gli stipendi da spendere, i commercianti non hanno introito.
Se non c’è l’extracomunitario, la fabbrica non ha ricambio di lavoro!
Se non c’è il Rom, qualcun altro dovrà occupare quello spazio sociale.
E il Veneto è già ridotto in queste condizioni: le bande dei vigili urbani che girano di notte cacciano i cittadini dalle strade incutendo loro terrore.
Chi protegge i cittadini dalle bande armate dei vigili urbani?
Ieri il vigile urbano era l’Istituzione che ti aiutava; poi divenne l’Istituzione che ti rapinava mediante le multe (e già, ma sei tu che viole le regole! Davvero? Migliaia di biciclette girano sui marciapiedi: quante multe vengono fatte? In realtà il vigile urbano reprime solo chi fa comodo a lui reprimere e, questa scelta, lo qualifica come terrorista. E’ l’esercizio del suo arbitrio che lo rende un delinquente, non la legge!); poi divenne il picchiatore che aggredisce le donne per strada e quelli che lui vuole identificare come clienti!
E domani: chi massacreranno di botte i vigili urbani?
Chi controlla i vigili urbani? Chi controllava le bande di camicie nere e i loro manganelli?
Che forse le bande delle camicie nere erano diverse dalle bande dei vigili urbani armate di pistola e manganelli?
E’ l’insicurezza dei cittadini che li fa fuggire dalle strade!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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I semafori intelligenti e la truffa degli amministratori

Ancora una volta la protezione dei cittadini avviene ad opera della magistratura!
Amministratori locali corrotti hanno agito nei confronti dei cittadini come delle bestie da mungere e non come coloro i cui diritti legittimano le Istituzioni di cui sono parte.
Non è un “uragano” giudiziario. Era ciò che la “voce di popolo” sapeva e aveva ben compreso.
Gli amministratori, in particolare quelli del Nord spremono i cittadini come se fossero bestie da mungere e poi concentrano l’attenzione contro gli extracomunitari, i Rom o quei comportamenti di sopravvivenza messi in atto da persone fragili, marginali ed indifese.
La bufera giudiziaria si può estendere? Puoddarsi, ma i magistrati non hanno proceduto per il reato di terrorismo. Il terrorismo con cui gli amministratori e i gestori degli apparati praticavano nei confronti dei cittadini e degli automobilisti.
In alcuni comuni, sembrerebbe, che i dispositivi non fossero irregolari. E, allora, la domanda da porsi è: quale amministratore criminale ha permesso che ciò fosse irregolare? Per quali motivi ideologici, se non quelli di terrorismo finalizzato all’aggressione dei principi fondamentali della Costituzione, hanno indotto in molti comuni a sviluppare, a differenza di altri, quegli atti di terrorismo eversivo nei confronti dei cittadini?

17/09/2008

Uragano giudiziario sui semafori intelligenti: arresti e denunce per ditte e Comuni
L'indagine ha messo sotto accusa i funzionari che hanno appaltato il servizio e gli ammistratori delle società fornitrici: in 29 città sono state riscontrate delle manipolazioni dei dispositivi elettronici


Dalla bufera giudiziaria che si è scatenata sui semafori T-Red sembra al momento che Perugia sia fuori, anche se ancora non si sa se tra le imprese indagate via sia anche quella che ha fornito le apparecchiature al Comune. Nell'inchiesta i finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Milano hanno eseguito 4 misure di custodia cautelare, 3 arresti domiciliari ed una in carcere nei confronti di altrettanti amministratori di imprese che fornivano agli enti locali i dispositivi elettronici per la rilevazione di infrazioni al codice della strada, tra cui anche i cosiddetti “T-RED”. Le accuse mosse agli arrestati sono l'associazione a delinquere e la turbativa di commesse pubbliche: sarebbero state accertate manipolazioni di appalti di 29 Comuni ubicati sull'intero territorio nazionale. In alcuni casi, in accordo con gli amministratori pubblici, venivano invitate alla trattativa privata per l'affidamento della fornitura delle telecamere e degli autovelox soltanto le imprese affiliate al cartello gestito dagli arrestati; in altri casi, invece, venivano inseriti nei bandi di gara requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee al cartello. Secondo la ricostruzione dei fatti, i Comuni non acquistavano direttamente i dispositivi elettronici ma li noleggiavano, remunerando le imprese fornitrici con una percentuale sulle contravvenzioni elevate grazie ai dispositivi opportunamente tarati dalle aziende vincitrici degli appalti. Contestualmente agli arresti, in sedici Comuni nelle province di Milano, Como, Varese, Novara, Livorno, Mantova, Viterbo, Roma, Pisa, Firenze, Pistoia, Venezia, Modena, Benevento e Ferrara le Fiamme gialle hanno sequestrato, su decreto del pm titolare delle indagini, Alfredo Robledo, altri dispositivi elettronici (T-RED, autovelox ed autobox). Gli accertamenti hanno riguardato 130 Comuni, sono state denunciate 21 persone: oltre ai 4 arrestati (per cui si procede anche per subappalto irregolare), risultano iscritti nel registro degli indagati 17 pubblici ufficiali, responsabili nei vari Comuni delle gare di appalto. Per 4 di loro, sono stati contestati anche l'abuso di ufficio e il peculato. In carcere sono finiti l'amministratore unico della Ci.Ti.Esse, ai domiciliari, il direttore commerciale della Scae Spa; l’amministratore di fatto della Centro Servizi Srl e l’amministratore unico della Tecnotraffico Srl e titolare della ditta individuale Tecnologie per il traffico. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzate alla turbativa degli incanti attraverso un 'cartello' -spiega l'ordinanza- da loro promosso ed organizzato per favorire l'acquisizione degli appalti con gli enti pubblici a vantaggio delle aziende a loro riferibili.

Tratto da:
http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=9123

Il problema non è tanto di come il magistrato qualifica il reato commesso dopo l’accertamento dei fatti. Il problema è la percezione che di quel reato ne hanno le persone. Perché non si tratta solo della contravvenzione, ma anche delle minacce rivolte alla persona da parte dei vigili urbani e degli amministratori pubblici quando le persone protestavano. Queste persone che si sentivano defraudate dal loro ruolo di cittadini in quanto i pubblici amministratori si ritenevano creati ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino e, pertanto, non giudicabili come criminali!

Troppe violenze vengono perpetrate nei confronti dei cittadini più fragili ed indifesi da organi pubblici che imitano il dio padrone dei cristiani anziché essere più ossequiosi del dettato Costituzionale. Se la magistratura non riuscirà a fare il suo lavoro con attenzione e puntualità nel rispetto della Costituzione la situazione si farà parecchio nera.
Ma, forse, è quello che i cittadini vogliono!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì 16 settembre 2008

Zingari? Extracomunitari? Sono dilettanti: QUESTA SI E' UNA RAPINA!

La stessa situazione dei risparmi che spariscono.
Il rischio NON è a carico della società, ma a carico di chi ha tirato fuori i soldi.
Ho l’impressione che la società abbia venduto patacche e chi ci rimette è colui che è stato truffato: come per Cirio? Come per la Parmalat?


Mediolanum:
polizze clienti esposte per 160mln verso Lehman

Pari allo 0,5% degli attivi totali del gruppo (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 set - Le polizze Mediolanum hanno un'esposizione di 160 milioni nei confronti di Lehman. Il dato e' fornito dalla societa' precisando che il rischio relativo e' a carico degli assicurati e non della compagnia, che segue l'evoluzione della situazione. L'esposizione nei confronti della banca Usa andata in fallimento e' pari allo 0,5% degli asset totali del gruppo Mediolanum. Obbligazioni Lehman sono state usate da numerosi assicuratori quale garanzia di rimborso del capitale. Chiara Manzoni Chm-Y- c.manzoni@ilsole24ore.com
(RADIOCOR) 16-09-08 11:37:11 (0126)ASS 3 NNNN

Tratto da:
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_16.09.2008_11.37_12618496



Io ci rifletterei un pochino. Perché se posso aver paura del rapinatore con una pistola che mi rapina il portafoglio, gente come questa rapina l’intera vita di lavoro delle persone.
L’Argentina non ha insegnato nulla?
E vi siete fidati di assicuratori, di Mediolanum, della Lehman?
E’ come fidarsi a consegnare il figlio al prete cattolico: come puoi stupirti se poi te lo stupra?
Non vi piace l’esempio? Eppure, qualche anno fa fu un’obiezione delle società assicuratrici USA che chiamarono in causa i genitori per correità del danno di violenza fatto dal prete cattolico.
E già, la chiesa cattolica costringe le persone ad aver “speranza” sottomessa all’autorità e questa è facilitata a derubare le persone.
Eppure, in Veneto sono parecchi i promotori finanziari che sono scappati con i soldi. Questi sono peggio. Non sono scappati, ma scordatevi di riavere i vostri soldi: come per l’Argentina!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 10 settembre 2008

La Festa dei Veneti e i Pagani della Federazione Pagana

Di tono diverso è l’articolo apparso su Il Mattino di Padova che, sicuramente, riprende l’articolo de Il Gazzettino del giorno precedente rimettendo la questione della partecipazione della Federazione Pagana alla festa, in carreggiata.

Scrive il quotidiano Il Mattino di Padova del 10 settembre 2008:

Pagani alla Festa dei Veneti: il parroco scandalizzato, Raixe dà colpa al chiasso

Cittadella Raixe venete e pure pagane? Ma il Veneto non era “cattolicissimo”? Distinguo d’alta filosofia e qualche scintilla, a margine della Festa dei Veneti dello scorso weekend. Dal pulpito, l’arciprete don Remigio Brusadin, disturbato da un eccesso di rumori, domenica ha sollecitato i fedeli a prendere l’iniziativa: “Se qualcuno di voi conosce gli organizzatori, dica loro che ci sono molti veneti anche dentro questo Duomo, non solo lì fuori”. Davide Guiotto, presidente di Raixe Venete, non vuole urtare la chiesa.

“Siamo sempre stati rispettosissimi degli orari delle messe” precisa Guiotto che minimizza: “Don Remigio Brusadin non era arrabbiato per la presenza della Federazione Pagana o di sacre Radici” (che crede nel paganesimo, nel politeismo e nella stregoneria ndr); quello che lo ha disturbato sono stati alcuni suoni, i ragazzi del concerto stavano provando il service. Forse c’è stato qualche rumore di troppo, ci spiace se questo ha creato dei problemi, staremo più attenti”. Ma i veneti in piazza Pierobon si riconoscono nei riti pagani delle bancarelle? “Per carità, noi accogliamo anche i tradizionalisti cattolici che celebrano la messa in latino”. Non esattamente allineati con la dottrina di Ratzinger. Conclusione: “Non ci schieriamo con nessuno” Guiotto ritorna sulla polemica che ha investito Luca Zaia. “Unica nota negativa, dalla quale l’associazione culturale Veneto nostro – Raixe Venete, organizzatrice della manifestazione si dissocia in toto, è stata la contestazione organizzata da sparuti gruppi, per niente sostenuti dal restante pubblico, sul tema delle “quote latte”, tema sul quale il ministro ha dato ampia spiegazione”. (s.b.)

Non ci sono stati molti articoli relativi alla Festa dei Veneti.
E’ sintomatico che gli unici articoli che sono usciti abbiano la necessità di mettere al centro della festa di Raixe Venete i Pagani della Federazione Pagana.
Come se qualcuno avesse detto: “Possiamo ignorare tutto, ma non i Pagani della federazione Pagana”.
E si che ci siamo limitati a parlare del paleolitico, del Neolitico, della Plasticità Cerebrale, del Cervello nello stomaco, dei Neuroni specchio.

Lo scorso anno abbiamo parlato del Bosco Sacro di Jesolo e abbiamo presentato i video di “MAGIA STREGONERIA E PAGANESIMO POLITEISTA COME STRATEGIA DI USCITA DALL’ORRORE CRISTIANO”; l’anno precedente ancora abbiamo presentato gli Dèi degli Antichi Veneti e prima ancora la conferenza sugli “Gli antichi Veneti nell’attualità”.
Ma forse, i cristiani si infuriano quando parli dell’uomo, della sua intelligenza, delle sue potenzialità. Potenzialità e possibilità proprie della sua specie e non di un dio pazzo cretino e deficiente che pretende di possedere l’uomo e di imporgli la “sua” verità.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Il prete Remigio Brusadin, l'odio sociale e la complicità di giornalisti de Il Gazzettino!

Scrive il giornale Il Gazzettino in data 09 settembre 2008 nell’edizione di Vicenza-Bassano nelle pagine dedicate a Cittadella-Camposampiero:

FESTA DEI VENETI CON I PAGANI, GLI STRALI DEL PARROCO

Cittadella – Durante la messa, mons. Remigio Brusadin esasperato dalla confusione della manifestazione che ospita anche un’organizzazione che professa il politeismo
Gli organizzatori: “Abbiamo accolto tutte le associazioni che hanno chiesto di partecipare, senza discriminazioni”

Cittadella – Hanno sfilato davanti al Duomo inneggiando alla “Dea Restia, Dea dei Veneti”. E durante la messa delle 11.45 monsignor Remigio Brusadin è sbottato: “Se qualcuno di voi conosce gli organizzatori, dica loro che ci sono molti veneti anche dentro questa Chiesa, non solo lì fuori”. E’ successo domenica scorsa, nel corso della quinta manifestazione della Festa dei Veneti. Mons. Remigio aveva iniziato la celebrazione dell’Eucarestia malvolentieri, disturbato dal chiasso e dalle musiche provenienti dall’esterno. Un malcontento alimentato dalla presenza dei banchetti della “Federazione pagana e di Sacre Radici”, ospitata nella festa dei veneti. Si tratta di un’organizzazione che crede nel paganesimo, nel politeismo e nella stregoneria. Alla festa non mancavano nemmeno gli stand dei tradizionalisti cattolici, che celebrano la messa in latino e non riconoscono il Concilio Vaticano II.
L’atmosfera era dunque piuttosto tesa. Fatto sta che prima della benedizione finale, mons. Remigio non ha esitato a rendere pubblico il suo malcontento per la manifestazione che si stava svolgendo nella città murata.
In particolare la Federazione Pagana aveva allestito una mostra dal titolo “i Veneti antichi nell’attualità”, ed esposto materiale pagano. Era stata inoltre promossa una raccolta di firme per una petizione da presentare la sindaco di Padova “affinché sulla chiesa che i cristiani hanno dedicato a Sant’Antonio sia posta una targa che ricordi che quel luogo era zona di culto degli antichi veneti”.
“Abbiamo invitato e accolto tutte le associazioni venete che hanno chiesto di partecipare – spiega Alberto Montagner, dell’associazione “Raixe venete”, organizzatore della manifestazione – senza discriminazioni. C’erano i cattolici moderati, ma anche i tradizionalisti e la Federazione Pagana. Ci dispiace se la celebrazione della messa è stata disturbata. Ci informiamo sempre degli orari, per programmare eventi alternativi che non rechino disturbo a nessuno. Forse i ragazzi delle rock band che dovevano suonare nel pomeriggio hanno iniziato i check sound troppo presto, provando un paio di canzoni senza aspettare la fine della messa”.
Giovanna Frigo

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Appare evidente l’odio sociale del prete Remigio Brusadin che si ritiene il padrone delle persone e in diritto di impedire alla società civile di vivere a maggior gloria del suo dio padrone.
Cosa avrebbe fatto il prete Remigio Brusadin se la società civile, con le sue leggi, non gli impedisse di bruciare vive le persone?
E’ lo stesso odio e lo stesso disprezzo che i cristiani esercitano in India e in Cina dove vengono fermati, non solo da una società capace di indignarsi quando vede in pericolo il suo futuro, ma anche da magistrati più onesti, consapevoli e coerenti nelle leggi per la dignità dello Stato e della società.

Un individuo come Remigio Brusadin, incapace di giustificare il suo dio e l’orrore portato dal suo Gesù con i quali umilia ed offende i ragazzi costringendoli in ginocchio a pregare come ossessi, davanti alla dignità morale e alla coerenza Istituzionale della Federazione Pagana, non ha trovato altro che scappare rifugiandosi in un fiume d’odio sperando che qualche politico, goloso del “pacchetto voti” che è in grado di offrire, possa soddisfare il suo odio per la libertà religiosa nella società civile. Certo, lo capisco, non può bruciare vive le persone. Davanti alla mostra sugli Antichi Veneti che dimostrava come l’evoluzione delle specie sia un fondamento Sacro e Irrinunciabile della Fede Religiosa della Federazione Pagana ha capito che il suo creazionismo è SOLO UN TRUCCO RETORICO PER TRUFFARE LE PERSONE. Finché le persone si mettono in ginocchio e gli dicono “si buana”, egli può, impunemente, rubare loro il futuro inchiodandole in una speranza generata dalla disperazione nel loro presente. Quando qualcuno rende sacra la realtà della vita, allora non è in grado di affrontarlo. Lo deve bruciare vivo o condannarlo come Galilei.
Dal momento che la società civile impone anche a Remigio Brusadin, una volta uscito dalle quattro mura della sua chiesa, di giustificare razionalmente le affermazioni dei suoi “libri sacri”; Remigio Brusadin vede il suo gioco di truffatore scoperto e preferisce usare le relazioni mafiose per incitare all’odio sociale e al linciaggio dei principi Costituzionali grazie a giornalisti compiacenti. Giornalisti che se ne “sbattono” dei principi Costituzionali e preferiscono mettersi in ginocchio davanti ad un dio padrone e onorare lo stragismo e il genocidio che questo personaggio ordina.
E’ difficile giustificare nella società civile un Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui; e Remigio Brusadin ne esalta gli insegnamenti!
E’ difficile giustificare ed esaltare nella società civile un Gesù che fu arrestato col bambino nudo quando migliaia di processi hanno condannato i preti cattolici per la loro sistematica pratica di pedofilia e pederastia. E’ difficile, in questa società, con questa Costituzione, esaltare un dio padrone che ordina di ammazzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui. Per questo Remigio Brusadin scappa come un delinquente scoperto nella sua attività delittuosa.
C’è sempre qualche politico speranzoso di avere i voti di Remigio Brusadin, pronto ad essere comprensivo nei confronti dell’esaltazione del genocidio del dio padrone di Remigio Brusadin. Non fu forse Hitler a giustificare la soluzione finale per gli ebrei imitando Gesù che frustava i “mercanti nel tempio”?

Ed è la causa dei mali del Veneto: ragazzi stuprati dai cattolici nel loro futuro.
Costretti nella disperazione da gente che si sente onnipotente come Remigio Brusadin. Costretti a riempirsi di droga, a praticare il bullismo, a praticare la violenza e la delinquenza nelle strade perché gente come Remigio Brusadin, nella sua follia paranoica, va farneticando che l’uomo è creato ad immagine di un dio pazzo e deficiente, privando, in questo modo, i ragazzi degli strumenti emotivi, psicologici, morali e giuridici, con cui vivere serenamente il loro presente progettando il loro futuro. E’ l’attività di gente come Remigio Brusadin che, anziché sviluppare i fondamenti della società civile e del vivere morale che la Costituzione impone, dive ai ragazzi: “Mettetevi in ginocchio davanti al dio padrone che lui vede e provvede!”. Così, anziché essere in presenza di cittadini consapevoli, siamo in presenza di accattoni che fanno delle furbate e del delinquere il fondamento della loro esistenza; con tutto il disagio sociale che questo comporta.
Davanti a persone che considerano sacra l’evoluzione delle specie con la manifestazione degli Dèi che a tale evoluzione hanno partecipato e nella quale sono divenuti, vede il suo gioco truffaldino scoperto e inveisce.

Se Remigio Brusadin fosse stata una persona ONESTA da persona ONESTA si sarebbe comportato.
Sarebbe venuto alla mostra (anziché passarci clandestinamente) e alle idee dei Pagani avrebbe opposto le sue idee. Alle argomentazioni dei Pagani avrebbe opposto le sue argomentazioni. Alla visione della vita dei Pagani avrebbe opposto la sua visione della vita.
Ma Remigio Brusadin è un disonesto. Preferisce incitare all’odio sociale offeso che delle persone abbiano delle idee coerenti alla Costituzione della Repubblica!
E così, Giovanna Frigo si presta a fare un articolo SUL NIENTE che si riduce ad essere un’aggressione alla Federazione Pagana, alla sacralità dell’evoluzione e ai fondamenti della Costituzione della Repubblica che lei insulta in maniera vergognosa!
Un’offesa che si sostanzia in una "volontà di offesa" che viene esternata attraverso affermazioni come “Hanno sfilato davanti al Duomo inneggiando....”. Quando, nella festa del 07 settembre 2008, l’organizzazione non ha ritenuto di fare le sfilate come negli anni scorsi. Inoltre, Giovanna Frigo, posta nell’articolo, a dimostrazione delle sue affermazioni, una fotografia prelevata dal sito http://www.federazionepagana.it/ relativa alla sfilata alla quale ha partecipato la Federazione Pagana nel 2005.
Inoltre, il titolo della Mostra usata da Giovanna Frigo era quello della Mostra del 2005. Inoltre, la raccolta di firme per la petizione al sindaco di Padova, fu fatta nel 2005 e non nel 2008. Dunque, una volontà di odio sociale!
Menzogna. Menzogna per offendere le Istituzioni di questo paese come nella miglior tradizione del giornale Il Gazzettino.
in pratica, questo loso figuro, per scrivere un articolo offensivo e denigratorio con finalità di odio sociale e religioso ha scopiazzato la MIA pagina web
senza comprendere né il significato nè la festa a cui quella pagina si riferiva.
Che schifezza di personaggio: fa il pari con Edoardo Pittalis che mi ha dichiarato che lui, col suo giornale diffama chiunque perché spalleggiato da poliziotti torturatori e da magistrati amici!
E allora, perché se il giornale Il Gazzettino fa della menzogna il suo modo di agire nella società si considerano i suoi articoli?
Perché finché personaggi, moralmente corrotti, come Pietro Calogero, Ennio Fortuna, Carlo Mastelloni, Ugolini Rita, Michele Dalla Costa, Pisani e altri della stessa banda, che hanno DOVERI istituzionali di giustizia in relazione al dettato Costituzionale, usano le Istituzioni a loro uso e consumo; gli articoli, menzonieri e criminali de Il Gazzettino sono la verità che circola nella società civile veneta!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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lunedì 8 settembre 2008

Festa dei Veneti a Cittadella; la Federazione Pagana; ABITARE IL MONDO

Ieri 07 settembre 2008 a Cittadella in provincia di Padova, l’associazione Raixe Venete ha organizzato la Festa dei veneti.
Nell’ambito della festa ha partecipato anche la Federazione Pagana che, in tema con la manifestazione, “Gli antichi veneti”, ha proposto ai veneti il concetto di “Abitare il mondo” con una mostra sull’uomo dal Paleolitico all’età Romana in riferimento al territorio Veneto.
Una mostra che presentava l’uomo nelle varie fase evolutive non attraverso le scoperte archeologiche, ma anche attraverso le scoperte neurologiche, psicologiche e antropologiche.

La mostra descriveva il passato, ma, anche e soprattutto, metteva in evidenza quegli strumenti di percezione del mondo e di formazione del “conoscere” che, recentemente scoperti dalla scienza, hanno caratterizzato l’agire dell’uomo fin da quando, singola cellula, era nel brodo primordiale.

Il cristianesimo, con la sua violenza morale, etica e la sua violenza sulle emozioni dell’individuo al fine di sottometterlo al suo dio padrone, ha privato l’uomo dell’uso consapevole di quegli strumenti immergendolo in una disperazione psico-emotiva che da un lato indigna e dall’altro offende.

Il cristianesimo ha trasformato l’Essere Umano, Veneto nel nostro caso, in un cadavere che parla delle “cose che partecipano alla vita” come un “giudice” estraneo alla vita.

Per l’educazione ricevuta, l’uomo comune del Veneto non si tiene uscito dalla vagina di sua madre; non è partecipe della vita della Natura; non percepisce empaticamente il mondo o l’altro. Per l’uomo veneto l’altro è il nemico, colui che mette in discussione il suo stile di vita. L’uomo veneto, educato cristianamente, non è in grado di cogliere né le trasformazioni del mondo, né di comprendere il significato delle sue stesse azioni nel mondo (e quando lo comprende, ritenendosi onnipotente, le giustifica quasi fosse un suo diritto farle alla faccia del mondo).

Così il Veneto disprezza il mondo perché la sua tensione emotiva lo spinge a considerarsi “El paron del mondo”. Trova ovvio che gli altri, i diversi, siano i suoi schiavi e dal momento che non li può macellare, allora li offende, li provoca, li diffama.

Per le persone educate dai cristiani in Veneto gli altri sono “bestie che devono mettersi in ginocchio davanti al popolo eletto (i veneti, naturalmetne).

Eppure siamo circondati da un universo immenso e l’uomo ha un infinito numero di possibilità alla quali l’educazione violenta dei cristiani gli impedisce di accedere.

Noi, come Pagani in Veneto, abbiamo tentato con la mostra alla Festa dei Veneti di Cittadella, di illustrare alcune di queste possibilità. Possibilità che sono strumenti attraverso i quali l’uomo può agire nel mondo.




La globalizzazione è una realtà incombente. Non si tratta di globalizzare un’economia. Si tratta di globalizzare l’uomo attivando tutti gli strumenti affinché tutti gli individui siano in grado di agire adeguatamente nel mondo in cui viviamo.

Domani arriveranno i cinesi e gli indiani. Ma non saranno i disperati che i veneti di oggi sono abituati a vessare e ingiuriare. Arriveranno perché avranno più consapevolezza e più capacità soggettiva di usare quegli strumenti che la nostra specie ha messo loro a disposizione e che i veneti, educati cristianamente, si ostinano ad ignorare.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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giovedì 4 settembre 2008

In Veneto: ragazzi criminali per noia!

Succede anche questo in Veneto: SI DIVENTA CRIMINALI PER NOIA.
La noia è definita in psichiatria come “il conflitto fra la richiesta di attività e incapacità soggettiva di soddisfarla”. Inserita fra i sentimenti primari, con il piacere e il dolore è caratterizzata “da assenza di interessi, monotonia delle impressioni, sensazione di immobilità, vuoto interiore, rallentamento del corso del tempo, riconducibili alla presenza di energie non impiegate.”.
Chi ha impedito ai ragazzi di questo articolo di crescere? Chi ha impedito loro di individuare i propri interessi sociali sui quali veicolare le proprie pulsioni psichiche?
La chiesa cattolica. L’oratorio, la parrocchia, i genitori cattolici che privi di interessi a loro volta hanno trasmesso a questi ragazzi soltanto il mito del denaro. Ma anziché trasmetterlo in maniera consapevole e razionale, lo hanno trasmesso soltanto sotto forma di desiderio che loro hanno veicolato in maniera criminale.
Da questo, al suicidio, allo stupro, alla violenza sociale. Una società malata che ogni giorno invia i segnali della sua malattia sperando che qualche cittadino sia in grado di recepire quei segnali e di agire per rivitalizzare un corpo morto, quello dei veneti, che non sono più in grado di abitare la loro regione e la loro società.

Invio l’articolo prelevato da Il Gazzettino:


VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO Tre operai diciassettenni denunciati dai carabinieri quali autori di una quindicina di furti

Baby gang rubava per scacciare la noia

«Non avevamo altro da fare e questo ci dava la carica». In tre mesi accumulato un bottino di 8 mila euro

Villanova di Camposampiero
In poco più di un paio di mesi hanno compiuto almeno una quindicina di furti. Quando i Carabinieri della stazione di Pionca li hanno scovati sono rimasti essi stessi sorpresi di trovarsi di fronte a dei minorenni, di fatto già dei ladri incalliti nonostante l'anagrafe. Ma, ancor più sconcertante, è stata la motivazione data ai militäri dell'Arma dai tre ragazzi. Messi alle strette da prove schiaccianti, rinvenute nel corso di perquisizioni eseguite nelle loro abitazioni, hanno confessato di avere agito per noia. «Non avevamo altro da fare e questo ci dava carica». Una dichiarazione che la dice lunga, e in maniera emblematica, sul disagio di questi ragazzi, poco più che adolescenti. La baby-gang era composta da due diciassettenni, il terzo, anch'egli minorenne all'epoca dei fatti, ha compiuto diciotto anni nei giorni scorsi.
In meno di tre mesi si sono impossessati di più di ottomila euro, di cui seimila in contanti, che si sono divisi tra loro, come hanno confessato ai Carabinieri. Duemila euro erano in derrate alimentari varie, da bibite a gelati e carne. Ad inchiodarli gli abiti, usati in alcuni furti, trovati in casa nel corso delle perquisizioni e che sono stati riconosciuti. I tre abitano in paese, lavorano tutti come operai, dispongono, dunque, di uno stipendio mensile. Le famiglie, ovviamente, appena appreso ciò che avevano fatto i figli, sono cadute dalle nuvole. Non sapevano nulla, non hanno mai sospettato nulla. Tutte buone famiglie, i genitori lavorano e si sacrificano per costruirsi una casa e offrire un futuro migliore proprio a questi ragazzi. I Carabinieri di Pionca non escludono che possano aver agito fiancheggiati da alcuni complici.
I tre ragazzi cominciano a compiere i primi furtarelli in maggio. Ad essere presa di mira, in quell'occasione, la tradizionale sagra della Madonna Ausiliatrice, nella frazione di Murelle. Nella notte si introducono negli stand, bevono birra e coca cola direttamente prelevate dai fusti. Poi, portano via bibite e gelati. Il vizio della baby-gang si fa, però, più pesante nelle settimane successive. I tre prendono di mira, infatti, autovetture e cantine. Rubano tutto ciò che capita loro sotto mano. Una quindicina di furti in tutto. Messi a segno quasi in modo perfetto: i compiti, tra loro, sono ben suddivisi. C'è chi studia il luogo, chi fa il palo e chi materialmente esegue il furto, magari con l'aiuto di un altro, se necessario.
I tre tornano in azione nuovamente a Murelle, una frazione molto attiva che organizza, nel teatro tenda allestito dietro la chiesa, le sagre paesane di maggio e agosto, quindi varie iniziative. In alcune occasioni portano via derrate alimentari, inclusa della carne. Un'altra volta, sempre all'interno della sagra, lasciano i frigoriferi aperti facendo così marcire gli alimenti con notevoli danni. Ma è in piena estate che i giovani operai mettono a segno il colpo più grosso: riescono a rubare seimila euro, sempre a Murelle, frutto di una cena di beneficenza.
Ai Carabinieri diranno «ce li siamo divisi, duemila euro a testa circa, ma non li abbiamo spesi». Ora, però, dovranno restituirli, euro su euro. Magari risarcendo anche i danni. Sarà il Tribunale dei Minori, al quale sono stati denunciati per il reato di furto aggravato in concorso, ad occuparsi di loro. A loro carico ci sarà un processo. Di sicuro, oltre al risarcimento, scatteranno misure di recupero. Il primo, però, e più gravoso spetta ora alle famiglie.
Nicoletta Masetto
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3896866&Data=2008-9-4&Pagina=11

Chissà se anche questa volta hanno interrogato qualche sociologo che pensa che mettere in ginocchio i ragazzi davanti ad un crocifisso sia assolutamente innocuo. Quando si costruiscono delle condizioni sociali che costringono le persone ad adattamenti criminali e distruttivi, si è responsabili di quei comportamenti.
Di quei furti, magari, si saranno incolpati i soliti extracomunitari, o i soliti Rom.
Un’intera società attorno a noi si ammala e mette in atto comportamenti distruttivi o autodistruttivi e noi ci tappiamo gli occhi!
Povero Veneto!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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La vicenda Dal Molin e la questione del rispetto della legge

Parlando degli attuali legislatori ho sempre affermato che mancano di lungimiranza. Sono sbattuti fra la necessità di varare leggi propaganda e nascondere e occultare il danneggiamento della società civile per assicurarsi un profitto personale. Più conflitti interagiscono continuamente. Il Consiglio di Stato che prende una decisione cassando una sentenza del Tar del Veneto senza conoscere le leggi che quella sentenza preservava. Alla luce della notizia di oggi appare evidente come la sentenza del Consiglio di Stato sia più legata a favorire interessi di parte che non ad affermare un diritto o un dovere. Una sentenza che risponde più a logiche di dominio sociale che non a logiche di giustizia come la Costituzione imporrebbe.

Come può il Consiglio di Stato emettere una sentenza senza conoscere leggi e regolamenti in cui quella sentenza interveniva?
E come può il presidente della Regione Veneto auspicare una violazione delle sue stesse leggi?
Siamo chiaramente in presenza di atteggiamenti più criminali che non superficiali. Una volontà che pretende di violare ogni legge per poter creare conflitti fra i cittadini. Poteva Galan non conoscere la sua stessa legge? Una legge è un’azione che una volta approvata ed entrata in vigore, se non viola le regole Costituzionali, vincola, prima di tutto, le amministrazioni che tale legge emanano. Se per farsi propaganda le amministrazioni emanano una legge ignobile, non possono poi pretendere di poterla violare.
Sto parlando del caso Dal Molin.
La base USA che ora gli USA non vogliono più perché, stando alle loro motivazioni, una legge regionale bloccherebbe la costruzione di case in quei comuni.
Presa atto della presenza di tale legge, l’amministrazione USA modifica le sue richieste sull’area Dal Molin.
Questo l’articolo del giornale La Repubblica:


Una legge regionale ferma la costruzione di 215 villetteBlitz di protesta anche al festival del cinema di Venezia
"Dal Molin, niente ampliamento" Gli Usa: stop al piano-caserma
dal nostro inviato MASSIMO PISA

VICENZA - Più che i comitati e i cortei, più che i ricorsi al Tar e i preannunciati blitz alla Mostra del cinema di Venezia, poterono un ufficio tecnico comunale e una leggina regionale. Che obbligano l'esercito americano a cancellare il contestatissimo ampliamento della caserma Ederle, le famigerate 215 villette da tre, quattro e cinque stanze da costruire a ridosso dell'aeroporto Dal Molin. E a ripensarne uno meno ampio e più frazionato, piccoli insediamenti intorno a Vicenza sul modello della base Nato di Aviano. Il progetto originale, infatti, avrebbe obbligato il comune di Quinto Vicentino, 5.383 abitanti a nord-est del capoluogo, a bloccare ogni nuova costruzione per i prossimi dieci anni, in base al regolamento urbanistico della regione Veneto governata da Giancarlo Galan, proconsole di Berlusconi e ultrà della prima ora della base americana. Da qui il passo indietro volontario dell'esercito a stelle e strisce. "Quinto è morto", sentenzia l'ingegner Kambiz Razzaghi, il responsabile dell'ampliamento della Ederle che ha annunciato il passo indietro sull'edizione online del quotidiano Stars and Stripes, il giornale dell'Us Army per i soldati stanziati in Europa e nel Pacifico. Dove, curiosamente, in home page campeggia l'annuncio dell'esercito per il reclutamento di nuove truppe in Germania e a Vicenza. "Le leggi del posto salvaguardano le aree agricole dagli insediamenti urbani - spiega Razzaghi - e se il consiglio comunale di Quinto avesse dato il via libera, avrebbero superato la loro quota di costruzioni per i prossimi dieci anni. Nessun cittadino si sarebbe potuto costruire la casa. Loro non volevano, i nostri contractor italiani nemmeno e così è saltato tutto". Colpa di un progetto, quello per l'ingrandimento del quartier generale della 173ª Brigata aerea americana, concepito con regolamenti diversi. Scartata la ricerca di una zona alternativa, visto che i regolamenti riguardano l'intero Veneto e che i lavori della Ederle 2 non erano ancora partiti, si è quindi deciso di adottare il modello Aviano, dove oltre una ventina di piccoli insediamenti sono sparpagliati nei comuni limitrofi.
La retromarcia promette di ridar fiato al Comitato "No Dal Molin", fiaccato dalla sentenza del Consiglio di Stato di fine luglio, aveva dato il via libera ai lavori smentendo una sentenza del Tar del Veneto e svuotando di significato il referendum consultivo annunciato dal sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd) per il 5 ottobre. E rischia di cambiare anche il calendario delle proteste: per sabato i comitati avevano annunciato il via di un "campeggio nazionale" intorno alla Ederle, sorta di presidio per impedire l'avvio dei lavori. E oggi una delegazione dei No-Dal Molin è attesa al Lido di Venezia per consegnare al commissario governativo alla base Paolo Costa il Premio Attila d'oro "come miglior devastatore di territori". L'ennesima polemica, l'ultima di quattro anni di battaglie, pareri governativi e carte bollate. Costa ha già fatto sapere che "grazie al riutilizzo di edifici già esistenti, la base americana si amplierà conservando il più grande spazio verde vicentino che precedenti soluzioni volevano sacrificare". Il ritiro americano cancella tutto. (4 settembre 2008)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/base-vicenza-tar/molin-stop/molin-stop.html

Non che il progetto della base USA sia cancellato. Però non è su questo che voglio attrarre l’attenzione. Non sta a me decidere o prendere una posizione in merito alla Base USA, ma sta a me emettere giudizi e sentenze di condanna morale nei confronti di amministratori che si sentono al di là della legge. Al di sopra della legge e in diritto di sputare sulla legge per assicurarsi ingiusti e criminosi profitti. Indubbiamente Galan può cambiare la legge; esattamente come Berlusconi ha dimostrato di offendere le leggi e i magistrati di applicare, nei confronti di Berlusconi, leggi di comodo o interpretazioni delle leggi funzionali a Berlusconi.
Vorrei invitare a riflettere. Se oggi avviene che si ignorano le leggi pur di promuovere gli interessi di qualche politico in disprezzo degli interessi nazionali per quanto riguarda la base Dal Molin; quante altre leggi vengono, anche in questo momento, ignorate e disprezzate per salvaguardare interessi criminali? E ciò avviene con la collusione dei magistrati!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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A cittadella Conferenza e mostra sui Veneti Antichi!

Cittadella (pd) - Domenica 7 settembre 2008 - con Reitia
Cittadella (pd)
Domenica 7 settembre
Con la dea Reitia
Anche quest'anno, per la precisione questa è la quinta sfilata, i pagani e wiccan veneti sfileranno intorno alle mura di Cittadella con gli stendardi della dea Reitia.
Tutti vi posso partecipare, è una festa pubblica. I pagani e wiccan veneti saranno presenti per tutta la giornata con i loro gazebo in piazza. Durante questa edizione della "Festa dei Veneti", organizzata da "Raixe Venete", vi sarà anche la nostra mostra sui veneti antichi.
“I veneti antichi, alla scoperta della nostra storia antica”
E’ il tema dell’edizione di quest’anno della festa. La "Festa dei Veneti" con il passare degli anni si è sempre più affermata, nelle ultime edizioni ha raggiunto le 30.000 presenze. Decine e decine sono i gli espositori.
Per chi vuole partecipare solo alla sfilata, l'orario di partenza degli stendardi è fissato verso le ore 15.00.
Su Youtube si possono trovare i video delle sfilate precedenti.
ciao
francesco scanagatta
cell. 349 7554994
Le feste precedenti:

2007:
http://it.youtube.com/watch?v=B_enRmmn3WU

2006:
http://it.youtube.com/watch?v=HCfJLU5ED7Q

Quest’anno la mostra che porteremo tratterà non solo degli antichi nel Paleolitico, Neolitico, età del Rame-Bronzo, del Ferro ed età Romana del Veneto, ma tratterà anche L’UOMO ANTICO. Sfruttando le ultime scoperte scientifiche e le ultime ricerche di “archeologia biologica” e di “scienza dell’uomo”, con la mostra vogliamo dare un’idea delle “possibilità dell’uomo”. Sia per capire di come gli uomini Antichi “ABITAVANO IL MONDO” conoscendolo; sia delle possibilità che noi abbiamo di abitare il mondo e di conoscerlo AL DI LA’ DI QUANTO LA SCIENZA RICONOSCE LE POSSIBILITA’ DELL’UOMO. Con la mostra non solo dimostreremo la complessità della cultura attraverso la scrittura nell’età Paleolitica e primo Neolitico del Veneto, ma documenteremo con fotografie e cartelloni espositivi la relazione fra l’uomo e il mondo e perché l’archeologia sta tentando di ricostruire con tanta passione le antiche culture.
La mostra sarà fatta nella prospettiva dei VENETI CHE ABITANO IL MONDO. Sottraendo il tentativo della “scienza” di trasformare la storia dei veneti nella descrizione di un cadavere. Cosa significa trasformare la storia dei veneti in un cadavere? Significa dire: “Queste sono le battaglie; queste sono le armi; queste sono le case; questi sono gli attrezzi da lavoro; ecc.”. Cosa significa l’ABITARE IL MONDO DA PARTE DEI VENETI? Significa sottolineare. “Queste erano le loro passioni; questi erano i loro sentimenti; questa era la loro intelligenza; questi erano i loro intenti; questa era la loro cultura nella quale veicolavano le loro emozioni e risolvevano i loro problemi.” Per fare questo, non si esclude la scienza o, nel caso specifico, l’archeologia, ma si fa in modo che la scienza e l’archeologia vengano trasformate da “verità che affermano” a “strumenti per affermare e confermare”. Così, se trovo i resti di una casa antica, non trovo solo dei muri, ma le passioni, i sentimenti, la cultura, di quegli uomini. Così, se si trova una “chiave” dei Reti non si trova solo un oggetto, ma la dimostrazione di come la cultura corresse dalle Alpi al centro Italia, passando per la Pianura Padana, ben prima che i Romani si confrontassero con i Sanniti.
Che cos’era la “CULTURA DEI VASI A BOCCA QUADRATA” che costruì una grande nazione nel Nord Italia?
Qual è il ruolo della civiltà VILLANOVIANA nella transizione dell’età del Rame-Bronzo all’età del Ferro?
Qual è il ruolo del cervello nello stomaco e dei neuroni specchio per il passaggio dal Paleolitico al Neolitico con “le prime organizzazioni sociali”?

Abitare il mondo; abitare il Veneto!
Federazione Pagana
COMUNICATO DI RAIXE VENETE
Salve a tutti,abbiamo il piacere di annunciare che è ormai tutto pronto per la grande
FESTA DEI VENETI
5-6-7 settembre '08
a Cittadella (PD)
La Festa dei Veneti è l'evento culturale più grande organizzato in Veneto dedicato alla cultura e all'identità veneta!
Niente politica ma solo tanta voglia di conoscere, sostenere e valorizzare tutto il patrimonio culturale veneto, dalle tradizioni alla musica, dai lavori tradizionali alla cucina e i prodoti tipici.
TRE GIORNI DI EVENTI:
venerdì 5
CONVEGNO sui Veneti Antichi
ore 20.30 sala Torre di Malta a Cittadella. Ricercatori e studiosi ci descriveranno il periodo dei Veneti Antichi, alle origini della nostra Storia.
sabato 6
FESTA DELLO SPRITZ VENETO e CONCERTO di HERMAN MEDRANO
Grande serata dedicata in particolar modo ai giovani, con tanta musica a partire dalle ore 19.00 e concerto finale di Herman Medrano, Rap in lingua veneta![sarà attivo uno stand gastronomico con piatti tipici veneti]
domenica 7
DA MATTINA FINO SERA INOLTRATA
la grande FESTA DEI VENETI
sarà la giornata più importante:
per tutto il centro storico di Cittadella saranno presenti più di 100 espositori con prodotti tipici, associazioni e gruppi culturali, mestieri di una volta, prodotti di cultura e storia veneta... E sul palco in piazza spettacoli fino a notte, con concerti, rievocazioni storiche, cabaret e molto altro ancora.[sarà attivo uno stand gastronomico con piatti tipici veneti sia per il pranzo che per la cena]
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Lo scorso anno, alla quarta edizione della Festa dei Veneti, hanno partecipato più di 30.000 persone!
Un numero che cresce di anno in anno, a dimostrazione dell'attaccamento della nostra gente alle proprie origini e alla propria cultura.
Anche quest'anno la Festa dei Veneti si terrà a Cittadella - PD, un paese veneto molto bello, pieno di storia, con bellissime mura antiche. Cittadella si trova trova praticamente nel centro del Veneto ed è facile da raggiungere!
Comunicato di

mercoledì 3 settembre 2008

Cronaca patetica da un Veneto psicologicamente disperato!

Nella disperazione in cui vive il Veneto oggi, c’è anche questa notizia.
Apparentemente è una notizia “patetica”, ma serve a fornire un altro tassello del disagio vissuto dai veneti. Un disagio che viene veicolato anche fra suicidio, droga, alcool, esasperazione razzista, incapacità di relazionarsi con le persone. Un’incapacità che vede il maggior ostacolo nella morale imposta dalla chiesa cattolica che limita i movimenti psico-emotivi delle persone nelle loro scelte.


Tutto per attirare l'attenzione del marito

Castelfranco - Tutto simulato per attirare l'attenzione del marito. Nessuna rapina, nessun sequestro in via Bastia Vecchia.Nadia Fossaluzza, la donna di 41 anni che nella notte tra domenica e lunedì aveva chiamato i carabinieri spiegando che era stata vittima di una rapina in casa ad opera di due malviventi, ha confessato di essersi inventata tutto e per questo è stata denunciata proprio per il reato di simulazione. Una confessione arrivata anche grazie alle prove schiaccianti che in nemmeno 24 ore i carabinieri della Compagnia di Castelfranco sono riusciti a trovare per sbrogliare la matassa di questo intricato, curioso e particolare caso che ora potremo definire umano. La donna lunedì notte intorno all'una e mezza ha chiamato i carabinieri spiegando che due malviventi l'avevano minacciata con una pistola dopo che si era recata nel sotterraneo del condominio per attivare il contatore della corrente saltato intorno alle 21,30 di domenica sera. Poi i due l'avrebbero portata nell'appartamento, derubata di soldi, orologi e preziosi per circa 10 mila euro e poi l'avrebbero narcotizzata. Un episodio che da subito ci aveva molto preoccupato-ha spiegato il cap. Salvatore Gibilisco Comandante della Compagnia di Castelfranco in conferenza stampa insieme al maresciallo Antonio Currò comandante della stazione ed al luogotenente Antonio Corona comandante del Nucleo Operativo e radiomobile-perchè le modalità con le quali si sarebbe svolta questa rapina da subito ci sono sembrate abbastanza anomale. Le indagini da parte dei carabinieri sono iniziate praticamente da subito, dalla notte di domenica e si sono protratte per tutta la mattinata di lunedì ed anche il primo pomeriggio quando sono cominciati ed emergere i primi dubbi e riscontri. A partire proprio dal contatore dell'Enel che non portava il nome e quindi non era identificabile. I carabinieri hanno verificato che quel contatore non era mai stato spento. Inoltre sul pulsante non sono state rilevate tracce nè dei presunti rapinatori nè della donna se lo avesse attivato per far ritornare la luce. Inoltre, particolare curioso e degno dei più pignoli gialli è stato quello relativo il display dell'orario sul microonde. La donna-ha detto il cap. Gibilisco-ha spiegato che nel periodo di tempo intercorso fra la richoesta d'intervento e l'arrivo dei carabinieri aveva provveduto al ripristino dell'energia elettrica azionando i contatori (ore 1,20). Con tale operazione il timer del microonde in cucina azzeratosi con l'assenza di corrente, riparte nel conteggio del tempo che nella circostanza, all'arrivo dei carabinieri segnava un tempo abbondantemente maggiore e diverso da quello che avrebbe dovuto indicare. E poi ancora, le analisi cliniche effettuate non hanno rilevato presenza di sostanze narcotiche. Tutte situazioni queste che sono state contestate alla donna nel lunghissimo interrogatorio di lunedì terminato nel tardo pomeriggio con la confessione. La donna aveva bisogno di attenzioni in un momento delicato nel suo rapporto con il marito e così si è inventata questa rapina in casa. Lei avrebbe telefonato subito all'uomo e questo gli avrebbe detto di chiamare i carabinieri. A quel punto si è scatenata la fantasia di una donna ferita e bisognosa di attenzioni che i carabinieri hanno però smascherato.
Gabriele Zanchin
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3896066&Data=2008-9-3&Pagina=6

Si tratta, chiaramente, di una richiesta di sessualità insoddisfatta. Se i veneti pensassero di più alla sessualità e un po’ meno a veicolare la loro libido in aggressioni criminali (o in comportamenti criminali autolesionisti), forse questo caso patetico non sarebbe successo.
Ha del ridicolo l’articolo a firma di Laura Simeoni:

«Esasperazione, ma in questi casi esiste anche una patologia di fondo»
Castelfranco

«Per inventare di sana pianta un'aggressione bisogna essere esasperati ma ciò non basta, probabilmente esiste una patologia di fondo che insieme ad altri fattori ha creato la situazione esplosiva". Mauro Brol, psicologo e psicoterapeuta trevigiano legge l'episodio avvenuto a Castelfranco in chiave individuale ma anche sociale. Nel senso che entrerebbero in gioco molteplici aspetti, partendo però da una problematica psicologica di fondo, di cui soffrirebbe la donna. «Non posso analizzare direttamente il caso di cronaca, poiché non conosco la storia nei dettagli» premette il professionista. Ipotizzare una «sindrome abbandonica» non sarebbe però azzardato. Un uomo o una donna «abbandonici» temono talmente tanto la solitudine e soprattutto l'essere lasciati, da creare situazioni conflittuali che portano poi paradossalmente proprio in quella direzione. Non sopportano d'essere messi in un angolo forse perché è accaduto nell'infanzia, che ha lasciato ferite profonde. Cercano così di attrarre l'attenzione in ogni modo e se non ci riescono compiono gesti eclatanti.
«Ma sono diversi dai narcisisti che si pongono sotto i riflettori eppure non hanno alcun bisogno degli altri» precisa il dottor Brol. L'abbandonico invece è alla ricerca costante di conferme.
Senza gli altri si sente svuotato.
La paura di essere lasciato solo spinge a porsi al centro dell'attenzione in questa modalità il comportamento individuale si inseriscein un contesto sociale dove ciò che conta è l'apparire, il far parlare di sè. «La nostra è un'epoca patologica dove vale hi è protagonista e finisce in televisione, non importa per quale motivo» aggiunge lo psicologo.
Nella vicenda di Castelfranco non bisogna dimenticare un altro fattore, anche qui con dimensione individuale e sociale, ovverola mancanza di comunicazione. «In gesti eclatanti come fingere un'aggressione - sositene Brol - la persona è giunta al limite,nel vuoto e nel deserto interiore». Nella coppia sana ci deve essere empatia ovvero capacità di capirsi al volo, complicità nelle situazioni quotidiane, anche quelle apparentemente più banali, la possibilità di comunicare nel senso di condividere le parole. Il più delle volte nelle discussioni accade invece che le frasi rimbalzino contro muri di gomma, senza penetrare nell'anima.
Il risultato è una completa indifferenza ai sentimenti. E anche qui, secondo lo psicologo trevigiano, la problematica personale si inserisce in un quadro sociale: «nel mondo globalizzato dove un'informazione rimbalza in tempo reale da Tokio, Sidney, Roma o New York pochi hanno conservato la capacità autentica di comunicare tra loro».
Laura Simeoni
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3896068&Data=2008-9-3&Pagina=6

Infatti, lo psicologo che interroga, di chiara impostazione fondamentalista cristiana, si guarda bene dall'individuare le cause, della depressione della persona in questione, nell’incapacità di veicolare le proprie pulsioni data l’educazione repressiva che questa (e molte altre donne) ha subito in Veneto. Gli oratori e le parrocchie del Veneto impediscono alle persone di apprendere i rudimenti della libertà psico-emotiva rendendole, di fatto, incapaci di costruire delle relazioni propositive con il mondo. Sono incapaci di agire. Sono ferme; sia psicologicamente che emotivamente. Aspettano le sollecitazioni da un’altra persona e, nello stesso tempo, la loro libido, le spinge a fantasticare di come questa relazione dovrebbe essere. Ma non sanno dar corpo e organizzazione quotidiana ai loro desideri che vengono bloccati in un desiderare continuamente frustrato dalle condizioni oggettive. Così, hanno bisogno di attirare attenzione. Quell’attenzione che desiderano, per come la desiderano, senza poter mediare fra il loro desiderio e le possibilità di soddisfazione del loro desiderio che il mondo offre loro. Questa impossibilità di mediazione è imposta dall’orrore educazionale cristiano che frapponendo, fra il desiderio e la sua soddisfazione, la morale coercitiva cattolica, di fatto, costruisce le condizioni per le sindromi depressive tanto care a giornalisti come questa Laura Simeoni. Sindromi depressive che spesso sfociano in suicidio, assunzione di droga e comportamenti criminali di vario genere.
Non si tratta di criminalizzare la globalizzazione, ma quelle persone, preti cattolici, oratori e parrocchie, che disarmano le persone impedendo loro di destreggiarsi in un contesto globalizzato. Disarmare significa imporre la paura. Una paura che i veneti manifestano rinchiudendosi sempre più in un orticello immaginario dal quale sbirciano l’extracomunitario come il pericolo che arriva al loro dominio. Un pericolo vissuto come impotenza soggettiva davanti ad un mondo vivo e pulsante.
Questa donna avrebbe forse denunciato una rapina in casa se tutto il Veneto non fosse convinto che sempre e tutte le persone venete possono subire rapine in casa?
Depressione e paura, costruite per rendere una società malata e pronta a vendersi, proprio come una prostituta (e chiedo scusa alle donne che fanno quel mestiere per vivere), al miglior offerente.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

L'attività di terrorismo della Procura della Repubblica di Treviso.

Appare evidente come qualcuno stia usando il proprio ruolo nelle Istituzioni per costruire una situazione conflittuale nella società Italiana.
Riporto questo articolo dal quale appare, in assoluta evidenza, l’attività di gruppi “politici” (in realtà cattolici integralisti organizzati in partiti politici) di impedire la semplice PREGHIERA!
In pratica si usano le Istituzioni non per fini di legge e di giustizia, ma per fini eversivi.
Quando si dice che i musulmani DEVONO rispettare le leggi Italiane, NON SI INTENDE CHE LE ISTITUZIONI POSSANO VIOLARE LE LORO LEGGI!
Non si intende che il ruolo di sindaco di un paese o di una città possa essere usato per fini di terrorismo e di eversione sociale.
La legalità che si pretende dai musulmani si deve pretendere SOPRATTUTTO dalle Istituzioni che non sono MAI legittimate a comportamenti eversivi o terroristici nei confronti della Costituzione unica carta che legittima le Istituzioni.
Attentare all’articolo 19 della Costituzione equivale ad un atto di terrorismo e di eversione sociale del quale è responsabile, in questo caso, LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TREVISO che è sempre stata collusa con atti di razzismo, odio sociale e religioso, eversione democratica.
Quando si limita, in un qualche modo, con qualunque pretesto un articolo Costituzionale, si crea eversione sociale, qualunque sia il soggetto che dalla violazione riceve un danno!
L’art. 19 della Costituzione afferma:

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria religione in qualunque forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato e in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.”

E quel TUTTI non consente limitazioni di sorta!
Qualunque altra norma, di ordine amministrativa o legislativa, non può agire contro i fondamenti della Costituzione. Tale affermazione fu fatta sia dalla Corte di Cassazione che dalla Corte Costituzionale in quanto, i diritti Costituzionali, hanno priorità su qualunque norma. E nessuna norma può essere usata contro i fondamenti costituzionali.
Purtroppo i fondamentalisti cattolici stanno costruendo un clima da guerra civile con la complicità della procura della Repubblica che non ha mai represso tali reati in quanto, avendo assunto la norma ideologica fascista a fondamento della sua azione, è complice (fino a torturare chi chiede l’applicazione della Costituzione) in attentati alla democrazia italiana.




Alta tensione a Treviso
Rissa tra Fanton e gli islamici "Mi hanno picchiato", "Ci ha insultati"
Lunedì notte ignoti hanno imbrattato le serrande dell’ex supermercato di San Liberale, trasformato in moschea per il Ramadan. Una citazione dell’Apocalisse e la scritta «Allah è Satana». La tensione è alle stelle. Gentilini avverte: «Vigili di piantone 24 ore su 24: se i musulmani si mettono a pregare, li sgombero». Ma gli islamici non accettano minacce dallo Sceriffo e rispondono a muso duro.


Il consigliere comunale Pier Antonio Fanton, (nella foto) uno dei «falchi» della Lega Nord da sempre contro gli islamici, ha dichiarato di essere stato aggredito mentre si trovava nei paraggi della moschea provvisoria. «Ho avuto uno scambio verbale con alcuni islamici - ha raccontato Fanton - ad un certo punto sono stato colpito e mi sono ritrovato con il volto saguinante». Sempre secondo la sua versione, Fanton, dopo il presunto incidente, è andato al pronto soccorso con il nipote. Ben diversa la versione del gruppo che sta allestando il centro di preghiera: «Quell'uomo ci ha provocato. E' arrivato qui sputando per terra e insultandoci». La tensione è dunque alle stelle. Aria pesantissima dunque a San Liberale, quartiere storico di Treviso che oggi registra il più alto tasso di immigrati residenti della città. Lunedì notte, a poche ore di distanza dall'apertura di una moschea provvisoria per celebrare il Ramadan, ignoti hanno impugnato la bomboletta spray per lanciare un avvertimento alla comunità musulmana sotto forma di citazione dell'Apocalisse di Giovanni, quella del passo sul «falso profeta». Poi la scritta: «Allah=Satana. Il figlio di Satana è Maometto». Ovvero: smammate, toglietevi di torno, non siete graditi. Una scritta chilometrica di colore bianco tracciata dopo la mezzanotte di lunedì - ora in cui i musulmani hanno chiuso la sede forse dopo il primo giorno di preghiera - e notata ieri di prima mattina da un residente del quartiere, che ha subito avvertito le forze dell'ordine. Una scritta che ha gelato il sangue del gruppo che ha allestito la sala, guidato da Abderrhamane Kounti e dai ragazzi di Seconda Generazione, che annunciano una denuncia contro ignoti. La tensione è alle stelle, tanto più se si considera che i nervi sono a fior di pelle nella stessa comunità islamica di Treviso, che ormai si è spaccata in due tronconi: l'ala integralista, spesso protagonista di proteste eclatanti contro la Lega come, mesi fa, la preghiera in mezzo alla strada; e le «colombe», che si sono dissociate dagli integralisti andando a pregare a Villorba, nel parcheggio dell'ex moschea del Centro grossisti, chiusa da anni. Un gesto per il quale le «colombe» sono state comunque diffidate dal Comune. Ma sono stati i duri e puri i registi dell'operazione San Liberale, che ha fatto imbufalire Gentilini. La Lega è tornata ad alzare il muro: «Non vogliamo moschee a Treviso». E infatti già domenica è scesa in campo. Ma ieri ha messo le mani avanti: «Non siamo noi gli autori del blitz». Qualcuno parla di Forza Nuova ma la Digos, intervenuta sul posto, smentisce: la mano è un'altra, ora si tratta di visionare le telecamere della zona in funzione quella notte. Il Carroccio di Ca' Sugana sta intanto cercando in tutti i modi di far sloggiare i musulmani dall'ex negozio, regolarmente affittato, con la scusa di utilizzo improprio rispetto alla destinazione commerciale. Il vicesindaco Gentilini domenica, giorno di allestimento del centro, aveva spedito i vigili per un primo controllo, e già i toni si erano alterati. Ieri nuovo sopralluogo. E l'avvertimento dello sceriffo: «Se si mettono a pregare, scatta lo sgombero».
(03 settembre 2008)



Tratto da:
http://tribunatreviso.repubblica.it/dettaglio/Rissa-tra-Fanton-e-gli-islamici-Mi-hanno-picchiato-Ci-ha-insultati/1508249?edizione=EdRegionale

Diventa ridicola la pretesa dei sindaci che le persone rispettino le leggi quando, loro stessi le violano con la complicità della magistratura che DOVREBBE avere al primo posto il rispetto della norma Costituzionale e non il solito desiderio di torturare i destinatari dei diritti Costituzionali.
Se si attenta alla libertà religiosa, non si aggrediscono SOLO i musulmani, ma l’intera società civile!
Se si costruisce una situazione di guerra civile non ci vanno di mezzo solo gli immigrati di religione musulmana, ma l’intera società; i suoi principi fondamentali. Se poi una situazione di palese violazione dei diritti sociali si somma alla crisi economica del Veneto che porterà a migliaia di disoccupati in più: LA SITUAZIONE E’ DAVVERO PREOCCUPANTE!

Non siamo davanti a musulmani che violano le leggi. Siamo davanti a persone che pregano! E’ un atto di terrorismo quello affermato da Gentilini: “Se si mettono a pregare scatta lo sgombero!”

Io posso capire che i cattolici abbiano in assoluto disprezzo la loro religione tanto che subiscono la maggior cultura dei musulmani, ma questo non giustifica l’attività militare e terroristica contro la Costituzione! Come non giustifica i campi di sterminio e l’indifferenza di una Procura della Repubblica che di questi comportamenti odiosi si è sempre fatta complice. Fin da quando il torturatore Candiani ne era il responsabile.
Inoltre, mettendo in discussione il diritto Costituzionale alla propria fede religiosa, si mettono in discussione quelle norme che consentono alla religione cattolica di pregare un dio assassino i cui principi, religiosi e sociali, sono un'offesa alla Costituzione e alla società civile.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 1 settembre 2008

Il velo della musulmana, i balordi travisati a Napoli e la cocaina come digestivo!

In Veneto succede anche questo:


Schio - Vicenza
Assume cocaina come "digestivo" ...

Assume cocaina come "digestivo" per il dopo-pasto C. G., trentenne domiciliato a Schio, dopodiché sale da solo in auto, una Fiat Uno, si mette alla guida, transita per via Carducci, gira a destra su via Fusinato in direzione Santa Croce e, dopo una settantina di metri, improvvisamente sbanda sulla sinistra andando a sbattere sullo stipite in pietra dell'ingresso al civico 15.
Il botto, alle 14,10, è forte e richiama in strada i residenti della zona. L'auto appare accartocciata nella parte anteriore. Dagli stessi che accorrono sul luogo del sinistro viene lanciato l'allarme al Suem e al comando di polizia municipale. Gli interventi sono rapidi, e C.G. viene estratto dall'auto cosciente, ferito e sanguinante alla testa (probabilmente per il colpo sul vetro dell'auto), e trasportato al Camillo De Lellis per i controlli di rito, accompagnato da una pattuglia dei vigili.
Dalle analisi emerge la presenza nell'organismo di cocaina e morfina. Sostanze che congelano a C.G. la patente, trattenuto precauzionalmente in ospedale. L'auto, inservibile è stata rimossa dal soccorso stradale. Il comando della polizia locale sta approfondendo le indagini per definire nei particolari il sinistro, e segnalare il fatto agli organi competenti. L'incidente poteva provocare vittime, per il continuo passaggio di ciclisti sulla pista ciclabile posta a sinistra della carreggiata.
Vittorino Bernardi
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Bassano&Codice=3891820&Data=2008-8-30&Pagina=5

Così, tanto per gradire.
Ma la cosa che ancora non ho capito è questa:

Una donna di fede musulmana si presenta con il velo e un guardia sala si improvvisa poliziotto, fra il plauso di molte Istituzioni, e la caccia dal museo. Dopo di che vedo qualche centinaio di balordi, volto mascherato in presenza della polizia a Napoli e a Roma e molti di loro con bastoni e la polizia NON INTERVIENE!
Il mio dubbio è questo: o la polizia è complice dei balordi, in quanto appartiene alla stessa fede religiosa e allora non vuole offendere il sentimento religioso di chi si travisa, o la polizia, che rappresenta le Istituzioni, è fatta di vili che preferiscono applaudire al guardia sala anziché far rispettare la legge contro quei balordi.

A differenza dei balordi di Napoli, io sono uno di quelli che pensano che la legge è uguale per tutti e il significato del travisamento dei balordi aveva il vero intento di impunibilità nel delinquere, a differenza della donna che ostentava la sua fede religiosa.
C’è da chiederci: CHI E’ RAZZISTA?
Il guardia sala che ha vessato una donna o la polizia che non è intervenuta contro i balordi?

Appare ovvio, in questa situazione, come i Veneti trovino del tutto normale prendersi una dose di cocaina come digestivo, perché se inizi a porti questi quesiti non ne vieni più fuori, visto che si è smarrito il senso della Costituzione!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it