La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 17 settembre 2008

I semafori intelligenti e la truffa degli amministratori

Ancora una volta la protezione dei cittadini avviene ad opera della magistratura!
Amministratori locali corrotti hanno agito nei confronti dei cittadini come delle bestie da mungere e non come coloro i cui diritti legittimano le Istituzioni di cui sono parte.
Non è un “uragano” giudiziario. Era ciò che la “voce di popolo” sapeva e aveva ben compreso.
Gli amministratori, in particolare quelli del Nord spremono i cittadini come se fossero bestie da mungere e poi concentrano l’attenzione contro gli extracomunitari, i Rom o quei comportamenti di sopravvivenza messi in atto da persone fragili, marginali ed indifese.
La bufera giudiziaria si può estendere? Puoddarsi, ma i magistrati non hanno proceduto per il reato di terrorismo. Il terrorismo con cui gli amministratori e i gestori degli apparati praticavano nei confronti dei cittadini e degli automobilisti.
In alcuni comuni, sembrerebbe, che i dispositivi non fossero irregolari. E, allora, la domanda da porsi è: quale amministratore criminale ha permesso che ciò fosse irregolare? Per quali motivi ideologici, se non quelli di terrorismo finalizzato all’aggressione dei principi fondamentali della Costituzione, hanno indotto in molti comuni a sviluppare, a differenza di altri, quegli atti di terrorismo eversivo nei confronti dei cittadini?

17/09/2008

Uragano giudiziario sui semafori intelligenti: arresti e denunce per ditte e Comuni
L'indagine ha messo sotto accusa i funzionari che hanno appaltato il servizio e gli ammistratori delle società fornitrici: in 29 città sono state riscontrate delle manipolazioni dei dispositivi elettronici


Dalla bufera giudiziaria che si è scatenata sui semafori T-Red sembra al momento che Perugia sia fuori, anche se ancora non si sa se tra le imprese indagate via sia anche quella che ha fornito le apparecchiature al Comune. Nell'inchiesta i finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Milano hanno eseguito 4 misure di custodia cautelare, 3 arresti domiciliari ed una in carcere nei confronti di altrettanti amministratori di imprese che fornivano agli enti locali i dispositivi elettronici per la rilevazione di infrazioni al codice della strada, tra cui anche i cosiddetti “T-RED”. Le accuse mosse agli arrestati sono l'associazione a delinquere e la turbativa di commesse pubbliche: sarebbero state accertate manipolazioni di appalti di 29 Comuni ubicati sull'intero territorio nazionale. In alcuni casi, in accordo con gli amministratori pubblici, venivano invitate alla trattativa privata per l'affidamento della fornitura delle telecamere e degli autovelox soltanto le imprese affiliate al cartello gestito dagli arrestati; in altri casi, invece, venivano inseriti nei bandi di gara requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee al cartello. Secondo la ricostruzione dei fatti, i Comuni non acquistavano direttamente i dispositivi elettronici ma li noleggiavano, remunerando le imprese fornitrici con una percentuale sulle contravvenzioni elevate grazie ai dispositivi opportunamente tarati dalle aziende vincitrici degli appalti. Contestualmente agli arresti, in sedici Comuni nelle province di Milano, Como, Varese, Novara, Livorno, Mantova, Viterbo, Roma, Pisa, Firenze, Pistoia, Venezia, Modena, Benevento e Ferrara le Fiamme gialle hanno sequestrato, su decreto del pm titolare delle indagini, Alfredo Robledo, altri dispositivi elettronici (T-RED, autovelox ed autobox). Gli accertamenti hanno riguardato 130 Comuni, sono state denunciate 21 persone: oltre ai 4 arrestati (per cui si procede anche per subappalto irregolare), risultano iscritti nel registro degli indagati 17 pubblici ufficiali, responsabili nei vari Comuni delle gare di appalto. Per 4 di loro, sono stati contestati anche l'abuso di ufficio e il peculato. In carcere sono finiti l'amministratore unico della Ci.Ti.Esse, ai domiciliari, il direttore commerciale della Scae Spa; l’amministratore di fatto della Centro Servizi Srl e l’amministratore unico della Tecnotraffico Srl e titolare della ditta individuale Tecnologie per il traffico. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzate alla turbativa degli incanti attraverso un 'cartello' -spiega l'ordinanza- da loro promosso ed organizzato per favorire l'acquisizione degli appalti con gli enti pubblici a vantaggio delle aziende a loro riferibili.

Tratto da:
http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=9123

Il problema non è tanto di come il magistrato qualifica il reato commesso dopo l’accertamento dei fatti. Il problema è la percezione che di quel reato ne hanno le persone. Perché non si tratta solo della contravvenzione, ma anche delle minacce rivolte alla persona da parte dei vigili urbani e degli amministratori pubblici quando le persone protestavano. Queste persone che si sentivano defraudate dal loro ruolo di cittadini in quanto i pubblici amministratori si ritenevano creati ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino e, pertanto, non giudicabili come criminali!

Troppe violenze vengono perpetrate nei confronti dei cittadini più fragili ed indifesi da organi pubblici che imitano il dio padrone dei cristiani anziché essere più ossequiosi del dettato Costituzionale. Se la magistratura non riuscirà a fare il suo lavoro con attenzione e puntualità nel rispetto della Costituzione la situazione si farà parecchio nera.
Ma, forse, è quello che i cittadini vogliono!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it