La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 4 settembre 2008

In Veneto: ragazzi criminali per noia!

Succede anche questo in Veneto: SI DIVENTA CRIMINALI PER NOIA.
La noia è definita in psichiatria come “il conflitto fra la richiesta di attività e incapacità soggettiva di soddisfarla”. Inserita fra i sentimenti primari, con il piacere e il dolore è caratterizzata “da assenza di interessi, monotonia delle impressioni, sensazione di immobilità, vuoto interiore, rallentamento del corso del tempo, riconducibili alla presenza di energie non impiegate.”.
Chi ha impedito ai ragazzi di questo articolo di crescere? Chi ha impedito loro di individuare i propri interessi sociali sui quali veicolare le proprie pulsioni psichiche?
La chiesa cattolica. L’oratorio, la parrocchia, i genitori cattolici che privi di interessi a loro volta hanno trasmesso a questi ragazzi soltanto il mito del denaro. Ma anziché trasmetterlo in maniera consapevole e razionale, lo hanno trasmesso soltanto sotto forma di desiderio che loro hanno veicolato in maniera criminale.
Da questo, al suicidio, allo stupro, alla violenza sociale. Una società malata che ogni giorno invia i segnali della sua malattia sperando che qualche cittadino sia in grado di recepire quei segnali e di agire per rivitalizzare un corpo morto, quello dei veneti, che non sono più in grado di abitare la loro regione e la loro società.

Invio l’articolo prelevato da Il Gazzettino:


VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO Tre operai diciassettenni denunciati dai carabinieri quali autori di una quindicina di furti

Baby gang rubava per scacciare la noia

«Non avevamo altro da fare e questo ci dava la carica». In tre mesi accumulato un bottino di 8 mila euro

Villanova di Camposampiero
In poco più di un paio di mesi hanno compiuto almeno una quindicina di furti. Quando i Carabinieri della stazione di Pionca li hanno scovati sono rimasti essi stessi sorpresi di trovarsi di fronte a dei minorenni, di fatto già dei ladri incalliti nonostante l'anagrafe. Ma, ancor più sconcertante, è stata la motivazione data ai militäri dell'Arma dai tre ragazzi. Messi alle strette da prove schiaccianti, rinvenute nel corso di perquisizioni eseguite nelle loro abitazioni, hanno confessato di avere agito per noia. «Non avevamo altro da fare e questo ci dava carica». Una dichiarazione che la dice lunga, e in maniera emblematica, sul disagio di questi ragazzi, poco più che adolescenti. La baby-gang era composta da due diciassettenni, il terzo, anch'egli minorenne all'epoca dei fatti, ha compiuto diciotto anni nei giorni scorsi.
In meno di tre mesi si sono impossessati di più di ottomila euro, di cui seimila in contanti, che si sono divisi tra loro, come hanno confessato ai Carabinieri. Duemila euro erano in derrate alimentari varie, da bibite a gelati e carne. Ad inchiodarli gli abiti, usati in alcuni furti, trovati in casa nel corso delle perquisizioni e che sono stati riconosciuti. I tre abitano in paese, lavorano tutti come operai, dispongono, dunque, di uno stipendio mensile. Le famiglie, ovviamente, appena appreso ciò che avevano fatto i figli, sono cadute dalle nuvole. Non sapevano nulla, non hanno mai sospettato nulla. Tutte buone famiglie, i genitori lavorano e si sacrificano per costruirsi una casa e offrire un futuro migliore proprio a questi ragazzi. I Carabinieri di Pionca non escludono che possano aver agito fiancheggiati da alcuni complici.
I tre ragazzi cominciano a compiere i primi furtarelli in maggio. Ad essere presa di mira, in quell'occasione, la tradizionale sagra della Madonna Ausiliatrice, nella frazione di Murelle. Nella notte si introducono negli stand, bevono birra e coca cola direttamente prelevate dai fusti. Poi, portano via bibite e gelati. Il vizio della baby-gang si fa, però, più pesante nelle settimane successive. I tre prendono di mira, infatti, autovetture e cantine. Rubano tutto ciò che capita loro sotto mano. Una quindicina di furti in tutto. Messi a segno quasi in modo perfetto: i compiti, tra loro, sono ben suddivisi. C'è chi studia il luogo, chi fa il palo e chi materialmente esegue il furto, magari con l'aiuto di un altro, se necessario.
I tre tornano in azione nuovamente a Murelle, una frazione molto attiva che organizza, nel teatro tenda allestito dietro la chiesa, le sagre paesane di maggio e agosto, quindi varie iniziative. In alcune occasioni portano via derrate alimentari, inclusa della carne. Un'altra volta, sempre all'interno della sagra, lasciano i frigoriferi aperti facendo così marcire gli alimenti con notevoli danni. Ma è in piena estate che i giovani operai mettono a segno il colpo più grosso: riescono a rubare seimila euro, sempre a Murelle, frutto di una cena di beneficenza.
Ai Carabinieri diranno «ce li siamo divisi, duemila euro a testa circa, ma non li abbiamo spesi». Ora, però, dovranno restituirli, euro su euro. Magari risarcendo anche i danni. Sarà il Tribunale dei Minori, al quale sono stati denunciati per il reato di furto aggravato in concorso, ad occuparsi di loro. A loro carico ci sarà un processo. Di sicuro, oltre al risarcimento, scatteranno misure di recupero. Il primo, però, e più gravoso spetta ora alle famiglie.
Nicoletta Masetto
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3896866&Data=2008-9-4&Pagina=11

Chissà se anche questa volta hanno interrogato qualche sociologo che pensa che mettere in ginocchio i ragazzi davanti ad un crocifisso sia assolutamente innocuo. Quando si costruiscono delle condizioni sociali che costringono le persone ad adattamenti criminali e distruttivi, si è responsabili di quei comportamenti.
Di quei furti, magari, si saranno incolpati i soliti extracomunitari, o i soliti Rom.
Un’intera società attorno a noi si ammala e mette in atto comportamenti distruttivi o autodistruttivi e noi ci tappiamo gli occhi!
Povero Veneto!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it