La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 17 settembre 2008

Vigili urbani e terrorismo nella società

Quando si giustifica la repressione con le promesse e non si analizza la consistenza e la fattibilità delle promesse, rimane solo la repressione.
Credo che questo articolo sia chiarificatore della situazione che si sta generando anche in Veneto.
Fra poco la crisi economica diventerà feroce: e nel sociale rimane solo la repressione come soluzione!
La stessa distruzione del quartiere Brera è la distruzione delle città del Veneto. Dei paesi. Prima si perseguono alcune persone. Poi si perseguono dei comportamenti, magari con la scusa della lotta agli alcoolici. Poi si perseguono i divertimenti, magari con la scusa delle stragi del sabato sera. Poi si perseguono.... E chi paga è la società civile che vede morire le relazioni fra le persone.
Si tratta dell’ideologia della “sicurezza” che non ti protegge dalla banca che ti deruba dai risparmi, ma ti rapina degli spazi di vita in cui manifestavi la tua libertà.
Oggi dagli al brutto e cattivo; domani è il tuo posto di lavoro che sparisce.
E’ una questione di sicurezza: vuoi che le banche falliscano? Tu puoi perdere la casa per le condizioni di un mutuo capestro e la sicurezza consiste che te ne vai da casa senza protestare altrimenti: MANGANELLATE E TORTURA. E, poi, magari, i poliziotti vengono a protestare per i tagli sui loro stipendi sperando che chi manganellano, o hanno manganellato, dia loro solidarietà! La CGIL gliela dà!
E i cittadini?
I cittadini hanno diritto alla sicurezza, in un bel campo di sterminio, tutti in fila per entrare nelle camere a gas! Non è cos’ì che hanno ridotto questo quartiere?
C’è sempre un ubriacone che sbraita in birreria “Roma ladrona!” e poi servono quaranta milioni di morti per le sue esaltazioni.


"Brera è diventata zona morta"I commercianti: "Ridateci gli abusivi"
di Franco Vanni



Pattuglie di vigili a passeggio in strade semivuote, seggiole libere ai tavolini dei bar. Brera, estate 2008: sembra morta. «Andati via gli abusivi che vendevano borse, la zona è diventata un deserto. Erano loro la principale attrattiva» spiegano ristoratori e baristi, che guardano in cassa e si disperano. «Da quando non ci sono più gli africani che vendono borsette il quartiere è più vivibile» replicano i residenti.Il calo di presenze a Brera rispetto all´estate 2007 è del 50 per cento, assicurano i titolari dei locali. Fino a ottobre Palazzo Marino ha organizzato un mercatino serale di artigiani «per tenere vivo il quartiere», ma l´esperimento è durato giusto il tempo di sloggiare gli abusivi, poi è sparito tutto: le borsette tarocche, i gazebo autorizzati e soprattutto la gente. «Quest´anno il passaggio si è ridotto alla metà», ribadisce Giorgio Babini, direttore di sala al ristorante Nabucco in via Fiori Chiari. Emanuele Carangella, da 34 anni dietro il banco del Café Montmartre in via Madonnina 27, fa i conti: «In cassa arriva il 40% in meno. La gente veniva qui anche per gli abusivi, inutile negarlo. E trovare parcheggio in zona rimane impossibile». Dai gestori dei locali di Brera, litigiosi ma per una volta uniti, parte l´appello provocatorio al Comune: «Ci avevate promesso il mercato serale e non lo avete fatto, allora ridateci gli abusivi».La polemica dei commercianti muove da ragioni di tasca, ma si appoggia su un´evidenza: Brera la sera non c´è più, per accorgersene basta farci due passi. Walter Ubaldi, del ristorante Il Cestino, nelle strade più vuote vede una minaccia per la sicurezza: «Ora sono più pericolose, e la frequentazione non è migliorata: a comprare finte borsette di Gucci ci venivano le signore della Milano bene». Il suo fervore viene da ragioni di portafogli: quest´estate la cassa piange, «una perdita superiore al 20%».
Che la stretta sul commercio abusivo voluta dal Comune, con controlli da parte dei vigili, abbia ottenuto il suo risultato nessuno lo discute. «Ma ha anche fatto una vittima: il quartiere», dice Micaela Mainini, proprietaria del bar Giamaica. E continua: «Le ronde in divisa in strade vuote danno un senso di insicurezza, per i turisti l´impressione è di essere in un posto pericoloso. Se prima non si riusciva a camminare, ora siamo all´eccesso opposto, ci vorrebbe una via di mezzo». La via di mezzo è stata tentata: il mercatino dell´artigianato promosso dal Comune. La cosa è funzionata sì e no: dei 90 artigiani che si erano detti pronti a esporre, ad agosto ce n´erano tre. L´assessore al Commercio Tiziana Maiolo li ha richiamati all´ordine, promettendo poi di trasformare l´infilata di gazebo anti-abusivi in «un mercato serale stabile, per tenere vivo il quartiere». Non se ne è fatto nulla.Marco Accornero, segretario dell´Unione Artigiani, spiega: «il Comune non ci ha più chiamati, sembra per problemi burocratici». Pierfrancesco Maran, consigliere del Pd a Palazzo Marino, attacca: «Questa giunta fa promesse e non le mantiene, a Brera il problema è generale: non c´è parcheggio, non c´è attrattiva, così si uccide una delle zone più belle della città». Per Alan Rizzi, consigliere di Forza Italia a Palazzo Marino, «giusto cacciare gli abusivi, ma la miglior risposta ai problemi di sicurezza è che le zone siano vive, l´amministrazione trovi una risposta e la trovi in fretta».
(21 luglio 2008)

Tratto da:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/Brera-e-diventata-zona-morta-I-commercianti:-Ridateci-gli-abusivi/1490705

Che gli frega dei cittadini al comune?
Mica siamo sotto le elezioni!
L’importante è danneggiare i più deboli. Si dimenticano che se gli operai non hanno gli stipendi da spendere, i commercianti non hanno introito.
Se non c’è l’extracomunitario, la fabbrica non ha ricambio di lavoro!
Se non c’è il Rom, qualcun altro dovrà occupare quello spazio sociale.
E il Veneto è già ridotto in queste condizioni: le bande dei vigili urbani che girano di notte cacciano i cittadini dalle strade incutendo loro terrore.
Chi protegge i cittadini dalle bande armate dei vigili urbani?
Ieri il vigile urbano era l’Istituzione che ti aiutava; poi divenne l’Istituzione che ti rapinava mediante le multe (e già, ma sei tu che viole le regole! Davvero? Migliaia di biciclette girano sui marciapiedi: quante multe vengono fatte? In realtà il vigile urbano reprime solo chi fa comodo a lui reprimere e, questa scelta, lo qualifica come terrorista. E’ l’esercizio del suo arbitrio che lo rende un delinquente, non la legge!); poi divenne il picchiatore che aggredisce le donne per strada e quelli che lui vuole identificare come clienti!
E domani: chi massacreranno di botte i vigili urbani?
Chi controlla i vigili urbani? Chi controllava le bande di camicie nere e i loro manganelli?
Che forse le bande delle camicie nere erano diverse dalle bande dei vigili urbani armate di pistola e manganelli?
E’ l’insicurezza dei cittadini che li fa fuggire dalle strade!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it