La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 29 novembre 2008

Delirio di onnipotenza degli imprenditori della marca trevigiana.

E’ normale che succeda, nella marca trevigiana.
Le follie paranoiche di gran parte degli imprenditori della marca trevigiana si stanno sempre più diffondendo. Delirio di onnipotenza come risultato dell’educazione cattolica ricevuta. Fa parte di quella strage educazionale fatta dalla chiesa cattolica che rendendo incapaci le persone di gestire le proprie relazioni interpersonali finiscono per spingerle all’omicidio o al suicidio. A seconda delle circostanze.
Fintanto che non saranno fermati i vescovi cattolici e non si inizierà a fornire ai ragazzi gli strumenti per affrontare in maniera diversa le contraddizioni che si manifestano nella società, queso tipo di disagio criminale sarà non solo all’ordine del giorno, ma una condanna della società.
Questi fatti sono comuni nella famiglia imposta da Ratzinger e nel delirio di onnipotenza che la famiglia dei ruoli impone alle persone in assoluto disprezzo della famiglia come prevista dalla Costituzione della Repubblica.
Riporto.


Conegliano 27 novembre 2008
Cerca di uccidere la moglie inscenando un suicidio, indagato


Sposato da pochi mesi, un imprenditore trevigiano ha tentato di risolvere le sempre più frequenti liti coniugali pianificando nei minimi dettagli l'omicidio della moglie, con l'obiettivo di farlo passare per suicidio. Il progetto criminale non è riuscito perché la donna è riuscita a salvarsi e ha indicato nel marito l'autore del gesto. L'uomo, un imprenditore edile di 30 anni di Sernaglia, alla fine ha confessato l'accaduto alla Polizia ed è stato indagato per tentato omicidio.
Per mettere in atto il progetto, ha prima diffuso tra amici e parenti la voce che la moglie, impiegata in uno studio di commercialisti e sofferente di attacchi di panico, aveva più volte manifestato volontà suicide. Poi ha nascosto una bicicletta nei pressi di un canale dell'Enel, che era stato recintato per la sua pericolosità, quindi con una scusa è riuscito a portarvi la moglie, alla guida della sua auto, e l'ha convinta a scavalcare la recinzione. Le ha detto - secondo quanto riporta oggi la Tribuna di Treviso, di chiudere gli occhi perché aveva un sorpresa per lei, poi l'ha spinta in acqua.
La donna, che non sa nuotare, si è salvata perché il suo piumino, come un salvagente, l'ha tenuta a galla, permettendole di riguadagnare la riva. Nel frattempo il marito, grazie alla bicicletta nascosta in precedenza, è riuscito a tornare a casa, tentando di costruirsi un alibi. All'inizio le affermazioni della donna, che accusava il marito, non sono state credute, proprio in relazione alla voce sulle sue presunte intenzioni suicide, ma successivamente gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di verificare i fatti reali, compresa la relazione extraconiugale che l'imprenditore aveva da qualche tempo intrecciato con un'altra donna.

Tratto da:
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=88798


Non stupiamoci se notizie di bullismo, suicidio e omicidi in famiglia si faranno più frequenti nella cronaca.
Sono gli effetti dell’educazione cristiana. Una educazione cristiana favorita da una Giunta regionale che sottraendo fondi alla scuola pubblica alimenta l’orrore delle scuole private cattoliche.
Arrestare Galan non risolverebbe il problema, ma certamente darebbe un segnale positivo alla società civile.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 27 novembre 2008

Onore al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione!

Dopo le dichiarazione del Procuratore Generale della Repubblica presso la Cassazione del caso Eluana Englaro, anche queste dichiarazioni sono importanti.
Tanto importanti da spingermi a rivalutare questa figura e questa persona che sta dando lustro ed onore alla carica che ricopre.
Riporto la dichiarazione da Televideo Rai:


SCONTRI MILANO, PG: ANNULLARE CONDANNE
27/11/2008 16:38

Nel processo di Cassazione sui disordini a Milano,culminati nel marzo 2006 in scontri e danneggiamenti in una manifestazione antifascista non autorizzata, il Procuratore generale chiede di annullare con rinvio la sentenza di condanna per 16 giovani dei centri sociali Resistenza, danneggiamento,devastazione e incendio i reati, ma per il Pg è provata solo la resistenza: "La Polizia ha una cultura deviata delle indagini, pensa che identificare una persona in manifestazione consenta di attribuirle tutti i reati commessi" nell'occasione.
Tratto da:
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=140&id=512952&idmenumain=5


Non è da poco la cosa, specialmente per me che i magistrati mi hanno attribuito tutto l’attribuibile impedendomi ogni difesa e giustificando, con questo, torture, tentato omicidio nei miei confronti, falsificazione di processo, derisione per ogni volta che dichiaravo qualche cosa in mia difesa.

Si tratta, in realtà, di mettere ordine in un principio giuridico della “partecipazione morale”.
Se un’organizzazione, nei suoi obbiettivi ha la commissione di reati, tutti coloro che partecipano a tale organizzazione e che ne condividono tali obbiettivi o tale strategia, al di là del ruolo che hanno nella commissione dei reati, sono, di fatto, responsabili di tutti i reati. Questo, al di là di come il magistrato, nelle condizioni in cui giudica, tratta le singole posizioni.

Partire dal presupposto che “i giovani dei centri sociali” siano un’organizzazione come definita giuridicamente è sbagliato, fuorviante e falso.
Mi ricordo il sostituto Michele Della Costa che nell’arringa d’accusa affermò nei miei confronti: “Non esistono i presupposti per definire questo gruppo “banda armata”, ma io me ne sbatto e per me è una “banda armata”.” Il presidente della Corte d’Assise, tale famigerato Candiani che doveva coprire le torture di Dalla Costa, Mastelloni, Calogero, Ugolini Rita e compagni e il tentato omicidio che costoro avevano messo in atto nei miei confronti disse: “Sì BUANA!”. E quel Sì BUANA fra equivoci e fraintendimenti giocati per l’occasione da magistrati corrotti e vigliacchi, se lo portarono avanti per coprire le torture e impedirmi di difendermi.

Si tratta, come dice appunto il Procuratore Generale, di una cultura di repressione e violenza che la polizia ha ereditato dalla cultura fascista e che ha nel clericalismo cattolico la sua legittimazione: “Io poliziotto sono il dio padrone e siccome tu non hai fatto quello che dico io ti rifilo tutti i reati che mi vengono in mente perché tu ti sei permesso di agire contro di me che sono il dio padrone!”

Paradossalmente l’uso di un principio nazi-fascista per reprimere una manifestazione democratica antifascista!

Guarda caso le uniche persone che in questo paese sono corresponsabili di tutti i reati commessi in nome della fede, sono proprio i cattolici. Coloro che non condannano il loro dio assassino né i suoi principi di morte e di repressione e li riproducono nella società ogni volta che intendono sopraffare le persone che sono legate ai principi della Costituzione. Paradossalmente, ogni cattolico è responsabile dello stupro di minori fintanto che non condannano l’attività della violenza sui minori fatta da Gesù e ad imitazione della quale i preti cattolici violentano, sempre nella psiche e spesso nel fisico, i minori.

So perfettamente che questa condizione è più una condizione filosofico e sociale che riguarda la società civile nel suo insieme che non i tribunali la cui ricerca di giustizia non deve, comunque, andare a danno della società. Solo che dal punto di vista puramente teorico è così. Cosa significa, infatti, accettare come principio morale ordinato dal dio padrone “Non lasciar che strega viva” o “Ammazza quelli che adorano altri Dèi!”, non significa forse legittimare tutta una serie di azioni che portano vantaggio illegale alla chiesa cattolica contro la norma Costituzionale?
Cosa significa l’odio di Gesù contro i Farisei, se non un incitamento continuo all’odio razzista?
E perché non è mai stato condannato dai cattolici mentre, sono sempre i cristiani quelli che hanno atteggiamenti e azioni razziste?

Si, dovrò rivalutare la figura del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione o, almeno, rendergli onore per questi interventi.

La Corte di Cassazione, comunque, non ha accolto le puntualizzazioni del Procuratore Generale confermando le sentenze della Corte d’Appello di Milano. Si tratta, in ogni caso, di un segnale importante che prima o poi dovrà essere tenuto presente se si vuole costruire una società incentrata sulla Costituzione e non sulla ricostruzione dello stato nazi-fascista.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 26 novembre 2008

Treviso: spara al figlio 38enne. Gentilini e Ratzinger ancora a piede libero.

Non desta certo sorpresa la notizia che a Treviso un uomo ha sparato al figlio di 38 anni.
Le cause del gesto?
La famiglia come imposta da Ratzinger alla società civile. Una Corte di Cassazione che nel sentenziare, in base ai casi che giungono al suo giudizio, fatica a separare la libertà individuale dai doveri di assistenza di una famiglia intesa da Ratzinger separata dalla società civile. Questa società che fatica ad integrare i cittadini onsiderandoli, ancora, bestiame di proprietà del dio padrone. Una proprietà che deve stare zitta ed obbedire ad ogni padrone che il dio padrone delega. Una società costretta a destreggiarsi nell’odio che i cristiani continuano a seminare nei confronti della Costituzione della Repubblica.
Il responsabile, non è forse Gentilini?
Non è forse lui che ha seminato odio razzista facendo sì che quell’odio si calasse nelle relazioni familiari incitando affinché la violenza sia il modo con cui risolvere ogni contraddizione? Non è Gentilini che invitava a vestire gli immigrati come leprotti per far divertire i cacciatori? E che forse quest’uomo in via Santa Maria del Cà Foncello ha fatto qualche cosa di diverso rispetto all’indicazione di Gentilini?
Una società nazi-fascista reprime il nazismo e l’odio razziale e nei confronti delle persone solo quando è fatto dalle persone che non hanno potere sociale. Non tollera quando è fatto dagli sbandati. Una società nazi-fascista è tale quando tollera il razzismo e l’odio sociale quando è fatto dalle Istituzioni o da persone che occupano ruoli Istituzionali.
Così è per le relazioni all’interno di una famiglia dei ruoli.
La famiglia dei ruoli cattolica in contrapposizione alla famiglia delle persone come impone la Costituzione della Repubblica.
La famiglia dei ruoli è la famiglia che OBBLIGA le persone a rapporti di violenza interna per riaffermare il proprio ruolo sugli altri membri.
Quando leggiamo che ci sono state 1.300 vittime in famiglie italiane negli ultimi 6 anni. I morti in famiglia sono più numerosi dei morti di mafia. Dove i morti in famiglia, a differenza dei morti di mafia, indicano una violenza familiare diffusa come risultato dell’educazione cattolica. Nel 2006 7 delitti su 10 sono avvenuti in famiglia: e sempre per riaffermare il proprio ruolo di dio padrone!
Come Gentilini è responsabile delle violenze a Treviso, Così Ratzinger è il responsabile delle violenze in famiglia. Incita alla violenza con l’appoggio di Istituzioni che dovrebbero difendere la Costituzione e invece difendono il suo “diritto” di violentare la Costituzione nei confronti delle necessità dei cittadini.
Domani, CHI SARA’ AMMAZZATO?
Domani, QUALE DONNA SUBIRA’ VIOLENZA?
Domani, QUALE BAMBINO SARA’ ABUSATO?
E tutto perché Ratzinger e la sua banda non vengono fermati da chi dovrebbe tutelare la Costituzione.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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martedì 25 novembre 2008

Convegno sulla Libertà Religiosa a Venezia

CONVEGNO DI STUDIO
DIRITTI UMANI E RELIGIONI:
IL RUOLO DELLA LIBERTÀ
RELIGIOSA

Venezia, 4 > 6 dicembre 2008
Auditorium Santa Margherita
Dorsoduro 3689 - Venezia



Università
Ca’Foscari
Venezia
CIRDU
Centro Interdipartimentale
di Ricerca sui Diritti Umani
Comitato scientifico
Mario Nordio
Adalberto Perulli
Vittorio Possenti
Massimo Raveri
Giovanni Vian
Per Informazioni
u.lodovici@tin.it
anna_antonello@yahoo.es
d.sele@hotmail.it
Nel complesso rapporto tra religioni e diritti umani
la situazione contemporanea presenta aspetti inediti,
da quando le grandi religioni mondiali hanno
riacquistato influenza nella sfera pubblica,
contribuendo alle principali questioni planetarie.
Nonostante le variabilità geopolitiche e culturali,
la nuova congiuntura solleva un problema comune:
in che misura il fatto religioso attivo nel mondo
contemporaneo aiuta od ostacola l’identificazione e
la fruizione dei diritti umani? In questo ambito sorge
il tema della libertà religiosa e del suo significato.
Alcune domande faranno da sfondo: che apporto le
grandi religioni hanno dato e danno ai diritti umani?
Come si intende la libertà religiosa in Oriente
e in Occidente? In che senso tale libertà è un bene
per ogni società? Si estende o si riduce il rispetto
della libertà religiosa?



Giovedì 4 dicembre ore 15,00
Presiede Vittorio Possenti, Università Ca’ Foscari Venezia
Saluto del Rettore
Prolusione
“Libertà per se stessi, libertà per gli altri”:
la vicenda storica della libertà religiosa
Pier Cesare Bori, Università di Bologna
La libertà religiosa: suo significato e posizione
entro il sistema dei diritti umani
V. Buonomo, Università Lateranense, Roma
17,00-17,30 Pausa
Situazione della libertà religiosa nel Consiglio Onu
sui diritti umani
R. Pisillo Mazzeschi, Università di Siena
Dibattito
19,00 chiusura della sessione
Venerdì 5 dicembre ore 9,15
Presiede Giovanni Vian, Università Ca’ Foscari Venezia
SITUAZIONE DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA
NEL CONTESTO EUROPEO
Ortodossia e linguaggio sui diritti umani in Russia.
Nuovo legame tra religione e politica
Giovanni Codevilla, Università di Trieste
Religione, società e diritti umani nel contesto
centro-orientale
G. Barberini, Università di Perugia
10,45-11,15 Pausa
Religione, società e diritti umani nel contesto
centro-orientale
G. Cimbalo, Università di Bologna
Intervento
Considerazioni sulla questione del Tibet
G. Goisis, Università Ca’ Foscari Venezia
Dibattito
12,30 chiusura della sessione
Venerdì 5 dicembre ore 15,30
Presiede Adalberto Perulli, Università Ca’ Foscari Venezia
IL RUOLO DELLA RELIGIONE IN ASIA
IN ORDINE AI DIRITTI UMANI
La libertà religiosa in Giappone
M. Raveri, Università Ca’ Foscari Venezia
La libertà religiosa in India; fondamentalismo hindu,
reazioni islamiche e cristiane, neobuddhismo
A. Rigopoulos, Università Ca’ Foscari Venezia
17,00-17,30 Pausa
La libertà religiosa in Cina
R. Cavalieri, Università Ca’ Foscari Venezia
Dibattito
19,00 chiusura della sessione
Sabato 6 dicembre ore 9,15
Presiede Mario Nordio, Università Ca’ Foscari Venezia
DIRITTI UMANI E RELIGIONE:
IL PUNTO DI VISTA GIURIDICO
La tutela della libertà religiosa nel sistema ONU
e nei sistemi regionali
L. Zagato, Università Ca’ Foscari Venezia
Discriminazione sul lavoro per motivi religiosi
A. Perulli, Università Ca’ Foscari Venezia
10,45-11,15 Pausa
Il diritto alla libertà religiosa nel contesto islamico
I. Zilio Grandi, Università di Genova
Intervento
Islam, laicità, secolarizzazione
B. de Poli, Università Ca’ Foscari Venezia
12,00 Conclusioni
12,30 chiusura del convegno

lunedì 24 novembre 2008

Il giornale La Tribuna di Treviso e la sua attività di stupro di minori al servizio dei cattolici

Come è risaputo, la Tribuna di Treviso è un giornale che spesso si presta alla diffamazione. Come Il Gazzettino, è un giornale molto attivo nella distruzione del tessuto sociale del veneto. Ha sempre appoggiato farneticazioni razziste e naziste nella speranza di essere accolto favorevolmente da gente come Gentilini.
Non stupisce, pertanto, questo suo servizio al fine di diffamare le persone e trovare accoglienza presso la Curia: non fa forse la stessa cosa la Procura della Repubblica di Treviso?
Non ha forse sempre trovato impunità la chiesa cattolica nella sua attività di stupro dei minori in provincia di Treviso? La magistratura non inquisisce; i giornali non informano; e, dunque, i bambini possono essere stuprati costretti in ginocchio davanti ad un criminale assassino qual è il dio dei cristiani in assoluto disprezzo del Dettato Costituzionale e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (già, perché sia per i cattolici che per i magistrati cattolici i bambini non sono persone, ma solo bestiame al quale si può impunemente stuprare il futuro!)
Riporto il comunicato di Marco Dimitri.



Cattoliche bugie di Bepi Bisetto
Lunedì 24 Novembre 2008 14:06

Forse dovevo inserire ques't articolo nella sezione dedicata all'umorismo anche se in realtà l'argomento è terribilmente serio. Apprendo dal quotidiano "Tribuna di Treviso" del gruppo "la Repubblica" che un certo Bepi Bisetto del famigerato GRIS (Gruppo Ricerca Informazioni sulle Sette gestito dalla Curia) rilascia farneticanti dichiarazioni al merito dei Bambini di Satana. L'articolo è datato 17 novembre 2008 . Nessuno dei Bambini di Satana ha mai conosciuto questo Bepi Bisetto e questo la dice lunga sulla serietà delle sue ricerche. Egli dichiara che i bambini di Satana sono attivi anche a Treviso e ne evidenzia la pericolosità sociale. Ho chiamato la redazione del giornale per una smentita ma il direttore si è defilato evitando ogni umano confronto. Quello che dispiace è che a rimetterci siete voi cittadini invasi da articoli di giornale a caratteri cubitali nel tentativo di cattolicizzare le vostre libere menti.
Questo Bepi Blisetto il cui nome potrebbe fare pensare ad una burla, si è mostrato estremamente disonesto, per futili motivi religiosi ha rilasciato false dichiarazioni verso le quali non mancheremo di prendere provvedimento.Bepi Bisetto , forse vittima di un'allucinazione, afferma che il nostro gruppo cela attivisti anche a Treviso, evidenzia un ostro agire scorretto e ci definisce "setta". Ripeto per l'ennesima volta che il gruppo dei Bambini di Satana agisce allo scoperto da 25 anni e si confronta coi cittadini, diffonde libere informazioni tramite materiale stampa, free download, interventi pubblici, televisione, stampa. Altro che setta!Anzi, l'articolo dimostra come la Chiesa Cattolica di Roma col suo agire fraudolento sia la madre di tutte le sette.
Marco Dimitri


Tratto dal sito:
http://bambinidisatana.com/index.php?option=com_content&view=article&id=399:cattoliche-bugie-di-bepi-bisetto&catid=58:bds&Itemid=182


Riflettete quando leggete la Tribuna di Treviso o il Gazzettino: i loro articoli sono quasi sempre veri e propri atti di terrorismo. Atti con cui destabilizzare la società civile.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 21 novembre 2008

Come muore il Veneto grazie agli amministratori nazisti.

Tre notizie in sequenza per fotografare il disastro sociale del Veneto.
Un disastro voluto e programmato sia dalla Giunta Regionale Veneta che dai sindaci che, anziché fare gli amministratori, si sono messi a fare gli sceriffi in una società a cui hanno imposto i modelli sociali del nazismo.
Un nazismo in cui le squadracce di picchiatori hanno assunto la forma dei vigili urbani nel vessare barboni che chiedono la carità, extracomunitari che tentano di commerciare, donne che cercano di guadagnare qualche cosa lungo la strada, o bambini che si mangiano un panino in piazza.
Il risultato è una società galera.
Un veneto ridotto ad un campo di concentramento dove gentaglia come Zanonato o Cacciari si trovano a braccetto di Tosi, Gentilini e Bitonci.
Così, come esiste colui che vende cocaina, esistono coloro che costruiscono le condizioni sociali affinché le persone siano disperate abbastanza per acquistare cocaina!
Come esiste la possibilità di suicidarsi, così esistono le persone che costruiscono le condizioni sociali affinché i disperati, che vedono chiudersi ogni futuro possibile, si suicidino.
Così i vigili urbani, anziché reprimere il lavoro nero o le condizioni di mer..da in cui le persone sono costrette, si sentono onnipotenti mentre multano un bambino che mangia un panino o pedinano la “prostituta”.
Siamo alla società nazista: fortemente voluta dagli amministratori comunali e regionali al fine di garantirsi un ingiusto profitto forti del disprezzo per la Costituzione Democratica manifestato da larga parte della magistratura.
Riporto in sequenza i tre fatti e ricordo che, per questi tre fatti GALAN NON E’ ANCORA STATO ARRESTATO!



Roma 20 novembre 2008
La Guardia di Finanza denuncia 63 imprenditori per violazione della legge Biagi


Sessantrè imprenditori denunciati tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia in una operazione della Guardia di Finanza contro l'impiego di manodopera irregolare .
L'indagine, coordinata dalla Procura trevigiana, ha accertato che gli indagati in quattro anni, attraverso la sottoscrizione di finti contratti di 'appalto', hanno utilizzato 231 lavoratori provenienti da una societa' della provincia di Treviso non autorizzata a gestire il lavoro interinale.
Le Fiamme gialle hanno verificato una violazione fiscale per oltre 32 milioni di euro. Nel corso dell'operazione, sono stati inoltre scoperti 76 lavoratori irregolari che hanno percepito, nel giro di due anni, compensi 'in nero' per oltre 2 milioni di euro.
Il titolare della societa' interinale e' stato denunciato all'autorita' giudiziaria per "infedele dichiarazione dei redditi" e per avere anche omesso di versare 687 mila euro di Iva.

Tratto da:

http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=88480




21-11-2008, ore 11:02:24

Italia. Convegno: il consumo di droghe aumentato in modo macroscopico

Il consumo di cocaina, alcol, pasticche e 'fumo'e' aumentato in maniera macroscopica fino a diventare una vera e propria emergenza sociale e sanitaria. E quanto e' emerso dal convegno di Treviso 'Che aria tira?' organizzato a coronamento dei primi due anni anni del progetto Kriptos. Secondo gli specialisti, i consumatori vanno dai giovanissimi, ancora adolescenti, agli adulti, comunque socialmente integrati, che lavorano studiano e dispongono di un reddito. 'Alcuni dei dati raccolti in questi due anni di attivita' - spiega Germano Zanusso, Direttore del Sert dell'Azienda Ulss 9 - consentono di registrare come su 102 contatti 41 risultano minorenni e di questi 10 sotto la soglia dei 16 anni; che il 77,5% risulta di sesso maschile e il 22.5% di sesso femminile. Per il 44,1% sono studenti, mentre il 27.50 % hanno un'attivita' lavorativa stabile'. Le sostanze piu' usate sono, la cannabis e la cocaina, seguite dall'alcol e i luoghi abituali per il consumo quasi al 30% i locali pubblici'. Si tratta di dati che non fotografano complessivamente l'intera realta' trevigiana, ma ne forniscono uno spaccato utile per una valutazione e riflessione sul fenomeno. Il progetto Kriptos nasce per volonta' della Regione Veneto, dell'Azienda ULSS 9 di Treviso e della cooperativa sociale Ceis ed e' realizzato attraverso un finanziamento dal Fondo regionale di intervento per la lotta alla droga.

Tratto da:
http://www.droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18965



Strage nel quartiere residenziale di San Michele Extra. Lui commercialista, lei avvocatoAvevano tre bambini di tre, sei e nove anni. Trovati dalla donna delle pulizie, uccisi ieri sera
Verona, stermina la famigliauccide moglie e 3 figli, poi si suicida


VERONA - Ha ucciso la moglie, i tre figli poi si è sparato un colpo alla testa. Un commercialista di Verona ha sterminato la sua famiglia: la moglie, un avvocato che lavorava con lui nello studio legale in centro, e i bambini, tre maschietti di nove, sei e tre anni. Ieri sera i vicini hanno sentito rimbombare nell'aria cinque colpi secchi ma non ci hanno fatto caso. Credevano fossero petardi. Invece era una strage. Stamane la donna delle pulizie ha trovato i cadaveri: in taverna la donna ed un bambino riversi sul pavimento. In una camera gli altri due bambini e nel letto matrimoniale il corpo dell'uomo, suicida con un colpo di pistola alla tempia. Accanto, le due pistole semiautomatiche utilizzate per la strage, una aveva ancora il cane alzato. "Ma nessun biglietto che possa spiegare tanta violenza", ha detto il procuratore uscendo dall'appartamento. Alessandro Mariacci e Maria Riccarda Carrara Battacisio avevano entrambi 43 anni. Si erano trasferiti da pochi anni in un elegante palazzo storico ristrutturato nel quartiere residenziale di San Michele Extra. Secondo il medico legale, l'ora degli omicidi è da "collocare presumibilmente tra le 22.30 e le 23 di ieri sera". Qualche vicino di casa ha confermato agli investigatori di aver sentito intorno a quell'ora dei colpi, ma non di averci fatto particolarmente caso: "Come potevamo immaginare che fosse il dottore a sparare", ha detto un'inquilina. Conferma indiretta dell'ora del delitto viene anche dagli abiti indossati dalle vittime: i bambini erano in pigiama, la donna portava una tuta da ginnastica.
(21 novembre 2008)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/verona-omicidio-suicidio/verona-omicidio-suicidio/verona-omicidio-suicidio.html?rss



Costruire il Veneto come un campo di sterminio è una cosa gravissima.
Atti di terrorismo che si affermano nell’indifferenza delle Istituzioni preposte a riaffermare la Costituzione Democratica.
Tanto, dicono, che volete che sia se qualche migliaio di ragazzi si riempie di cocaina? Se troviamo gli spacciatori li arrestiamo: solo che la società Democratica prevede la compartecipazione allo spaccio di cocaina anche di chi costruisce le condizioni affinché i ragazzi si riempiono di droga!
Tanto, dicono, che cosa volete che sia se gli imprenditori del Veneto trafficano in schiavi?
Non esiste in Italia l’imputazione di traffico di schiavi, ma solo quella di violazione di una norma amministrativa! I trafficanti di schiavi sono, per la follia nazista degli amministratori veneti, solo gli extracomunitari, non gli imprenditori che li hanno votati.
Cosa volete che sia per qualche decina di suicidi? Mica gli abbiamo sparato noi, dicono gli amministratori Veneti. Affari loro!
E’ il Veneto che muore ucciso da amministratori locali che stanno ripristinando l’ideologia nazista nell’indifferenza, e spesso con la complicità, delle Istituzioni preposte alla difesa della Costituzione della Repubblica.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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30175 – Marghera Venezia
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martedì 18 novembre 2008

Il terrorismo favorito dai magistrati veneti! E, c'erano dubbi?

Ci sono sempre stati problemi di giustizia nel Veneto.
Magistrati che hanno favorito l’attività razzista di Gentilini e compagni; omissione di atti d’ufficio? Sempre sospetta.
Se io ho conosciuto i magistrati criminali che negli anni ’80 – ’90 che per favorire l’attività eversiva torturavano e omettevano atti d’ufficio, appariva chiara, negli ultimi 10 anni, un’impunità garantita a personaggi come Bitonci, Gentilini, Zaia e, in generale, a tutti i razzisti che impunemente incitavano all’odio sociale.
Non so quanto questo avvenimento sia chiarificatore, ma va da sé che quando un magistrato antepone qualche cosa (e recentemente abbiamo visto l'uso criminale del crocifisso usato per minacciare gli imputati) a quella che è la Costituzione della Repubblica e i suoi simboli, siamo SEMPRE davanti ad atti di terrorismo eversivo: PROPRIO PERCHE’ L’ATTO PROVIENE DA UN MAGISTRATO. Infatti, è normale sospettare che costui stupri le leggi, in particolare il dovere di uguaglianza dei cittadini, per assicurare ad alcuni vantaggi a deterioramento dei diritti dei cittadini. Non ha forse esposto il vessillo del Veneto? E perché? I cittadinid el Veneto non sono uguali a quelli Italiani? O forse vuole assicurare dei privilegi a dei cittadini contro altri? A delle persone contro altre? Cosa si può pensare di diverso?
Chi ha favorito il razzismo di Gentilini? Questo magistrato o gli amici degli amici, tipo Calogero magistrato noto per il suo disprezzo per la legge?

Indubbiamente questo magistrato si rifugia dietro ad “uno scambiare”. Ma è lui che ha scambiato i propri doveri, compresi quelli formali, con un atto di disprezzo per le leggi, il diritto Costituzionale e l’odio sociale che la magistratura di Treviso ha omesso di perseguire per incitare all’odio sociale.
Un magistrato che non persegue il delinquente, normalmente, si rifugia dietro al "non sapevo" o "non avevo notizia del reato" o "pensavo che il fatto non costituisse reato".

Riporto da giornale Il Gazzettino:



Scambiata per quella della Lega

Bandiera veneta in tribunale: inchiesta del Csm contro Schiavon

«Qualcuno» (il cittadino non ha diritto di sapere chi) ha segnalato al Consiglio Superiore della magistratura a Roma che il presidente del Tribunale di Treviso, Giovanni Schiavon, ha appeso al pennone del palazzo di Giustizia la bandiera "della Liga Veneta - Lega Nord". Il Csm ha così aperto un fascicolo presso la prima commissione per "indagare" sulla vicenda.
È un fatto sconcertante: la bandiera comparsa davanti all'ingresso del Palazzo è quella della Regione Veneto che compare in tutti i comuni, Province etc etc. L'interessato, Schiavon, pur fumando dalle orecchie come un drago per la vicenda, ha solo pronunciato un difficile, per il suo carattere focoso: «No comment».
Ma il ministro Luca Zaia invece ha avuto toni ben più duri. Una piccola spiegazione: la bandiera della Regione Veneto ha il Leone alato con la zampa appoggiata al libro su cui si legge «Pax tibi Marce, evangelista Meus», e sette frange, su ognuna delle quali c'è lo stemma dei capoluoghi, in ordine alfabetico.La bandiera di Venezia, invece, ha sei frange (simboleggiano i sestieri in cui è divisa la città) e il Leone, in tempo di guerra, può avere il libro chiuso e la zampa che sostiene una spada sguainata. È questa la bandiera che alcuni partiti hanno adottato, e anche a volte modificato. La bandiera del Veneto è stata adottata ufficialmente con legge regionale 56/1975. Ma questa nulla c'entra con quella che sventola sul Tribunale accanto a quella d'Italia e d'Europa, con tutto rispetto dei protocolli.
Il commento del ministro Zaia: «La Serenissima è stata la prima Repubblica d'Europa, e contestarla vuol dire contestare 1000 anni di storia! Spero che la confusione fatta tra le due bandiere dall'estensore della segnalazione sia solo un errore storico, perchè se fosse invece una contestazione sarebbe un fatto davvero grave. Secondo, la bandiera in questione è stata portata da me e dal sindaco di Treviso Gobbo: due istituzioni avrebbero portato al presidente del Tribunale la bandiera di un partito politico e non quella della Regione? Terzo: i problemi della Giustizia sono l'esposizione della bandiera della Regione a Treviso? Ne prendiamo atto. Infine mi chiedo: ma cosa ha fatto di male il presidente Schiavon? Certo non è uomo da vere bisogno di un avvocato; ma se ce ne fosse bisogno, io ci sono».
Giovanni Schiavon da sempre ha avuto vita difficile, malgrado le grandi capacità imprenditoriali ed organizzative e l'essere uomo che prende decisioni e affronta i problemi. Certa Italietta romana non lo sopporta proprio.
Antonella Federici
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3985228&Data=2008-11-18&Pagina=1

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Esistono ragioni oggettive ed ideologiche per cui nel Veneto magistrati moralmente corrotti hanno sempre seminato terrore ed odio. Giustificazioni di ordine morale e religioso: cattolico!
La domanda di Antonella Federici è semplicemente cretina: se lo avessi visto io avrei segnalato io che questo personaggio, anziché esporre i simboli della repubblica, esprimeva simboli, che anche se scambiati, si rifanno alla violenza separatista leghista!
Ed è diritto di ogni cittadino segnalare REATI. E questo reato, fatto da questo magistrato, al di là di come lo considererà il CSM è particolarmente vigliaccoe riprovevole.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 12 novembre 2008

Fallimento e disperazione nell'economia Veneta

La crisi finanziaria non si è ancora abbattuta sulle piccole imprese, anche se le banche hanno sollecitato gli imprenditori al rientro dai fidi bancari.
Solo che la crisi non è una crisi finanziaria, ma si sta rivelando la classica crisi da sovrapproduzione e da sottoconsumo.
E’ diventata sovrapproduzione quando le banche distruggendo i capitali accumulati dalle famiglie hanno drasticamente ridotto i consumi delle stesse.
E’ l’effetto economico di Tremonti. Quello stesso losco figuro che quando fu ministro delle finanze invitò i comuni a spalmare i loro debiti facendo degli investimenti sui derivati. E’ quel losco figuro che ha consentito alle banche di rapinare le famiglie proponendo investimenti truffa.
Una crisi di sottoconsumo innesta strategie di sopravvivenza delle aziende. Mentre corrono voci di dismissioni delle aziende di personale interinale, quello più debole e più esposto ai ricatti sociali che muore silenzioso perché privo di ogni diritto iniziano i licenziamenti. Licenziamenti che saranno aggravati dal sottoconsumo quando le famiglie, anche quando non avranno problemi particolari, ridurranno la spesa in vista di tempi duri.
I supermercati stanno tagliando il personale. Ho visto direttori e dirigenti occuparsi degli scaffali e del magazzino spostando a mano merci che prima non avrebbero toccato nemmeno con un dito.
Quelle che riporto sono notizie tratte dal giornale Il Gazzettino, ma l’aumento dello spaccio di droga e la contrazione della frequentazione delle discoteche sono sintomi che dovrebbero far riflettere, in tutto il nord-est sulla politica criminale e distruttiva di Galan, Gentilini, e di tutti coloro che hanno messo al centro della loro politica i cittadini ridotti a schiavi.


Da Il Gazzettino del 12 novembre 2008.

Il vento della crisi economica inizia a soffiare sulla Marca. Dopo la Osram anche il tessile inizia a frenare la corsa

Alla Monti 235 dipendenti senza lavoro

Occupazione a rischio anche alla Selina di Quinto: difficoltà sui mercati e nei bilanci


La crisi nella Marca prende la forma dei licenziamenti. Dopo i trecento annunciati alla Osram, ora tocca al tessile: la Tessitura Monti ha prospettato il taglio di 235 dipendenti. Ulteriori venti posti sono a rischio alla Selina di Quinto, altro nome assai noto del settore.
La situazione dell'azienda di Maserada, una delle industrie storiche della provincia, appare quasi beffarda: appena lo scorso luglio si è concluso un complesso percorso che, in quattro anni, ha portato a ridurre l'organico da 900 unità alle 560 attuali, con 350 persone passate ad un nuova occupazione o alla pensione attraverso cassa integrazione straordinaria e innovativi contratti di solidarietà. Neppure il tempo di rifiatare ed ecco materializzarsi una nuova ristrutturazione: per fronteggiare il calo delle vendite, aggravato dalla crisi economica mondiale, la dirigenza ha presentato un piano industriale, che prevede l'"uscita" di 235 dipendenti nello stabilimento centrale (oltre a riorganizzazioni dei siti in Repubblica Ceca e in India). Nel dettaglio: 205 operai e addetti al magazzino, 30 impiegati. I numeri si riferiscono, in realtà, alle posizioni lavorative, alcune delle quali, ad esempio nel caso di part-time, possono essere coperte da due o più persone, portando il totale degli esuberi intorno alle 250 "teste".
«È una mazzata durissima, non possiamo accettare una simile ipotesi - sottolinea Andrea Roncato, della Uilta Uil -. L'azienda deve rivedere un piano pesantissimo, che porrebbe di fatto una pietra tombale sulla Monti». Perchè c'è un ulteriore problema: l'industria ha già esaurito in questi ultimi quattro anni lo "stock" di ammortizzatori sociali concesso per legge. Non potrà più usufruirne prima del luglio 2010. «Per questo chiediamo che vengano convocati tutti i tavoli istituzionali, dalla Provincia alla Regione fino al Ministero: per studiare se è possibile attuare una deroga. Altrimenti da gennaio partiranno le mobilità».
Pure alla Selina il futuro preoccupa. Anche questa società ha alle spalle un periodo travagliato: l'ex Compagnia italiana intimo era stata salvata dal fallimento ad inizio 2007, venendo acquisita tramite concordato da un fondo estero. L'operazione sembrava aver avuto successo: «Da 95 si era ripartiti con una settantina di lavoratori e lo scorso marzo l'ex amministratore delegato ci aveva comunicato che la situazione era florida». Un paio di mesi e lo scenario si capovolge: il neo "ad" Emilio Mauro rivela difficoltà sul mercato e nei conti. Urge una politica di contenimento dei costi e il taglio di venti lavoratori, conseguenza della cessione in licenza d'uso ad una ditta padovana dei marchi "Bolle blu" e "Rosa blu", con la relativa chiusura dei punti vendita di Pederobba e Susegana. «Aggiungiamo pure che sull'immobile dello stabilimento pesa uno sfratto esecutivo - nota Roncato -. Abbiamo chiesto un incontro faccia a faccia con l'amministratore, finora mai avvenuto: ribadiremo che i lavoratori hanno già ampiamente fatto la loro parte e non possono pagare ancora».
Mattia Zanardo

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3977692&Data=2008-11-12&Pagina=5



Dietrofront dell’azienda di Vivaro: scatta la cassa integrazione

Trend, stop ai licenziamenti

(d.l.) - La Trend di Vivaro stoppa la procedura di mobilità e sceglie di attivare la cassa integrazione ordinaria per i circa quaranta addetti in esubero. Niente licenziamenti - almeno per il momento -: in alternativa si utilizzerà la cassa integrazione per tredici settimane: dal 24 novembre all'inizio del mese di marzo. Un dietrofront aziendale che ieri pomeriggio ha fatto cantare vittoria al sindacato dei Chimici. «Se si considera - hanno commentato Cgli, Cisl, Uil e Ugl - la congiuntura negativa essere riusciti a fermare una procedura di mobilità è un risultato senz'altro positivo».
Quando, circa un mese fa, l'impresa specializzata nella produzione e installazione di mosaico aveva annunciato la ristrutturazione aziendale con la chiusura di un reparto e la cancellazione di 48 posti di lavoro, il sindacato aveva subito chiesto di esplorare strade alternative ai licenziamenti. La società aveva motivato i tagli con una necessità derivante dalla contrazione della domanda. La chiusura del reparto non avrebbe, però, comportato lo smantellamento degli impianti produttivi. E proprio su questi elementi hanno insistito i rappresentanti dei lavoratori che hanno chiesto all'azienda di utilizzare la cassa integrazione straordinaria proprio perché la domanda, ora ridotta, in futuro potrebbe subire un nuovo incremento.
Un paio di incontri per cercare una possibile soluzione e poi, ieri pomeriggio, si è arrivati all'accordo tra i vertici aziendali e il sindacato provinciale dei Chimici. Risultato: i licenziamenti vengono bloccati e i lavoratori (36 poiché una decina sarà ricollocata in un altro reparto aziendale) andranno in cassa integrazione a zero ore per tredici settimane. «A differenza - ricordano Franco Rizzo (Cisl) e Giuseppe Pascale (Cgil) - di quanto era avvenuto oltre due anni fa nel caso della Bisazza di Spilimbergo con cui non ci fu alcun dialogo sui licenziamenti, stavolta il confronto ha portato a un risultato importante». Bisognerà ora attendere tre mesi per verificare le condizioni di mercato e capire quale strada intraprendere.

Tratto da:

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codice=3977472&Data=2008-11-12&Pagina=5

E in tutto questo non sentirete i lamenti delle imprese con uno o due dipendenti che vengono licenziati.
E’ evidente che si tratta di un impoverimento della struttura produttiva del Veneto. Una struttura estremamente esposta fin da quando gli imprenditori del Veneto, pur di farsi l’amante, hanno portato le lavorazioni in Romania, nell’est Europa e ora anche in Cina.
Piangi Nord-Est; piangi e lamentati perché non hai pensato quello che avresti dovuto pensare quando lo potevi pensare; perché non hai detto quello che avresti dovuto dire quando avevi la possibilità di dirlo; perché non hai fatto quello che avresti dovuto fare quando avevi la possibilità di farlo!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it