La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 12 novembre 2008

Fallimento e disperazione nell'economia Veneta

La crisi finanziaria non si è ancora abbattuta sulle piccole imprese, anche se le banche hanno sollecitato gli imprenditori al rientro dai fidi bancari.
Solo che la crisi non è una crisi finanziaria, ma si sta rivelando la classica crisi da sovrapproduzione e da sottoconsumo.
E’ diventata sovrapproduzione quando le banche distruggendo i capitali accumulati dalle famiglie hanno drasticamente ridotto i consumi delle stesse.
E’ l’effetto economico di Tremonti. Quello stesso losco figuro che quando fu ministro delle finanze invitò i comuni a spalmare i loro debiti facendo degli investimenti sui derivati. E’ quel losco figuro che ha consentito alle banche di rapinare le famiglie proponendo investimenti truffa.
Una crisi di sottoconsumo innesta strategie di sopravvivenza delle aziende. Mentre corrono voci di dismissioni delle aziende di personale interinale, quello più debole e più esposto ai ricatti sociali che muore silenzioso perché privo di ogni diritto iniziano i licenziamenti. Licenziamenti che saranno aggravati dal sottoconsumo quando le famiglie, anche quando non avranno problemi particolari, ridurranno la spesa in vista di tempi duri.
I supermercati stanno tagliando il personale. Ho visto direttori e dirigenti occuparsi degli scaffali e del magazzino spostando a mano merci che prima non avrebbero toccato nemmeno con un dito.
Quelle che riporto sono notizie tratte dal giornale Il Gazzettino, ma l’aumento dello spaccio di droga e la contrazione della frequentazione delle discoteche sono sintomi che dovrebbero far riflettere, in tutto il nord-est sulla politica criminale e distruttiva di Galan, Gentilini, e di tutti coloro che hanno messo al centro della loro politica i cittadini ridotti a schiavi.


Da Il Gazzettino del 12 novembre 2008.

Il vento della crisi economica inizia a soffiare sulla Marca. Dopo la Osram anche il tessile inizia a frenare la corsa

Alla Monti 235 dipendenti senza lavoro

Occupazione a rischio anche alla Selina di Quinto: difficoltà sui mercati e nei bilanci


La crisi nella Marca prende la forma dei licenziamenti. Dopo i trecento annunciati alla Osram, ora tocca al tessile: la Tessitura Monti ha prospettato il taglio di 235 dipendenti. Ulteriori venti posti sono a rischio alla Selina di Quinto, altro nome assai noto del settore.
La situazione dell'azienda di Maserada, una delle industrie storiche della provincia, appare quasi beffarda: appena lo scorso luglio si è concluso un complesso percorso che, in quattro anni, ha portato a ridurre l'organico da 900 unità alle 560 attuali, con 350 persone passate ad un nuova occupazione o alla pensione attraverso cassa integrazione straordinaria e innovativi contratti di solidarietà. Neppure il tempo di rifiatare ed ecco materializzarsi una nuova ristrutturazione: per fronteggiare il calo delle vendite, aggravato dalla crisi economica mondiale, la dirigenza ha presentato un piano industriale, che prevede l'"uscita" di 235 dipendenti nello stabilimento centrale (oltre a riorganizzazioni dei siti in Repubblica Ceca e in India). Nel dettaglio: 205 operai e addetti al magazzino, 30 impiegati. I numeri si riferiscono, in realtà, alle posizioni lavorative, alcune delle quali, ad esempio nel caso di part-time, possono essere coperte da due o più persone, portando il totale degli esuberi intorno alle 250 "teste".
«È una mazzata durissima, non possiamo accettare una simile ipotesi - sottolinea Andrea Roncato, della Uilta Uil -. L'azienda deve rivedere un piano pesantissimo, che porrebbe di fatto una pietra tombale sulla Monti». Perchè c'è un ulteriore problema: l'industria ha già esaurito in questi ultimi quattro anni lo "stock" di ammortizzatori sociali concesso per legge. Non potrà più usufruirne prima del luglio 2010. «Per questo chiediamo che vengano convocati tutti i tavoli istituzionali, dalla Provincia alla Regione fino al Ministero: per studiare se è possibile attuare una deroga. Altrimenti da gennaio partiranno le mobilità».
Pure alla Selina il futuro preoccupa. Anche questa società ha alle spalle un periodo travagliato: l'ex Compagnia italiana intimo era stata salvata dal fallimento ad inizio 2007, venendo acquisita tramite concordato da un fondo estero. L'operazione sembrava aver avuto successo: «Da 95 si era ripartiti con una settantina di lavoratori e lo scorso marzo l'ex amministratore delegato ci aveva comunicato che la situazione era florida». Un paio di mesi e lo scenario si capovolge: il neo "ad" Emilio Mauro rivela difficoltà sul mercato e nei conti. Urge una politica di contenimento dei costi e il taglio di venti lavoratori, conseguenza della cessione in licenza d'uso ad una ditta padovana dei marchi "Bolle blu" e "Rosa blu", con la relativa chiusura dei punti vendita di Pederobba e Susegana. «Aggiungiamo pure che sull'immobile dello stabilimento pesa uno sfratto esecutivo - nota Roncato -. Abbiamo chiesto un incontro faccia a faccia con l'amministratore, finora mai avvenuto: ribadiremo che i lavoratori hanno già ampiamente fatto la loro parte e non possono pagare ancora».
Mattia Zanardo

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice=3977692&Data=2008-11-12&Pagina=5



Dietrofront dell’azienda di Vivaro: scatta la cassa integrazione

Trend, stop ai licenziamenti

(d.l.) - La Trend di Vivaro stoppa la procedura di mobilità e sceglie di attivare la cassa integrazione ordinaria per i circa quaranta addetti in esubero. Niente licenziamenti - almeno per il momento -: in alternativa si utilizzerà la cassa integrazione per tredici settimane: dal 24 novembre all'inizio del mese di marzo. Un dietrofront aziendale che ieri pomeriggio ha fatto cantare vittoria al sindacato dei Chimici. «Se si considera - hanno commentato Cgli, Cisl, Uil e Ugl - la congiuntura negativa essere riusciti a fermare una procedura di mobilità è un risultato senz'altro positivo».
Quando, circa un mese fa, l'impresa specializzata nella produzione e installazione di mosaico aveva annunciato la ristrutturazione aziendale con la chiusura di un reparto e la cancellazione di 48 posti di lavoro, il sindacato aveva subito chiesto di esplorare strade alternative ai licenziamenti. La società aveva motivato i tagli con una necessità derivante dalla contrazione della domanda. La chiusura del reparto non avrebbe, però, comportato lo smantellamento degli impianti produttivi. E proprio su questi elementi hanno insistito i rappresentanti dei lavoratori che hanno chiesto all'azienda di utilizzare la cassa integrazione straordinaria proprio perché la domanda, ora ridotta, in futuro potrebbe subire un nuovo incremento.
Un paio di incontri per cercare una possibile soluzione e poi, ieri pomeriggio, si è arrivati all'accordo tra i vertici aziendali e il sindacato provinciale dei Chimici. Risultato: i licenziamenti vengono bloccati e i lavoratori (36 poiché una decina sarà ricollocata in un altro reparto aziendale) andranno in cassa integrazione a zero ore per tredici settimane. «A differenza - ricordano Franco Rizzo (Cisl) e Giuseppe Pascale (Cgil) - di quanto era avvenuto oltre due anni fa nel caso della Bisazza di Spilimbergo con cui non ci fu alcun dialogo sui licenziamenti, stavolta il confronto ha portato a un risultato importante». Bisognerà ora attendere tre mesi per verificare le condizioni di mercato e capire quale strada intraprendere.

Tratto da:

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codice=3977472&Data=2008-11-12&Pagina=5

E in tutto questo non sentirete i lamenti delle imprese con uno o due dipendenti che vengono licenziati.
E’ evidente che si tratta di un impoverimento della struttura produttiva del Veneto. Una struttura estremamente esposta fin da quando gli imprenditori del Veneto, pur di farsi l’amante, hanno portato le lavorazioni in Romania, nell’est Europa e ora anche in Cina.
Piangi Nord-Est; piangi e lamentati perché non hai pensato quello che avresti dovuto pensare quando lo potevi pensare; perché non hai detto quello che avresti dovuto dire quando avevi la possibilità di dirlo; perché non hai fatto quello che avresti dovuto fare quando avevi la possibilità di farlo!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it