La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 6 gennaio 2009

Il suicidio è di moda fra gli imprenditori? Sempre troppo pochi!

C’è una nuova moda fra gli imprenditori?
Il suicidio come rimedio all’infantilismo in campo economico.
I casi sono diversi, ma la soluzione sempre la stessa.
Truffe, inganni, imbrogli, sottrazione di denaro, è il modo di procedere degli imprenditori quando non ci sono controlli da parte dello Stato o, troppo spesso, lo Stato è complice.
Complice di imbroglioni che si muovono truffando le persone deboli. Ingannando, speculando.
Individui che si credono furbi, invincibili, come tanti onnipotenti dio padrone.
Il suicidio, troppo spesso, diventa la via di fuga dagli affanni del mondo che non hanno saputo affrontare. O meglio, hanno affrontato per farsi gli affari loro facendo del male alle persone fragili fino a scontrarsi con situazioni più forti di loro. Così, erano bravi mentre rubavano o danneggiavano le persone per poi trovarsi smarriti quando devono affrontare situazioni impegnative.
Due casi, uno in Germania e uno in Italia.
Bisogna dirlo: sono stati bravi. Hanno rubato finché hanno potuto; hanno ingannato finché hanno potuto; hanno fatto i furbi finché hanno potuto. Ed ora si suicidano perché era facile truffare, ingannare o essere furbi con le persone fiduciose; diventa più difficile guardare negli occhi i problemi e svolgere la propria vita quando ci si sente dei falliti.




Morto suicida il miliardario Merckle
era tra i più ricchi della Germania

Si è gettato sotto un treno a Ulm, vicino alla sua città Blaubeuren, nel Sud.Il suo impero finanziario da 30 miliardi di euro rischiava il fallimento

Recentemente era stato al centro delle cronache per investimenti andati male

BERLINO - Si è ucciso facendosi travolgere da un treno il miliardario tedesco Adolf Merckle. Secondo la stampa tedesca, Merckle è morto ieri sera, dopo essere stato colpito da un treno vicino a Ulm, non lontano dalla sua città Blaubeuren, nel sud della Germania. Lascia la moglie e quattro figli. La famiglia, in una nota, ha confermato che si è trattato di un suicidio. "Adolf Merckle ha vissuto e lavorato per la sua famiglia e le sue aziende", si legge nel testo. Gli avvenimenti di questi ultimi mesi, hanno portato il suo gruppo sull'orlo del fallimento, "hanno spezzato questo imprenditore entusiasta e si è suicidato". Adolf Merckle, 74 anni, quasi sconosciuto fuori dai confini della Germania, era uno degli uomini più ricchi della Germania, a capo di un impero finanziario da 30 miliardi di euro che comprendeva società cementifere, industrie di macchinari e aziende farmaceutiche. Secondo la rivista Forbes il suo patrimonio da 9,2 miliardi di euro, lo collocava al novantaquattresimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo. Una fortuna ereditata in gran parte dal nonno boemo e che Merckle ha saputo far fruttare. Recentemente era stato al centro delle cronache per l'investimento in Volkswagen. Il miliardario aveva scommesso sul ribasso in Borsa della casa automobilistica, mentre il titolo è volato al rialzo e il magnate ha riportato pesanti perdite stimate attorno al miliardo di euro. Anche altre speculazioni finanziarie andate male avevano costretto Merckle a chiedere aiuto alle banche per ottenere finanziamenti con cui poter salvare la Vem, la finanziaria di famiglia. Molti le voci su una possibile cessione di quote nelle aziende di famiglia (Ratiopharm e Heidelberger cement). Nelle ultime settimane, Merckle era alla ricerca di fondi per salvare la Vem, a rischio di insolvenza, e prima di Natale aveva trovato un accordo preliminare con una trentina di banche creditrici
(6 gennaio 2009)


Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/sucidio-merckle/sucidio-merckle/sucidio-merckle.html


E’ proprio della morale degli imprenditori Italiani. Ben rappresentati nel parlamento Italiano o nella “CAI” che ha fatto il giochino con Alitalia dopo aver truffato gli italiani.
Non era fra gli uomini più ricchi del mondo, ma erano dei truffatori che hanno fatto perdere le loro tracce e rifugiarsi in un “paradiso”.
Ora hanno perso la faccia. E forse il più fragile non ha retto.
L’imprenditoria italiana è fatta da persone anche come queste.


Palermo, si uccide Marco Maiorana
figlio dell'imprenditore sparito

Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefanoscomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna
La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestroIl ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliaridi ALESSANDRA ZINITI

PALERMO - In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell'ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l'imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell'agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all'interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla "ridatemi mio figlio". E' seduta dentro un'auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell'imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell'avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall'inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida.
(6 gennaio 2009)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html



Ai vivi non resta che continuare ad affrontare la giornata.
Il suicidio dà felicità perché salva dagli affanni della vita; una vita che nega la felicità costringe l’individuo a cercarla nel suicidio.
Ma domani i problemi restano e chi è vivo deve continuare ad affrontarli. Pensarci prima, no!
Intanto a Verona il sindaco Tosi ha inaugurato la delazione contro le donne che tentano di vivere: è la nuova frontiera dell'imprenditoria Veneta.
Non è possibile pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Come volete che un imprenditore rifletta sugli effetti che le sue azioni avranno? Lui, piccolo dio onnipotente allevato alla scuola del catechismo cristiano ha il diritto di scatenare con la sua ira il diluvio universale, affogare l’umanità senza che nessuno gli contesti il diritto.
Solo che poi, il piccolo dio onnipotente cristiano si sveglia davanti alle conseguenze delle sue scelte e preferisce suicidarsi.
Non sempre!
Purtroppo.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it