La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 29 gennaio 2009

La mafia stile Veneto e le inchieste della magistratura

L’articolo precedente sulla situazione di Gazzo nel veronese era eccessivamente benevolo.
Dall’articolo dell’Arena di Verona, si evince che era in attività una vera e propria organizzazione mafiosa che, agendo all’interno delle Istituzioni, manipolava i diritti dei cittadini in funzione di vantaggi privati.
Per noi è poco importante il partito cui appartenevano: erano criminali che trasformavano le persone in oggetto di possesso sottraendo ai cittadini il loro patrimonio di diritti sociali.
Stando alle notizie di stampa, erano dei terroristi che hanno devastato il territorio in funzione dei loro interessi.
Non si tratta del semplice “abuso edilizio”, ma di attività criminale continua e sistematica come del resto avviene in tutto il Veneto al di là che la magistratura la perseguiti o meno.
Una cosa è il reato che emerge e un’altra cosa sono le condizioni etiche e sociali che spingono i reati a compiersi e, alcuni reati, ad emergere in sede giudiziaria.

Abusi edilizi, sei arresti «eccellenti»
SACCHEGGIO DEL TERRITORIO.
Ai domiciliari il sindaco Stefano Negrini,
l’assessore Massimiliano Marconcini,
l’ex segretario e altri tre

Capannoni per i maiali in importanti zone archeologiche e ricoveri per attrezzi agricoli trasformati in industrie
Gazzo veronese. Quando la polizia, intorno alle 10.30 di ieri, carica sull'auto un infagottato e provatissimo sindaco Stefano Negrini, arrestandolo per una sfilza di reati legati ad almeno tre anni di abusi edilizi - salvo novità che emergeranno nelle indagini che sono ancora in corso - è già il culmine di una giornata campale per Gazzo. Una giornata che fa tremare dalle fondamenta il paese: amministrazione, imprenditori, ex amministratori come Fausto Fraccaroli, privati cittadini; 84 persone, tutte indagate per aver ottenuto e concesso licenze edilizie per costruire, o ampliare immobili.Il sindaco viene prelevato dal suo studio, in via Bersai a Nogara, dopo che è stato svuotato di tutto: computer e ogni documento della sua attività privata di geometra. Alle 10.30 lo studio è completamente vuoto. Tre ore prima, però, 100 uomini della sezione di Polizia giudiziaria della Procura, della Questura, del Corpo forestale con il suo nucleo di polizia, erano in giro per Gazzo a perquisire abitazioni e studi e a sequestrare documenti e recapitarne altri, di tenore assai diverso. L'ordine del sostituto procuratore Pier Umberto Vallerin era infatti quello di dare esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari: oltre al sindaco, sono agli arresti anche Vittorino Baldi, responsabile dell'ufficio tecnico, il geometra Massimiliano Marconcini, assessore, e Antonio Persi, l'ingegner Alessandro Accordi, tutti membri della commissione edilizia. Una parte degli uomini del nucleo investigativo della polizia Forestale intanto eseguiva il sesto ordine di custodia cautelare, a Foggia, nei confronti di Antonio Tambascia, segretario comunale per 11 anni, dimessosi pochi mesi fa per tornare in Puglia.La sfilza di reati contestati ad arrestati e indagati è lunghissima: associazione per delinquere e falso in atto pubblico, elusione continuata e in concorso delle normali procedure autorizzatorie, abuso d'ufficio, falso ideologico, violazioni di norme edilizie che sarebbero state commesse soprattutto utilizzando procedure «privilegiate» in commissione edilizia per la concessione di permessi di costruzione in zone agricole e di interesse ambientale e approvate senza seguire le procedure previste. Oltre alla violazione dell'articolo 6 della legge regionale che regola le edificazioni in zone agricole. Ci si chiede come in questi anni sia stato possibile, per esempio, che un allevamento intensivo di 2.600 maiali sia sorto in zona di interesse archeologico, o come un allevamento di polli (abbattuto dopo una lunghissima querelle giudiziaria) sia stato eretto a distanze irregolari dalle abitazioni e ancora, come i rustici siano diventati villette o come privati, che non avevano mai visto in vita loro una vanga da contadino, abbiano potuto costruirsi magazzini per gli attrezzi per la campagna che poi si trasformavano in capannoni artigianali o industriali. Nessun mistero. Piuttosto, secondo l'accusa, molti «trucchi» e tutti ben orchestrati, almeno secondo quanto è stato riferito nel corso della conferenza stampa dal dirigente della Mobile Marco Odorisio e dal vice questore aggiunto Paolo Colombo, comandante reggente della Forestale di Verona mentre spiegavano i contorni dell'operazione «Gaio», dall'antico nome di Gazzo.Di gaio però, c'è ben poco in questa vicenda di aggressione al territorio, di cementificazione di aree verdi tutelate e di zone archeologiche. Vi sarebbero invece - stando ai tre anni di esame di una mole elevatissima di documenti - salti a pié pari di valutazioni di impatto ambientale, omissioni di produzione di documenti fondamentali, come i pareri della Sovrintendenza o di elaborati tecnici dove si dice dove andavano a finire - ad esempio - le deiezioni degli animali. E ancora, distanze di legge dalle abitazioni di attività imprenditoriali modificate addirittura nelle mappe catastali, approvazioni di varianti al Piano regolatore generale ad hoc per trasformare zone del paese a seconda delle richieste di edificazione, uso di tecnici «prestanome» per presentare progetti in commissione edilizia perché non risaltassero i conflitti di interesse tra il progettista e colui che approvava un elaborato. Le complicità che sarebbero emerse dalle indagini sono fittissime e coinvolgerebbero anche imprese costruttrici di case o capannoni abusivi: gli investigatori hanno calcolato che quasi il 70 per cento delle ditte che si occupavano di edilizia erano «complici» di tecnici e di amministratori.[FIRMA]
Daniela Andreis
Tratto da:
http://www.larena.it/stories/Home/138458/


Tutto il Veneto sta soffrendo del terrore. Un terrore che non è determinato dalla bomba di Piazza Fontana, ma da tante cariche esplosive che esplodono nella quotidianità dei cittadini devastando le loro condizioni di vita. Devastando le loro possibilità di affrontare il loro futuro.
E’ il terrore imposto dalle istituzioni locali del Veneto che ritengono di non avere dei doveri nei confronti dei cittadini, ma di essere i padroni degli stessi.
I cittadini vanno ingannati, truffati, derubati. E vanno truffati dei loro diritti tanto più i cittadini sono deboli salvo criminalizzare quei comportamenti che chiedono alle Istituzioni giustizia e rispetto delle regole.
E’ il dio padrone dei cristiani che viene imposto dai vari Galan, Zanonato, Cacciari, con la violenza ai cittadini affinché non siano portatori di diritti, ma stiano in ginocchio davanti a loro che si sentono tanto un dio padrone.
Domani ci saranno altre notizie. E tutte stanno a dimostrare questa voglia dei veneti, appresa negli oratori, di essere tanti PARONI!
Paroni, in contrapposizione a cittadini consapevoli!
29 gennaio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it