La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 24 gennaio 2009

Questioni cristiane: dagli ortodossi ai lefevriani e ai cattolici. Una questione di possesso delle persone.

Due vicende tratte dal giornale Il Gazzettino del 24 gennaio 2009 che dimostrano come per i cristiani, i cattolici in questo caso, le persone siano solo bestiame.
I cattolici accorrono alle messe miracolose del prete ortodosso Gabriele Fiume?
E perché non dovrebbero? Non sono stati i cattolici che hanno imposto loro la credenza nei miracoli?
Milingo era cattolico e, secondo le gerarchie cattoliche, faceva i miracoli. Scacciava il demonio: peccato che si trattasse di superstizione. Come del resto è superstizione tutto il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare.
Così, a Pietro Brollo interessano le persone come bestiame che questo prete ortodosso, Gabriele Fiume, sottrae al caravanserraglio cattolico facendo diminuire gli introiti monetari.
Ed è istruttivo abbinare a questa notizia la notizia della riabilitazione ad opera della chiesa cattolica dei lefevriani. Una riabilitazione che coincide con le dichiarazioni negazioniste dell’olocausto da parte di uno dei vescovi lefevriani.
Per la chiesa cattolica le persone sono bestiame da comperare e vendere. Da mettere in ginocchio o da ammazzare. Bambini da stuprare per la gloria del suo dio!
Così, come Gabriele Fiume e Pietro Brollo si contendono il controllo del bestiame umano, i lefevriani si contendono un altro tipo di bestiame legittimando lo stragismo del loro dio anche attraverso la negazione dell’olocausto. Un olocausto che i cattolici hanno non solo voluto e favorito, ma auspicato contro gli ebrei deicidi.
Riporto gli articolo:

Udine. Preghiere di gruppo e guarigioni,il vescovo vieta gli incontri col santone

Sotto accusa le "messe miracolose" del sacerdote ortodossoPadre Gabriele Fiume: «Si crea una situazione di ambiguità»


UDINE (24 gennaio) - «I fedeli di religione cattolica non possono frequentare gli incontri di preghiera di un sacerdote ortodosso». Così parlò monsignor Pietro Brollo. L'arcivescovo di Udine è intervenuto sul "caso" di padre Gabriele Fiume, che a Feletto Umberto, paese alle porte di Udine, accoglie i fedeli che arrivano praticamente da tutta la città e tutto l'hinterland in incontri spirituali che spesso si concludono con fenomeni di isteria, mancamenti e stati confusionali e ascetici.«Non possono farlo - ha spiegato Brollo - intanto perché non è un prete cattolico. E poi perché non si sa come sia prete o meno». Padre Gabriele, 29 anni, nato in Calabria, è tornato anche per questo fine settimana in Friuli, dove da circa un anno giunge almeno due volte al mese, per i colloqui personali, le confessioni e le funzioni religiose seguite dalle preghiere comunitarie "di liberazione e di guarigione" cui partecipano numerosi fedeli, molti dei quali al termine della benedizione impartita dal religioso si lasciano andare in uno stato di "riposo dello spirito", accasciandosi al suolo. «Si tratta di una persona che ha passato mille situazioni particolari - ha commentato l'arcivescovo di Udine riferendosi a padre Gabriele - che è stata allontanata da varie chiese, che è passata da un'ortodossia all'altra. Un cristiano non può mettersi in una situazione di tale ambiguità». La Chiesa udinese era già intervenuta sulla vicenda anche attraverso una "ammonizione ufficiale" rivolta all'editore Piero Mantero (edizioni "Il segno"), che ospita gli incontri con padre Gabriele negli spazi del suo centro culturale.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=43583&sez=NORDEST


Naturalmente non mancano, da parte della chiesa cattolica, tutte quelle azioni di stampo mafioso e camorristico che hanno come fine l’intimidazione e il ricatto. Non mancano le aggressioni alla persona. Una persona che la chiesa cattolica vorrebbe mettere sul rogo.



E il Papa revoca la scomunica ai vescovi lefebvriani inflitta da Giovanni Paolo II

«Piena comunione» tra Chiesa cattolica e ultratradizionalistiGuarda il video con l'intervista negazionista a Williamson


ROMA (24 gennaio) - Nonostante le recenti dichiarazioni revisioniste e negazioniste sull'Olocausto fatte dal britannico Richard Williamson, un vescovo lefebvriano, Benedetto XVI ha ufficializzato la revoca della scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati illegittimamente da Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988. Il decreto di revoca di scomunica è stato firmato il 21 gennaio 2009 e secondo padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, è un «passo importante sulla via della piena comunione» tra Chiesa cattolica e ultratradizionalisti lefebvriani anche se c'è «una situazione da definire per quanto riguarda l'esercizio del ministero da parte dei lefebvriani».«Con la revoca non sposiamo il negazionismo» afferma Lombardi. La Santa Sede quindi non condivide le dichiarazioni revisioniste del vescovo Williamson sull'olocausto ebraico. La revoca non significa «sposare le sue idee e le sue dichiarazioni, che vanno giudicate in sè». Non tutti i problemi sono stati risolti. Ad esempio, spiega Lombardi, l'ordinazione dei circa 500 preti lefebvriani «è valida ma non lecita», così come del resto era la situazione dei quattro vescovo a cui è stata revocata la scomunica. Padre Lombardi ha ricordato inoltre l'impegno costante del Papa per ricucire lo scisma con la Fraternità di San Pio X, a cominciare dal Motu Proprio con cui ha ridato piena cittadinanza alla messa tridentina in latino.Ma i tradizionilisti hanno ancora riserve sul Concilio Vaticano II. «Riconoscenza» e «gratitudine filiale» nei confronti del Papa da parte di mons. Bernard Fellay, superiore della Fraternità di San Pio X, che però in una lettera ai fedeli ribadisce che le «riserve» dei tradizionalisti sul Concilio Vaticano II restano. «Noi abbiamo la convinzione - si legge - di rimanere fedeli alla linea di condotta tracciata dal nostro fondatore, mons. Marcel Lefebvre, di cui speriamo una pronta riabilitazione».Nel comunicato del Vaticano, si spiega che il Papa ha accolto la lettera di richiesta di riammissione nella comunità cattolica, inviatagli da Fellay lo scorso 15 dicembre 2008. «Siamo fermamente determinati - scrive Fellay nella parte di testo reso noto - nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l'attuale situazione». Benedetto XVI - spiega il comunicato Vaticano - ha seguito sin dalla sua elezione il processo di ricomposizione dello scisma lefebvriano. «Ed ora, benignamente , con sollecitudine pastorale e paterna misericordia, mediante decreto della Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 2009, rimette la scomunica che gravava sui menzionati presuli. Il santo Padre è stato ispirato in questa decisione dall'auspicio che si giunga al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione». La scomunica di Giovanni Paolo II. Fu inflitta al vescovo anti-conciliare Marcel Lefebvre, già sospeso 'a divinis' da Paolo VI nel 1976, il 30 giugno 1988, quando il presule ribelle aveva ordinato quattro nuovi vescovi, nella sua roccaforte svizzera di Econe, per preservare, a suo dire, la tradizione autentica cattolica contro la «sovversione e la rivoluzione» introdotte dal Concilio Vaticano II. Lefebvre morì nel 1991. I vescovi riabilitati sono: Bernard Fellay (superiore dei lefebvriani della Fraternità di San Pio X), Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson. L'intervista negazionista. Williamson, in un'intervista alla televisione svedese, rilasciata a novembre ma mandata in onda tre giorni fa, ha affermato di non credere all'esistenza delle camere a gas naziste. Il superiore lefebvriano Fellay ha commentato che si tratta di affermazioni personali, usate strumentalmente per screditare la «Fraternità di San Pio X».


Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=43554&sez=MONDO



Riassorbire i tradizionalisti permette al Vaticano di aggredire maggiormente quei preti che vorrebbero un cattolicesimo diverso. Si tratta, in sostanza, di lotte di potere attraverso le quali assicurarsi dei vantaggi per distruggere la società civile. Lefevriani, Opus dei, capuccini, gesuiti, sono altrettante mafie le cui finalità è l’aggressione alla società civile e ai principi Costituzionali.
Se ne può solo prendere atto.
Marghera 24 Gennaio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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