La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 24 febbraio 2009

Il titolo spazzatura Fiat batte le ali e la criminalità giovanile in Veneto dilaga

Certe persone non hanno ben presente la “teoria del caos” e i suoi effetti nel tempo e nelle emozioni.
Una farfalla batte le ali a Tokyo e a New York si scatena l’uragano.
Non si tratta di relazioni spazio-razionali, ma di effetti emotivi-temporali.

I titoli Fiat sono spazzatura e una banda di bulli picchia un dodicenne accusato di par la spia alla polizia per le loro rapine.
Questi fatti sono legati, come manifestazioni di cause che indicono ad effetti che sono, a loro volta, altre cause.
I titoli Fiat spazzatura sono il risultato della voglia di truffare di un’associazione industriali che ha visto in questa trasformazione sociale la riaffermazione del proprio potere. Un potere che è lievitato finché non è imploso. Quest’implosione, che va avanti da una ventina d’anni, ha imposto un modo soggettivo di relazioni fra le persone e il mondo imponendo una veicolazione intellettuale-emotiva di soluzione dei propri problemi legata agli stessi schemi culturali ed emotivi che hanno portato i titoli Fiat a diventare titoli spazzatura. Nel frattempo hanno portato le persone, nelle famiglie cristiane, a formare i ragazzi-spazzatura.. Una spazzatura sociale della quale si nutre Gentilini, Toso, Zanonato, Cacciari, Boso e Bossi. La così detta “razza piave”.


Padova. Bulli pestano un 12enne:«Sei una spia della polizia»


Punito per aver parlato della "banda dell'ascensore"che taglieggiava i coetanei in un centro commerciale della città

PADOVA (23 febbraio) - Un dodicenne di Padova è stato picchiato per vendetta da alcuni bulli minorenni. Il motivo? «Aveva fatto la spia con la polizia», portando l'attenzione delle forze dell'ordine sulle tracce della "banda dell'ascensore". Almeno, questo è quello che gli aggressori gli hanno riferito prima di pestarlo. La vittima è finita in pronto soccorso con una brutta tumefazione al labbro inferiore.Il ragazzino, giudicato guaribile in una settimana, ha raccontato di essere stato picchiato da alcuni coetanei noti nel quartiere San Carlo come la «gang dell'ascensore».Il gruppetto sarebbe quello che nel dicembre scorso si era reso protagonista di una serie di prepotenze verso coetanei, con continue richieste di «pedaggi» in denaro per l'utilizzo di un ascensore in un centro commerciale punto di ritrovo degli adolescenti. Per quei fatti scattarono anche due arresti.Proprio l'aver attirato l'attenzione della Questura sulla baby gang è il motivo che avrebbe portato ora alla vendetta nei confronti del 12enne. Gli agenti della squadra mobile di Padova stanno così procedendo all'identificazione, e alla probabile denuncia, dei due componenti della «banda» responsabili dell'aggressione al ragazzino. Si tratterebbe di un tredicenne e di un altro minore.

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=47880&sez=NORDEST

Chissà perché la stampa, quando i baby rapinatori sono veneti li chiama “bulli”, quando, invece, sono rom o romeni, li chiama criminali! Come li chiamerebbe se fossero ebrei?
Come la Fiat non è in grado di affrontare la situazione presente se non entrando in una crisi capace di modificare tutti gli aspetti della società, così è per l’educazione dei ragazzi che non ha fornito dei cittadini alla società, ma solo personaggi buoni per una banda di criminali mafiosi. L’educazione negli oratori, in cui si è imposto il dio padrone, viene riproposta come modello nella società civile. Non è importante se il dio padrone viene riproposto dalla Fiat come “dio padrone dell’economia italiana” o da piccoli criminali che davanti ad un ascensore minacciano spacciandosi per dio padrone ed esigendo la tangente. E’ sempre l’educazione imposta dalla banda di Ratzinger che violenta la società civile distruggendone la struttura morale per poter meglio violentarla. Come insegna Gesù! I cittadini che rispettano le leggi vanno disprezzati. Per Gesù sono pericolosi. Potrebbero chiedere al legislatore di rispettare le leggi. Volete mettere il piccolo criminale? Lui sì è positivo. Può essere ricattato. Si può colpevolizzare, manovrare, costringerlo ad obbedire per cercare la benevolenza e il perdono. Così si distrugge il cittadino.
Si distrugge il ragazzo nel suo percorso per diventare un cittadino consapevole.
Si distrugge una fabbrica nel suo ruolo di supporto attivo della società.
Fiat e ragazzi tesi a rubare e danneggiare la società; problemi emotivi in cui costringere le tensioni e l’attenzione delle persone. Persone costrette a vivere in un perenne stato emergenziale impossibilitate a progettare un qualche futuro. Una qualunque società coerente.

Marghera 24 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 19 febbraio 2009

L'etica del Veneto: i bambini che sequestrano e il disprezzo per le vittime

Troppo spesso le persone non comprendono che cosa significhi l’ideologia sociale della devastazione e del terrore. Il singolo episodio è SEMPRE rivelatore di una moltitudine di modi di pensare che rispondono alle categorie di pensiero dalle quali quel singolo episodio emerge. Per un episodio di devastazione sociale che emerge migliaia di episodi non emergono.
Basta fare una piccola carellata di episodi di devastazione sociale del Veneto di oggi.
Si tratta di azioni criminali. Sia il preside della scuola che la donna che investito il bambino chiede i danni o i ragazzini che sequestrano l’indiano per legarlo e filmarlo, sono tutti indici di un Veneto malato.
Un Veneto in cui le Istituzioni sono venute meno ai loro doveri trasformando la società civile in una fogna culturale e morale. Una fogna al servizio di un dio padrone col quale le persone sono costrette ad identificarsi.
Questi bambini che sequestrano l’extracomunitario, non si sono forse identificati nel dio padrone dei cristiani per farlo? Loro onnipotente e l’indiano la mer..da che deve sottostare!


Vicenza. Baby gang sequestra bambino indiano, lo lega a un palo e lo filma

Cinque minori lo hanno aggredito per strada: liberato dai passanti. Cinque denunciati: hanno tra i 12 e i 14 anni

VICENZA (19 febbraio) - Hanno immobilizzato, legato ad un palo un compagno di scuola indiano e poi l'hanno filmato con il telefonino con lo scopo di mandare il tutto su youtube, e per questo 5 minori di una scuola media di Chiampo sono stati denunciati dai carabinieri. Il fatto, secondo quanto accertato dai carabinieri di Chiampo, è avvenuto ieri. Alla fine delle indagini, i cinque minori - due stranieri e tre vicentini tra i 14 e i 12 anni studenti di terza media - sono stati deferiti al tribunale per i minorenni di Venezia. Per loro l'ipotesi è di sequestro persona aggravato in concorso. Secondo una prima ricostruzione, attorno alle 7.45 di ieri i cinque hanno bloccato in Piazza Madre Maria Merloni un ragazzo indiano di 11 anni, che come loro stava andando a scuola.L'hanno quindi immobilizzato e strascinato per alcuni metri, legato con del nastro adesivo da elettricista di colore nero ad un palo della segnaletica stradale e infine filmato con il telefonino che uno dei ragazzi aveva con sé. Poi se ne sono andati, lasciando il ragazzino ancora legato al palo. A liberarlo sono stati alcuni passanti.La piccola vittima, una volta andato a a scuola, ha giustificato il ritardo ai professori raccontando quello che gli era accaduto. È stata la scuola ad avvertire poi i carabinieri.«Certamente valuteremo quali implicazioni dal punto di vista disciplinare scolastico possa avere il gesto compiuto dai cinque ragazzi»: lo ha detto all'Ansa Fiorella Menti, preside della scuola statale media di Chiampo, frequentata dai ragazzi denunciati. La preside spiega che «ci sarà un'analisi di quello che è accaduto» dopo le vacanze di carnevale quando «fisserò un incontro con gli insegnanti con i quali si deciderà come trattare l'argomento del bullismo con le classi della scuola. È - aggiunge - un argomento vecchio, più volte affrontato. Ogni volta però che si ripresentano fatti di bullismo c'è ansia nei ragazzi e negli adulti». «È importante - precisa - che il fatto sia avvenuto fuori e non dentro la scuola, ma ciò non deve essere minimizzato». La preside ricorda che nella scuola esiste una psicologa che ha già registrato fatti di bullismo. «Di recente - dice - abbiamo sospeso un giovane che ha scritto frasi offensive contro il personale della scuola. Di regola, lui come gli altri ragazzi che sono sospesi vengono a scuola e, anziché stare in aula, svolgono attività di approfondimento di convivenza civile». La preside infine esclude il gesto razzista, ricordando che in tutta la valle del Chiampo «è alta la percentuale degli stranieri. I ragazzi implicati nell'episodio hanno sottovalutato le conseguenze del loro gesto».


Questo preside non si identificava forse col dio padrone ed onnipotente? Lui decide quando e come deve compiere il proprio dovere. Se ne sbatte dei suoi doveri. Lui è il padrone pieno di impegni. Mica si può occupare delle persone che non sono in grado di badare a loro stesse. E’ finito nei guai? Troppo poco e troppo tardi!


Padova. Studentessa molestata, presidenei guai per non aver denunciato il fatto
Deferito dalla questura. La difesa: «Attendevo il rapporto interno». La madre della 15enne: «Strada infrequentabile»

di Matteo Bernardini

PADOVA (19 febbraio) - «Mia figlia frequenta l’Istituto di Formazione-lavoro di via Tommaseo volentieri. È una scuola che le piace, ma ha paura. Ha paura quando al mattino deve fare la strada per arrivare in classe. Martedì erano circa le 8 quando mi ha chiamato sconvolta. Mi ripeteva che cinque persone di colore l’avevano seguita, raggiunta, e avevano cercato di aprirle lo zaino. Le ho subito detto di ripararsi in un bar, ma avevo il cuore in gola perché ero lontana da lei e non sapevo come fare per aiutarla».La mamma della studentessa quindicenne avvicinata e molestata da un gruppetto di extracomunitari sotto ai portici di via Nicolò Tommaseo, mentre stava cercando di raggiungere la sede della scuola di estetica al civico 13 della strada, parla e racconta l’episodio accaduto alla figlia ancora con la voce rotta dall’emozione.«Sentivo mia figlia spaventata, impaurita, ma non potevo intervenire. Non potevo difenderla – ripete - E questo per una mamma è sconvolgente. Le raccomando, ogni mattina, di stare sempre vicino a qualcuno mentre compie il percorso per andare a scuola, però non si può continuare a vivere così, nell’angoscia. Altre ragazzine, qualche settimana fa, sono state molestate da un ragazzo nigeriano che bazzicava il sottoportico della scuola. Non è possibile. Mi recherò dalle forze dell’ordine per denunciare quello che è successo a mia figlia. Bisogna che certi fatti vengano resi noti.E in Questura, ieri, si è recato anche il direttore della scuola Formazione-lavoro, Marco Spiandorello, che è stato deferito per “inosservanza dei provvedimenti d’autorità” non avendo tempestivamente sporto denuncia per quanto accaduto alla sua studentessa.«Questo atto della Questura – dichiara Spiandorello – è davvero incredibile. Prima infatti di denunciare alle forze dell’ordine quanto capitato alla ragazza volevo semplicemente attendere il nostro “report” interno riguardo lo svolgimento dei fatti, ma soprattutto le decisioni dei suoi genitori, considerato che la nostra allieva è minorenne. Ho anche informato gli agenti della Questura, telefonando due volte, che martedì non potevo recarmi da loro perché avevo degli impegni di lavoro già programmati. Francamente non capisco questo loro atteggiamento».Quindi il direttore della scuola di estetica ritorna sulla decisione di chiudere e trasferire la sede di via Tommaseo.«Quella è una zona in cui il degrado non è più governabile – ribadisce Marco Spiandorello – Lì si è arrivati al punto di non ritorno. E quanto successo l’altro giorno è stata la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già oltremodo colmo. Gli episodi del genere infatti si sono moltiplicati nel tempo. La scorsa settimana una ragazza era stata palpeggiata da un extracomunitario. E allora adesso diciamo basta. Basta perché siamo stanchi e non ci sentiamo più tutelati. Siamo abbandonati a noi stessi. E come educatore scolastico io non mi sento più in grado, se continuassimo a rimanere in quel luogo, di garantire la sicurezza alle mie studentesse». La lettera per la disdetta del contratto d’affitto dei locali di via Tommaseo quindi è partita.


Chissà dove questa donna ha avuto l’educazione per scappare dopo aver investito (e non mi interessano le colpe o le ragioni) il ragazzino. Il ragazzino, evidentemente, per lei è una mer...da. Lei, il dio padrone che distrugge l’umanità col diluvio universale, se ne sbatte del ragazzino. Però è pronta a chiedere i danni della propria automobile. Il bambino è una mer...da, ma la sua automobile è importante! Dove avrà imparato questo etica e questa morale questa signora? Dove, se non nelle parrocchie?


Treviso. Investe un bambino e scappa,
torna e chiede il pagamento dei danni

La donna si era inizialmente allontanata poi si è presentata ai genitori del bimbo: «Mi dovete 600 euro»

RONCADE (18 febbraio) - Ha investito con l'auto un bambino di nove anni che attraversava la strada ed è scappata. Poco dopo però è tornata sul posto, incredibilmente per chiedere ai genitori del bimbo di risarcirle i danni alla vettura. A rendere nota la vicenda sono gli stessi genitori del bambino che hanno presentato una denuncia. Protagonista una donna di Roncade che, alla guida di una Fiat 600, aveva investito lunedì scorso un bambino di nove anni, sceso poco prima dal bus di una società sportiva. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale per trauma cranico e varie contusioni, fortunatamente non gravi. «L'autista del pullman, che ha assistito alla scena - ha detto la madre - non ha fatto in tempo a memorizzare il numero di targa dell'investitrice la quale, però, circa un'ora dopo, è ritornata sul posto chiedendo informazioni su dove abitasse il piccolo. Quando ci ha raggiunti ha chiesto il risarcimento per i danni causati al suo veicolo. Insistenza che si è ripetuta la sera dopo quando è tornata, accompagnata dal marito, pretendendo di liquidare velocemente la questione con il versamento, da parte nostra, di 600 euro in contanti». La donna è stata denunciata ai carabinieri per omissione di soccorso.

Stiamo assistendo alla distruzione della società civile. Una distruzione che non avviene di colpo. Non è come la bomba di Piazza Fontana il cui scoppio ha provocato l’indignazione, ma è una bomba che scoppia dentro la psiche e l’anima delle persone che crea una conflittualità sociale chiusa al futuro. Ogni futuro è chiuso perché la distruzione avviene in un presente psichico che non trova sbocchi sociali. E’ il terrore imposto dalle Istituzioni. Le Istituzioni che mettono in atto azioni di terrore alle quali le persone si adeguano e le persone che mettono in atto lo stesso terrore nel tentativo di sopravvivere. Se le Istituzioni non inizieranno a rispetta l’etica e la morale Costituzionale, assisteremo alla continua ascesa dell’etica mafiosa nella società del Veneto.

Nota: gli articoli commentati sono stati prelevati dalla pagina http://www.gazzettino.it/ del giorno 19 febbraio 2009.
Marghera 19 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 17 febbraio 2009

Società Veneta, la cultura presa a coltellate.

Si moltiplicano i segnali di degenerazione della società Veneta.
Ogni azione, indubbiamente, è fine a sé stessa e risponde a motivazioni sue proprie. Sta di fatto che le azioni, come risposte a sollecitazioni ambientali, appartengono ad un bagaglio culturale che l’azione qualifica. Essere portare di una mentalità per la quale con una coltellata si risolvono i problemi è sintomatico di una società che sta degenerando rapidamente.
E’ il Veneto. Con fobie e paure. E’ il Veneto, imbottito di eroina e cocaina, alla ricerca della riaffermazione di sé stesso a tutti i costi.
Senza individui che applichino regole a sé stessi. Senza Istituzioni che ritengano di avere dei doveri.
Un Veneto in cui la cultura non serve: chi ha cultura è un fesso.
Chi ha cultura viene fatto fesso.
A chi ha cultura viene imposto, con la violenza, il rispetto dell’ignoranza.
E’ triste, ma è così.
Quali prospettive sociali? Il Veneto non ne ha. Non ne ha proprio. Ed è veramente triste.


CHIOGGIA, 13ENNE ACCOLTELLA PROFESSORE

(AGI) - Roma, 17 Feb. - Un ragazzo di 13 anni ha accoltellato alla schiena il suo professore di musica durante una lezione pomeridiana. E' accaduto ieri, intorno alle 18, in una delle aule della scuola media "Silvio Pellico" di Chioggia (VE). Mentre il docente, Fabio Paggioro, 36 anni, stava tenendo una lezione, lo studente si e' avvicinato a lui e, con una scusa, lo ha fatto voltare, colpendolo violentemente alla schiena con un grosso coltello da cucina. Gli altri alunni sono rimasti sotto shock, cosi' l'arma e' rimasta conficcata nel corpo dell'insegnante per qualche secondo, fino a quando Paggioro non e' riuscito a trascinarsi fuori dall'aula ed e' stato soccorso da un suo collega. Sul posto e' accorsa dopo qualche minuto un'ambulanza, che ha trasportato il docente all'ospedale, e la polizia. Paggioro e' attualmente ricoverato nel reparto di Chirurgia dell'ospedale di Chioggia e i medici assicurano che non e' in pericolo di vita. Gli agenti stanno cercando in queste ore di ricostruire la vicenda. Dal comando di Chioggia, la polizia ha raccontato che "nei giorni precedenti c'era stata una discussione tra il tredicenne e l'insegnante in merito allo scarso rendimento del ragazzo nella materia. L'alunno ci teneva ad andare bene in musica, rispetto magari ad altri suoi compagni che avevano voti bassi ma non se ne curavano, e aveva un rapporto con il docente. Evidentemente, pero', il ragazzo ha interpretato le parole dell'insegnante come un rimprovero e non come uno stimolo". Ora il tredicenne si trova a casa con i genitori. "La situazione familiare del ragazzo e' tranquilla - assicurano gli agenti. - Verra' comunque fatta una segnalazione al Tribunale dei minori per vedere se avra' bisogno di essere seguito".

Tratto da:
http://www.agi.it/cronaca/notizie/200902171211-cro-rt11081-art.html


Ed ora che ha usato il coltello?
Questo ragazzo aveva altri strumenti con cui affrontare la situazione critica che si era determinata col professore?
No! Non aveva nessun altro strumento.
Aveva solo la possibilità di usare il coltello. Ed è molto triste vedere un Veneto ridotto in queste condizioni.
Avviene anche in altre parti d’Italia? Si avviene. Ma forse questo giustifica la degenerazione culturale della società Veneta?

Marghera 17 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 16 febbraio 2009

Comandar e esser el paron; il delirio dei Veneti alimentato da Gentilini

“comandar”, “esser el paron”, è il senso del razzismo nel Veneto.
Gli altri devono abbassare la testa e chiedere la carità alla benevolenza del “paron”.
Il razzismo del Veneto si può riassumere in questo modo. Inutile dire che questo tipo di terrorismo attira i peggiori personaggi da ogni paese. Perché solo i tipi peggiori, quelli che per la legge non hanno molto da perdere, possono vivere e gestire psicologicamente un sistema di terrore sistematico come il Veneto sta organizzando.
Non è una sparata a caso quella di Gentilini.
Dopo aver distrutto l’economia Veneta e aver istigato all’odio contro lavoratori e omosessuali col preciso scopo di spacciare alcool e droga specie fra i giovani, continua con l’esaltazione della razza. Un’esaltazione con la quale illude i suoi elettori rendendo i Veneti deboli e ridicoli.

Treviso. Gentilini alle giovani coppie:
«Ho bisogno di bimbi “razza Piave”»

Appello choc del vicesindaco: «Gente nostra, quella che deve comandare la città»

TREVISO (15 febbraio) - , 15 FEB - «Fate figli, ho bisogno di tanti bambini “razza Piave!”». Così il vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha esortato un gruppo di concittadini ieri, giorno di San Valentino parlando durante l'inaugurazione di un'opera pubblica. Microfono in mano, risata pronta, l'ex sindaco-sceriffo del Carroccio non si è fatto sfuggire l'occasione della festa degli innamorati e dopo aver invitato i trevigiani presenti al buffet a mangiare e a bere ha aggiunto: «...ma questa sera ognuno faccia il proprio dovere, ho bisogno di bambini della mia razza, razza Piave, quella che deve comandare Treviso».
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=46656&sez=NORDEST

Gentilini evita di dire chi li mantiere quei figli. Chi deve fornire loro i servizi.
Si limita ad invitare i Veneti a distruggere il loro futuro illudendoli che saranno “i paroni”. Come il dio padrone. Infatti gioca sul desiderio imposto emotivametne ai bambini dai preti cattolici dentro alle parrocchie mentre i magistrati hanno collaborato con i preti cattolici per sottrarre ai bambini il loro essere dei soggetti di diritto Costituzionale.
Marghera 16 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Situazione economica, governo Berlusconi, angoscia sociale e le prospettive future

Si susseguono gli allarmi recessione.
Cosa significa questa crisi? E che cosa significa questa recessione in termini sociali?

Ogni fissazione, ogni credenza, ogni fede, ogni adattamento emotivo delle persone nel loro ambiente “persiste nel suo stato di quiete e di moto rettilineo uniforme fintanto che non interviene una forza demolitrice e devastante che modifica il loro stato di quiete o di moto rettilineo uniforme”.
In sostanza, nessuna elemento razionale o ragionevole è in grado di modificare lo stato in essere di una fede, di un credo o di un adattamento emotivo, finché non avviene una devastazione profonda del proprio stato. Del tessuto sociale in cui tale stato trova rassicurazione.

Fino ad oggi gli ammortizzatori sociali, per quanto poco, hanno funzionato. Gli ammortizzatori intervenivano in situazioni specifiche, circoscritte e sempre in una situazione in cui, comunque, le entrate fiscali erano in aumento nonostante alcuni governi, come quello di Berlusconi, favoriva l’evasione fiscale. Ammortizzare l’impatto sociale di diecimila persona comportava un esborso, ma sempre relativo. Ammortizzare tre milioni di persone in una situazione in cui avviene un crollo verticale delle entrate sociali è impossibile. Un impatto drammatico non solo perché mancano le strutture sociali che possono contenere l’impatto, ma mancano le strutture sindacali e politiche che possano indirizzare l’impatto sociale in un progetto futuro. Non esiste più il “luminoso avvenire” dei comunisti: esiste solo la nera disperazione economica all’interno di un’angoscia esistenziale autodistruttiva. Esiste un affitto da pagare, rate del mutuo, spese e debiti, in una situazione in cui le banche e le assicurazioni devono rientrare delle loro spese e per farlo aggravano ulteriormente le difficoltà delle persone. Per contro, anche quando un “governo” parla di aiuti questi si dirigono a fasce di persone che già non potevano fare mutui o investire perché troppo povere per farlo. Chi aveva un lavoro, un reddito medio e aveva contratto dei mutui oggi diventa povero. Con mutui da pagare per anni e ammortizzatori sociali ridicoli. Chi ha fatto figli oggi si trova senza lavoro con figli piccoli a cui provvedere. E queste sono spese che vanno avanti per venti anni almeno.

Per fortuna che in questa nera disperazione oggi c’è il carnevale di Venezia, Viareggio, Cento ecc. Per fortuna che fra poco inizia il festival della canzonetta di San Remo. Così il governo può nascondersi dietro la propaganda di “un tutto che va bene”. Come nel film dei “Magnifici sette” in cui quel tale che si buttava da un palazzo di dieci piani ad ogni piano diceva: “Per ora tutto va bene!”.
Intanto i tassisti di Roma iniziano a non avere più corse mentre le squadracce iniziano a macellare i romeni. Il governo fa provvedimenti di legge buttati là come se fosse la terra spalata senza decreti attuativi, senza sapere in che cosa quelle leggi comporteranno in una situazione di trasformazione economica e sociale che egli stesso vive quotidianamente in una sorta di sorpresa e stupore.

Cosa significa questo articolo in termini di singole persone fisiche?

BCE: RECESSIONE GRAVE NEL MONDO
2009-02-13 08:22
di Andrea D'Ortenzio

ROMA - La Bce resta pessimista sulle prospettive per l'economia mondiale ed europea colpite da una grave recessione e destinate a rimanere nei prossimi trimestri ''in una persistente debolezza'' e lancia l'allarme sulle spinte protezionistiche sempre piu' forti che interessano i governi e l'opinione pubblica oltre a dirsi preoccupata sulla forte crescita del deficit degli Stati a causa della crisi. L'istituto centrale di Francoforte, nel suo bollettino mensile, fa il punto sul panorama dell'economia globale e di Eurolandia mentre al Parlamento Europeo il componente del consiglio della Bce Lorenzo Bini Smaghi ammonisce come ''i cittadini europei stanno soffrendo a causa della crisi finanziaria. E ora si aspettano che i loro leader affrontino presto la crisi alla radice''. Occorrono quindi piu' capitali nelle banche e, da parte sua, l'istituto di Francoforte e' pronto ad assumersi piu' responsabilita' nell'attivita' di vigilanza. La Bce invita quindi a far restare ''mirate e temporanee'' le misure anti-crisi e esorta i governi, i cui conti pubblici sono stati messi a dura prova dal calo dell'economia e dagli ingenti stanziamenti a favore delle banche e del sistema finanziario, a ristabilire ''quanto prima un impegno credibile a favore degli obiettivi di bilancio a medio termine''. Lo stesso presidente della Bce Jean Claude Trichet in un'intervista spiega come l'aumento del deficit nei Paesi dell'area euro sia un ''problema importante'' e deve spingere i governi al rispetto del Patto di stabilita' e crescita. Sette paesi infrangeranno infatti il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil. Ma la Bce teme che di fronte a una situazione cosi' nera la sirena del protezionismo possa conquistare sempre piu' governi e opinione pubblica. Secondo la Bce occorre ''arginare le richieste di misure'' protezionistiche poiche' ''l'impatto sulla crescita economica e sul benessere delle persone'' di tali interventi ''e' sostanzialmente negativo''. Il quadro dell'economia rimane dunque grave (gli esperti contattati dalla Bce stimano un calo dell'1,7% del Pil) e le turbolenze finanziarie sono aggravate dal calo del commercio internazionale. Il vice-presidente della banca centrale europea, Lucas Papademos oltre ad auspicare un taglio dei tassi a marzo apre quindi all'adozione da parte della Bce, seguendo la Federal Reserve e la Bank of England, di strumenti monetari non convenzionali quali l'acquisto di titoli di Stato o di obbligazioni emesse dalle societa'. Una consolazione arriva dall'inflazione che, a causa principalmente del calo delle materie prime, ha subito un brusco rallentamento che proseguira' fino alla meta' del 2009 portandosi a livelli molto bassi (+0,9% le stime). Un tale livello di prezzi sosterra' il potere di acquisto delle famiglie. Peraltro la Bce ''continuera' a mantenere le attese di inflazione saldamente ancorate alla sua definizione di stabilita' di prezzi, ossia a livelli inferiori ma prossimi al 2% su un orizzonte di medio termine''.

Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_878884713.html

Dietro i numeri ci sono le singole persone. I loro mutui. I loro “sogni infranti”. Le loro “miserabili speranze”. Perché, in fondo, erano ben poca cosa rispetto ai milioni di euro che il governo stornava e gettava via per favorire le attività criminali della chiesa cattolica. La scuola privata. Dietro queste cifre ci sono i mutui da pagare, i figli da crescere, la prospettiva di una situazione economica fallita e fallimentare. Ci sono orgogli di chi sapeva fare delle cose che oggi si trova a casa e il suo saper fare è diventato inutile. Ci sono appartamenti requisiti da banche e da un governo che vede nella distruzione del tessuto sociale il suo trionfo rispetto ad una classe produttiva che veniva vista come un nemico da distruggere.
Perché il governo italiano non è intervenuto sulla crisi?
Anche il sostegno all’industria automobilistica è un non intervento. Un intervento che andava bene in una situazione economica normale, in questa situazione economica è un non intervento. Una presa in giro, perché l’intervento non agisce in una situazione sociale in essere, ma risponde alle esigenze commerciali di un gruppo di aziende nella commercializzazione di un oggetto che non alimenta la ricchezza nazionale, ma implica, per l’acquirente, un ulteriore esborso di denaro e un relativo ulteriore impoverimento. Per cui un ulteriore impoverimento sociale.
Quando si ha un governo che vede nella distruzione del tessuto economico e sociale il suo trionfo contro l’opposizione e i suoi elettori, non può far altro che portare le società allo sfascio.
Se non si blocca la possibilità delle banche di rientrare dei mutui e dei fidi concessi in situazioni economiche instabili aggravando la situazione dell’economia reale, sia del singolo individuo che delle aziende, ogni provvedimento non serve a nulla. Impedire alle banche, con effetto immediato, di esigere la restituzione di prestiti e mutui e impedire loro di rivalersi sui beni sia imprenditoriali che privati per rientrare del capitale. Questa è l’unica azione che funzionerebbe da “tampone” alle angosce sociali che la crisi impone.

Il disastro sociale che sta avvenendo avrà la sua conclusione nella disperazione. I servizi segreti italiani per rispondere alle rivendicazioni sociali degli anni ’70 imbottirono l’Italia di droga. Poi furono i lavoratori a riempirsi di droga per tenere i ritmi di lavoro. Ora è una società disperata alla quale è rimasta solo la droga e le banche che alimentano la disperazione di un’imprenditoria fallita nel suo delirio di onnipotenza religiosa.
Un corpo psichico persiste nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme fintanto che non interviene una forza che ne modifica lo stato di quiete e di moto rettilineo uniforme.

Con questa crisi non basteranno le camicie nere di Alemanno né quelle verdi di Bossi o di Gentilini; con questa crisi non servirà né la Ventura, né la De Filippi e nemmeno il festival di San Remo.
Chi si frega le mani dice: oggi tocca a voi, io sono a posto!
Chiedetelo ai tassisti romani che hanno diminuito le corse. Chiedetelo ai bar e ai ristoranti delle zone in crisi. La qualità emerge dalla quantità. Se manca la quantità dell’uso dei taxi e dei ristoranti, la qualità crolla e la frequentazione d’elite sparisce. Se molte persone non volano, non è vero che chi vola, vola con maggior spazio, ma gli aerei restano a terra. Se gli aerei restano a terra gli aeroporti si chiudono su sé stessi. Addio Malpensa; che ne sarà di Fiumicino? Se le persone, quegli sporchi operai, non comprano quell’illusione ogni due anni per le Maldive, che ne è dei lussi ai Caraibi? Quando crolla una struttura sociale come i trasporti, perché le persone non li usano, dopo, per trasportare, i costi lieviteranno aggravando situazione a situazione.
Oggi, in Italia, abbiamo il peggior governo possibile nella peggiore crisi economica possibile. Però il “padrone” si preoccupa di accaparrarsi i Bronzi di Riace per fare bella figura!
Marghera 16 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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domenica 15 febbraio 2009

Il Dalai Lama, il razzismo, e il nazi-fascismo in Italia

Due fatti, due condizioni psicologiche di Alemanno sono in grado di definire la qualità di un pensiero religioso e sociale di questa persona e delle tensioni terroristiche che questo paese sarà chiamato a vivere prossimamente.

Riporto il Corriere della Sera in un articolo di Ernesto Menicucci del 15 febbraio 2009:


Sul volto, un'espressione che è un misto di amarezza e sconforto. Anche rabbia: «Lo sapevo, lo sapevo...».
Sapeva cosa, sindaco? «Che questa era un'emergenza sociale, la più grave. Per questo dicevo che non è tempo di gesti di clemenza, come gli arresti domiciliari dati agli stupratori: una misura che non è accettabile, anche perché spesso i fermati sono senza fissa dimora». È tempo di altro, misure più dure? «Bisogna applicare subito il piano sui campi rom. Perché questo è il male di Roma: la presenza di baracche e di insediamenti di disperati, che vagano per la periferia e diventano fattori di insicurezza».
Ancora una volta si sta dando la caccia a immigrati: «Ho parlato col questore: sono due persone con accento dell'Est, di carnagione scura, probabilmente rom». Nel mirino, allora, gli accampamenti abusivi: «Il problema non è se essere cattivi o buoni. Bisogna essere rigorosi, avviare il piano per i campi regolari: adesso sono 7, ne aggiungeremo 2 o 3. Le aree sono state individuate. La settimana prossima daremo il piano definitivo. In estate abbiamo avuto dei rallentamenti, a causa di censimenti lenti e superficiali ». Annuncia provvedimenti drastici: «Domani ci saranno degli sgomberi a sorpresa. E anche la magistratura deve dare dei segnali forti, altrimenti si crea un buco nel sistema».


Un fatto: l’odio contro i Roma prescindere!
Si chiama razzismo. E’ un reato. L’uso delle Istituzioni per fare razzismo, si chiama terrorismo!


Riporto da /unionesarda.ilsole24ore.com del 09 febbraio 2009:


“ALEMANNO. Una presenza quella del Dalai Lama in Campidoglio che "rappresenta - ha sottolineato Alemanno - la nostra rivolta morale di fronte all'ingiustizia, alla violenza, all'oppressione. Una rivolta morale a difesa dell'identità dei popoli e del diritto che ha ognuno di noi di esprimere la sua spiritualità e la sua culturà". Un messaggio non violento lanciato dal colle capitolino che acquista ancora più valore in un momento in cui la repressione della Cina in Tibet è sempre più dura, come ha detto lo stesso il Dalai Lama durante un incontro svoltosi prima della cerimonia in Campidoglio con l'intergruppo parlamentare per il Tibet. Un segnale di pace e di dialogo che parte "dal centro ideale della romanità", come ha affermato il sindaco, proprio in vista del cinquantesimo anniversario dell'insurrezione pacifica del popolo tibetano, avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959. Il Dalai Lama ha ricevuto la statuina della lupa capitolina dal sindaco al quale ha donato la kate, la lunga sciarpa bianca tradizionale del Tibet, prima di partire per Venezia. “


Cos’hanno in comune questi estratti di questi due articoli?
L’odio sociale di Alemanno per le persone. Da un lato, macellare i Rom. Incita all’odio sociale e incita al linciaggio con l’uso di squadracce in quanto la miseria non va affrontata, ma vanno annientati i poveri. E’ la logica del nazismo. La logica con la quale si costruirono i campi di sterminio. La logica per la quale l’Italia deve scuse per il genocidio perpetrato in Jugoslavia. Dall’altro lato, questa logica nazi-fascista aggredisce la Cina. Non in quanto regime, ma in quanto popolo cinese. Nella diffusione dell’odio contro il popolo Tibetano, Alemanno si augura che il popolo Tibetano venga ridotto come i miserabili di Roma che egli intende far perseguitare e reprimere perché troppo poveri e ad Alemanno i poveri fanno schifo.
Così, mentre i Tibetani devono essere ridotti ad un regime sociale feudale al servizio del terrorista Dalai Lama, i poveri di Roma vanno macellati con “sgomberi a sorpresa”.

Un terrorista come il Dalai Lama, responsabile di strage e di genocidio che si presenta come la reincarnazione di un dio in terra e che pretende sottomissione viene premiato da Alemanno perché questo lo aiuta e lo giustifica nel seminare odio sociale contro i Rom.
E in Veneto è la stessa cosa. Cacciari caccia i poveri, i mendicanti da Venezia e premia il terrorismo del Dalai Lama.
E’ la patente dell’Italia nazista che si presenta in Europa.
Che vergogna per l’Italia e per la Costituzione!
Marghera 15 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì 12 febbraio 2009

Licenziamenti in Veneto, crisi economica e disastro sociale.

Continuano i licenziamenti nel Veneto. L’esempio che vi posto è quello di Padova, ma il dato è vecchio di quindici giorni e la situazione si è aggravata ulteriormente.
Soltanto lo spaccio di droga e la malavita spiccia sembra siano in grado di dare lavoro.
Di questa crisi economica e della perdita sistematica di posti di lavoro, vengono taciute due condizioni essenziali. Innanzi tutto viene taciuto che è in corso una ristrutturazione dei flussi economici a livello mondiale. In sostanza, le economie occidentali stanno cedendo ricchezza, struttura di produzione, a paesi che prima erano esclusi o erano marginali. Russia, Cina, India e Brasile. Inoltre si registra l’arrivo sui mercati, con un diverso peso, dei paesi latino-americani che con le nuove Costituzioni si stanno riprendendo in mano la gestione del loro territorio dopo lo schiavismo imposto loro dalla religione cattolica. La seconda condizione è che nulla sarà più come prima. La ripresa, che si auspica fra il 2010 e il 2011, non sarà la ripresa come noi la immaginiamo, ma sarà una ripresa dell’economia mondiale che escluderà gran parte dell’occidente e in particolare l’Italia. Lo scarso investimento sulla cultura, e sulla cultura sociale in particolare, avvicinerà l’Italia ai paesi latino americani prima delle riforme Costituzionali degli ultimi cinque anni. Mentre i paesi del nord-Europa, in piena crisi, investono massicciamente in cultura, in Italia per salvare il presente si saccheggia il futuro impoverendo le prospettive di sviluppo.
L’arroganza ideologica del nord-est, chiuso in un delirio di onnipotenza da dio padrone, crea l’illusione che tutto passi e nulla tocchi.
La crisi verrà scaricata, in un primo momento sugli extracomunitari che, per di più, verranno sempre più criminalizzati. Aggredire i livelli di vita degli extracomunitari non significa “salvarsi”, significa imporre delle dinamiche alla crisi sociale che tendono a nasconderne gli effetti. Effetti che saranno drammatici sugli esercizi commerciali e sul tessuto urbano alimentando la conflittualità sociale.
Riporto questo piccolo articolo del 28 gennaio sulla situazione nel padovano:


Padova e la crisi economica : licenziamenti nel settore terziario
Mercoledì, 28 Gennaio 2009

La crisi mondiale dell’economia ha iniziato a mietere le sue vittime anche a Padova e provincia. Negli ultimi mesi ci sono stati nella città del Santo e nella sua provincia 714 licenziamenti. Un segnale di come la crisi sia arrivata anche nella nostra città.
La crisi finanziaria, con le pesantissime ripercussioni sul mercato dell’edilizia e sul mercato delle auto , si é abbattuta anche sul padovano . E l’ondata di crisi si é portata via 714 posti di lavoro. Di questi 214 sono avvenuti a Padova. Seguono Camposampiero con 109 , Cittadella con 82 e Monselice con 74.
I settori più colpiti sono stati quelli legati in un modo o nell’altro con i mercati dell’edilizia e dell’auto, ma nell’ultimo mese la crisi ha colpito duro anche nel settore terziario e del commercio. I dati del mese di gennaio sono inquietanti : 203 posti persi in appena un mese.
Quindi anche le piccole industrie del padovano hanno incominciato a captare gli effetti negativi della crisi. Viste le loro dimensioni ridotte nella grande maggioranza dei casi queste sono costrette a tagliare pochi posti di lavoro. Ma questo non riduce la gravità della situazione.
Una situazione grave anche perché la via della risalita sembra essere ardua e difficile. La Cisl ha fatto sapere che ci vorrà molto tempo prima che la situazione ritorni alla normalità.
Tratto da:
http://padova.blogolandia.it/2009/01/28/padova-e-la-crisi-economica-licenziamenti-nel-settore-terziario/


E siamo solo agli inizi di una crisi economica che non ha soluzioni a livello mondiale e che in Italia viene aggravata dalla presenza di Tremonti e Berlusconi più abituati ad essere furbi con i trucchi della cartolarizzazione che non a gestire un sistema sociale in forte crisi. Dopo quasi dieci anni di governo Brlusconi e di saccheggio delle Istituzioni si può solo scendere in un baratro senza fine, sia economico che sociale, dove la massa della gioventù e dei 30-40 enni non hanno nessuna prospettiva economica per il loro futuro.
Sopravvivere organizzando la propria sopravvivenza economica e sociale dal punto di vista individuale è l’unica possibilità che ci rimane. Salvaguardare individualmente il proprio potere d’acquisto evitando di indebitarci e consapevoli che la nostra individuale sopravvivenza sarà deleteria per la sopravvivenza di altri: spendete il meno possibile e fate fallire i commercianti. In questo momento è l’unico modo per salvare la classe media e le classi sociali economicamente deboli.

12 febbraio 2009

Claudio Simeoni
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mercoledì 11 febbraio 2009

Investire in borsa fra titoli tossici e fallimenti imminenti.

Un suggerimento per chi vuole investire in questa bufera finanziaria.
Acquistando azioni Enel, in questo momento sono garantiti 29 centesimi ad azione che verranno erogati, se non sbaglio a giugno. Al costo attuale delle azioni Enel il rendimento garantito sarà (da qui all'erogazione) di oltre il 15% l’anno!
E’ l’unico investimento azionario sicuro per i prossimi 6 mesi. Il Consiglio di amministrazione ha decretato, se non sbaglio, un dividendo di 49 centesimi ad azione di cui 20 centesimi sono stati erogati a novembre. Rimangono gli altri tre centesimi (scarsi) da erogare a giugno.
Controllate il prezzo attuale delle azioni. Non prendete per vangelo i miei dati, ma fatevi due conti in questo disastro finanziario
Qualunque altro acquisto si rileva un fallimento. Troppi titoli tossici e troppa carta che sta girando.
12 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
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martedì 10 febbraio 2009

Firmiamo la petizione in difesa della Carta Costituzionale e dei suoi principi!

Firmate la petizione
http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/rompiamo-il-silenzio/index.html

Per difendere la Costituzione della Repubblica!
Molte persone che hanno firmato non mi piacciono. Però non devono piacere o meno a me. Se la Costituzione viene manomessa da mani criminali ciò che perdiamo è la società civile nel suo insieme. Ognuno di noi, anche se non si piace, perde l’oggettività giuridica nella quale fare i propri progetti.
Difendere la Costituzione significa difendere la capacità di progettare una società civile più adeguata della società presente. Per ognuno di noi e, soprattutto, per il nostro domani. Perché per un Pagano c’è SEMPRE un domani anche quando paralizzato su un letto rifiuta chi gli infila una canna in gola perché il dio padrone si compiace di torturare gli indifesi. Vogliamo permettere al dio padrone di continuare a torturare le persone indifese per il piacere dei suoi vicari? O vogliamo la libertà di gestire il nostro corpo, perché ci appartiene, come la nostra Costituzione ci garantisce, contro il terrore della monarchia assoluta del dio padrone e dei suoi vicari?
Firmate.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo


Questa è la petizione:

Rompiamo il silenzio

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio
Rompiamo il silenzio Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.
Pochi Paesi al mondo affrontano l’attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.
La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall’alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell’interesse dei partiti che dei cittadini, l’assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L’investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell’elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L’esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.
La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall’alto al basso. Così, l’autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all’italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.
Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L’intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l’una con l’altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d’interesse, dell’etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell’agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.
Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.
Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.
* * *
Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.
Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.
Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l’obbligatorio ricambio della classe dirigente.
Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d’interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani “ciascuno nel proprio ordine”, non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all’ordine della Chiesa.
Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali.
Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione.
Primi firmatari:
Gustavo Zagrebelsky
Gae Aulenti
Giovanni Bachelet
Sandra Bonsanti
Umberto Eco
Giunio Luzzatto
Claudio Magris
Simona Peverelli
Guido Rossi
Elisabetta Rubini
Salvatore Veca

mercoledì 4 febbraio 2009

L'immoralità dei sindaci anti-prostitute del Veneto e della Lombardia

Quando sentiamo le elucubrazioni e gli inviti alla violenza contro i più deboli degli amministratori. E’ il terrorismo di persone che usa il suolo di amministratori per delinquere.
Questo personaggio, condannato a 6 anni di reclusione, faceva della violenza gratuita il suo modus operandi e usava il “potere” delle amministrazioni per impedire alle vittime di chiedere giustizia.
Come i sindaci del Veneto, anche lui praticava quell’esaltazione criminale contro la Costituzione della Repubblica: “proibendo ad esempio ai musulmani di avvicinarsi alle chiese, stabilendo multe per chi esercitava la prostituzione sul territorio comunale di Rovato o intitolando una piazza ai caduti della Rsi.”.
Per lui le persone erano solo bestiame!
Come per tutti i suoi soci!
Riporto la vicenda di condanna di Roberto Manenti affinché si sappia qual è la morale di questi amministratori e del governo Berlusconi che fa di questi amministratori parte importante dell’etica con la quale “governa” il paese:



Brescia. Sei anni per l'amministratore leghista di Rovato.
Ex sindaco antiprostitute condannato per stupro
Riconosciuto dalla vittima attraverso una foto sul giornale

BRESCIA — A finire sulle pagine dei giornali, Roberto Manenti era abituato: in qualità di sindaco leghista era stato protagonista di battaglie infuocate e non prive di inventiva contro clandestinità e prostituzione. Ma è stata proprio una sua foto comparsa su un quotidiano locale a costargli una condanna a sei anni per stupro. Il gup di Verona ha condannato ieri l'ormai ex primo cittadino di Rovato, grosso centro del Bresciano, per una serie di brutali violenze di gruppo ai danni di una giovane lucciola romena, strappata ai suoi aguzzini durante una operazione contro il racket del sesso sul lago di Garda quasi dieci anni fa.
«Non so neanche di che cosa mi stanno accusando, non sono stato nemmeno interrogato dal giudice»: così Manenti ha commentato ieri sera con stupore la sua condanna. Contro di lui ha pesato la denuncia di una prostituta romena che nel '99, epoca a cui risalgono i fatti, aveva 19 anni. Liberata dalle forze dell'ordine, la ragazza fece i nomi dei suoi sfruttatori, che furono arrestati e raccontò in particolare di alcune violenze di gruppo subite a ripetizione nei mesi precedenti. Nel maggio del 2000 la giovane vede su un quotidiano di Brescia la foto di Manenti, proprio in un articolo in cui si annuncia un giro di vite contro la prostituzione. «È lui uno di quelli che mi stuprava assieme ai miei aguzzini», dice risoluta la ragazza.
Il fascicolo rimane fermo per anni, finché nel 2006 la procura ne chiede l'archiviazione; il gip di Verona sollecita però ulteriori indagini e si arriva così al processo di ieri, per il quale Manenti aveva scelto il rito abbreviato, procedura che dà diritto allo sconto di un terzo sulla eventuale pena. Qui la giudice Monica Sarti ha ritenuto la testimonianza della vittima sufficiente a sostenere la condanna dell'ex sindaco a 6 anni. Manenti, uscito dalla Lega da anni e oggi consigliere di minoranza a Rovato con una lista civica, non sa spiegarsi la sentenza: «Non conosco quella ragazza; la mia faccia, ai tempi, era non solo sui giornali ma anche su tutti i muri perché ero candidato alle europee per la Lega. Chiunque avrebbe potuto prendermi di mira e forse qualcuno me l'ha voluta far pagare per le mie battaglie politiche».
L'ex sindaco aveva anticipato a modo suo la stagione delle ordinanze «creative», proibendo ad esempio ai musulmani di avvicinarsi alle chiese, stabilendo multe per chi esercitava la prostituzione sul territorio comunale di Rovato o intitolando una piazza ai caduti della Rsi. «È una condanna che si spiega solo come vendetta politica verso il personaggio — concorda il suo avvocato, Filippo Cocchetti — e sotto la spinta mediatica dei fatti degli ultimi giorni in materia di violenze sessuali. A carico di Manenti infatti non c'è uno straccio né di prova né di indizio, se non la denuncia della vittima che risale a dieci anni fa».
Claudio Del Frate
04 febbraio 2009
Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_04/sindaco_stupro_7bba8f1a-f294-11dd-8878-00144f02aabc.shtml

Quando si violano le norme della Costituzione e della società civile c’è sempre sotto, non solo l’incapacità degli amministratori, ma spesso volontà criminali estranee al contesto sociale.
Se questo caso è la qualità che emerge dalla quantità di aberrazioni messe in essere da sindaci che aggrediscono le donne disponibili solo perché ci sbavano dietro e vorrebbero tanto usarle come bestie, ci si chiede perché i provvedimenti stessi, con cui i sindaci hanno aggredito le donne, non sono stati oggetto di reato e di intervento della magistratura contro i sindaci.

04 febbraio 2009

Claudio Simeoni
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Provvedimenti amministrativi, pratica del terrorismo e provvedimenti giudiziari del TAR e della Corte Costituzionale

Quando si parla di attività eversiva in atto nel Veneto e più in generale nel nord Italia, si considera le azioni che vengono fatte da soggetti istituzionali in relazione alle norme del dettato Costituzionale. Anche se le persone parlano contro attività che minano la società DEMOCRATICA, gli analisti possono facilmente mettere in relazione le scelte di terrore istituzionale e l’aggravarsi della situazione economica.
Però, l’attività di eversione dello Stato Democratico diventa evidente quando i magistrati emettono delle sentenze di censura degli atti amministrativi violenti e criminali.
Perché violenti e criminali? Perché io assumo il punto di vista di chi ha subito tali atti.
Chi ha subito tali atti considera che quello è un terrorismo assoluto.
Diverso è l’atteggiamento della magistratura che non può (anche se per la mia esperienza dovrebbe) trattare quegli atti con condanne all’ergastolo.
Consideriamo tre sentenze recenti con cui si cassano dei provvedimenti amministrativi:

1) La prima sentenza che prendiamo in considerazione è una sentenza della Corte Costituzionale che boccia l’articolo 8 della legge veneta 32 del 30 novembre 2007 che riguardava il divieto dell’apertura di nuovi phone center e una previsione di un sistema di limiti quantitativi degli esercizi che contrastava con il libero regime nella fornitura di questi servizi stabilito dal Codice delle comunicazioni elettroniche. La regione aveva osservato che basandosi esclusivamente sui criteri di protezione di interessi generali urbanistici riconducibili al governo del territorio, la legge 32 non avrebbe violato la competenza statale sulla tutela della concorrenza . I giudici della Consulta hanno ritenuto però che, tra gli altri aspetti, l’articolo 8 determini “un’ingiustificata compressione” della concorrenza del mercato delle telecomunicazioni e per questo ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale. La legge sui phone del Veneto era stata proposta da Lega e AN sul modello della legge della Lombardia e aveva il solo scopo di vessare i centri commerciali impedendone l’esercizio e l’apertura in funzione anti-immigrati.
Lo stesso vale per la Lombardia:
MILANO - La legge regionale sui phone center della Lombardia è incompatibile con la Costituzione. Lo ha dichiarato la Corte costituzionale con la sentenza 350/2008 depositata il 24 ottobre. La legge 6 del 3 marzo 2006 sulle «norme per l’insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa» è stata quindi abrogata.

2) La seconda sentenza è relativa a scelte razziste del comune di Brescia. Il comune aveva stanziato un bonus di 1000 euro per ogni bambino nato nel 2008 purché bresciano e figlio di un genitore italiano.
Leggo da Repubblica 31. 01.2008: «Il Comune di Brescia ritira la delibera – che il giudice nei giorni scorsi ha bollato come discriminatoria – con cui aveva disposto un bonus bebè da mille euro per le famiglie di ogni bambino nato nel 2008, purché bresciano o figlio di almeno un genitore italiano. Nel provvedimento, la giunta spiega che “l’estensione del beneficio a tutti gli stranieri risulterebbe in contrasto con la finalità prioritaria di sostegno alla natalità delle famiglie di cittadinanza italiana che si prefiggeva questa amministrazione”». Per cui, se non si può fare per i soli bresciani, non si fa per nessuno. E quindi si afferma in modo ancor più chiaro che a essere finanziata era soprattutto la differenza tra chi è italiano e chi non lo è. La motivazione degli amministratori bresciani è che con i mille euro gli italiani si metterebbero a procreare, mentre gli stranieri già lo fanno. Cose dell'altro mondo. La Costituzione si è fermata a Brescia. Il giudice Ignazio Onni aveva accolto il ricorso sostenendo che “Non può ritenersi oggettivamente legittima la finalità di agevolare la natalità dei cittadini italiani per il semplice motivo che non può considerarsi ragionevole il tentativo di indurre chichessia a procreare sulla base di un mero soccorso economico”. Anche perché “la somma di 1000 euro una tantum non è sufficiente a determinare nessun cittadino italiano (dotato di un minimo di razionalità) a procreare”.


3) MILANO - Era pronto per il secondo attacco alla prostituzione molesta - un provvedimento contro le lucciole da condominio - quando il Tar del Veneto lo ha stoppato, bocciandogli la prima ordinanza, in vigore dall' agosto 2008, che prevede maximulte ai clienti colti in flagrante contrattazione per le vie della città. Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, è furibondo ma ancora agguerrito. Come prima più di prima. «Sentenza aberrante. Non appena conosceremo le motivazioni della sospensiva - annuncia - ripresenteremo un' ordinanza sostanzialmente identica nei contenuti. Del resto, il provvedimento si era dimostrato efficace facendo sparire la prostituzione dalle strade veronesi». Va da sé che, sul fronte opposto, le donne di vita esultano per la vittoria. Il ricorso al Tar, infatti, era stato presentato dal Coordinamento delle prostitute organizzate, guidate dalle leader storiche Carla Corso e Pia Covre. «Finalmente uno spiraglio di giustizia - dice Pia Covre -. La sospensiva dell' ordinanza significa che i giudici hanno ritenuto fondato il nostro ricorso e che quindi c' è qualcosa di sbagliato nell' operato del sindaco». Ma Tosi, paladino della tolleranza zero (i suoi interventi spaziano dalla lotta all' immigrazione clandestina alla battaglia per il decoro civico) come altri colleghi del Veneto e di altri comuni d' Italia, ribatte con un diverso ragionamento: «Il fatto che, a fine dicembre, la seconda sezione del Tar del Lazio si era espressa in modo opposto sull' ordinanza del sindaco Alemanno, praticamente identica alla nostra, dimostra che in Italia c' è un problema di amministrazione della giustizia, ancora più grave di quanto fosse già evidente». E aggiunge che ricorrerà al Consiglio di Stato perché qualcuno «ristabilisca un minimo di equità e di condotta uniforme da parte dei tribunali amministrativi». (corriere della Sera 10 gennaio 2009)


Si tratta di tre provvedimenti amministrativi che legittimavano atti di guerra e di terrorismo nei confronti delle persone. Di cittadini. Il primo aggrediva i cittadini con la scusa di organizzazione economica e la Regione si attribuiva poteri illegittimi. Molto cittadini sono stati danneggiati, sia in Veneto che in Lombardia nell’attesa che il TAR o la Corte Costituzionale rimuovessero queste leggi. Atti di terrorismo sono stati messi in atto con l’uso di Vigili Urbani e criminali delle Asl.
Il provvedimento del Comune di Brescia era fatto in un’ottica da poveri “mentecati” o “deficienti” e non lo dico io, ma il magistrato in sentenza. Il provvedimento del comune di Brescia era un attentato alla Costituzione.
Lo stesso vale per Tosi che si pensa di fare le bande di picchiatori usando i vigili urbani e i provvedimenti amministrativi. Come nel Friuli dove sfruttando le norme cattive e criminali di Maroni i sindaci pensano di impedire militarmente alla gente di pregare.

Si tratta di atti di terrorismo che le persone sono costrette a subire da amministrazioni gestite per fini eversivi e che nulla hanno con i limiti e le condizioni di gestione amministrativa determinate dalla Costituzione.
Fra l’imposizione terrorista della norma ad opera dell’amministrazione e la sua rimozione ad opera del magistrato passa molto tempo e molte azioni criminali vengono compiute: azioni di terrorismo la cui finalità è quella dell’eversione dell’ordine costituito e delle norme Costituzionali.
Questo potere delle amministrazioni è stato concesso SOLO nella misura in cui le amministrazioni applichino a sé stesse la legge e la norma Costituzionale; invece vediamo le amministrazioni applicare a sé stesse quel delirio di onnipotenza che fatto proprio dal dio padrone dei cristiani nelle parrocchie sta portando la società civile a modificare la sua natura ideologica da DEMOCRATICA a FASCISTA.

04 febbraio 2009

Claudio Simeoni
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Apprendista Stregone
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martedì 3 febbraio 2009

Perché Berlusconi, Rai e Mediaset, vogliono ignorare la crisi economica?

Perchè in questo momento i media non mettono l’accento sulla crisi che le persone stanno subendo?
Perché sia la RAI che Mediaset stanno organizzando la distruzione dell’economia delle persone.

Obbedendo agli ordini di ottimismo di Berlusconi, i media stanno tentando di ingannare le persone illudendole che “tutto va bene”. Le notizie drammatiche ci sono in giro, ma vengono date in modo tale che le persone non le prendano sul serio. Vi ricordate la prima guerra in Iraq? I media dettero la notizia in modo tale che ci fu un vero e proprio assalto ai supermercati. La gente fece provviste aspettando una guerra imminente; fu una presa in giro. Un esperimento di conduzione delle aspettative delle persone in base ad obbiettivi dei manipolatori.

Ebbene, oggi che è necessario fare provviste il condizionamento dei media allontana la situazione allarmante dalla percezione delle persone. I 6000 di Alitalia che in questo momento sono in cassa integrazione e da tre mesi non vedono un euro, è una spia drammatica della situazione sociale dove la cassa integrazione non può più essere anticipata dalle aziende. I licenziamenti si moltiplicano e la diserzione dai negozi aumenta. L’ISTAT darà i dati della situazione attuale fra qualche mese.

Però molte famiglie, una percentuale consistente, ha ancora dei soldi. E questi soldi li vuole Berlusconi. Vuole appropriarsi dei risparmi delle famiglie per ingrassarsi ulteriormente.
E così rassicura. E i distratti investono o comprano. E Berlusconi si ingrassa a dispetto delle famiglie italiane. Nel frattempo Berlusconi provvede, a finanziare la chiesa cattolica in modo da renderla economicamente abbastanza forte da ricattare le persone della società civile.
Quando in una settimana in Russia la disoccupazione è aumentata del 6%; quando negli USA si continua a licenziare e i lavoratori inglesi scendono in piazza come fecero i leghisti contro i lavoratori stranieri; quando la Cina dice che 20 milioni di lavoratori sono stati licenziati e quattro milioni sono tornati in campagna; quando Francia, Germania e Spagna (200.000 disoccupati in più solo a gennaio 2009) sono in difficoltà economica; quando in Grecia i contadini scendono in piazza....

Forse è il caso di dare l’assalto al supermercato e fare provviste, magari difendendo i propri risparmi, per tempi oscuri che stanno arrivando!


CRISI:
REF, PIL ITALIA -2, 5% NEL 2009 E -0, 1% NEL 2010

(AGI) - Roma, 3 feb. - Il Pil italiano si contrarra' del 2,5% quest'anno e dello 0,1% il prossimo. La previsione e' del Ref che lancia anche un forte allarme sull'andamento dei conti pubblici su cui, si legge nel rapporto 2008-2010 dell'istituto, la recessione avra' un effetto "destabilizzante". Secondo l'istituto di ricerca, il deficit e' destinato a salire al 3,9% del prodotto interno lordo nel 2009 e al 4,5% nel 2010, mentre il debito si collochera' rispettivamente al 108,3% e al 111,9%. In grave difficolta' le esportazioni che dovrebbero segnare una riduzione dell'8,7% quest'anno e dello 0,1% il prossimo. Fermi i consumi: rispettivamente -0,2% e +0,4% nei due anni. In particolare, la spesa delle famiglie calera' dello 0,4% nel 2009 prima di risalire dello 0,1% nel 2010, mentre quella della Pubblica amministrazione aumentera' rispettivamente dello 0,3% e dell'1%.

Tratto da:
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200902031215-eco-rom1046-art.html


E ancora:


Asia:
Fmi taglia stima crescita 2009 da +4,9% a +2,7% -2-

+8% per la Cina nel 2009 "difficile ma non impossibile" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Singapore, 03 feb - Strauss-Kahn ha sottolineato che ci sono "rischi al ribasso" sulle stime di crescita economica per la regione asiatica, ma che ci sono "anche ragioni di ottimismo" dovute soprattutto ai "solidi fondamentali" di questi Paesi. Alcune economie asiatiche, ha spiegato, "sono ben posizionate per diventare i motori di traino della ripresa globale nel 2010". In particolare, i Paesi asiatici dovrebbero cercare di aumentare la domanda interna, ancora poco sviluppata, riducendo la tradizionale dipendenza della regione dall'export verso gli Stati Uniti e l'Europa, ma un tale cambiamento "non puo' avvenire in un giorno". Nel frattempo, "anche se l'Asia non e' all'epicentro della crisi, e' stata tuttavia duramente colpita a causa dei suoi legami con l'economia globale - ha detto Strauss-Kahn - ma e' proprio grazie a questi legami che la regione e' riuscita a crescere in modo spettacolare negli ultimi anni". La Cina, che "riveste un'importanza enorme per l'economia mondiale", potrebbe centrare il target governativo di una crescita dell'8% quest'anno, ma "sara' una sfida difficile", secondo Strauss-Kahn che ha ribadito la stima ufficiale del Fondo per la Cina che e' di un +6,7% (dopo +9% nel 2008). L'Fmi ha anche drasticamente ridotto la stima di crescita per la Corea del Sud, uno dei Paesi piu' dinamici della regione, portandola a -4% dal precedente +2% quest'anno, ma ha aggiunto che l'economia, la quarta per importanza in Asia, ritornera' a una crescita del 4,2% nel 2010.

Tratto da:
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_03.02.2009_11.10_10325194


E intanto anche in Veneto le chiacchiere si sprecano:

"Ma c' un aspetto che voglio sottolineare - aggiunge Peghin -. Le aziende stanno utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per reggere la crisi e mitigarne gli effetti: ferie prolungate, cassa integrazione ordinaria. Quasi sette imprese su dieci (67,9%) confermano gli investimenti per il 2009. Vuol dire che la reazione c' gi stata, che le aziende non si sottraggono alle proprie responsabilita' e scommettono sul futuro. E' uno sforzo che va sostenuto. Ma bisogna fare presto. Il decreto anti-crisi del Governo va nella direzione giusta ma insufficiente - conclude Peghin -. Occorre riallocare in fretta un ammontare di risorse ben maggiore dei 4 miliardi previsti dal decreto per il 2009, per sostenere la domanda privata e gli investimenti. Adottando riforme strutturali che portino risparmi nei prossimi mesi e accrescano la credibilita' del Paese."
(confindustria di Padova)


Dimenticando che vanno tutelati i risparmi dei cittadini e il loro potere d’acquisto. Se avete fatto dei debiti con una finanziaria e il vostro stipendio passa da 1200 euro a 700 per la cassa integrazione, il debito che avete contratto lo dovete sempre pagare perché, in caso contrario, vengono messi in atto dei pignoramenti.
E Berlusconi ci gode a ridurre le persone in miseria.
Gli illusi saranno coloro che pagheranno il prezzo maggiore in questa crisi.
Fra un paio d’anni il mondo uscirà dalla crisi, ma non tutte le singole persone e non necessariamente voi.
03 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 2 febbraio 2009

Le pericolose parole di Maroni; preoccupazioni e possibili conseguenze.

Quando ho visto le scene ad Annozero sull’uscita dei migranti dal campo di concentramento di Lampedusa e gli internati che uscivano e si univano alla popolazione che protestava, ho avuto la netta sensazione che le porte del campo di concentramento non si sono aperte per caso, ma sia state aperte con la precisa intenzione di cercare lo scontro tra migranti e popolazione e giustificare un intervento militare di ritorsione. In pieno stile Israeliano.
Come ha spiegato un commissario per i rifugiati, le persone che arrivano via mare fuggono da situazioni disperate di guerra. Non sono quelle che vengono per spacciare o per delinquere anche se, magari, in un secondo tempo, possono essere arruolate nella malavita per le difficoltà che il governo fa nei loro confronti. Sono persone che fuggono da un teatro di guerra e per legge, quasi tutti, hanno diritto ad un asilo politico che lo stato italiano non può negare.
Chi viene per delinquere o per trafficare in schiavi, arriva col biglietto d’aereo, magari con il visto turistico, e ha buoni appoggi sia nel suo paese che in Italia. Solo i disperati pagano prezzi esosi quando un biglietto d’aereo costa molto meno a chi non è disperato.
Ma già Maroni lo abbiamo sentito andare fuori di testa quando ha affermato che i minori in Italia arrivano per alimentare il traffico d’organi. Ha ridicolizzato l’Italia e ha offeso le strutture delle Istituzioni che sorvegliano il territorio nazionale.

Il titolare del Viminale: "Vengono perchè è facile arrivare.
Nessuno li caccia. Abbiamo deciso di cambiare musica"

La ricetta di Maroni: "Basta bontàsaremo cattivi contro i clandestini"

Turco (Pd): "Ha perso la testa, incita all'odio verso gli inermi"

(2 febbraio 2009)

AVELLINO - "Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge". Il ministro degli Interni Roberto Maroni, intervenendo ad Avellino alla manifestazione "Governincontra", replica così all'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu che oggi, sul Corriere della Sera, ha accusato la Lega "di fare discorsi da osteria padana". Invitando Berlusconi a non "subire gli slogan del Carroccio" Maroni, però, non ci sta e annuncia la linea dura. "Questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica" dice il ministro. E a chi lo accusa di sentimenti xenofobi e di voler uccidere la politica delle braccia aperte il ministro torna a replicare: "Braccia aperte sì ma a chi a diritto a stare. A chi viene per spacciare droga, trafficare in esseri umani o peggio, le porte saranno chiuse". E sul tema della sicurezza Maroni lancia un appello affinchè si mettano da parte le polemiche: "Ci vuole un cambio di atteggiamento e smetterla di contrapporci. E' interesse di tutti destra e sinistra, affrontare il tema della sicurezza come un obiettivo comune". Ma dal Pd arriva un duro attacco al ministro: "Maroni ha perso la testa e rischia così di incitare all'odio anche nei confronti degli inermi. Usa delle parole che sarebbero inqualificabili se dette da qualunque persona, figuriamoci se affermate dal ministro dell'Interno". Lapidaria la replica: "Polemiche che mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro".


Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/immigrati-4/maroni-cattivi/maroni-cattivi.html


Maroni ha una gran voglia di macelleria!
Appare come un incapace e un incompetente che si troverà ad affrontare la trasformazione sociale della peggior crisi economica che attraversa l’Italia e che lui ha contribuito a provocare. Una bella macelleria di extracomunitari fragili e deboli, come quelle fatte dagli Italiani in Slovenia che appendevano le persone macellate come quarti di bestiame, gli risolverebbe il problema di dover dare spiegazioni sull’uso della polizia e, in modo particolare di provvedimenti amministrativi criminali e cattivi che ha preso.
E’ da molto tempo che Maroni incita all’odio e oggi ha provocato uno stridere fra le sue parole e quelle di Napolitano.
Io ho ancora in mente la ricetta antidisoccupazione di Berlusconi di alcuni anni fa: “Se ogni imprenditore prendesse un disoccupato; tante partite iva e tanti disoccupati in meno!”. Aveva dimenticato di dire “per cosa farne”! Si fa presto a passare da un campo di concentramento ad un campo di sterminio: basta un po’ di gas.

03 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Angoscia sociale, federalismo e distruzione delle istituzioni sociali

L’idea del federalismo è un’idea su come spartirsi il potere creando nuove strutture di controllo sul territorio senza toccare quelle già presenti.
In pratica, le amministrazioni locali vogliono sostituirsi allo stato. Non in un’ottica di sevizio, ma in un’ottica di controllo mafioso dei versamenti di tasse che essi intendono come estorsioni mafiose. Per chi predica il federalismo le tasse hanno la stessa natura della tangente. E proprio perché hanno la stessa natura della tangente, chi predica il federalismo si guarda bene dal mettere l’accento sui servizi che il suo federalismo erogherà. Si paventano tanti sogni. Si sollecita la fantasia di indipendenza e di meno tassazione alle persone sollecitate in un’ottica federalista, ma chi vuole il federalismo TACE sugli effetti che tale modifica dell’ordinamento avrà sulle persone.

In questo momento il federalismo viene usato come specchietto per le allodole al fine di impedire alle persone di comprendere quanta parte di servizi viene sottratta loro. Con la scusa dei militari che devono garantire la sicurezza, si omette la conoscenza della sottrazione di fondi alla Polizia di Stato.
Con le farneticazioni di Alfano e le sue prospettive del “faremo in funzione di...” si omette la realtà delle azioni che privando dei mezzi minimi la magistratura le si impedisce, di fatto, di funzionare. E le disfunzioni di Polizia di Stato e di Magistratura sono usate per giustificare ulteriori interventi che ne impediscano il funzionamento.

E’ come per la vicenda Alitalia nella quale, proprio per mancanza di mezzi, la magistratura non è intervenuta. Mentre, gli stessi che ostacolano il lavoro dei magistrati sono quelli che per i reati dei disperati e di disagio socio-culturale invocano la pena di morte o la violazione del codice penale. Fa scandalo che li abbiano rilasciati? No! Fa scandalo che Berlusconi, Tremonti, Alfano, Alemanno e altri siano ancora a piede libero per le difficoltà della magistratura di intervenire su quei reati.
E’ come per i vari provvedimento di stampo nazi-fascista fatti da Formigoni per aggredire la Costituzione della Repubblica. Non solo contro Eluana Englaro, ma anche contro l’economia aeroportuale. Non si tratta solo di “provvedimenti illegittimi”, ma di atti di terrorismo che tentano di essere legittimati mediante dei “provvedimenti amministrativi” di strutture di cui Formigoni detiene il controllo che a questo punto appare più mafioso che non legittimo. E’ di oggi la notizia della sentenza della Corte Costituzionale:


2/2/2009 (7:33) -
COSTITUZIONALMENTE ILLEGITTIMA
LA LEGGE DELLA REGIONE LOMBARDIA SUGLI SLOT
Aeroporti, Consulta blocca Formigoni

Colaninno: lo scontro su Malpensa è solo politico. Niente quotazione
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Sette pagine fitte di motivazioni per una sentenza senza appello: «Costituzionalmente illegittima». La Consulta spegne così il sogno federalista che Roberto Formigoni sognava per la Lombardia e gli aeroporti milanesi. La legge regionale numero 29 del 9 novembre 2007 è cancellata con un tratto di penna. Il Pirellone, ha argomentato la Corte Costituzionale con il giudizio 18/2009, non può mettere bocca nella gestione liberalizzata degli slot, né costringere Assoclearance (la società privata di cui sono azioniste le stesse compagnie italiane) ad assumere il suo parere prima di assegnare le rotte. Tutto resta come prima: vige solo il principio use it or loose it, le rotte sono lasciate al libero scambio. Per il governatore lombardo è una sorpresa inaspettata. Fino all’ultimo ha tentato di convincere Silvio Berlusconi a ritirare il conflitto di competenza sollevato l’anno scorso dal governo Prodi e che ha costretto i quindici giudici a pronunciarsi. Con la legge regionale Formigoni puntava a ridisegnare l’assetto di Linate e Malpensa: se Assoclearance fosse stata costretta ad assumere il suo parere, la Regione avrebbe potuto scavalcare il sindaco di Milano sul ridimensionamento di Linate, la condizione posta dalla nuova Alitalia per tornare in forze nello scalo varesino. Lui è favorevole, la Moratti no. Con questo giudizio, il sogno della Grande Malpensa targata nuovamente Alitalia sembra tramontare definitivamente.

Tratto da:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200902articoli/40601girata.asp

Questa voglia di federalismo che altro non è che voglia di assicurarsi una fetta di potere distruggendo le strutture sociali che erogano servizi.
Strutture sociali che vengono accusate di “costare” e non sollecitate ad erogare migliori servizi. La magistratura diventa un costo; la polizia, se non fa quello che vuole chi detiene il potere, è un costo; l’informazione se non serve a Berlusconi, è un costo. Tutto ciò che non serve a chi detiene il potere diventa un costo da eliminare. Come i lavoratori o il sindacato che sono dei costi per le banche.
Siamo alla follia completa.
Uno stato democratico che è tale solo se eroga servizi diventa uno stato fascista quando fa dei servizi erogati strumento di poter e di ricatto nei confronti dei cittadini.
Per questa follia stiamo rimettendoci la società civile: il dopo?
Intanto c’è da gestire l’angoscia del presente. Un’angoscia che monta nelle persone anche se per il momento tale angoscia viene gestita ai media e deviata dai problemi centrali affermando che “il federalismo vi curerà dall’angoscia” e invece non solo l’aggraverà, ma la porterà ad un punto sociale di non ritorno dove solo la conflittualità, sociale forte feroce, la potrà risolvere in diversi assetti sociali.

02 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
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domenica 1 febbraio 2009

T-red: amministratori comunali, terrorismo e giochi politici.

La vicenda dei semafori con cui i pubblici amministratori truffavano e rapinavano i cittadini sta avviandosi verso un chiarimento giudiziario.
Truffare i cittadini è un reato di terrorismo con finalità di eversione dell’ordine democratico. Siamo in una Democrazia nella quale i cittadini legittimano le Istituzioni; se fossimo in una monarchia, sarebbero le Istituzioni a legittimare i diritti dei cittadini. Quando le Istituzioni si comportano da organizzazioni monarchiche, significa che hanno messo in atto attività di eversione dell’ordine costituito.
Detto questo c’è la possibilità (che io ritengo vaga e ridicola come ipotesi) che una banda di “deficienti” e “ingenui” amministratori si siano lasciati coinvolgere in trucchi criminali da imbonitori. C’è una vaga possibilità che le amministrazioni locali non abbiano avuto delle intenzioni criminali, ma comportamenti superficiali.
A questo punto, che cosa devono fare le amministrazioni comunali?
Restituire IMMEDIATAMENTE il mal tolto senza frapporre ostacoli. Licenziare i vigili urbani che hanno partecipato a comminare sanzioni illegali in quanto, facendolo in quanto pubblici ufficiali, hanno attentato alla Costituzione venendo meno alla loro funzione di garanzia delle norme Costituzionali, chiedere scusa ai cittadini motivando la loro azione e, qualora il rimborso fosse tale da aggravare il bilancio dell’amministrazione, dichiarare bancarotta.
Un amministratore non può sconfinare dai limiti del suo mandato. Quando lo fa aggredisce le Istituzioni.
Riporto le ultime notizie della vicenda:



T-RED:
PDL PERUGIA, ORA RIMBORSI AI CITTADINI

(AGI) - Perugia, 30 gen - Il Sindaco, in autotutela, deve sospendere i contenziosi giudiziari derivanti dalla vicenda T-Red annullando i ricorsi in appello e predisporre il rimborso a tutti gli automobilisti che hanno pagato sanzioni derivanti dal sistema T-Red. Sono le richieste contenute nella proposta di delibera del Consiglio Comunale (che verra' discussa durante la seduta di lunedi' 2 febbraio), anticipata in una conferenza stampa dai consiglieri del PdL. Al sindaco viene chiesto anche la restituzione degli importi erogati alla CTS e un risarcimento danni alla stessa societa' per aver danneggiato l'immagine di Perugia; l'apertura di un'inchiesta amministrativa, al fine di accertare le responsabilita' dei dirigenti del Comune che hanno gestito l'affare T-Red con superficialita'. All'indomani dell'arresto, eseguito dai carabinieri lombardi in collaborazione con quelli di San Bonifacio (Verona) del progettista dei T-Red, Stefano Arrighetti (nell'ambito dell'inchiesta della procura di Verona sui cosiddetti 'semafori intelligenti T-Red' che vede indagate altre 108 persone), i consiglieri, Carmine Camicia, Gianluigi Rosi (G.Rosi per Perugia), Massimo Monni, Piero Sorcini, Andrea Romizi ed Armando Fronduti (F.I.), Giorgio Corrado e Rocco Valentino (A.N.) hanno espresso un ringraziamento alla magistratura e ribadito di avere piu' volte denunciato che il sistema T-Red era truffaldino e ledeva i diritti di tutti gli automobilisti. "Gli unici a credere all'efficienza ed efficacia del sistema - hanno scritto nella proposta di delibera - erano il Sindaco, l'assessore alla mobilita' Antonello Chianella, il comandante dei Vigili Urbani ed il dirigente della mobilita'". "Arrighetti - hanno sottolineato - avrebbe omologato solo la telecamera e non avrebbe chiesto e quindi mai ottenuto dal Ministero dei trasporti l'omologazione dell'hardware dell'apparecchiatura che fa funzionare l'intero sistema, sistema che in piu' occasioni ha creato stupore e perplessita' anche a Perugia". I consiglieri di opposizione hanno precisato che "tra i 109 indagati figurano 63 comandanti di polizia municipale tra i quali quello di Perugia, oltre a quello di Mogliano Veneto (Treviso), 39 amministratori pubblici e 7 amministratori di societa' private". Aspetti, questi, che essendo Perugia parte integrante dell'inchiesta che vede coinvolti 80 comuni del centro-nord Italia, rendono necessario riportare in primo piano ed approfondire il dibattito. Tra le ulteriori iniziative citate dai consiglieri del PdL in subordine, qualora "la delibera presentata non venisse approvata", l'occupazione della sala del Consiglio Comunale.

Tratto da:
http://www.agi.it/perugia/notizie/200901301535-cro-rt11201-art.html


Nella vicenda ogni partito cercherà di tirare acqua al proprio mulino. Ma non esiste un partito politico immune da responsabilità; come non esiste un partito politico responsabile di questo. Esistono delle amministrazioni comunali responsabili di aver fatto delle azioni assolutamente illegali e criminali.
Come del resto altre azioni sono state fatte. Azioni il cui fine è l’aggressione dei cittadini attraverso delibere che violano la Costituzione e che vedono, troppo spesso, la complicità di magistrati. Se è vero che alcuni magistrati hanno aperto un’inchiesta sul T-red, è altrettanto vero che altri magistrati sono stati complici attraverso il loro silenzio, come i magistrati di Treviso che a conoscenza dei fatti hanno omesso le indagini. Anche molti giudici di pace, pensando agli automobilisti non come dei cittadini, ma come dei pazzi furiosi drogati, hanno dato loro torto legittimando gli atti criminali del T-red.
Nella magistratura esistono magistrati attenti ai loro doveri ed esistono magistrati criminali che col loro silenzio e con la loro omissione avallano comportamenti criminali. Per esempio, a Treviso, magistrati criminali hanno sempre favorito le attività razziste e criminali di Gentilini. Magistrati criminali hanno sempre aiutato gli amministrazioni ad aggredire la Costituzione della Repubblica impedendo a delle persone di pregare solo perché non erano cattoliche.
Ci sono magistrati che fanno chiarezza e magistrati criminali che spesso agiscono col silenzio complice di delinquenti.
E questo è un grande problema sociale.
01 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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