La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 19 febbraio 2009

L'etica del Veneto: i bambini che sequestrano e il disprezzo per le vittime

Troppo spesso le persone non comprendono che cosa significhi l’ideologia sociale della devastazione e del terrore. Il singolo episodio è SEMPRE rivelatore di una moltitudine di modi di pensare che rispondono alle categorie di pensiero dalle quali quel singolo episodio emerge. Per un episodio di devastazione sociale che emerge migliaia di episodi non emergono.
Basta fare una piccola carellata di episodi di devastazione sociale del Veneto di oggi.
Si tratta di azioni criminali. Sia il preside della scuola che la donna che investito il bambino chiede i danni o i ragazzini che sequestrano l’indiano per legarlo e filmarlo, sono tutti indici di un Veneto malato.
Un Veneto in cui le Istituzioni sono venute meno ai loro doveri trasformando la società civile in una fogna culturale e morale. Una fogna al servizio di un dio padrone col quale le persone sono costrette ad identificarsi.
Questi bambini che sequestrano l’extracomunitario, non si sono forse identificati nel dio padrone dei cristiani per farlo? Loro onnipotente e l’indiano la mer..da che deve sottostare!


Vicenza. Baby gang sequestra bambino indiano, lo lega a un palo e lo filma

Cinque minori lo hanno aggredito per strada: liberato dai passanti. Cinque denunciati: hanno tra i 12 e i 14 anni

VICENZA (19 febbraio) - Hanno immobilizzato, legato ad un palo un compagno di scuola indiano e poi l'hanno filmato con il telefonino con lo scopo di mandare il tutto su youtube, e per questo 5 minori di una scuola media di Chiampo sono stati denunciati dai carabinieri. Il fatto, secondo quanto accertato dai carabinieri di Chiampo, è avvenuto ieri. Alla fine delle indagini, i cinque minori - due stranieri e tre vicentini tra i 14 e i 12 anni studenti di terza media - sono stati deferiti al tribunale per i minorenni di Venezia. Per loro l'ipotesi è di sequestro persona aggravato in concorso. Secondo una prima ricostruzione, attorno alle 7.45 di ieri i cinque hanno bloccato in Piazza Madre Maria Merloni un ragazzo indiano di 11 anni, che come loro stava andando a scuola.L'hanno quindi immobilizzato e strascinato per alcuni metri, legato con del nastro adesivo da elettricista di colore nero ad un palo della segnaletica stradale e infine filmato con il telefonino che uno dei ragazzi aveva con sé. Poi se ne sono andati, lasciando il ragazzino ancora legato al palo. A liberarlo sono stati alcuni passanti.La piccola vittima, una volta andato a a scuola, ha giustificato il ritardo ai professori raccontando quello che gli era accaduto. È stata la scuola ad avvertire poi i carabinieri.«Certamente valuteremo quali implicazioni dal punto di vista disciplinare scolastico possa avere il gesto compiuto dai cinque ragazzi»: lo ha detto all'Ansa Fiorella Menti, preside della scuola statale media di Chiampo, frequentata dai ragazzi denunciati. La preside spiega che «ci sarà un'analisi di quello che è accaduto» dopo le vacanze di carnevale quando «fisserò un incontro con gli insegnanti con i quali si deciderà come trattare l'argomento del bullismo con le classi della scuola. È - aggiunge - un argomento vecchio, più volte affrontato. Ogni volta però che si ripresentano fatti di bullismo c'è ansia nei ragazzi e negli adulti». «È importante - precisa - che il fatto sia avvenuto fuori e non dentro la scuola, ma ciò non deve essere minimizzato». La preside ricorda che nella scuola esiste una psicologa che ha già registrato fatti di bullismo. «Di recente - dice - abbiamo sospeso un giovane che ha scritto frasi offensive contro il personale della scuola. Di regola, lui come gli altri ragazzi che sono sospesi vengono a scuola e, anziché stare in aula, svolgono attività di approfondimento di convivenza civile». La preside infine esclude il gesto razzista, ricordando che in tutta la valle del Chiampo «è alta la percentuale degli stranieri. I ragazzi implicati nell'episodio hanno sottovalutato le conseguenze del loro gesto».


Questo preside non si identificava forse col dio padrone ed onnipotente? Lui decide quando e come deve compiere il proprio dovere. Se ne sbatte dei suoi doveri. Lui è il padrone pieno di impegni. Mica si può occupare delle persone che non sono in grado di badare a loro stesse. E’ finito nei guai? Troppo poco e troppo tardi!


Padova. Studentessa molestata, presidenei guai per non aver denunciato il fatto
Deferito dalla questura. La difesa: «Attendevo il rapporto interno». La madre della 15enne: «Strada infrequentabile»

di Matteo Bernardini

PADOVA (19 febbraio) - «Mia figlia frequenta l’Istituto di Formazione-lavoro di via Tommaseo volentieri. È una scuola che le piace, ma ha paura. Ha paura quando al mattino deve fare la strada per arrivare in classe. Martedì erano circa le 8 quando mi ha chiamato sconvolta. Mi ripeteva che cinque persone di colore l’avevano seguita, raggiunta, e avevano cercato di aprirle lo zaino. Le ho subito detto di ripararsi in un bar, ma avevo il cuore in gola perché ero lontana da lei e non sapevo come fare per aiutarla».La mamma della studentessa quindicenne avvicinata e molestata da un gruppetto di extracomunitari sotto ai portici di via Nicolò Tommaseo, mentre stava cercando di raggiungere la sede della scuola di estetica al civico 13 della strada, parla e racconta l’episodio accaduto alla figlia ancora con la voce rotta dall’emozione.«Sentivo mia figlia spaventata, impaurita, ma non potevo intervenire. Non potevo difenderla – ripete - E questo per una mamma è sconvolgente. Le raccomando, ogni mattina, di stare sempre vicino a qualcuno mentre compie il percorso per andare a scuola, però non si può continuare a vivere così, nell’angoscia. Altre ragazzine, qualche settimana fa, sono state molestate da un ragazzo nigeriano che bazzicava il sottoportico della scuola. Non è possibile. Mi recherò dalle forze dell’ordine per denunciare quello che è successo a mia figlia. Bisogna che certi fatti vengano resi noti.E in Questura, ieri, si è recato anche il direttore della scuola Formazione-lavoro, Marco Spiandorello, che è stato deferito per “inosservanza dei provvedimenti d’autorità” non avendo tempestivamente sporto denuncia per quanto accaduto alla sua studentessa.«Questo atto della Questura – dichiara Spiandorello – è davvero incredibile. Prima infatti di denunciare alle forze dell’ordine quanto capitato alla ragazza volevo semplicemente attendere il nostro “report” interno riguardo lo svolgimento dei fatti, ma soprattutto le decisioni dei suoi genitori, considerato che la nostra allieva è minorenne. Ho anche informato gli agenti della Questura, telefonando due volte, che martedì non potevo recarmi da loro perché avevo degli impegni di lavoro già programmati. Francamente non capisco questo loro atteggiamento».Quindi il direttore della scuola di estetica ritorna sulla decisione di chiudere e trasferire la sede di via Tommaseo.«Quella è una zona in cui il degrado non è più governabile – ribadisce Marco Spiandorello – Lì si è arrivati al punto di non ritorno. E quanto successo l’altro giorno è stata la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già oltremodo colmo. Gli episodi del genere infatti si sono moltiplicati nel tempo. La scorsa settimana una ragazza era stata palpeggiata da un extracomunitario. E allora adesso diciamo basta. Basta perché siamo stanchi e non ci sentiamo più tutelati. Siamo abbandonati a noi stessi. E come educatore scolastico io non mi sento più in grado, se continuassimo a rimanere in quel luogo, di garantire la sicurezza alle mie studentesse». La lettera per la disdetta del contratto d’affitto dei locali di via Tommaseo quindi è partita.


Chissà dove questa donna ha avuto l’educazione per scappare dopo aver investito (e non mi interessano le colpe o le ragioni) il ragazzino. Il ragazzino, evidentemente, per lei è una mer...da. Lei, il dio padrone che distrugge l’umanità col diluvio universale, se ne sbatte del ragazzino. Però è pronta a chiedere i danni della propria automobile. Il bambino è una mer...da, ma la sua automobile è importante! Dove avrà imparato questo etica e questa morale questa signora? Dove, se non nelle parrocchie?


Treviso. Investe un bambino e scappa,
torna e chiede il pagamento dei danni

La donna si era inizialmente allontanata poi si è presentata ai genitori del bimbo: «Mi dovete 600 euro»

RONCADE (18 febbraio) - Ha investito con l'auto un bambino di nove anni che attraversava la strada ed è scappata. Poco dopo però è tornata sul posto, incredibilmente per chiedere ai genitori del bimbo di risarcirle i danni alla vettura. A rendere nota la vicenda sono gli stessi genitori del bambino che hanno presentato una denuncia. Protagonista una donna di Roncade che, alla guida di una Fiat 600, aveva investito lunedì scorso un bambino di nove anni, sceso poco prima dal bus di una società sportiva. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale per trauma cranico e varie contusioni, fortunatamente non gravi. «L'autista del pullman, che ha assistito alla scena - ha detto la madre - non ha fatto in tempo a memorizzare il numero di targa dell'investitrice la quale, però, circa un'ora dopo, è ritornata sul posto chiedendo informazioni su dove abitasse il piccolo. Quando ci ha raggiunti ha chiesto il risarcimento per i danni causati al suo veicolo. Insistenza che si è ripetuta la sera dopo quando è tornata, accompagnata dal marito, pretendendo di liquidare velocemente la questione con il versamento, da parte nostra, di 600 euro in contanti». La donna è stata denunciata ai carabinieri per omissione di soccorso.

Stiamo assistendo alla distruzione della società civile. Una distruzione che non avviene di colpo. Non è come la bomba di Piazza Fontana il cui scoppio ha provocato l’indignazione, ma è una bomba che scoppia dentro la psiche e l’anima delle persone che crea una conflittualità sociale chiusa al futuro. Ogni futuro è chiuso perché la distruzione avviene in un presente psichico che non trova sbocchi sociali. E’ il terrore imposto dalle Istituzioni. Le Istituzioni che mettono in atto azioni di terrore alle quali le persone si adeguano e le persone che mettono in atto lo stesso terrore nel tentativo di sopravvivere. Se le Istituzioni non inizieranno a rispetta l’etica e la morale Costituzionale, assisteremo alla continua ascesa dell’etica mafiosa nella società del Veneto.

Nota: gli articoli commentati sono stati prelevati dalla pagina http://www.gazzettino.it/ del giorno 19 febbraio 2009.
Marghera 19 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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