La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 12 febbraio 2009

Licenziamenti in Veneto, crisi economica e disastro sociale.

Continuano i licenziamenti nel Veneto. L’esempio che vi posto è quello di Padova, ma il dato è vecchio di quindici giorni e la situazione si è aggravata ulteriormente.
Soltanto lo spaccio di droga e la malavita spiccia sembra siano in grado di dare lavoro.
Di questa crisi economica e della perdita sistematica di posti di lavoro, vengono taciute due condizioni essenziali. Innanzi tutto viene taciuto che è in corso una ristrutturazione dei flussi economici a livello mondiale. In sostanza, le economie occidentali stanno cedendo ricchezza, struttura di produzione, a paesi che prima erano esclusi o erano marginali. Russia, Cina, India e Brasile. Inoltre si registra l’arrivo sui mercati, con un diverso peso, dei paesi latino-americani che con le nuove Costituzioni si stanno riprendendo in mano la gestione del loro territorio dopo lo schiavismo imposto loro dalla religione cattolica. La seconda condizione è che nulla sarà più come prima. La ripresa, che si auspica fra il 2010 e il 2011, non sarà la ripresa come noi la immaginiamo, ma sarà una ripresa dell’economia mondiale che escluderà gran parte dell’occidente e in particolare l’Italia. Lo scarso investimento sulla cultura, e sulla cultura sociale in particolare, avvicinerà l’Italia ai paesi latino americani prima delle riforme Costituzionali degli ultimi cinque anni. Mentre i paesi del nord-Europa, in piena crisi, investono massicciamente in cultura, in Italia per salvare il presente si saccheggia il futuro impoverendo le prospettive di sviluppo.
L’arroganza ideologica del nord-est, chiuso in un delirio di onnipotenza da dio padrone, crea l’illusione che tutto passi e nulla tocchi.
La crisi verrà scaricata, in un primo momento sugli extracomunitari che, per di più, verranno sempre più criminalizzati. Aggredire i livelli di vita degli extracomunitari non significa “salvarsi”, significa imporre delle dinamiche alla crisi sociale che tendono a nasconderne gli effetti. Effetti che saranno drammatici sugli esercizi commerciali e sul tessuto urbano alimentando la conflittualità sociale.
Riporto questo piccolo articolo del 28 gennaio sulla situazione nel padovano:


Padova e la crisi economica : licenziamenti nel settore terziario
Mercoledì, 28 Gennaio 2009

La crisi mondiale dell’economia ha iniziato a mietere le sue vittime anche a Padova e provincia. Negli ultimi mesi ci sono stati nella città del Santo e nella sua provincia 714 licenziamenti. Un segnale di come la crisi sia arrivata anche nella nostra città.
La crisi finanziaria, con le pesantissime ripercussioni sul mercato dell’edilizia e sul mercato delle auto , si é abbattuta anche sul padovano . E l’ondata di crisi si é portata via 714 posti di lavoro. Di questi 214 sono avvenuti a Padova. Seguono Camposampiero con 109 , Cittadella con 82 e Monselice con 74.
I settori più colpiti sono stati quelli legati in un modo o nell’altro con i mercati dell’edilizia e dell’auto, ma nell’ultimo mese la crisi ha colpito duro anche nel settore terziario e del commercio. I dati del mese di gennaio sono inquietanti : 203 posti persi in appena un mese.
Quindi anche le piccole industrie del padovano hanno incominciato a captare gli effetti negativi della crisi. Viste le loro dimensioni ridotte nella grande maggioranza dei casi queste sono costrette a tagliare pochi posti di lavoro. Ma questo non riduce la gravità della situazione.
Una situazione grave anche perché la via della risalita sembra essere ardua e difficile. La Cisl ha fatto sapere che ci vorrà molto tempo prima che la situazione ritorni alla normalità.
Tratto da:
http://padova.blogolandia.it/2009/01/28/padova-e-la-crisi-economica-licenziamenti-nel-settore-terziario/


E siamo solo agli inizi di una crisi economica che non ha soluzioni a livello mondiale e che in Italia viene aggravata dalla presenza di Tremonti e Berlusconi più abituati ad essere furbi con i trucchi della cartolarizzazione che non a gestire un sistema sociale in forte crisi. Dopo quasi dieci anni di governo Brlusconi e di saccheggio delle Istituzioni si può solo scendere in un baratro senza fine, sia economico che sociale, dove la massa della gioventù e dei 30-40 enni non hanno nessuna prospettiva economica per il loro futuro.
Sopravvivere organizzando la propria sopravvivenza economica e sociale dal punto di vista individuale è l’unica possibilità che ci rimane. Salvaguardare individualmente il proprio potere d’acquisto evitando di indebitarci e consapevoli che la nostra individuale sopravvivenza sarà deleteria per la sopravvivenza di altri: spendete il meno possibile e fate fallire i commercianti. In questo momento è l’unico modo per salvare la classe media e le classi sociali economicamente deboli.

12 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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