La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 4 febbraio 2009

Provvedimenti amministrativi, pratica del terrorismo e provvedimenti giudiziari del TAR e della Corte Costituzionale

Quando si parla di attività eversiva in atto nel Veneto e più in generale nel nord Italia, si considera le azioni che vengono fatte da soggetti istituzionali in relazione alle norme del dettato Costituzionale. Anche se le persone parlano contro attività che minano la società DEMOCRATICA, gli analisti possono facilmente mettere in relazione le scelte di terrore istituzionale e l’aggravarsi della situazione economica.
Però, l’attività di eversione dello Stato Democratico diventa evidente quando i magistrati emettono delle sentenze di censura degli atti amministrativi violenti e criminali.
Perché violenti e criminali? Perché io assumo il punto di vista di chi ha subito tali atti.
Chi ha subito tali atti considera che quello è un terrorismo assoluto.
Diverso è l’atteggiamento della magistratura che non può (anche se per la mia esperienza dovrebbe) trattare quegli atti con condanne all’ergastolo.
Consideriamo tre sentenze recenti con cui si cassano dei provvedimenti amministrativi:

1) La prima sentenza che prendiamo in considerazione è una sentenza della Corte Costituzionale che boccia l’articolo 8 della legge veneta 32 del 30 novembre 2007 che riguardava il divieto dell’apertura di nuovi phone center e una previsione di un sistema di limiti quantitativi degli esercizi che contrastava con il libero regime nella fornitura di questi servizi stabilito dal Codice delle comunicazioni elettroniche. La regione aveva osservato che basandosi esclusivamente sui criteri di protezione di interessi generali urbanistici riconducibili al governo del territorio, la legge 32 non avrebbe violato la competenza statale sulla tutela della concorrenza . I giudici della Consulta hanno ritenuto però che, tra gli altri aspetti, l’articolo 8 determini “un’ingiustificata compressione” della concorrenza del mercato delle telecomunicazioni e per questo ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale. La legge sui phone del Veneto era stata proposta da Lega e AN sul modello della legge della Lombardia e aveva il solo scopo di vessare i centri commerciali impedendone l’esercizio e l’apertura in funzione anti-immigrati.
Lo stesso vale per la Lombardia:
MILANO - La legge regionale sui phone center della Lombardia è incompatibile con la Costituzione. Lo ha dichiarato la Corte costituzionale con la sentenza 350/2008 depositata il 24 ottobre. La legge 6 del 3 marzo 2006 sulle «norme per l’insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa» è stata quindi abrogata.

2) La seconda sentenza è relativa a scelte razziste del comune di Brescia. Il comune aveva stanziato un bonus di 1000 euro per ogni bambino nato nel 2008 purché bresciano e figlio di un genitore italiano.
Leggo da Repubblica 31. 01.2008: «Il Comune di Brescia ritira la delibera – che il giudice nei giorni scorsi ha bollato come discriminatoria – con cui aveva disposto un bonus bebè da mille euro per le famiglie di ogni bambino nato nel 2008, purché bresciano o figlio di almeno un genitore italiano. Nel provvedimento, la giunta spiega che “l’estensione del beneficio a tutti gli stranieri risulterebbe in contrasto con la finalità prioritaria di sostegno alla natalità delle famiglie di cittadinanza italiana che si prefiggeva questa amministrazione”». Per cui, se non si può fare per i soli bresciani, non si fa per nessuno. E quindi si afferma in modo ancor più chiaro che a essere finanziata era soprattutto la differenza tra chi è italiano e chi non lo è. La motivazione degli amministratori bresciani è che con i mille euro gli italiani si metterebbero a procreare, mentre gli stranieri già lo fanno. Cose dell'altro mondo. La Costituzione si è fermata a Brescia. Il giudice Ignazio Onni aveva accolto il ricorso sostenendo che “Non può ritenersi oggettivamente legittima la finalità di agevolare la natalità dei cittadini italiani per il semplice motivo che non può considerarsi ragionevole il tentativo di indurre chichessia a procreare sulla base di un mero soccorso economico”. Anche perché “la somma di 1000 euro una tantum non è sufficiente a determinare nessun cittadino italiano (dotato di un minimo di razionalità) a procreare”.


3) MILANO - Era pronto per il secondo attacco alla prostituzione molesta - un provvedimento contro le lucciole da condominio - quando il Tar del Veneto lo ha stoppato, bocciandogli la prima ordinanza, in vigore dall' agosto 2008, che prevede maximulte ai clienti colti in flagrante contrattazione per le vie della città. Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, è furibondo ma ancora agguerrito. Come prima più di prima. «Sentenza aberrante. Non appena conosceremo le motivazioni della sospensiva - annuncia - ripresenteremo un' ordinanza sostanzialmente identica nei contenuti. Del resto, il provvedimento si era dimostrato efficace facendo sparire la prostituzione dalle strade veronesi». Va da sé che, sul fronte opposto, le donne di vita esultano per la vittoria. Il ricorso al Tar, infatti, era stato presentato dal Coordinamento delle prostitute organizzate, guidate dalle leader storiche Carla Corso e Pia Covre. «Finalmente uno spiraglio di giustizia - dice Pia Covre -. La sospensiva dell' ordinanza significa che i giudici hanno ritenuto fondato il nostro ricorso e che quindi c' è qualcosa di sbagliato nell' operato del sindaco». Ma Tosi, paladino della tolleranza zero (i suoi interventi spaziano dalla lotta all' immigrazione clandestina alla battaglia per il decoro civico) come altri colleghi del Veneto e di altri comuni d' Italia, ribatte con un diverso ragionamento: «Il fatto che, a fine dicembre, la seconda sezione del Tar del Lazio si era espressa in modo opposto sull' ordinanza del sindaco Alemanno, praticamente identica alla nostra, dimostra che in Italia c' è un problema di amministrazione della giustizia, ancora più grave di quanto fosse già evidente». E aggiunge che ricorrerà al Consiglio di Stato perché qualcuno «ristabilisca un minimo di equità e di condotta uniforme da parte dei tribunali amministrativi». (corriere della Sera 10 gennaio 2009)


Si tratta di tre provvedimenti amministrativi che legittimavano atti di guerra e di terrorismo nei confronti delle persone. Di cittadini. Il primo aggrediva i cittadini con la scusa di organizzazione economica e la Regione si attribuiva poteri illegittimi. Molto cittadini sono stati danneggiati, sia in Veneto che in Lombardia nell’attesa che il TAR o la Corte Costituzionale rimuovessero queste leggi. Atti di terrorismo sono stati messi in atto con l’uso di Vigili Urbani e criminali delle Asl.
Il provvedimento del Comune di Brescia era fatto in un’ottica da poveri “mentecati” o “deficienti” e non lo dico io, ma il magistrato in sentenza. Il provvedimento del comune di Brescia era un attentato alla Costituzione.
Lo stesso vale per Tosi che si pensa di fare le bande di picchiatori usando i vigili urbani e i provvedimenti amministrativi. Come nel Friuli dove sfruttando le norme cattive e criminali di Maroni i sindaci pensano di impedire militarmente alla gente di pregare.

Si tratta di atti di terrorismo che le persone sono costrette a subire da amministrazioni gestite per fini eversivi e che nulla hanno con i limiti e le condizioni di gestione amministrativa determinate dalla Costituzione.
Fra l’imposizione terrorista della norma ad opera dell’amministrazione e la sua rimozione ad opera del magistrato passa molto tempo e molte azioni criminali vengono compiute: azioni di terrorismo la cui finalità è quella dell’eversione dell’ordine costituito e delle norme Costituzionali.
Questo potere delle amministrazioni è stato concesso SOLO nella misura in cui le amministrazioni applichino a sé stesse la legge e la norma Costituzionale; invece vediamo le amministrazioni applicare a sé stesse quel delirio di onnipotenza che fatto proprio dal dio padrone dei cristiani nelle parrocchie sta portando la società civile a modificare la sua natura ideologica da DEMOCRATICA a FASCISTA.

04 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it