La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 16 febbraio 2009

Situazione economica, governo Berlusconi, angoscia sociale e le prospettive future

Si susseguono gli allarmi recessione.
Cosa significa questa crisi? E che cosa significa questa recessione in termini sociali?

Ogni fissazione, ogni credenza, ogni fede, ogni adattamento emotivo delle persone nel loro ambiente “persiste nel suo stato di quiete e di moto rettilineo uniforme fintanto che non interviene una forza demolitrice e devastante che modifica il loro stato di quiete o di moto rettilineo uniforme”.
In sostanza, nessuna elemento razionale o ragionevole è in grado di modificare lo stato in essere di una fede, di un credo o di un adattamento emotivo, finché non avviene una devastazione profonda del proprio stato. Del tessuto sociale in cui tale stato trova rassicurazione.

Fino ad oggi gli ammortizzatori sociali, per quanto poco, hanno funzionato. Gli ammortizzatori intervenivano in situazioni specifiche, circoscritte e sempre in una situazione in cui, comunque, le entrate fiscali erano in aumento nonostante alcuni governi, come quello di Berlusconi, favoriva l’evasione fiscale. Ammortizzare l’impatto sociale di diecimila persona comportava un esborso, ma sempre relativo. Ammortizzare tre milioni di persone in una situazione in cui avviene un crollo verticale delle entrate sociali è impossibile. Un impatto drammatico non solo perché mancano le strutture sociali che possono contenere l’impatto, ma mancano le strutture sindacali e politiche che possano indirizzare l’impatto sociale in un progetto futuro. Non esiste più il “luminoso avvenire” dei comunisti: esiste solo la nera disperazione economica all’interno di un’angoscia esistenziale autodistruttiva. Esiste un affitto da pagare, rate del mutuo, spese e debiti, in una situazione in cui le banche e le assicurazioni devono rientrare delle loro spese e per farlo aggravano ulteriormente le difficoltà delle persone. Per contro, anche quando un “governo” parla di aiuti questi si dirigono a fasce di persone che già non potevano fare mutui o investire perché troppo povere per farlo. Chi aveva un lavoro, un reddito medio e aveva contratto dei mutui oggi diventa povero. Con mutui da pagare per anni e ammortizzatori sociali ridicoli. Chi ha fatto figli oggi si trova senza lavoro con figli piccoli a cui provvedere. E queste sono spese che vanno avanti per venti anni almeno.

Per fortuna che in questa nera disperazione oggi c’è il carnevale di Venezia, Viareggio, Cento ecc. Per fortuna che fra poco inizia il festival della canzonetta di San Remo. Così il governo può nascondersi dietro la propaganda di “un tutto che va bene”. Come nel film dei “Magnifici sette” in cui quel tale che si buttava da un palazzo di dieci piani ad ogni piano diceva: “Per ora tutto va bene!”.
Intanto i tassisti di Roma iniziano a non avere più corse mentre le squadracce iniziano a macellare i romeni. Il governo fa provvedimenti di legge buttati là come se fosse la terra spalata senza decreti attuativi, senza sapere in che cosa quelle leggi comporteranno in una situazione di trasformazione economica e sociale che egli stesso vive quotidianamente in una sorta di sorpresa e stupore.

Cosa significa questo articolo in termini di singole persone fisiche?

BCE: RECESSIONE GRAVE NEL MONDO
2009-02-13 08:22
di Andrea D'Ortenzio

ROMA - La Bce resta pessimista sulle prospettive per l'economia mondiale ed europea colpite da una grave recessione e destinate a rimanere nei prossimi trimestri ''in una persistente debolezza'' e lancia l'allarme sulle spinte protezionistiche sempre piu' forti che interessano i governi e l'opinione pubblica oltre a dirsi preoccupata sulla forte crescita del deficit degli Stati a causa della crisi. L'istituto centrale di Francoforte, nel suo bollettino mensile, fa il punto sul panorama dell'economia globale e di Eurolandia mentre al Parlamento Europeo il componente del consiglio della Bce Lorenzo Bini Smaghi ammonisce come ''i cittadini europei stanno soffrendo a causa della crisi finanziaria. E ora si aspettano che i loro leader affrontino presto la crisi alla radice''. Occorrono quindi piu' capitali nelle banche e, da parte sua, l'istituto di Francoforte e' pronto ad assumersi piu' responsabilita' nell'attivita' di vigilanza. La Bce invita quindi a far restare ''mirate e temporanee'' le misure anti-crisi e esorta i governi, i cui conti pubblici sono stati messi a dura prova dal calo dell'economia e dagli ingenti stanziamenti a favore delle banche e del sistema finanziario, a ristabilire ''quanto prima un impegno credibile a favore degli obiettivi di bilancio a medio termine''. Lo stesso presidente della Bce Jean Claude Trichet in un'intervista spiega come l'aumento del deficit nei Paesi dell'area euro sia un ''problema importante'' e deve spingere i governi al rispetto del Patto di stabilita' e crescita. Sette paesi infrangeranno infatti il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil. Ma la Bce teme che di fronte a una situazione cosi' nera la sirena del protezionismo possa conquistare sempre piu' governi e opinione pubblica. Secondo la Bce occorre ''arginare le richieste di misure'' protezionistiche poiche' ''l'impatto sulla crescita economica e sul benessere delle persone'' di tali interventi ''e' sostanzialmente negativo''. Il quadro dell'economia rimane dunque grave (gli esperti contattati dalla Bce stimano un calo dell'1,7% del Pil) e le turbolenze finanziarie sono aggravate dal calo del commercio internazionale. Il vice-presidente della banca centrale europea, Lucas Papademos oltre ad auspicare un taglio dei tassi a marzo apre quindi all'adozione da parte della Bce, seguendo la Federal Reserve e la Bank of England, di strumenti monetari non convenzionali quali l'acquisto di titoli di Stato o di obbligazioni emesse dalle societa'. Una consolazione arriva dall'inflazione che, a causa principalmente del calo delle materie prime, ha subito un brusco rallentamento che proseguira' fino alla meta' del 2009 portandosi a livelli molto bassi (+0,9% le stime). Un tale livello di prezzi sosterra' il potere di acquisto delle famiglie. Peraltro la Bce ''continuera' a mantenere le attese di inflazione saldamente ancorate alla sua definizione di stabilita' di prezzi, ossia a livelli inferiori ma prossimi al 2% su un orizzonte di medio termine''.

Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_878884713.html

Dietro i numeri ci sono le singole persone. I loro mutui. I loro “sogni infranti”. Le loro “miserabili speranze”. Perché, in fondo, erano ben poca cosa rispetto ai milioni di euro che il governo stornava e gettava via per favorire le attività criminali della chiesa cattolica. La scuola privata. Dietro queste cifre ci sono i mutui da pagare, i figli da crescere, la prospettiva di una situazione economica fallita e fallimentare. Ci sono orgogli di chi sapeva fare delle cose che oggi si trova a casa e il suo saper fare è diventato inutile. Ci sono appartamenti requisiti da banche e da un governo che vede nella distruzione del tessuto sociale il suo trionfo rispetto ad una classe produttiva che veniva vista come un nemico da distruggere.
Perché il governo italiano non è intervenuto sulla crisi?
Anche il sostegno all’industria automobilistica è un non intervento. Un intervento che andava bene in una situazione economica normale, in questa situazione economica è un non intervento. Una presa in giro, perché l’intervento non agisce in una situazione sociale in essere, ma risponde alle esigenze commerciali di un gruppo di aziende nella commercializzazione di un oggetto che non alimenta la ricchezza nazionale, ma implica, per l’acquirente, un ulteriore esborso di denaro e un relativo ulteriore impoverimento. Per cui un ulteriore impoverimento sociale.
Quando si ha un governo che vede nella distruzione del tessuto economico e sociale il suo trionfo contro l’opposizione e i suoi elettori, non può far altro che portare le società allo sfascio.
Se non si blocca la possibilità delle banche di rientrare dei mutui e dei fidi concessi in situazioni economiche instabili aggravando la situazione dell’economia reale, sia del singolo individuo che delle aziende, ogni provvedimento non serve a nulla. Impedire alle banche, con effetto immediato, di esigere la restituzione di prestiti e mutui e impedire loro di rivalersi sui beni sia imprenditoriali che privati per rientrare del capitale. Questa è l’unica azione che funzionerebbe da “tampone” alle angosce sociali che la crisi impone.

Il disastro sociale che sta avvenendo avrà la sua conclusione nella disperazione. I servizi segreti italiani per rispondere alle rivendicazioni sociali degli anni ’70 imbottirono l’Italia di droga. Poi furono i lavoratori a riempirsi di droga per tenere i ritmi di lavoro. Ora è una società disperata alla quale è rimasta solo la droga e le banche che alimentano la disperazione di un’imprenditoria fallita nel suo delirio di onnipotenza religiosa.
Un corpo psichico persiste nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme fintanto che non interviene una forza che ne modifica lo stato di quiete e di moto rettilineo uniforme.

Con questa crisi non basteranno le camicie nere di Alemanno né quelle verdi di Bossi o di Gentilini; con questa crisi non servirà né la Ventura, né la De Filippi e nemmeno il festival di San Remo.
Chi si frega le mani dice: oggi tocca a voi, io sono a posto!
Chiedetelo ai tassisti romani che hanno diminuito le corse. Chiedetelo ai bar e ai ristoranti delle zone in crisi. La qualità emerge dalla quantità. Se manca la quantità dell’uso dei taxi e dei ristoranti, la qualità crolla e la frequentazione d’elite sparisce. Se molte persone non volano, non è vero che chi vola, vola con maggior spazio, ma gli aerei restano a terra. Se gli aerei restano a terra gli aeroporti si chiudono su sé stessi. Addio Malpensa; che ne sarà di Fiumicino? Se le persone, quegli sporchi operai, non comprano quell’illusione ogni due anni per le Maldive, che ne è dei lussi ai Caraibi? Quando crolla una struttura sociale come i trasporti, perché le persone non li usano, dopo, per trasportare, i costi lieviteranno aggravando situazione a situazione.
Oggi, in Italia, abbiamo il peggior governo possibile nella peggiore crisi economica possibile. Però il “padrone” si preoccupa di accaparrarsi i Bronzi di Riace per fare bella figura!
Marghera 16 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it