La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 6 marzo 2009

Crisi economica, disoccupazione, disagio sociale e prospettive.

L’attuale crisi economica si sta muovendo su tre direttrici parallele. Queste tre direttrici procedono con tre velocità diverse e vengono rappresentate dai media in maniera diversa e separata fra loro in modo che le persone non colgano gli effetti sociali e reali della crisi.
Una di queste direttrici è la direttrice FINANZIARIA. L’alta finanza all’attenzione dei media con i relativi crolli di borsa e la perdita del valore delle azioni.
Il cittadino medio percepisce quei crolli finanziari come una sorta di “giudizio divino” di condanna della “perversione” del sistema finanziario. Ogni angheria che il cittadino ha subito dalle banche o dalle finanziarie riceve giustizia nel crollo finanziario. Per questo motivo il cittadino medio non percepisce il significato del crollo finanziario né si avvede che le finanziarie e le banche tengono per il collo l’intera economia reale e interi paesi dell’Europa e sono pronte a portarli con loro nel fallimento, nella disperazione e nella miseria. Banche e finanziarie hanno truffato: le società civili, i diritti civili, il patrimonio Istituzionale dei cittadini. Ma il fatto che i cittadini siano stati truffati non riavranno indietro le lo Istituzioni Democratiche, né i loro diritti civili, che saranno, invece, sacrificati, per far sopravvivere le banche e le finanziarie.
La seconda direttrice è la direttrice politica.
Una direttrice in cui la crisi costringe i politici a cambiare le priorità di intervento nella società. I politici, abituati ad agire per slogans son costretti a provvedimenti sulla struttura sociale economica e reale quotidiana. Qual è la differenza? La gestione delle masse mediante gli slogans pubblicitari o le battute ad effetto è una gestione nell’immediato. La battuta suscita l’ilarità o l’applauso nel momento in cui viene fatta, ma quando il momento viene superato lo spettator che applaude medita sulla sua collocazione in relazione al mondo e alle condizioni in cui vive. Gli interventi di natura sociale ed economica vengono annunciati oggi, entrano in funzione fra un mese o due, producono eventuali effetti (positivi o negativi) fra due o tre anni! Nel frattempo, le persone subiscono diminuzione di stipendio, peggioramento delle condizioni di vita, aumento dell’angoscia e della depressione, danni psicologici irreversibili che impediscono loro di affrontare una realtà in continuo cambiamento.
E qui entriamo nella terza direttrice della crisi che è quella dei licenziamenti, della cassa integrazione, del beneficio di quegli ammortizzatori sociali che alla fine non sono altro che un lento accompagnamento al disfacimento dell’esistenza umana. Centinaia di migliaia di lavoratori che vedranno, un po’ alla volta, chiudere fabbriche e servizi nei quali lavoravano, erano specializzati per quella fabbrica e per quei servizi e si ritrovano troppo vecchi per modificare la loro professionalità in modo che sia utile per una nuova professione.
Ne consegue che muore un mondo, una società, e con essa i suoi cittadini. Le illusioni e le “speranze” di quei cittadini.
Mentre i media sono concentrati sul crollo finanziario: UNA SOCIETA’ CIVILE MUORE!

Questo è un DATO DI FATTO!
Prendere consapevolezza di questo permette alle persone la propria esistenza in un insieme sociale COMPLETAMENTE DIVERSO dal presente. Un futuro in cui nazioni oggi povere inzieranno ad ottenere qualche beneficio e le nazioni oggi ricche arriveranno a decuplicare la loro massa di poveri: con i relativi problemi di conflittualità sociale centuplicati dall’ideologia educazionale cattolica e cristiana che, per i loro interessi, troppe nazioni hanno imposto su bambini indifesi.
Il dramma del singolo individuo non fa massa né fa notizia. Solo che oggi il dramma del singolo è un dramma di milioni di individui in cui l’informazione è stata spezzata e, anziché vivere un dramma collettivo, sociale, si continua a vivere un dramma individuale fra milioni di individui che non sono in grado di comunicare.
E’ necessario riflettere su questo.
Il futuro non è una copia del presente, è un salto qualitativo sociale e comporterà una grande crisi sociale.

Marghera 06 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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