La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 26 marzo 2009

Sindacati, padroni e disillusioni in Veneto

Ci sono delle tristi tradizioni del sindacato. Sindacalisti che conquistavano la fiducia dei lavoratori e poi si facevano i fatti loro o, meglio, dopo aver fatto un certo successo con i sacrifici di scioperi e di manifestazioni dei lavoratori, passavano con partiti o con comportamenti antisociali che quei lavoratori avrebbero censurato. E’ il caso di Ottaviano del Turco (quale lavoratore della CGIL avrebbe tollerato che costui prendesse delle tangenti?) oppure Cofferati la cui politica di gestione del comune di Bologna è stata fatta in collaborazione con il vescovo cattolico (quale lavoratore della CGIL lo avrebbe tollerato?) e spesso in antitesi ai cittadini di Bologna.
La stessa CISL ha dimostrato una complicità con questo governo spesso in contrapposizione alle posizioni della CGIL, un sindacato che combatte i lavoratori.
Per questo motivo non può stupire se la CISL scarica dei lavoratori per scaricare il centro della CISL al centro cattolico Ficiap.
I lavoratori sono “merce di scarso lavoro”, anche per i sindacati.
Se avete notato, i sindacalisti sono bravi a fare lotte che non portano a risultati giuridici. Organizzano i lavoratori per elemosinare, non rivendicano in sede giudiziaria i diritti fondamentali dei lavoratori. La stessa sicurezza dei lavoratori è rivendicata dal sindacato come UN’ELEMOSINA! Una concessione. NON COME UN DIRITTO INALIENABILE! Non con una richiesta alla magistratura, ma come merce da contrattare con gli industriali: i lavoratori bestiame da contratto e non soggetti di diritto Costituzionale.
Così la CISL non è diversa dalla Fiat o da qualunque altra azienda che abbia la necessità di liberarsi della forza lavoro in eccesso.

Veneto. In 12 licenziati dalla Cisl:
«Lasciati a casa e abbandonati»

VENEZIA (26 marzo) - Sono a casa e ancora - dicono - non sanno perché. Dodici dipendenti dell'ente di formazione Ial-Cisl del Veneto si trovano dal dicembre scorso in mobilità e protestano: «La Cisl ci ha abbandonati». All'origine della vicenda - spiegano in una nota - il buco di 6,5 milioni di euro nel bilancio dell'ente, nato nel 1955 come costola della Cisl del Veneto.«In questi anni - sostengono i 12 dipendenti rimasti senza lavoro - lo Ial non ha fatto che crescere, sia in termini di allievi che di ore di formazione. Morale: siamo a casa e ancora non sappiamo il motivo visto che il lavoro non è mai mancato. In tutta questa vicenda, dispiace dirlo, la Cisl ci ha abbandonato». Per gli altri loro 50 colleghi è stata trovata una soluzione - alcuni sono stati ricollocati, altri distaccati alla Cisl - ma per loro no. «Non vogliamo tacere. Vogliamo capire perché e come è nato questo deficit, insieme ai motivi che hanno spinto la direzione Ial a cedere alcune attività all'ente cattolico Ficiap. Ci sono troppe incognite che vanno verificate. Ci sono 12 persone senza lavoro che stanno pagando probabilmente scelte sbagliate di altri. Abbiamo la sensazione - dicono i 12 lavoratori - che sotto sotto ci sia un pasticcio finanziario probabilmente anche creato da rapporti non chiari tra Iial e Cisl». Luca Scalzotto, Diego Lovato e gli altri lavoratori in mobilità parlano di «svendita parziale dello Ial al centro cattolico Ficiap, che tra l'altro - sottolineano - non si è nemmeno impegnato a riassumere tutti i dipendenti Ial». «Che il debito possa essere cresciuto a questi livelli all'oscuro della Cisl sembra perlomeno strano - concludono - a meno che ci siano importanti responsabilità da imputare al suo amministratore, che godeva sembra la piena fiducia della stessa Cisl».

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=52254&sez=REGIONI


L’unità di metodo fra la CISL e il settore industriali dequalifica la CISL come sindacato. Come le industrie devono dismettere personale costruendo disagio sociale e disperazione, così la CISL fa lo stesso: con che faccia va a contrattare per i “lavoratori” quando li considera schiavi, merce di scarso valore, da dismettere quando non servono?
Sarebbe bene che tutti coloro che hanno una coscienza sociale meditassero a lungo perché se è vero che Berlusconi vi può ingannare inducendovi a mettere la crocetta sul so simbolo al momento delle elezioni, è altrettanto vero che i lavoratori vengono educati ad essere ingannati e il “mito” del sindacato dalla parte dei lavoratori, è un inganno atroce che quando disillude fa molto, ma molto male.
Marghera 26 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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