La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 22 aprile 2009

Diritto di critica e diritto all'indignazione: il caso di Gianfranco Fini.

Quando un politico o un giornalista ricorre al magistrato perché non è in grado, o si vergogna, oppure ritiene critiche o appellativi “offensivi” siamo all’interno di un tentativo di intimidazione. Siamo all’interno di offese al diritto di critica o di reazione emotiva. Siamo nel tentativo di usare la forza, in questo caso la magistratura, per imporre all’altro un modo di interpretare a proprio comodo delle azioni o delle affermazioni.
Questo è il caso di Fini, ma vale per chiunque. E il chiunque non è il chiunque che io voglio che egli sia per poterlo aggredire, ma per chiunque ha fatto o detto cose delle quali posso argomentare in base alla mia visione del mondo e della vita.

CASSAZIONE: ARCHIVIATA DENUNCIA DI FINI, NON FU DIFFAMATO DA 'LA STAMPA'

Roma, 21 apr. (Adnkronos) - Gianfranco Fini non fu diffamato dal quotidiano 'La Stampa'. Lo ha sancito la quinta sezione penale della Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla difesa del presidente della Camera contro l'archiviazione disposta dal gup del Tribunale di Torino lo scorso 7 ottobre. Nel dettaglio la Suprema Corte, che ha condannato Fini a pagare mille euro alla Cassa delle ammende, ha stabilito che il quotidiano di Torino due anni fa non lo diffamo' con l'articolo del 18 gennaio 2007 intitolato 'Caro Gianfranco il passato ritorna, paga i tuoi debiti'

Tratto da:
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3237281973

troppo spesso persone, come è avvenuto all’ONU durante la Conferenza sul razzismo, reclamano a sé stesse il diritto di opinione e il diritto di manifestarla. Poi, immediatamente dopo, la negano agli altri.
E’ un gioco sporco del quale la società civile troppo spesso, ne paga le conseguenze.
Dopo aver scritto questo, da Televideo Rai pag. 126 del 22 aprile 2009 leggo:

FINI: 25 APRILE FESTA DI TUTTI GLI ITALIANI
Il 25 aprile fu guerra civile e scontro fra due diverse concezioni dello Stato. "L'una nutrita dal nazionalismo fascista conduceva all'espansionismo,al razzismo e all'annullamento dei diritti dell'uomo.L'altra,indissolubilmente legata ai valori della libertà e della democrazia,portava alla costruzione di una nuova stagione di progresso civile. Oggi è festa di tutti, senza se e senza ma".
Così il presidente della Camera, Fini, in un articolo per il numero zero de "L'altro", diretto da Piero Sansonetti

22 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Tel. 3277862784
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