La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 5 aprile 2009

I poveri, i cappuccini di Mestre e il diritto delle persone a rivendicare e ad indignarsi contro lo strapotere della ricchezza dei cattolici.

I poveri fanno schifo.
Non vogliono stare buoni nel loro stato di povertà. I “buoni frati” li usano come bestiame. Li usano per far vedere quanto loro, i buoni frati, dopo averli ridotti in miseria per aver distrutto il sistema sociale, ora si prendono cura dei diseredati. Ma i diseredati hanno bisogni, hanno passioni, hanno desideri. In altre parole, NON SONO BESTIAME, MA UOMINI!
E’ il terrorismo dei cappuccini di Mestre che vogliono trasformare Esseri Umani in bestiame.
Loro danno da mangiare, e allora, perché queste bestie di miserabili non sia accontentano?
Perché la ricchezza miliardaria dei cappuccini è stata fatta dai miserabili che vengono ignobilmente sfruttati per consentire ai cappuccini di vivere saccheggiando la società civile. La saccheggiano facendosi finanziare dallo Stato che ruba quei fondi ai bisogni dei cittadini.
E’ la logica del terrore che tanto piace alla destra e alla sinistra politica: impedire alle persone di essere dei soggetti di diritto sociale e politico!
E ora, che cosa faranno?
Manderanno i poliziotti e i vigili urbani a bastonarli?
E’ una vergogna che i cappuccini che hanno derubato la società civile inveiscano contro coloro che hanno derubato!

Mestre. Frati assediati dagli sbandati:
«Sfamarli non basta, ora ci minacciano»
Religiosi esasperati dai comportamenti dei barboni che affollano il sagrato della chiesa. Appello al sindaco



di Fulvio Fenzo
MESTRE (5 aprile) Un assedio. Di giorno e, soprattutto, di notte. Decine di barboni che dormono nel chiostro dei Cappuccini di Mestre, di fronte alla porta del convento e al portone della chiesa. E, quasi ogni mattina, le telefonate a polizia e carabinieri per far arrivare qualche agente per liberare la zona senza essere oggetto di maledizioni o, in qualche caso, perfino minacce. Tanto da non poterne più. Perfino loro, i frati, che ogni giorno preparano i pranzi per sfamare oltre duecento mendicanti della città.È un labirinto fatto di scatolette di carne o tonno da hard discount aperte, bottiglie vuote di vino, grappa o whisky svuotate, lattine di birra dai nomi improbabili, stracci e cartoni accartocciati su cui qualcuno ha passato la notte. E fiumi di urina ed escrementi che, ogni mattina, i frati cappuccini e i volontari che li aiutano devono pulire per ridare dignità alla Casa di Dio.«Tutti i giorni è così - dicono i frati della chiesa da cui prende il nome una delle strade principali di Mestre, via Cappuccina, in pieno centro - Da mesi siamo costretti a vivere in queste condizioni. Questa notte hanno dormito qui "solo" in quattro o cinque, e questo è lo scenario che abbiamo trovato. Ma a volte dormono qui in dieci, quindici persone. Qualche italiano, tanti dell’est europeo, marocchini, e quando piove stazionano per tutto il giorno davanti al portone del convento, a quello del confessionale e a quello della nostra chiesa». Un assedio, appunto. Tanto che perfino la pazienza dei frati è venuta meno, e il superiore del convento ha scritto un appello al sindaco Massimo Cacciari, per chiedere un aiuto. «È una situazione difficile, abbiamo paura ad esporci perché alcuni di questi barboni, specialmente quando bevono, diventano violenti e ci minacciano apertamente - raccontano i frati - Sono soprattutto uomini sopra i quarant’anni, qualcuno anche oltre i cinquanta, e qualche donna che dice di essere stata una badante. Dice». I Cappuccini sono a Mestre dal 1612 quando la città, con il suo porto, costituiva un passaggio obbligato per chi da Venezia era diretto verso Treviso e verso il Veneto settentrionale, e viceversa. Nel 1810, con il decreto napoleonico di soppressione di Ordini e Congregazioni, furono cacciati dalla città e il loro convento fu distrutto, e poterono farvi ritorno e costruirvi un nuovo convento e una nuova chiesa solo nel 1939. «Da anni forniamo centinaia di pasti al giorno ai diseredati della città - raccontano - anche in mensa ci sono delle giornate in cui la situazione si fa tesa, difficile da gestire, e questo clima di tensione all’esterno della chiesa rischia di ripercuotersi su questa e sulle altre attività che, grazie ai volontari che ci aiutano, riusciamo a garantire per chi vive in condizioni di estrema povertà».E sì che a Mestre c’è una "Casa dell’Ospitalità" proprio per accogliere i senzatetto. «Ma, quelli che vengono qui, lì non ci vogliono andare - riprendono i frati di Mestre - dicono che non trovano posto, oppure non vogliono sottostare a orari e regole che qui, davanti alla nostra chiesa, infrangono tranquillamente. La polizia? I vigili urbani? Qualche agente arriva ogni tanto, li fa sgomberare ma poi, dopo una manciata di ore, sono di nuovo davanti ai nostri portoni». I fedeli che frequentano la chiesa non ne possono più. E forse la vicenda è arrivata alle orecchie anche di qualche alpino, visto che la chiesa dei Cappuccini di Mestre è ben conosciuta da numerose "penne nere", dato che al suo interno è conservata un’antica icona orientale raffigurante la "Madonna del Don". Ma voi, che fate dell’accoglienza e dell’ospitalità la missione della vostra vita, come vi sentite a "ribellarvi" proprio ai più poveri? I frati allargano le braccia: «Noi apriamo le porte a Cristo, ma quando vediamo un tale disprezzo per la nostra chiesa, quando sentiamo quelle bestemmie, beh, a volte ci chiediamo "ma chi ce lo fa fare?"...». Una battuta, certo. Ma questa è una di quelle volte.


Tratto da:

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=53548&sez=NORDEST

Le persone possono tendere una mano per chiedere elemosina, ma nessuno si può permettere di usare il loro stato di indigenza per trasformali in bestiame obbediente. E non è per il fatto che costoro fanno elemosina che possono rivendicare il diritto di dire alle “bestie” come si devono comportare. Il pazzo di Nazareth afferma: “I poveri li avrete sempre con voi e potrete far loro del bene ogni volta che vorrete!” in questa frase si riassume l’odio sociale della chiesa cattolica e del suo pazzo profeta. I poveri sono bestiame, non persone. Poi, le persone, hanno il diritto di pretendere!
E i cappuccini non hanno il diritto di ingiuriarli.

Marghera 05 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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