La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 29 aprile 2009

Il quadro allarmante del disastro economico ed occupazionale in Veneto.

Continua l’arrivo di dati allarmanti sul fronte dell’occupazione in Veneto.
Dati veri, non le fantasticherie di Tremonti e Berlusconi.
Però, come ho già detto in altri post, sembra che non interessi nulla a nessuno.
Quelle che riporto sono parte di tre notizie sul fronte dell’occupazione che sondano tre settori diversi, da quello edilizio nazionale, a quello territoriale di Rovigo e Treviso.
Non sono dati allarmanti, sono dati TRAGICI.
Una valanga di proporzioni immense si sta abbattendo sulla società civile e i politici italiani fanno come quel personaggio nella barzelletta dei “magnifici sette”: un uomo si getta da un grattacielo i 100 piani e ad ogni piano afferma. “Fino ad ora, tutto va bene!”.
E’ il quadro dei dati reali che dobbiamo tener presente quando decidiamo di farci un’idea o un’opinione.
Indubbio che per il dipendente statale le cose non sono drammatiche. Ma la situazione sociale, non appena degenera in Veneto, provocherà un aumento della conflittualità sociale. Provocherà un aumento dei senza casa. Possiamo dire “fin ora tutto va bene”, ma sta di fatto che la situazione sta precipitando. E’ ora che mettiamo in atto le nostre strategie di difesa e, chi non lo ha fatto, provveda.


La crisi dell’edilizia:

La crisi dell'edilizia sferza il Nord. Nel 2009, rileva il rapporto di Ance Lombardia presentato ieri a Milano, la caduta degli investimenti in costruzioni colpirà con maggiore intensità le regioni settentrionali del Paese, in particolare il NordEst, mentre al Sud i livelli produttivi scenderanno meno rapidamente. In questo quadro negativo la Lombardia risentirà della crisi, ma continuerà a essere un punto di riferimento, soprattutto rispetto a EmiliaRomagna e Veneto. In particolare, per il 2009 i risultati dell'indagine evidenziano per la Lombardia una flessione dei livelli produttivi del settore delle costruzioni del 4,8% (in termini reali). Un calo più contenuto di quello previsto nella media nazionale (6,8%; si veda al riguardo quanto anticipato dal Sole 24 Ore del 31 gennaio scorso), in Veneto (9,6%) e in EmiliaRomagna ( 8,1%). Un importante indicatore dell'impatto della crisi sull'economia reale è il calo dei livelli occupazionali: nel 2009 le imprese di costruzioni italiane prevedono un calo dell'occupazione del 6,5%, pari a circa 130mila posti di lavoro in meno rispetto al 2008. Se sommiamo anche l'indotto e la perdita di posti di lavoro negli ultimi mesi del 2008, la stima complessiva è pari a 250mila occupati in meno. In Lombardia le aspettative delle imprese sono orientate verso una flessione dei livelli occupazionali stimabile nel 5,1% (-1,1% nel 2008). Nel 2008 in Lombardia gli occupati nell'industria delle costruzioni sono stati circa 342mila, pari al 22% degli addetti nell'industria e poco meno dell'8% del totale dei lavoratori impiegati nell'intero sistema economico regionale. Marco Morino Tratto dal Sole 24 ore-29 aprile 2009

Fonte:
http://www.demaniore.com


E ancora:

Crisi, allarme occupazione
Per il Polesine previsioni nere
Nel 2009 circa l'8% rimarrà senza un impiego. I consumi in picchiata almeno fino a dicembre.

Rovigo, 27 aprile 2009 - Previsioni nere da qui a dicembre, secondo i dati di Unioncamere, che fanno anche riferimento agli studi di Prometeia. Nonostante qualche segnale di ottimismo rilanciato in questi giorni da più parti, anche ai massimi livelli, per il Veneto ci si attende nel 2009 un Prodotto Interno Lordo in picchiata ben oltre il 2% e per Rovigo le previsioni sono ancora (seppur leggermente) più nere. La spesa delle famiglie destinata ai consumi, sempre con riferimento alle previsioni sul 2009, è destinata, secondo gli studi citati, a ridursi quasi dell’1%, mentre gli investimenti fissi lordi dovrebbero flettere addirittura del 7%. Sono i due dati di stima più preoccupanti, perché lasciano i segnali ripresa di là da venire per gli aspetti macroeconomici di più largo impatto sociale. Entro dicembre potrebbero così mancare all’appello un 2-3% delle unità produttive locali e regionali e la disoccupazione potrebbe assestarsi in regione tra il 5-6%, in Polesine tra il 6-8%, con punte, non improbabili, anche nettamente peggiori. Scenari, come si vede, gravi, appesantiti pure dalla necessità per gli imprenditori di trovare sostegno nel credito di fronte ai momenti di difficoltà già in corso o attesi. A Rovigo, ad esempio, solo il 44% degli imprenditori del commercio ritiene stabile, cioè analoga a prima della crisi, la domanda di credito, come dire che c’è una rincorsa a prestiti, per la variazione di fondi e scorte, di liquidità, che non è nemmeno sempre facile ottenere.

Fonte:
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rovigo/2009/04/27/169206-crisi_allarme_occupazione.shtml


E ancora:


Il disastro occupazionale nel Trevigiano

Treviso – All’appello in questi primi quattro mesi del 2009 mancano oltre 26 mila trevigiani che non erano al lavoro. Dall’inizio dell’anno sono stati raggiunti valori record che non si registravano da sei anni. Sono state richieste ben 102 procedure di mobilità pari a 2.662 licenziamenti, 16.400 lavoratori in cassa integrazione e contratti a termine non rinnovati per 7 mila addetti.
Lo scorso anno, nello stesso periodo, il provvedimento aveva colpito 886 addetti. Si tratta di lavoratori che nella maggioranza dei casi non godono della protezione riservata ai lavoratori della media e grande impresa che hanno espulso 693 addetto, due terzi in meno della piccola impresa. Le richieste di mobilità effettuate dalle grandi aziende sono rimaste pressoché invariate rispetto alla media dell’ultimo lustro. Treviso guida la classifica con 34 procedure di mobilità tra le grandi imprese, 20 sono state avviate nel Montebellunese, 12 nella Castellana,17 a Conegliano, 15 a Oderzo, e 4 a Vittorio Veneto. In frenata anche le assunzioni che non riescono a rispondere a nemmeno un decimo della richiesta.
Fonte:
http://www.oggitreviso.it/nel-2009-record-di-licenziamenti-14782


Lo so che queste notizie sono presenti nell’web. Io le riprendo per delineare il quadro drammatico della situazione in cui il Veneto è venuto a trovarsi e cercare di capire perché ciò è avvenuto. Nulla si può fare, a parte un governo inetto che preferisce inseguire le veline, per cambiare l’attuale situazione, ma si può agire per il futuro iniziando a porre basi diverse con cui affrontare i problemi economici. Solo che le basi non riguardano prettamente il settore economico, ma la società civile nel suo insieme. Se noi non curiamo la struttura culturale, l’organizzazione sociale, l’etica civile, in questo momento, il futuro sarà nero.
Solo la cultura può fornire alle persone nuove e diverse strategie per affrontare il presente. Però noi abbiamo un governo che di cultura non capisce nulla. Per questo governo la cultura sono solo cose da allineare in un museo e non espressione attiva della popolazione.
Abbiamo negato la cultura in funzione dell’accumulo di denaro per il possesso delle persone. Si sono costrette le persone a pregare anziché renderle consapevoli delle modificazioni sociali ed economiche del presente, se non si cambia questo non ci sarà futuro per la società Italiana e Veneta in particolare.

Sono migliaia di stipendi in meno che le persone spendono nei supermercati. E molte migliaia le persone non le spendono perché timorose del futuro.
Io mi ricordo quindici anni fa quando fui costretto ad andare a Castelfranco veneto a lavorare. C’erano cartelli “assumesi”, “cercasi personale”, su ogni capannone. Mentre Marghera era in sofferenza, là cercavano migliaia di lavoratori. Per questo dettero il via ad un’immigrazione massiccia.
Poi il lavoro iniziò a scarseggiare e si spinse all’odio per l’immigrato.
Dopo l’odio per l’immigrato, ora è la volta dei lavoratori Veneti ad essere licenziati.

29 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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