La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 22 aprile 2009

Il Veneto e gli statali fannulloni: il problema di arrivare a fine mese.

La crisi nel Veneto si sta facendo sempre più acuta. Le persone che vivono condizioni di lavoro tali da non sostenere la loro vita, stanno aumentando. Il caso che propongo è di questa donna della provincia di Treviso che, tutto sommato, ha anche uno stipendio e un posto di lavoro che oggi chiamiamo “sicuro”. Ciò nonostante è travolta dalle vicende famigliari. E’ travolta dalle sue stesse scelte di vita. I figli si devono mantenere, ma le condizioni non sono fra le migliori.
Pensate qual è la condizione di lavoro di tutti gli altri abitanti del Veneto se nella loro vita non sono stati prudenti.
Il tessuto sociale del Veneto si sta sfaldando. Perdendo di consistenza vengono a cancellarsi le aspettative delle persone. La dissolvenza del tessuto sociale del Veneto aggrava, moltiplicandolo, gli effetti della crisi. Molte persone non si possono permettere di lavorare per pochi soldi dati gli impegni che sono stati presi: i figli che si sono fatti, i parenti inabili, i mutui da pagare.
Su tutto questo aleggia una strana aria di morte. Dove anche chi ha pochi soldi deve essere derubato dalle Istituzioni che impongono multe, balzelli, obblighi, spesso ingannando i cittadini.
Così questa “statale” non trova nulla di meglio che mettersi in malattia e fare un secondo lavoro al supermercato Panorama.
E’ un’azione illegale.
Un’azione che sarà punita, ma che noi dobbiamo cogliere come un segnale grave che emerge dalla società civile.
Riporto:

Treviso. Statale sorpresa ad arrotondarein malattia: «L'ho fatto per i miei figli»
L'impiegata: «Mio marito se n'è andato e non paga glialimenti, lo stipendio non basta per mantenere i tre bambini»


TREVISO (22 aprile) - Storia triste, perchè coinvolge tre bambini, tutti minori, figli di un’impiegata di un ufficio ministeriale trevigiano. La signora, 30 anni, è stata citata in giudizio perchè colta a svolgere un lavoro diverso dal proprio, circostanza vietata espressamente dal contratto, e per di più mentre risultava in malattia.In pratica, l’incubo che perseguita il ministro Brunetta, che ce l’ha in particolare proprio con chi pesa sulla pubblica amministrazione facendosi pagare in maniera non regolare.Quanto percepito dalla donna indebitamente durante la finta malattia le verrà ora trattenuto dallo stipendio.Quando il fatto venne scoperto, la signora venne sospesa dal servizio; poi ha subìto una sanzione disciplinare e poi è stata riammessa, ma a tempo parziale.La scoperta del fatto che la signora faceva un altro lavoro mentre risultava malata è stata fatta grazie alla denuncia di qualcuno che la conosceva, sapeva dove lavorava e sapeva anche che era in malattia, probabilmente un collega.La signora faceva la promoter di un prodotto in un grande magazzino, il Panorama: la questione è durata dieci giorni e sembra sia stata l’unica volta.Ma le giustificazioni che la signora ha portato al suo legale, l’avvocato Alessandra Nava, sono molte. Quando si sposata ha avuto tre figli, poi il marito l’ha abbandonata e non le ha mai corrisposto aiuti economici di alcun genere. Lei ha continuato a lavorare, ma lo stipendio è di 1.200 euro al mese, e il solo affitto gliene costa 600, non ce la faceva a dar da mangiare ai ragazzi. L’affidamento dei bambini da parte del Tribunale è stato congiunto, ma sostanzialmente il peso del loro mantenimento è gravato solo sulla dipendente pubblica. La signora ha anche spiegato al suo legale che non credeva di commettere un atto così grave: si sentiva giustificata dallo stato di necessità e lavorava comunque poche ore al giorno davanti a tutti, al Panorama. Ovviamente non sta al difensore contestarle il fatto che un altro lavoro avrebbe magari potuto svolgerlo, ma in ferie, ugualmente retribuite, e non in malattia, e il fatto sarebbe stato ben meno grave, ma questo emergerà in corso di procedimento in sede penale.Il fatto è stato ovviamente segnalato alla Procura, che procede per truffa aggravata ai danni dello Stato: il processo si terrà il 30 settembre.



Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=55433&sez=NORDEST



Si difenderà come potrà davanti al magistrato. Ai suoi conti dovrà aggiungere anche le spese che sarà costretta a sostenere per la sua difesa, per il suo avvocato.
Così danno si aggiungerà a danno.
Da un lato deve riuscire a conservare il posto di lavoro e, dall’altro, deve riuscire a far fronte alle spese con un carico maggiore di spese.
Gravità si somma a gravità.
E’ una condizione che avviene in tutto il paese: l’affitto, il mutuo, le bollette, le devi pagare altrimenti “loro” hanno il magistrato che firma il sequestro. I cittadini non se lo possono permettere e spesso subiscono le ingiustizie (vedi i semafori intelligenti) senza avere i mezzi per difendersi.
Domani?
Nessuna luce in fondo al tunnel della vita!
Marghera 23 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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