La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 23 aprile 2009

Scontro fra Democrazia e Fascismo nel nord-est

Lo scontro fra ideologia dell’uguaglianza e ideologia del possesso, è sempre in atto nel Veneto.
Le esternazioni di questo personaggio della Regione Friuli non divergono molto da quelle con cui Tosi censura la pena inflitta dal tribunale ad un tifoso per il lancio di un petardo.
Tosi afferma:


«Lanciare un petardo è più grave di rapinare, sono allibito». Flavio Tosi, sindaco di Verona, si scaglia contro la sentenza emessa dal tribunale della città nei confronti di un tifoso dell'Hellas, condannato a due anni e nove mesi di carcere per aver lanciato un petardo. Un giudizio assai più grave di quello espresso dalla stessa corte nei confronti di un rapinatore: condannato a un anno di detenzione. «C'è da rimanere allibiti - ha commentato Tosi - da un lato una condanna a due anni e nove mesi di reclusione a un tifoso dell'Hellas per il lancio di un fumogeno che non colpì nessuno, dall'altro un anno di detenzione, ai domiciliari, a un clandestino magrebino che ha aggredito e malmenato dei ragazzi per rapinarli: il tutto nella stessa sede giudiziaria».
Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=55511&sez=NORDEST

Come se non conoscesse il sistema giuridico e le leggi antiterrorismo e le parole avessero SOLO il significato che a quelle parole lui vuole attribuire. Si possono pure cambiare le leggi (e come si renderà giustizia a chi è stato vessato da quelle leggi?), ma rende sempre perplessi quando Tosi usa affermazioni contro Magrebini, Rumeni o Zingari. Un conto è censurare una legge e un conto è censurare l’applicazione della legge con un intento razzista di incitamento alla severità per la nazionalità del reo.

Ed è in Friuli che si manifesta lo scontro maggiore fra Democrazia e Fascismo:

Venerdì prossimo il Carroccio darà vita a un picchetto di protesta davanti alla sede di Udine del Consiglio regionale. Narduzzi si affretta a chiarire che il bersaglio polemico non sono gli alleati, ma «una Comunità europea sempre più in balìa di norme astruse e restrittive della libertà dei cittadini del nostro territorio» e punta il dito su un centrosinistra «abituato a prostrarsi di fronte alla Ue». Narduzzi denuncia «l’invadenza di un’Unione europea più interessata a occuparsi delle piccole questioni locali che dei grandi problemi internazionali, come il controllo dell’immigrazione».La dichiarazione mostra in filigrana il motivo scatenante della reazione leghista: la lettera di chiarimento inviata dalla Commissione europea alla Regione Friuli Venezia Giulia e al Comune di Azzano Decimo a seguito dell’ordinanza del sindaco Enzo Bortolotti sui requisiti per l’accesso ai benefici sociali che discriminerebbe i cittadini extracomunitari (reddito minimo per l’accesso ai benefici sociali). Un caso già noto, che si è arricchito però di uno sviluppo molto fastidioso per il capogruppo leghista. Narduzzi ha reso noto che l’assessore regionale alla Salute Kosic ha convocato il sindaco Bortolotti perché riferisca sulla norma comunale a rischio infrazione europea. Peccato che Bortolotti, noto come il "sindaco antiburqa", sia anche il presidente regionale della Lega e che della convocazione Narduzzi non sia stato avvertito dagli alleati. «Vogliamo capire il perché di questo comportamento irrituale», commenta il capogruppo leghista, già nervoso per la notizia che una convenzione stipulata dal Comune di Pordenone «ripristina l’ambulatorio per immigrati clandestini».Il no della Lega alla legge comunitaria regionale «voluta dal centrosinistra nel 2004» per recepire in maniera sistematica le normative europee «non prelude a uno scontro preelettorale con gli alleati», chiarisce Narduzzi. Ma il capogruppo ripropone la questione della permanenza in giunta dell’assessore alla Salute Kosic: «La questione c’è ed è aperta da tempo. Avevamo già chiesto le dimissioni di Kosic», reo secondo il Carroccio di non aver mai portato seriamente la lente sugli asseriti privilegi sanitari degli extracomunitari.

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=55436&sez=REGIONI

Il fascismo che indica la separazione fra le persone in base a razza e ceto sociale per poter meglio dominare la società civile è molto appetibile nella società italiana. Anche il più povero, il più stupido, il più derelitto e incapace, in una società fascista, può vessare e ingiuriare persone per superiorità di nazionalità, ceto sociale, razza o religione.
Davanti all’Unione Europea che spinge per l’uguaglianza delle persone, qualcuno spinge per una disuguaglianza che permette, in prospettiva, un vero e proprio traffico di schiavi. La riduzione di persone nella condizione di “non aver diritti” è la condizione che nell’Italia fascista e nella Germania nazista portò alla costruzione dei campi di sterminio. Poi, una volta costruiti quei campi di sterminio o quella fascia di non diritto, è facile, per un qualsiasi regime che neghi le leggi, la Costituzione e la Carta dei Diritti d’Europa, estendere i non diritti ai cittadini affinché servano, obbedienti, quel regime che si pone al di sopra e al di fuori di ogni legge e di ogni norma.
Questo accade in Veneto fra cittadini angosciati dalla crisi economica e in balia di aggressioni esistenziali alle quali non sanno far fronte e, chi dovrebbe agire per placare quell’angoscia, preferisce indicare il “diverso” su cui scaricare la rabbia dei cittadini.

Marghera 23 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it