La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 15 aprile 2009

Si sfalda il tessuto sociale del Veneto.

La crisi, scomparsa dalle cronache, entra prepotentemente nella vita delle persone.
Il terremoto d’Abruzzo ha aiutato il governo Berlusconi a nascondere la miseria che sta avanzando velocemente. Una miseria che ha visto oggi una certificazione della Banca d’Italia che ha affermato una diminuzione delle entrate di oltre il 7% nei primi tre mesi del 2009.

Nel Veneto la crisi assume quel carattere di territorialità che viene taciuto per ordine del governo. Un governo che spinge all’ottimismo ad ogni costo pur di nascondere ai cittadini le difficoltà cui saranno costretti ad andare incontro.
Le notizie sulla crisi ci sono, ma bisogna cercarle, leggerle ed interpretarle. Cosa ben più difficile che guardare le sfilate di Berlusconi all’Aquila in cui promette al fine di assicurarsi voti elettorali in un paese che è sempre più in sofferenza ed abbandonato dagli organi di informazione.
Riporto gli ultimi dati sulla situazione del Veneto:

A Marzo si arrendono 104 aziende.Quasi cinquemila lavoratori a casa
Matteo Marian
Lo scorso anno il sistema produttivo regionale aveva perduto circa 7000 addetti



VENEZIA. Centoquattro aziende nel solo mese di marzo, che sommate a quelle che hanno comunicato l’avvio della procedura di crisi a gennaio e febbraio diventano 243. L’impatto della recessione sul tessuto imprenditoriale veneto coinvolge, secondo la rilevazione di marzo redatta da Veneto Lavoro, il settore metalmeccanico (soprattutto aziende di piccole dimensioni) ed è collegata sia a difficoltà di mercato sia a riorganizzazioni che prospettano riduzioni di personale. Una crisi strutturale, quindi, che vede potenzialmente coinvolti quasi 5mila lavoratori.I morsi della crisi. Il dato esatto parla, per i primi tre mesi dell’anno in corso, di 4.792 addetti toccati dalla crisi, ovvero legati ad aziende che hanno comunicato (alle rappresentanze sindacali, all’Inps e alla Commissione provinciale del lavoro competente) l’apertura di una procedura aziendale di crisi. Per il solo mese di marzo parliamo di oltre 1.600 lavoratori. «Mediamente - dice Veneto Lavoro nel report - si può calcolare che le procedure di cassa integrazione straordinaria e mobilità arriveranno a interessare circa il 16% degli addetti delle imprese coinvolte».
La mappa. La provincia più colpita, considerando solo il mese di marzo, è quella di Venezia: 27 le aziende che hanno annunciato lo stato di crisi, per un totale di 385 lavoratori coinvolti. Padova ha visto 18 aziende alzare bandiera bianca (360 addetti), Treviso 16 aziende (164 addetti). Il settore più coinvolto è il metalmeccanico, la categoria di imprese più ricorrente è quella che ha fino a 50 dipendenti (66 su 104 aziende), la mobilità (92 aziende su 104) l’istituto maggiormente richiesto dalle imprese in crisi.
Le ragioni. Analizzando la problematica aziendale evidenziata nella comunicazione preventiva, emerge come quasi il 50% delle richieste evidenzia la necessità di arrivare a una «riduzione per crisi di mercato». Trentasei aziende (sempre a marzo 2009) avanzano la richiesta motivandola con l’avvio di un processo di «ristrutturazione-riorganizzazione». Dieci imprese, infine, parlano apertamente di «chiusura per decisione aziendale».
La Cig. «Nei primi mesi del 2009 - sottolinea Veneto Lavoro - l’entità del ricorso alla cassa integrazione si è significativamente intensificato rispetto agli ultimi mesi del 2008». In particolare «a marzo si intensifica il già elevato ricorso alla cassa ordinaria, sia nel manifatturiero (2,2 milioni di ore autorizzate) che nell’edilizia (700mila ore)». Per quanto riguarda la cassa straordinaria, «le ore autorizzate sfiorano le 500mila e portano il bilancio del primo trimestre dell’anno in corso a circa un milione e mezzo di ore autorizzate». Traducendo in lavoratori interessati, Veneto Lavoro stima che, nel mese di marzo, i cassintegrati siano stati mediamente ogni giorno circa 24mila rispetto ai 13mila di marzo 2008.
Posti persi. Nel primo trimestre gli inserimenti in mobilità a seguito di licenziamenti individuali sono stati quasi 7mila, mentre quelli a seguito di licenziamenti collettivi sono stati 2.260. In crescita la quota degli stranieri.
(15 aprile 2009)


Tratto da:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/a-marzo-si-arrendono-104-aziende-quasi-cinquemila-lavoratori-a-casa/2078410


Tutto nell’assoluta indifferenza delle Istituzioni.
Altre pessime notizie giungono dal territorio. Ma, in fondo, al governo non interessa nulla. Il governo è impegnato con le ronde e con baggianate del genere.

Marghera 15 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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