La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 14 maggio 2009

Che cos'ha in comune la crisi industriale di Padova, quella di Castelfranco e il casinò di Venezia?

Gli ultimi dati che arrivano della grande crisi dicono che il Veneto è in grave sofferenza.
Durante la “giornata dell’economia” le cifre che vengono fornite sono gravi. Nei primi tre mesi dell’anno nel Veneto c’è una diminuzione del 16,5%, a Padova raggiunge una diminuzione del 22, 4%; nei fatturati in Veneto, la diminuzione della produzione si attesa attorno al 15,4% mentre a Padova la diminuzione è del 19,9%.
E si tratta di un negativo destinato a dilatarsi nel tempo.
Anche sui mercati esteri la produzione del Veneto stenta a presentarsi. Mentre la diminuzione del Veneto si attesta al 16,2%, Padova diminuisce la presenza dei suoi prodotti del 28,3%. Si tratta della perdita di circa 20.000 posti di lavoro. Dal momento che una parte va nel prepensionamento, alla fine, secondo alcuni analisti, i disoccupati ammonterebbero a circa 6000 persone in più oltre, naturalmente, agli interinali che non vedranno più rinnovato il loro contratto.
Questo per quanto riguarda Padova.

A Castelfranco le cose non vanno meglio.

Presso le Scuole Medie “Giorgione”, ci sarà un incontro di lavoratoti dove saranno presenti le rsu di alcune grandi fabbriche in crisi: Breton, Berco, Ggp-Castelgarden e Fervet. È organizzato da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani di Castelfranco. Nel comprensorio ci sarebbero 1ooo persone in cassa integrazione, naturalmente molte centinaia sono i posti interinali persi. Le grandi fabbriche sono una cosa, ma quando le grandi fabbriche di una zona entrano in crisi, le piccole imprese di servizi stanno già da tempo chiudendo e licenziando i dipendenti.

Sintomo della crisi è anche il Casinò di Venezia che avrebbe accumulato due milioni di perdite al mese e 10 milioni di perdite dall’inizio dell’anno. La crisi economica spinge le persone a non giocare e le allontana dai tavoli da gioco. La proprietà del Casinò tenta di rinegoziare la quota che deve dare al Comune di Venezia, che attualmente sarebbe di 107 milioni di euro. Ma sembra che quest’anno la proprietà non sia in grado di onorare i suoi impegni col Comune di Venezia nonostante che nel 2006 avesse guadagnato 213 milioni, nel 2007, 207 milioni e 198 milioni nel 2008, mentre quest’anno il casinò stima di guadagnare 182 milioni di euro.
Con la crisi economica tutto va in crisi: il parco buoi, le vacche da mungere, i cittadini, si ritirano su sé stessi e tutti coloro che vivevano del loro lavoro sono in affanno.

14 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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