La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 31 maggio 2009

Gli attentati in Veneto: fra il ridicolo e la politica degli incapaci e degli incompetenti.

Chi se ne intende un po’ di “bruciare portoni” o di “suscitare emozioni con molto rumore” che fa pensare a “bombe” rimane scettico davanti alla feroce propaganda (questa sì feroce e cattiva) dell’uso di finti atti intimidatori con cui la Lega vuole imbastire la sua propaganda.
Già avvenuto in passato in cui attacchi ai Musulmani erano attribuiti da un sindaco leghista ai musulmani stessi (in un paese del trevigiano) salvo poi scoprire che si trattava di balordi del paese uno dei quali, se la memoria non m’inganna, figlio di un assessore leghista.
Usare questo tipo di tecniche per la campagna elettorale è un classico di chi alimenta la paura o gioca sulla paura per aggregare consensi.
Comunque, potrebbero anche scoprire chi è stato a fare quei finti attentati.

Riporto dal Corriere del Veneto on Line:

Lega nel mirino, attentati a Padova e Spinea
Ordigni e molotov. Vandali in azione a Mestre, Tombolo e Belluno

VENEZIA - Ore 3.45: l'ora del fuoco. Bomba alla sede della Lega Nord di Spinea, due ordigni fatti con tubi riempiti di polvere da sparo hanno divelto la saracinesca della sede di via Taormina. In contemporanea una molotov veniva scagliata sulla sede della Lega di Padova e una raffica di sassate si infrangeva su un'altra sede leghista a Tombolo. Sempre alla stessa ora ieri notte a Mestre sono comparse scritte intimidatorie: una in via Aleardi sulla parete della sede della Lega l'altra in via Manin, dove era prevista la conferenza stampa di Forza Nuova per il corteo di oggi a Venezia. A Spinea la bomba è esplosa 5 minuti dopo il passaggio della pattuglia dell'Arma, come se i bombaroli sapessero gli spostamenti dei militari. Un boato tremendo ha scosso gli appartamenti sopra la sede: i tubi di polvere erano collegati a una miccia e sono stati infilati tra vetrata e saracinesca. Lo scoppio ha divelto la base dell'inferriata che è stata sparata a venti metri di distanza. I detriti hanno attraversato le auto in sosta come proiettili conficcandosi nella carrozzeria, se qualcuno fosse passato in quell'istante non l'avrebbe scampata. Per piazzare l'ordigno avrebbero agito almeno in due, uno da «palo» l'altro per l’innesco.
Qualcuno ha udito un’auto partire ad alta velocità: «Pensavamo a un'esplosione dovuta a fuga di gas poi, abbiamo capito che la sede della Lega era distrutta» racconta la signora Maria che vive nell'appartamento sopra la sede. «I detriti sono arrivati fino alla soglia della mia pizzeria a 50 metri di distanza, non poteva essere che una bomba», racconta Massimo, il titolare del vicino locale. Un attacco coordinato e organizzato da tempo tramite il web, sospettano Digos e carabinieri di Mestre. Ieri sono stati sentiti alcuni esponenti collegati alle frange anarchiche e di estrema sinistra, ma avrebbero tutti un buon alibi. A Padova è la terza volta in altrettanti mesi che la Digos è costretta a fare rilievi, acquisire filmati e sentire testimoni per episodi ostili contro la sede della Lega di via Montà. Prima secchiate di liquame, poi sassate (gli agenti della Digos sono convinti di avere già individuato gli autori nell'ambiente del centro sociale Pedro) e ora l'atto intimidatorio più grave: un rogo innescato con tanica di benzina rovesciata davanti all'entrata.
Fonte:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2009/29-maggio-2009/lega-nord-mirino-esplosioni-sedi-padova-spinea--1501408629037.shtml



Già, quel “come se i bombaroli sapessero gli spostamenti dei militari” del Corriere appare quanto meno plausibile tradurlo come “Perché i bombaroli sapevano degli spostamenti dei militari?”. Oppure: “C’erano rapporti fra i bombaroli e gli spostamenti dei militari?”.
Come fa il Corriere della sera a dire “Un attacco coordinato e organizzato da tempo tramite web” attribuendolo al sospetto di Digos? A meno che l’attentato non sia stato organizzato dal Corriere della Sera con il contributo della Digos!
Ci sono pochi dubbi sulle secchiate di letame o eventualmente su “sassate”, i dubbi ci sono quando qualcuno organizza finti attentati per far diventare letame e sassate parte di un’attività criminale più grande dell’espressione dell’indignazione per le vessazioni che settori della popolazione sono costretti a subire perché Polizia e Magistrati vengono meno ai loro doveri.
In questo, con i suoi reati e con la sua attività eversiva, la magistratura Veneziana (di cui Nordio era uno degli elementi) è stata un campione nel fomentare l’odio sociale. Può darsi che i tempi siano cambiati, ma nella testa di gente come Nordio o come alcuni poliziotti, difficilmente si fa strada il termine “democrazia”, preferiscono quel delirio di onnipotenza troppo spesso legato al delirio razzista di troppi leghisti che non solo tollerano, ma spesso favoriscono sia con azioni dirette o azioni indirette omissive. Nordio è colui che andava a cena con Previti quand’era indagato. E’ colui che si inventò di inquisire d’Alema ed ex PCI senza avere nessun elemento che suffragasse una qualche ipotesi di reato per favorire la propaganda di Berlusconi: non dimentichiamo che nello stesso tempo molte persone non hanno avuto giustizia nel Veneziano.



E’ Zaia stesso che trasmette, non solo l’idea, ma il fondato sospetto che gli attentati siano stati organizzati per questioni elettorali all’interno della Lega:

Dall’intervista a Zaia sul Gazzettino

L’eco dei botti nelle sedi della Lega non si è ancora spento, e il ministro per le Politiche agricole non sa ancora se raccogliere i cocci o festeggiare: «Avremmo preferito altri tipi di aiuto, ma paradossalmente questi attentati al di là dei danni subìti ci fanno un favore».
Perché?
«Sotto il profilo della comunicazione la Lega ne esce più forte. È definitivamente cancellato il dubbio di una mancanza di profilo governativo del nostro partito. Se non avessimo capacità di governo, non subiremmo attentati: non si fanno contro chi abbaia alla luna. La Lega ha dettato la linea su temi come la sicurezza, il federalismo, le politiche dell’agricoltura».

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=60362&sez=ITALIA




Il passato lascia i suoi “rottami” e non si ripropone mai se non come autodistruzione:

Preso davanti all’ultimo rogo
I vigili: è lui il piromane
28 maggio 2009

Mauro «Pulce» Pulcinelli c'è cascato di nuovo ed è finito in manette ieri alle 3.45: aveva ap­pena incendiato una campana della carta tra Corso del Popo­lo e piazza Barche. Alla vista de­gli agenti è rimasto impassibi­le a guardare le fiamme che si levavano dal raccoglitore, che aveva appena incendiato con una salvietta imbevuta di car­burante. Uno show.
E' lui il piromane che ha la­sciato dietro sè almeno 29 cas­sonetti bruciati. Da dicembre Veritas ne ha persi 70, con un danno di 35 mila euro, ma non tutti potrebbe essere imputati a lui.
Mauro Pulcinelli è un piro­mane con alle spalle una sfilza di precedenti, una passione in­cendiaria con la vocazione per gli incendi di cassonetti che sa­rebbe nata dopo gli anni di piombo, da cui era uscito con una condanna per fiancheggia­mento alle Br. Il primo arresto per atti incendiari risale al 2000, quando fu fermato per aver incendiato delle cataste di legna, dopo un anno di roghi in città. L'ultimo degli arresti risale invece all'anno scorso, al 12 settembre 2008, quando di­vamparono 10 incendi e lui fu trovato accanto a un cassonet­to con in tasca fogli di giornale imbevuti combustibile. Non era in flagranza, dopo un mese è uscito e a dicembre i roghi so­no ricominciati. A lui i vigili ur­bani sono arrivati dopo la se­gnalazione di una volante del­la polizia che lo aveva visto vi­cino a un incendio un mese fa. Da allora è tornato sotto con­trollo, fino a ieri all’alba. Pulci­nelli usava la sua casa di via Ciardi come una tana da cui usciva solo al calar del buio e rientrava solo dopo le 5 del mattino. Vagava per le strade come un sonnambulo, a causa dei barbiturici che assumeva di frequente, per la patologie psichiche di cui soffre. Duran­te l'arresto sembrava come nar­cotizzato.
Fonte:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2009/28-maggio-2009/preso-all-ultimo-rogoi-vigili-lui-piromane-1501406651912.shtml


Rottami che hanno ben poco di “politico” o di “intenzioni politiche”.
Lascia un coacervo di patologie di persone che non hanno potuto veicolare le loro tensioni nella società e queste si sono ripiegate su sé stesse finendo per trasformarsi in patologie psichiatriche o in incapacità di gestire la loro esistenza senza una capacità di progettare un minimo di futuro. Figuriamoci intenti politici.

Anche questo succede in Veneto.
Una politica che non è più ideologia, ma scenografia volta a suscitare “emozioni” attraverso la paura e il terrore con cui costringere le persone a sottoscrivere posizioni politiche che le portano all’autodistruzione.
Sono diventati parte della storia gli attentati fatti dalla Polizia di Stato e attribuiti agli anarchici. Come agli anarchici è stato attribuito l'attentato di Piazza Fontana ad opera di poliziotti e magistrati!

31 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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