La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 24 maggio 2009

Il degrado di Venezia prodotto dai commercianti e i prezzi pazzi di Venezia trasformata in un parco giochi per turisti da derubare

Ci sono un po’ di cose da dire sullo scontro che vede contrapporsi etnie diverse di commercianti.
I commercianti di Venezia sono sempre stati il bubbone marcio della società Veneziana. Hanno sfruttato la città aggredendo chiunque non portasse loro soldi. I commercianti hanno sempre agito per “rapinare” i turisti: quasi fosse un dovere che i turisti portino loro soldi. Da tempo i veneziani non bevono un caffé in Piazza s. Marco per i prezzi proibitivi che vengono praticati. Si può dire che i commercianti occupano “militarmente” Venezia con la complicità di Sindaco, giunta comunale e opposizione. I prezzi a Venezia vengono aumentati a dismisura visto il controllo della città operato dai commercianti che rendono la vita impossibile ai Veneziani. Lo spopolamento della città è stato voluto dai commercianti per trasformare la città in un parco giochi per turisti da depredare.

Appare evidente che in questa illegalità, organizzata dai commercianti (provatevi a fare un giro in gondola) sono apparsi altri commensali che vogliono allungare le mani sulla torta. I commercianti li chiamano “abusivi”, eppure, basterebbe che il sindaco di Venezia concedesse loro le licenze e non sarebbero più abusivi: sarebbero dei normali commercianti. Ma dal momento che i controlli sui commercianti di Venezia sono sporadici e, spesso superficiali, i commercianti stessi giocano sull’equivoco che “il ladro è tale solo nella misura in cui lo si scopre”. Pertanto, accusano i commercianti che non sono riusciti ad avere le licenze di essere “illegali”. Tutti i commercianti di Venezia sono illegali. E lo sono non tanto perché ci sono “notizie di reato”, ma per gli effetti che i loro crimini hanno prodotto sulla città spingendo, anche per i loro prezzi, la gente a cercarsi un’abitazione fuori Venezia.

Hanno molte ragioni gli extracomunitari a protestare ed effettivamente costituisce fonte di rabbia la mancanza di controlli sui commercianti di Venezia che nascondono il loro delinquere con una forsennata caccia all’extracomunitario. C’è da auspicare che le forze di Polizia e la Guardia di Finanza intensifichi i controlli nei confronti dei commercianti di Venezia e faccia pagare loro quelle tasse che evadono e fermi il lavoro nero e sottopagato.



Domenica 24 Maggio 2009,

Dopo aver guidato la protesta degli ambulanti stranieri a Ca' Farsetti è tornato in Riva degli Schiavoni a fare il "palo" di fronte alla caserma dei Carabinieri per segnalare ai suoi colleghi l'uscita delle pattuglie. Mohamed Demba, il senegalese residente da 10 anni a Venezia che accompagnato da un sindacalista della Cgil era stato ricevuto dal capo di gabinetto del sindaco, l'altro ieri, nel giorno in cui una turista veniva travolta da una fuga di "vu’cumprà", ha passato buona parte del suo tempo appoggiato all'edicola di fronte alla caserma armeggiando con il cellulare. Tanto da essere più volte fotografato da un candidato alle provinciali della lista Zaccariotto, Andrea Di Centa, mentre avvertiva i suoi connazionali della presenza delle forze dell'ordine. «Il giorno della protesta a Ca' Farsetti in giro per Venezia ambulanti non se ne vedevano. Ma già il giorno successivo lungo la sola Riva degli Schiavoni se ne contavano circa 200, dal ponte della Pietà fino all'Arsenale - riferisce Di Centa - Demba, come ogni mattina, è stato tra i primi ambulanti a presentarsi in Riva già verso le 10,30 è arrivato per perlustrare il territorio quando ancora i suoi colleghi non avevano steso i lenzuoli a terra per esporre le loro mercanzie». Il portavoce degli ambulanti, invece, il lenzuolo non lo ha steso ma ha passato la giornata nella zona del ponte della Pietà ad approcciare i turisti di passaggio per vendere loro borsette e tenendo sott'occhio i movimenti delle forze dell'ordine. «Fermava i turisti proponendo loro un paio di borsette che teneva al braccio e quando riusciva a venderle si riforniva di nuovo da suoi colleghi – prosegue l’autore delle foto – così facendo, però, rovinava il lavoro ai banchetti degli ambulanti regolari, che si trovavano a due passi da lui, o perchè disturbava i turisti allontanandoli oppure perchè riusciva a vendere loro una borsetta prima che potessero comprare qualcosa dalle bancarelle». Ma soprattutto Demba, visto in Riva fino al tardo pomeriggio, era sul chi vive. «Non perdeva mai di vista il portone della caserma dei Carabinieri e telefonava ogni volta che ne vedeva uscire pattuglie – conclude Di Centa – automaticamente tutti gli ambulanti della Riva raccoglievano le mercanzie e si preparavano alla fuga». Questo potrebbe essere un indizio che potrebbe aiutare le forze dell’ordine a dimostrare che le decine di itineranti abusivi non sono un gruppo eterogeneo, ma un’organizzazione compatta e organizzata gerarchicamente. L’ultima trovata è quella della iperspecializzazione. In pratica, ogni venditore tratta una sola marca di borse false: c’è chi vende Prada, chi Chanel, chi Vuitton, chi Fendi. E ognuno indirizza i potenziali clienti verso il collega. Questo accade da tempo in campo San Zulian e i commercianti che mettono in guardia le persone che intendono acquistare dai senegalesi, hanno riferito di essere stati minacciati e invitati a farsi gli affari propri. «Li abbiamo davanti tutti i giorni - racconta un commerciante di San Zulian - una situazione che ci sta esasperando. Le forze dell’ordine lo sanno bene, così come sanno dei pali. Proprio qui c’è una telecamera collegata con i vigili».

Fonte:
http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=572399&Data=20090524&CodSigla=VE


Se si vuole fermare l’illegalità, si mettano sotto controllo i commercianti di Venezia e si concedano le licenze a chiunque intende commerciare togliendo quei privilegi la cui difesa porta delle persone ad alimentare le lobbies di un sistema mafioso che ha sempre danneggiato la città di Venezia.
Gli abusivi a Venezia ci sono sempre stati, ben prima dell’arrivo degli extracomunitari. Dai motoscafisti abusivi a coloro che accalappiavano i turisti per conto degli alberghi a P.le Roma, ai venditori di chincaglieria. Se questo problema si può superare facilmente dando le licenze a tutti e rendendo legale il lavoro (e tassato); il problema dei commercianti e dei ristoratori ladri di Venezia si può risolvere SOLO con gli arresti.
Le proteste dei commercianti di Venezia è solo un puro atto di razzismo mascherato da richieste di legalità che loro stessi violano.
Perché, in ultima analisi, le pretese dei commercianti di Venezia è quella di affamare delle persone per spingerle a delinquere in maniera più grave di quello che fanno loro.

24 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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