La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 5 maggio 2009

Il sistema mafioso in Veneto aggrava la situazione sociale. Problemi economici e sociali soffocano le persone.

Quando si impone al territorio regole amministrative in violazione del dettato Costituzionale attraverso l’aggressione dei pezzenti, di fatto si aprono le porte a ben altra criminalità. Se il sistema mafioso del Veneto non è ancora arrivato alla lupara o a spartirsi il territorio fra bande, lo si deve al fatto che molte Istituzioni Nazionali non hanno partecipato al gioco dei sindaci sceriffi.
Di fatto è mancato il controllo del territorio in funzione ei cittadini perché i sindaci hanno fatto il controllo del territorio in funzione di sé stessi. Non i sindaci al sevizio dei cittadini, ma i sindaci hanno usato le funzioni amministrative sostituendosi ad organi di polizia. Anche se questa interferenza è piaciuta ad alcuni politici, di fatto ha aperto le porte a crimini in camice bianco che non si limitano a spacciare la dose di eroina a colui che è già pieno di eroina, ma, in questa cronaca, ai traffici internazionali di clandestini e di un sistema di usura il cui scopo è la distruzione del tessuto economico.
Non c’è nessuna differenza fra questi reati in cronaca e quelli per i quali è stato arrestato Angelo Canalia a Lusiana. Sono tutti reati che possono essere consumati soltanto con relazioni nelle Istituzioni. Siano esse amministrative che bancarie. Sia come relazioni dirette che come relazioni indirette.
Così, l’imprenditore strozzato dalle banche si rivolge agli strozzini. Strozzini che diventano tali solo dopo aver fatto prestiti ad usura.
Così, questi trafficanti di clandestini hanno agito per gli scarsi controlli degli Ispettori del Lavoro e di altri organi di controllo. Però, Gentilini, ha fatto rimuovere le panchine contro gli immigrati.

E’ il sistema mafioso del Veneto.
Cosa che diventa una vera e propria mafia se noi pensiamo non alla lupara, ma ai muri di gomma delle amministrazioni dalle quali è impossibile ricevere delle risposte o, le risposte che si ricevono, sono spesso atti di intimidazione soggettiva attraverso un’interpretazione personale delle norme a discapito del cittadino.

Questa situazione di mafia è destinata a estendersi a mano a mano che la crisi progredisce e la situazione economica si aggrava.
In effetti, da qualche mese la crisi finanziaria si sta abbattendo in maniera sempre più violenta sulla società civile e ogni difficoltà sociale viene aggravata con la conseguente apertura a nuovi comportamenti criminali:



Treviso. Traffico di clandestini in Veneto
con i falsi stage formativi: 4 arresti
"Striscia" inchioda due trevigiani e le mogli marocchine:
centinaia di magrebini in Italia
con la promessa di un lavoro


TREVISO (5 maggio) - Una presunta organizzazione criminale accusata di essere dedita all'immigrazione illegale è stata sgominata dalla squadra mobile della questura di Treviso che ha arrestato 4 persone, due trevigiani e le due mogli marocchine.Gli agenti della squadra mobile hanno scoperto che la presunta organizzazione attraverso la falsa predisposizione di stage formativi in aziende trevigiane operanti nel settore dentistico e odontoiatrico, che iscrivevano regolarmente alla Camera di Commercio, in realtà avrebbero fatto entrare in Italia centinaia di cittadini marocchini.Questi, con la falsa promessa di essere assunti con regolari contratti a chiusura degli stage, e quindi con la trasformazione del loro permesso di soggiorno per motivi di studio in quello per motivi di lavoro, erano indotti a versare 8.000 euro.Tutti secondo quanto sarebbe risultato dalle indagini erano convinti di poter restare in Italia in modo regolare. Le indagini hanno preso avvio da un servizio televisivo di circa un anno fa.Le accuse al centro delle indagini sono di associazione a delinquere finalizzate alla truffa aggravata e all'ingresso e alla permanenza illegale di stranieri, aggravata dalla natura transnazionale del crimine. In carcere sono così finiti Severino Santarossa, 53 anni, di Treviso, titolare di una ditta omonima; la moglie Nabila Ghadif, 29 anni, marocchina, amministratrice della “Omega società cooperativa” a Marcon (Venezia); e Ivano Tonon, 39 anni, di Spresiano, titolare del “Dental Prestation Italia”, con sede in Marocco. Ai domiciliari, invece, la moglie di quest'ultimo, Hasna Mettioui, 32 anni, titolare della “Dental Service Italia” a Villorba. Secondo l'accusa, il meccanismo messo in atto dai quattro, secondo quanto è emerso dalla indagini della squadra mobile, di fatto riusciva ad eludere le norme sui permessi di soggiorno in Italia per stranieri: le ditte accreditate per il progetti formativi risultavano apparentemente in regola e agli stranieri veniva fatta sottoscrivere la documentazione per l'inoltro dell'istanza di permesso di soggiorno. Così, ad un eventuale controllo, potevano mostrare la ricevuta della compilazione del kit postale. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip trevigiano Gianluigi Zulian, su richiesta del Pm Claudio Pinto. Nel corso delle indagini gli agenti hanno acquisito anche un filmato trasmesso da Striscia la Notizia relativo ad una intervista a una marocchina che denunciava di aver pagato dei soldi per entrare in Italia con la promessa, poi risultata falsa, di un contratto di lavoro. Anche il tutor della provincia di Treviso aveva ravvisato irregolarità nella gestione degli stage e l'ispettorato del Lavoro aveva conseguentemente disposto delle verifiche.

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=56954&sez=NORDEST





Treviso. Imprenditori nella morsadegli usurai: cinque inchieste in Procura
Fenomeno accentuato dalla crisi economica. La Finanza: «Chi si rivolge a noi lo fa quando è già sul lastrico»

di Lina Paronetto

TREVISO (4 maggio) - Cinque fascicoli in Procura, cinque grossi casi di usura che stanno impegnando in complesse indagini la Guardia di Finanza di Treviso. Crisi economica e bisogno di dimostrare un tenore di vita che non ci si può più permettere alimentano anche nella Marca questa forma di criminalità.Subdola, sottile. Il comando provinciale delle Fiamme Gialle mette in guardia da un fenomeno che troppo spesso si ritiene estraneo alla nostra realtà e che oggi coinvolge invece chi, di questa realtà, è da sempre il motore. «A essere maggiormente colpiti sono i titolari di piccole e medie imprese – spiega il colonnello Claudio Pascucci, comandante provinciale della Guardia di Finanza- Nel momento che attraversiamo, in cui le banche hanno necessità di recuperare in fretta liquidità, l’imprenditore si trova in difficoltà. Non avendo possibilità di accedere nuovamente al credito e non riuscendo a riscuotere, come spesso accade, quanto gli sarebbe dovuto da alcuni clienti, ha bisogno di prestiti molto rapidi, che non richiedono particolari garanzie».Lì, sulla sua strada, incontra l’usuraio. «Quando poi decide di rivolgersi alla Guardia di Finanza, lo fa in genere con grande ritardo – ammonisce Pascucci- l’usuraio non cerca solo il rientro del denaro, la sua mira è entrare nell’impresa, acquisendone quote o addirittura la proprietà. Quando l’imprenditore si rivolge a noi, spesso è già stato spogliato dell’impresa e dei propri beni».


Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=56890&sez=NORDEST

Sarà piuttosto dura riuscire a mantenere la legalità democratica in una situazione in cui la crisi economica indurrà i magistrati a riempire ulteriormente le “patrie galere”.
Tutta la politica si è sempre guardata bene dall’introdurre nella società civile elementi morali virtuosi. Aveva chiaramente paura di mettere in discussione il potere i dominio sociale della chiesa cattolica. Perché non si è inquisito Gentilini e tutti gli altri mentre incitavano all’odio razziale? Forse perché “non c’erano elementi sufficienti dal punto di vista giuridico”? Di fatto, però, si è legittimato il razzismo e l’odio per il diverso che, una volta emarginato, ha legittimato (sia pur come percezione soggettiva) sia il delinquere degli immigrati sia il delinquere di chi usa gli immigrati in maniera illegale per legittimare, poi, i comportamenti illegali come l’usura. Una volta legittimati dal punto di vista della percezione soggettiva, questo comportamento criminale si dispiega nella società e devono intervenire le forze di polizia per tamponare perché il danno sociale è ormai irreversibile.


05 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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