La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 28 maggio 2009

La nuova frontiera degli orafi Veneti

Quando viene data una notizia della scoperta di falsari e non si precisa la nazionalità dei falsari, va da sé che sono tutti italiani e veneti in particolare.
Io non ho informazioni se costoro sono tutti italiani o Veneti in particolare, ma vorrei far notare come ci sia stato un crollo dell’intera industria orafa nel vicentino. Questi orafi non sono come l’operaio che una volta licenziato deve trovarsi un lavoro, ma sono persona che dispongono di un laboratorio. Strutture e mezzi che possono usare.
E’ facile, pertanto, immaginare che dentro a quei laboratori si inizi a lavorare clandestinamente entrando nel circuito della criminalità o, quanto meno, dell’illegalità.
Come ho già scritto in altri post, in questo momento di crisi economica, ai Veneti non resta altro che entrare in concorrenza con i cinesi:


28/05/2009 - 08:21
Contraffazioni: scoperta filiera gioielli con marchi falsi

Denunciate 34 persone in cinque regioni
(ANSA) - VENEZIA, 28 MAG - La Guardia di Finanza di Venezia ha sequestrato 85.000 articoli di gioielleria contraffatti per un valore di 7 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno denunciato 34 persone tra Veneto, Friuli V.G., Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. L'operazione ha permesso di scoprire l'intera filiera del falso. Sequestrati circa 15.000 pezzi tra collane, anelli, bracciali, orecchini e pendenti con marchio Louis Vuitton, Boss, Chanel, Gucci, Armani, Versace, Ferrari, Playboy e Paciotti.

Parlano da sole le riflessioni sulla fiera orafa di Vicenza. Non sono solo riflessioni che spingono al pessimismo, ma sono riflessioni che incitano ad una vera e propria sopravvivenza. Una sopravvivenza che può uscire dalla legalità per sopravvivere:

La valutazione sulla fiera di Vicenza è condivisa da un altro dirigente degli orafi Cna, Gianfranco Ceccarelli: “le fiere vanno fatte e questo è un elemento incontestabile ma sul calendario, soprattutto se vogliamo continuare a rivolgerci al mercato Usa, quale riflessione deve essere fatta. Così come sulla creatività e l’innovazione: qui si gioca la sfida del futuro. Non possiamo più pensare alle grandi quantità ma a rinnovare le produzioni e considerare il made in Italy l’unica chiave che ci può aprire porte che il fattore prezzo ci sbarra”.Da Vicenza è tornato pessimista anche Luca Alfreducci, del Direttivo orafi Cna: “era una specie di termometro per misurare la “febbre” del settore e purtroppo dobbiamo confermare che rimane alta. La crisi del settore non si attenua ed alcuni elementi, come il prezzo del metallo e l’euro forte nei confronti del dollaro, non ci aiutano di certo. Gli operatori Usa non si sono visti perché tra pochi giorni si apre la Fiera di Las Vegas e questo conferma che un maggior coordinamento a livello internazionale degli appuntamenti espositivi sarebbe indispensabile. In ogni caso è ormai evidente che la strada che dobbiamo percorrere è quella della creatività e della qualità con la piena affermazione del made in Italy”.Preoccupati ma decisi ad andare comunque avanti, gli orafi aretini. “La crisi finirà – commenta Bondi. Questo è certo. Il problema è che non sappiamo quando e, soprattutto, non sappiamo quanti di noi saranno ancora in attività a quel momento”. Ed ecco il ruolo di Cna e delle associazioni di categoria: “dobbiamo operare per tutelare la piccola impresa, perché possa sopravvivere in questa lunga fase di transizione. Ovviamente non possiamo farlo da soli. E’ chiaro a tutti che una parte consistente del sistema economico aretino si regge sull’oro. Se così è, allora bisogna essere conseguenti ed operare tutti insieme: imprenditori, istituzioni locali, banche”.

Tratto da:
http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=66112&Itemid=2


Non è possibile pensare che in Italia ci possa essere un comparto economico capace di affrontare la crisi. I licenziamenti, le cassa integrazione, la dismissione di lavoratori interinali, sono i sintomi reali del degrado sociale. Perché se è vero che dismettere lavoratori comporta un risparmio per l’azienda, significa che l’azienda non ha più prospettive né di sviluppo né di stabilità e i suoi prodotti non si vendono più. Per questo l’azienda deve diminuire la quantità degli acquirenti finendo, di fatto per vendere meno prodotti. Questo fenomeno, ben conosciuto in economia, non si è mai presentato con la stessa drammaticità di oggi perché la globalizzazione ha sempre fornito “nuovi terreni di conquista” per l’industria e il commercio. Ora che i terreni di conquista sono finiti l’economia ritorna alle regole fondamentali e troppi imprenditori stanno facendo il salto nell’illegalità: in fondo erano illegali anche prima, solo che prima sfruttavano le pieghe del sistema.

28 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

3 commenti:

  1. Prova, prova..
    Non riesco mai a commentare da te, prova..

    RispondiElimina
  2. Ok, sembra che in qualche modo funzioni..

    Ti seguo da un po', te ne sarai accorto..
    Premettendo che sono ateo, quindi cristianesimo e paganesimo per me uguali son, volevo saperne di più su quei due "leoni di Delo" a guardia di Venezia..
    Vuoi dire che San Marco è il solito ipocrita tentativo di sincretismo con il cristianesimo?
    Dammi più notizie, vorrei saperne di più sulla Storia di Venezia.
    Ciao

    RispondiElimina
  3. Se tutto è uguale, perché cercare le differenze?
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

    RispondiElimina