La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 1 maggio 2009

La Safilo e le strategie Confindustriali di dismissione dei lavoratori.

L’accettazione, da parte della Safilo, della moratoria è stata “contrattata”.
Verifichiamo!
E poi licenziamo.
E poi dobbiamo essere liberi di licenziare.
Si arriva ad agosto, si mette in cassa integrazione e ci si prepara a chiudere gli stabilimenti.
Si verificherà ciò che l’azienda ha già verificato e, da buoni amici, si lasceranno a casa i lavoratori ben spremuti e dequalificati.
E’ la politica del “Intanto tiriamo avanti!”
Ma non ci sono prospettive. Le occhialerie lavorano sull’acquisto di massa. E’ la quantità di benessere sociale che invoglia ad acquistare occhiali. In caso di crisi, come quella attuale, l’acquisto di occhiali è confinato o fra il necessario, o nelle categorie sociali medio-alte che, comunque, non sono toccate dalla crisi. Un po’ come le sedie di Udine. Fino ad ieri molte piccole fabbriche chiudevano, oggi, con la crisi economica e con la riduzione dei consumi messi in atto anche dalle famiglie italiane (nella loro propensione al risparmio), anche le ultime fabbriche di sedie dell’udinese sono in fortissima difficoltà.
I prodotti manifatturieri che richiedono un consumo di massa per garantire la continuità della produzione, sono quelli che già risentivano dell’arrivo del prodotto dalla Cina (e prima dalla Romania), ma oggi, con la contrazione dei mercati e i massicci licenziamenti e cassa integrazione, stanno morendo.
E’ il caso delle occhialerie. Dopo mesi di crollo delle vendite si presenterà un mese in leggera ripresa, ma, date le condizioni attuali, può essere solo un fuoco di paglia.

Udine.
Safilo, moratoria di due mesi:congelati gli 800 licenziamenti previsti
L'azienda ha accolto la proposta del Ministero dello Sviluppo economico. Verifiche della situazione finanziaria e produttiva


UDINE (30 aprile) - La Safilo ha accettato una moratoria di due mesi sul progetto di tagli nei suoi stabilimenti friulani, una proposta formulata dal Ministero dello Sviluppo economico. Lo hanno riferito fonti sindacali, al termine della riunione del Tavolo nazionale sull'azienda di occhialeria, convocato oggi a Roma. La "tregua" - da quanto si è appreso - dovrebbe permettere ad azienda e sindacati di verificare la situazione finanziaria e produttiva dei siti di Martignacco e Precenicco, entrambi nel comune di Udine. Al termine, nel mese di luglio, dovrà essere quindi accertato se l'azienda vorrà proseguire nel programma di messa in cassa integrazione dei lavoratori (circa 800) dei due impianti. Nel corso della riunione odierna, il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani, ha rivelato che alcuni imprenditori sarebbero interessati a investire negli stabilimenti friulani, senza però dare ulteriori indicazioni. Sindacati e proprietà si ritroveranno lunedì prossimo nella sede di Confindustria Udine per concordare le verifiche nel periodo di moratoria, che saranno poi portate nuovamente, a fine maggio, al tavolo ministeriale.


Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=56598&sez=NORDEST


Educati nell’ideologia cristiana i “lavoratori” non hanno mai pensato a sé stessi come “merce di scarso valore”. Come bestiame da buttare. Così hanno aderito a tutte le proposte che dagli “squali” sociali arrivavano: mutui facili, credito al consumo (acquisti rateizzati, cose che paghi fra quattro mesi, ecc.) hanno fatto figli speranzosi nella staticità di un presente che avrebbe garantito loro un futuro.
Nello stesso tempo hanno abbandonato le ideologie politico-sociali che avevano consentito loro una certa sicurezza sociale come se fossero dei vecchi arnesi da buttare. Una volta buttate le ideologie socio-politico-economiche si sono illusi che anche “gli altri” avrebbero buttato la propria.
Il risultato è che ora, questi lavoratori, sono soli. Soli con un sindacato che appoggia politiche di ridimensionamento dei posti di lavoro e che funge da braccio operativo della Confindustria, assopendo le tensioni dei lavoratori, per favorire e facilitare i licenziamenti.
La Confindustria non ha avuto bisogno di eliminare lo Statuto dei Lavoratori: sta procedendo ad eliminare tutte le condizioni di vita dei lavoratori.
Chissà, domani, le banche a chi faranno prestiti!
01 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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