La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 4 maggio 2009

La schiavitù in Veneto: lavoro nero e sfruttamento. Quanto sono compiacenti i sindaci?

188 lavoratori in nero scoperti a Padova.
Eppure il Sindaco di Cittadella Massimo Bitonci parlava di sicurezza, mobilitava contro gli extracomunitari.
Eppure, i suoi vigili urbani non hanno individuato questa irregolarità. Non hanno visto lo schiavismo che si attua nel suo comune.
C’è da chiedersi: ma quando parla di legalità, a che cosa si riferisce?
Si è sempre denunciato che nel Veneto il lavoro nero, sottopagato, l’evasione fiscale, è sempre stata massiccia.
Si scoprono mazzette e sistemi mafiosi. E questo? Non è forse un sistema mafioso?
La crisi economica attanaglia il Veneto. Le illusioni della ricchezza facile attraverso l’uso di veri e propri schiavi che alcuni politici hanno garantito agli imprenditori locali, si stanno un po’ disgregando.

Con il Federalismo Fiscale i comuni si sono assicurati la capacità di controllo finanziario del territorio in affiancamento al normale lavoro della Guardia di Finanza. In altre parole, tanto maggiore è l’introito assicurato alle casse dello Stato di tasse recuperate e tanto maggiore saranno i soldi che rimarranno nel comune. Così alle “ronde” contro chissà che cosa, saranno affiancate le Ronde contro l’evasione fiscale e il lavoro nero la cui repressione, assicurando allo Stato maggiori introiti, permetterà il mantenimento sul territorio di più soldi.

Il blitz della Guardia di Finanza non fa altro che riconoscere un fenomeno conosciuto e riconosciuto nel Veneto che è sempre stato nascosto dagli imprenditori disonesti per aggredire quegli imprenditori che, rispettosi delle leggi, sono in difficoltà per effetto della crisi e, spesso, per non aver gli appoggi politici.

Il vero nome del “lavoro nero” è SCHIAVISMO! E’ quell’induzione alla schiavitù che viene perseguito soltanto quando sono presenti costrizioni fisiche violente e non soltanto stati di necessità delle persone che le costringono ad accettare questo orrore inumano.
Quel grido di vendetta e di giustizia della Costituzione che troppi magistrati hanno, per i loro interessi, scambiato per terrorismo. Finendo, di fatto, per favorire lo schiavismo sociale.
Riporto l’informazione dal giornale Il Gazzettino:



Cittadella. Blitz nel call center, la Finanza
scopre 67 lavoratori pagati in nero
“Assunti” in prova con un contratto che non arrivava mai
Dovevano trovare clienti per corsi di inglese ed informatica


PADOVA (4 maggio) - Centottantotto lavoratori irregolari e “in nero” sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Padova in tre diverse operazioni contro il lavoro sommerso. In un controllo presso un call center di Cittadella sono stati denunciati due imprenditori perché avrebbero impiegato “in nero” 67 dipendenti, tra i 18 ed i 25 anni, per una paga di 5 euro l'ora.Il loro compito era quello di reperire clienti per i corsi di inglese e di informatica. A loro vanno aggiunti 5 lavoratori regolari che avrebbero fatto straordinari “in nero” e due insegnanti che hanno preso compensi in maniera irregolare con il ruolo di docenti per i due corsi. Le ragazze venivano “assunte” in prova, talvolta senza essere informate sulla paga oraria e la tipologia di contratto, per un periodo che si protraeva in attesa di un contratto che non arrivava mai. Una albanese di 24 anni si sarebbe vista prolungare di settimana in settimana il periodo di prova come telefonista con la scusa che non parlava bene l'italiano. Le altre due operazioni hanno interessato una società del settore agricolo e una del settore della fabbricazione di strutture metalliche dove sono stati individuati a lavoratori “in nero” e altri 110 regolari che percepivano consistenti extra in contanti sotto forma di premi o fuori busta paga.

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=56859&sez=NORDEST


Dov’era Zanonato? Dov’era Bitonci?
Guardiamo con orrore ciò che sta succedendo sul territorio. Il nostro guardare con orrore, il nostro indignarci, apparirebbe ingiustificato se continuamente alcune Istiuzioni non fossero rispettose del Dettato Costituzionale e col loro intervento danno sostanza alla nostra percezione dell’orrore che si muove sul territorio e che troppo spesso viene ignorato.
La domanda è: DOMANI, A CHI TOCCA?

04 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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