La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 19 maggio 2009

Muore il petrolchimico; muore la chimica di Marghera; muore un mondo e le persone sono nude davanti al nuovo

Sia Il Gazzettino che il Corriere della Sera riportano le dichiarazioni di Galan.
E’ da tempo che si vuole smembrare l’area industriale di Marghera.
L’area chimica di Marghera è finita con una delle più grandi devastazioni del territorio Veneto: dalle diossine al territorio inquinato di metalli.
Gli operai sono stati cacciati, un po’ alla volta, con l’aiuto del sindacato che ha provveduto a svuotare ogni lotta di sopravvivenza di questi operai.
E’ un ciclo finito e gli operai sono i cadaveri di questo ciclo finito. Dopo le decine di morti per tumori o per reni spappolati, ora gli impianti si fermano.

A Galan interessa distruggere un serbatoio di voi “avversario” dimenticando che quegli operai, di fatto, ormai erano schierati con la lega in quanto vedevano nell’extracomunitario il loro nemico.


VENEZIA (19 maggio) - «Bisogna avere il coraggio di dire con onestà al mondo che la chimica, a Venezia, è finita». Lo ha dichiarato oggi a Venezia il presidente del Veneto, Giancarlo Galan. «Prima ci rendiamo conto che è finita e bisogna fare qualcosa di nuovo e di diverso, meno saranno le sofferenze per quelli che ne avranno a patire».«Con questo - ha proseguito il governatore - non voglio dire che non vanno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali, che non vanno usate tutte le formule possibili per superare le difficoltà legate anche alla catena della chimica nazionale, che qualcuno debba essere lasciato solo di fronte lo sviluppo e all'ineluttabile declino della chimica a Venezia», ma che «non c'è spazio per la chimica a Venezia e che politici coraggiosi dovrebbero avere il coraggio di dirlo e di creare fin da oggi le alternative, in modo che le sofferenze siano ridotte il più possibile». «Si smetta la solita retorica sul cloro - ha concluso Galan - e si inventino nuove fonti, perché c'è un grande spazio per l'industria avveniristica».


Fonte Il Gazzettino:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=58793&sez=NORDEST

Non si tratta né di onestà, né di coraggio: si tratta di consapevolezza di impunità per tutti i delitti che la Regione Veneto ha commesso nei confronti di un territorio che ha svuotato. Non è la fine del mondo; è la fine di un ciclo che vede l’attuale crisi economica portare allo sfascio il tessuto sociale italiano.
E’ da parecchio tempo che molti distretti industriali stanno chiudendo. Quello della chimica non è il primo né sarà l’ultimo.
Ciò che Galan tace è che il distretto della chimica si porterà con sé anche gran parte dell’attuale tessuto sociale del Veneto perché a pagare saranno i commercianti del Veneto che traevano guadagni da chi moriva di cancro nella chimica.
Tagliare gli stipendi degli operai non significa solo impoverire gli operai, ma CI COSTRINGE A CAMBIARE LE ABITUDINI D’ACQUISTO. Ormai entro sempre più spesso nei negozi cinesi e prima di comperare valuto esclusivamente il prezzo. Ho dimenticato come si prende un caffè nei bar e se mi posso permettere una vacanza è perché ho un luogo gratuito in cui passarla.
Conosco decine di persone che hanno stretto i cordoni della borsa: e i commercianti vedranno diminuire i loro profitti. All’interno di un insieme sociale, quando si modifica un equilibrio, si modifica l’intero insieme.

VENEZIA - «Bisogna avere il coraggio di dire con onestà al mondo che la chimica, a Venezia, è finita». È quanto dichiarato oggi a Venezia dal presidente del Veneto, Giancarlo Galan, che ha aggiunto che «prima ci rendiamo conto che è finita e bisogna fare qualcosa di nuovo e di diverso, meno saranno le sofferenze per quelli che ne avranno a patire».
«Con questo - ha proseguito - non voglio dire che non vanno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali, che non vanno usate tutte le formule possibili per superare le difficoltà legate anche alla catena della chimica nazionale, che qualcuno debba essere lasciato solo di fronte lo sviluppo e all’ineluttabile declino della chimica a Venezia», ma che «non c’è spazio per la chimica a Venezia e che politici coraggiosi dovrebbero avere il coraggio di dirlo e di creare fin da oggi le alternative, in modo che le sofferenze siano ridotte il più possibile». «Si smetta la solita retorica sul cloro - ha concluso Galan - e si inventino nuove fonti, perchè c’è un grande spazio per l’industria avveniristica».
Fonte:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/economia/2009/19-maggio-2009/galan-la-chimica-venezia-finita-1501372288611.shtml


Ha ragione Galan!
Si smetta la solita retorica sul lavoro: l’economia di una nazione non si misura dal lavoro di quella nazione, ma da quanto denaro le persone riescono a rubare. E non è importante se il rubare è “legalizzato o meno”, dal punto di vista sociale, si chiama sempre rubare. Come il denaro sottratto alla regione per essere dato alla chiesa cattolica; come il denaro sottratto illegalmente dai vigili urbani con i T-red; come il denaro sottratto illegalmente dal partito di Galan attraverso Berlusconi.
Ha ragione Galan: le fabbriche sono dei modelli obsoleti. Oggi lo spaccio di droga è molto più redditizio, la usano anche gli operai e i camionisti, come i deputati del Popolo delle Libertà, ne fanno largo uso (aspetto sempre che vengano istituiti controlli severi nei loro confronti).
Muore un mondo in cui sono vissuto; ho fatto del mio meglio per preparare le persone ad affrontare il mondo nuovo. Quel mondo in cui chi “comanda” ritiene di non dover rispondere a nessuna regola. Tuttavia, nonostante l’esperienza, è il mio mondo che muore e, con esso, una parte di me stesso.

20 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Galan, dopo 15 anni di governatorato, se la batte a Roma... il male , purtroppo è iniziato con il cvm a porto marghera, che lo si è utilizzato come scusa ( non a torto) per cominciare una lenta e inesorabile caduta della chimica italiana.. dall'altro lato la politica industriale del Galan è oltremodo cialtrona e ignorante dei processi industriale ed economici che sono alla base del polo chimico di marghera... dow, montefibre, ici, ...e molti altri se ne sono andati perché c'è stato un mostruoso disinteresse nei confronti delle loro attività... ce ne sarebbero da dire ancora!!|!

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