La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 27 maggio 2009

Veneto, imprenditori ridicoli, economia allo sbando, politici che farneticano.

Siamo alle solite
Una regione Veneto che non sa che cosa sia la programmazione. Che non ha nessuna idea per il futuro.
Una regione che cementa ogni area verde in ogni angolo e che usa i Vigili Urbani come fossero dei poliziotti. Una regione in cui non si rispetta l Costituzione, né i diritti elementari dei cittadini pensando che arraffare denaro possa continuare in eterno.
Una regione Veneto assolutamente impreparata per affrontare la crisi e che si nasconde dietro alle individualità sperando che il disastro che ha contribuito a costruire passi.
Così si buttano là delle idee di cementificazione senza sapere perché le si debbano fare. Con una crisi economica la coperta è corta. I soldi dello Stato non ci sono anche perché la Regione Veneto ha sempre avuto una certa simpatia per gli evasori fiscali.
Un Galan che sottrae soldi ai cittadini per finanziare la chiesa cattolica.
E così farnetica Galan e lancia rimproveri che dovrebbe lanciare a sé stesso alla sua incapacità. Il Cipe ha escluso dei finanziamenti, ma la regione Veneto non ha fatto nessuna programmazione. Non ne aveva il tempo, doveva perseguire le donne sulle strade e non la Noemi di “papi”

Il Gazzettino del 27 maggio 2009

L'esclusione decisa dal Cipe dei finanziamenti del tratto della Tav Brescia-Verona-Padova e al prolungamento fino a Trieste, a favore della Napoli-Bari, non va giù agli imprenditori, e Emma Marcegaglia, ieri a Verona per l’assemblea dell’associazione, ha rimarcato che «è una cosa assolutamente necessaria perché su questa tratta c'è un livello di produttività e di traffico molto più alto rispetto ad altre parti d'Italia». Sul tema il presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat non va tanto per il sottile e chiama in causa le responsabilità dell’intera politica regionale e nazionale: «Bisogna sbloccare al più presto il passaggio dell'Alta velocità, tante volte si dice che il Veneto è la locomotiva d’Italia e che la nostra regione è un traino per tutta l’economia italiana, ma a questo punto dobbiamo amaramente constatare che la nostra regione non è altrettanto valutata adeguatamente sul piano politico. Perché qui di politica si tratta. È un Veneto maltrattato». Immediate le reazioni, durissima quella di Galan: «Cosa fanno i nostri ministri? Solo io so convincere Berlusconi?».

La rabbia di Andrea Tomat nei confronti della politica veneta che non è riuscita a impedire il taglio dei finanziamenti dell’alta velocità ferroviaria a Nordest, è anche la rabbia della politica veneta. Sembra un paradosso, ma in questa vicenda tutti la pensano come il presidente degli industriali: a destra e a sinistra, parlamentari e governatore. Gli unici che hanno preferito non affrontare l’argomento tra coloro che sono stati chiamati in causa da Tomat sono i tre ministri veneti. Vero è che non rientra tra le competenze di Sacconi, Zaia e Brunetta il diritto di mettere becco nelle decisioni del Cipe, il comitato che decide a cosa assegnare i finanziamenti: ma è evidente che l’indirizzo politico non può che essere preso a livello di consiglio dei ministri. Ed è lì che si concentrano gli strali di Tomat, ma anche di Galan. «Di fronte a questa situazione vado in escandescenze peggio del presidente degli industriali - attacca il Governatore -. Si arrabbia a ragion veduta: da sempre io vado chiedendo dov’erano i nostri grandi politici quando si diceva che il Veneto "contava", mentre si stabiliva la priorità dell’alta velocità tra Roma e Napoli invece che tra Milano e Trieste. Adesso abbiamo tre ministri al governo: ebbene, dico che qui non è questione di competenze. Ogni venerdì sono lì in consiglio dei ministri, perdio... La questione deve essere risolta da tutti i ministri e da una forza politica determinante che evidentemente non fa quel che dovrebbe. Sarà più importante l’alta velocità dall’Europa all’Est della tratta Bari-Napoli...»


A quelli come Galan piacciono le sceneggiate da teatro: piace prendere in giro i Veneti. Nessuna programmazione economica e quando fanno leggi, spesso vengono bocciate, come quella fatta contro i Phone Center. E solo perché Galan, accecato dall’odio, ha perso ogni bussola economica.
La rabbia di Tomat è ridicola: pensa di continuare a far fessi i Veneti. Mentre l’industria è in crisi e la gente viene licenziata, lui pensa alle sue “grandi opere” ai suoi affari. Lui se ne sbatte del lavoro nel Veneto.
Sarebbe opportuno che Galan imparasse a rispettare le leggi!
Galan più che aggredire extracomunitari licenziati, donne che lavorano lungo le strade, favorire i loschi traffici dei preti cattolici, altro non ha fatto. Così farnetica:


Ma anche il governatore non può tirarsi indietro: «È vero. Perciò dico chiaramente che pretendo con il massimo della durezza dal governo la revisione della delibera del Cipe. Non ho certo paura di fare battaglie: l’ho fatta per impedire l’estrazione di gas dall’alto Adriatico, e non ho paura di mettermi contro il governo se sbaglia. Il mio compito è difendere non solo gli interessi del Nordest, ma gli interessi nazionali: che piaccia o no, passano prima da Milano e Trieste, e dopo da Napoli e Bari. La decisione di non finanziare l’alta velocità a Nordest è sbagliata nel merito, politicamente ed economicamente. L’alta velocità a Nordest non è mica nell’interesse dei soli veneti: le merci attraversano l’Europa, o pensate che si vendano tra Bari e Napoli?».

La decisione è corretta. Le merci, per venderle è necessario produrle e il Veneto sta perdendo tutta la sua capacità produttiva e negli anni in cui Galan è stato alla testa del Veneto ha fatto di tutto perché la capacità produttiva del Veneto si fermasse e la società civile fosse costretta a fascistizzarsi e a manifestare il peggior razzismo presente in lei.
Anche la Marcegaglia farnetica quando dice:


«Bisogna sbloccare al più presto il passaggio dell'Alta velocità, tante volte si dice che il Veneto è la locomotiva d’Italia e che la nostra regione è un traino per tutta l’economia italiana, ma a questo punto dobbiamo amaramente constatare che la nostra regione non è altrettanto valutata adeguatamente sul piano politico. Perché qui di politica si tratta».

Si è solo dimenticata che il Veneto è una regione allo sbando: non c’è nessun piano economico credibile. Non ci sono leggi che rilancino l’economia. Tutte le imprese economiche del Veneto stanno saccheggiando il Veneto per arraffare quanto possibile e sopravvivere. Per sopravvivere stanno distruggendo le relazioni sociali. Forse solo la Sardegna è messa peggio del Veneto. Non esiste un interesse strategico del Veneto. Da quando gli industriali del Veneto delocalizzarono in Romania per mantenersi le amanti in quel paese contribuirono a distruggere l’economia Veneta e la Romania. In compenso importarono dall’est Europa assieme a lavoratori che Gentilini e compagni perseguitarono per i loro interessi razzisti, tutta la peggiore feccia criminale perché gli imprenditori Veneti sapevano dialogare solo con loro. Solo con chi era dedito ad arraffare come gli imprenditori Veneti senza nessun senso della società civile.

E non diciamo sciocchezze: gli imprenditori non hanno nessuna consapevolezza della crisi economica attuale.
Per mesi i Veneti hanno creduto nel "messia" Sartor per il Petrolchimico.
Abituati a sopravvivere arraffando, nonostante il disastro, per ora non sono ancora affondati del tutto. Ma affonderanno, ma non perché io sia un profeta. Affonderanno perché, lo dicono le regole fondamentali dell’economia:


«Il sistema bancario italiano, l'ultimo fra i big europei cui è stato attribuito un outlook negativo, si è dimostrato inizialmente più resistente alla crisi rispetto a quello di altri paesi grazie alla minor esposizione verso asset tossici e attività di investment banking e capital market. Tuttavia la crisi finanziaria adesso si è trasferita all'economia reale e, come conseguenza, gli indicatori delle banche italiane relativi alla qualità degli asset e alla redditività si sono deteriorati nel 2008 e probabilmente peggioreranno ulteriormente nel 2009 e nel 2010», ha dichiarato Carlo Gori, vice presidente e senior analyst di Moody's. Fonte Il Sole 24 ore


Quelle regole fondamentali che gli imprenditori, quando agiscono con lo spirito del ladro e dello saccheggiatore come i Veneti (provate ad andare a vedere le scorie tossiche che hanno distribuito sul territorio di Mestre, fin nelle fondamenta delle scuole in Viale S. Marco o quanta diossina sta nel parco di S. Giuliano), ignorano.

28 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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